L’evoluzione cromatica della Dacia Arena: l’impatto visivo e strategico dei seggiolini multicolore

L’effetto "Alvalade", con le sedute colorate come allo stadio dello Sporting Lisbona, si sta concretizzando giorno dopo giorno al nuovo "Friuli". Le parti superiori di curva nord e distinti sono già state completate. Ora manca solo una parte delle gradinate inferiori perché il colpo d'occhio sia integro. I lavori procedono dunque secondo quanto dichiarato a più riprese, e per l'inizio della stagione l'impianto - tranne la sud, "operativa" per il girone di ritorno - sarà pronto. Nel frattempo sta per scadere la prima fase della campagna abbonamenti, dedicata ai rinnovi in tribuna.

Veduta panoramica dei seggiolini multicolore della Dacia Arena che creano un effetto ottico di riempimento

Un investimento senza precedenti per l'Udinese

Eccolo il top player della nuova Udinese. Il più costoso di sempre. Mai nella storia la società bianconera ha staccato un assegno da 30 milioni di euro. L’acquisto più caro fino a oggi resta quello di Roberto Muzzi prelevato dal Cagliari per 20 miliardi di lire nel luglio del 1999 dopo averne incassati poco meno di 70 per Amoroso. Altri tempi. Ma per il nuovo stadio Friuli l’Udinese non ha badato a spese. Il gioiello voluto da paron Pozzo costerà 30 milioni di euro, quasi 60 miliardi delle vecchie lire, un record. Che di fatto ha chiuso un’epoca cominciata nel 1976 quando fu inaugurato il “vecchio” Friuli, l’impianto disegnato da Parmegiani e Giacomuzzi Moore.

Di quello stadio è rimasta e resterà solo la Tribuna con il suo caratteristico arco. Per completare quello nuovo invece manca solo la Curva sud che sarà terminata per il girone di ritorno. A quel punto la capienza salirà a 25 mila mentre adesso i posti disponibili sono 18 mila. Quasi tutti colorati, in grado di regalare un effetto ottico da “tutto esaurito”.

La filosofia dietro il design multicolore

Già perché - come ricorda il direttore amministrativo, Alberto Rigotto, il project manager dello stadio che ha seguito tutto il procedimento fin dall’inizio - «i seggiolini non sono solo più comodi, più belli e più confortevoli, ma permetteranno di vivere la partita in modo unico tanto che le prime file potranno letteralmente stringere la mano ai giocatori». A separare i tifosi dal campo ci sarà solo una barriera in plexiglass alta un metro e dieci centimetri.

«Sarà il primo stadio in Italia realmente senza barriere ma - precisa - questo non significa che sarà meno sicuro, anzi. Insieme alla Questura abbiamo lavorato per potenziare la sicurezza aumentando il numero delle telecamere e rivedendo le zone di massima sicurezza, operazione che ci ha consentito anche di abbattere le barriere mobili che erano state posizionate all’esterno dell’impianto».

Dettaglio dei seggiolini multicolore installati sulle gradinate dello stadio Friuli

Entro un paio di settimane - «una ventina di giorni al massimo» assicura Rigotto - comincerà poi l’installazione dei seggiolini che saranno multicolori, in otto tonalità diverse. Niente bianconero, dunque, ma una scelta che mutua, pur con delle diversità specifiche, il Josè Alvalade di Lisbona, “casa” dello Sporting. «Chi vuole uno stadio in bianco e nero - spiega il project manager della ristrutturazione - significa che spera di avere un impianto morto e semi vuoto. Noi, invece, abbiamo pensato al Friuli come a una struttura allegra, viva e sempre piena di gente».

Trasformazioni storiche: dal 1976 a oggi

La storia del Friuli di Udine, lo stadio dell’Udinese dove l’Inter giocherà domani mattina, è una storia di profonde trasformazioni lunghe più di 40 anni. Del primo Friuli è rimasta solo la tribuna centrale. Una tribunona a forma di ferro di cavallo con i sedili a schienale alto e neri. E dire che all’inizio c’era praticamente solo quella. D’altronde l’Udinese non aveva una grande storia alle spalle e a parte una parentesi negli anni ’50 con uno scudetto sfiorato, ma macchiata dall’illecito sportivo, dal 1960 vivacchiava nelle serie minori.

Tutto sommato gli anni migliori dovevano ancora venire, con la squadra che da allora è rimasta quasi sempre in serie A e dagli anni ’90 ha iniziato ad ottenere alcuni piazzamenti d’onore importanti, partecipando anche alla Champions League. Negli ultimi tre anni invece, proprio dopo il rifacimento dello stadio, il team della famiglia Pozzo ha iniziato a vivere stagioni travagliate e si trova attualmente in piena lotta per non retrocedere a tre giornate dal termine del campionato.

Proseguono i lavori allo stadio Friuli!

E torniamo proprio allo stadio, ricostruito dal 2013 e reinaugurato nel gennaio 2016. Come detto, rimasta la tribuna, è stata abolita la pista d’atletica, avvicinato il terreno di gioco alla tribuna e totalmente ricostruite le curve e i distinti, più bassi e rettangolari della tribuna, con una forma più ordinata e uniti tra curve e distinti, creando un curioso mix invece con la vecchia tribuna, anche perché gli spalti nuovi sono invece dotati di seggiolini multicolorati.

Logistica e accesso alla Dacia Arena

Per chi si recherà domani alla Dacia Arena da Milano per il match dell’Inter, l’autostrada da prendere è l’A4, con uscita a Udine Stadio Friuli dopo 377 km di autostrada imboccando Viale Agostino e Angeli Candolini per appena 700 metri fino a destinazione, con un tempo complessivo di percorrenza tra le tre ore e mezza e le quattro ore. Denominazione a parte, l’Udinese calcio prosegue nell’iter verso il completamento della ristrutturazione del Friuli. È stato portato a termine il posizionamento dei gradoni inferiori in Curva Nord, cioè in uno dei tre settori - gli altri sono i vecchi Distinti e la Tribuna - che saranno già a disposizione del pubblico ad agosto per l’inizio della nuova stagione.

Mappa schematica degli accessi stradali per raggiungere lo stadio Friuli

L'impatto visivo dei seggiolini multicolore non è un semplice vezzo estetico, ma una precisa strategia di marketing e di fruizione dello spazio. La scelta di non utilizzare il bianco e nero puro evita che lo stadio appaia visivamente "vuoto" anche durante le partite meno seguite, poiché la policromia inganna l'occhio, dando l'impressione di una tribuna sempre gremita. Questa innovazione si inserisce in un contesto più ampio di modernizzazione dell'impianto che ha visto l'Udinese trasformarsi da una società con una storia di alti e bassi a un modello di gestione infrastrutturale d'avanguardia in Italia.

La continuità tra la vecchia struttura, conservata nel suo arco monumentale, e la nuova, tecnologica e funzionale, rappresenta la dualità dell'Udinese moderna: legata alle proprie radici ma proiettata verso una dimensione europea, dove l'esperienza del tifoso al centro è prioritaria. La barriera in plexiglass ribadisce questo concetto, trasformando il rapporto tra pubblico e atleti in un legame diretto, privo di quelle distanze fisiche che per decenni hanno caratterizzato gli stadi italiani nati nell'era delle piste d'atletica. L'investimento di 30 milioni di euro non è dunque una spesa isolata, ma il pilastro su cui poggia il futuro del club friulano, capace di accogliere i propri sostenitori in una casa che non è più solo un campo di calcio, ma un ambiente vivo, dinamico e capace di evolversi costantemente in base alle esigenze della tifoseria moderna.

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