«Non ci crederai, aspettano due gemelli!». Da sempre la notizia dell’arrivo di due gemellini viene vissuta, dai futuri genitori, dai parenti e dagli amici, come un evento straordinario; e a buon ragione, dal momento che nella specie umana la gravidanza gemellare spontanea è un evento piuttosto raro. Oltre al fascino e al mistero, però, questo argomento genera da sempre anche preoccupazione per le possibili problematiche materne e fetali che può comportare.
In alcune culture antiche la nascita di gemelli era associata a uno stigma e i bambini venivano isolati e discriminati. In altre, al contrario, i gemelli erano considerati protetti dalla benevolenza divina. Più di uno studioso dell’antichità greca e romana provò a identificare la causa all’origine dei parti gemellari, ipotizzando che fossero dovuti a un eccesso di sperma o dallo “sdoppiamento” del materiale spermatico nell’utero. Ipotesi di questo tipo sono state attribuite, tra gli altri, ad Aristotele, Ippocrate, Democrito, Empedocle e Galeno.
Oggi conosciamo meglio i meccanismi del concepimento e dello sviluppo embrionale e sappiamo che la gemellarità può avere più di una causa. Le nascite multiple sono spesso oggetto di curiosità e interesse. Per esempio, è interessante capire perché nascono i gemelli, se possono originarsi da padri diversi, o perché è diversa la probabilità di parto gemellare a seconda del Paese considerato. Conoscere meglio i gemelli è importante anche per eventuali applicazioni mediche. In biologia, rimanendo nel caso della specie umana, i gemelli sono gli individui nati durante lo stesso parto, anche se non nello stesso istante.
I Fondamenti Biologici della Gemellarità
La stragrande maggioranza di gemelli si divide in monozigoti e dizigoti. Questo approfondimento esplorerà le diverse modalità di formazione dei gemelli, partendo dalla divisione di un singolo embrione fino alle casistiche più complesse e rare, per poi passare alle implicazioni cliniche e scientifiche.
La Formazione dei Gemelli Monozigoti (Identici)
I gemelli monozigoti, detti anche gemelli monovulari, o omozigoti, o semplicemente gemelli identici, derivano da una singola cellula uovo fecondata da un solo spermatozoo. Questo è il processo chiave quando si parla di "come si formano i gemelli da un singolo embrione". Durante le prime fasi della moltiplicazione cellulare avviene la separazione dell'unica massa di cellule presente in quel momento in due masserelle separate, dette morule. Lo zigote è la cellula che si forma per unione dello spermatozoo con la cellula uovo durante la fecondazione, e in uno stadio precoce del suo sviluppo si divide in due o più parti.
I due gemelli che ne derivano risultano di sesso uguale e fortemente somiglianti nell'aspetto, dato che gli individui che originano da questo evento casuale possiedono un identico patrimonio genetico. Questi casi vengono studiati molto attentamente, rappresentando l'unico caso di identità genetica umana naturale, cioè di uguaglianza, fra individui distinti, di genotipo e DNA. Questa situazione permette di capire quanto l'ambiente influisca sullo sviluppo del comportamento di un individuo rispetto al patrimonio genetico. Sebbene siano per lo più geneticamente identici, una certa misura di variabilità genetica comincia a manifestarsi fin dalle prime fasi dello sviluppo. Dal confronto delle sequenze di DNA dei genomi di gemelli monozigoti emergono centinaia di differenze. Il sesso dei gemelli omozigoti è quasi sempre lo stesso, con rarissime eccezioni dovute a irregolarità al momento della divisione dello zigote.

A seconda del momento in cui avviene questa scissione, i gemelli monozigoti possono avere diverse caratteristiche per quanto riguarda la condivisione di placenta e sacco amniotico:
- Gravidanza gemellare monozigotica bicoriale biamniotica: Se la scissione avviene prima del quinto giorno dal concepimento, ogni gemello avrà la sua placenta e il suo sacco amniotico. Questa situazione si verifica nel 18-36% dei casi di gemellarità monozigotica. In questo caso, i gemelli monovulari possono sviluppare due placente distinte.
- Gravidanza gemellare monozigotica monocoriale biamniotica: Se la scissione avviene, approssimativamente, dal quinto al decimo giorno dal concepimento, i gemelli avranno una sola placenta e due sacchi amniotici. Questa è la casistica più comune, riscontrata nel 60-70% dei casi.
- Gravidanza gemellare monozigotica monocoriale monoamniotica: Questa condizione si verifica quando la divisione avviene tra l'ottavo e il tredicesimo giorno dopo la fecondazione. In questo caso, i gemelli condividono sia la placenta che un unico sacco amniotico.
- Gemelli Siamesi: L'evento è causato dalla divisione tardiva dell'embrione, dopo il tredicesimo giorno dalla fecondazione. Quando la divisione dello zigote non avviene in maniera completa, evento fortunatamente raro, nascono gemelli siamesi, che presentano uno o più organi in comune. La nascita di gemelli siamesi è comunque un'eventualità molto rara, dall'incidenza statistica di circa 1:120.000. In passato questa situazione portava quasi sempre a morti premature, a causa delle malformazioni degli organi interni, anche se è noto il caso di Lazzaro e Giovanbattista Colloredo, gemelli siamesi del XVII secolo che vissero diversi decenni. Le casistiche cambiano a seconda delle parti corporee dove i gemelli risultano uniti e degli organi che essi condividono; solitamente vengono distinti quelli che non coinvolgono il cuore e l'ombelico.
La Formazione dei Gemelli Dizigoti (Fraterni)
I gemelli dizigoti, detti anche gemelli biovulari, o eterozigoti, o cosiddetti "gemelli diversi", sono più comuni, assommando a circa i 2/3 di tutti i parti gemellari. La fecondazione avviene per la presenza contemporanea di due ovuli nella stessa tuba, che pertanto vengono fecondati da due spermatozoi diversi. Derivano dalla fecondazione di due diverse cellule-uovo da parte di due diversi spermatozoi e quindi originano da due zigoti diversi.
I gemelli dizigoti sono quindi fratelli che condividono l'utero materno durante lo stesso periodo di gravidanza. Come tali, si distinguono per aspetto (il loro grado di somiglianza è analogo a quello che si riscontra tra fratelli) e patrimonio genetico (differente è il gruppo sanguigno, uguale negli omozigoti, e talvolta il sesso). Possono essere o meno dello stesso sesso e avere tra loro tante differenze quante quelle di comuni fratelli. Si sviluppano ciascuno nella propria placenta e nel proprio sacco amniotico. La credenza per cui il gemello che esce per primo dall'utero materno è anagraficamente più vecchio ma presenta in realtà un'età biologica minore è sbagliata, in quanto non appena un ovulo viene fecondato e si deposita nell'utero, quest'ultimo si chiude al mondo esterno, per impedire qualsiasi contaminazione del feto.

Forme Rare di Gemellarità: i Sesquizigoti e la Superfecondazione
Un tipo di gemelli recentemente scoperto sono i gemelli bizigoti o sesquizigoti. Questi gemelli nascono da una cellula uovo fecondata da due spermatozoi. Il primo caso conosciuto è quello di due gemelli francesi nati nel 2002, un maschio e un ermafrodita (nato con entrambi i sessi), cresciuto come una donna. Il secondo caso è stato riconosciuto in Australia nel 2019 con due bambini bizigoti, un maschio e una femmina. Come spiegato al New England Journal of Medicine, i medici hanno prelevato dei campioni dalle due sacche amniotiche, per indagare sul genoma dei gemelli durante la gravidanza. I risultati hanno rivelato una situazione insolita: i gemelli erano semi-identici, poiché due spermatozoi avevano fecondato un singolo ovocito. Dopo la fecondazione, i cromosomi dei due spermatozoi e del singolo ovocito si sono raggruppati in tre «pacchetti genetici»: uno conteneva cromosomi di entrambi gli spermatozoi, ovvero due gruppi di materiale genetico del padre, ma nessuno dalla madre. Mentre l'ovulo fecondato si divideva e il gruppo di cellule cresceva, il «pacchetto» che conteneva solo cromosomi dei due spermatozoi si è distrutto. Alcune delle cellule di entrambi gli embrioni contenevano due cromosomi X, mentre altre cellule contenevano un cromosoma X e un cromosoma Y.
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Nel caso della superfecondazione eteropaternale, due cellule uovo emesse nello stesso ciclo di ovulazione possono essere fecondate da spermatozoi di padri diversi, rendendo, in teoria, possibile che il padre dei gemelli sia diverso, come succede quando ovociti distinti vengono fecondati a breve distanza di tempo ma in due coiti differenti.
La Frequenza e i Fattori Predisponenti della Gemellarità
La gravidanza gemellare ha sicuramente una componente ereditaria: questo spiegherebbe sia la ricorrenza di nascite gemellari in alcune famiglie, sia la differente frequenza di parti gemellari tra le diverse etnie. Sappiamo ad esempio che il tasso di gemellarità è più alto tra le popolazioni africane e più basso tra quelle asiatiche, mentre le popolazioni caucasiche (a cui appartengono gli europei) stanno nel mezzo. Si è anche osservato che la frequenza di nascite di monozigoti rimane stabile nel tempo e nelle varie popolazioni.
Recentemente sono stati pubblicati sull’American Journal of Human Genetics i risultati di una ricerca che ha messo a confronto il DNA di madri di gemelli dizigoti, di madri di gemelli monozigoti (tutti concepiti senza l’aiuto di trattamenti) e di madri di non gemelli. La ricerca ha individuato due varianti genetiche che compaiono più spesso nelle madri di gemelli dizigoti e che hanno a che fare con la produzione dell’ormone che stimola la maturazione dei follicoli nelle ovaie femminili e che può determinare il rilascio di più ovociti. Quindi viene confermata una componente ereditaria che riguarda solo i gemelli dizigoti e che è legata alla genetica della mamma. È molto interessante notare che lo studio in questione è stato realizzato mettendo insieme i database di tre registri di gemelli (Olanda, Australia e Stati Uniti).
A partire dal 1975 si è osservato un aumento dell’incidenza delle gravidanze multiple nei vari Paesi. Tale fenomeno è correlato all’impiego di trattamenti della fertilità di coppia, soprattutto quelli che comportano il trasferimento di due o più embrioni. Contrariamente a quanto ritenuto dall’opinione pubblica, la maggior parte delle gravidanze gemellari iatrogene (dovute cioè a trattamento medico) è conseguente alla semplice induzione dell’ovulazione e non all’impiego di tecniche di riproduzione assistita. Inoltre, la fertilizzazione in vitro seguita da FIVET (tecnica nella quale l’embrione “concepito” in provetta viene trasferito nell’utero per essere impiantato) attua un discreto controllo dei fattori di rischio di gravidanza multipla, attraverso la limitazione del numero di embrioni o di ovociti che vengono trasferiti dando luogo a gravidanze gemellari di basso ordine (bigemine o trigemine). Al contrario, l’induzione dell’ovulazione o della superovulazione (la produzione di un numero di ovociti maggiore rispetto al normale) non seguite da pick-up ovocitario (tecnica che permette di prelevare e avere dunque a disposizione un numero di ovuli maggiore rispetto alla naturale ovulazione), presentano sempre, almeno teoricamente, un rischio incontrollabile di gravidanza plurima che si pone oggi al centro dell’attenzione degli operatori per le problematiche di ordine ginecologico, ostetrico, etico ed economico che ne derivano.
La probabilità di un parto gemellare dizigote non è uniforme nel mondo. Per esempio, nel gruppo etnico degli Yoruba, in Africa occidentale, il 9-10% dei nati vivi viene da un parto gemellare, mentre nell’Asia orientale e meridionale queste percentuali sono circa 15 volte inferiori. Altre località nel mondo con un alto tasso di parti gemellari includono Igbo-Ora in Nigeria, Kodinji situato in Kerala, India, e Mohammadpur Umri, situato nell'Uttar Pradesh, in India. In uno studio sui record di maternità, su 5.750 donne Hausa che vivono nella savana in Nigeria, ci sono stati 42 parti gemellari ogni mille nascite, di cui 2 trigemini. Il 26% dei gemelli era monozigote. L'incidenza di nascite multiple, che era di circa cinque volte superiore a quella osservata in qualsiasi popolazione occidentale, era significativamente più bassa di quella di altri gruppi etnici che vivono nel clima caldo e umido della parte meridionale del paese.
Oltre alla provenienza geografica, vi sono altri fattori predisponenti, come l’età della madre, il suo stato nutrizionale e il numero di gravidanze avute in precedenza. Per fare un esempio, una donna tra i 35 e i 40 anni che ha già avuto quattro figli si stima abbia il triplo delle probabilità di una gravidanza gemellare rispetto a una donna di 20 anni senza figli. In ogni caso, la probabilità che la madre dia alla luce due o più gemelli sembra legata - tra l'altro - anche all'eredità (su base materna) e all'età della madre. Negli ultimi anni i casi di gravidanze gemellari o plurigemellari sono aumentati, sia per l'innalzamento dell'età media delle gestanti, sia per il sempre più frequente ricorso a terapie farmacologiche contro l'ipofertilità (che stimolano l'ovulazione) e a tecniche di fecondazione assistita. Infine, si resta controverso come l'uso dell'acido folico per la prevenzione dei DTN (Difetti del Tubo neuronale) possa essere causa di gravidanze gemellari.
I ricercatori sospettano che una gravidanza su otto inizi come multipla, ma che solo un singolo feto venga portato a termine, mentre l'altro muore nelle prime fasi della gravidanza. Questa condizione viene chiamata sindrome dei "gemelli evanescenti", poiché un feto non si sviluppa e svanisce.
La Gestione e le Complicazioni delle Gravidanze Gemellari
La gravidanza gemellare è associata a elevati tassi di complicanze materne e fetali. Il maggior problema clinico riguarda la prematurità, che come complicanza è aumentata di circa il 50% nelle gravidanze derivanti da tecniche di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) rispetto a quelle spontanee. Per la mamma, la gravidanza gemellare si associa a un aumentato rischio di complicanze. Nei Paesi benestanti i progressi nella medicina prenatale e perinatale hanno fatto sì che i parti gemellari portati a termine con successo siano molto aumentati nel corso degli ultimi decenni. Tuttavia, la gravidanza e il parto gemellare comportano infatti rischi maggiori sia per la gestante sia per i nascituri.
Il parto è, ovviamente, più lungo e complicato per la gestante e nel corso della gravidanza è maggiore il rischio di sviluppare complicanze tipiche, come il diabete gestazionale e la pre-eclampsia (cioè l’aumento di pressione sanguigna con concentrazione anomala di proteine nel sangue). Nella maggior parte dei casi, il parto avviene tramite taglio cesareo, anche se è possibile affrontare il parto naturale, ammesso che il primo bambino sia in presentazione cefalica e dunque a testa in giù. È anche possibile, qualora si inizi il parto naturale, che si debba passare al taglio cesareo, se insorgono complicazioni. Per ridurre il rischio di aborti spontanei, che sono più frequenti nei parti gemellari, è di solito raccomandato il parto cesareo o l’induzione delle doglie dopo le 38 settimane di gestazione per parti bigemellari (e il termine è ridotto ulteriormente nel caso di gravidanze trigemine o quadrigemine).
Per quanto riguarda i rischi di prematurità e di ritardo di crescita associati alla gravidanza gemellare, le linee guida concordano su controlli ecografici mensili in caso di gravidanza dizigota e di controlli ecografici ogni 15 giorni in caso di gravidanza monozigotica. La gravidanza gemellare, come abbiamo detto, deve essere seguita da un ginecologo specializzato ed esperto, soprattutto per l'esecuzione delle ecografie. La diagnosi di corionicità e di amnionicità della gravidanza gemellare, invece, è raccomandata prima della quattordicesima settimana, e più precisamente tra l’undicesima e la tredicesima.
In caso di gravidanza gemellare i sintomi iniziali classici della gestazione possono essere più precoci e più accentuati rispetto a una gravidanza singola. Già dalla sesta settimana è possibile avvertire la tipica nausea, associata a scialorrea (aumento della salivazione) che può essere molto fastidiosa o invalidante. In caso di nausea è sempre bene rivolgersi al proprio medico o all’ostetrica, per trovare strategie che possano alleviare questo sintomo. A volte anche solo cambiare alimentazione, eliminando per esempio cibi che contengono zucchero o grassi, o mangiare poco a intervalli di tempo più brevi può ridurre il sintomo. Ma ricordiamoci che i sintomi non sono un indice certo di gravidanza gemellare! L’unico dato certo per una diagnosi di gravidanza gemellare è l’ecografia che, come ci dicono le linee guida, in assenza di complicanze la prima ecografia deve essere effettuata intorno all’undicesima-dodicesima settimana di gravidanza. A titolo informativo, la presenza dei gemelli si vede già intorno alla quinta-sesta settimana di gravidanza, quando, come nelle gravidanze singole, si palesa la gravidanza in utero attraverso la presenza della camera gestazionale con dentro un embrione e il sacco vitellino.
La gonadotropina corionica è un ormone, le cui frazioni (le Beta hcg) quando si ritrovano nel sangue o nelle urine materne indicano la presenza di una gravidanza. Questo ormone viene prodotto, infatti, dal trofoblasto, cioè dalle prime cellule che daranno origine alla placenta. In caso di gravidanza gemellare i valori delle Beta hcg saranno notevolmente più alti rispetto a una gravidanza singola. L’utilizzo del dosaggio delle Beta hcg, però, non ha un’utilità dimostrata dagli studi ed è ormai una pratica antiquata che non migliora l’esito di quelle gravidanze iniziali, anche gemellari, che si complicano e che esitano in aborto spontaneo. Come già detto, in assenza di sintomi particolari, non è necessario fare un’ecografia o esami specifici prima dell’undicesima-dodicesima settimana di gravidanza. Questo perché spesso non si riesce comunque a definire l’evoluzione della gravidanza a causa dell’epoca precoce e soprattutto perché non esiste una terapia o una prevenzione efficace per la minaccia di aborto.
L’aumento di peso e la crescita della pancia durante una gravidanza gemellare diventano più evidenti dal secondo trimestre in avanti. In donne normopeso con gravidanza gemellare è considerato normale un aumento di peso che varia dai 17 ai 25 Kg. Un ruolo fondamentale, anche in termini di miglioramento degli esiti materno-fetali, è giocato dall’apporto di macro e micronutrienti.
Può accadere che uno dei gemelli non si sviluppi in utero e venga “assimilato” dall’altro. Si tratta di casi molto variegati, che includono la sindrome del gemello scomparso, quando cioè il gemello viene completamente riassorbito, lasciando al più un “foglietto” di materiale placentare residuo. Un’altra eventualità è il cosiddetto chimerismo: uno di due embrioni dizigoti viene assorbito precocemente in un unico nascituro, il cui organismo conterrà linee cellulari con corredo genetico differente. Nel 10-15% delle gravidanze in cui i gemelli monozigoti condividono la placenta si verifica una condizione piuttosto pericolosa, nota come sindrome da trasfusione feto-fetale, nella quale la circolazione del sangue non è equilibrata tra i due feti e uno dei due riceve sangue dall’altro. Il feto “donatore” diventa solitamente più piccolo e anemico, mentre il feto che riceve sangue in eccesso è sottoposto a stress cardiaco. Anche la produzione di urine dai due feti, e il conseguente volume di liquido amniotico, ne risultano squilibrati. Il volume in eccesso dalla parte del feto “ricevente” può quindi esercitare una pressione rischiosa sulla cervice uterina.
I Gemelli nella Scienza e nella Società
Sir Francis Galton, psicologo e naturalista inglese e cugino di Charles Darwin, fu forse il primo a utilizzare i gemelli per confrontare gli effetti di fattori naturali e ambientali sullo sviluppo umano. Voleva, per esempio, capire se le esperienze avvenute nella primissima infanzia potessero influenzare lo sviluppo successivo. Galton aveva però trascurato le differenze tra gemelli monozigoti e dizigoti, cruciali per comprendere le diverse manifestazioni di un tratto ereditario o di una patologia. Ciò nonostante dai suoi studi ha avuto inizio la gemellologia, una disciplina biologica e medica che studia i problemi della gemellarità.
Negli studi sui gemelli, il metodo principale è la comparazione tra monozigoti (MZ) e dizigoti (DZ). I gemelli MZ, detti anche gemelli identici, poiché si sviluppano dallo stesso zigote (cellula uovo fecondata), possiedono lo stesso corredo genetico. Gli studi di genetica comportamentale condotti sui gemelli prendono in esame una qualche caratteristica fenotipica (cioè manifesta) di un gemello MZ (come ad esempio una patologia di sospetta origine genetica) e la si confronta con la frequenza con cui appare anche nell’altro gemello (utilizzando quindi campioni formati da numerose coppie di gemelli MZ). Se un disturbo è spiegato interamente dal fattore genetico, entrambi i gemelli MZ manifesteranno tendenzialmente il disturbo. La probabilità misurata statisticamente è chiamata tasso di concordanza per il disturbo. Pertanto, se un disturbo è interamente determinato dai geni, il tasso di concordanza tra i gemelli MZ dovrebbe tendere al 100 per cento. Il tasso di concordanza per il disturbo tra gemelli dizigoti (DZ) tenderà invece attorno al 50 per cento. Ad esempio, supponiamo che il tasso di concordanza per il disturbo X per i gemelli MZ sia del 48%, mentre il tasso di concordanza per i gemelli DZ sia del 17%. Questi tassi di concordanza ci dicono due cose. In primo luogo, poiché il tasso di concordanza per i gemelli MZ è considerevolmente superiore rispetto a quello per i gemelli DZ, abbiamo prove che il disturbo X è trasmesso geneticamente. È tuttavia importante tenere in considerazione che i fattori ambientali potrebbero non essere gli stessi tra i gemelli MZ e gemelli DZ. Mentre l’ambiente è un fattore generalmente condiviso tra gemelli MZ, potrebbe non esserlo tra gemelli DZ: l’aspetto fisico di un gemello DZ potrebbe agevolarlo nelle relazioni sociali a differenza del gemello con diverso aspetto fisico.

Anche il confronto tra soli gemelli monozigoti può essere utile. Per esempio, se in entrambi i gemelli di coppie di monozigoti si presentano disturbi apparentemente diversi, potrebbe trattarsi di forme cliniche diverse di una singola patologia (un caso tipico sono le allergie). I gemelli monozigoti si sono rivelati molto importanti per studiare le modificazioni epigenetiche, ovvero alterazioni nell’espressione dei geni dovute a fattori di regolazione esterni alla sequenza dei geni. Si tratta di modifiche che contribuiscono alla variabilità individuale nell’espressione di profili genetici anche identici tra loro.
Un altro esempio di studio di genetica comportamentale, reso possibile dal confronto tra gemelli monozigoti e gemelli dizigoti è quello delle caratteristiche del sonno. Nel 2008, uno studio italiano, unico al mondo, condotto da Luigi De Gennaro dell'Università degli studi di Roma La Sapienza, ha comparato l'attività cerebrale durante il sonno tra gemelli MZ e DZ, evidenziando che l'attività cerebrale durante il sonno non-REM dipende al 96 per cento da fattori genetici (e quindi al 4 per cento da altri fattori, probabilmente di tipo ambientale e/o biologico). Tra i gemelli identici più noti come soggetti di studi sperimentali si possono ricordare Mark e Scott Kelly, astronauti della NASA: Mark Kelly, astronauta, è rimasto per uno studio dal 2015 per un anno a terra perché il fratello gemello Scott Joseph Kelly, è stato designato per la missione della stessa durata nella Stazione spaziale internazionale, assieme al cosmonauta russo Mikhail Kornienko. La partenza è avvenuta il 27 marzo 2015. Dal confronto dei loro organismi, gli scienziati hanno potuto valutare gli effetti della microgravità e di altri fattori ambientali, tra le altre cose, sull’espressione dei geni. Tristemente famosa rimane la figura di Josef Mengele che nel campo di concentramento di Auschwitz, effettuò esperimenti sui gemelli, reclutati tra i bambini prigionieri.
I gemelli, in biologia, sono gli individui nati durante lo stesso parto, anche se non nello stesso istante. L'incidenza delle gravidanze gemellari per la donna è dell'1-2% circa sul totale, perché solitamente la donna ha gravidanze singole. Il capitolo sulla diagnosi prenatale rappresenta una parte molto delicata in caso di gravidanza gemellare, perché nel caso di due gemelli fratelli c’è la possibilità di avere un feto sano e uno malato.
Gli studi scientifici degli ultimi ci permettono di sostenere che il legame tra due gemelli inizia già durante la gravidanza e prosegue dopo la nascita. Inoltre può accadere che i gemelli sviluppino una sorta di linguaggio tutto loro, incomprensibile agli estranei, con cui comunicare internamente. Se ciò non accade, c’è il rischio che i bambini non attivino appieno il normale sviluppo linguistico e che l’acquisizione del linguaggio possa essere ritardata. Mamma e papà a volte si adattano e imparano il significato dei gesti peculiari dei bambini, rispondendo alle loro richieste fatte con parole inventate. Il rapporto tra gemelli è un comune rapporto fraterno. Vedere due figli gemelli come un tutt’uno è un errore più comune di quello che si pensa. Il fatto che avendo la stessa età abbiano anche le stesse esigenze non significa che siano la stessa cosa. I bisogni possono essere anche molto diversi. È frequente che la coppia di bambini possa essere chiamata, per comodità o per sintesi, “i gemelli”, ma proprio a partire da questa omissione del singolo nome si può rafforzare l’idea che si esista solo se si è insieme. Inoltre nella scelta di inserire o meno i fratelli nella stessa classe è necessario valutare il singolo caso.
Nascite Multiple Straordinarie: Dai Trigèmini agli Ottupli
Da un parto possono nascere anche più di due gemelli, nel caso che più di due feti portino a termine una singola gravidanza. In questo caso si parla di parti plurigemellari. I gemelli tra di loro possono essere gemelli identici o fraterni. Le gravidanze con due gemelli sono all’incirca 1 su 90 nel mondo, 1 su 250 se si considerano solo i monozigoti. I parti multipli sono molto più rari: 1 su 10.000 per quanto riguarda i parti trigemini e circa 1 su 700.000 per quelli quadrigemini. Il peso alla nascita dei gemelli è quasi sempre inferiore rispetto ai bambini nati da parti singoli e per i parti di tre o più gemelli il rischio che almeno uno dei neonati sviluppi complicazioni fisiche o cognitive permanenti e potenzialmente disabilitanti supera il 20%.
Il primo caso mondiale della nascita di sette gemelli è quello degli statunitensi gemelli McCaughey, di Carlisle, nell'Iowa, nati al Medical Center di Des Moines, il 19 novembre 1997. Il primo caso mondiale di sestupli viventi è invece dei sudafricani Rosenkowitz, nati a Città del Capo l'11 gennaio 1974. Lo stesso giorno, sei anni dopo, 11 gennaio 1980, è avvenuto il primo parto esagemellare italiano (e secondo al mondo), all'ospedale Careggi di Firenze: i sei gemelli Giannini, di Soci, in provincia di Arezzo.
L'unico caso di parto di otto gemelli sopravvissuti all'infanzia è quello dei gemelli Suleman. Sono nati il 26 gennaio 2009 in Bellflower, California da Nadya Suleman in seguito al trasferimento di dodici embrioni. I loro nomi sono Noah, Maliyah, Isaiah, Nariyah, Jonah, Josiah, Jeremiah, e Makai (sei maschi e due femmine). Il 13 giugno 1971 in Sydney, Australia, Geraldine Brodrick diede alla luce nove gemelli; nessuno dei cinque maschi e quattro femmine sopravvisse.
Riguardo ai parti gemellari è da menzionare Valentina Vasil'eva, la prima moglie di Fëdor Vasil'ev. È nota per essere stata la donna ad avere partorito il maggior numero di figli, ben 69. Diede alla luce 16 paia di gemelli, ebbe 7 parti trigemellari e 4 quadrigemellari fra il 1725 e il 1765, per un totale di 27 parti.
Durante l’intero periodo della gravidanza gemellare e in vista del parto, che potrà avvenire tramite taglio cesareo o in modo spontaneo, come ad esempio nel caso di gravidanza bicoriale biamniotica con entrambi i feti cefalici, sarebbe bene mantenere sempre un momento della giornata per mettersi in ascolto dei piccoli e del nostro corpo. Con l’arrivo di due bambini c’è ancora di più la necessità di far loro spazio. Uno spazio che possiamo già creare in gravidanza, seppur solo mentale o emotivo, diventa il preambolo per lo spazio fisico e temporale di cui avremo bisogno dopo. Una donna in attesa di due gemelli ha tutte le possibilità di vivere la gravidanza serenamente se ben informata e ben accompagnata.