L'allattamento è un momento fondamentale nella vita di un neonato e rappresenta una delle esperienze più naturali e intime tra madre e bambino. Questo processo consiste nella fornitura del latte materno al proprio neonato, il quale costituisce il nutrimento ideale nei primi mesi di vita. L'allattamento al seno offre numerosi benefici non solo per la salute del neonato, ma anche per quella della madre, iniziando a manifestarsi sin dalla prima poppata. Esistono due principali modalità di allattamento: l'allattamento esclusivo al seno e l'allattamento misto, quest'ultimo caratterizzato dalla somministrazione di latte materno e artificiale. La scelta dell'allattamento predominante, e ove possibile esclusivo, è fortemente incoraggiata da organizzazioni sanitarie globali per i suoi inestimabili vantaggi.
I Benefici Inestimabili del Latte Materno per il Neonato
Il latte materno è l'alimento ideale per i neonati per diverse ragioni, rappresentando un sistema biologico complesso che contiene centinaia di sostanze. È ricco di sostanze nutritive e anticorpi che favoriscono la crescita del bambino, rafforzano il suo sistema immunitario e lo proteggono da malattie. La sua composizione unica e dinamica si adatta perfettamente alle esigenze del piccolo.

Una Composizione Nutrizionale Perfetta e Adattabile
Il latte materno è composto da una combinazione unica di proteine, grassi, zuccheri, vitamine e minerali specificamente formulata per il bambino, e questa composizione varia a seconda delle esigenze di crescita del neonato, adattandosi giorno dopo giorno per offrire il mix ideale di nutrienti. Per circa l'88% è composto di acqua e per il resto da zuccheri, soprattutto lattosio, grassi, proteine, vitamine, sali minerali e ormoni. Contiene le giuste proporzioni di carboidrati, tra cui il lattosio, che favorisce lo sviluppo di un microbiota intestinale sano. È inoltre ricco di grassi essenziali alla maturazione del sistema nervoso, oltre a proteine, vitamine e altri nutrienti che sostengono una crescita sana.
Il latte materno non ha mai la stessa composizione e la stessa consistenza durante la poppata. Per quanto riguarda la qualità, le proteine contenute nel latte materno sono considerate ottimali per la crescita, facili da digerire e molto ben tollerate. Molte tra le sostanze proteiche non servono per crescere ma hanno un compito definito funzionale. La quantità di proteine nel latte materno è tre volte inferiore rispetto al latte di mucca, che ne contiene di più perché è destinato al vitello che deve crescere molto più velocemente di un bambino. Tra gli zuccheri, il più rappresentato nel latte materno è il lattosio, presente in quantità maggiore che nel latte di mucca, circa il 50% in più, fatto che spiega perché il latte di mamma è di sapore più dolce. I grassi (o lipidi), principale fonte di energia, sono presenti in quantità minore all'inizio e maggiore al termine della poppata con il fine di indurre nel bambino il senso di sazietà ed evitare che mangi troppo. È interessante sottolineare che sono presenti dei lipidi, chiamati acidi grassi poli-insaturi, definiti essenziali perché il lattante non li produce, che costituiscono l'8-10% dei grassi nel latte materno, mentre sono presenti 4-5 volte di meno nel latte di mucca. Anch'essi hanno funzioni importanti ma non del tutto conosciute, sebbene si sappia che partecipano allo sviluppo del sistema nervoso e della retina. I minerali sono contenuti nel latte di mamma in quantità 3-5 volte inferiore rispetto al latte di mucca, e ciò permette, al rene del bambino piccolo, di non affaticarsi troppo per eliminarli.
Il Colostro: Il Primo Oro Nutrizionale
Il latte prodotto dalle ghiandole delle mammelle a partire da metà della gravidanza e nei primi giorni dopo il parto si chiama colostro. Il colostro, secreto nei primi giorni dopo il parto, è giallastro per l'alto contenuto di beta-carotene e la sua consistenza risulta essere piuttosto densa. Nei primi giorni di vita, al neonato sono sufficienti piccole quantità di colostro per ogni singola poppata al fine di coprire il suo fabbisogno di nutrienti: non sono indicate supplementazioni a base di acqua, soluzioni glucosate o formule lattee. Ha un'alta digeribilità e nello stesso tempo un elevato potere nutrizionale. Presenta inoltre un effetto lassativo che aiuta il neonato a eliminare le prime feci (meconio) e a espellere l'eccesso di bilirubina, prevenendo così la comparsa dell'ittero. Man mano che trascorrono i giorni, il colostro cambia di colore e modifica la sua composizione e il suo aspetto, si parla in questa fase di latte di transizione, fino ad assumere il colore bianco del latte. Nei 4-5 giorni successivi al parto, il colostro si trasforma gradualmente per diventare prima latte di transizione e poi latte maturo. Nel latte di transizione aumentano i livelli di lattosio e grassi, mentre diminuiscono gli anticorpi e le proteine nel loro insieme. A partire da una decina di giorni dal parto, il latte materno inizia a stabilizzarsi, diventando così latte maturo. Quest'ultimo contiene tutti i nutrienti principali in quantità che rispecchiano i bisogni del neonato.
Uno Scudo Immunologico e Prevenzione delle Malattie
Il latte materno contiene decisivi fattori di crescita che promuovono lo sviluppo degli organi e dei tessuti del bambino. Esso inoltre contiene anticorpi che favoriscono la maturazione della mucosa gastrointestinale e del sistema immunitario, contribuendo a proteggere il bambino ancora fragile da diverse malattie comuni come raffreddori, infezioni alle vie respiratorie, gastroenteriti. In particolare, il latte materno rinforza le difese immunitarie trasmettendo al bambino anticorpi contro virus e batteri.
Molti studi hanno mostrato che bambine e bambini allattati al seno hanno un rischio minore di sviluppare disturbi intestinali come diarrea e vomito, infezioni respiratorie come quelle indotte dal virus respiratorio sinciziale (RSV), infezioni all'orecchio e meningite batterica. Da studi recenti è stato evidenziato che attraverso il latte materno vengono trasmessi dei batteri che contribuiscono allo sviluppo della normale flora batterica intestinale, determinante nel proteggere il bambino da infezioni nel breve periodo. Attraverso il latte materno, oltre ai batteri buoni, la mamma trasmette al piccolo anticorpi che lo proteggono da numerose infezioni. Numerosi studi hanno dimostrato l'effetto protettivo dell'allattamento al seno nei figli di mamme COVID-19 positive, tant'è che la vaccinazione anti-COVID19 è fortemente raccomandata durante l'allattamento per la possibilità di trasmettere gli anticorpi che neutralizzano il virus al neonato, anticorpi trasmessi anche attraverso la placenta in caso di vaccinazione negli ultimi due trimestri di gravidanza.
🏖️ [ARGOMENTI INTERESSANTI] - Cosa hanno in comune la normotermia, il latte materno e i tassi di ...
Più di tutti gli altri neonati, a beneficiare dell'allattamento al seno sono i prematuri. Nel loro caso, il latte materno non è soltanto un nutriente, ma il primo strumento di difesa immunitaria. Diversi studi hanno dimostrato che il latte materno è in grado di ridurre l'incidenza delle infezioni e di patologie intestinali nei neonati prematuri ricoverati in terapia intensiva neonatale. In questi casi, in fase iniziale è possibile ricorrere anche al latte materno donato da altre donne, in quanto a causa del parto prematuro la montata lattea può tardare ad arrivare.
L'allattamento al seno riduce anche il rischio di sviluppare nel tempo malattie croniche per il bambino, come diabete e obesità. In particolare, nei bambini non allattati al seno, aumentano i casi di sovrappeso, obesità, diabete e aterosclerosi in età adulta. Inoltre, il latte materno aiuta a prevenire la sindrome della morte improvvisa del lattante, la cosiddetta "morte in culla", che si manifesta più raramente (almeno tre volte di meno) nei neonati allattati al seno, tanto che questa pratica rappresenta una delle raccomandazioni per la sua prevenzione. Alcuni dati indicano che l'allattamento al seno può ridurre il rischio di sviluppare certi tipi di tumori pediatrici, come la leucemia linfoblastica acuta, secondo i risultati di un recente studio pubblicato sulla rivista JAMA Network Open, sebbene le prove per altri tipi di tumore come il neuroblastoma e altri tumori solidi siano meno definitive. Il forte aumento di ossitocina che si verifica ogni volta che la madre allatta al seno aiuta anche a consolidare il suo legame con il bambino.
Sviluppo Cognitivo ed Emotivo
L'allattamento al seno favorisce il legame affettivo tra madre e bambino, rafforzando la relazione e contribuendo allo sviluppo emotivo e psicologico del neonato. Promuove anche lo sviluppo neuro-comportamentale del bambino. Questo forte legame di fiducia e amore si instaura in una fase in cui tra i sensi del neonato l'olfatto è quello più sviluppato proprio per riconoscere l'odore del latte materno, rendendo l'allattamento al seno una via di comunicazione privilegiata tra mamma e bebè.
I Vantaggi per la Salute e il Benessere della Madre
L'allattamento al seno non è solo un atto di cura per il bambino, ma una scelta che apporta numerosi e duraturi benefici anche alla madre, influenzando la sua salute fisica, emotiva ed economica.
Recupero Post-Partum e Benefici Ormonali
Durante il contatto pelle a pelle con il neonato, il corpo della madre risponde con il rilascio di ossitocina. Questa sostanza, soprannominata "ormone dell'amore" o "droga delle coccole", viene rilasciata anche ogni volta che il bambino si nutre dal capezzolo durante la poppata. L'attaccamento precoce e frequente del neonato aiuta l'utero a contrarsi e stimola la "terza fase" del parto, con l'espulsione della placenta, potendo quindi evitare che la madre perda troppo sangue. "Quando una madre allatta al seno, il suo utero si restringe più rapidamente rispetto a quello di una madre che non allatta", spiega il Prof. Peter Hartmann, esperto di fama mondiale di scienza dell'allattamento al seno, presso la University of Western Australia. "In passato, quando una donna aveva un'emorragia i medici le poggiavano il bambino sul seno il più rapidamente possibile per stimolare questa contrazione".
Nei giorni successivi alla nascita del bambino, l'ossitocina prodotta nel corpo della madre durante l'allattamento aiuta a prevenire ulteriori perdite di sangue, perciò la madre presenta meno probabilità di soffrire di anemia da carenza di ferro. Le mamme che allattano si riprendono prima dal parto, grazie anche alla produzione dell'ormone ossitocina.
L'ossitocina possiede anche un effetto antidepressivo. Uno studio ha scoperto che alcune madri con livelli più alti di ossitocina presentavano in misura minore sintomi di ansia e depressione. Infatti, finché la madre continua ad allattare, l'ossitocina la aiuta a stare calma, a ridurre lo stress e la pressione sanguigna e persino ad aumentare la sua soglia del dolore. L'allattamento al seno diminuisce anche il rischio di sviluppare la depressione post-partum.
Benefici a Lungo Termine per la Salute Materna
Più a lungo la madre continua ad allattare, maggiori sono i vantaggi per la sua salute. "Per le mamme si contano moltissimi vantaggi", afferma il Prof. Hartmann. "L'allattamento al seno riduce il tuo rischio di contrarre malattie cardiache e diabete di tipo 2 per tutta la vita." Ogni mese in più che si allatta riduce anche il rischio di contrarre una serie di tumori, quali quelli al seno, alle ovaie e all'utero. Per quanto riguarda i vantaggi a lungo termine per la mamma, l'allattamento al seno riduce l'incidenza del tumore al seno e all'ovaio perché stimola l'attività di geni che sopprimono la proliferazione delle cellule tumorali. Si riducono anche il rischio di ipertensione, colesterolo elevato e di alcune malattie cardiovascolari. L'allattamento al seno migliora la mineralizzazione ossea; quindi, se si allatta al seno, si ha meno probabilità di soffrire di osteoporosi e di fratture negli anni a venire. Durante l'allattamento al seno è stata osservata una riduzione della densità ossea, che però, dopo la sospensione del processo, sembra venga recuperata.

Vantaggi Pratici ed Economici
Sebbene possa essere estenuante nelle prime settimane, una volta acquisita esperienza l'allattamento al seno presenta enormi vantaggi in termini di praticità. Infatti, la madre può alimentare il bambino in qualsiasi momento con il minimo sforzo e fastidio. Inoltre, il latte non deve essere bollito, mescolato, raffreddato né sanificato; è sufficiente sganciare il reggiseno e procedere all'allattamento. Inoltre, quando si è fuori casa non si deve ricordare di portare con sé tutto l'armamentario per alimentarlo con il latte in polvere: un grande vantaggio quando si è già sovraccarica di pannolini, vestiti di ricambio, salviette e altri oggetti di prima necessità.
L'allattamento al seno è una scelta economica, essendo praticamente a costo zero e non richiedendo preparazione prima della somministrazione. Se si allatta esclusivamente al seno non si deve acquistare il latte artificiale. Nell'arco di pochi mesi il risparmio potrebbe ammontare a una bella somma (negli Stati Uniti l'allattamento al seno generalmente fa risparmiare alle famiglie 1.200-1.500 dollari nel primo anno). Per non parlare del fatto che non si deve preoccupare se in negozio non si riesce a trovare il latte in polvere che si preferisce.
Inoltre, poiché i neonati allattati al seno tendono ad ammalarsi meno, è probabile che la madre passerà meno tempo a curare il bambino. Se la madre è tornata al lavoro, questo potrebbe significare prendere meno giorni per malattia e fare meno giorni di assenza al nido.
Perdita di Peso e Miglioramento delle Capacità Mentali
Ti sei mai chiesta quante calorie si bruciano durante l'allattamento? La risposta è fino a 500 al giorno, circa la stessa quantità che si consuma andando un'ora in bicicletta. Si ottengono risultati simili anche quando si estrae il proprio latte materno. Questa dose extra di calorie bruciate con l'allattamento può aiutare la madre a perdere il peso accumulato durante la gravidanza. Oppure, si potrebbe soltanto sentire meno in colpa se si mangia qualche dolcetto o biscotto in più! Le mamme che allattano hanno meno problemi di sovrappeso, riuscendo a eliminare più velocemente l'eccesso di peso accumulato in gravidanza. Bisognerà anche cercare di avere pazienza, come spiega il Prof. Hartmann: "Durante l'allattamento le madri possono perdere peso ma, nella maggior parte dei casi, occorre un po' di tempo. Bisogna attendere oltre il sesto mese di allattamento prima di notare una qualche riduzione del peso."
L'allattamento al seno può anche potenziare le capacità mentali. "In parole povere, l'allattamento al seno migliora il QI della mamma", afferma il Prof. Hartmann. "Le madri subiscono alterazioni cerebrali che permettono loro di svolgere alcuni compiti in modo più efficace."
Sonno e Contraccezione Naturale
Quando il bambino si sveglia di notte per mangiare, come la maggior parte dei neonati, allattati al seno o con bottiglia, l'allattamento tende a essere il modo più semplice e veloce per alimentarlo. Infatti, si può allattarlo anche rimanendo sdraiata. Inoltre, l'ossitocina e altri ormoni rilasciati durante l'allattamento aiutano entrambi a riprendere sonno subito dopo. Allattare il bambino al seno potrebbe aiutare la madre a dormire più a lungo rispetto a se lo alimenta con latte artificiale o con un'alimentazione mista. Uno studio ha rilevato una differenza di 40-45 minuti di riposo in più per notte. Con il passare del tempo, questa differenza si traduce in preziose ore aggiuntive che potrebbero incidere notevolmente sul benessere materno.
L'allattamento al seno blocca anche l'ovulazione, così il ciclo si interrompe, il che per molte mamme costituisce un vantaggio in sé. Questo significa che l'allattamento al seno esclusivo (senza somministrare al bambino altri liquidi e alimenti) è anche un ottimo metodo contraccettivo. In realtà è efficace almeno al 98%, una percentuale di successo simile alla pillola o al preservativo. "In un passato non troppo lontano, probabilmente l'allattamento al seno ha evitato più gravidanze di qualsiasi altro contraccettivo. Tale situazione è rimasta immutata in alcuni paesi in via di sviluppo", afferma il Prof. Hartmann. Ma è importante ricordare che in alcune donne il ciclo ricompare mentre allattano esclusivamente al seno; quindi, è bene prendere altre precauzioni se non si desidera rimanere incinta.
Gestione Pratica dell'Allattamento al Seno
Nonostante i benefici dell'allattamento, molte madri possono affrontare difficoltà durante questo processo. Tuttavia, con la giusta tecnica, supporto e pazienza, l'allattamento può diventare un'esperienza positiva e benefica.

L'Avvio Precoce e il Contatto Pelle a Pelle
L'avvio dell'allattamento al seno nei primi giorni è particolarmente importante perché può influenzarne la prosecuzione. Pressoché tutte le mamme sono in grado di allattare, a parte poche eccezioni. L'avvio precoce dell'allattamento al seno e il contatto pelle-a-pelle subito dopo il parto determinano un aumento degli ormoni prolattina e dell'ossitocina. È fondamentale attaccare il piccolo subito dopo la nascita, poiché le poppate precoci promuovono infatti l'arrivo della montata lattea. In ogni punto nascita andrebbe favorito, subito dopo il parto, il contatto pelle a pelle, che consiste nel porre il neonato sul corpo della madre dopo averlo ben asciugato e coperto con teli caldi.
Tecnica e Posizionamento Corretti
Una tecnica corretta di allattamento è fondamentale per garantire che il bambino riceva il nutrimento adeguato e che la madre non soffra di dolore o fastidi. Il bambino dovrebbe essere posizionato in modo che la testa, il collo e il corpo siano allineati. Per un corretto attacco è fondamentale che il piccolo afferri capezzolo e areola all'interno del palato affinché non si formino delle ragadi al seno. Il bambino deve afferrare non solo il capezzolo, ma anche parte dell'areola. Per attaccare bene il bambino al seno è importante stimolare una buona apertura della bocca. In tal senso risulta utile effettuare la spremitura del seno e far affiorare delle gocce di latte/colostro che, grazie al loro odore, indirizzano il piccolo verso il capezzolo. Risulta inoltre utile sfiorare dolcemente con un dito la guancia del bambino dall'angolo delle labbra fino allo zigomo per stimolare una maggiore apertura della bocca. In più, soprattutto nel caso di seno molto voluminoso, è bene trovare una posizione che consenta di lasciare libere le narici del piccolo durante l'allattamento, che non devono trovarsi completamente schiacciate dal seno materno.
Esistono diverse posizioni per allattare il bambino. La posizione di allattamento al seno sdraiata (semireclinata) è la più naturale e apprezzata dalle mamme e dai bambini di tutte le età. Per avere maggiore comodità in questa posizione può essere utile avvalersi di alcuni cuscini di sostegno, così da non trovarsi completamente distesi, o utilizzare una poltrona reclinabile. Una variante, molto utile in caso di punti di sutura o dopo un cesareo, è la posizione sdraiata di lato: mamma e neonato saranno entrambi distesi sul fianco, pancia contro pancia. La posizione di allattamento al seno "rugby" consiste invece nel sostenere il bambino lungo il proprio avambraccio, con la mamma seduta. Non esistono tecniche particolari per allattare, ma i professionisti in ambito sanitario possono consigliare alcune posizioni da assumere per rendere questo momento più confortevole e piacevole, oltre ad aiutare a valutare se il neonato si attacca correttamente, in modo da evitare fastidiosi disturbi per il seno, come la comparsa delle ragadi.
Allattamento a Richiesta e Poppate Notturne
Fin dalla nascita i neonati hanno bisogno di un allattamento al seno a richiesta, ovvero di avere la possibilità di attaccarsi al seno ogni qualvolta lo desiderino. I primi segnali di fame consistono nel cosiddetto "riflesso di ricerca": il neonato comincia ad aprire gli occhi, a girare la testa e a far sporgere in fuori la lingua in cerca della mamma. A partire dai primi giorni più si consentirà al piccolo l'attacco al seno più sarà stimolata la produzione di latte. A tal proposito, risultano fondamentali anche le poppate notturne, per non far calare i valori di "prolattina", ormone che stimola la produzione del latte materno dopo il parto e che ha il compito di regolare il ciclo mestruale nella donna. A un mese di vita la maggior parte dei lattanti fa dalle 8 alle 12 poppate nelle 24 ore, comprese quelle notturne. Ma con il passare dei mesi il tempo tra una poppata e l'altra comincerà ad allungarsi. Alcune mamme preferiscono far svuotare al bambino un seno per volta, altre scelgono di offrire entrambi i seni durante la stessa poppata, ma l'ideale è lasciare che sia il bambino a decidere tempi e modi.
L'Alimentazione della Madre che Allatta
Il miglior consiglio da fornire alle mamme che chiedono quale alimentazione seguire durante l'allattamento al seno è quello di scegliere una dieta il più possibile varia ed equilibrata. Il fabbisogno nutrizionale della mamma che allatta è elevato e superiore a quello della gravidanza, ma questo non significa che si debba mangiare per due: in genere bastano circa 500 Kcal calorie aggiuntive rispetto a prima della gravidanza; le altre 200 kcal verranno fornite dalla metabolizzazione delle riserve di grasso immagazzinate durante la gravidanza. L'alimentazione materna influenza solo in minima parte la composizione del latte. Il suo contenuto energetico e proteico viene infatti mantenuto indipendentemente dalla dieta materna e i numerosi micronutrienti, come per esempio ferro, zinco, folato, calcio e rame, continuano a essere secreti nel latte in quantità costanti, andando eventualmente ad attingere dalle scorte materne, quando l'introito dietetico non è adeguato.
🏖️ [ARGOMENTI INTERESSANTI] - Cosa hanno in comune la normotermia, il latte materno e i tassi di ...
Quindi, quando si allatta ciò che conta di più è seguire una dieta bilanciata e varia, in modo tale da assicurarsi un corretto apporto di macro e micronutrienti. Durante la gestazione la donna ha anche un aumento del fabbisogno di vitamine A, C, D, E e K, e rimane elevato il fabbisogno di acido folico, iodio, selenio e zinco, mentre quello di ferro si riduce per via della ridotta perdita se vi è assenza di ciclo durante l'allattamento al seno; tuttavia vanno accuratamente individuate le mamme con anemia e/o scarse riserve di ferro. In genere, se la dieta è varia e salutare, non c'è bisogno di supplementi perché le vitamine e gli oligoelementi di cui ha bisogno la mamma sono contenuti nella normale alimentazione. Non trascurare è anche l'introito d'acqua. Per un'adeguata produzione di latte è infatti raccomandato che le donne bevano 2.700 ml di acqua al giorno. Tra le acque minerali adatte a questo periodo, se ne consiglia una povera di sodio e caratterizzata da un bassissimo residuo fisso.
Le donne che allattano devono prestare attenzione anche nei confronti di alcuni nutrienti tra cui la vitamina D, la vitamina A, le vitamine del gruppo B e l'acido docosaesaenoico (DHA, un acido grasso omega 3), per i quali può talvolta essere consigliata una supplementazione. Esistono linee di integratori di vitamina D pensati per il bambino sin dalla nascita che, previo parere del medico, possono essere utilizzati anche dalla mamma.
Non esistono, durante l'allattamento al seno, cibi da evitare in maniera assoluta. Mentre in passato si suggeriva alle neomamme di evitare le verdure che potevano dare al latte un sapore meno gradito, come broccoli, asparagi, cavoli o cipolle, si consiglia semplicemente di mangiare questi cibi con moderazione e osservare eventuali reazioni del bambino durante l'allattamento.
Cosa Evitare e Coinvolgimento del Partner
Se è vero che non esistono cibi vietati in maniera assoluta quando si allatta, bisogna invece essere molto cauti con gli alcolici. Un bicchiere di vino può essere consentito al pasto una tantum, a patto di adottare la precauzione di non allattare il bambino subito dopo averlo bevuto. Se si vuole allattare il proprio bambino bisognerebbe inoltre dire addio alle sigarette o quantomeno ridurre il più possibile ed evitare di fumare prima della poppata e in sua presenza, soprattutto in luoghi chiusi come la casa o l'auto, per non esporlo al pericolo del fumo passivo. Occorre cautela anche con l'assunzione di farmaci, da utilizzare solo dopo aver consultato il proprio medico. È fondamentale non somministrare ai neonati alimenti o liquidi diversi dal latte materno, tranne che su specifica prescrizione medica.
Nella pratica dell'allattamento al seno è molto importante coinvolgere anche il padre: infatti un papà consapevole dell'importanza di tale pratica e che coopera con la mamma in tal senso, banalmente anche aiutandola nella gestione delle attività familiari, consente un efficace e più duraturo allattamento del piccolo.
Affrontare le Difficoltà Comuni nell'Allattamento
L'allattamento può richiedere del tempo per diventare una routine e, sebbene sia naturale, non è sempre privo di sfide.
Dolore al Seno e Infezioni
Un'evenienza molto fastidiosa è l'insorgenza di dolori al seno durante l'allattamento. La prima causa sono le ragadi del capezzolo, causate da un attacco non ottimale del piccolo al seno: il neonato, durante la suzione, danneggia il capezzolo perché, a causa di un attacco inadeguato, la sua bocca non riesce a prendere una quantità sufficiente di mammella. In questo caso le mamme devono essere supportate durante l'allattamento da personale competente per la correzione dell'attacco.
Altra causa di dolore al seno in allattamento può essere l'ingorgo mammario che si presenta nel momento in cui c'è uno squilibrio tra produzione e rimozione del latte, e che, a volte, può causare una sensazione di fastidio o dolore. In caso di ingorgo le mammelle sono calde, dure e dolenti; spesso è la conseguenza di schematismi troppo rigidi sugli orari di allattamento, per cui il latte si accumula e non viene drenato dal seno. Per risolvere l'ingorgo ed evitare che si arrivi alla "mastite" (infezione della ghiandola mammaria) sarà dunque importante aumentare la frequenza delle poppate. Se la mamma presenta dolore al seno durante l'allattamento e anche a riposo, accompagnato da arrossamento della mammella, febbre, mal di testa e dolori muscolari è probabile che abbia una mastite, che richiede l'assunzione di antinfiammatori e antibiotici.
Produzione di Latte Insufficiente
"Come faccio a favorire l'allattamento al seno se ho poco latte?". Questa è una domanda che può stressare molto le neomamme. La produzione di latte può diminuire a causa di stress, alimentazione inadeguata o attacchi poco frequenti. L'allattamento è quella strategia che la natura ha messo a disposizione a tutte le specie di mammiferi per poter fare sopravvivere e crescere la propria prole, il latte che ogni mammifero femmina produce ha la composizione ottimale per far crescere il proprio cucciolo.
Sono diversi gli integratori pubblicizzati che prometterebbero alla donna di aumentare la produzione di latte. Si tratta molto spesso di fitoterapici definiti "galattogoghi", ovvero sostanze di origine naturale o di sintesi che promettono di favorire la secrezione di latte materno. In realtà, non esiste alcuna prova scientifica solida che ne raccomandi l'uso. La chiave per una produzione adeguata risiede nel riposo e nel relax: prenditi cura di te stessa, riposando e cercando di ridurre lo stress, e sii paziente.
Monitoraggio del Benessere del Neonato
Durante i primi giorni di vita è normale osservare un calo di peso del neonato, il cosiddetto "calo fisiologico", che va dal 5 al 10% del peso rilevato alla nascita, che normalmente viene recuperato nell'arco di 15-20 giorni. Dal recupero del calo il neonato inizierà a crescere per i primi due-tre mesi. Nel primo mese i bambini tendono a crescere molto rapidamente, mentre dopo i 4 mesi il tasso di crescita diminuisce.

Ma come capire se il piccolo riceve abbastanza latte? Per valutare l'accrescimento ponderale del bambino, basta pesarlo una volta alla settimana e non prima e dopo la poppata come si suggeriva in passato. Può inoltre essere utile controllare i pannolini che sporca quotidianamente. Il bebè deve fare la pipì almeno 5-6 volte al giorno e devono essere regolarmente presenti feci. Se il piccolo si succhia il pollice o addirittura tutta la mano può voler dire che inizia a sentire lo stimolo della fame, ma può anche essere semplicemente un metodo di auto-consolazione: succhiare è rilassante e rassicurante per molti bimbi.
La Durata dell'Allattamento e il Supporto Necessario
Per un accrescimento, uno sviluppo e una salute ottimali, si raccomanda che i bambini siano allattati esclusivamente al seno per i primi 6 mesi di vita. Durante questo periodo il bambino non ha bisogno di altro: non vanno quindi proposte bevande o alimenti diversi dal latte materno. A partire dal compimento del sesto mese, le esigenze nutrizionali del bimbo in allattamento tendono a cambiare: il latte materno non è più in grado di assicurare un corretto apporto di ferro e di alcuni micronutrienti; per questo motivo bisogna iniziare ad avviare un'alimentazione complementare, introducendo alimenti semisolidi e solidi diversi dal latte materno, scegliendo tra diversi prodotti pensati appositamente per questo periodo. Ciò non significa che il latte materno smetta di essere benefico. Al contrario, mantiene la sua importanza almeno fino ai 2 anni di vita e può quindi essere protratto fino a quando mamma e bambino lo desiderano. L'Organizzazione Mondiale della Sanità invita le donne a portare avanti l'allattamento anche fino ai due anni (o comunque fino a quando la mamma e il figlio lo desiderano). Più ragionevolmente, andrebbe bene arrivare quanto meno al primo compleanno del bambino. Così facendo, come documentato da uno studio pubblicato sulla rivista Science Advances, si garantirebbe una protezione contro le infezioni che andrebbe ben oltre il periodo di allattamento e durerebbe in molti casi per tutta la vita. Merito del trasferimento di cellule del sistema immunitario in grado di "educare" i più piccoli nei confronti delle infezioni avute dalle mamme.
I vantaggi dell'allattamento al seno non finiscono mai. Che tu ci creda o no, potrai ancora raccogliere i frutti dell'allattamento al seno in età avanzata. Le controindicazioni assolute all'allattamento al seno sono molto rare. L'OMS raccomanda di avviare l'allattamento al seno subito dopo la nascita con il contatto pelle a pelle, e portarlo avanti almeno fino al sesto mese di vita in maniera esclusiva, raccomandazione che permane anche in caso di nuova gravidanza durante l'allattamento.
Nonostante le opinioni degli specialisti sul tema convergano, i tassi di adesione all'allattamento al seno non sono ancora quelli ottimali. I dati più recenti in possesso dell'Istat mostrano che nei primi giorni di vita, il 90 per cento delle donne italiane comincia ad allattare al seno. Ma già a quattro mesi, l'allattamento esclusivo crolla al 31 per cento. E soltanto il dieci per cento delle mamme continua ad allattare oltre i sei mesi del proprio bambino. Alla base della rinuncia ci sono quasi sempre le difficoltà nel conciliare l'allattamento con il resto delle attività quotidiane. Il problema è noto soprattutto alle mamme che lavorano, considerando le resistenze culturali che ancora limitano la pratica negli ambienti esterni. Da qui il messaggio lanciato quest'anno dall'Organizzazione Mondiale e dall'Unicef, che chiedono il riconoscimento universale di almeno quattro mesi di maternità, oltre che un congedo anche per i papà, in modo da rendere condivisa la responsabilità della dieta del neonato, che per i primi sei mesi deve prevedere esclusivamente il latte materno. Ad aiutare le madri, secondo gli esperti, potrebbero essere innanzitutto le donne già passate da questa esperienza.
tags: #allattamento #al #seno #predominant