La Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) rappresenta una delle conquiste più importanti della medicina moderna nel campo della fertilità. È un insieme di tecniche scientifiche e mediche che aiutano le coppie con difficoltà a concepire un figlio in modo naturale. La PMA è l’insieme di trattamenti medici finalizzati a facilitare la fecondazione e il concepimento, quando questi non avvengono spontaneamente. Affrontare un percorso di PMA può essere complesso dal punto di vista emotivo; i trattamenti sono spesso lunghi, fisicamente e psicologicamente impegnativi. La Procreazione Medicalmente Assistita offre una speranza concreta a tante coppie che desiderano avere un figlio e non riescono a farlo in modo naturale. Grazie ai progressi della medicina e alla crescente consapevolezza, oggi la PMA è una realtà accessibile e sempre più efficace.
Il Contesto della Denatalità e l'Infertilità
Il calo della natalità è un dato presente da diversi anni in Italia. In particolare, le nascite hanno cominciato a scendere dal 2008, quando si era registrato il più alto numero di nati dal 2000; e dal 2010, in cui invece si era registrato il più alto numero di nati negli ultimi vent’anni, la tendenza è stata negativa, toccando un picco negativo nel 2022 con 393mila nuovi nati, ovvero l’1,7% in meno rispetto all’anno precedente. Tale valore, nel 2022, si era attestato a 1,24 figli per donna, in lieve calo rispetto al 2021 in cui era arrivato all’1,25; mentre, le prospettive per il 2023 sono in decrescita con un valore medio di figli dell’1,22.
Le ragioni di questa denatalità derivano da diversi fattori: economici, biologici e sociali. Per quanto riguarda il primo campo, i dati parlano in maniera evidente. A livello biologico si registra una diminuzione delle donne in età fertile; acuita dal fatto che le statistiche tendono a considerare erroneamente la stessa compresa tra i 15 e i 49 anni d’età, termine a dir poco lasco per le donne, considerando che la riserva ovarica femminile è limitata nel tempo e che già dopo i 35 anni l’ottenimento di una gravidanza naturale non è un fenomeno così scontato. La prima "cura" dell’infertilità è l’informazione. Molte donne associano ancora l’infertilità alla menopausa, pensando di essere fertili, ovvero di poter concepire naturalmente un figlio fino a quando hanno il ciclo mestruale. Al contrario, fertilità e menopausa sono due fenomeni indipendenti l’uno dall’altro. Ovvero, si possono avere anche le mestruazioni fino a 48 o 50 anni ma questo non implica la possibilità di rimanere naturalmente incinte. Dal momento che l’infertilità è direttamente legata allo stato della riserva ovarica che può risultare carente ben prima della menopausa. Il patrimonio ovocitario femminile è lo stesso fin dalla nascita e con il tempo (già verso i 32 anni) inizia a decrescere. A livello sociale, basti considerare che i percorsi di formazione si sono notevolmente allungati; e che l’ingresso nel mondo del lavoro e l’acquisizione di una posizione stabile all’interno dello stesso richiede più tempo che in passato. Questo comporta anche un aumento dell’età media in cui si ricerca la prima gravidanza che soprattutto per le donne è dirimente. Nel 2022 questo dato si era attestato intorno ai 32,4 anni, ma bisogna notare notevoli variazioni nell’arco della penisola. Infatti, mentre in Sicilia l’età media al parto nel 2022 è stata di 31,5 anni; nel Lazio ha raggiunto una media di 33 anni. Quindi, sicuramente anche per lo stile di vita più improntato alla carriera al Centro Nord si riscontra un’età media al parto più alta rispetto al Mezzogiorno.
In Italia il tasso di fertilità è uno dei più bassi d’Europa (1,3 figli in media per donna), fortemente al di sotto del tasso di mantenimento della popolazione (2,1). L'infertilità, a livello generale, colpisce circa il 15% delle coppie.

L'Ingresso della PMA nei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA)
A vent’anni dalla legge 40 che l’ha introdotta, la Procreazione medicalmente assistita (PMA) fa il suo ingresso nei LEA (Livelli essenziali di assistenza). I LEA sono il minimo comun denominatore della sanità, cioè le prestazioni che tutte le Regioni sono obbligate a fornire ai loro cittadini, gratuitamente o dietro pagamento di un ticket. Fino al 31 dicembre dell’anno scorso la fecondazione omologa e quella eterologa (resa legale in Italia dopo una sentenza della Consulta del 2014) erano fuori dall’elenco di queste prestazioni.
Con l’approvazione del ’Decreto Tariffe’ LEA, a partire dal 1° gennaio 2024, ogni donna, indipendentemente dalla Regione di residenza, potrà ricorrere alla procreazione medicalmente assistita dietro il pagamento di un ticket. Questo provvedimento rende operativi i livelli essenziali di assistenza rinnovati nel 2017, nei quali la PMA era già stata inserita. Il Ministro della Salute ha definito questa come «la strada giusta per sostenere le donne che dinanzi a difficoltà nel concepire scelgono la PMA».

Nuovi Costi e Tariffe: Cosa Cambia per le Coppie
Le nuove disposizioni fissano tariffe più accessibili e uniformi per l'accesso ai trattamenti di PMA nel Servizio Sanitario Nazionale.
- Fecondazione Omologa (autologa): Diventa gratuita. Le coppie non pagheranno nulla per i trattamenti di fecondazione omologa nel pubblico, ad eccezione di un ticket che, secondo le indicazioni, dovrebbe aggirarsi intorno ai 38,00 €, un importo pressoché nullo rispetto ai costi precedenti.
- Fecondazione Eterologa: Per la fecondazione eterologa, il costo del ticket sarà deciso dalle singole Regioni e potrà essere indicativamente intorno ai 1.500,00 euro. Questo costo può variare in base alla provenienza dei gameti (ovociti o spermatozoi), che sono spesso importati.
- Costi Precedenti (Privato): Prima dell’entrata nei LEA, molte coppie si rivolgevano al privato spendendo cifre significative, che potevano variare dai 3.500 ai 6.000-7.000 euro per una fecondazione omologa e dai 5.000 ai 9.000 euro per una eterologa. Queste cifre evidenziano quanto sia stato determinante l’approvazione del decreto tariffe per rendere la PMA più accessibile.
- Regioni e Centri Privati Convenzionati: I LEA stabiliscono che per i privati convenzionati possano esserci dei rimborsi, ad esempio 2.700 euro per l’omologa e 3.000 per l’eterologa, sebbene queste cifre siano considerate da alcuni operatori troppo basse rispetto ai costi effettivi sostenuti dai centri stessi. Alcune Regioni, come la Puglia, prevedono di coprire i costi per chi si rivolge a centri privati mentre organizzano e potenziano i propri centri pubblici. Nel Lazio, si punta ad ampliare la rete di centri pubblici e privati convenzionati per accogliere anche chi arriva da altre Regioni. Fino ad oggi, circa il 30% dei cicli veniva effettuato su cittadini che si spostavano tra Regioni; questo dato è destinato ad aumentare, poiché le Regioni dovranno rimborsare il trattamento anche se svolto altrove.
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Requisiti di Accesso e Modulistica
Per accedere ai trattamenti di PMA, nei LEA sono stabiliti alcuni requisiti fondamentali:
- Età: La donna può accedere al trattamento di PMA fino a 46 anni compiuti in tutto il Paese. Questo uniforma l'età massima precedentemente soggetta a differenze regionali.
- Numero di Tentativi: Il numero massimo di tentativi è fissato in sei per l’omologa e in un numero analogo (spesso considerato come sei cicli per le tecniche principali, pur con la specificità della donazione) per l'eterologa, sebbene le disposizioni possano variare leggermente tra le regioni e le specifiche tecniche.
Le coppie interessate dovranno presentare al Distretto Socio Sanitario di residenza l’istanza in forma di autocertificazione, secondo la modulistica dedicata. Questa documentazione deve essere accompagnata dalla certificazione sanitaria predisposta da un medico specialista. Tale specialista deve svolgere la propria attività presso un centro di PMA regionale o nazionale. Nella richiesta è necessario specificare l’indicazione clinica alle tecniche di PMA eterologa, se pertinente. Per le autorizzazioni in ambito nazionale, lo specialista proponente non necessariamente è lo stesso che opera nel centro presso cui verrà effettuata la prestazione.
Le coppie in possesso dei requisiti compilano la domanda su apposito modulo e consegnano la stessa con la documentazione allegata all’ufficio competente, come ad esempio l’ufficio “Ricoveri extra-Regione” in alcune amministrazioni regionali. Ulteriori dettagli sulle modalità di presentazione delle domande e sui criteri di erogazione sono disponibili nella sezione dedicata del sito aziendale di ciascuna ASL o Regione.
Iniziative Regionali e Contributi Specifici
Oltre all'inclusione nei LEA, alcune Regioni hanno implementato o potenziato specifici contributi economici per sostenere le coppie nei percorsi di PMA. Ad esempio, la Regione Puglia ha approvato l'integrazione del contributo economico per i percorsi di Procreazione Medicalmente Assistita, prevedendo fino a 6.000 euro di contributo per le coppie. Questo provvedimento si inserisce nell’ambito della ripartizione dei fondi previsti dalla normativa nazionale.
Anche altre regioni stanno lavorando per adeguare i propri servizi e regolamenti per garantire un accesso equo ed efficace alla PMA, con l'obiettivo di colmare i divari territoriali e ridurre i tempi di attesa, che rappresentano ancora oggi un ostacolo significativo per molte coppie. L’obiettivo è rendere la fecondazione assistita accessibile a tutti in maniera uniforme, come valido aiuto per invertire il crollo delle nascite.
L'Importanza del Personale Sanitario e dei Consultori
Il Ministro della Salute ha sottolineato l'importanza del contributo del personale sanitario - ginecologi, ostetriche, medici di medicina generale - nel promuovere la conoscenza e la consapevolezza riguardo alla PMA. La creazione di una rete tra Medici di Medicina Generale, ASL e strutture ospedaliere, unitamente a una diffusa presenza di strutture consultoriali, è fondamentale. I consultori, con la loro capacità di presa in carico prima, durante e dopo la gravidanza, rappresentano un presidio indispensabile di salute e un tassello fondamentale nella strategia di sostegno alla natalità.
Dati e Prospettive Future
I dati disponibili sul Registro della PMA mostrano un crescente ricorso alle tecniche di fecondazione assistita. Nel 2021, oltre 86mila coppie si sono sottoposte a tecniche di fecondazione assistita, con circa 16.625 nati attraverso questi percorsi, pari al 4,2% del totale dei nati in Italia. Nel 2021, i cicli di PMA hanno registrato un aumento del 36% rispetto al 2020, le gravidanze del 50% e i bambini nati vivi del 49%, segnando una ripresa dopo l'arresto registrato durante la pandemia. Questi numeri evidenziano la crescente importanza della PMA come strumento per realizzare il desiderio di genitorialità.

L'ingresso della PMA nei LEA segna un punto di svolta, ma la sfida rimane quella di garantire l'effettiva fruibilità dei trattamenti in tutte le regioni, riducendo i tempi di attesa e le complessità burocratiche, nonché migliorando la disponibilità di personale qualificato, soprattutto nelle strutture pubbliche. È un percorso che richiede un impegno congiunto delle istituzioni, dei professionisti sanitari e della società per offrire un supporto concreto alle coppie che affrontano questo viaggio.
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