La Cura Ayurvedica per la Fertilità: Un Percorso Olistico dal Pre-Concepimento alla Nascita

L’Ayurveda, la medicina tradizionale indiana, è un sistema di guarigione millenario che esprime una saggezza straordinariamente profonda e moderna. Essa considera l’individuo come il risultato delle interazioni e relazioni interne ed esterne e, di conseguenza, come un flusso continuo di eventi. Tradotto come “la scienza della vita” dal sanscrito, l’Ayurveda si configura come il sistema di guarigione più antico del mondo, originario del subcontinente indiano, ed è stata definita la prima forma di medicina preventiva. La sua essenza si basa sul ripristino dell’equilibrio in tutto il corpo. In tal modo, i problemi di salute migliorano quando i sistemi del corpo possono funzionare armoniosamente, non solo tra loro, ma anche con la mente, la natura e lo spirito. Per l’Ayurveda, tutto ciò che si sente, si tocca, si assapora, si odora e persino le relazioni interpersonali, influenzano la salute complessiva di un individuo.

L’antico sistema di guarigione Ayurveda insegna l’importanza dell’interrelazione tra mente, corpo e spirito al fine di raggiungere una salute ottimale, in particolare per quanto riguarda la fertilità. L’Ayurveda attribuisce grande importanza alla fertilità e alla nascita di un bambino come espressione primaria di salute e vitalità. Per questa antica disciplina, la fertilità è molto più dell’atto fisico di rimanere incinta; essa è la prima cosa che riguarda il passaggio alla genitorialità, come coppia, che viene prima del concepimento. Come sottolineato anche dal Dott. Maurizio Di Massimo, erborista e docente, l'Ayurveda enfatizza il periodo del preconcepimento tanto quanto, se non di più, il periodo della gravidanza stessa. Il tempo del preconcepimento rappresenta un'opportunità d'oro per offrire il meglio al futuro del bambino, un’affermazione che riflette la visione secondo cui curare al meglio questo periodo è un’opportunità d’oro per offrire il meglio di entrambi i genitori al futuro bebè. La preparazione alla gravidanza è, quindi, vista come un atto estremamente consapevole e di grande responsabilità per la coppia e, per essere gestita al meglio, necessita di un'adeguata preparazione ad ogni livello: fisico, mentale, emozionale e spirituale.

La Fertilità nell'Ottica Ayurvedica: Oltre il Concepimento Fisico

La maggior parte delle coppie, quando si avvicina al desiderio di avere un figlio, si concentra su un fattore più di ogni altro e inizia con la domanda più ovvia: “Siamo pronti?”. Quindi, il percorso prosegue spesso seguendo il ciclo mestruale della donna per determinare quando avviene l’ovulazione. Tuttavia, la visione ayurvedica è ben più ampia. L’Ayurveda sostiene e promuove la gravidanza e dà molta importanza al periodo che segue il concepimento. La fertilità, in questa prospettiva, riguarda innanzitutto il passaggio alla genitorialità, come coppia, che viene molto prima del concepimento. Inizia con il primo vero desiderio di iniziare una nuova famiglia, e questo desiderio serve come invito alla nuova anima.

Non è solo il "quando" dell'ovulazione a contare, ma anche lo stato corporeo, o kshetra. Come il tempo, anche lo stato corporeo va valutato, poiché iniziare una gravidanza con un corpo sano è molto importante per l’andamento positivo della gravidanza e per la salute del bebè. Il seme, o bija, della fertilità si riferisce all’ovulo e allo sperma. Secondo l’Ayurveda, questo tessuto riproduttivo è l’ultimo tessuto del nostro corpo a essere creato. È il tessuto più raffinato e completo dopo aver digerito ed elaborato tutti i cibi, i pensieri e le emozioni che si ingeriscono. Come tale, la sua perfezione richiede il meglio del meglio: il miglior cibo, i migliori pensieri, il miglior ambiente. Questo è particolarmente vero per gli uomini, dal momento che gli spermatozoi completamente maturi vengono prodotti, in media, ogni due mesi. È possibile ottenere tessuti riproduttivi adeguati nel tempo di un mese, per questo motivo si dice in Āyurveda che la gravidanza dura 10 mesi, poiché il primo serve di preparazione alla coppia.

L'Influenza dello Stile di Vita: Stress, Sonno e Abitudini Quotidiane

La vita di oggigiorno è spesso una frenesia continua. Tutto è diventato urgente, prioritario. A causa delle immense potenzialità che la tecnologia ha fornito, le persone si sentono obbligate a eseguire contemporaneamente diversi lavori. Questo ritmo incessante ha un impatto diretto sulla salute e, di conseguenza, sulla fertilità. Sempre più ricerche collegano i livelli di stress con la capacità di riprodursi. Lo stress, il trauma e l'ansia hanno dimostrato di influenzare i tassi di fertilità, così come la qualità e la quantità di sperma e testosterone. La costante stimolazione da cortisolo, l’ormone dello stress, mette il sistema nervoso in uno stato di allerta e di panico, che ha anche un effetto molto disseccante sull'organismo. Le proprietà adattogene e quindi antistress della radice di Shatavari, per esempio, sono dovute alla presenza di flavonoidi, polifenoli e saponine; queste sostanze agiscono riducendo la secrezione di cortisolo e di corticosteroidi, ovvero gli ormoni dello stress.

Per l’Ayurveda, lo stile di vita è l’elemento fondamentale per procreare e avere figli sani e robusti, ed è alla base della salute. È essenziale rispettare i ritmi circadiani connaturati nell'essere umano. Ogni notte si dovrebbe dormire circa 6-8 ore, coricarsi presto (attorno alle ore 22,00) per permettere agli organi vitali di recuperare le energie consumate durante il giorno. Dormire 8 ore a partire dalle ore 02,00, per esempio, non permette di recuperare le energie degli organi vitali con la stessa efficacia.

Anche le abitudini alimentari e l'abbigliamento giocano un ruolo. Un brindisi, un bicchiere di vino o un liquorino dopo i pasti sono concessi con moderazione. Tuttavia, se si è giovani e ci si ubriaca tutti i fine settimana o tutti i giorni, come è da tempo diventata abitudine sociale, si affatica il fegato e questo impedisce un sano completamento della crescita, compromettendo gli organi dell’apparato genitale. Riguardo l'abbigliamento, è consigliato indossare abiti larghi e usare tecniche di raffreddamento. Gli indumenti restrittivi, infatti, surriscaldano gli organi riproduttivi e possono danneggiare lo sperma e l'uovo.

Mappa concettuale: Stress e Fertilità secondo l'Ayurveda

Pianificazione Familiare Ayurvedica: Dalla Scelta del Partner alla Preparazione dei Genitori

Nella tradizione ayurvedica, la pianificazione di una buona progenie inizia addirittura prima del matrimonio. I testi classici danno precise indicazioni e raccomandazioni; per esempio, che i futuri sposi non appartengano alla stessa famiglia o abbiano legami di parentela per 7 generazioni, o che non abbiano la stessa Prakriti (costituzione psicofisica). Nell’Ayurveda, la fertilità sana inizia con la scelta del partner giusto. L’Ayurveda suggerisce di collaborare con qualcuno che ha i tratti energetici opposti ai propri. Si crede che un bambino sano sia in parte il risultato di un equilibrato accoppiamento di dosha nei genitori.

Dal punto di vista medico, deve essere considerata e valutata in modo approfondito la generale salute psicofisica dei futuri genitori e in particolare degli organi procreativi. Gli Srotas (canali di comunicazione) dovranno essere liberi da Ama (tossine), l’Agni (potere digestivo e metabolico) dovrà essere appropriato, l’Ojas (indice generale di energia vitale) dovrà essere pieno e ben espresso e i Dhatu (ovvero i tessuti corporei), dovranno essere ben funzionanti e formati. Ovviamente, in particolare, Shukra Dhatu (il tessuto seminale) dovrà essere di ottima qualità.

Una dieta ayurvedica per la fertilità è dolce e rinforzante e può essere personalizzata per bilanciare i dosha. Entrambi i partner sono invitati a seguire una dieta di fertilità e terapie mente-corpo per almeno tre o quattro mesi prima del tempo di concepimento desiderato. Per esempio, nella dieta per l’uomo viene raccomandata una buona quantità di riso, ghee e latte medicato, e l’utilizzo di piante di sapore dolce. Mentre la dieta della donna dovrebbe abbondare di cibi che aumentano il Pitta Dosha, qualità necessaria per una buona maturazione dell’ovulo. Nella visione ayurvedica, la dieta povera, la cattiva digestione o la tossicità interna sono le cause frequenti dei problemi di fertilità. I protocolli di disintossicazione ayurvedica saranno spesso usati se il fattore bloccante della fertilità viene determinato come “ama” (tossine) nel sistema. Molti fattori contribuiscono ad Ama, tra cui: eccesso di peso, fibromi, cattiva digestione, stitichezza o anemia. Il corpo deve essere quindi pulito con programmi di disintossicazione e successivamente nutrito.

Inoltre, in Ayurveda, la salute al momento del concepimento è pensata per determinare la salute del futuro figlio. Il ruolo del medico Pediatra inizia addirittura prima del concepimento, con la necessaria conoscenza medica approfondita dei genitori e la possibilità di consigliarli riguardo la dieta, le attività e le medicine più utili per la procreazione e la prole. Per queste ragioni, la Pediatria è ritenuta la divisione più importante della medicina, in quanto le altre giocano il loro ruolo solo dopo che il bambino è cresciuto e maturato, quindi in un adulto. La Pediatria si occupa di quel periodo della vita che va dal concepimento ai 16 anni e lo suddivide in quattro fasi principali: prima fase o fase fetale (detta anche periodo gestazionale), seconda fase sino ai 6 mesi in cui la dieta è interamente a base di latte, terza fase dai 6 mesi ai 2 anni, la dieta è a base di latte ma con ovvia integrazione di altri cibi, quarta fase dai 2 ai 16 anni.

Il Miracolo del Concepimento e lo Sviluppo Fetale secondo l'Ayurveda

Secondo la tradizione ayurvedica, il concepimento può avvenire solo quando, oltre che in presenza di genitori sani che abbiano rapporti nei tempi appropriati, cioè dal 4° al 16° giorno dal primo giorno del periodo mensile, vi sia un’anima individuale pronta per la rinascita, pronta cioè ad affrontare i frutti delle azioni delle sue vite passate. Sebbene i gameti contengano tutti i 5 elementi fondamentali o Mahabhutas (Etere, Aria, Fuoco, Acqua e Terra), lo sperma ha una qualità principalmente fredda poiché contiene in prevalenza l’elemento Acqua, mentre l’ovulo, possedendo prevalentemente l’elemento Fuoco, ha qualità calda. In virtù di queste proprietà opposte, i gameti si attraggono e si amalgamano l’uno con l’altro formando l’ovulo fertilizzato, chiamato in sanscrito Manusya bija, che letteralmente significa “seme di essere umano”. La vita inizia nel momento della fusione dei gameti con l’ingresso contestuale dell’anima e della mente. La costituzione (Prakriti) del nuovo individuo viene determinata, quindi, dalle costituzioni dei genitori portate dai gameti al momento dell'unione, e influenzata dalle condizioni dell’ambiente e del momento in cui avviene l’atto procreativo.

L’Āyurveda indica i segni (oltre all’assenza di mestruazione) che manifestano nella donna la presenza di una gravidanza, fra cui ad esempio un’eccessiva salivazione, nausea e vomito senza apparente ragione, alterazioni dell’appetito e dei gusti alimentari, sensibilità particolare a vari odori, spossatezza, lo scurirsi di labbra e capezzoli ed altri particolari indicatori. La presenza del feto fa sì che la donna in gravidanza sia chiamata “due cuori”, questa condizione giustifica i cambiamenti descritti e quelle tipiche manifestazioni determinate dal feto per i propri bisogni di crescita, ben note come le caratteristiche “voglie”. I testi classici consigliano di seguire questi desideri proprio perché rappresentano l’espressione delle necessità del feto, e il non assecondarle può portare a crescita non appropriata o a malformazioni.

Stadi iniziali dello sviluppo embrionale in Ayurveda

Le Fasi della Gravidanza e la Loro Gestione Ayurvedica

La gravidanza viene divisa in tre periodi, ciascuno dominato da uno specifico Dosha, i principi vitali che regolano il funzionamento del corpo e della mente.

Primo Trimestre: Kapha e la Fondazione

Il 1° trimestre è il periodo in cui avviene l’impianto dell’embrione, la formazione della placenta e la fase iniziale di accrescimento. Questo periodo è dominato da Kapha Dosha, il principio di crescita e coesione, che fornisce la stabilità e la struttura necessarie per l'inizio della vita.

Già nel 1° mese di gravidanza vengono addirittura descritti 4 stadi dell’embrione:

  • Il primo, Kalala, che significa “indistinto”, è caratterizzato da una soffice massa di cellule e corrisponde all’embrione fino a 24 ore dopo il concepimento.
  • Il secondo, Budhuda, che significa “bolla”, rappresenta appunto la forma dell’embrione dalle 24 ore dopo il concepimento fino a 7 giorni.
  • Il terzo, Pinda, che significa “sacchetto”, è l’embrione da 7 a 14 giorni che assume una forma rotonda e ben delineata.
  • Il quarto, Kathina, che significa “duro”, è lo stadio da 14 a 28 giorni, quando l’embrione diviene più denso e solido rispetto agli stadi precedenti, una situazione che continua nel 2° mese quando la massa delle cellule diviene una palla compatta, con forma diversa a seconda che il bambino sia maschio o femmina.

Durante questo trimestre, la donna in gravidanza dovrebbe osservare, oltre alle normali norme igieniche, il riposo assoluto nei primi 3 mesi di gestazione. L’equilibrio mentale ed emotivo è indispensabile e occorre quindi mantenere una mente serena ed evitare ogni attività mentale eccessiva. Secondo l’Āyurveda vanno evitati inoltre: gli stress sensoriali, le emozioni negative, i viaggi in eccesso, le posture anomale, restare sveglia la notte, fare bagni con acqua troppo calda o fredda, i massaggi sull’addome per i primi 3 mesi, sopprimere le urgenze naturali, indossare abiti stretti, di colore rossi o neri.

Riguardo il regime alimentare, nel 1° trimestre è consigliata una dieta leggera e dolce perché vi è una riduzione della capacità digestiva (Agni). La dieta viene divisa quindi in pasti semi-liquidi da assumersi ogni 2-3 ore per evitare nausea e vomito, sintomi molto comuni in questa fase. Per quanto concerne i trattamenti fisici, l’Āyurveda raccomanda molta cautela nei primi 3 mesi, in questo periodo non dovrebbe essere fatto nulla, in quanto non ve ne è d’altronde alcun bisogno.

Secondo Trimestre: Pitta e la Differenziazione

Il 2° trimestre è caratterizzato dalla differenziazione dei vari organi ed è dominato da Pitta Dosha, il principio della trasformazione e del metabolismo. Questo è il periodo in cui il feto sviluppa e perfeziona le sue strutture.

Durante il 3° mese si formano cinque rudimentali protrusioni rappresentanti la testa e gli arti e, in questo periodo, si sviluppano tutti gli organi così come gli organi di senso e la percezione cosciente, per cui l’embrione può provare dolore e piacere. La differenziazione degli organi continua e si completa nel 4° mese e d’ora in poi la madre è chiamata Dvihadaya, cioè “donna che ha due cuori”, in quanto il feto diviene stabile cioè fermamente attaccato alla placenta. La donna gravida in questo periodo inizia a sentire pesantezza nel corpo, una sensazione che aumenta nel 5° mese, quando sangue e muscoli del feto crescono rapidamente e la spina dorsale diviene prominente, e nel 6° mese quando il feto aumenta rapidamente in forza e grandezza.

Dopo il 1° trimestre, si possono eseguire degli Abhyanga (massaggi eseguiti con particolari manualità) con specifici oli, sempre con la dovuta cautela e sotto la guida di esperti. Al 6° mese si aggiunge alla dieta il latte bollito con erbe con proprietà leggermente diuretiche e drenanti, utili per prevenire gli edemi e i problemi di circolazione, oltre ad aumentare il drenaggio renale e scongiurare la possibile insorgenza di eclampsia. Questo periodo di crescita e sviluppo intenso richiede un supporto nutrizionale e fisico mirato.

I Dosha - Vata, Pitta e Kapha - Scopri la tua costituzione con il test Prakruti

Terzo Trimestre: Vata e la Preparazione al Parto

Il 3° trimestre, con l’inizio dei movimenti del feto e la preparazione alla sua espulsione, è dominato da Vata Dosha, il principio del movimento e del cambiamento. Questa fase è cruciale per la maturazione finale e la preparazione alla nascita.

Nel 7° mese tutti i tessuti si sviluppano ulteriormente fino alla loro completa differenziazione e le funzioni fisiologiche governate da Vata, Pitta e Kapha arrivano ad un considerevole grado di maturità. L’8° è un mese critico. Ojas, l’energia vitale che manifesta la coerenza fra le strutture psicofisiche e morfofunzionali, non è ancora completamente formata nel feto ed è quindi molto instabile. In questo periodo l’Ojas materno viene condiviso e passa alternativamente da madre a feto, ed è così che l’Āyurveda spiega gli sbalzi di umore della madre che talvolta appare felice e forte ed altre volte invece debole ed esausta. Se il feto nasce prematuramente in questo mese e nel momento in cui Ojas è dominante nella madre, egli muore.

La donna in gravidanza dovrebbe osservare, anche in questo periodo, il riposo assoluto nelle ultime 6 settimane di gestazione, oltre alle normali norme igieniche. L’equilibrio mentale ed emotivo rimane indispensabile e occorre quindi mantenere una mente serena ed evitare ogni attività mentale eccessiva. Nel 3° trimestre, oltre a quanto descritto, si aumenta la componente alimentare con la qualità dolce, fredda e pesante al fine di incrementare lo sviluppo completo del feto. Riguardo i trattamenti fisici, al 7° mese, l’inizio del trimestre in cui aumenta Vata, si possono usare oli particolari per pacificarlo. Sempre allo scopo di pacificare Vata e preparare l’organismo al parto, a partire dall’ultima settimana dell’ottavo mese si somministra una serie di piccoli enteroclismi alternati a base di decotti o di oli medicati, secondo una ben precisa sequenza chiamata Yogavasti. Durante il 9° mese, inoltre, si possono eseguire specifici trattamenti sull’addome e tamponamenti vaginali atti a preparare al meglio e a mantenere elasticità al canale del parto.

Rimedi Ayurvedici per i Disturbi Comuni in Gravidanza

L’Āyurveda osserva inoltre i più comuni disturbi che possono insorgere in gravidanza ed offre numerosi e semplici rimedi.Ad esempio, un sintomo molto comune come il vomito, che può essere dovuto a diverse ragioni, quali diminuzione di potere digestivo (Agni), presenza di tossine (Ama) oltre che fattori psicologici, viene trattato facilmente con la somministrazione di acqua calda e zenzero oppure con l’assunzione di semi di cardamomo presi al bisogno.La nausea è invece dovuta allo squilibrio di Kapha, ed è infatti presente soprattutto nel 1° trimestre, per cui tutte le misure atte a ridurre il Dosha Kapha ed aumentare Agni sono utili. Per esempio, bere al mattino acqua calda con limone e miele o ridurre l’assunzione di cibi grassi può apportare sollievo. Questi approcci mirano a ripristinare l'equilibrio digestivo e dei Dosha, affrontando la radice del problema piuttosto che solo il sintomo.

Il Parto e la Cura Post-Nascita: Accogliere la Nuova Vita

Secondo la tradizione ayurvedica è importante che vi sia un ambiente appartato e sereno che possa accompagnare l’ultimo mese di gravidanza ed accogliere al meglio la nuova vita. L’ambiente è importantissimo e determinante in quanto costituirà il primo contatto che il neonato avrà con il mondo esterno e per questo motivo ogni elemento (Etere, Aria, Fuoco, Acqua e Terra) dovrà essere espresso per garantire armonia ed equilibrio. Nei testi classici viene descritto come costruire la casa o la camera adatta per ospitare madre e figlio durante l’ultimo mese e per le prime settimane dopo il parto. Solo da poco tempo nella nostra cultura viene dato risalto a questo aspetto che invece per il mondo indiano è da millenni determinante per uno sviluppo armonioso e sano del bambino.

Rito di benvenuto del neonato in Ayurveda

Subito dopo la nascita, per facilitare l’avvio del funzionamento del SNC e della respirazione autonoma viene indotta nel neonato la produzione di un suono (pianto) e viene stimolato spruzzandolo alternativamente con acqua calda e fredda. In seguito, il padre (la cui presenza è ritenuta importante e necessaria), seguendo il rito vedico della nascita, farà ascoltare al bimbo alcuni particolari suoni tintinnanti che aiutano il risveglio dei sensi e bisbiglierà poi all’orecchio del neonato un apposito “mantra” di buon auspicio.

La cura del neonato prevede poi che venga ripulito dalla camicia caseosa utilizzando polvere di sale di roccia mischiata con ghee, e venga quindi oleato con olio Bala Taila per aiutare a bilanciare Vata e ridurre l’impatto traumatico del momento del parto. Vengono inoltre liberati dai residui amniotici la cavità orale, le orecchie e gli occhi e, per eliminare completamente il liquido amniotico, si induce anche una leggera emesi (Vamana) con un po’ di sale di roccia applicato in fondo alla lingua. Al termine viene applicato sulla fontanella bregmatica un batuffolo di cotone imbevuto di ghee. Dopo il taglio e la legatura del cordone ombelicale, il neonato viene quindi brevemente immerso in un bagno medicato a base di decotto a qualità antisettiche, lo stesso tipo di decotto viene usato in seguito dalle puerpere per le lavande vaginali.

La cura della puerpera dopo il parto mira essenzialmente alla necessità di mitigare l’aumento di Vata ed è quindi basata, oltre che sul riposo e gli adeguati rimedi terapeutici, su dedicate oleazioni con oli nutrienti e rinforzanti, sull’assunzione di latte e su un’alimentazione nutriente e ricca di sostanze oleose. I primi mesi di vita, così intimi ed importanti per madre e figlio sono, secondo la tradizione, dedicati al riposo della madre ed alla ripresa delle energie, ma anche volti alla costruzione di quel profondissimo legame che li unirà per sempre.

Shatavari: L'Erba Amica della Fertilità e del Benessere Femminile

Lo Shatavari (Asparagus racemosus) è una pianta della famiglia delle Asparagaceae originaria dell’India, dell’Africa, dell’Australia e di alcune parti della Cina; prevalentemente cresce in regioni temperate e tropicali. È formata da steli legnosi e foglie simili agli aghi di pino. Nel mese di luglio avviene la fioritura: produce minuti fiori bianchi su steli corti e appuntiti, e in settembre fruttifica, producendo bacche globose di colore viola-nerastro. Cresce da 1 a 2 m di altezza e preferisce mettere radici in terreni ghiaiosi e rocciosi nelle alte pianure pedemontane, a 1.300-1.400 m di altitudine. Lo Shatavari ha una lunga tradizione nell’Ayurveda, essendo da millenni considerato un rimedio chiave per il benessere femminile.

Dello Shatavari si utilizza principalmente la radice (essiccata e utilizzata per la commercializzazione di prodotti in polvere o compresse). Contiene minerali quali: zinco, rame, magnesio, potassio, manganese, calcio, cobalto e selenio. Sul profilo vitaminico, si evidenziano: Vitamine A e C. Tra i principi attivi contenuti nella radice troviamo: Asparagina, Saponine (shatavaroside A, shatavaroside B, filiasparoside C, asparinina B), Flavanoidi-glicosidi, tra cui quercitina, rutina e iperoside, Isoflavoni, Acidi grassi essenziali come l'acido gamma-linolenico, Alcaloide policiclico-Aspargamina. Le radici dello Shatavari, dopo esser state lavorate ed essiccate, vengono utilizzate per il trattamento di numerosi disturbi e problemi legati alla salute femminile. Tuttavia, solo di recente gli scienziati hanno identificato i fitoestrogeni della pianta, sostanze biochimiche con proprietà che imitano gli estrogeni.

Lo Shatavari è una polvere che favorisce il benessere degli organi riproduttivi femminili ed è la cosiddetta erba "amica delle donne". È un'erba molto utilizzata nell'Ayurveda soprattutto per il benessere femminile, in quanto agisce in modo efficace e benefico su molti problemi ormonali e legati alla sfera riproduttiva femminile. Come con la maggior parte delle erbe ayurvediche, lo Shatavari è multidimensionale nella sua capacità di affrontare simultaneamente molti diversi tipi di squilibri.

I benefici dello Shatavari sono molteplici:

  1. Sostegno alla Fertilità e al Sistema Riproduttivo Femminile: Nell’uso tradizionale lo Shatavari è stato prevalentemente utilizzato per trattare le tipiche sintomatologie a carico del sistema riproduttivo femminile ed a sostegno della fertilità. Inoltre la medicina Ayurvedica lo considera anche un rimedio molto utile per aumentare il desiderio sessuale nelle donne (ma anche negli uomini). Inumidisce i tessuti vaginali e riduce l’infiammazione degli organi sessuali. In effetti, lo Shatavari ha mostrato molti benefici sia per la fertilità maschile che per quella femminile.
  2. Equilibrio Ormonale in Menopausa: Grazie alla presenza di fitoestrogeni e alla capacità riequilibrante dei livelli ormonali, lo Shatavari è utile anche per tutte le donne che stanno affrontando gli alti e bassi indotti dalla menopausa.
  3. Supporto alla Lattazione: Un ormone chiamato prolattina è responsabile della promozione della secrezione del latte nelle madri che allattano. Durante uno studio scientifico, la somministrazione di polvere di radice di Shatavari a donne con scarsa produzione di latte materno, ha avuto un effetto positivo sui livelli di ormone prolattina nelle madri che allattavano. Lo Shatavari, essendo una pianta amica delle donne, e sostenendole dall'età fertile alla menopausa, è indicato anche nell'aumentare la produzione di latte materno.
  4. Tonico Psico-Emotivo e Adattogeno: Nella tradizione ayurvedica, la radice di Shatavari viene impiegata anche come tonico e per alleviare quegli stati psico-emotivi tendenti all’ansia, al nervosismo e alla malinconia. Sul piano energetico lo Shatavari aiuta ad armonizzare eventuali squilibri. Le sue proprietà adattogene e quindi antistress sono dovute alla presenza di flavonoidi, polifenoli e saponine. Queste sostanze agiscono riducendo la secrezione di cortisolo e di corticosteroidi (ormoni dello stress).
  5. Ringiovanente e Energizzante: Secondo la Medicina Ayurvedica la radice di Shatavari è un ringiovanente naturale che dona forza e vigore al corpo, aumenta i livelli di energia e riduce l’affaticamento. È in grado di aumentare i livelli di energia e ridurre il senso di fatica e spossatezza.
  6. Sostegno Immunitario e Antiossidante: Studi dimostrano che lo Shatavari stimola e sostiene il sistema immunitario, incrementando la produzione di anticorpi. Diversi studi hanno evidenziato anche l’attività antiossidante dello Shatavari.
  7. Salute Digestiva: La radice di Shatavari è considerata anche un ottimo rimedio per le patologie e i disturbi dell’apparato digerente. Può essere assunto per stimolare l’appetito, migliorare la digestione e per il trattamento delle ulcere gastriche.

Lo Shatavari si trova sotto forma di polvere o compresse. La dose consigliata è di 2 cucchiaini (o 2 capsule) al giorno. Lo Shatavari è considerata una pianta che non presenta particolari effetti collaterali. Per i suoi effetti diuretici, sarebbe meglio evitare l'assunzione qualora si stessero già prendendo farmaci o diuretici per patologie renali e/o cardiache in corso. È sempre consigliabile avvisare il medico per l'assunzione del prodotto.

Immagine di radice di Shatavari e pianta in fiore

Riflessioni sull'Approccio Olistico Ayurvedico

Il Ministero della Sanità, nelle culture occidentali, ha ben presente il concetto di prevenzione, ma lo relega spesso alla diagnosi precoce dell’infertilità con esami clinici di controllo. Ciò che è stato descritto finora rappresenta sicuramente una realtà diversa da quella occidentale, ma quello che si può cogliere e applicare nelle vite attuali, probabilmente più perturbate da stress e velocità, è il senso di profondo rispetto per la vita e i suoi ritmi biologici che non sono mai cambiati. La tipizzazione corporea, ovvero la comprensione dei Dosha (Kapha, Pitta, Vata), è il principio fondamentale dell’Ayurveda. Ogni persona è un equilibrio unico di tratti fisici, emotivi, spirituali e mentali chiamati dosha, espressi in tre elementi: Kapha (Terra / acqua), Pitta (fuoco) e Vata (aria). Ogni dosha regola le attività nel sistema mente-corpo. Si ritiene che le persone più sane abbiano un elemento equilibrato di ogni dosha, anche se uno dei dosha predomina alla nascita. Conoscere il proprio dosha predominante è il primo passo per personalizzare l'approccio alla salute e alla fertilità, in linea con l'antica saggezza ayurvedica.

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