La gravidanza è un periodo di profondi cambiamenti fisiologici che interessano l'intero organismo femminile, preparando il corpo ad accogliere, nutrire e far crescere il feto, per poi affrontare il parto e l'allattamento. Tra le modificazioni più significative e vitali, spiccano quelle a carico del sistema cardiovascolare, il cui adattamento è fondamentale per supportare le nuove esigenze di mamma e bambino. L'aumento della frequenza cardiaca, noto come tachicardia gravidica, è uno di questi fenomeni, spesso fisiologico e senza motivo di allarme, ma che richiede comunque attenzione e consapevolezza.

La Tachicardia in Gravidanza: Un Battito Accelerato per Due
La gioia di portare una nuova vita dentro di sé è un'esperienza meravigliosa, ma durante la gravidanza il tuo corpo attraversa tanti cambiamenti. Uno di questi è l’aumento della frequenza cardiaca, un fenomeno noto come tachicardia gravidica. Niente paura, futura mamma! Nella maggior parte dei casi, si tratta di una condizione fisiologica, e rappresenta una situazione piuttosto comune, soprattutto verso il terzo trimestre. Con la crescita del feto, anche il peso aumenta e di conseguenza lo sforzo è maggiore per le mamme.
Cos'è la Tachicardia Gravidica Fisiologica?
Innanzitutto è importante definire cos’è la tachicardia, ovvero la presenza di più di 100 battiti cardiaci al minuto. Durante la gravidanza, l’organismo della donna va incontro a una serie di modificazioni necessarie per accogliere al meglio il feto e il suo sviluppo. Questa è la causa principale della tachicardia in gravidanza, ovvero un aumento di circa 15-20 battiti al minuto. Il battito cardiaco è solitamente di 70 battiti al minuto (bpm), in gravidanza questi aumentano fisiologicamente a 80-90 bpm. La tachicardia in gravidanza è un evento frequente e fisiologico, purché resti entro certi limiti. L’aumento della frequenza cardiaca, entro i limiti fisiologici, è considerata una reazione normale. Questa risposta, infatti, consente un maggior apporto di ossigeno e di nutrienti al feto. Nella maggior parte dei casi la tachicardia durante la gestazione è fisiologica, non deve creare preoccupazioni ed entro certi limiti non necessita di alcun trattamento.

Sintomi che Parlano il Linguaggio del Tuo Cuore
La tachicardia in gravidanza può manifestarsi con una serie di sintomi che possono variare da donna a donna. È importante essere consapevoli di questi segnali per poter affrontare la situazione nel modo migliore possibile:
- Un battito accelerato, che supera i 100 battiti al minuto, anche a riposo.
- Palpitazioni, come un tamburello che risuona nel tuo petto. A volte una donna in gravidanza può avvertire queste irregolarità e deve discuterne con il medico per valutare se siano necessari esami per cardiopatie.
- Fiato corto, a volte accompagnato da un senso di affanno, specie durante sforzi lievi o in posizione sdraiata. La maggioranza delle donne lamenta affanno durante gli sforzi, soprattutto verso la fine della gravidanza.
- Vertigini o sensazione di svenimento.
- Stanchezza e debolezza, che ti costringono a rallentare il passo. L’affaticamento è comune, soprattutto nelle prime 14 settimane e nuovamente verso la fine della gravidanza. La donna può avvertire il bisogno di riposare più del solito.
- A volte, avvertire un battito non ritmico del cuore.
- Oppressione e dolore al torace.
Questa sintomatologia tende ad aumentare con il progredire della gravidanza e può peggiorare con l’aumento dell’utero e del fabbisogno nutritivo del bambino. Nel primo periodo di gestazione è comune per le donne sentire tachicardia, debolezza, giramenti di testa, vertigini, nausea, talvolta oppressione e dolore al torace. Sono malesseri normali nei primi tre mesi, circa.
Le Cause della Tachicardia in Gravidanza: Un Cuore Che Lavora per Due
Si dice che durante la gravidanza il tuo cuore batte al quadrato! Nella maggior parte dei casi, quindi, la tachicardia in gravidanza è fisiologica, ovvero dovuta ai naturali cambiamenti che il tuo corpo subisce per supportare la crescita del bambino.
Aumento del Volume Sanguigno e Gittata Cardiaca
Durante la gravidanza, la quantità di sangue nel tuo corpo aumenta di circa il 50%. Questo comporta un maggior lavoro per il cuore, che deve pompare più sangue per soddisfare le esigenze di mamma e bambino. Il volume di sangue aumenta del 50% circa nel corso della gravidanza. Il volume di sangue di una donna aumenta di quasi il 50% nel corso della gravidanza. La massa sanguigna aumenta sensibilmente a partire dal primo trimestre fino a raggiungere, verso la 34ª settimana, valori stazionari del 40%-50% superiori ai valori pregravidici con un incremento di circa 1200-1900 ml. Tali modifiche si verificano per l’aumento sia degli eritrociti che del plasma. Il volume minuto cardiaco cresce fino al 30% rispetto ai valori medi pregravidici, passando da 4,5 l/m a 6 l/m per poi mantenersi più o meno costante fino a termine di gravidanza. Durante la gravidanza, il cuore della donna viene sovraccaricato, in quanto man mano che il feto cresce deve pompare una maggiore quantità di sangue all’utero. Durante la gravidanza la gittata cardiaca, ossia il sangue che viene pompato dal cuore ogni minuto, aumenta del 30-50% e c’è un incremento anche della frequenza cardiaca. Durante le prime settimane la gittata cardiaca aumenta progressivamente, raggiunge il massimo attorno alla ventesima settimana e si stabilizza fino al parto, per poi tornare rapidamente a valori normali nel giro di poche settimane.
Cambiamenti Ormonali e il Ruolo della Placenta
I cambiamenti ormonali sono un'altra causa significativa. Gli ormoni della gravidanza, come il progesterone, possono influenzare la frequenza cardiaca. L’organismo della donna durante la gravidanza si prepara al parto e all’allattamento ed è influenzato dagli ormoni gravidici, dalla crescita fetale e dall’adattamento fisiologico materno che comporteranno una serie di modificazioni le quali per la maggior parte ritorneranno alla normalità dopo il parto. I livelli di estrogeno e progesterone aumentano precocemente in gravidanza, in quanto la gonadotropina corionica umana, il principale ormone prodotto dalla placenta, stimola le ovaie a produrli continuamente. Dopo 9-10 settimane, la stessa placenta produce grandi quantità di estrogeno e progesterone, che contribuiscono a mantenere lo stato di gravidanza. La gravidanza influisce su molti ormoni del corpo, principalmente a causa degli effetti degli ormoni prodotti dalla placenta. Ad esempio, la placenta produce un ormone che stimola la ghiandola tiroidea della donna a diventare più attiva e a produrre maggiori quantità di ormoni tiroidei. Se la tiroide diventa più attiva, il cuore può battere più velocemente, quindi la donna percepisce il battito cardiaco (palpitazioni). Tuttavia, è raro sviluppare ipertiroidismo (iperattività della tiroide) durante la gravidanza.
Aumento della Produzione di Globuli Rossi e Anemia Fisiologica
Aumento della produzione di globuli rossi: i globuli rossi trasportano l'ossigeno nel sangue, e durante la gravidanza il loro numero aumenta per provvedere al fabbisogno del bambino. L’incremento degli eritrociti è indispensabile per il trasporto e la maggiore esigenza di ossigeno in gravidanza, ciò comporta un aumentato fabbisogno di ferro indispensabile per la formazione dell’emoglobina. La quantità di liquido presente nel sangue aumenta maggiormente rispetto ai globuli rossi (che trasportano ossigeno). Quindi, anche se la conta dei globuli rossi è maggiore, gli esami del sangue indicano una lieve anemia, che è normale. Tale fenomeno di emodiluizione è conosciuto come anemia fisiologica della gravidanza.
Cosa succede al cuore di una donna durante la gravidanza?
Quando Preoccuparsi e Rivolgersi al Medico
In linea generale, se non si hanno patologie cardiache pregravidiche, il quadro descritto è del tutto fisiologico durante la gravidanza e fa parte del normale adattamento del corpo materno allo sviluppo del bambino. Se la tachicardia inizia a essere invalidante ed è associata anche a una sola delle condizioni elencate, è importante contattare il proprio medico o l’ostetrica, così da poter eseguire eventuali esami di controllo. In alcuni casi, molto rari, la sintomatologia della tachicardia in gravidanza può richiedere anche la valutazione di uno specialista cardiologo. In caso di necessità sarà il ginecologo o l’ostetrica che segue la gravidanza a indicare quando necessaria una visita specialistica.
I sintomi che devono essere immediatamente riferiti al medico se compaiono durante la gravidanza includono i seguenti:
- Battito cardiaco accelerato o dolore toracico.
- Respiro affannoso.
- Stordimento.
- Mal di testa intenso, persistente o insolito.
- Fastidi agli occhi.
- Ridotta produzione di urine.
- Convulsioni.
- Diminuzione dei movimenti fetali.
- Contrazioni.
- Sanguinamento vaginale o spotting.
- Dolore o crampi all’addome inferiore.
- Febbre, diarrea o altri segni di infezione.
- Secrezione vaginale maleodorante, pruriginosa, di colore giallo o verde o con striature di sangue.
- Dolore durante la minzione o necessità di urinare molto più spesso o con urgenza.
- Perdita vaginale di liquido (se il liquido non sembra urina).
- Gonfiore dei piedi o delle gambe (specialmente se una gamba è più gonfia dell’altra) oppure delle mani o del viso.
- Nausea e vomito che iniziano dopo il primo trimestre (o nausea e vomito gravi, anche nel primo trimestre).
Se il travaglio è stato rapido in gravidanze precedenti, una donna dovrebbe avvisare il medico alle prime avvisaglie del travaglio.
Altri Cambiamenti Fisiologici Rilevanti in Gravidanza
Oltre alle modificazioni cardiovascolari, il corpo della donna affronta un'ampia gamma di adattamenti per sostenere la gestazione. Molti cambiamenti sono temporanei e tornano allo stato pre-gravidanza entro qualche giorno o settimana dal parto.

Apparato Riproduttivo
Dopo 12 settimane di gestazione, l’ingrossamento dell’utero può causare una leggera sporgenza dell’addome della donna. Tale ingrossamento prosegue per tutta la gravidanza, raggiungendo il livello dell’ombelico a 20 settimane e il margine inferiore della gabbia toracica a 36 settimane. La quantità di secrezione vaginale normale, limpida o biancastra, di solito aumenta. Tuttavia, se la secrezione assume un colore o un odore insoliti o si accompagna a prurito e bruciore vaginale, la donna deve consultare il medico. Questi sintomi possono indicare un’infezione locale. Le ghiandole che producono latte aumentano gradualmente di numero e divengono capaci di produrre tale alimento. Le mammelle possono essere sensibili. È opportuno indossare un reggiseno della giusta misura che fornisca un sostegno adeguato. Durante le ultime settimane di gravidanza, le mammelle possono produrre una secrezione liquida, giallastra o lattiginosa (colostro). Il colostro viene secreto anche durante i primi giorni dopo il parto, prima della produzione del latte. Questo liquido, ricco di minerali e anticorpi, costituisce il primo nutrimento per il bambino che viene allattato al seno. Una secrezione dal capezzolo contenente sangue non è normale e deve essere segnalata al medico.
Pressione Arteriosa e Circolazione Periferica
Durante la gravidanza, il flusso sanguineo verso l’utero, la placenta e il seno aumenta mentre rimane invariato il flusso epatico e cerebrale. La pressione arteriosa diminuisce leggermente fino alla 30ª settimana per poi ritornare ai valori pregravidici o poco sopra, poche settimane prima del termine. La pressione diastolica si abbassa in maniera maggiore rispetto alla sistolica. La compressione meccanica esercitata dall’utero gravidico sulla vena cava e sull’aorta addominale influenza la pressione arteriosa e si nota soprattutto in posizione supina rispetto a quella seduta. Associato alla contemporanea compressione dell’aorta, che aumenta le resistenze periferiche, deriva la caduta della pressione arteriosa causando capogiri, pallore e sudorazione. Nota come sindrome ipotensiva della vena cava, è dovuta alla diminuzione del ritorno venoso al cuore, che di conseguenza provoca la riduzione della gittata cardiaca. L’utero ingrossato esercita pressione sulle vene della pelvi e può rallentare il ritorno del sangue dalle gambe e dalla pelvi al cuore. Di conseguenza, il gonfiore (edema) dei piedi e delle caviglie è comune. Tuttavia, un grave gonfiore dei piedi, dei polpacci o delle cosce oppure delle mani o del viso deve essere immediatamente segnalato al medico. Possono comparire alcuni soffi cardiaci e irregolarità del ritmo cardiaco, in quanto il cuore lavora con maggiore intensità, che sono normali durante la gravidanza. Alcuni rumori e ritmi cardiaci anomali devono essere trattati.
Vene Varicose e Ritenzione Idrica
Accade facilmente che si sviluppino vene varicose negli arti inferiori e nella regione che circonda l’apertura vaginale (vulva), causando talvolta fastidio. Alcuni accorgimenti non solo alleviano il fastidio, ma riducono anche il gonfiore delle gambe e aumentano le possibilità di scomparsa delle vene varicose dopo il parto: indossare calze elastiche di sostegno, riposare spesso con le gambe sollevate, coricarsi sul lato sinistro. Sdraiandosi sul lato sinistro si riduce la pressione da parte dell’utero ingrandito sulla vena principale che porta il sangue dagli arti inferiori. Di conseguenza, il flusso sanguigno migliora.
Vie Urinarie
Come il cuore, i reni lavorano di più durante la gravidanza, poiché filtrano un maggior volume di sangue. Il volume del sangue filtrato dai reni raggiunge il picco massimo tra le 16 e le 24 settimane e rimane costante fino al parto. Inoltre, la pressione dell’utero ingrandito può ridurre leggermente l’apporto di sangue ai reni. L’attività dei reni normalmente aumenta in posizione distesa e si riduce in posizione eretta. Questa differenza viene amplificata durante la gravidanza, che è uno dei motivi per cui una donna in gravidanza può svegliarsi per urinare durante la notte. Nel terzo trimestre, sdraiarsi sul lato sinistro riduce la pressione che l’utero ingrossato esercita sulla vena principale che trasporta il sangue dagli arti inferiori, migliorando, di conseguenza, il flusso sanguigno e la funzione renale. L’utero preme sulla vescica, riducendone le dimensioni; pertanto questa si riempie di urina più rapidamente del normale, inducendo la donna a urinare più spesso e con maggiore urgenza. Inoltre, esercita pressione sugli ureteri (i condotti che trasportano l’urina dai reni alla vescica). Questa pressione aumenta il rischio di infezione renale (pielonefrite), che può essere pericolosa nelle donne in gravidanza.
Apparato Respiratorio
L’alto livello di progesterone, un ormone prodotto continuamente durante la gravidanza, segnala all’organismo di respirare più rapidamente e più profondamente. Di conseguenza, una donna in gravidanza esala maggiori quantità di anidride carbonica per mantenerne il livello basso. La donna può respirare più rapidamente anche perché l’utero in crescita esercita pressione sul diaframma (sotto le costole) limitando l’entità dell’espansione dei polmoni durante l’inspirazione. La circonferenza del torace aumenta leggermente. Durante l’esercizio fisico, la frequenza respiratoria aumenta maggiormente nelle donne in stato di gravidanza. Poiché viene pompata una maggiore quantità di sangue, la mucosa delle vie aeree è più irrorata e gonfia, con conseguente restringimento delle vie aeree. Pertanto, compare talvolta ostruzione del naso e delle tube di Eustachio (che collegano l’orecchio medio alla regione retronasale). Questi effetti possono cambiare leggermente il tono e il timbro della voce.
Tratto Digerente
Nausea e vomito, in particolare al mattino (nausea mattutina), sono comuni nel primo trimestre e talvolta continuano nel secondo e persino nel terzo trimestre. Questi sintomi possono essere causati dai livelli elevati di estrogeni e di gonadotropina corionica umana, due ormoni che aiutano a mantenere la gravidanza. Nausea e vomito possono essere alleviati cambiando la dieta o le abitudini alimentari. A volte la nausea e il vomito sono così intensi o persistenti da determinare disidratazione, calo ponderale o altri problemi. Questa condizione è nota come iperemesi gravidica. Talvolta le donne in gravidanza, in genere quelle che presentano anche malessere mattutino, presentano salivazione eccessiva. Questo sintomo può essere fastidioso ma è innocuo. Bruciore di stomaco ed eruttazione sono comuni, probabilmente perché il cibo rimane nello stomaco più a lungo. L’apparato digerente si muove più lentamente, a causa dell’effetto del progesterone e della pressione esercitata dall’utero ingrossato. Inoltre, il muscolo anulare (sfintere) situato nella parte inferiore dell’esofago tende a rilassarsi, consentendo al contenuto dello stomaco di refluire nell’esofago. Con la progressione della gravidanza, la pressione dell’utero ingrandito sul retto e sulla porzione inferiore dell’intestino può indurre stipsi. Questa può peggiorare data la comparsa di livelli elevati di progesterone durante la gravidanza, che rallentano la peristalsi intestinale. Le emorroidi, un problema comune, possono derivare dalla pressione esercitata dall’utero in crescita o dalla stipsi. Alcune donne in gravidanza possono sviluppare picacismo, il desiderio di cibi strani o di sostanze non commestibili (come amido o argilla). I calcoli biliari sono più comuni durante la gravidanza.
Cute
La maschera gravidica (melasma) è una pigmentazione a chiazze, brunastra che può comparire sulla cute della fronte e delle guance. Anche la pelle che circonda i capezzoli (areole) può scurirsi. La comparsa di una linea scura lungo la linea mediana dell’addome è comune. Queste alterazioni sono dovute alla produzione da parte della placenta di un ormone che stimola i melanociti, le cellule che inducono una pigmentazione scura della cute (melanina). Talvolta, sull’addome compaiono delle smagliature scure, rosa o bianche/argentate. Questa alterazione deriva probabilmente dalla rapida crescita dell’utero e dall’aumento del livello degli ormoni surrenali. Piccoli vasi sanguigni possono formare un disegno a ragnatela rosso sulla pelle, in genere sopra il punto vita. Queste formazioni vengono chiamate angiomi stellati. Talvolta, compare dopo il parto. Il pemfigoide (herpes) gravidico può comparire in qualsiasi momento dopo la 12a settimana di gravidanza o subito dopo il parto. Si ritiene che sia causato da anticorpi anomali che attaccano i tessuti stessi dell’organismo, ovvero una reazione autoimmune.
Ormoni
Durante la gravidanza, le alterazioni dei livelli ormonali influiscono sulla gestione degli zuccheri da parte dell’organismo. Nelle fasi più avanzate della gravidanza l’organismo non risponde altrettanto bene all’insulina (un ormone che controlla i livelli di zucchero [glucosio] nel sangue) come avviene normalmente. Di conseguenza, il livello di glucosio nel sangue aumenta. L’organismo deve produrre una maggiore quantità di insulina durante la gravidanza. Di conseguenza, durante la gravidanza il diabete, se già presente, può peggiorare oppure può anche manifestarsi per la prima volta. Tale disturbo viene definito diabete gestazionale. La placenta stimola le ghiandole surrenali ad aumentare la produzione di aldosterone e cortisolo (che contribuiscono alla regolazione dei liquidi escreti dai reni). Di conseguenza vengono trattenuti più liquidi.
La Salute Cardiovascolare Femminile in Gravidanza: Un Approccio Specialistico
Il cuore delle donne può essere fragile a tutte le età e in tutte le fasi della vita. In gravidanza lo è molto più di quello degli uomini perché è costretto a lavorare il doppio. Con l’avvicinarsi del terzo trimestre di gestazione, infatti, il volume di sangue aumenta fino al 60%, costringendo il cuore a un ‘superlavoro’ che accelera il battito cardiaco. Sebbene la maggior parte delle donne gestisca questi cambiamenti senza problemi, per quelle con patologie cardiache preesistenti o con una predisposizione, i rischi possono essere elevati. Soffrire di patologie cardiocircolatorie già prima della gravidanza, o avere casi in famiglia, è un fattore di rischio, così come l’età avanzata della gestante. In particolare, le donne che soffrono di alcune patologie severe (insufficienza cardiaca, cardiomiopatie, restringimenti particolarmente gravi della mitrale ecc.) possono avere gravidanze che richiedono maggior attenzione per salvaguardare sia la madre che il feto.
Il Rischio di Infarto e Complicanze Cardiovascolari
Secondo uno studio condotto dalla NYU School of Medicine, pubblicato sulla rivista Mayo Clinic Proceedings, il rischio è fino a 5 volte più alto tra le donne dai 35 ai 39 anni d'età, mentre è 10 volte più alto tra le donne over 40. Eppure la salute cardiovascolare femminile resta sottovalutata, sia in clinica che nei laboratori di ricerca. Lo studio ha mostrato come il rischio di infarto durante e dopo la gravidanza sia in aumento, anche per la tendenza a posticipare la maternità considerando maggiore la ‘probabilità’ di concomitanti patologie cardiovascolari subentrate nel corso degli anni. La malattia coronarica interessa 1 donna su 9 tra i 45 e i 64 anni e 1 su 3 dopo i 65 anni con un rischio di morte del 31%, più alto del cancro al seno.
Specificità delle Patologie Cardiologiche Femminili
La fragilità del cuore delle donne non si limita alla gravidanza, ma dipende anche dalla nostra incapacità di “ascoltarne” i segnali di sofferenza. È per questo che nella popolazione femminile è più alto sia il rischio di ‘ischemia o angina senza coronaropatia ostruttiva’ (INOCA-ANOCA) che di ‘infarto del miocardio senza ostruzione coronarica’ (MINOCA). Molte donne con dolore toracico cardiaco e ischemia o attacco cardiaco non hanno stenosi significative nelle arterie coronarie, ma un restringimento di lieve entità, una disfunzione o spasmo dei piccoli vasi, che sfuggono nella diagnosi iniziale. Il 50-70% di chi ha sintomi aspecifici e malattia coronarica non significativa all’angiografia è donna. Il sesso femminile, inoltre, presenta più spesso fattori di rischio cardiovascolari non classici, spesso aggravati da stress, disturbi dell’umore, fumo, malattie autoimmuni, o come conseguenza della menopausa. Eppure la consapevolezza del rischio cardiovascolare femminile è scarsa. L’infarto ha un ritardo di 10 anni nelle donne rispetto agli uomini, ma la mortalità è più alta, così come le complicanze, che per il 90% colpiscono proprio le donne. Tanto pericolose quanto subdole sono anche le dissezioni coronariche spontanee (SCAD), che fanno parte di una patologia sistemica che interessa gli strati della parete vasale. Le donne giovani sono le pazienti maggiormente colpite dalla malattia che può presentarsi come sindrome coronarica acuta, angina instabile o addirittura morte improvvisa.
Patologie Valvolari e Cardiomiopatia Peripartum
Anche le patologie valvolari sono spesso sottovalutate, con differenze importanti rispetto agli uomini per tipologia, diagnosi e trattamento. Meno donne vengono avviate a interventi correttivi, che presentano anche specifiche difficoltà tecniche legate all’anatomia più piccola. Nelle donne, inoltre, i sintomi tendono a essere più subdoli e aspecifici, con conseguente ritardo diagnostico. Le pazienti spesso arrivano dal medico in fase avanzata, con progressione rapida e prognosi peggiore. La cardiomiopatia peripartum, dovuta a un ridotto afflusso di sangue al cuore per via di una perdita di funzionalità del muscolo cardiaco, è una condizione grave.

L'Importanza di un Team Multidisciplinare
La comunità cardiologica ha avvertito forte questa esigenza tanto da stilare nuove Linee Guida sulla gestione clinica e terapeutica della patologia cardiovascolare in gravidanza in tutte le sue peculiarità e insidie. Esse sono state presentate al recente congresso della Società Europea di Cardiologia (ESC) tenutosi a Madrid e saranno argomento atteso durante il congresso GISE Women. In presenza di una cardiopatia materna nota prima della gravidanza, un team multidisciplinare che include cardiologo, ginecologo, neonatologo possono aiutare la donna a monitorare, gestire e ridurre eventuali rischi di complicanze associati alle alterazioni fisiologiche del periodo gestazionale e del parto. Se si soffre di una patologia cardiovascolare già diagnosticata, è opportuno informare il proprio cardiologo della gravidanza. In una paziente sana, invece, il normopeso e una vita attiva prima della gravidanza sono atteggiamenti protettivi.
È dunque essenziale aumentare la consapevolezza sulle specificità delle patologie cardiologiche femminili, sia tra la popolazione che tra il personale medico, per garantire una diagnosi precoce, un trattamento tempestivo e una migliore gestione a lungo termine.
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