Cullare il Sonno: Guida Completa per Genitori e Approfondimenti Scientifici

Il sonno è un pilastro fondamentale per la crescita e lo sviluppo di ogni neonato, ma per i neogenitori può rappresentare una delle sfide più grandi. Comprendere la fisiologia del sonno infantile, i suoi meccanismi e le tecniche più efficaci per favorirlo è essenziale per affrontare con serenità il rientro a casa dall’ospedale e per instaurare abitudini sane. Questo articolo si propone di esplorare a fondo il tema del sonno nei bambini, dalle esigenze più primarie dei primi mesi di vita fino agli studi scientifici più recenti che svelano i benefici del cullare non solo per i più piccoli, ma anche per gli adulti. Avere delle conoscenze essenziali sulla fisiologia e sul sonno dei bambini appena nati, per mamme e papà sarà più semplice capire come educare al sonno il proprio piccolo.

I Primi Mesi di Vita: Fisiologia e Adattamento del Neonato

Anzitutto, quando parliamo di neonato ci riferiamo ai primi 3 mesi di vita del bambino. Si tratta di un periodo in cui il piccolo deve fare un lavoro di adattamento neurologico straordinario alle esigenze della vita in cui si è venuto a trovare dopo il parto. Il cervello è l’unico organo che alla nascita è incompleto e plastico: questo permette al neonato in ogni parte del mondo di sviluppare un buon adattamento all’ambiente e alla cultura del luogo in cui viene al mondo. Tale straordinaria plasticità cerebrale è la chiave per la sua capacità di apprendimento e di assorbimento delle nuove esperienze. Ogni giorno, il neonato è bombardato da stimoli nuovi e deve imparare a interpretarli e a reagire ad essi, costruendo le basi del suo sviluppo futuro.

Deve anche essere chiaro ai genitori che per un bambino lo stare bene, nel periodo neonatale, è legato al concetto di equilibrio. Questa condizione di benessere è una vera e propria priorità per il piccolo, il cui sistema nervoso immaturo sta ancora imparando a gestire le funzioni corporee. Per noi, tutto il lavoro che i nostri organi fanno dopo aver mangiato è automatico, non ce ne accorgiamo neanche. Per un bebè, nutrirsi al seno, fare il ruttino e digerire è un vero e proprio lavoro che richiede un dispendio energetico significativo. Imparare a coordinare la suzione, la deglutizione e la respirazione è un compito complesso, così come lo è gestire la digestione e l'eliminazione. Questo "lavoro" costante evidenzia quanto ogni processo fisiologico sia una vera e propria attività per il neonato e quanto sia fondamentale supportarlo in queste prime fasi.Un ritmo cadenzato degli eventi della giornata, includendo dormire - mangiare - passeggiata - bagnetto - nanna, fin dalle prime settimane di vita rende più facile l’apprendimento e contribuisce a stabilire questo equilibrio essenziale. La prevedibilità di una routine aiuta il bambino a orientarsi nel nuovo mondo, a ridurre lo stress e a sentirsi più sicuro e confortato. Questo schema regolare non solo facilita l'apprendimento, ma offre anche ai genitori un senso di controllo e di comprensione delle esigenze del proprio figlio.

Sviluppo neurologico e routine del neonato

Il Sonno Neonatale: Durata, Regolazione e Fasi

Il bisogno di riposo varia da neonato a neonato: di media nelle prime settimane i piccoli dormono dalle 16 alle 20 ore. Questa grande variabilità sottolinea che non esiste il neonato 'medio', e che ogni bambino ha le proprie esigenze uniche. Solitamente nelle prime 2 o 3 settimane dalla nascita mamma e bambino sono in un momento di con-fusione. L’uso di questo termine è voluto, sta a ricordare che nel periodo della gestazione c’è una fusione completa, e i primi giorni dopo il parto sono un periodo di "rodaggio" in cui entrambi si adattano alla nuova realtà, cercando un nuovo equilibrio simbiotico. Generalmente dopo le prime 3 settimane di vita l’allattamento è ben avviato e quindi verso la fine del primo mese tutti i neonati dovrebbero alimentarsi circa ogni 3 ore. Tra una mangiata e l’altra, devono recuperare le forze, e il sonno è il meccanismo primario per questo recupero.

Il sonno è regolato dalla melatonina, un ormone che viene prodotto dalla ghiandola pineale del cervello. Nella sua vita fetale il neonato riceve melatonina dalla madre attraverso la placenta, ma non ne produce di propria perché questa parte inizia la sua attività al momento della nascita. Per capire come addormentare un neonato vanno compresi anche questi concetti fondamentali. Quindi, anche durante il giorno non va creata una situazione di buio completo, per aiutare il bambino a capire la differenza tra notte e giorno e favorire lo sviluppo del ritmo circadiano. Da parte del genitore ci deve essere una vera educazione al sonno, che implica la creazione di un ambiente e di una routine che supportino la maturazione di questo orologio biologico. Un ambiente luminoso e stimolante durante il giorno e buio e tranquillo di notte invia segnali chiari al cervello del neonato, aiutandolo a sincronizzarsi con i cicli naturali di luce e oscurità.

Le Fasi del Sonno del Neonato

Per capire come addormentare un neonato è importante anche sapere gli stadi del suo riposo, che si differenziano da quelli degli adulti e sono fondamentali per il suo sviluppo.

  • Sonno profondo: In questa fase, il corpo del bimbo è immobile, e il respiro è lento e regolare. È il momento del riposo più ristoratore, cruciale per la crescita fisica e la consolidazione della memoria. Durante il sonno profondo, il neonato non è facilmente risvegliabile e il suo sistema nervoso centrale sta svolgendo processi essenziali di sviluppo.
  • Stato indeterminato: Questa fase può essere preliminare alla veglia ma anche al sonno. Una situazione tipica? Il neonato ha finito la poppata e si guarda intorno pacifico, con gli occhi aperti ma non completamente focalizzati. Inizia poi ad agitarsi, con piccoli movimenti o vocalizzi, perché ha bisogno di dormire e sta passando dalla calma al bisogno di riposo. È un momento di transizione in cui il bambino non è pienamente sveglio né profondamente addormentato.
  • Veglia attenta: Il neonato è calmo e ha il corpo rilassato. Questo succede quando il bambino è in assenza di bisogni e il suo sistema nervoso può stare a riposo. In questa fase, il piccolo è ricettivo agli stimoli esterni, osserva l'ambiente circostante e può interagire con gli altri in modo tranquillo. È un momento ideale per il contatto visivo, le coccole e le prime interazioni giocose.
  • Veglia agitata: Il bambino piange, fa movimenti bruschi, e può passare dallo stato indeterminato alle urla. È il suo modo di segnalare un bisogno in modo energico e inequivocabile. Cosa dobbiamo fare in questo caso? È fondamentale ripercorrere gli avvenimenti recenti: ha mangiato? Gli ho cambiato il pannolino? Potrebbe avere caldo o freddo? È sovrastimolato? Riconoscere e rispondere prontamente a questi segnali è cruciale per il benessere del neonato e per costruire un legame di fiducia con i genitori.

I segnali del sonno nel neonato

Creare l'Ambiente Ideale per il Sonno del Neonato

Se abbiamo detto che educare al sonno è un compito e non un apprendimento spontaneo, lo stesso vale per il luogo in cui si dorme, che varia nelle diverse culture. Per un bambino africano sarà sulla schiena della madre, da noi in occidente sarà nel lettino. È categorico sottolineare che, nel letto dei genitori no, perché si accumula troppo calore e si crea una delle condizioni di maggiore rischio di Sids (Sindrome della Morte Improvvisa del Lattante). La sicurezza del sonno deve essere sempre la massima priorità. All’inizio, dato che il neonato avrà nostalgia della sensazione di avvolgimento che aveva nell’utero materno, servirà uno spazio contenuto. Questo può essere una culla più piccola, una navicella o un riduttore all'interno del lettino, che riproduca un ambiente più accogliente e sicuro.

È bene dire che più semplici sono i rituali per la nanna, più facile sarà il loro apprendimento e più il bimbo sarà autonomo rispetto ad abitudini troppo complesse. Ad esempio, cantare una ninna nanna nell’orecchio e cullare il bambino con eccessiva energia non lo rilassa ma anzi lo eccita, creando una stimolazione indesiderata proprio nel momento in cui dovrebbe calmarsi. Ogni genitore può trovare la sua tecnica per il momento della nanna, purché sia rilassante e coerente: carezze sul volto e sugli occhi, parlare con un tono di voce basso rarefacendo pian piano le parole, o semplicemente un contatto fisico delicato e rassicurante.

Fin dal primo giorno di vita del neonato, la conoscenza che dobbiamo trasmettere è che la fonte della nutrizione è il seno, ma che questo non è anche la sorgente della consolazione esclusiva. Quindi il messaggio deve essere questo: il cibo arriva dalla mamma, se hai bisogno di conforto la mamma c’è, con carezze, abbracci, coccole e la fascia. Questo approccio aiuta il bambino a distinguere tra fame e bisogno di coccole, evitando che associ il seno solo al confort emotivo e non all'alimentazione. Questo processo di educazione dovrebbe portare il neonato a imparare ad avere un sonno prolungato dalla mezzanotte in poi per 4 o 5 ore. Questo può già accadere ad 1 mese e mezzo o 2, un traguardo significativo per il benessere di tutta la famiglia.

Routine serale e ambiente di sonno sicuro per neonati

Consigli generali per far addormentare un neonato includono la creazione di una routine serale. I neonati rispondono bene alla prevedibilità. Creare una routine serale aiuta il bambino a riconoscere i segnali che precedono il sonno. Questa routine può includere un bagnetto caldo, un massaggio rilassante, una poppata e una ninna nanna. La ripetizione di queste attività tutte le sere aiuterà il neonato a comprendere che è il momento di dormire. Un ambiente tranquillo e confortevole è altresì essenziale. L'ambiente in cui il neonato dorme è molto importante. Assicurati che la stanza sia buia, silenziosa e a una temperatura confortevole, idealmente tra i 18 e i 20 gradi Celsius. Utilizzare una luce notturna soffusa può essere utile, così come un rumore bianco o una musica rilassante che possa coprire eventuali rumori di fondo, creando un ambiente di serena continuità con quello uterino. È importante anche prestare attenzione ai segnali di sonno. I neonati mostrano segni di stanchezza che possono variare: sfregarsi gli occhi, sbadigliare, diventare irritabili o calmi. Riconoscere questi segnali e metterli a letto al momento giusto è fondamentale per evitare che diventino troppo stanchi e difficili da calmare. É importante essere consapevoli che anche in tenera età ci potrebbero essere dei disturbi del sonno da risolvere per restaurare il corretto benessere del neonato, e in tal caso, è sempre consigliabile consultare un pediatra.

Comprendere il ciclo del sonno di un bambino aiuta i genitori a sincronizzare le loro azioni con i momenti in cui il bambino è più propenso a rimanere addormentato. Ad esempio, mettere il neonato a letto quando è sonnolento ma ancora sveglio può aiutarlo a imparare a addormentarsi da solo, facilitando un sonno più lungo e ininterrotto. Questo approccio favorisce lo sviluppo dell'autonomia nel sonno, un'abilità preziosa per il bambino e per la famiglia.

Metodi e Tecniche per Addormentare il Neonato

Molti genitori si trovano ad affrontare la sfida di addormentare il proprio neonato, che spesso sembra prediligere le braccia materne o paterne. Esistono diverse strategie e metodi per accompagnare il bambino verso un sonno sereno e autonomo.

Cosa fare se il neonato dorme solo in braccio?

Dormire in braccio è un atto naturale per il bambino: le braccia dei genitori gli ricordano la pancia della mamma e il bambino ha istintivamente bisogno di un ambiente caldo e raccolto. Questo bisogno primario di contatto e sicurezza è una reminiscenza del periodo prenatale, dove il bambino era costantemente avvolto e protetto. Il primo passo per far smettere il bambino di dormire solo in braccio è iniziare a modificare lentamente la routine dell’addormentamento. Metterlo nel lettino quando è quasi addormentato, mantenendo il contatto fisico, accarezzandolo e parlandogli con un tono di voce rassicurante, lo farà abituare gradualmente a dormire da solo, e soprattutto eviterà che si senta smarrito e spaventato quando si troverà improvvisamente solo al risveglio. La transizione deve essere dolce e progressiva, infondendo nel bambino la consapevolezza che, anche se non in braccio, è comunque al sicuro.

Come far dormire un neonato da solo?

Anzitutto si deve verificare se il bambino è in buona salute e se la sua giornata alimentare è ben strutturata e saziante. Un bambino affamato o indisposto difficilmente dormirà serenamente da solo. Facciamo un esempio di routine: nel secondo mese di vita la durata delle poppate potrebbe ridursi a un tempo di circa mezz’ora, diventando più efficiente; poi il piccolo deve digerire. Espletate queste funzioni, che possono includere anche un ruttino e un cambio pannolino, può essere preso in braccio o messo sulla sdraietta a giocare per un breve periodo di veglia attiva e rilassata. Andrà fatto tutto con movimenti lenti e non bruschi e parlandogli dolcemente, per evitare di eccitarlo o spaventarlo. Se il piccolo al contatto con le lenzuola fredde inizia a lamentarsi, non bisogna prenderlo in braccio subito, perché così gli stiamo dando un altro stimolo e lo stiamo confondendo. Non significa che va lasciato abbandonato da solo, naturalmente. Piuttosto, si può provare ad accarezzarlo dolcemente, a mettere una mano sulla sua pancia o a parlare a bassa voce per rassicurarlo, lasciandogli il tempo di ambientarsi nel suo lettino riscaldato, magari con un lenzuolino pre-riscaldato.

Fasciatura (Swaddling): Un aiuto contro l'agitazione

Fasciare il bambino è a volte una pratica alquanto controversa. Questo perché è fondamentale saperlo fare bene per non interferire con il comfort e la salute del neonato, né con la sua mobilità naturale quando questa si sviluppa. La fasciatura consiste nell'avvolgere o fasciare il bambino con una mussola, una coperta o una speciale borsa fasciatoio in modo che il bambino o la bambina siano completamente avvolti, ad eccezione della testa. Dopo aver trascorso alcuni mesi al sicuro e al caldo nella pancia della mamma, uscire nel mondo esterno non dovrebbe essere un compito facile, né abituarsi a cambiare in fretta. La fasciatura riproduce quella sensazione di contenimento, offrendo diversi benefici: fornisce sicurezza e protezione, permette al piccolo di addormentarsi velocemente e allevia il disagio causato dalle coliche, poiché la leggera pressione sull'addome può avere un effetto lenitivo. Inoltre, ti aiuta a regolare meglio la temperatura corporea. "Nei primi mesi di vita, il bambino non regola ancora completamente la sua temperatura corporea, quindi è importante evitare perdite di calore o un riscaldamento eccessivo del bambino, tenendo conto che, a causa dell'immaturità, la termoregolazione può essere inefficace", comunica l'Associazione Spagnola di Pediatria nella Guida pratica per i genitori.

Si consiglia di cullare il bambino finché non comincia ad avere più mobilità, approssimativamente fino ai due mesi di età. La fasciatura va assolutamente abbandonata quando il piccolo impara a girarsi o ad avere più mobilità nel raccogliere le cose, per evitare rischi di soffocamento o impedimenti allo sviluppo motorio. È molto importante non coprire mai, neanche minimamente, la testa e il viso del piccolo durante la fasciatura.

Esistono tre tecniche di base o più comuni per cullare il tuo bambino in modo rapido ed efficace:

  1. Tecnica Generale:

    1. Stendere completamente il panno o la coperta e adagiare il bambino al centro, lasciando però la testa del bambino all'esterno. Quindi il tessuto dovrebbe essere all'altezza delle spalle, o leggermente sotto.
    2. Prendi un angolo superiore della coperta e incrocialo sul corpo del bambino, infilandolo sotto il fianco opposto. Assicurati che un braccio del bambino sia tenuto delicatamente lungo il corpo.
    3. Poi, prendi l'altro angolo superiore e incrocialo sul lato opposto del corpo, bloccando l'altro braccio.
    4. Infine, piega il tessuto rimanente dal basso verso l'alto e fissalo all'interno della coperta già avvolta attorno alle spalle e ai fianchi, creando una sorta di tasca.
  2. Sistema Australiano:

    1. Stendere il tessuto in modo che abbia la forma di un rombo o un quadrato disposto a diamante.
    2. Posizionare il bambino al centro, con la testa appena sopra l'angolo superiore.
    3. Posiziona il braccio destro del bambino dritto, parallelo al suo corpo.
    4. Prendi l'angolo sinistro del tessuto e avvolgilo saldamente sopra il braccio destro e il busto del bambino, infilandolo sotto la schiena sul lato destro.
    5. Ancora una volta, posiziona il braccio, ora quello sinistro, dritto e parallelo al corpo e incrocia l'angolo destro del tessuto sul lato sinistro, infilando la punta sotto il corpo del bambino. Fissa la parte inferiore avvolgendo l'angolo inferiore verso l'alto e infilandolo sotto il petto del bambino.
  3. Tecnica Sotto le Ascelle: Per eseguire questo processo è necessario seguire gli stessi passaggi del sistema australiano per cullare il bambino, ma con una piccola variante. Per fare questo, devi incrociare gli angoli di entrambi i lati, più o meno, sotto le ascelle, all'altezza del petto, lasciando le braccia del bambino libere di muoversi. Questa tecnica è più adatta ai bambini che si muovono di più e hanno paura di rimanere completamente immobilizzati, offrendo un contenimento più leggero ma comunque rassicurante.

Guida illustrata alle tecniche di fasciatura del neonato

Questi tre metodi saranno ottimi per praticare la ninna nanna in sicurezza. Se, inoltre, desideri la chiave per garantire che il tuo angioletto si addormenti in tutta sicurezza, ti consigliamo di avere in casa una sedia a dondolo per l'allattamento. Anche se non avete intenzione di allattare il bambino, è un complemento d'arredo perfetto per cullarlo e calmarlo. Ad Alondra abbiamo tre diversi modelli di sedie per infermieri: Glam, Sogno ed Ergo. Tutte hanno la possibilità di diventare sedute fisse o di cambiare le gambe della base per trasformarle in sedie a dondolo, offrendo versatilità e comfort. La cosa migliore di avere una sdraietta per allattamento è che abbiano l'altezza e le caratteristiche necessarie per garantire il comfort del bambino e quello della mamma o del papà che la utilizzano, facilitando il contatto visivo e fisico.

Tieni sempre presente che cullare il bambino con la fasciatura non dovrebbe essere fatto per molto tempo. Cioè, bastano poche ore al giorno. Tieni questo asso nella manica per quei giorni o momenti in cui il tuo piccolo è più agitato o dorme irrequieto. E in nessun caso dovresti far addormentare il bambino durante il riposo notturno avvolto, per motivi di sicurezza e per permettergli di muoversi liberamente. Non stringere eccessivamente la fascia, deve essere aderente ma non costrittiva, consentendo comunque una buona circolazione e il movimento delle gambe e dei fianchi. Se il tuo bambino si sente a suo agio e queste tecniche funzionano per te, puoi farlo addormentare senza problemi. Vedrai che lo aiuta a calmarsi e apprezzerà il suo rifugio come un modo per adattarsi al nuovo mondo che lo attende da grande. In più, per farlo sentire più protetto e sicuro, puoi scegliere di acquistare una culla per praticare il co-sleeping, che è una culla specifica da affiancare al letto dei genitori, offrendo vicinanza ma in un ambiente separato e sicuro.

Altri metodi per fare addormentare un neonato

Esistono diversi approcci per aiutare i neonati a trovare il sonno, ciascuno con la propria filosofia e metodologia.

  • Il metodo "Sears" e il co-sleeping: Il metodo Sears, sviluppato dal pediatra William Sears, si basa su un approccio amorevole e reattivo alle esigenze del bambino. Questo metodo suggerisce di rispondere prontamente ai segnali di bisogno del neonato, che includono il bisogno di essere cullato, allattato o semplicemente confortato. L'idea è di creare un legame di fiducia e sicurezza tra genitore e bambino, favorendo un sonno più tranquillo e un attaccamento sicuro. Il co-sleeping, o dormire insieme, è una pratica che prevede che il neonato dorma vicino ai genitori, spesso nello stesso letto o in una culla attaccata al letto matrimoniale. Questo metodo può facilitare le poppate notturne e fornire al neonato un senso di sicurezza grazie alla vicinanza dei genitori. È importante seguire le linee guida di sicurezza per il co-sleeping, come evitare coperte pesanti e cuscini che potrebbero soffocare il bambino, e assicurarsi che il materasso sia rigido e che non ci siano spazi in cui il bambino possa scivolare.

  • Metodo "Ferber": Il metodo Ferber, o "cry it out" (lascia piangere), è un approccio più strutturato che prevede di lasciare il bambino piangere per periodi di tempo crescenti prima di confortarlo. Questo metodo mira a insegnare al neonato a calmarsi e addormentarsi da solo, sviluppando l'autoconsolazione. È importante che i genitori siano coerenti e preparati a gestire il disagio iniziale del bambino, sapendo che i risultati possono variare da bambino a bambino e che questo metodo può non essere adatto a tutte le famiglie o a tutti i bambini.

  • Metodo dei "40 secondi": Il metodo dei 40 secondi, diventato popolare grazie a video virali, consiste nel cullare delicatamente il neonato in una posizione specifica e con un ritmo particolare che spesso lo calma rapidamente. Anche se non garantisce che tutti i neonati si addormentino in 40 secondi, può essere una tecnica utile da provare, basandosi sull'effetto rilassante del movimento ritmico e del contatto.

  • Metodo "shush-pat": Questo metodo consiste nel mettere il neonato nel suo lettino e, se inizia a piangere, confortarlo con il suono "shush" (un suono di calma, che imita il rumore uterino) e delicatamente patting (picchiettando) sulla schiena o sul lato. Questo metodo aiuta a insegnare al neonato a calmarsi da solo, ma con il supporto rassicurante del genitore, fornendo un ponte tra il bisogno di essere tenuto in braccio e l'autonomia nel sonno.

  • Metodo di "ritiro graduale": Questo metodo prevede che i genitori gradualmente riducano la loro presenza nella stanza del neonato mentre si addormenta. Inizialmente, i genitori possono rimanere accanto al letto del bambino, poi progressivamente spostarsi sempre più lontano, magari sedendosi su una sedia che viene spostata ogni sera, finché il bambino non impara ad addormentarsi da solo senza la loro presenza diretta. Questo metodo richiede pazienza e coerenza, ma può essere efficace nel lungo termine per promuovere l'indipendenza nel sonno.

Favorire il Sonno Notturno Prolungato

Far dormire un neonato tutta la notte è uno degli obiettivi più ambiti dai genitori, e raggiungere questo traguardo richiede una combinazione di strategie e pazienza.

  • Alimentazione adeguata: Assicurati che il tuo neonato riceva una quantità sufficiente di latte durante il giorno. Neonati ben nutriti sono più propensi a dormire per periodi più lunghi di notte. Se il tuo bambino si sveglia frequentemente per mangiare, potrebbe essere utile offrirgli una poppata abbondante poco prima di metterlo a letto, la cosiddetta "poppata dei sogni", per garantirgli un senso di sazietà più duraturo.
  • Differenziare giorno e notte: Aiutare il neonato a distinguere tra il giorno e la notte è fondamentale per stabilire un ritmo circadiano sano. Durante il giorno, mantieni la casa luminosa e incoraggia l'attività e il rumore, stimolando il bambino con giochi e interazioni. Di notte, mantieni la casa silenziosa e buia, limitando l'interazione con il bambino al minimo necessario durante le poppate notturne, parlando a bassa voce e usando luci soffuse.
  • Evitare il sovrastimolamento serale: Evita giochi o attività troppo stimolanti nelle ore serali. Il sovrastimolamento può rendere difficile per il neonato calmarsi e addormentarsi, mantenendo il suo sistema nervoso in uno stato di allerta. Cerca invece di creare un'atmosfera rilassante nelle ore che precedono il sonno, con attività tranquille come il bagnetto, la lettura di una storia o un massaggio delicato.

Far addormentare un neonato può richiedere tempo, pazienza e sperimentazione di diversi metodi per trovare quello che funziona meglio per il tuo bambino e per la tua famiglia. Ogni neonato è unico e ciò che funziona per uno potrebbe non funzionare per un altro. Creare una routine serale, un ambiente tranquillo e confortevole, e rispondere ai bisogni del tuo bambino con amore e pazienza sono le chiavi per aiutare il tuo neonato a dormire serenamente.

Consigli pratici per favorire il sonno notturno del neonato

Cullare il Sonno: Benefici Scientificamente Provati per Tutte le Età

Essere cullati nel sonno consente di dormire profondamente e potenzia la nostra memoria. Essere cullati migliora la qualità del sonno, aiutando ad addormentarsi profondamente e potenziando in maniera sorprendente anche la memoria. A confermarlo sono due approfonditi studi svizzeri di neuroscienze che sono stati pubblicati di recente sulla rivista Current Biology. Questi studi hanno fornito le prime solide prove scientifiche su un'intuizione popolare tramandata da generazioni.

Questo studio può essere utile per progettare un rimedio contro l’insonnia, una condizione che è sempre più diffusa negli adulti. Gli scienziati svizzeri hanno fatto dormire un gruppo di volontari che hanno partecipato alla ricerca, nel proprio laboratorio del sonno. I volontari sono stati divisi in due gruppi. Ad una metà di essi è stato chiesto di dormire su un letto che ricreava i movimenti ondulatori dell’essere cullati. All’altro gruppo è stato invece riservato un letto fermo, identico in tutte le altre caratteristiche. Dal primo studio è emerso che il gruppo di volontari che si era addormentato sul letto che veniva cullato continuamente, aveva goduto di un sonno profondo e rigenerante, addormentandosi più velocemente e sperimentando meno risvegli notturni.

Dopo questo sonno ristoratore, la mattina seguente, ai volontari è stato chiesto di sottoporsi a dei test specifici. Ne è emerso che coloro che erano stati cullati nel sonno hanno raggiunto punteggi alti negli esercizi di memorizzazione, come il richiamo di coppie di parole memorizzate la sera precedente. Il potenziamento della memoria è coerente con la maggior durata del sonno profondo, fase in cui si consolidano i ricordi. Il movimento oscillatorio influenzava le onde cerebrali durante il sonno, rendendole più lente e sovrapponibili a quelle tipiche del sonno profondo, che è anche quello più rigenerante. In questa fase, infatti, nel cervello 'circolano' le onde lente, indicative di un riposo profondo e riparatore.

Dopo questi esperimenti sugli umani, gli scienziati svizzeri si sono focalizzati sugli effetti del cullare su una specie animale, quella dei topolini. Hanno scoperto che nei topolini gli effetti del movimento ondulatorio tipico dell’essere cullati sono mediati dall’orecchio interno, il quale trasferisce l’informazione del movimento al cervello. Il secondo studio, svolto su topi, aveva l’obiettivo di esplorare se il dondolio favorisse il sonno in altre specie. Utilizzando degli oscillatori meccanici per scuotere le gabbie dei topi mentre dormivano, i ricercatori hanno scoperto che il dondolio riduceva il tempo necessario per addormentarsi e aumentava la durata del sonno dei roditori. I ricercatori ipotizzavano che gli effetti del dondolio sul sonno fossero legati alla stimolazione ritmica del sistema vestibolare, che contribuisce al senso dell’equilibrio e dell’orientamento spaziale.

Grazie a queste ricerche sul cullare, gli esperti un giorno potrebbero ricreare questi effetti in maniera artificiale. Ricreando gli effetti del cullare si stimolano specifiche aree neurali del nostro cervello che consentono di potenziare la memoria e la concentrazione. Questo potrebbe avvenire, ad esempio, con l'uso di alcuni farmaci che vadano a stimolare le stesse aree neurali attivate dal movimento ondulatorio, offrendo nuove prospettive per trattare l'insonnia e migliorare la funzione cognitiva negli anziani con problemi di memoria.

“Questi studi realizzati sugli adulti e sugli animali ci spiegano quanto non solo i bambini abbiano bisogno di essere cullati per garantire loro una miglior qualità del sonno”, afferma il pediatra. “Per il bambino, soprattutto quello allattato al seno, è normale addormentarsi tra le braccia della mamma, sul grembo che lo ha ospitato ancor prima che nascesse. Il calore, l’odore, il suono del battito cardiaco e dei movimenti intestinali del genitore sono di conforto per il bambino, rievocando la sicurezza e la familiarità dell'ambiente uterino.” “I genitori non devono pertanto aver timore di ‘viziare’ il bambino tenendolo in braccio e cullandolo. - rassicura il pediatra -. É una abitudine che egli ha acquisito già nella pancia della mamma e che avrà risvolti positivi sullo sviluppo psichico e intellettivo del bambino. D’altronde il lattante non ha vizi ma solo manifestazioni di disagio o necessità che il genitore ha il compito di assecondare e nessun vantaggio ad ignorare.” “Ora poi che, grazie a questi recenti studi, abbiamo scoperto che anche gli adulti hanno bisogno di essere cullati, a maggior ragione non ci vedremo nulla di male a cullare i nostri bambini”, conclude l'esperto. È fondamentale, tuttavia, cogliere l’occasione per raccomandare invece di non ‘shakerare’ i bambini come dei cocktail quando piangono, poiché questo gesto, sebbene fatto con frustrazione, può causare danni cerebrali gravi e permanenti, una condizione nota come sindrome del bambino scosso.

I segnali del sonno nel neonato

Essere cullati migliora la qualità del sonno, aiuta ad addormentarsi più in fretta e a dormire più profondamente, infine potenzia la memoria (attraverso il consolidamento dei ricordi durante il sonno). Tutti coloro che hanno avuto un bebè sanno bene che cullarlo lo aiuta ad addormentarsi prima. Ma il motivo di ciò restava poco chiaro, finora supportato più dall'esperienza che dalla scienza. Gli scienziati svizzeri hanno fatto dormire un gruppo di volontari nel proprio laboratorio del sonno, una notte su di un letto basculante, l'altra sullo stesso letto tenuto fermo. Ebbene, nel primo caso i volontari si sono addormentati più in fretta e hanno avuto una fase più lunga di sonno profondo (il sonno più rigenerante, quando nel cervello 'circolano' le onde lente). Inoltre, in seguito a questa notte in cui sono stati cullati ininterrottamente, i volontari hanno totalizzato un punteggio maggiore ai test di memoria cui sono stati sottoposti il mattino seguente (il test consiste nel memorizzare coppie di parole la sera, prima di andare a letto e tentare di ricordarle al mattino). Il potenziamento della memoria è coerente con la maggior durata del sonno profondo, fase in cui si consolidano i ricordi. Nei topolini gli esperti hanno scoperto che gli effetti del movimento ondulatorio (della culla o di un'amaca ad esempio) sono mediati dall'orecchio interno che trasferisce l'informazione del movimento al cervello. Secondo gli esperti un giorno potrebbe essere possibile ricostruire gli effetti del cullare in modo artificiale (ad esempio con dei farmaci) andando a stimolare le stesse aree neurali attivate dal movimento ondulatorio e aiutare così chi soffre di insonnia e gli anziani con problemi di memoria.

tags: #cullare #il #sonno #sinonimo