Il ritrovamento di un cucciolo di pipistrello può essere un'esperienza inaspettata, ma è fondamentale sapere come agire correttamente per garantire la sua sopravvivenza. I pipistrelli, infatti, sono animali selvatici rigorosamente protetti e la loro detenzione è vietata per legge. Ogni tentativo di soccorso deve essere mirato al loro recupero e alla successiva reintroduzione nell'ambiente naturale, sempre sotto la supervisione di esperti. Questa guida fornisce indicazioni dettagliate su come assistere un cucciolo di pipistrello, dall'allattamento allo svezzamento, utilizzando le pratiche più sicure ed efficaci.
Il Ritrovamento di un Cucciolo di Pipistrello: Primi Passi e Sicurezza
Il periodo tra giugno e luglio è considerato "caldo" per i piccoli di pipistrello, in quanto è il momento in cui nascono e sono più facilmente ritrovabili in difficoltà. Spesso, questi delicati esseri possono essere trovati in luoghi insoliti, come i cassonetti degli avvolgibili, oppure semplicemente a terra, feriti o separati dalla madre. Un cucciolo di pipistrello neonato si riconosce per le sue dimensioni ridotte e per il fatto che il suo corpo non è ancora ricoperto di pelo, a differenza di un adulto. Quando ci si trova davanti a un pipistrello in difficoltà, sia esso ferito, disorientato o, appunto, un cucciolo caduto e sfuggito al controllo amorevole della madre, è fondamentale tenere presente che sono animali selvatici e, di conseguenza, richiedono un approccio cauto e rispettoso.
Nel tentativo di soccorrerne uno, è bene utilizzare sempre dei guanti o un panno, poiché, spaventandosi, con i suoi denti aguzzi il pipistrello potrebbe mordere come farebbe qualsiasi altro animale impaurito. Nonostante la loro fragilità, sono animali selvatici e il loro comportamento può essere imprevedibile in situazioni di stress. Una volta messo in sicurezza, l'animale va sistemato in una scatola di cartone con piccoli buchi per l’aria. È cruciale non somministrare né latte né altri mangimi in questa fase iniziale; è meglio lasciarlo nella scatola in pace, in un ambiente tranquillo, senza rumori e dove non sia a contatto con altri animali. La priorità assoluta è portarlo a un centro di recupero specializzato il prima possibile. Ad esempio, l'Ente protezione animali di Trieste, come spiega la sua presidente Patrizia Bufo, accudisce regolarmente cuccioli di pipistrello portati da cittadini che li hanno trovati in difficoltà. Lo staff dell’Enpa Trieste, infatti, collabora attivamente con lo zoologo friulano Luca Lapini, che da anni monitora e classifica le specie di pipistrelli presenti sul territorio regionale, contribuendo alla loro tutela e al loro recupero.
È utile ricordare che i pipistrelli non sono pericolosi per l'uomo. Se uno di questi animali entra in casa, per cercare di farlo uscire è bene evitare di usare scope, bastoni, retini da pesca: il rischio è di stordirlo e farlo cadere a terra ferendolo anche seriamente. Niente urla e corse per la stanza, quindi: terrorizzato, il pipistrello perderebbe l'orientamento. È molto più efficace lasciare le finestre aperte, chiudendo invece la porta della stanza, magari spegnendo anche la luce: dopo qualche minuto il chirottero ritroverà da solo la finestra da cui è entrato e tornerà nel suo ambiente naturale senza fare danni.

L'Allattamento: Principi Fondamentali e Frequenza
I cuccioli di pipistrello, come tutti i mammiferi, devono essere allattati per sopravvivere e crescere. Il latte idoneo per la crescita dei pipistrelli è un latte in polvere particolare, non facilmente trovabile nei comuni negozi di animali. Tuttavia, in situazioni di emergenza, possono essere utilizzate formulazioni casalinghe specifiche, prestando la massima attenzione.
La frequenza di allattamento varia significativamente in base alle condizioni del giovane pipistrello. Per un cucciolo neonato, l'alimentazione dovrebbe avvenire ogni 2-4 ore, a seconda della sua taglia e dell'età. Se si tratta di un individuo debilitato e magro appena ricoverato, si consiglia di somministrare il latte anche ogni 30 minuti o 1 ora, cioè appena il pasto precedente è stato digerito; si può verificare ciò osservando lo stomaco che risulta vuoto, senza latte. Per i piccoli già ricoverati da tempo, in salute e che si nutrono abbondantemente a ogni pasto, la frequenza può estendersi fino a 5 ore tra un pasto e l'altro. Durante la notte, la frequenza può essere un po' rallentata, ma è solo verso i dodici-quindici giorni di vita che si può sospendere del tutto l’allattamento notturno, permettendo al cucciolo di sviluppare ritmi più simili a quelli degli adulti.
La quantità di latte da somministrare è "ad libitum", cioè a volontà del cucciolo, il quale tende a sapersi regolare. Tuttavia, come linea guida, il cucciolo allattato artificialmente nei primi 20 giorni di vita dovrebbe assumere circa 20-25 ml di latte ogni 100 grammi di peso corporeo al giorno. Per verificare che tutto proceda regolarmente e che il cucciolo stia crescendo in modo sano, è consigliabile pesarlo quotidianamente utilizzando una bilancia pesa-alimenti. L’incremento ponderale dovrebbe essere pari al 10-15% del suo peso al giorno, un indicatore chiave del suo stato di salute e del successo dell'allattamento.
Per la somministrazione del latte, vanno usati appositi biberon con tettarella della misura proporzionata alla taglia del cucciolo, per facilitare la suzione e prevenire l'aspirazione. In situazioni di emergenza, prima di procurarsi il materiale adatto, si possono utilizzare delle siringhe senza ago o dei contagocce, sempre con estrema cautela. L'Enpa di Trieste, per esempio, utilizza una spugna naturale (non sintetica) per allattare i cuccioli implumi, alla quale il piccolo si attacca e beve autonomamente, simulando il contatto con la madre.
Un accorgimento importantissimo riguarda la posizione del cucciolo durante l'allattamento: deve essere tenuto a pancia in giù, la posizione naturale in cui succhierebbe il latte dalle mammelle della madre, o obliquo. È fondamentale MAI posizionarlo in posizione supina (a pancia in su, come si posizionerebbe un bambino), per evitare che il latte possa andare nei polmoni, causando gravi problemi respiratori.
Come nutrire un cucciolo di pipistrello smarrito
Preparazione e Conservazione del Latte Sostitutivo
La preparazione del latte per il cucciolo di pipistrello richiede attenzione e igiene. Il latte va preparato quotidianamente per garantirne la freschezza e le proprietà nutrizionali, o al massimo ogni due giorni. Una volta preparato, deve essere conservato in frigorifero. Al momento dell'uso, è essenziale riscaldarlo a una temperatura di 35°-36°C, che simula la temperatura del latte materno. Per misurare la temperatura, si può testare sull’interno del polso, esattamente come si fa per i neonati umani: se scotta o se lo si sente freddo, non va bene e deve essere regolato di conseguenza.
In un'emergenza, il latte vaccino intero può essere usato se non si dispone di altro, ma va sottolineato che questa è una soluzione temporanea e va sostituito appena possibile con formulazioni più adatte. Il latte vaccino, infatti, non ha il profilo nutrizionale ideale per i cuccioli di pipistrello e un uso prolungato potrebbe causare problemi digestivi o carenze.
Formulazioni di Latte Fai-da-te per Pipistrelli
Poiché il latte specifico per pipistrelli è difficile da reperire, esistono due possibili formulazioni casalinghe che possono essere adottate, tenendo ben presente che le proporzioni devono essere adattate in base alla risposta e alle esigenze individuali del cucciolo. Queste ricette cercano di mimare la composizione del latte materno dei pipistrelli, che è particolarmente ricco di grassi e proteine.
Prima Ricetta:Questa formulazione mira a compensare la scarsità di grassi e proteine che si riscontrerebbe in un semplice latte di capra, pur cercando di diluire il lattosio presente.
- 150 ml di latte di capra: Questo tipo di latte è spesso preferito al latte vaccino per la sua migliore digeribilità e una composizione più vicina ad altri latti animali.
- 3 cucchiai di panna da cucina, oppure 5 ml di olio vegetale biologico (olio di semi di lino, mais o girasole): L'aggiunta di panna o olio è fondamentale per aumentare il contenuto di grassi della miscela, essenziale per l'energia e lo sviluppo del cucciolo di pipistrello.
- 1 tuorlo d'uovo fresco crudo: Il tuorlo d'uovo contribuisce ad aumentare l'apporto proteico e vitaminico, elementi cruciali per la crescita.
- 3 cucchiai di acqua: In questo caso, l’acqua serve a diluire il lattosio che comunque si trova nel latte di capra, rendendolo più tollerabile per il delicato sistema digestivo del cucciolo.
- Mezzo cucchiaino di miele (facoltativo): Il miele può essere utile per cuccioli molto deboli o ipotermici, fornendo una fonte di energia rapidamente assimilabile. È assolutamente da non sostituire con lo zucchero comune, che può causare diarrea e squilibri intestinali.
Seconda Ricetta:Questa opzione è progettata per minimizzare il lattosio fin dall'inizio, fornendo al contempo un elevato apporto di nutrienti essenziali.
- 150 ml di latte senza lattosio: La base di questa ricetta è un latte privo di lattosio, ideale per prevenire problemi digestivi legati all'intolleranza.
- 70 ml di panna: L'alta percentuale di grassi della panna è cruciale per soddisfare le elevate esigenze energetiche del cucciolo.
- 70 ml di yogurt bianco intero senza zucchero: Lo yogurt apporta probiotici naturali e ulteriori proteine e calcio, supportando la salute intestinale.
- 1 tuorlo d’uovo fresco crudo: Come nella prima ricetta, il tuorlo è una fonte preziosa di proteine e nutrienti vitali.
Queste formulazioni, sebbene utili in emergenza, dovrebbero sempre essere considerate temporanee e, quando possibile, integrate o sostituite con prodotti specifici per mammiferi selvatici, seguendo le indicazioni di un veterinario esperto in fauna selvatica.

Integrazioni Essenziali e Supporto Digestivo
L'alimentazione di un cucciolo di pipistrello non si limita solo alla somministrazione del latte. Soprattutto nel caso dei cuccioli che non hanno potuto assumere il colostro materno, un liquido prezioso ricco di anticorpi essenziali per il neonato, è necessario integrare l’alimentazione con specifici supplementi. Questi aiuti sono fondamentali per supportare il loro sviluppo e la loro capacità di resistere alle malattie.
Tra le integrazioni più importanti vi sono i fermenti lattici, che aiutano a regolarizzare la digestione e a mantenere un equilibrio sano della flora intestinale, cruciale per l'assorbimento dei nutrienti e la prevenzione di disturbi gastrointestinali. Il colostro in polvere può essere somministrato per compensare la mancanza di quello materno, fornendo un apporto iniziale di immunoglobuline e fattori di crescita che rafforzano il sistema immunitario del cucciolo.
Inoltre, estratti idroenzimatici e rimedi omeopatici, prescritti esclusivamente da un veterinario, possono essere utilizzati per sostenere ulteriormente la digestione e aumentare la resistenza alle infezioni, migliorando così in modo significativo le possibilità di sopravvivenza del giovane pipistrello. L'approccio olistico con queste integrazioni mira a costruire una base solida per la salute e il benessere generale del cucciolo, preparando il suo organismo ad affrontare le sfide della crescita.
Cura Post-Pasto: Stimolazione della Minzione e Defecazione
Dopo ogni pasto, un accorgimento importantissimo e spesso sottovalutato è la stimolazione della minzione e della defecazione. Nei cuccioli molto piccoli, infatti, questi processi non avvengono spontaneamente. In natura, la madre pipistrello si occupa di leccare la zona anale e genitale dei suoi piccoli, stimolando così l'eliminazione dei rifiuti.
Per simulare questo comportamento materno, è necessario strofinare delicatamente la zona anale e genitale del cucciolo con un panno umido e tiepido dopo ogni poppata. Questo semplice gesto non solo aiuta il cucciolo a svuotare la vescica e l'intestino, ma è vitale per prevenire accumuli che potrebbero portare a infezioni o blocchi intestinali, mettendo a rischio la sua salute. È un passo cruciale nella cura del cucciolo, che garantisce il corretto funzionamento delle sue funzioni corporee essenziali e contribuisce al suo benessere generale.

Lo Svezzamento: Transizione ai Cibi Solidi
Lo svezzamento rappresenta una fase delicata ma naturale nella crescita del cucciolo di pipistrello, segnando il passaggio dal latte a una dieta composta da cibi più solidi. Verso le 3-4 settimane di vita, il latte materno o il suo sostituto non supportano più completamente le esigenze nutrizionali dei cuccioli, che necessitano di un apporto energetico e di nutrienti maggiori per il loro rapido sviluppo. Questo è il momento in cui inizia il processo di svezzamento, che si concluderà tra la 7° e l’8° settimana di vita del piccolo.
Durante questa fase, si deve cominciare a proporre gradualmente cibi semi-solidi e in quantità sempre maggiori. Parallelamente, la quantità del latte somministrato deve essere diminuita via via, fino ad eliminarlo completamente verso i due mesi d'età. Non esistono regole precise sui tempi e sulle quantità esatte, poiché, come sempre, anche all’interno della stessa cucciolata, ogni individuo è diverso dall’altro e può avere ritmi di sviluppo e preferenze alimentari differenti. Per fortuna, la natura fa le cose per bene, e in genere i cuccioli sanno regolarsi da soli su quando iniziare lo svezzamento, cosa mangiare e in che quantità, se viene loro offerta la possibilità di scegliere.
Anche per lo svezzamento esistono appositi alimenti commerciali, formulati per soddisfare le esigenze specifiche dei pipistrelli in questa fase di transizione, oppure si può optare per una dieta casalinga, o una integrazione delle due. Il nostro compito principale è proporre un’ampia varietà di cibi diversi. Inizialmente, è preferibile offrirli singolarmente, non mischiati in un "pappone", in modo tale che sia più facile capire quali sono i loro gusti e individuare eventuali intolleranze o preferenze specifiche.
Il buon senso, inoltre, suggerisce di introdurre nuovi alimenti gradualmente. Questo approccio aiuta il sistema digestivo del cucciolo a sviluppare gli enzimi necessari per la digestione dei nuovi cibi, minimizzando il rischio di disturbi. Per evitare che si abbuffino con rischio di indigestione e coliche, è importante che i pasti siano regolari e frequenti, almeno sei volte al giorno fino alla 8°-9° settimana di vita. Questa cadenza permette al cucciolo di assimilare i nutrienti in modo efficiente senza sovraccaricare il sistema digestivo.
È interessante notare come l'alimentazione degli adulti recuperati presso centri come l'ENPA di Trieste differisca: questi vengono nutriti con "tenebrio mollitor", ovvero le larve della farina, un esempio di dieta prevalentemente insettivora che i pipistrelli appartenenti all'ordine dei Chirotteri, come gli Hypsugo spp. (una delle specie italiane più comunemente ritrovate allo stato neonato), seguiranno una volta raggiunta la maturità e l'autosufficienza.
tags: #cucciolo #di #pipistrello #con #biberon