Crioconservazione dei Gameti: Preservare la Fertilità per il Futuro

La preservazione della fertilità umana è un tema sempre più dibattuto a causa dell’uso, ormai comune nei paesi occidentali, di posticipare in tempi futuri il concepimento di un figlio. Le coppie, prima di programmare una gravidanza, spesso preferiscono attendere le condizioni socio-economiche ideali o il momento più adatto per non intralciare la carriera. Quando poi si decide che è arrivato il momento giusto per diventare genitori, il rischio è quello di ritrovarsi a fare i conti con l’infertilità e con la difficoltà di concepimento naturale o mediante fecondazione assistita. In Italia, come anche in altri paesi europei ed extra-europei, si tende sempre di più a procrastinare la gravidanza e la ragione è da ricercare in tutta una serie di fattori socio-economici, ma anche psicologici e personali.

Crioconservazione degli Ovociti: Un'Opportunità per la Fertilità Femminile

La crioconservazione degli ovociti è una straordinaria opportunità per le donne che desiderano preservare la propria fertilità, non necessariamente per motivi di salute. È particolarmente utile per le donne che, ad esempio, si devono sottoporre a trattamenti di chemioterapia o di radioterapia per alcune patologie neoplastiche, o che devono sottoporsi ad interventi demolitivi, ad esempio per patologie come l’endometriosi. Questi trattamenti farmacologici o chirurgici, infatti, possono compromettere la fertilità. Fortunatamente, i progressi conseguiti nella comprensione dei meccanismi tramite cui le terapie antitumorali danneggiano l’ovaio e nella crioconservazione di ovociti e tessuto ovarico, offrono oggigiorno alle giovani donne colpite da tumore concrete possibilità di preservare la propria fertilità. La funzione riproduttiva durante lo sviluppo e la cura di un cancro merita particolare attenzione. Le conseguenze di un tumore o, più comunemente, delle terapie antitumorali, possono compromettere la funzione ovarica e, pertanto, la fertilità.

La crioconservazione degli ovociti è una tecnica che ha una grande risonanza sullo scenario internazionale. Le probabilità di ottenere una gravidanza dopo lo scongelamento degli ovociti si aggirano intorno al 40% entro i 38 anni, sino al 10% nelle donne più adulte. Presso il Centro Clinico San Carlo di Torino, le donne interessate alla crioconservazione dei propri ovociti vengono sottoposte ad una accurata visita specialistica ginecologica con ecografia transvaginale.

Ecografia transvaginale per monitoraggio follicolare

Il Processo di Crioconservazione degli Ovociti

La preservazione della fertilità femminile attraverso la crioconservazione degli ovociti è un processo articolato che inizia con una fase di stimolazione ormonale. Innanzitutto, le donne si devono sottoporre a una stimolazione ormonale per indurre l’ovulazione multipla. Durante il trattamento farmacologico si effettuano dei monitoraggi, per il dosaggio dell’ormone estradiolo (esami del sangue) e per verificare quanti follicoli crescono e che dimensioni raggiungono (con l’ecografia). Dopo circa un paio di settimane di terapia, la donna viene sottoposta a un Pick-up, cioè un prelievo ovocitario: gli ovociti vengono aspirati dai follicoli. L’intervento si effettua in day hospital, si svolge in sedazione profonda, di solito la donna non deve essere intubata. L’intervento si esegue per via transvaginale: con una sonda ecografica ed un ago, sotto guida ecografica, si aspira il liquido follicolare che, successivamente, viene consegnato in laboratorio dove le embriologhe lo osservano al microscopio per valutare la presenza o meno degli ovociti.

La crioconservazione avviene in azoto liquido a -196°C tramite vitrificazione, un processo di congelamento molto rapido che serve a preservare l’ovocita da eventuali danni dati da cristalli di ghiaccio. La vitrificazione è una tecnica non più considerata sperimentale, che permette di congelare gli ovociti maturi prelevati dopo stimolazione ormonale ovarica. I vantaggi risiedono nella possibilità per le donne di preservare la propria fertilità, sia per ragioni di salute (medical freezing) sia per altri motivi personali (social freezing). Gli ovociti maturi vengono crioconservati in azoto liquido dove possono rimanere diversi anni. È stato introdotto un ticket per la crioconservazione dei gameti femminili ed il mantenimento in azoto liquido di ovociti per un periodo di 3 anni.

Laboratorio di embriologia con microscopio

Crioconservazione degli Spermatozoi: Preservare la Fertilità Maschile

Per quanto riguarda il maschio, la crioconservazione del seme è una metodica di preservazione della fertilità utilizzata da tempo. La crioconservazione degli spermatozoi è una tecnica di preservazione della fertilità maschile. Gli uomini possono continuare a produrre spermatozoi per tutta la vita, anche se si osserva una riduzione della qualità del liquido seminale col passare del tempo.

Il processo inizia con la raccolta del liquido seminale, che può avvenire tramite masturbazione. Il campione di liquido seminale viene analizzato in laboratorio, cioè si valuta la concentrazione degli spermatozoi, il numero, la loro mobilità e la morfologia. In presenza di seminali con parametri normali o lievemente deficitari, si procede con la raccolta del liquido seminale mediante masturbazione e si avviano le procedure di laboratorio di capacitazione e crioconservazione del seme. Se invece il seminale presenta problematiche estreme, come ad esempio l’azoospermia (assenza di spermatozoi nell’eiaculato), si procede con le indagini del caso per scoprirne le cause. Seguono approfondimenti genetici ed ormonali ed in alcuni casi è possibile crioconservare gli spermatozoi recuperati direttamente dai testicoli (MESA-TESA).

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Approcci Alternativi e Considerazioni

Oltre alla crioconservazione dei gameti, esistono altri approcci per la preservazione della fertilità. Un approccio chirurgico alla preservazione della fertilità è costituito dalla trasposizione ovarica, nel quale le ovaie sono provvisoriamente spostate in una posizione della cavità addominale diversa da quella naturale per evitare che siano esposte a radiazioni durante un trattamento richiedente irradiazione della regione pelvica. Le tecniche di crioconservazione sono tuttavia al momento l’approccio più efficace per preservare la fertilità femminile. È possibile criopreservare con successo sia tessuto ovarico, sia oociti. La crioconservazione di tessuto ovarico è una soluzione di particolare interesse.

Limiti e Costi della Crioconservazione

Nonostante i progressi, la crioconservazione presenta dei limiti. Il successo di ottenere una gravidanza al momento dell’utilizzo degli ovociti non è garantito. Inoltre, è una tecnica che può avere anche un costo complessivo piuttosto elevato. Ai farmaci utilizzati per l’induzione dell’ovulazione vanno aggiunti il costo del trattamento di recupero degli ovociti in sala operatoria e quello delle tecniche di fecondazione assistita. I limiti risiedono anche nella qualità del campione del liquido seminale, nel fatto che i costi complessivi possono essere anche piuttosto elevati (ad esempio nei casi in cui occorre procedere alla biopsia testicolare).

Il Ruolo della Fecondazione Assistita

Gli ovociti sopravvissuti in seguito allo scongelamento vengono in ogni caso inseminati con la tecnica di microinseminazione (ICSI - Intra-Cytoplasmic Sperm Injection). Questa tecnica di fecondazione assistita è fondamentale per garantire un elevato tasso di successo nell'ottenimento di una gravidanza, soprattutto quando si utilizzano gameti crioconservati.

Diagramma schematico della tecnica ICSI

La crioconservazione degli ovociti e degli spermatozoi rappresenta una soluzione sempre più diffusa e una speranza concreta per coloro che desiderano preservare la propria capacità riproduttiva, sia per motivi medici che personali, permettendo così di pianificare una gravidanza in un momento futuro della vita, quando le condizioni saranno più favorevoli.

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