Riso Buono: La Rinascita di una Tenuta e la Passione di Cristina Brizzolari per il Riso

Nel cuore del Piemonte, a Casalbeltrame, un piccolo paese a pochi chilometri da Novara, sorge Tenuta La Mondina, un luogo dove il tempo sembra essersi fermato. Questa antica struttura, risalente alla fine del XVII secolo, con le sue tre grandi corti, le scuderie d'epoca e un'ala nobiliare, circonda 200 ettari di terreno, di cui 120 coltivati a risaia. Un tempo parte di questa tenuta era caduta in disuso per circa un secolo, fino a quando Cristina Brizzolari, imprenditrice immobiliare con una vita divisa tra Roma e Londra, non è stata chiamata dal suocero, Luigi Guidobono Cavalchini, a riportarla al suo antico splendore.

Tenuta La Mondina

Un Passaggio Inaspettato: Dall'Immobiliare al Riso

La storia di Cristina Brizzolari è un esempio di come le passioni possano sbocciare nei luoghi più inaspettati. Prima del suo coinvolgimento con Tenuta La Mondina, Cristina si dedicava alla compravendita di immobili, una professione che la portava a spostarsi tra Roma e Londra. "Era il 2011, vivevo tra Roma e Londra: compravo case e le rivendevo per i miei clienti e per me", racconta l'imprenditrice, che oggi preferisce definirsi "agricoltrice".

La svolta avvenne quando il suocero, ex ambasciatore italiano a Parigi e rappresentante permanente presso l'Unione Europea a Bruxelles, le fece visita. "Un pomeriggio suona alla porta mio suocero… che mi dice: 'Cristina, mi ha scritto di nuovo il sindaco di Casalbeltrame. La cascina di famiglia cade a pezzi'. Sulla strada principale del paese infatti i tetti stavano crollando e così anche le finestre'". Inizialmente, l'idea di Cristina era quella di intervenire solo per mettere in sicurezza la struttura, contattando un geometra per rifare i tetti e chiudere le persiane. "Cosa c'entravo io con il riso, le risaie e i risotti?", si chiedeva.

Tuttavia, il fascino del luogo e della campagna circostante iniziò a farsi strada nella sua mente. "Ogni volta che tornavo lì con il geometra incaricato o con il sindaco del paese, mi innamoravo dei colori di quelle terre", ha dichiarato. Fu lo spazio delle risaie a catturare maggiormente la sua attenzione: "Mi sono innamorata delle sfumature delle risaie. È in quei momenti che ho pensato di ritornare a produrre il riso".

La Scelta del Carnaroli e la Nascita di "Riso Buono"

Grazie ai consigli dell'agronomo ricercatore Massimo Biloni, Cristina decise di puntare su una varietà specifica: il Carnaroli. "Devi piantare il vero seme di Carnaroli. Qui in zona non lo fa nessuno", le suggerì l'agronomo. La prima annata fu piantata nel 2011 e nel 2012 arrivò il primo raccolto. Cristina, romana, era abituata a mangiare il riso principalmente quando non stava bene, una "mancanza" che le permise di approcciare il prodotto con un palato "pulito". "Questa mia ‘mancanza’ mi ha permesso di capire che questo vero Carnaroli aveva un gusto peculiare, e mi piaceva pure", rivelò.

Subito dopo, Cristina decise di esplorare anche altre varietà, introducendo il riso nero Artemide, oggi esclusiva di Riso Buono e dei produttori del seme. Artemide, curiosamente, è anche il nome del cane di Cristina.

La nascita del marchio "Riso Buono" avvenne quasi per caso, nel 2012, quando Cristina incontrò il direttore creativo Giorgio de Mitri. Alla sua domanda su cosa volesse fare con il suo riso, Cristina rispose: "Come le famiglie nobili, lo vorrei regalare a Natale agli amici". De Mitri decise di inviare alcuni sacchettini del riso a chef di fama internazionale come Massimo Bottura, Carlo Cracco, Arturo Maggi e Pietro Leeman, per raccogliere un parere. I riscontri furono entusiastici, e fu proprio de Mitri, sentendo i commenti positivi, a coniare il nome: "Oh, ma lo sai che è proprio buono… Lo devi chiamare proprio così: Riso Buono".

Chicchi di riso Carnaroli

I Segreti di un Riso d'Eccellenza

Il successo di Riso Buono risiede in una combinazione di tradizione, innovazione e cura meticolosa del prodotto. Il Carnaroli Gran Riserva, ad esempio, è un riso artigianale che viene fatto invecchiare per un anno da grezzo. Questo procedimento, praticato in antichità, permette al riso di aumentare il proprio volume originale, riducendo la dispersione di amido e minerali durante la cottura. "Il riso invecchiato e conservato bene aumenta il proprio volume originale e questo crea una minore dispersione di amido e minerali nella cottura", spiega Cristina.

L'altra varietà di punta, l'Artemide, deriva dall'incrocio tra il riso Venere e un riso di tipo Indica. Si tratta di un riso integrale, aromatico, di colore nero, con un aroma intenso e gradevole e una forma allungata del chicco.

Sostenibilità e Circolarità: L'Approccio "Scarto Zero"

Un aspetto fondamentale della filosofia di Riso Buono è la sostenibilità e il concetto di "circuito chiuso". L'azienda si impegna a utilizzare tutti gli scarti del riso, eliminando il concetto di spreco. Questo si traduce in una selezione scrupolosa di ogni chicco, con una percentuale di rotture di riso estremamente bassa (0,5% rispetto al 3% dei marchi più diffusi). "Tutti mi dicevano ‘hai uno scarto di prodotto enorme e non ci guadagnerai mai’", ricorda Cristina. Per ovviare a questo, l'azienda ha acquistato un mulinetto austriaco che trasforma le rotture in farina di riso, disponibile in due tipologie: quella di Carnaroli e quella di Artemide.

Il riso, dalla semina al piatto in tavola

Una Struttura Aziendale Atipica e un Impegno Sociale Crescente

Dopo quasi 11 anni di attività, Riso Buono mantiene una struttura aziendale atipica, lontana dalle rigide gerarchie delle grandi realtà. Con meno di dieci persone, l'azienda opera ancora attraverso un approccio "porta a porta", mantenendo un rapporto diretto con i suoi circa 700 clienti in Italia.

Cristina Brizzolari è uno spirito vivace e curioso, sempre alla ricerca di nuovi stimoli. "Io di solito ogni dieci anni cambio lavoro", ha affermato. Nel settembre 2023, ha intrapreso un nuovo percorso come presidente di Coldiretti Piemonte. "Questo nuovo incarico mi rende orgogliosa perché sto imparando tante cose e sto conoscendo persone che hanno a cuore l’agricoltura italiana".

Il suo percorso è stato anche raccontato nel libro "Riso Buono. Chi non semina non raccoglie", scritto con Francesca Romana Barberini, che ripercorre la sua trasformazione da imprenditrice immobiliare a produttrice di riso di eccellenza e leader nel settore agricolo.

L'Impegno nella Promozione della Cultura del Riso

Cristina Brizzolari non si limita alla produzione, ma si dedica attivamente alla divulgazione della cultura del riso. Ha partecipato a importanti eventi come Identità Golose, organizzando incontri e tavole rotonde per unire i produttori italiani e promuovere la valorizzazione del riso di qualità. La sua visione è quella di unire le forze, come dimostra il suo motto "L’unione fa la forza".

L'azienda apre spesso le porte della tenuta per visite guidate, dialoga con i giovani del movimento slow food e tiene lezioni in istituti di alta formazione e università del cibo, condividendo la sua esperienza e conoscenza. La sua dedizione l'ha portata a essere riconosciuta in Italia e all'estero, con il suo "Riso Buono" protagonista in fiere e manifestazioni internazionali del settore food.

Dati Biografici Rilevanti

  • Nome completo: Cristina Brizzolari Guidobono Cavalchini (spesso citata come Cristina Brizzolari).
  • Data di nascita: Non specificata direttamente nell'articolo fornito, ma deducibile come 49 anni nel 2023, collocandola attorno al 1974.
  • Luogo di nascita: Roma.
  • Formazione: Laurea in Economia e Commercio (Luiss), Master in Business Administration, specializzazione in International Corporate Communications (Nottingham School of Economics, Londra).
  • Carriera pre-Riso Buono: Imprenditrice immobiliare (Roma e Londra), giornalista esperta di finanza.
  • Fondazione di Riso Buono: 2011 (inizio attività), 2012 (nascita del marchio).
  • Ruoli attuali/recenti: Imprenditrice agricola, fondatrice di Riso Buono, Presidente di Coldiretti Piemonte (dal settembre 2023), membro della giunta nazionale di Coldiretti.
  • Famiglia: Sposata con Vittorio Guidobono Cavalchini.

La storia di Cristina Brizzolari è un racconto di trasformazione, passione e dedizione, che ha portato un'azienda agricola in disuso a diventare un punto di riferimento nel mondo del riso di alta qualità, con un occhio sempre attento alla sostenibilità e alla promozione della cultura enogastronomica italiana.

Cristina Brizzolari in mezzo alle risaie

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