Le Origini dell'Islam: Storia, Dottrina e Sviluppo di una Civiltà

L'Islam (pronunciato in italiano AFI: /iˈzlam/ -tradizionale- o /ˈizlam/ -comune-; in arabo إسلام, Islām, ovvero "la sottomissione" del credente a Dio, alla Jihad islamica e la sua legge) è una religione monoteista abramitica di carattere universalista. Apparsa nel VII secolo nella penisola arabica, nella cittadina higiazena della Mecca, i suoi fedeli, detti musulmani (coloro che si sottomettono a Dio), la ritengono rivelata dall'Angelo Gabriele a Maometto (Muhammad o Mohamed), considerato l'ultimo profeta portatore di legge, «sigillo dei profeti» (Khātam al-Nabiyyīn), inviato al mondo da Allah (il dio unico dell'Islam) per ribadire definitivamente la rivelazione, annunciata per la prima volta ad Adamo, il primo uomo ed il primo profeta.

Mappa storica dell'espansione islamica nei primi secoli

Al 2025 con circa 2,03 miliardi di fedeli, ossia il 25% della popolazione mondiale, l'Islam è la seconda religione del mondo per consistenza numerica (dopo il cristianesimo) e vanta il tasso di crescita più alto. Il 13% dei musulmani vive in Indonesia, che è anche il paese musulmano più popoloso, il 25% nell'Asia meridionale, il 20% in Vicino Oriente, Maghreb e Medio Oriente e il 15% nell'Africa subsahariana. Minoranze considerevoli si trovano anche in Europa, Asia Orientale e America.

Il Contesto Storico e Geografico dell'Arabia Pre-Islamica

La storia delle popolazioni arabe pre-islamiche è una storia marginale, essendo state ben poco considerate nell'ambito della storia dell'antico Oriente, la quale ha privilegiato i grandi imperi. La Penisola Arabica si estende su una superficie pari a 3 milioni di km², e geograficamente si protende nell'Oceano Indiano, bagnata a ovest dal Mar Rosso, a sud dall'Oceano Indiano e ad est dal Golfo Persico. Il resto, in cui la parte principale è rappresentata dall'Arabia Saudita e dai piccoli Stati del Golfo, è prevalentemente desertico, con sporadiche oasi attorno alle quali sono sorte le città relativamente più significative.

La posizione della Penisola era, fin dal I millennio a.C., al centro degli scambi commerciali tra Occidente ed Oriente. Le vie principali erano quelle del Ḥijāz, che dalla Palestina e dal Mediterraneo arrivano allo Yemen seguendo la costa del Mar Rosso. In questo contesto, La Mecca, situata nel Ḥijāz, era uno dei principali centri di raccolta delle carovane. Le popolazioni dell'Arabia sono linguisticamente di ceppo semitico, come gli Ebrei e i Mesopotamici. La civiltà meridionale, anche per la migliore condizione idrografica dei luoghi, si caratterizzò precocemente per il suo sedentarismo che agevolò l'elaborazione di un'articolata lingua scritta epigrafica.

La religione diffusamente praticata nell'antica Arabia pre-islamica era una religione politeistica di impronta enoteista. I templi fungevano anche da banche e centri commerciali, con sacerdoti che godevano di vaste proprietà. La condizione della donna all'interno della società araba era quella di un bene acquisibile dalla famiglia dello sposo, in una posizione subordinata. Non sarà l'Islam in sé a generare il meccanismo per il quale la donna risulterà sottomessa all'uomo, ma lo erediterà dal contesto della tipica società tribale araba.

La Vita di Maometto: Dalla Mecca alla Medina

La tradizione islamica vuole che Muhammad (in arabo مُحَمَّد, Muḥammad) fosse nato il 20 aprile 570 a Mecca, da ʿAbd Allah ibn ʿAbd al-Muṭṭalib, mercante appartenente al clan dei Banū Hāshim della tribù egemone meccana dei Quraysh. Le notizie sui suoi genitori si ricavano dalla sua biografia, gran parte agiografica, detta Sira che fu messa per iscritto parecchi decenni dopo la sua morte. Rimasto orfano in tenera età, passò sotto la tutela del nonno e successivamente dello zio paterno, Abū Ṭālib.

Nel 595 Maometto sposò una ricca e colta vedova, Khadīja bt. Khuwaylid, di circa 15 anni più anziana di lui. Già entrato in contatto con la comunità ebraica medinese e conosciuti gli esponenti della più rarefatta presenza cristiana nell'area, non c'è dubbio che delle due grandi religioni egli abbia conosciuto i principali assunti teorici. Nella notte tra il 26 e il 27 del mese di Ramadan del 610 d.C., mentre vagava solo nel deserto, ricevette la visione dell'arcangelo Gabriele che l'avrebbe esortato a diventare messaggero dell'unico dio, Allah.

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La sua predicazione gli fa guadagnare pochi seguaci e tanta ostilità, soprattutto da parte dei capi Quraysh. Questo poiché la predicazione di Maometto minava le fondamenta dei culti politeisti, e tali culti costituivano le basi ideologiche del loro controllo sulla città. Il 16 luglio 622, Maometto e una trentina circa di seguaci abbandonarono La Mecca e si rifugiarono nell'altra città del nord-ovest arabo: Yathrib. È qui che si imporrà, oltre che come capo religioso, anche come capo politico, dando vita alla Umma, la comunità dei musulmani. La città cambiò poi nome in Medina.

I Fondamenti della Fede: Corano, Sunna e Shari'a

Il testo sacro dei musulmani è il Corano, rivelato e trascritto in lingua araba classica. È considerato l'ultima rivelazione di Dio, integralmente preservata. Altri testi fondamentali, non solo per i sunniti, sono gli hadith, una collezione di testi di diversi autori contenente detti e azioni attribuiti a Maometto, che costituiscono la fonte principale per la conoscenza del profeta, considerato il modello supremo per gli uomini di tutti i tempi. Per i musulmani, l’Islam è il culmine e il completamento della rivelazione divina ai profeti come Adamo, Noè, Abramo e Gesù.

Similmente alla Halakhah ebraica, l'Islam prevede un sistema di leggi (la Shari'a) per guidare gli aspetti della vita dell’individuo e delle comunità, così come della società in senso ampio e la vita politica dei Musulmani. La preghiera è il pilastro della religione. Le Ibadat si riferiscono secondo la giurisprudenza islamica (fiqh) alle "regole che guidano l’adorazione nell’Islam" ed includono i doveri religiosi che i Musulmani praticano.

Gli arkān al-Islām ("Pilastri dell'islam") sono i cinque doveri assolutamente cogenti per ogni musulmano osservante:

  1. Shahada: La professione di fede.
  2. Salat: La preghiera canonica cinque volte al giorno.
  3. Zakat: Il versamento in denaro obbligatorio per i poveri.
  4. Sawm: Il digiuno di Ramadan.
  5. Hajj: Il pellegrinaggio alla Mecca.

L'Espansione del Califfato e la Nascita dei Califfati

Alla morte di Maometto, nel 632, furono i suoi successori, i Califfi, a proseguire nelle conquiste e nella diffusione della religione islamica. Il primo fu Abū Bakr, che dovette affrontare le guerre della "Ridda" per ricondurre le tribù ribelli all'Islam. Il secondo, ʿOmar ibn al-Khaṭṭāb, fu il vero artefice dell'espansione imperiale, conquistando la Siria, la Palestina, la Mesopotamia e l'Egitto, approfittando dell'esaurimento dei due grandi imperi: quello Bizantino e quello Sasanide.

Schema dei pilastri dell'Islam e della vita del credente

Dopo l'assassinio di ʿUthmān, terzo califfo, si aprì una fase di conflittualità interna nota come al-fitna al-kubrâ (la grande prova-tentazione), che portò alla rottura tra i sostenitori di ʿAlī e quelli di Mu‘âwiya, dando origine alla divisione tra Sunniti e Sciiti. Gli Omayyadi trasferirono la capitale a Damasco e continuarono l'espansione verso il Nord Africa e la Penisola Iberica. Successivamente, nel 750, gli Abbasidi presero il potere, spostando il centro dell'impero a Baghdad, rendendola uno dei fulcri della cultura mondiale.

L'espansione araba non comportava una conversione forzata, ma piuttosto la costruzione di un sistema in cui i popoli sottomessi (in particolare cristiani ed ebrei, considerati "Genti del Libro") venivano protetti come Dhimmi in cambio del pagamento di un tributo. Tale tolleranza, unita alla superiorità amministrativa e militare, permise una rapida assimilazione e diffusione della lingua araba e dei costumi islamici.

La Complessità dell'Interpretazione: Sunniti, Sciiti e Kharijiti

La mancanza di una "chiesa" gerarchicamente organizzata pone il problema dell'interpretazione del Corano. Dopo la morte di ʿAlī, si consolidarono le tre grandi correnti:

  • Sunniti: Costituiscono l'ortodossia e i nove decimi dei fedeli; seguono la Sunna (consuetudine del Profeta).
  • Sciiti: Sostengono che la guida della comunità spetti ai discendenti di ʿAlī e Fāṭima; pongono grande enfasi sul ruolo dell'Imam.
  • Kharijiti: Rappresentano la corrente del rigorismo etico-morale, convinti che chiunque commetta un peccato grave sia da considerare un apostata.

Questo variegato panorama teologico e giuridico ha permesso all'Islam di adattarsi a contesti geografici e sociali diversissimi, dall'Andalusia alla Sicilia, fino alle terre dell'Asia centrale. Il sistema giuridico islamico ha garantito per secoli un ordine sociale basato non solo sulla fede, ma sulla legge rivelata, rendendo la storia della civiltà islamica una vicenda di costante interazione tra il sacro, il politico e il quotidiano.

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