L'ostetricia contemporanea è un campo in costante evoluzione, che integra profonde conoscenze scientifiche con un approccio empatico e olistico alla salute della donna. In questo panorama dinamico, figure come Cristiana Pavesi, dirigente ostetrica dell’area Materno infantile dell’Ausl di Piacenza, emergono come punti di riferimento, promuovendo non solo l'eccellenza clinica ma anche una visione allargata del ruolo dell'ostetrica nella società. La sua prospettiva si inserisce in un contesto più ampio di professionalizzazione e valorizzazione della categoria, come testimoniato anche dalla nascita di importanti realtà associative a livello nazionale.
La Giornata internazionale dell'ostetrica, celebrata ogni anno il 5 maggio, offre un'occasione per riflettere sull'importanza di questa professione. Cristiana Pavesi sottolinea con forza la rilevanza del contributo ostetrico in un'epoca caratterizzata da sfide globali, affermando che "Ogni catastrofe climatica ha effetti devastanti sulla popolazione con un grande impatto su donne e bambini." Questa osservazione evidenzia come il ruolo delle ostetriche vada oltre la sala parto, estendendosi alla gestione delle emergenze e alla promozione di una maggiore consapevolezza. "Come ostetriche il nostro ruolo è certamente quello di essere in prima linea per garantire supporto e assistenza qualificata nella gestione delle emergenze fornendo servizi sanitari adeguati, ma anche quello di essere, insieme agli altri operatori sanitari, strumento di una nuova consapevolezza, sostenendo le donne nel loro potere decisionale." Le professioniste dell'Azienda Usl di Piacenza, attive in ospedale e nella rete dei consultori territoriali, si uniscono in questo impegno, come dimostrato anche da iniziative locali quali una visita alle sale parto e una chiacchierata con le ostetriche ospedaliere prevista per il 9 maggio, un'opportunità per la comunità di Piacenza di comprendere meglio il lavoro quotidiano di queste professioniste.
Pavesi ribadisce un concetto fondamentale per la professione: "Le ostetriche hanno un ruolo fondamentale in tutto l'arco della vita delle donne e certamente nel periodo della gravidanza, durante il parto e nel puerperio." Questa visione olistica del percorso femminile è al centro delle moderne pratiche ostetriche, che cercano di offrire assistenza personalizzata e basata sull'evidenza scientifica. Tra le pratiche che hanno guadagnato terreno per il loro potenziale di migliorare l'esperienza del parto, l'immersione in acqua durante il travaglio e la nascita rappresenta un esempio significativo di questa evoluzione.

L'Immersione in Acqua durante il Travaglio e il Parto: Una Pratica in Evoluzione
L'immersione in acqua durante il travaglio e il parto è diventata una pratica sempre più diffusa e studiata negli ultimi decenni, riconosciuta per il suo potenziale di offrire comfort e facilitare l'esperienza del parto fisiologico. Già all'inizio degli anni 2000, Garland e Jones [1] evidenziavano la necessità di supportare tale pratica con audit clinici, sottolineando un crescente interesse verso l'adozione di metodologie che mettessero al centro il benessere della donna.
Le esperienze delle donne che scelgono l'immersione in acqua sono state ampiamente esplorate. Studi qualitativi, come quello di Maude e Foureur [3], hanno raccolto le "storie delle donne sull'esperienza dell'uso dell'acqua per il travaglio e il parto", rivelando un senso di autonomia, rilassamento e una gestione più efficace del dolore. Queste narrazioni spesso sottolineano come l'acqua offra un ambiente intimo e protetto, favorendo una maggiore capacità di affrontare le contrazioni. Analogamente, Carlsson e Ulfsdottir [4] hanno approfondito "un'esplorazione delle esperienze delle donne" nel parto in acqua in gravidanze a basso rischio, confermando una percezione positiva della pratica. Più recentemente, una sintesi tematica qualitativa condotta da Reviriego-Rodrigo, Ibargoyen-Roteta et al. [5] ha analizzato le "esperienze di immersione in acqua dur# L'Ostetricia in Acqua: Un Approfondimento sull'Esperienza e la Sicurezza del Parto in Vasca
Il parto in acqua è una pratica che ha guadagnato crescente interesse nel campo dell'ostetricia, offrendo alle donne un'alternativa al parto tradizionale. Questa metodologia, che prevede l'immersione in acqua durante il travaglio e/o il parto, si basa sull'idea di promuovere un'esperienza più naturale e confortevole per la madre e il neonato. La discussione scientifica e clinica attorno al parto in acqua è in continua evoluzione, con studi che ne esplorano i benefici, i potenziali rischi e le esperienze delle donne.
L'Immersione in Acqua durante il Travaglio e il Parto: Benefici e Percezioni
L'immersione in acqua durante il travaglio è associata a diversi benefici percepiti dalle donne. La sensazione di galleggiamento e il calore dell'acqua possono contribuire a un significativo sollievo dal dolore, agendo come un analgesico naturale. Questo può ridurre la necessità di interventi farmacologici per la gestione del dolore, permettendo alla donna di vivere il travaglio in modo più attivo e autonomo. Studi come quello di Cluett ER, Burns E, e Cuthbert A (2018) [2] hanno analizzato l'immersione in acqua durante il travaglio e il parto, evidenziando come questa pratica possa essere associata a una maggiore soddisfazione materna.
Le donne che scelgono il parto in acqua spesso riportano un senso di maggiore controllo e intimità durante il processo. L'ambiente acquatico può favorire un'atmosfera più rilassata e tranquilla, facilitando il rilascio di ossitocina, l'ormone chiave per le contrazioni uterine. L'esplorazione delle esperienze delle donne da parte di Maude RM e Foureur MJ (2007) [3] e Carlsson T e Ulfsdottir H (2020) [4] ha messo in luce come l'uso dell'acqua possa essere percepito come un elemento che restituisce alla donna un ruolo centrale e attivo nel proprio parto. Reviriego-Rodrigo E, Ibargoyen-Roteta N et al. (2023) [5] hanno ulteriormente approfondito queste esperienze attraverso una sintesi tematica qualitativa, confermando la percezione di un maggiore benessere e di una migliore gestione del travaglio da parte delle donne che utilizzano l'immersione in acqua. Ulfsdottir H, Saltvedt S, e Georgsson S (2019) [7] hanno confrontato le esperienze delle donne che hanno partorito in acqua con quelle di parti convenzionali non complicati, trovando differenze significative nelle percezioni, spesso a favore dell'esperienza in acqua.

Sicurezza e Outcomes Materni e Neonatali nel Parto in Acqua
La sicurezza del parto in acqua è un aspetto cruciale che è stato oggetto di numerose ricerche. L'obiettivo principale è garantire che questa modalità di parto sia sicura sia per la madre che per il neonato, soprattutto in gravidanze a basso rischio. Studi osservazionali prospettici, come quello condotto da Henderson J, Burns EE et al. (2014) [6] sulle donne che hanno utilizzato una piscina per il parto in unità ostetriche in Italia, hanno contribuito a raccogliere dati sulla pratica in contesti specifici.
Diverse ricerche hanno confrontato gli esiti materni e neonatali tra il parto in acqua e il parto a terra. Bailey JM, Zielinski RE et al. (2019) [8] hanno condotto un confronto retrospettivo degli esiti del parto in acqua in due contesti ospedalieri negli Stati Uniti. Jacoby S, Becker G et al. (2019) [9] hanno esaminato gli esiti materni e neonatali del parto in acqua tra le clienti di ostetricia in Alberta, Canada, dal 2014 al 2017. Hodgson ZG, Comfort LR, e Albert AAY (2020) [10] hanno studiato il parto in acqua e gli esiti perinatali nella British Columbia attraverso uno studio di coorte retrospettivo. Neiman E, Austin E, e Tan A et al. (2020) [11] hanno valutato gli esiti del parto in acqua in una pratica ostetrica ospedaliera negli Stati Uniti. Sidebottom AC, Vacquier M et al. (2020) [12] hanno analizzato gli esiti materni e neonatali nelle degenze ospedaliere con immersione in acqua. Seed E, Kearney L, e Weaver E, Ryan EG, Nugent R (2023) [13] hanno confrontato gli esiti neonatali del parto in acqua e a terra in un'unità di maternità terziaria australiana.
Le revisioni sistematiche e le meta-analisi giocano un ruolo fondamentale nel sintetizzare le evidenze disponibili. McKinney JA, Vilchez G et al. (2024) [16] hanno condotto una revisione sistematica e meta-analisi sugli esiti materni e neonatali del parto in acqua. Burns E, Feeley C, e Hall PJ, Vanderlaan J (2022) [29] hanno effettuato una revisione sistematica e meta-analisi per esaminare gli interventi intrapartum e gli esiti materni e neonatali a seguito dell'immersione in acqua durante il travaglio e il parto in acqua. Questi studi, nel complesso, tendono a indicare che il parto in acqua, in gravidanze a basso rischio, è associato a esiti neonatali comparabili a quelli del parto a terra.

Considerazioni sulla Gestione del Rischio e la Sicurezza dell'Acqua
La gestione della sicurezza nell'ambiente del parto in acqua richiede attenzione a diversi fattori, tra cui la temperatura dell'acqua e la prevenzione di infezioni. Deans AC e Steer PJ (1995) [21] hanno sottolineato l'importanza della temperatura della piscina. Linee guida ministeriali e istituzionali, come quelle del Ministero della Salute [17] e dell'Istituto Superiore di Sanità [20], forniscono indicazioni sulla sicurezza dell'acqua in contesti sanitari, sebbene non sempre specificamente focalizzate sul parto in vasca, ma che delineano principi generali di gestione del rischio idrico.
Le raccomandazioni di organizzazioni come l'American College of Obstetricians and Gynecologists (ACOG) sono importanti nel guidare la pratica clinica. Il Committee Opinion No. 594 (2014) [14] e il Committee Opinion No. 679 (2016) [15] dell'ACOG hanno affrontato l'immersione in acqua durante il travaglio e il parto, fornendo indicazioni basate sulle evidenze disponibili. Questi pareri mirano a bilanciare i potenziali benefici con la necessità di garantire la sicurezza materna e neonatale.
Vanderlaan J, Hall P (2020) [25] hanno condotto una revisione sistematica di case report su esiti neonatali sfavorevoli associati all'immersione in acqua durante il travaglio e il parto, evidenziando la necessità di un'attenta valutazione dei casi e di una gestione informata del rischio. Kubeczková L, Kučerová DJ et al. (2021) [26] hanno valutato gli esiti perinatali e neonatali del parto in acqua in donne a basso rischio. Bovbjerg ML, Cheyney M, e Caughey AB (2022) [27] hanno condotto uno studio di coorte su un ampio numero di parti in acqua e a terra, utilizzando un abbinamento per punteggio di propensione per confrontare gli esiti.
Taliento Cristina, Tormen Mara et al. (2022) [28] hanno condotto una revisione sistematica e meta-analisi sull'impatto del parto in acqua su emorragia post-partum, trauma genitale, placenta ritenuta e distocia di spalla. Questi studi sono fondamentali per comprendere i potenziali rischi e benefici associati a questa pratica.
Parto e travaglio in acqua: come funziona? | Parte 1
Il Ruolo della Società Italiana di Scienze Ostetrico-Ginecologico-Neonatali (Sisogn)
La promozione della ricerca e la diffusione delle conoscenze nelle scienze ostetrico-ginecologico-neonatali è un obiettivo primario per società scientifiche come la Società italiana di Scienze Ostetrico-Ginecologico-Neonatali (Sisogn). Fondata da importanti società scientifiche di settore e da un nutrito gruppo di ostetriche, Sisogn riunisce oltre 5000 professioniste con la missione di promuovere il progresso e la diffusione delle conoscenze in ambito clinico, socio-assistenziale, formativo e manageriale. La sua nascita è stata definita un "traguardo da ritenersi epocale per le ostetriche italiane", dato il considerevole numero di adesioni.
Sisogn, secondo il proprio statuto, non ha scopo di lucro né finalità sindacali. Il suo impegno è volto a valorizzare le competenze distintive della professione ostetrica, in ossequio alle normative nazionali ed europee, anche attraverso iniziative formative. La creazione di Sisogn è stata vista come una strategia efficace per garantire la nascita di una società scientifica nazionale di ostetriche con le caratteristiche richieste dalle normative vigenti, come il Decreto attuativo della legge 24/2017. L'obiettivo è quello di definire standard clinico-assistenziali basati sulla comunità scientifica per garantire la migliore assistenza possibile a donne, neonati, famiglie e collettività, favorendo al contempo la crescita professionale, culturale e scientifica della disciplina.

La Giornata Internazionale dell'Ostetrica e il Ruolo dell'Ostetrica nella Società
Ogni anno, la Giornata Internazionale dell'Ostetrica, celebrata la domenica 5 maggio, unisce le ostetriche di tutto il mondo per riconoscere il loro ruolo fondamentale nell'assistenza sanitaria. Cristiana Pavesi, dirigente ostetrica, sottolinea come ogni catastrofe climatica abbia effetti devastanti sulla popolazione, con un grande impatto su donne e bambini. In questo contesto, il ruolo delle ostetriche è quello di essere in prima linea per garantire supporto e assistenza qualificata nella gestione delle emergenze, fornendo servizi sanitari adeguati.
Le ostetriche sono anche chiamate a essere uno strumento di nuova consapevolezza, sostenendo le donne nel loro potere decisionale. Le professioniste dell'Azienda Usl di Piacenza, attive in ospedale e nella rete dei consultori territoriali, si uniscono per supportare questa importante giornata. Come evidenziato da Cristiana Pavesi, le ostetriche hanno un ruolo fondamentale in tutto l'arco della vita delle donne, in particolare durante la gravidanza, il parto e il puerperio. L'organizzazione di eventi, come la visita in presenza alle sale parto e le "chiacchierate con le ostetriche ospedaliere" previste per giovedì 9 maggio 2024, mira a rafforzare il legame tra la comunità e la professione ostetrica, offrendo uno sguardo diretto sul lavoro svolto e promuovendo la comprensione del ruolo dell'ostetrica nella società.

L'Importanza della Ricerca e dell'Aggiornamento Continuo
La continua ricerca e l'aggiornamento delle conoscenze sono essenziali per garantire le migliori pratiche ostetriche. Studi come quelli citati, che spaziano da revisioni sistematiche a studi di coorte retrospettivi e qualitativi, forniscono una base di evidenze sempre più solida per guidare le decisioni cliniche e informare le donne sulle opzioni disponibili. La collaborazione tra professionisti sanitari, società scientifiche e istituzioni è fondamentale per promuovere la sicurezza, l'efficacia e l'umanizzazione delle cure ostetriche, inclusa la pratica del parto in acqua. Il rispetto dei principi etici nella ricerca, come quelli delineati nella Dichiarazione di Helsinki (2013) [24], assicura che la ricerca sia condotta in modo responsabile e a beneficio dei partecipanti e della società. L'integrazione di diverse prospettive, dalla ricerca clinica all'esperienza diretta delle donne e alla gestione del rischio, è la chiave per un approccio completo e centrato sulla persona nel campo dell'ostetricia.
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