Il percorso della gestazione è un’esperienza unica e meravigliosa che a volte può presentare inconvenienti più imbarazzanti che dolorosi, ma che comunque influenzano la vita quotidiana della futura mamma. Tra i disturbi più frequenti, il mal di stomaco in gravidanza è una condizione che può colpire le donne all’inizio, durante e verso la fine della gestazione. Si può avvertire come crampi alla bocca dello stomaco o come fitte dolorose; in certi casi può essere accompagnato da pesantezza di stomaco, nausea o vomito. Sebbene nella maggior parte dei casi si tratti di fenomeni fisiologici legati ai cambiamenti del corpo, è fondamentale comprendere le cause e i rimedi per gestire al meglio questo periodo.

Le cause fisiologiche dei disturbi gastrici
Il mal di stomaco in gravidanza può essere correlato all’acidità di stomaco provocata dall’aumento di un ormone, il progesterone, che ha come effetto quello di rilassare le pareti dell’apparato digerente. Questo può provocare dolore alla bocca dello stomaco in gravidanza, un rallentamento della digestione, un aumento del gonfiore addominale per la produzione di gas e causare il ritorno del cibo dallo stomaco verso l’esofago tramite una valvola detta cardias.
Durante la gravidanza vengono prodotti ormoni speciali che ostacolano la chiusura dello stomaco, consentendo il reflusso degli acidi gastrici nell’esofago. La gravidanza può inoltre comportare variazioni nell’appetito e nel senso di sete che aumentano già nel primo trimestre. Ciò si associa ad una riduzione del tono e della motilità gastrica, che contribuisce allo sviluppo del reflusso gastroesofageo e della nausea, ed intestinale che, in associazione all’aumento dell’assorbimento di acqua, provoca stipsi e sensazione di gonfiore.
L’impatto dell’utero in accrescimento
L’utero inizialmente è lungo 7-8 centimetri, mentre al termine della gravidanza supera i 30 centimetri di lunghezza. Nel tempo, man mano che la gravidanza avanza, l’utero esercita una pressione sempre maggiore sullo stomaco e sull’intestino: un’azione che rallenta la digestione che, a sua volta, comporta l’aumento della produzione di gas, con i conseguenti gonfiori addominali, e della sensazione di disagio.
I disturbi del terzo trimestre di gravidanza sono quasi tutti dovuti all’aumento delle dimensioni del feto e, di conseguenza, anche del pancione. La pressione che l’addome voluminoso esercita su schiena e pelvi, infatti, può causare stanchezza, crampi, stimolo frequente a fare pipì e non solo.
Sintomatologia specifica: come si manifesta il dolore
Il mal di stomaco all’inizio della gravidanza si può manifestare come bruciore di stomaco, crampi allo stomaco o gonfiore addominale. Le difficoltà digestive e la cattiva digestione possono infatti favorire il ritorno del cibo e provocare bruciore al di sotto del torace in corrispondenza della bocca dello stomaco.
Nella parte bassa del tronco vicino alle anche, dette ‘pelvi’, il dolore può non essere continuo e dare luogo a dei crampi allo stomaco intermittenti simili ai dolori mestruali, che vengono chiamate fitte allo stomaco in gravidanza. È importante distinguere questi fastidi dalle contrazioni di Braxton Hicks, che si presentano come un indurimento dell'addome senza dolore acuto, finalizzate a preparare l’organismo della gestante al travaglio.

Strategie nutrizionali e rimedi comportamentali
Per contrastare il dolore e la pesantezza di stomaco in gravidanza si può ricorrere a semplici accorgimenti nelle abitudini quotidiane. È consigliato mangiare lentamente stando sedute evitando di addormentarsi subito dopo il pasto. Assumere alimenti leggeri e ricchi di fibre per favorire i processi digestivi ed evitare l’assunzione di bevande acide come tè o caffè.
La frutta andrebbe assunta sempre lontano dai pasti principali per evitare il gonfiore causato dalla sua fermentazione, preferendo in ogni caso quella cotta. Condire i piatti con limone e olio extravergine rende gli alimenti più facilmente digeribili. È fondamentale non indossare indumenti stretti che comprimono la parete addominale.
Tisane e rimedi naturali
Per contrastare lo stomaco gonfio in gravidanza, si possono bere tisane a base di malva, finocchio, melissa o camomilla. Contro i bruciori di stomaco può essere utile bere un infuso o una tisana a base di verbena, camomilla, cinnamomo, tiglio, malva, genziana e artemisia. Si preparano versando un cucchiaino da tè di una di queste erbe in una tazza d’acqua bollente e lasciando riposare per 10-15 minuti prima di filtrare e poi bere.
Esistono inoltre sostanze utili in caso di acidità di stomaco, più precisamente dei sali a base di calcio carbonato e/o magnesio carbonato che devono però essere assunti su consiglio del medico o del farmacista. Bisogna sempre evitare il "fai da te" con i farmaci: prima di assumere qualsiasi sostanza antiacida, si deve parlare prima con il ginecologo, perché anche la sostanza apparentemente più innocua può avere effetti collaterali.
NAUSEA, BRUCIORE di STOMACO e REFLUSSO GASTRICO in GRAVIDANZA, Consigli di Nutrizionista e Osteopata
Focus: Il terzo trimestre di gravidanza
Nel terzo trimestre, il mal di stomaco e i dolori al ventre sono molto comuni e possono dipendere dalle contrazioni di “Braxton Hicks”. Non si tratta di vere contrazioni preparatorie e si possono distinguere dalle contrazioni del parto per la loro natura irregolare, tendenzialmente molto breve e di solito non molto intensa.
Oltre ai disturbi gastrici, il terzo trimestre presenta sfide aggiuntive:
- Stitichezza: Peggiora a causa del peso dell’utero che, ormai, è molto voluminoso e occupa quasi tutto lo spazio dell’addome comprimendo l’intestino.
- Gambe gonfie: Gli edemi sono causati dalla ritenzione di liquidi all’interno dei tessuti per gli elevati livelli di ormoni. Si consiglia di sollevare le gambe ogni volta che si è sedute o sdraiate.
- Pubalgia: Manifestazione dolorosa che coinvolge la zona di pube, inguine e bacino, causata dalla pressione dell’utero e dall'effetto della relaxina sulle articolazioni.
Quando rivolgersi al medico
In linea generale ed entro certi limiti, il mal di pancia in gravidanza viene considerato normale. Tuttavia, quando si manifesta in associazione ad altri sintomi di intensità e gravità più o meno elevata, esso potrebbe essere segno di disturbi non ancora diagnosticati che necessitano dell'intervento del medico.
Se i dolori sono sospetti o persistenti, il ginecologo può richiedere un’ecografia per controllare la posizione fetale, lo stato della placenta, la quantità di liquido amniotico e l’integrità delle membrane. In presenza di patologie di natura infettiva, gastrointestinali o patologie come la pre-eclampsia, il medico potrebbe decidere - se estremamente necessario e dopo un'attenta valutazione del rapporto rischio/beneficio - di sottoporre la gravida ad una terapia farmacologica.
Se oltre alla contrazione compaiono dolore e perdite di sangue, è bene contattare subito il ginecologo oppure recarsi a un pronto soccorso ginecologico. Allo stesso modo, in presenza di dolori al basso ventre e in zona lombare, vanno sempre escluse le problematiche di origine urinaria. La gestione delle malattie gastrointestinali in gravidanza richiede un approccio integrato che includa modifiche nella dieta, l’assunzione di rimedi naturali e, se necessario, farmaci approvati dal medico.

Ricordate che il vostro corpo sta compiendo un lavoro straordinario. Mantenere uno stile di vita sano, con una dieta equilibrata, attività fisica dolce come la camminata o il nuoto, e un ascolto attivo dei segnali del proprio corpo, vi aiuterà ad affrontare questi piccoli disturbi con maggiore serenità, trasformando le sfide quotidiane in un momento di consapevolezza della crescita del vostro bambino.