L'ICSI (Intra-Cytoplasmic Sperm Injection): Una Tecnica Avanzata nella Procreazione Medicalmente Assistita e i Suoi Dettagli Approfonditi

La procreazione medicalmente assistita (PMA) rappresenta un campo della medicina in costante evoluzione, offrendo soluzioni concrete a molte coppie che affrontano ostacoli nel loro percorso verso la genitorialità. Tra le tecniche più avanzate e di maggior precisione in questo ambito, l'Iniezione Intracitoplasmatica di Spermatozoi, comunemente nota come ICSI (acronimo inglese per “Intra Cytoplasmic Sperm Injection”), emerge come una pietra miliare. Per molte coppie che si rivolgono a centri di eccellenza, l’ICSI non è solo un acronimo, ma la strada concreta verso la genitorialità, soprattutto quando l’infertilità maschile rappresenta l’ostacolo principale. L'approccio ad una tecnica di fecondazione assistita (o PMA) crea molti dubbi ed ansie, soprattutto perché all’inizio tra termini medici ed acronimi, come in questo caso, comprendere fino in fondo il proprio percorso può essere complicato. Questo articolo si propone di demistificare il significato e la procedura dell'ICSI, esplorando le sue origini, le sue indicazioni, le fasi del trattamento e i fattori che ne influenzano il successo.

Dalla FIVET all'ICSI: Un'Evoluzione nella Fecondazione In Vitro

L'ICSI è una variante della Fecondazione In Vitro (FIVET), una tecnica che ha rivoluzionato il trattamento dell'infertilità. Il razionale della fecondazione in vitro classica, o FIVET, è quello di riservare un piccolo spazio comune per l’ovocita e gli spermatozoi così da aumentare la probabilità del loro incontro. Incubando in una piccola provetta i gameti della coppia possiamo assistere al fenomeno della “fecondazione in provetta”. Nel 1978 è nata la prima bambina mediante il trasferimento in utero di un embrione fecondato in provetta ed è stato coniato l’acronimo IVF-ET (“In Vitro Fertilization and Embryo Transfer”). In Italia tale tecnica viene indicata come FIVET ed è sicuramente la più nota, poiché ha permesso la nascita della prima bambina concepita in provetta.

La FIVET prevede che gli spermatozoi (tra 50.000 e 100.000) siano inseriti nel mezzo di coltura in cui si trovano gli ovociti e, il giorno seguente, si verifica quanti di essi siano stati fecondati. Questo incontro avviene in modo naturale, ovvero senza manipolazioni o interventi meccanici.

confronto FIVET e ICSI

Più recentemente, per la fecondazione in vitro si è iniziato ad utilizzare la tecnica nota anche come ICSI, il cui acronimo inglese significa “Intra Cytoplasmic Sperm Injection”, e che ha rappresentato una svolta nel trattamento dei problemi della fertilità di origine maschile legati alla motilità degli spermatozoi. La particolarità dell’ICSI, come indica il nome stesso della tecnica, è che lo spermatozoo viene iniettato all’interno del citoplasma di un ovulo. Questa tecnica prevede sempre la fecondazione in vitro, ma anziché utilizzare uno spazio di incontro ristretto, prevede l’iniezione di un singolo spermatozoo direttamente all’interno di un singolo ovocita. Con l’ICSI è necessario un solo spermatozoo per ovocita.

La prima differenza sostanziale tra FIVET e ICSI è dunque quella del modo in cui i due gameti si incontrano: nella FIVET in modo naturale, nell’ICSI con un’iniezione intracitoplasmatica. Tuttavia, non va trascurata l’indicazione. Ovvero: nonostante l’iter di prelievo, coltura e transfer coincidano, le due metodiche non sono speculari. Sono indicate per tipologie di pazienti diverse a seconda del problema di fertilità che c’è alla base. È importante sottoporsi a tali tecniche solo dopo un completo approfondimento diagnostico, al fine di individuare per ogni coppia un trattamento personalizzato e dunque potenzialmente più efficace.

L’ICSI è indicata in tutti quei casi in cui motilità e numero di spermatozoi risultano gravemente ridotti. Si è andata sviluppando grazie anche alle innovazioni tecnologiche a partire dagli anni '90 ed è indicata nei casi di infertilità maschile grave dovuta ad un basso numero di spermatozoi o dalla mobilità ridotta. Include anche situazioni di assenza di spermatozoi nell’eiaculato, che richiede il loro recupero tramite procedure chirurgiche come TESA (Testicular Sperm Aspiration) o MicroTESE (Microdissection Testicular Sperm Extraction).

Il Protocollo Dettagliato della Procedura ICSI: Fasi e Tecnologie Coinvolte

Il percorso che porta alla procedura ICSI è un iter complesso e strutturato, che richiede il massimo coordinamento tra il team medico, la paziente e il laboratorio di embriologia. La Società Italiana Studi di Medicina della Riproduzione (SISMeR) spiega le quattro fasi che caratterizzano la procedura dell’ICSI.

1. Stimolazione Ovarica Controllata

Nella prima fase (stimolazione ovarica controllata) la donna inizia un trattamento ormonale, solitamente a base di gonadotropine (follicolo-stimolante FSH e in alcuni casi, luteostimolante LH), per stimolare la crescita di più follicoli ovarici. Questo ha lo scopo di avere a disposizione più ovociti anziché il singolo fisiologico mensile. Vengono somministrati alla paziente alcuni farmaci che inducono la maturazione di più follicoli. Lo sviluppo del ciclo è monitorato con ecografie fino a verificare che il numero e le dimensioni dei follicoli siano adeguati. Studi hanno confrontato l'efficacia dell'FSH ricombinante rispetto all'FSH urinario, suggerendo che l'FSH ricombinante potrebbe generare un numero maggiore di ovociti maturi, tassi di fecondazione superiori e una migliore qualità embrionaria. Il monitoraggio del flusso sanguigno verso l’utero, le ovaie e i follicoli ci consente di avere un’idea della qualità della riserva ovarica. Un fisico con un flusso sanguigno ideale permette alle cellule di svilupparsi propriamente ricevendo una quantità adeguata di ossigeno e nutrienti.

ecografia monitoraggio follicolare

2. Prelievo Ovocitario (Pick-Up)

Nella fase successiva, dopo aver valutato la maturazione dei follicoli, si somministra un farmaco che stimoli l’ovulazione programmando un prelievo chirurgico degli ovociti. La procedura è mininvasiva e viene eseguita in sala operatoria, in sedazione o anestesia blanda, sotto costante controllo ecografico transvaginale. Un ago sottile aspira il liquido follicolare contenente gli ovociti. Il prelievo avviene in un orario specifico mediante l’inserimento di un ago per via transvaginale. La procedura è indolore in quanto svolta sotto anestesia e sempre con un costante monitoraggio ecografico. Una volta prelevati, gli ovociti sono conservati alcune ore in un mezzo di coltura.

3. Raccolta e Preparazione del Liquido Seminale

Contemporaneamente al pick-up, il partner maschile fornisce il campione di liquido seminale. La raccolta dello sperma avviene nello stesso giorno del prelievo e il campione deve essere disponibile entro 60 minuti dall’eiaculazione e può essere effettuata tramite masturbazione. In caso di azoospermia (una condizione che si verifica quando non sono presenti spermatozoi nell’eiaculato maschile) o vasectomia, gli spermatozoi vengono recuperati chirurgicamente con procedure come TESA o TESE (estrazione microscopica dello sperma testicolare). Si esegue la preparazione del liquido seminale per isolare gli spermatozoi mobili.

4. Decumulo degli Ovociti e Iniezione Intracitoplasmatica

L’embriologo rimuove le cellule che circondano l’ovocita (il cumulo ooforo), un processo noto come denudazione, per valutarne con precisione la maturità. Questa operazione viene effettuata solo su ovociti destinati alla ICSI. Dopo il decumulo, l’embriologo è in grado di valutare l'ovocita e il suo stadio di maturazione, inclusa la presenza del primo corpo polare, indicatore di avvenuta meiosi.Nella terza fase vi è l’iniezione del singolo spermatozoo (opportunamente selezionato) tramite un micromanipolatore di altissima precisione, costruito specificatamente per questa procedura. Lo spermatozoo selezionato viene aspirato e iniettato direttamente nel citoplasma dell’ovocita.

ICSI. Microiniezione Intracitoplasmatica degli Spermatozoi

5. Sviluppo Embrionario e Monitoraggio Avanzato

Una volta fecondato, l’ovocita dà origine allo zigote (la prima cellula del nuovo individuo) che dopo alcune divisioni cellulari genera l’embrione. Gli ovociti fecondati (zigoti) vengono mantenuti in laboratorio in condizioni di temperatura controllata (37°C) e atmosfera con 5% Ossigeno e 6% di Anidride Carbonica. Gli embrioni vengono monitorati quotidianamente, spesso utilizzando la tecnologia di incubazione time-lapse disponibile in centri avanzati. Tutti i centri utilizzano incubatori di ultima generazione muniti di tecnologia “Time Lapse” che oltre a mantenere le condizioni fisiche atmosferiche ideali permettono di captare le immagini dello sviluppo cellulare ogni 10 minuti. Questo permette un controllo visivo continuo degli embrioni che consente di poter riconoscere le corrette fasi di sviluppo embrionale. L'Embrioscopio è un incubatore che permette di mantenere le condizioni ideali per l’embrione da sviluppare in laboratorio.

6. Selezione e Trasferimento dell'Embrione

Il giorno del trasferimento, tra il secondo e il quinto giorno successivo alla fecondazione, a seconda dei casi, vengono selezionati i pre-embrioni che presentano le migliori caratteristiche di sviluppo. Viene selezionato l’embrione con la migliore evoluzione e morfologia. Normalmente il numero medio di embrioni trasferiti è di uno o due, a seconda del giorno del trasferimento e delle caratteristiche cliniche e personali di ogni paziente. Con l’introduzione in Italia della Legge 19 febbraio 2004, n., si è posto un limite di “impianto, comunque non superiore a tre” embrioni. L’embrione viene delicatamente trasferito nell’utero materno attraverso un sottile catetere, sotto guida ecografica. Il trasferimento avviene mediante un catetere sottilissimo che risulta indolore per la donna. Non è necessaria anestesia. Degli embrioni trasferiti, di solito solo uno si impianta, ma bisogna tenere presente che in alcune occasioni se ne potrebbero impiantare anche di più, dando luogo a una gravidanza multipla.

7. Crioconservazione (Vitrificazione) degli Embrioni

Gli eventuali embrioni sovrannumerari (non trasferiti) vengono congelati in azoto liquido (questa crioconservazione è nota come “vitrificazione”) e quindi immagazzinati nella banca degli embrioni. Il congelamento dell’embrione è una procedura avanzata: una volta che l’ovulo sia stato fertilizzato correttamente dallo spermatozoo possiamo congelare l’embrione creato. Per congelare rapidamente gli embrioni utilizziamo un metodo di recente sviluppo chiamato vitrificazione, in modo da garantire la conservazione migliore. Anche il congelamento dello sperma è un processo avanzato che impiega la tecnica di vitrificazione.

Criteri di Valutazione della Qualità Ovocitaria e Embrionale: Un Approccio Approfondito

L'efficacia della procedura ICSI è strettamente legata non solo all’esperienza del team di embriologi e alla tecnologia del laboratorio, ma anche alla qualità intrinseca dei gameti e degli embrioni. Un aspetto fondamentale per il successo della PMA è la comprensione e la valutazione della maturazione ovocitaria e della morfologia, nonché la diagnosi genetica.

1. Maturazione Ovocitaria

Nel corso di un normale ciclo mestruale, si sviluppa ogni mese un solo ovocita. Avviene attraverso la somministrazione di ormoni (follicolo-stimolante FSH e in alcuni casi, luteostimolante LH).Gli ovociti, una volta prelevati, possono trovarsi a diversi stadi di maturazione.

  • Vescicola Germinale (VG): In questo stato di profase della meiosi, l'ovocita contiene una struttura nucleare chiamata vescicola germinale. Gli ovociti rimangono in questo stato fino al momento della maturità sessuale.
  • Metafase I (MI): Un ovocita che non ha ancora espulso il primo corpo polare è considerato in Metafase I. Gli ovociti MI maturi in vitro possono raggiungere in alcune ore lo stadio di MII, mostrando una qualità embrionaria simile a quella degli ovociti MII. Tuttavia, possono avere basse percentuali di fecondazione.
  • Metafase II (MII): Questo è lo stadio maturo e preovulatorio dell'ovocita, caratterizzato dall'espulsione del primo corpo polare. Un ovocita in MII è pronto per la fecondazione. L'identificazione di ovociti in MII è cruciale per la procedura ICSI.

La valutazione della maturità ovocitaria include anche l'osservazione del complesso corona-cumulo. Un cumulo meno espanso indicherebbe un ovocita di maturità intermedia. Le ricerche (Veeck, 1990) hanno approfondito la correlazione tra l'espansione del cumulo e la maturità ovocitaria.

2. Morfologia Ovocitaria

L’embriologo valuta l’aspetto morfologico del citoplasma ovocitario. Anormalità morfologiche ovocitarie possono essere distinte in citoplasmatiche ed extracitoplasmatiche. Studi come quelli di Van Blerkom e Henry (1992) hanno evidenziato come alcune anomalie morfologiche possano influenzare la competenza ovocitaria e i tassi di gravidanza (Serhal et al., 1997; Ebner et al., 2003). Tra queste anomalie si includono vacuoli citoplasmatici o “refractile bodies”, citoplasma granulare. È stato osservato che la selezione di ovociti con normale morfologia può portare a maggiori tassi di fecondazione e migliore qualità embrionaria (Xia et al., 1997).

anomalie morfologiche ovocitarie

3. Valutazione del Fuso Meiotico

Il fuso meiotico è una struttura cruciale per la corretta segregazione cromosomica durante la divisione cellulare. Utilizzando la sua birifrangenza, è possibile visualizzarlo nell'ovocita, dove è localizzato alla periferia. Un'anomala morfologia o posizione del fuso meiotico può essere correlata a un aumentato rischio di anomalie cromosomiche e aneuploidia. La valutazione della birifrangenza del fuso meiotico e del primo corpo polare può fornire informazioni sulla potenzialità di sviluppo ovocitario (Rienzi et al., 2004). L'orientamento del fuso meiotico in rapporto al primo corpo polare, soprattutto se supera i 90°, può essere indicativo di anomalie. Anormalità cromosomiche possono portare alla formazione di embrioni aneuploidi (Bernard e Fuller, 1996).

4. Diagnosi Genetica Preimpianto (DGP)

La Diagnosi Genetica Preimpianto (DGP), o PGT (Preimplantation Genetic Testing), è una tecnica che permette di valutare la presenza di aneuploidie o altre anomalie cromosomiche negli embrioni prima del trasferimento. Questa analisi può essere effettuata sul primo corpo polare o sui blastomeri, sfruttando tecniche come la FISH (Fluorescent In Situ Hybridization) per la quale un segnale cromosomico è identificato da un doppio segnale luminoso, uno per ogni cromatide fratello, o l'aCGH (array Comparative Genomic Hybridization) per analizzare 5 cromosomi contemporaneamente.

La DGP è particolarmente indicata in casi di età materna avanzata (la più frequente, il 43,5% dei cicli iniziati con la DGP), malattie molecolari, malattie citogenetiche, aborti spontanei ripetuti, fallimento dell’impianto o altri fattori. Lo screening per aneuploidie può influenzare i risultati clinici (Hughes et al., 1992). L'analisi genetica del primo corpo polare permetterebbe di identificare se l'ovocita darebbe origine a un embrione monosomico o trisomico per il cromosoma in questione. Studi condotti da Verlinsky et al. (1990) hanno contribuito a questa metodologia. La DGP offre la possibilità di selezionare embrioni dotati di maggiore potenzialità evolutiva, migliorando i tassi di gravidanza (Magli et al., 2004). Tuttavia, il ruolo di alterazioni morfologiche citoplasmatiche ed extracitoplasmatiche nella selezione ovocitaria e la loro reale efficacia, in relazione ai risultati della DGP, sono ancora oggetto di studio.

cromosomi e aneuploidie

I Fattori Che Influenzano il Tasso di Successo dell'ICSI

Il successo dell'ICSI non dipende da un singolo elemento, ma da una complessa interazione di fattori clinici e di laboratorio. L'ICSI è la tecnica preferita dalla maggior parte degli embriologi per i numerosi vantaggi che offre rispetto alla FIV convenzionale. Tuttavia, ci sono alcuni fattori che possono influenzare il suo tasso di efficacia.

1. Esperienza e Tecnologia

L’efficacia della procedura ICSI è strettamente legata all’esperienza del team di embriologi e alla tecnologia del laboratorio. Scegliere un centro in Svizzera significa affidarsi a un sistema che garantisce la massima tracciabilità dei gameti e degli embrioni e un ambiente medico-legale estremamente sicuro e controllato. Condizioni ottimali in laboratorio e nell'incubatrice sono imprescindibili, con l'utilizzo di incubatori di ultima generazione muniti di tecnologia “Time Lapse” che, oltre a mantenere le condizioni fisiche atmosferiche ideali, permettono di captare le immagini dello sviluppo cellulare ogni 10 minuti, consentendo un controllo visivo continuo degli embrioni.

2. Qualità e Maturazione dei Gameti

La qualità degli ovuli e la loro maturazione sono fattori determinanti. L'ovocita deve essere in stadio di Metafase II (MII) per essere idoneo all'iniezione. Inoltre, anomalie morfologiche ovocitarie (citoplasmatiche o extracitoplasmatiche) possono ridurre la competenza ovocitaria. Anche la mobilità e la morfologia degli spermatozoi sono cruciali, nonostante l'ICSI bypassi molti problemi legati a queste caratteristiche. Le anomalie cromosomiche nei gameti possono anche influenzare negativamente l'esito.

3. Età della Donna e Riserva Ovarica

L'età è il fattore più importante per il successo della FIVET e ICSI. I pazienti sotto i 35 anni hanno la prognosi migliore. Il tasso di successo nelle donne di età superiore ai 43 anni è inferiore al 5%. L'Ormone Antimulleriano (AMH) è un indicatore della riserva ovarica: avere un AMH inferiore non significa avere una percentuale di successo inferiore per un singolo tentativo di FIVET, ma avere un'alta AMH rende più facile avere un tasso di gravidanza cumulativo più alto. La conta dei follicoli (di dimensioni tra 2-6 mm) presenti nell’ovario, misurata tramite un sistema diagnostico a ultrasuoni Doppler avanzato (ecografia transvaginale), fornisce un'ulteriore stima della riserva.

4. Condizioni Uterine e Fattori Clinici della Paziente

Problemi associati all'utero della donna, come l'endometriosi o i fibromi, possono ostacolare l'impianto e la progressione della gravidanza. Inoltre, esami della funzionalità tiroidea, screening della trombofilia e analisi dell’autoimmunità sono parte della valutazione diagnostica preliminare. La disfunzione tiroidea, sia ipertiroidismo che ipotiroidismo, può essere causa di infertilità.

5. Fattori Legati allo Stile di Vita

Studi indicano che i pazienti con una dieta mediterranea hanno un risultato migliore nei cicli di FIVET. Inoltre, è stato dimostrato che un moderato esercizio fisico migliora i risultati. Al contrario, i pazienti che fumano hanno tassi di gravidanza peggiori rispetto ai non fumatori. Il sovrappeso è stato trovato essere un fattore che influenza negativamente il tasso di gestazione.

Analisi dei Tassi di Successo dell'ICSI: Aspetti Quantitativi

Per misurare il successo dell'ICSI si possono considerare diverse percentuali, come il tasso di gestazione o il tasso di consegna (tasso di parto). In questo caso, la cosa più importante è ottenere la nascita di un bambino sano, poiché ci sono molte gravidanze che non arrivano a termine.

grafico tassi di successo ICSI per età

Attualmente, i risultati della tecnica ICSI sono circa il 35% delle gravidanze per trasferimento di embrioni e il tasso di parto è del 26%. Ciò significa che si ottiene un neonato vivo ogni 4 trasferimenti di embrioni.

Tuttavia, va notato che anche la tecnica convenzionale della FIVET ha tassi di gravidanza simili a quelli dell'ICSI in alcuni contesti, ma l'ICSI è diventata il metodo più utilizzato per la fecondazione in vitro degli ovuli, con circa il 90% dei trattamenti di FIVET che utilizzano questa tecnica.

Tassi di Successo in Base all'Età

L'età è il fattore prognostico peggiore per le donne e condiziona il successo di un trattamento FIV-ICSI. Se si considera l'età della donna, le percentuali di successo dell'ICSI sono molto diverse. Ciò è dovuto all'esaurimento della riserva ovarica della donna e al deterioramento della qualità dei suoi ovuli nel tempo. La Società Spagnola di Fertilità (SEF) differenzia 3 fasce di età per indicare le percentuali di successo di ogni trattamento di fertilità.

Percentuale di Gravidanze (test positivo per trasferimento embrionale FIV-ICSI):

  • Donne <35 anni: tasso di successo vicino al 45,2%.
  • Donne di 35-39 anni: il tasso di successo scende al 35,6% di gravidanze positive per trasferimento.
  • Donne ≥40 anni: tasso di gravidanza del 22,5%.

Percentuale di Nascite (di un bambino sano per trasferimento di embrioni):

  • Donne <35 anni: 35,8% di parto per trasferimento di embrioni.
  • Donne 35-39 anni: 25,6% di parto per trasferimento di embrioni.
  • Donne ≥ 40 anni: 12,8% di parto per trasferimento di embrioni.

Queste percentuali sono inferiori rispetto ai tassi di gravidanza, poiché purtroppo alcuni trattamenti terminano con l'aborto e il bambino non può essere avuto.

Tassi di Successo con DGP e al Primo Tentativo

Il tasso di successo di un ICSI con Diagnosi Genetica Preimpianto (DGP) è variabile. Nell'ultimo Registro pubblicato dalla Società Spagnola di Fertilità (Registro SEF 2016), è stato ottenuto un tasso di gravidanza clinica per trasferimento del 48,4%. Questa percentuale di successo varia a seconda dell'indicazione della DGP.

Il successo di un trattamento di fertilità con ICSI al primo tentativo dipende da molti fattori, soprattutto dall'età materna. Una donna che non ha la riserva ovarica molto colpita e riesce a recuperare circa 8 ovuli nel ciclo, ha un tasso di gravidanza del 35% per ogni trasferimento di embrioni e un tasso di natalità del 26% dopo un primo tentativo. Il numero di ovuli recuperati dopo la stimolazione ovarica influenza il successo dell'ICSI.

Nonostante le preoccupazioni iniziali, i risultati dell'ICSI hanno dimostrato negli anni che i bambini nati con questa tecnica hanno un tasso di anomalie genetiche paragonabile a quello registrato nella popolazione normale. Questo rassicura sulla sicurezza e l'efficacia a lungo termine della procedura.

Glossario Essenziale della Procreazione Medicalmente Assistita

Nel settore della fertilità esistono molti termini, acronimi e abbreviazioni da ricordare e comprendere. Questo glossario offre una panoramica dei concetti più rilevanti.

  • Acido desossiribonucleico (DNA): Base dell'ereditarietà, le molecole di DNA sono lunghissime catene che compongono i cromosomi.
  • AI (Artificial Insemination): Inseminazione artificiale.
  • AID (Artificial Insemination by Donor): Inseminazione artificiale con seme di donatore.
  • AMH (Anti-Müllerian Hormone): Ormone antimulleriano, prodotto dalle cellule all’interno dell’ovario, indicatore della riserva ovarica.
  • Amniocentesi: Puntura percutanea del sacco amniotico per prelievo del liquido amniotico; può essere precoce o tardiva.
  • Anticorpi: Grosse molecole proteiche prodotte dal sistema immunitario contro sostanze estranee (antigeni).
  • Anticorpi autoimmuni: Anticorpi formati dall’organismo contro antigeni propri perché “erroneamente” riconosciuti come estranei.
  • Astinenza: La pratica di astenersi dall’attività sessuale.
  • Azoospermia: Condizione che si verifica quando non sono presenti spermatozoi nell’eiaculato maschile.
  • Basse riserve ovariche/AMH basso: Significa che nelle ovaie esiste un numero limitato di cellule in fase di sviluppo.
  • Banca del seme: Luogo di conservazione del liquido seminale, opportunamente trattato e catalogato, in azoto liquido a - 196 °C.
  • Biopsia embrionale: Procedura in cui una o più cellule (blastomeri) sono rimosse dall'embrione per analisi genetica.
  • Blastocisti: Embrione di cinque-sei giorni composto da 100-200 cellule, con una cavità chiamata blastocele.
  • Cariotipo: Patrimonio cromosomico depositario dei geni ereditari, rilevabile da una serie di cariogrammi (mappe cromosomiche).
  • Ciclo mestruale: Fenomeno fisiologico dell’età feconda nella donna, consistente in una perdita ematica genitale a carattere periodico.
  • Congelamento dell'embrione: Tecnica di crioconservazione degli embrioni, spesso tramite vitrificazione.
  • Congelamento dell'ovulo: Metodo di conservazione che permette alle donne di congelare i propri ovuli per un utilizzo successivo.
  • Congelamento dello sperma: Processo avanzato di congelamento del campione seminale tramite vitrificazione.
  • Conta dei follicoli: Numero di follicoli di dimensioni tra 2-6 mm presenti nell’ovario.
  • Condivisione dell'ovulo: Le donne che sono disposte a condividere i propri ovuli possono eseguire un trattamento per la fertilità pagando un costo ridotto.
  • Crioconservazione: Procedura mediante la quale si congelano spermatozoi od ovociti per permetterne la conservazione nel tempo.
  • Disfunzione tiroidea: L’infertilità può essere causata da disfunzioni della tiroide, ipertiroidismo o ipotiroidismo.
  • Dismenorrea: Mestruazione caratterizzata da disturbi locali o generali di vario genere e di tale entità da costituire una condizione morbosa.
  • Embrione: Definizione propriamente tale dopo lo stadio di 16 cellule e fino al periodo organo-formativo (dalla 3°-4° giornata dopo la fecondazione fino all’8° settimana nell'uomo).
  • Embrioscopio: Incubatore che permette di mantenere le condizioni ideali per l’embrione da sviluppare in laboratorio.
  • Endometriosi: Condizione morbosa caratterizzata da presenza e sviluppo di tessuto endometriale tipico in sedi diverse da quelle abituali.
  • Endometrio: Tunica mucosa che riveste l’interno della cavità uterina ed è sottoposta a variazioni cicliche in rapporto al ciclo mestruale; è la “culla” dell’embrione.
  • Estrogeni: Ormoni sessuali femminili prodotti dalle ovaie, responsabili dello sviluppo delle caratteristiche sessuali femminili e della crescita dell’endometrio.
  • Eugenetica: Disciplina che si propone il miglioramento della specie.
  • Feccondazione: Processo di fusione di due gameti di sesso differente (ovociti e spermatozoi) da cui si origina un nuovo individuo.
  • Fertile: Sinonimo di fecondo.
  • FIV (Fecondazione in Vitro): Consiste nella fertilizzazione di un ovulo con uno spermatozoo al di fuori del corpo.
  • FIV con stimolazione lieve: Forma di FIV con lieve somministrazione di farmaci per la fertilità.
  • FIV su ciclo naturale: Forma di FIV dove si preleva un ovulo selezionato naturalmente dal corpo.
  • FIV su ciclo naturale modificato: Forma di FIV su ciclo naturale con basso dosaggio di farmaci per mantenere i follicoli sani.
  • Flusso sanguigno: Il flusso sanguigno verso l’utero, le ovaie e i follicoli.
  • FSH (Follicle Stimulating Hormone): Ormone follicolo-stimolante, prodotto dalla ghiandola pituitaria, stimola la crescita dei follicoli.
  • Gameti: Termine generico che indica la cellula germinale matura sia femminile (ovocita) che maschile (spermatozoo).
  • Geni: Unità di trasmissione dei caratteri ereditari localizzati nei cromosomi del nucleo cellulare.
  • GIFT (Gametes Intra-Fallopian Transfer): Tecnica di riproduzione assistita in cui ovociti e spermatozoi sono trasferiti nelle tube per via laparoscopica.
  • Gonadi: Organi essenziali per la riproduzione che contengono le cellule germinative.
  • Gonadotropina Corionica Umana (hCG): Ormone secreto dalle cellule del trofoblasto embrionario, permette la diagnosi precoce ed il monitoraggio della gravidanza.
  • Hatching assistito: Procedura provocata artificialmente per favorire l’impianto dell’embrione, specialmente nei casi di indurimento o ispessimento della Zona Pellucida.
  • HIV (Human Immunodeficiency Virus): Virus dell’Immunodeficienza Umana.
  • HyCoSy (Sonoisterosalpingografia con mezzo di contrasto): Metodica ecografica per studiare la cavità uterina e le tube.
  • ICSI (Intracytoplasmic Sperm Injection): Microiniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo.
  • Impianto: Processo in cui un embrione si annida nelle pareti dell’utero per ottenere nutrimento e ossigeno.
  • Impotenza: Inabilità ad iniziare, sostenere e concludere con successo il coito.
  • Inibina: Ormone prodotto dalla granulosa e dal sertoli.
  • Iniezione intracitoplasmatica: Tecnica di micromanipolazione che comporta l’iniezione di un singolo spermatozoo direttamente nell’ovocita per facilitare la fertilizzazione.
  • Inseminazione artificiale (IA): Tecnica di fecondazione assistita in vivo, con spermatozoi inseriti nell'utero.
  • Iperstimolazione ovarica: Insieme di segni e sintomi che indicano una eccessiva stimolazione delle ovaie.
  • Ipofisi: Piccola ghiandola nel cervello che controlla la funzione ovarica, tiroidea e surrenale.
  • Ipoplasia: Sviluppo incompleto di un organo o tessuto.
  • Isterosalpingografia: Procedura radiologica per evidenziare la forma dell’utero e la pervietà delle tube.
  • Isteroscopia: Procedura in cui una videocamera telescopica viene utilizzata per visualizzare l’interno dell’utero.
  • IUI (Intrauterine Insemination): Inserimento diretto nell’utero della donna di un campione di sperma pre-lavato nel momento più fertile.
  • Laparoscopia: Introduzione in cavità addominale di una piccola sonda per osservare gli organi.
  • LH (Ormone luteinizzante): Ormone secreto dall’ipofisi che scatena l’ovulazione e lo sviluppo del corpo luteo.
  • Maturazione follicolare multipla: Crescita follicolare multipla.
  • Meiosi: Divisione cellulare che porta alla formazione dei gameti (ovociti e spermatozoi).
  • Menopausa: Cessazione naturale della funzione ovarica e dei flussi mestruali.
  • Micromanipolazione: Manipolazione di ovociti, spermatozoi, embrioni con l’aiuto di un microscopio e microaghi.
  • Madre surrogata: Donna che porta a termine una gravidanza per conto di un’altra coppia.
  • Monosomia: Presenza di un solo cromosoma in un set che normalmente ne avrebbe due.
  • Procreazione Medicalmente Assistita (PMA): L'insieme delle tecniche utilizzate per aiutare le coppie sterili o infertili a concepire.
  • Riserva di ovuli/riserva ovarica: Termine usato per determinare la capacità ovarica.
  • Screening della trombofilia: Esami per verificare la presenza di anomalie nella coagulazione del sangue.
  • Seriopositività: La presenza di anticorpi anti HIV nel siero.
  • Sistema diagnostico a ultrasuoni Doppler avanzato: Ecografia transvaginale avanzata per valutare le riserve ovariche.
  • Sindrome dell'ovario policistico (PCOS): Si verifica quando i livelli degli estrogeni e del progesterone non sono bilanciati, portando alla creazione di cisti ovariche.
  • Talassemia: Malattia ereditaria.
  • Test di penetrazione degli spermatozoi (SPT): Test per valutare la capacità degli spermatozoi di penetrare l'ovocita.
  • Trisomia: Presenza di tre copie di un cromosoma invece delle due normali.
  • Vitrificazione: Metodo di recente sviluppo per congelare rapidamente embrioni o gameti.
  • Zigote: La prima cellula del nuovo individuo, risultante dalla fecondazione.

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