Il momento del parto è uno degli eventi più attesi e carichi di emozione nella vita di una donna. Tuttavia, quando il travaglio tarda a iniziare, l’ansia può crescere. Molte future mamme cercano metodi naturali per stimolare il travaglio, evitando l’intervento medico. Il travaglio è il processo attraverso il quale il corpo di una donna si prepara a dare alla luce il bambino. Questo evento naturale e complesso è diviso in tre fasi principali: la fase latente, la fase attiva e la fase di transizione. Riconoscere i segnali che indicano l’inizio del travaglio può aiutare a prepararsi meglio per il parto.

La fisiologia dell’ormone del parto: l’ossitocina
Durante il travaglio, il corpo della donna produce ossitocina, un ormone che favorisce il parto. L’ipofisi, o ghiandola pituitaria, è responsabile della secrezione dei principali ormoni coinvolti durante il travaglio. La sua produzione è influenzata dallo stato mentale della gestante e viene favorita da una reazione di calma e benessere. Al contrario, alcuni fattori di stress possono limitarne la produzione, allungando così i tempi del travaglio. È possibile affrontare il travaglio in modo positivo? Tra una contrazione e l’altra ci sono momenti di pausa in cui il corpo rilascia endorfine e ossitocina, ormoni che contribuiscono a portare uno stato di pace e serenità. In questi momenti è importante cercare di allontanare la mente dal dolore della contrazione, provare a riposare e recuperare le forze per affrontare il travaglio, soprattutto quando si protrae per molte ore. Se la persona riesce a lavorare sulla propria mente, può rendere il parto più veloce e meno doloroso: utilizzando tecniche che aiutano ad allontanare il dolore e favorire la concentrazione su aspetti positivi e piacevoli, il cervello produrrà più ossitocina, contribuendo a ridurre i tempi del travaglio.
Tecniche di grounding e gestione dello stress
Per favorire un senso di tranquillità nella partoriente, soprattutto in presenza di tocofobia e paura di partorire, è possibile adottare la tecnica del grounding, introdotta in ambito terapeutico da Alexander Lowen, considerato il padre della terapia bioenergetica. Il grounding viene utilizzato per radicarsi al proprio corpo, alla propria vita e alla realtà in cui ci muoviamo e agiamo quotidianamente e permette di un giusto flusso di energia. Gli esercizi di grounding sono diversi e possono essere praticati in diversi momenti.
Una delle strategie di grounding più utilizzate è la tecnica del “posto sicuro”, che può essere adottata sia in terapia che in autonomia, quando si è preda di emozioni e sensazioni spiacevoli. Nel contesto del parto, attraverso questa tecnica, la donna può spostare l’attenzione dalle sensazioni di paura e di impotenza, immaginando un posto sicuro, concentrandosi sulle sensazioni piacevoli che ne derivano e assumendo così un assetto più rilassato che la aiuti a stimolare la produzione di ossitocina. Per costruire il proprio “posto sicuro”, reale o di fantasia, è necessario immaginare un ricordo o un luogo che evochi sensazioni personali di calma e sicurezza, focalizzarsi sulle emozioni piacevoli associate ed esercitarsi nella rievocazione. Esempi di posti tranquilli possono essere un luogo in cui si sono sperimentate sensazioni di bellezza e silenzio, la propria sedia preferita, una nuotata in un mare cristallino o gli alberi in un bosco.

Metodiche non farmacologiche per il contenimento del dolore
Oltre alle strategie psicologiche come il grounding, esistono diverse metodiche non farmacologiche che possono aiutare a gestire il dolore durante il travaglio. Queste tecniche sono spesso utilizzate in combinazione tra loro e possono essere adattate alle preferenze e alle esigenze di ogni persona. L'immersione in acqua calda, l'utilizzo di vasche o docce può favorire il rilassamento muscolare e ridurre la percezione del dolore. Il massaggio, praticato da un partner o da un'ostetrica, aiuta a sciogliere le tensioni muscolari e a stimolare la produzione di endorfine.
Anche il movimento e i cambi di posizione sono fondamentali: camminare, dondolarsi o assumere posizioni diverse, come inginocchiarsi o mettersi a carponi, può facilitare la discesa del bambino e rendere le contrazioni più sopportabili. Il movimento favorisce anche una migliore ossigenazione e può contribuire a ridurre la durata del travaglio. La posizione a quattro zampe, in particolare, prevede di inginocchiarsi e appoggiare i palmi delle mani parallelamente alle ginocchia e perpendicolarmente alle spalle. Queste metodiche sono generalmente considerate sicure e possono essere personalizzate in base alle preferenze individuali.
Tecniche di respirazione consapevole
La respirazione consapevole rappresenta uno strumento importante per affrontare il travaglio con maggiore serenità. Imparare a gestire il respiro può aiutare a mantenere la calma, a ridurre la tensione muscolare e a favorire la produzione di ossitocina. La respirazione diaframmatica consiste nell'inspirare profondamente dal naso, facendo espandere l'addome, ed espirare lentamente dalla bocca. È importante espirare attraverso la bocca rilassata e aperta e, se possibile, evitare di comprimere le labbra, poiché la bocca è in collegamento con il collo dell’utero. La respirazione ritmica, mantenendo un ritmo regolare, aiuta a gestire meglio l'ansia, mentre la respirazione focalizzata, magari contando mentalmente o visualizzando l'aria che entra ed esce, può essere utile per distogliere l'attenzione dal dolore e favorire uno stato di presenza e consapevolezza. Secondo le linee guida dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS, 2018), le tecniche di respirazione sono raccomandate come parte integrante dell'assistenza al travaglio fisiologico.
RESPIRAZIONE DIAFRAMMATICA IN GRAVIDANZA
Esercizi e posizioni per favorire l’avvio del travaglio
Le posizioni per indurre il travaglio sono basate su principi di gravità, movimento e apertura del bacino, tutti fattori che possono facilitare la discesa del bambino e la preparazione del corpo al parto, ridurre la durata del travaglio e la possibilità di dover ricorrere ad analgesia epidurale. La posizione accovacciata è una delle più efficaci per aprire il bacino, permettendo al bambino di scendere più facilmente nel canale del parto. Il movimento oscillatorio, o “pelvic rocking”, e l'uso della Fitball, o palla da parto, sono ottimi strumenti per stimolare il travaglio e alleviare il dolore.
Anche il "Circuito Miles" è un insieme di tre esercizi di stretching e movimenti che aiutano il bambino ad assumere la posizione migliore per il travaglio. Favorire il posizionamento ottimale del feto, solitamente in posizione cefalica anteriore, può facilitare un parto più fluido, veloce e meno doloroso. La digitopressione (acupressione) è un'altra tecnica naturale che può essere usata per favorire l’inizio del travaglio stimolando determinati punti energetici del corpo, secondo la medicina tradizionale cinese; è consigliato non iniziare prima della 37ª settimana. Tutte queste pratiche devono essere discusse con il proprio medico o ostetrica, poiché ogni gravidanza è unica e ciò che funziona per una donna potrebbe non essere adatto per un’altra.
L’importanza di un approccio multidisciplinare e dei corsi di preparazione
Affrontare il travaglio con serenità significa prendersi cura sia del corpo che della mente. Un approccio multidisciplinare, che integra tecniche psicologiche con metodiche pratiche, offre un supporto completo. Le ostetriche e i professionisti della salute raccomandano di prepararsi al parto attraverso corsi di accompagnamento alla nascita. Questi corsi offrono la possibilità di condividere l'esperienza con altre donne in gravidanza e discutere dubbi con una levatrice o uno specialista.
I percorsi di accompagnamento alla nascita vogliono far conoscere alle mamme la ricchezza di questi nove mesi, promuovendo il benessere della madre attraverso la comprensione dei cambiamenti del corpo. Presso strutture come l’Ospedale San Giuseppe, i corsi sono organizzati in piccoli gruppi e coprono temi come la vita intrauterina, l’allattamento, l’allenamento del perineo e il significato del dolore. Esistono anche corsi online interattivi, come il “Corso di accompagnamento al travaglio e gestione del dolore da parto”, che permettono di seguire le lezioni comodamente da casa. La corretta gestione del travaglio di parto richiede la conoscenza della fisiologia e delle indicazioni cliniche; i professionisti sanitari utilizzano spesso strumenti come il “Bishop pelvic score system” per valutare la maturazione della cervice uterina prima di proporre metodi di induzione medica o naturale. In ogni caso, prepararsi al travaglio significa non solo conoscere le tecniche, ma anche imparare ad ascoltare le proprie emozioni e a chiedere aiuto quando serve.