Il cordone ombelicale rappresenta, fin dal primo istante dell’esistenza, il ponte vitale tra la madre e il feto. È il funicolo che congiunge l’embrione alla placenta materna, una struttura complessa che ha la funzione, da un lato, di far passare l’ossigeno e il nutrimento per il feto, dall'altro di consentire l'eliminazione dei prodotti di rifiuto del feto stesso. Questo legame, che ci accompagna nei nove mesi di gestazione, è costituito da cellule identiche a quelle del midollo osseo, utilizzate nel caso di trapianto. Il cordone ombelicale è il legame con la madre che nutre e rassicura il piccolo. Quando nasciamo, il primo atto che viene compiuto dal medico è quello di recidere il cordone ombelicale perché, da quel momento, è iniziata la fase nella quale ossigeno e nutrimento dovremo assumerli in modo autonomo.

La Critica Scientifica al Clampaggio Precoce
Nonostante la pratica medica consolidata preveda il taglio immediato, negli ultimi anni si è sviluppato un acceso dibattito scientifico sulla reale necessità di questa procedura. Molti esperti sollevano dubbi legittimi riguardo all'impatto del taglio immediato sul neonato. Come afferma Walsh, "per il bambino una cosa molto dannosa è quella di clampare e tagliare il cordone ombelicale troppo presto. Dovrebbe essere lasciato, non solo fino a che il neonato abbia ripetutamente respirato, ma fino a quando siano completamente cessate le pulsazioni". Questa prospettiva trova sostegno in diverse osservazioni cliniche: "di norma, il sangue placentare appartiene al bambino".
Il momento in cui viene clampato il cordone può avere un legame con la patogenesi di sindrome da stress respiratorio idiopatico (relativo ad una malattia di causa ignota). Nel parto cesareo, il neonato viene sollevato rispetto all'utero; ciò comporta che il sangue rifluisca nella placenta causando una forte perdita ematica. Perdite ematiche significative causano un aumento di difficoltà respiratorie. Si stima che il clampaggio immediato privi il neonato della metà circa del volume di sangue. Secondo Robert S., "se il cordone viene clampato subito, il neonato è sottoposto ad uno shock respiratorio e circolatorio perché avviene un reflusso da parte del sangue che avrebbe dovuto tornare alla madre". William F. aggiunge che "clampare il cordone immediatamente è come sottoporre il neonato ad una forte emorragia, perché, alla nascita, quasi un quarto del sangue fetale è nel circuito placentare".
Sarah J. sintetizza una posizione critica diffusa: "penso che le attuali procedure ostetriche di clampare e tagliare immediatamente il cordone siano incaute e siano causa di danno per la madre e per il neonato". La proposta, sostenuta da diversi specialisti, è che il taglio del cordone tardivo o nessun taglio siano la procedura fisiologica, mentre il taglio immediato è una procedura invasiva che deve essere giustificata. Il vantaggio di clampare e tagliare tardivamente è quello di permettere che il sangue, dalla placenta, fluisca attraverso il cordone. Così facendo, il volume della placenta si riduce e, di conseguenza, si stacca più facilmente dalle pareti dell'utero.
Clampaggio ritardato del cordone ombelicale | Quando tagliare il cordone?
L'Ombelico come Cicatrice dell'Esistenza
Il cordone ombelicale reciso lascia un segno sul corpo di ogni essere umano. Una cicatrice che l’intera vita non riuscirà a cancellare. L’ombelico ci dice più di quanto sembra a prima vista. Il momento della nascita costituisce dunque il prototipo della morte in vita, della separazione, anche perché ci consente di riflettere sul fatto che in seguito a ogni frattura affettiva dovremmo cercare di operare una ristrutturazione, giacché separarsi implica lo sgretolarsi delle strutture sulle quali stavamo costruendo la nostra esistenza.
Il passaggio relativamente improvviso dall'esistenza fetale a quella umana, e il taglio del cordone ombelicale, segnano l'indipendenza dell'infante dal corpo materno. Ma questa indipendenza è reale solo nel senso materiale della separazione dei due corpi. In senso funzionale, l'infante continua a far parte della madre. La madre lo nutre, lo porta e provvede a tutti i suoi bisogni fondamentali. Quando il bambino nasce, abbandona la sicurezza del grembo, la situazione in cui era ancora parte della natura: là dove viveva attraverso il corpo della mamma. Al momento della nascita è ancora attaccato simbioticamente alla madre, e così rimane anche dopo, molto più a lungo degli altri animali.
Simbologia del Distacco: Dall'Infanzia all'Età Adulta
Abbandonare l'infanzia equivale ad abbandonare simbolicamente i genitori. Il legame di attaccamento originario (al primo "oggetto" amoroso) dell’adolescente è rimesso in questione. Bisogna "tagliare il cordone ombelicale" una seconda volta. Quest'opera di separazione, alcuni la effettuano senza troppe difficoltà. Le persone che non riescono a recidere internamente il cordone ombelicale che le lega ai genitori, sono simili a un seme che non viene portato lontano dalla pianta-madre dall'azione del vento, ma che cade in terra in quei pressi. Una simile situazione non potrà mai essere fertile per quel seme e per questa ragione esso non riuscirà a svilupparsi come pianta adulta e robusta.
L'ombelico come simbolo di autonomia ci indica che siamo privi di cordone ombelicale. Questo significa che ora