L’eccellenza pediatrica e le frontiere della medicina trasfusionale: il ruolo strategico di Pavia

La città di Pavia si conferma, ancora una volta, un polo di eccellenza nel panorama scientifico italiano, distinguendosi come crocevia fondamentale per il confronto tra professionisti della salute, ricercatori e istituzioni. Attraverso una serie di iniziative che spaziano dall’aggiornamento clinico pediatrico alle più innovative applicazioni della medicina rigenerativa e trasfusionale, il contesto pavese si pone all’avanguardia nel promuovere un approccio multidisciplinare e altamente specializzato alla cura del paziente.

veduta panoramica storica di Pavia con l'Università e l'area del Policlinico San Matteo

La tradizione dell’aggiornamento: il convegno “Opinioni a Confronto”

Siamo arrivati alla 26ª edizione. Ma è con lo stesso entusiasmo di sempre che vi aspetto a Pavia. “Opinioni a Confronto” è un momento di incontro costruito per discutere e per aggiornarsi sulle problematiche più “calde” e nuove nel campo della Pediatria. La presenza di tanti Esperti, conferma, di fatto, la bontà di questa iniziativa. L’Università degli Studi di Pavia, insieme alla U.O. Pediatria - Clinica Pediatrica della Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo, sostiene questo impegno costante nel tempo, che si traduce in un aggiornamento solido ed efficace.

Anche quest’anno l’iscrizione al Convegno è gratuita con disponibilità di posti limitata, pertanto, chi è interessato a partecipare, è caldamente invitato ad iscriversi con largo anticipo. È un richiamo alla responsabilità professionale condiviso dai Responsabili Scientifici e dal Comitato Scientifico-Organizzatore, che vede uniti ostetrici, ginecologi e medici trasfusionisti nel definire l'agenda dei lavori. La finalità è chiara: creare una rete di professionisti capace di rispondere alle sfide odierne della pediatria moderna.

Il paradigma della medicina di precisione: lo studio BORN

L’innovazione scientifica pavese ha raggiunto traguardi di rilievo internazionale. Un importante studio italiano, pubblicato sulla rivista scientifica eClinicalMedicine del gruppo The Lancet, dimostra che le trasfusioni di globuli rossi contenuti nella placenta possono ridurre significativamente il rischio di retinopatia severa e displasia broncopolmonare nei neonati estremamente prematuri. Questo trial multicentrico, denominato BORN, è stato condotto tra il 2021 e il 2024 in dieci ospedali italiani, tra cui il Policlinico San Matteo di Pavia, che ha ricoperto un ruolo centrale nella ricerca.

La retinopatia del prematuro (ROP) è una grave patologia oculare che può portare alla cecità e colpisce frequentemente i neonati nati molto prima del termine. Lo studio ha evidenziato che i globuli rossi contenuti nella placenta possiedono proprietà identiche a quelle del neonato prematuro - come una ridotta capacità di rilasciare ossigeno ai tessuti - rendendoli particolarmente adatti a proteggere gli organi immaturi dai danni dell’ossigeno e dell’infiammazione.

schema del meccanismo di protezione dei globuli rossi placentari rispetto a quelli del donatore adulto

Nei neonati che hanno ricevuto esclusivamente globuli rossi da sangue placentare non si sono verificati casi di retinopatia severa, diversamente dai neonati trasfusi con globuli rossi da donatori adulti, che hanno mostrato un’incidenza del 34%. Si è inoltre osservata una significativa riduzione delle forme moderate e severe di malattia polmonare cronica del neonato estremamente prematuro.

La svolta clinica nelle Terapie Intensive Neonatali

“Questo è uno studio molto importante di medicina trasfusionale neonatale, i cui risultati rappresentano una svolta nella cura del neonato estremamente prematuro”, commenta Stefano Ghirardello, direttore della Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale del Policlinico San Matteo e membro dello steering committee dello studio. Curare l’anemia del neonato affetto da gravissima prematurità con le trasfusioni di globuli rossi di origine placentare, al fine di ridurre il danno legato all’eccesso di ossigeno rilasciato dai globuli rossi dei donatori adulti, è uno straordinario esempio di medicina di precisione.

Il concetto chiave è l'ottimizzazione del trattamento in base alle specifiche esigenze biologiche del paziente. “È affascinante osservare come, in alcuni casi, fare meno è fare meglio: ridurre l’ossigeno rilasciato ai tessuti attraverso un prodotto trasfusionale innovativo ha permesso di ridurre l’incidenza di gravi patologie quali la retinopatia del prematuro e la malattia polmonare cronica”. Il successo di questa pratica, che ha visto 107 trasfusioni di sangue placentare (CB-RBC) somministrate con successo, è il risultato di un grande sforzo organizzativo interdisciplinare. “La produzione di globuli rossi di origine placentare per fini trasfusionali ha richiesto un grande sforzo organizzativo, che ha coinvolto ostetrici, ginecologi e medici trasfusionisti, che ringrazio sentitamente. Tutto ciò in ogni caso non sarebbe stato possibile senza la generosità delle donne che hanno donato la placenta”.

Donazione sangue cordonale

Il dibattito etico e normativo: Procreazione Medicalmente Assistita

Pavia non è solo centro di ricerca clinica, ma anche laboratorio di dibattito civile su temi complessi. Un esempio è stato l'approfondimento dedicato alla Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), tenutosi presso Santa Maria Gualtieri. L’iniziativa ha voluto fare il punto sull’intricata vicenda della PMA in Italia, analizzando i nodi e le prospettive di una normativa che vive in bilico tra sentenze della Corte Costituzionale e attuazioni legislative.

Come noto, l’Associazione Luca Coscioni negli scorsi mesi ha ottenuto una sentenza da parte della Corte Costituzionale riguardo alla possibilità, anche in Italia, di praticare la fecondazione eterologa. Da allora ci sono state molte “grida” da parte della politica ma poche azioni concrete. È necessario capire a che punto siamo, quali sono le concrete opportunità (una sentenza della Corte non è sufficiente, sono necessarie leggi e regolamenti attuativi) e quali sono le possibilità per coloro che volessero rivolgersi a questa tecnica.

Il confronto ha visto la partecipazione di esperti del calibro di Alessandro Verza, collaboratore del ProCrea di Lugano, che ha offerto un racconto non comune di chi conosce la realtà italiana e allo stesso tempo opera con continuità anche in Svizzera, dove la situazione è molto diversa. Discutere di questi temi in modo non ideologico, coinvolgendo accademici dell’Università di Pavia come Amedeo Santosuosso, Laura Montanari e Sergio Filippo Magni, insieme alle rappresentanze regionali e civiche, sottolinea la vocazione della città a essere un foro di discussione pubblica informato e critico.

Integrazione tra ricerca e società civile

La convergenza tra l'innovazione scientifica, come quella osservata nello studio sui globuli rossi placentari, e il dibattito sui diritti riproduttivi, delinea un quadro in cui l'Università di Pavia agisce come perno centrale. La capacità di coniugare il rigore metodologico della medicina trasfusionale - che apre la strada a una terapia più mirata e sicura - con l'analisi dei percorsi normativi necessari per la PMA, riflette un approccio olistico alla salute.

Il sistema sanitario, in particolare quello lombardo con il supporto di figure come l'Assessore Attività Produttive, Ricerca e Innovazione, riconosce la necessità di investire non solo in tecnologie mediche all'avanguardia, ma anche in una cultura del dialogo. La formazione continua, promossa dai convegni scientifici, e l'informazione pubblica sui diritti dei cittadini, rappresentano i due pilastri su cui si fonda il futuro della medicina. La partecipazione attiva di esperti, ricercatori e istituzioni a questi tavoli di confronto assicura che il progresso non resti confinato nei laboratori, ma diventi patrimonio comune della società, migliorando la qualità della vita e la sicurezza delle cure per le generazioni future.

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