Contributi per il Ripristino di Impianti e il Rilancio dei Borghi Perduti: Il Bando "Imprese Borghi"

Introduzione al Contesto e agli Obiettivi

Il tessuto socio-economico italiano è caratterizzato da una ricchezza inestimabile di piccoli borghi storici, molti dei quali oggi rischiano l'abbandono o sono già stati parzialmente desertificati. Per contrastare questo fenomeno e promuovere la rigenerazione culturale, sociale ed economica di questi territori, è stato istituito il bando "Imprese Borghi". Questa iniziativa, nata con l'obiettivo di sostenere e rilanciare le micro, piccole e medie imprese, mette a disposizione un significativo ammontare di fondi stanziati dal Ministero della Cultura, nell'ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

Il bando "Imprese Borghi" si inserisce in un contesto più ampio di interventi, come la Linea d’intervento A e la Linea d’intervento B del PNRR, che hanno già destinato consistenti risorse alla rigenerazione di borghi a rischio abbandono o già abbandonati. L'incentivo per le imprese, con i suoi quasi 200 milioni di euro, rappresenta un pilastro fondamentale per la rivitalizzazione economica, puntando a creare nuove opportunità di sviluppo e a valorizzare le specificità locali. L'obiettivo principale è scongiurare il pericolo della desertificazione urbana, incrementando l'offerta di servizi sia per la popolazione residente sia per i visitatori, e promuovendo la sostenibilità ambientale delle imprese del territorio.

Mappa dei borghi italiani interessati dai finanziamenti PNRR

Soggetti Beneficiari: Chi Può Accedere ai Contributi

Possono presentare domanda per accedere al bando "Imprese Borghi" diverse tipologie di soggetti, delineando un quadro inclusivo volto a stimolare l'imprenditorialità in tutte le sue forme. Tra questi, le micro, piccole e medie imprese rappresentano il target principale. Tali imprese possono presentare iniziative imprenditoriali sia in forma singola che in aggregazione, e devono essere già costituite o intendere costituirsi in forma societaria di capitali o di persone. Questa categoria include le ditte individuali e le società cooperative, le associazioni non riconosciute, le organizzazioni dotate di personalità giuridica non profit, nonché gli Enti del Terzo Settore iscritti o in corso di iscrizione al "Runts".

Un aspetto particolarmente rilevante è l'opportunità offerta alle persone fisiche. Queste possono richiedere il contributo qualora intendano realizzare un’attività da localizzare nei comuni o borghi storici assegnatari di risorse per i Progetti Locali di rigenerazione culturale e sociale. È fondamentale che tali persone, entro sessanta giorni dalla comunicazione di ammissione alle agevolazioni, facciano pervenire la documentazione necessaria a comprovare l’avvenuta costituzione dell’impresa e il possesso dei requisiti richiesti. La mancata costituzione dell'impresa entro i termini indicati comporta la decadenza della domanda di agevolazione.

Anche le imprese agricole possono accedere ai contributi, a condizione che le loro iniziative non siano riconducibili ai settori della produzione primaria dei prodotti agricoli. Questo mira a diversificare le attività economiche nei borghi, promuovendo settori complementari all'agricoltura tradizionale. È importante sottolineare che, per essere ammissibili, tutte le imprese devono essere iscritte, ove previsto, nel Registro delle Imprese tenuto presso la C.C.I.A.A. alla data di presentazione della domanda e devono avere titolo a ricevere aiuti "de minimis" secondo le normative europee. Non saranno accolte le domande presentate da imprese ed enti del terzo settore che percepiscono benefici nell’ambito di iniziative di collaborazione pubblico-privata sostenute dal Progetto Locale, ovvero da soggetti con cui intercorrano rapporti di controllo o collegamento societario con tali imprese ed enti del terzo settore.

VIDEO TUTORIAL | Commissari Maturità 2026, come fare la domanda passo dopo passo

Progetti Ammissibili e Ambiti di Intervento

I progetti imprenditoriali che possono accedere al bando "Imprese Borghi" sono articolati in coerenza con specifici campi di intervento, orientati verso il rilancio economico e la sostenibilità ambientale. La durata massima prevista per ciascun progetto ammesso è di 18 mesi, a partire dalla data di accettazione del provvedimento di ammissione. È cruciale che tutti i progetti siano conclusi entro il 31 dicembre 2025. I progetti devono essere eco-compatibili e avere un basso impatto ambientale, ponendo attenzione alla riduzione delle emissioni inquinanti e dei consumi, allo smaltimento dei rifiuti e all'adozione di soluzioni di economia circolare.

Un campo di intervento fondamentale è il 024 - Efficienza energetica e progetti dimostrativi nelle PMI e misure di sostegno. In questo ambito, gli investimenti saranno destinati al risparmio energetico collegato alle sedi aziendali o ai processi produttivi/organizzativi. Vengono incoraggiate misure per ridurre le emissioni derivanti dai trasporti e dalla mobilità collegata alle attività aziendali, nonché l'introduzione o l'incremento dell'uso di fonti energetiche rinnovabili, come il fotovoltaico e l'eolico. Il rinverdimento di aree e stabilimenti aziendali e l'introduzione di processi di economia circolare sono ulteriori aspetti incentivati, insieme ad altre misure in grado di fornire un contributo alla mitigazione dei cambiamenti climatici. È obbligatorio che una quota non inferiore al 50% dell’investimento complessivo sia destinata a misure in grado di fornire un contributo alla mitigazione dei cambiamenti climatici. La mancanza di questa condizione impedisce l'accesso alla verifica di merito.

Il secondo campo di intervento, il 128 - Protezione, sviluppo e promozione dei beni turistici pubblici e dei servizi turistici, prevede investimenti finalizzati a rafforzare e qualificare l’offerta di beni e servizi nel quadro degli obiettivi di incremento dell’attrattività locale. Questo include progetti che valorizzano i prodotti, i saperi e le tecniche del territorio, promuovendo attività culturali, creative, turistiche, commerciali, agroalimentari e artigianali. In sintesi, la misura promuove progetti imprenditoriali localizzati in uno dei territori compresi nei 294 borghi destinatari dei finanziamenti, con l'obiettivo di rilanciare le economie locali attraverso la valorizzazione delle risorse e delle tradizioni territoriali. Tutti i progetti devono rispettare il principio "Do No Significant Harm" (DNSH), ovvero non arrecare danni significativi all'ambiente, in conformità con l'articolo 17 del Regolamento (UE) 2020/852 e le Linee Guida MEF.

Infografica: Tematiche chiave dei progetti ammissibili (efficienza energetica, turismo, economia circolare)

Spese Ammissibili e Capitale Circolante

Le spese ammissibili nell'ambito del bando "Imprese Borghi", al netto dell’IVA, devono essere sostenute a partire dal giorno successivo alla data di presentazione della domanda. Queste spese coprono un'ampia gamma di investimenti, sia materiali che immateriali, e includono anche voci relative al capitale circolante. I progetti proposti possono avere un valore massimo di 150.000,00 euro, comprendendo sia le spese di investimento che il capitale circolante.

Tra le voci di investimento, sono ammissibili gli impianti, i macchinari, le attrezzature, gli arredi e i mezzi mobili. Per quanto riguarda i mezzi mobili, questi sono ammissibili solo se strettamente necessari e collegati al ciclo di produzione o all'erogazione dei servizi. Sono altresì ammissibili i beni immateriali ad utilità pluriennale, come programmi informatici, brevetti, licenze e marchi, nonché le certificazioni correlate all’iniziativa da realizzare. È specificato che tali spese devono essere supportate da apposita perizia giurata, rilasciata da un tecnico abilitato iscritto all'ordine di riferimento, con competenze specifiche e documentate nel settore della spesa. La perizia deve contenere tutte le informazioni necessarie alla quantificazione del costo sostenuto per i beni pluriennali oggetto di finanziamento e attestare la congruità del prezzo. I beni non devono rappresentare mera sostituzione di impianti, macchinari ed attrezzature, ad eccezione della sostituzione finalizzata all’efficientamento energetico. Non sono ammesse acquisizioni mediante il "contratto chiavi in mano", né beni acquisiti con contratti di leasing, né mediante commesse interne.

Un'altra importante categoria di spese ammissibili riguarda le opere murarie, fino al limite massimo del 40% dell’iniziativa di spesa ammissibile. Queste opere sono destinate all'adeguamento delle sedi operative dei soggetti realizzatori alle condizioni necessarie per la realizzazione dell'investimento proposto e finanziato. Nelle opere murarie rientrano anche gli impianti generali di servizio all’immobile, fatto salvo il caso di quelli strettamente funzionali al raggiungimento degli obiettivi dell'iniziativa agevolata, che rientrano nella categoria degli impianti, macchinari e attrezzature.

Sono inoltre ammissibili le spese di capitale circolante, fino al limite massimo del 20% della spesa ammissibile. Queste includono: materie prime, materiali di consumo, semilavorati e prodotti finiti connessi al processo produttivo; utenze relative alle unità locali oggetto dell’iniziativa imprenditoriale di investimento; canoni di locazione relativi alle unità locali oggetto dell’iniziativa imprenditoriale; prestazioni di servizi connesse all’attività agevolata; e il costo del lavoro dipendente da assumere a seguito della realizzazione dell’iniziativa imprenditoriale che non benefici di altre agevolazioni. È fondamentale che tutti gli interventi e le spese siano conformi al principio DNSH (Do No Significant Harm), ovvero che non arrechino danni significativi all’ambiente, come previsto dall'articolo 17 del Regolamento (UE) 2020/852 e dalle Linee Guida MEF.

Misura dell'Agevolazione e Condizioni di Eleggibilità

Le agevolazioni previste dal bando "Imprese Borghi" sono concesse esclusivamente sotto forma di contributo a fondo perduto, nel rispetto del Regolamento "de minimis". La misura massima del contributo è del 90% dell’iniziativa imprenditoriale ammissibile, e comunque per un importo massimo pari a 75.000,00 euro. Questo significa che le imprese beneficiarie devono comunque finanziare la quota non coperta dall'incentivo con risorse proprie.

Un aspetto significativo del bando è la possibilità di elevare la percentuale del contributo al 100%, pur mantenendo il limite massimo di 75.000,00 euro, in due casi specifici. Il primo riguarda le nuove imprese, che devono essere costituite entro 60 giorni dal provvedimento di concessione del contributo. Questa agevolazione mira a incentivare la nascita di nuove attività nei borghi. Il secondo caso si applica alle imprese già costituite che presentano una prevalente titolarità giovanile e/o femminile. Questa condizione riflette l'attenzione del Ministero della Cultura verso l'imprenditoria giovanile e femminile, riconoscendone il potenziale contributo alla rivitalizzazione economica e sociale dei territori.

La normativa prevede che i contributi sull’iniziativa imprenditoriale non siano cumulabili con altre agevolazioni pubbliche per le medesime spese rientranti nella definizione di aiuto di stato ai sensi degli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, ivi inclusi gli aiuti de minimis di cui al Regolamento (UE) n. 1407/2013. Questa disposizione mira a garantire un'equa distribuzione dei fondi e a prevenire sovra-finanziamenti. È inoltre specificato che le iniziative dovranno prevedere che una quota non inferiore al 50% dell’investimento complessivo sia destinata a misure in grado di fornire un contributo alla mitigazione dei cambiamenti climatici, un requisito essenziale per la sostenibilità e la conformità con gli obiettivi del PNRR.

Modalità di Presentazione della Domanda e Processo di Valutazione

Le domande per accedere al bando "Imprese Borghi" sono state aperte l'8 giugno 2023, alle ore 12.00, e si sono chiuse il 29 settembre 2023, alle ore 18.00. La presentazione delle domande doveva avvenire esclusivamente per via telematica, redatte in lingua italiana, attraverso la piattaforma web di Invitalia. Questa procedura digitale garantisce efficienza e trasparenza nella gestione delle candidature.

Per presentare la domanda, i soggetti realizzatori dovevano disporre di firma digitale e di un indirizzo di PEC valido per tutte le comunicazioni necessarie con il Soggetto Gestore. Dopo l'invio telematico della domanda e degli allegati, a ciascuna candidatura veniva assegnato un protocollo elettronico, e veniva reso evidente il responsabile del procedimento. Sul sito di Invitalia erano disponibili gli schemi e le informazioni necessarie per la corretta compilazione e presentazione delle domande.

Il contributo previsto dal decreto viene concesso sulla base di una procedura valutativa con procedimento a graduatoria. A partire dalla data di chiusura della presentazione delle domande, Invitalia ha avviato la valutazione delle proposte progettuali pervenute. Questa valutazione ha portato alla stesura di una graduatoria di merito su base regionale e per singolo progetto di rigenerazione culturale e sociale. La graduatoria complessiva delle proposte ammesse alla valutazione, così come l'elenco delle iniziative imprenditoriali ammesse a finanziamento, sono state oggetto di decreti pubblicati dal Ministero della Cultura, come il Decreto del 18 giugno 2024 per l'assegnazione delle risorse. A seguito dell’adozione delle graduatorie, i soggetti che rientrano tra quelli ammessi ricevono, a mezzo PEC, la comunicazione di ammissione al beneficio. Il provvedimento di ammissione riporta il soggetto realizzatore, il Codice Unico di Progetto (CUP), le caratteristiche del progetto finanziato, gli investimenti e le spese di capitale circolante ammesse, nonché l’ammontare del contributo a fondo perduto massimo concesso.

Diagramma di flusso del processo di presentazione e valutazione delle domande

Erogazione dei Contributi e Monitoraggio

L'erogazione dei contributi previsti dal bando "Imprese Borghi" avviene in diverse fasi, garantendo un controllo costante sull'avanzamento dei progetti e sull'utilizzo dei fondi. Il finanziamento può essere erogato in forma di anticipazione e tramite stati di avanzamento lavori (SAL), fino al saldo finale.

Una significativa novità è stata introdotta da una Circolare del Ministero della Cultura del 20 gennaio 2025 (pubblicata da Invitalia il 10 febbraio), che chiarisce la possibilità di richiedere un primo stato avanzamento lavori (SAL) anche con una sola fattura di investimento quietanzata. Questa facilitazione consente alle imprese di ricevere non solo la quota di agevolazione relativa alla spesa sostenuta, ma anche l'intera quota di agevolazione a valere sul capitale circolante, come definita dal provvedimento di concessione. Per ottenere l'erogazione del SAL e del capitale circolante, le imprese devono includere nella richiesta uno o più documenti che attestino l'assunzione di impegni per spese e costi legati al funzionamento dell'attività imprenditoriale, come contratti di affitto a titolo oneroso o contratti per la fornitura di utenze.

L'anticipazione, nella misura massima del 10% del totale del finanziamento complessivo concesso, può essere richiesta entro 30 giorni dalla comunicazione di ammissione da parte del soggetto realizzatore, previa presentazione di idonea fideiussione bancaria o polizza assicurativa, di pari importo, irrevocabile, incondizionata ed escutibile a prima richiesta. La fideiussione deve essere rilasciata da istituti di credito o da compagnie assicurative nel rispetto del disciplinare pubblicato sul sito internet del Soggetto Gestore.

I soggetti realizzatori possono richiedere l’erogazione per stati di avanzamento, al massimo due ulteriori rispetto all’eventuale anticipazione, sulla base di fatture d’acquisto quietanzate. Tutte le richieste di erogazione del contributo devono essere trasmesse al Soggetto Gestore per via telematica, utilizzando la procedura informatica disponibile sul sito internet di Invitalia, secondo le modalità e gli schemi ivi indicati. Sono ammessi esclusivamente pagamenti effettuati in via definitiva, utilizzando un conto corrente dedicato intestato al Soggetto Realizzatore, attraverso bonifici bancari/postali, carte di debito e di credito, ricevute bancarie, assegni bancari/postali non trasferibili comprovati da microfilmatura.

In merito all’erogazione dell’ultima quota, la richiesta dovrà essere corredata, oltre che dalla documentazione prevista, anche da una relazione tecnica finale, resa dal legale rappresentante del soggetto realizzatore, sull’intervento effettuato e sui risultati conseguiti. Tale relazione deve riportare l’elenco riepilogativo dei titoli di spesa e le eventuali variazioni intervenute in sede esecutiva rispetto all’iniziativa imprenditoriale presentata. Qualora, a seguito della presentazione di una richiesta di erogazione, Invitalia necessiti di ulteriori informazioni, dati o documenti, o chiarimenti, può richiederli mediante comunicazione scritta, assegnando un termine per la loro presentazione.

Controlli e Verifiche

In ogni fase del procedimento, il Ministero della Cultura e Invitalia possono effettuare controlli e ispezioni, anche a campione, sulle iniziative imprenditoriali agevolate. Queste verifiche sono finalizzate ad accertare le condizioni per la fruizione e il mantenimento del contributo, nonché l’effettiva attuazione degli interventi finanziati. Invitalia, al fine di accertare l’operatività del progetto e l’effettività delle spese rendicontate, può svolgere sopralluoghi presso le unità locali delle iniziative finanziate, anche da remoto. La verifica include l'accertamento dell'inesistenza di procedure concorsuali a carico del beneficiario.

Fermo restando il regime contabile adottato, i soggetti realizzatori dovranno annotare e conservare tutti i documenti di spesa e riportarli negli appositi registri IVA, dei cespiti ammortizzabili, libro giornale o equivalenti per il no profit e degli inventari, rendendoli disponibili per i controlli richiesti. La trasparenza e la tracciabilità delle spese sono elementi chiave per garantire la corretta destinazione dei fondi e la conformità con gli obiettivi del bando. Questi controlli rigorosi sono essenziali per assicurare che il "Imprese Borghi" contribuisca efficacemente alla rigenerazione dei borghi, promuovendo iniziative imprenditoriali solide e sostenibili, e che i fondi del PNRR siano utilizzati in modo ottimale per il raggiungimento degli obiettivi prefissati.

Icone che rappresentano trasparenza e conformità nei processi

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