La fertilità rappresenta la capacità biologica di trasmettere la vita, un processo complesso che richiede l'integrazione di numerosi fattori biologici, ambientali e psicologici. Negli ultimi anni, il tema ha assunto un rilievo crescente anche alla luce del progressivo calo della natalità in Italia e della tendenza, sempre più diffusa, a rimandare la ricerca di una gravidanza. L’Italia è tra i Paesi in Europa dove nascono meno bambini (1,39 per donna nel 2013) e tra quelli dove l’età media delle donne al primo parto supera i 30 anni. Conoscere da cosa dipende la fertilità, infatti, consente di comprendere meglio i meccanismi che la regolano e di individuare eventuali fattori modificabili su cui intervenire.

La biologia della fertilità: ovulazione e riserva ovarica
La fertilità è la capacità biologica di concepire un figlio. Si basa sul corretto funzionamento degli apparati riproduttivi femminile e maschile e sul verificarsi di una serie di condizioni che permettono l'incontro tra ovocita e spermatozoo e la fecondazione del primo da parte del secondo. Nella donna, questo processo è strettamente connesso all'ovulazione e alla riserva ovarica.
A differenza dell'uomo, la donna nasce con un patrimonio finito di ovociti, noto come riserva ovarica, che si riduce progressivamente nel corso della vita. Oltre alla quantità, diminuisce anche la qualità degli ovociti, con un impatto diretto sulle probabilità di concepimento e sull'aumento del rischio di anomalie cromosomiche. L'età più fertile per una donna è solitamente considerata essere tra i 20 e i 35 anni. Durante questo periodo, per la donna è più probabile avere regolari cicli mestruali e ovulazioni, il che aumenta le possibilità di concepimento. Tuttavia, la fertilità inizia a declinare gradualmente dopo i 30 anni e in modo più rapido dopo i 35 anni.
Nell'uomo, la fertilità dipende dalla qualità e dalla funzionalità degli spermatozoi. A differenza della fertilità femminile che è - in assenza di problemi - un continuum dalla pubertà fino all'età avanzata, la fertilità maschile si basa su una serie di esami mirati ad analizzare la qualità del liquido seminale e il corretto funzionamento dell'apparato riproduttivo.
Identificare i giorni fertili: il ruolo del muco cervicale
I giorni fertili sono quelli in cui è più probabile che avvenga la fecondazione. La maggior parte delle donne ovula intorno al 14esimo giorno del ciclo mestruale, quindi i giorni più fertili sono quelli intorno all'ovulazione. La fase fertile del ciclo mestruale può essere studiata sia attraverso metodiche di laboratorio (determinazioni ormonali) e indagini strumentali come l'ecografia, sia mediante una stima statistica della ritmicità periodica.
Il Metodo dell'Ovulazione Billings® nasce come risposta alla domanda che, nel 1953, il Dott. John Billings si fece: "Nella natura ci deve essere una risposta al problema della regolazione della fertilità". Il metodo verte sui cambiamenti del muco cervicale durante le diverse fasi del ciclo: nella fase infertile del ciclo il muco cervicale si presenta viscoso e secco, mentre - quando entra nella fase fertile con l'ovulazione - il muco cervicale diventa liquido e umido e i suoi canali si verticalizzano in modo da facilitare il passaggio degli spermatozoi.
OVULAZIONE DAL VIVO: come avviene e come funziona (spiegazione + filmato in tempo reale).
Il collo dell'utero entra in gioco durante la fase fertile del ciclo, cioè durante la maturazione dell'oocita, ovvero quando - sotto lo stimolo degli estrogeni - il collo dell'utero si apre e fa da canale per l'entrata e il passaggio degli spermatozoi diretti verso la cavità uterina. Questo passaggio è reso possibile a seguito della produzione di una secrezione chiamata "muco cervicale", che permette agli spermatozoi di entrare, sopravvivere anche per parecchi giorni all'interno delle vie genitali femminili e risalire fino alle tube.
Le sfide dell'infertilità: cause e percorsi clinici
L'infertilità è un problema complesso e delicato; può essere femminile, maschile o di coppia quando le cause sono condivise da entrambi i partner. L'infertilità femminile è l'incapacità per una donna di avere una gravidanza dopo 12 mesi di rapporti regolari e non protetti se ha meno di 35 anni, o dopo 6 mesi se ha più di 35 anni. L'infertilità maschile, in maniera speculare a quella femminile, è l'incapacità dell'uomo di concepire dopo 12 mesi di rapporti regolari e non protetti.
Le cause di infertilità maschile sono diverse e includono disturbi endocrinologici, difetti dell'apparato uro-genitale, cause genetiche, fattori che dipendono dal sistema immunitario, infezioni uro-genitali, disfunzioni sessuali, tumori, farmaci e droghe, uno stile di vita scorretto e cause sconosciute. Per quanto riguarda la donna, tra le cause principali figurano:
- Ostruzione delle tube di Falloppio: Spesso il risultato di un'infiammazione degli annessi dell'utero. Se le tube sono ostruite, l'ovulo non riesce a raggiungere l'utero.
- Endometriosi: Una patologia caratterizzata dalla presenza di tessuto endometriale al di fuori della cavità uterina. Si verifica una reazione infiammatoria cronica con cicatrizzazione del tessuto colpito.
- Disturbi ormonali: Come l'iperandrogenismo (sovrapproduzione di ormoni maschili), la sindrome dell'ovaio policistico (PCOS) o disfunzioni dell'ipotalamo-ipofisi che alterano il rilascio di FSH e LH.
- Miomi uterini: Neoformazioni benigne. Se si trovano in una zona delicata, come sotto il rivestimento uterino o verso la cavità uterina, possono interferire con l'impianto dell'embrione.
Impatto delle patologie e stili di vita
Oltre ai fattori anatomici, lo stile di vita gioca un ruolo determinante. È importante mantenere un peso sano e seguire una dieta equilibrata che fornisca tutti i nutrienti essenziali, come proteine, carboidrati, grassi sani, vitamine e minerali. Il fumo, l'eccesso di alcol, un peso corporeo molto basso o molto alto e livelli elevati di stress possono influenzare il funzionamento dell'apparato riproduttivo.
Anche le infezioni, come la clamidia, rappresentano un rischio significativo. La caratteristica più insidiosa di questa malattia è il fatto che la maggior parte delle persone colpite non sperimenta alcun sintomo. Un'infezione da clamidia non trattata può portare a danni permanenti alle tube o all'endometrio nelle donne, e a infiammazioni croniche del tratto urinario o dei testicoli negli uomini.

Anche terapie salvavita, come la chemioterapia o la radioterapia, possono ridurre le probabilità di avere un figlio in maniera naturale. In questi casi, è possibile valutare la crioconservazione di ovuli o sperma presso centri specializzati, consentendo di conservare cellule e tessuti per lunghi periodi a -196°C in azoto liquido per un utilizzo futuro.
Informazione, prevenzione e il ruolo della salute riproduttiva
Nella tutela della salute riproduttiva, un ruolo determinante è svolto dalla prevenzione. Tuttavia, indagini ministeriali hanno evidenziato una preoccupante lacuna informativa tra i giovani. Dalle risposte emerse, si denota una scarsa conoscenza delle tematiche legate alla salute sessuale e riproduttiva, con una consapevolezza limitata - solo il 5% del campione - riguardo alla riduzione delle capacità biologiche dopo i 30 anni.
Spesso, i giovani si rivolgono al web per ricercare pareri o diagnosi. "Dottor Google" è un punto di riferimento, ma la pretesa credibilità deve essere ridimensionata: cercare di capire, osservando, leggendo e informandosi è solo di ausilio a un confronto aperto con un medico. Sia gli adolescenti che i giovani ritengono debba essere la scuola il miglior canale di diffusione per tali tematiche.
La fertilità con i problemi correlati fa parte di un argomento più ampio che comprende la salute sessuale e riproduttiva come diritto per tutti, come sancito dall'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), definita come uno stato di benessere fisico, emotivo, mentale e sociale inerente alla sfera sessuale e riproduttiva delle persone. Per molte coppie che desiderano un bambino, il percorso inizia proprio dalla consapevolezza di questa condizione biologica: la valutazione della fertilità è semplice, non invasiva e può offrire indicazioni preziose ben prima che sorgano difficoltà, permettendo di pianificare il futuro con maggiore serenità e basi scientifiche solide.
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