Guida completa alla determinazione del sesso del nascituro: tra miti, scienza e biologia

La notizia di una gravidanza porta con sé un’onda di emozioni e, quasi immediatamente, una domanda universale che risuona tra genitori, amici e parenti: «Sarà maschio o femmina?». Questa curiosità, intrinseca alla natura umana, ha alimentato nel corso dei secoli una miriade di teorie, leggende e metodi, spesso privi di basi scientifiche, ma incredibilmente popolari. Sebbene oggi la scienza offra risposte certe, il desiderio di "sbirciare" il futuro rimane un rito di passaggio che accompagna gran parte dei nove mesi di attesa. In questo contesto, è fondamentale ricordare che, al di là di ogni preferenza personale, il benessere del bambino resta l'unico aspetto veramente imprescindibile.

illustrazione stilizzata che rappresenta l'attesa di una coppia di genitori con punti interrogativi color rosa e azzurro attorno al pancione

La biologia della determinazione sessuale

Rassegnatevi: potete metterci tutto l’impegno che volete, ma non dipende da voi. Il sesso del bambino dipende dell’uomo. Ed è una questione genetica. L’ovocita della mamma contiene sempre un cromosoma X (femminile). Lo spermatozoo invece può contenere o un cromosoma femminile (X) oppure uno maschile (Y). Se sarà maschio o femmina quindi sarà determinato dallo spermatozoo che riesce ad arrivare all’ovocita: il fiocco sarà rosa se ha il cromosoma femminile (quindi XX), azzurro se ha il cromosoma maschile (XY). Solo uno spermatozoo può perforare la capsula dell'ovulo, entrare nel suo nucleo e mescolare i propri cromosomi a quelli della cellula uovo, che sono sempre di tipo X. Il concepimento avviene quindi nella tuba nel momento in cui i cromosomi del papà e della mamma si fondono.

Durante l’ejaculazione, fino a 200 milioni di spermatozoi misti, con geni X e Y, vengono depositati nella vagina. Dalla vagina gli spermatozoi partono, spinti dal loro flagello che si dimena come un’elica, passando attraverso il canale cervicale, superando l’utero e raggiungendo infine le tube dove potranno finalmente incontrare l’ovocita. Lo spermatozoo Y è più piccolo e più veloce di quello X, ma è meno vitale, per cui rimane vivo e fecondante per un periodo di tempo più limitato.

Il metodo Shettles e la dinamica degli spermatozoi

Anche se abbiamo detto che avere un maschio o una femmina è questione di cromosomi, negli anni, qualcuno ha provato ad ipotizzare alcune teorie su questo argomento. Una di questa è il cosiddetto “metodo Shettles”, che prende il nome dal medico che l’ha inventata tra gli anni ’60 e ’70. Secondo Shettles, gli spermatozoi che contengono cromosomi maschili sono più veloci, ma meno resistenti nel tempo. Al contrario, quelli femminili sono più lenti, ma sopravvivono più a lungo nell’ambiente vaginale.

Da ciò deriva che, per favorire il concepimento di un maschio, si dovrebbero avere rapporti in concomitanza con l’ovulazione, in modo che gli spermatozoi raggiungano subito l’obiettivo. Per tentare di avere una femmina, invece, i rapporti dovrebbero avvenire qualche giorno prima del picco ovulatorio, sfruttando la resistenza degli spermatozoi contenenti il cromosoma femminile. Si capisce che, per questo metodo, è fondamentale calcolare l’ovulazione per avere rapporti nei giorni più fertili. Per la teoria di Shettles, per concepire un maschio andrebbe preferita una penetrazione profonda, al contrario per una femmina. Il metodo Shettles vanta un’efficacia del 75%, con una percentuale leggermente inferiore nelle femmine rispetto ai maschi. In realtà molti esperti di infertilità sollevano dubbi sul valore della selezione naturale del sesso basata su questo metodo.

L'incontro 'scintillante' tra spermatozoo e ovulo

Credenze popolari e tradizioni

Passiamo in rassegna alcuni dei sistemi “casalinghi” che dovrebbero predire il sesso del bambino. Sottolineiamo che non si tratta di metodi scientifici, ma più che altro sono frutto della tradizione popolare trasmessa negli anni (se non addirittura nei secoli).

  • Il pendolino: Ponendo un peso ad una collana (ad esempio, la fede nuziale o un ciondolo), se si mette sopra la pancia inizierà a muoversi: se i movimenti sono circolari allora sarà una femmina, se il pendolino va avanti e indietro arriva il maschietto.
  • Nausee mattutine: Soffrite di nausea molto forte al mattino? Potrebbe essere femmina. Una gravidanza senza questo disturbo invece sarebbe collegata al sesso maschile.
  • Preferenze alimentari: Secondo questa “teoria”, l’attesa di un maschio o di una femmina cambierebbe anche i gusti. Nel primo caso, si avrebbe più voglia di cibi salati, mentre nel secondo si è più alla ricerca di cose dolci.
  • Forma della pancia: Questa è davvero una delle più classiche credenze popolari. Le mamme che aspettano maschi avrebbero la pancia a punta, mentre in caso di femmina la forma sarebbe decisamente più tonda (fianchi inclusi).
  • Aspetto della pelle: Il vostro viso è luminoso, liscio, roseo? C’è un maschietto dentro di voi. Siete piene di brufoli, punti neri e la pelle è spenta e opaca? Cominciate a preparare gonnelline, leggins e scarpette colorate!
  • Pulsazioni fetali: Stando a questa ipotesi, i feti maschi avrebbero una frequenza cardiaca superiore ai 140 battiti al minuto. Le femminucce invece sarebbero al di sotto di questa media.
  • Test del bicarbonato: Si esegue mescolando questa sostanza con un po’ di urina della donna incinta. Se come reazione si crea molta schiuma, potrebbe trattarsi di un maschio. Viceversa invece sarebbe femminuccia.
  • Calendari (Cinese, Maya e Lunare): Il calendario cinese e quello Maya incrociano l'età della mamma al momento del concepimento e il mese dello stesso per fornire un responso. Allo stesso modo, il calendario lunare suggerisce che il concepimento in fase di luna piena o crescente favorisca le femmine, mentre la luna nuova o calante favorirebbe i maschi. Ovviamente si tratta di calcoli probabilistici privi di fondamento reale.

La Nub Theory e il metodo Ramzi

La Nub Theory ha una valenza scientifica un po’ maggiore rispetto alle altre perché si basa sulle ecografie e su una osservazione ben precisa del feto. Secondo questa teoria, il sesso sarebbe rilevabile già alla 12esima settimana. È necessario un ecografista esperto capace di analizzare l’angolo lombosacrale e l’angolo cutaneo del feto. Il sesso dovrebbe essere maschile se l’angolo lombosacrale è maggiore o uguale a 30° e l’angolo cutaneo maggiore o uguale a 40°, femminile se le misurazioni sono inferiori.

Il metodo Ramzi propone invece di osservare la posizione della placenta nell'utero già dopo sei settimane. Se è sul lato destro, nel pancione c’è un bel maschietto, se è a sinistra invece sarà una bimba. Tuttavia, sono state condotte ricerche successive che hanno smentito la relazione tra la posizione della placenta e il sesso del feto.

diagramma che illustra la Nub Theory, mostrando le differenze angolari tra feto maschio e femmina durante un'ecografia

Come conoscere il sesso con certezza

Indipendentemente dai tanti falsi miti che ruotano attorno al sesso del nascituro, ci sono alcuni metodi che non fanno previsioni astratte, ma sono davvero in grado di dire più o meno con certezza cosa si aspetta.

  • Ecografia morfologica: È l’esame che dà il responso con attendibilità maggiore nel secondo trimestre. Non è esente da margini di errore, dovuti spesso alla posizione del feto. Durante l'esame si analizza la zona dei genitali: nel maschio si riscontra una struttura conica con due palline nella parte bassa, mentre nella femmina la visione è diversa, pur potendo incorrere in scambi (il clitoride può talvolta apparire prominente).
  • Villocentesi e amniocentesi: Entrambe le tecniche di diagnosi prenatale dicono con sicurezza se arriva un fiocco rosa o azzurro, poiché analizzano il DNA fetale.
  • Test del DNA fetale (NIPT): Attraverso un semplice prelievo di sangue materno tra la 10ª e la 13ª settimana, questa analisi fornisce informazioni genetiche e permette di determinare il sesso con elevata precisione.

Considerazioni etiche e il quadro legale

La fecondazione assistita (FIVET o ICSI) permette teoricamente di selezionare il sesso tramite la diagnosi preimpianto, ma in Italia, la legge 40/2004 vieta la selezione del sesso del bambino per motivi non terapeutici, in quanto considerata una forma di discriminazione e di violazione della dignità umana. Queste procedure sono riservate esclusivamente a coppie che sono a rischio di trasmettere malattie genetiche legate al sesso, come l’emofilia o la distrofia muscolare.

È importante riflettere sul fatto che la ricerca di un "metodo" naturale, sebbene diffusa, si scontra spesso con variabili ambientali, metaboliche e biologiche complesse che regolano il rapporto numerico tra maschi e femmine alla nascita (la cosiddetta sex ratio). Studi storici e demografici indicano che fattori come l'età dei genitori, lo stress ambientale o le condizioni nutrizionali possono influenzare sottilmente le probabilità, ma nulla garantisce il controllo assoluto che la moderna tecnologia di laboratorio, puramente in ambito clinico e terapeutico, potrebbe tecnicamente offrire.

Infine, occorre guardarsi dagli stereotipi culturali. Alcuni studi hanno evidenziato che la maggioranza delle coppie preferirebbe avere figli maschi; l'esistenza di tali pregiudizi rischia di alimentare un divario inaccettabile tra i sessi. La tecnologia deve rimanere uno strumento per garantire la salute della prole e il coronamento del desiderio genitoriale, evitando di trasformare la nascita di un bambino in una scelta basata su mere preferenze estetiche o sociali.

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