Quando una coppia inizia a cercare di concepire si aspetta che la gravidanza avvenga rapidamente. Questo desiderio, tanto naturale quanto profondo, porta con sé aspettative e speranze che, se disattese, possono trasformarsi in una ferita difficile da rimarginare. "Non rimango incinta!" è un grido che racchiude un disagio spesso acuito da una società, come la nostra, in cui si viene valutati, in un certo senso, in base alla produttività. Oltre a questo peso, molte coppie devono sopportare le pressioni della famiglia, degli amici, dei colleghi che, più o meno volutamente e velatamente, trasmettono il loro malcelato pietismo per chi è senza figli. Così il matrimonio diventa, in alcuni casi, il capro espiatorio, e il rischio di rottura è alto, ma quello che non uccide rende più forti.
La sofferenza è palpabile in chi vive questa esperienza. Prendiamo ad esempio il caso di Sara, che non riesce ad avere un figlio. Lei ha spesso la sensazione di essere circondata da persone che hanno una gravidanza senza difficoltà. Amiche, colleghe di lavoro, vicine di casa, tutte prima o poi annunciano la gravidanza e arrivano con il pancione. Per chi, come Sara, un figlio non riesce ad averlo nonostante innumerevoli tentativi e fallimenti alle spalle, ogni annuncio, ogni pancione è una coltellata al cuore. Dietro quel sorriso, ostentato senza nemmeno tanta convinzione, c’è tantissima sofferenza, e c’è anche un forte senso di colpa in tutto ciò. "La mia migliore amica è incinta!" è una frase che, sebbene pronunciata da qualcun’altra che racconta come si fa a rimanere incinta, non significa che sia meno doloroso sapere della loro gravidanza, anzi. Incattivirsi, in risposta a condizioni inaccettabili, è una reazione molto comune e istintiva. È facile essere felice se la tua amica ha una promozione in ufficio, ma in questo caso bisogna accettare il fatto che una persona non sia in grado di comprendere pienamente i tuoi sentimenti.

I Primi Passi: Non Saltare a Conclusioni Affrettate
Di fronte alla frase "NON RIMANGO INCINTA", il primo passo è certamente quello di non saltare a conclusioni affrettate. Potrebbe trattarsi di una difficoltà temporanea a rimanere incinta e, non necessariamente, della presenza di cause di natura patologica. Un dato certo è che la donna, di età compresa tra i 20 e i 35 anni, non incontra particolari problemi a concepire il proprio figlio. Mediamente, il 50% delle coppie in buone condizioni di salute riesce a concepire dopo 4/5 mesi dal primo tentativo.
L'Importanza della Tempistica e il Periodo Fertile
Uno dei fattori più comuni, responsabili del mancato concepimento, è la scelta dei momenti, o meglio dei giorni, in cui si decide di avere rapporti sessuali. Circa metà delle coppie non conosce quali sono i giorni più fertili. Potrebbe essere una delle cause della mancata gravidanza, certo. Molto spesso si sbaglia la scelta dei giorni dei rapporti.
È possibile calcolare i giorni più fertili per ricavare così il periodo di ovulazione. La fase di ovulazione, cioè il periodo più fertile, ha una durata di circa 24 ore. Il periodo in cui è possibile restare incinta, però è più ampio perché gli spermatozoi vivono circa 72-96 ore all’interno delle vie genitali femminili. Di conseguenza, è possibile restare incinte per un periodo di circa cinque giorni al mese. I giorni più fertili sono quelli subito prima dell’ovulazione e il giorno stesso in cui l’ovulo scende nella tuba. Tra le prime cose da fare, per cercare di rimanere incinta subito, vi è sicuramente calcolare i giorni più fertili. Inserendo il primo giorno dell’ultima mestruazione e la durata media del ciclo mestruale, si può sapere qual è il proprio periodo fertile e come la probabilità si distribuisca tra i giorni della finestra fertile.
Calcolare l'ovulazione: Il miglior momento per restare incinta
Quando Preoccuparsi e Cercare Aiuto Medico
"Dr.ssa non rimango incinta, ci provo da mesi e mesi." Questa è una frase che apre la porta a un problema più diffuso di quanto si pensi. L’infertilità, oggi, è una condizione che richiede attenzione e un approccio specialistico. Non riuscire a rimanere incinta nei giorni fertili è una problematica che affligge molte donne, e che naturalmente provoca frustrazione e confusione nella coppia alla ricerca di un bambino.
La domanda che molte coppie dovrebbero porsi davanti a questa realtà è: Quanto tempo deve passare prima di preoccuparci e cosa dobbiamo fare? Un aspetto molto importante nella ricerca della gravidanza è sapere riconoscere i giorni fertili. Alcune donne non conoscono bene il proprio ciclo mestruale o non sanno quando stanno ovulando. Per questo motivo è fondamentale conoscere il periodo di ovulazione. L’ovulazione avviene circa 13-15 giorni prima dell’inizio di ogni ciclo mestruale. Come il ciclo stesso, anche il momento dell’ovulazione può variare da un mese all’altro e, in alcuni casi, potrebbe non verificarsi affatto. Sebbene il processo ovulatorio duri solo due o tre giorni, avere rapporti sessuali prima di quel periodo può portare al concepimento.
Un’altra domanda che ci si pone quando non si riesce a rimanere incinta è: Quando è il momento giusto per cercare aiuto medico? Si tende a chiedersi se sia meglio fissare subito un appuntamento o aspettare ancora un po’. In questo caso la risposta è molto chiara: dipende dall’età della donna. Gli specialisti di IVF-Life consigliano di consultare un medico della fertilità dopo un anno di rapporti non protetti durante i giorni fertili se la donna ha tra i 30 e i 35 anni.
La medicina definisce la sterilità (o infertilità, termini spesso usati come sinonimi in Italia, a differenza del mondo anglosassone dove indicano condizioni leggermente diverse: difficoltà a concepire vs. difficoltà a portare a termine una gravidanza) come la mancanza di concepimento dopo 12 mesi di rapporti sessuali non protetti. Su grandi numeri e per fasce allargate di età della donna, dopo 12 mesi di rapporti non protetti l’84% delle coppie ha raggiunto l’obiettivo di una gravidanza. Perciò, dopo 12 mesi di ‘tentativi’, la prevalenza della sterilità di coppia è del 16%. Ma se non si interviene in alcun modo, nel corso del secondo anno di esposizione al rischio circa la metà delle coppie che non avevano concepito nel corso del primo anno, raggiungono l’obiettivo di una gravidanza. Perciò, dopo 24 mesi di ‘tentativi’ la prevalenza della sterilità di coppia è scesa all’8%.

A questa domanda su quando intervenire dobbiamo dare una risposta modulata tenendo conto sia dell’età della donna che della presenza/assenza di fattori di rischio. Per la donna, questi includono anomalie mestruali o/e del peso, storia familiare positiva per menopausa precoce, malattie ginecologiche come fibromi uterini. Per l’uomo, si considera un’anamnesi andrologica positiva, come criptorchidismo, varicocele, infezioni o traumi genitali. Se la donna ha meno di 35 anni e mancano, nella coppia, fattori di rischio, si dovrebbe rimandare l’inizio degli accertamenti al compimento dei 12 mesi di tentativi non riusciti. Ma se la donna ha più di 35 anni, o/e esistono fattori di rischio, maschili o/e femminili, gli accertamenti devono iniziare quanto prima. Intanto questa coppia dovrebbe iniziare gli accertamenti diagnostici subito, cioè al momento che si presenta per una consulenza per infertilità, e anche nel caso in cui la ricerca del figlio sia iniziata da pochi mesi. In Medicina prima si fa la diagnosi e poi si fa la terapia.
Il ruolo dello specialista è cruciale: chi si occupa d’infertilità di coppia, quindi, non è un ‘distributore di tecniche di PMA’ ma è uno specialista in grado di poter gestire a 360 gradi la fertilità della coppia, della donna ma anche dell’uomo. Certamente la coppia deve essere incoraggiata e sostenuta durante tutto l’iter della fase diagnostica. È importante ricordare che una donna di 35 anni ha una gravidanza naturale nell’85% dei casi, e a 40 anni la percentuale è ancora accettabile (67%). L'orologio biologico femminile non arresta la sua corsa, agire subito è la chiave!
Le Cause del Mancato Concepimento: Un Panorama Complesso
Le cause di una infertilità di coppia possono essere maschili o femminili. Secondo i dati del Registro Nazionale Italiano della PMA (procreazione medicalmente assistita) circa 1/3 dei casi di sterilità sono da causa maschile, un altro 1/3 da causa femminile mentre in un 15% di casi coesistono fattori sia maschili che femminili. Infine, alcune volte gli accertamenti sono negativi: l’uomo ha uno spermiogramma regolare, la donna è giovane, ovula, ha l’utero regolare e le tube aperte, non ha endometriosi.
Fattori Femminili Specifici
Possono esistere molte ragioni per le quali le donne non riescono ad avere figli durante il primo anno nel quale provano a restare incinta. Oltre all'età, ci sono molti altri fattori che impediscono la gravidanza.
L'Età della Donna
L’età è il fattore che più influenza la fertilità. La giustificazione risiede nell’influenza che ha il fattore età della donna nella efficienza dei programmi di procreazione medicalmente assistita (PMA). I ritmi e le abitudini di oggi spingono sempre più coppie a cercare il primo figlio dopo i 35 anni. Oggi è frequente sentir parlare di difficoltà di concepimento. L’ostacolo principale alla fertilità della coppia è certamente rappresentato dall’età della donna. In relazione ai nuovi scenari socio-culturali che si sono venuti a creare nei paesi occidentali, la tendenza che si è consolidata negli ultimi decenni è quella di ritardare il momento in cui la coppia programma la ricerca di un figlio: questo si scontra con il declino della fertilità naturale della donna, che è età-dipendente. Dopo i 35 anni, le difficoltà aumentano a causa della riduzione della riserva ovarica e della qualità degli ovociti. Circa il 10% delle donne già attorno ai 30-32 anni presenta segni di invecchiamento ovarico precoce, il quale oltre a limitare la fertilità naturale è anche in grado di limitare le possibilità di gravidanza impiegando tecnologie riproduttive.
Problemi alle Tube di Falloppio
Le tube di Falloppio di alcune donne sono molto strette o bloccate completamente. In tali casi, una gravidanza naturale potrebbe essere difficoltosa dato che l’ovulo rischia di morire all’interno delle tube di Falloppio oppure non riesce a muoversi verso la parte bassa delle stesse e quindi sparisce nella cavità addominale. Inoltre, per gli spermatozoi è difficile “nuotare” all’interno di tube di Falloppio strette oppure completamente bloccate. L’ovocita, espulso dal follicolo ovarico con l’ovulazione, inizia un percorso all’interno della tuba di Falloppio, sede dell’incontro con uno spermatozoo. L’ovocita fecondato attraversa la tuba per alcuni giorni prima di impiantarsi in utero. Quando le tube sono ostruite o danneggiate, tutto questo processo non può avvenire e dunque la gravidanza non può instaurarsi. Cosa fare: indagare la pervietà tubarica.
Problemi di Ovulazione e Squilibri Ormonali
L’ovulazione irregolare o assente è normalmente causata da problemi ormonali come la sindrome dell'ovaio policistico (PCOS), la menopausa precoce, elevati livelli di prolattina o livelli bassi di ormoni FSH e LH. Spesso, le donne che hanno problemi con lo sviluppo dell’ovulo o con l’ovulazione possono essere aiutate attraverso l’assunzione di farmaci. La sindrome dell'ovaio policistico è una condizione in cui la donna presenta livelli molto elevati di ormoni (androgeni), che rendono difficile per le ovaie rilasciare ovuli maturi. Questa patologia può essere diagnosticata con una semplice ecografia durante un controllo annuale di routine. Una delle problematiche che più comunemente si rilevano nelle donne che non riescono a rimanere incinta è l’irregolarità mestruale: i problemi ormonali possono influire sul ciclo mestruale ed un ciclo irregolare rende complicato individuare il periodo fertile, cruciale per il concepimento mirato. Cosa fare: consultare un ginecologo ed un endocrinologo sono le prime cose da fare.
Qualità degli Ovociti e Anomalie Uterine
La scarsa qualità degli ovociti è spesso correlata all'età e si manifesta dopo i 35 anni, ma può verificarsi anche in donne giovani con un'anomalia o un farmaco che influisce negativamente sugli ovociti. Le pazienti con bassa qualità ovocitaria hanno una maggiore probabilità di anomalie genetiche strutturali. L’endometrio gioca un ruolo cruciale nel processo di impianto dell’embrione. L’endometriosi è una delle principali cause che potrebbero rispondere alla domanda Perché non riesco a rimanere incinta?. Si verifica quando il tessuto endometriale cresce al di fuori dell’utero, ostacolando lo sviluppo normale della gravidanza. Alcune pazienti chiedono: se ho già un figlio, perché non posso rimanere incinta? Cosa fare: presso il Centro San Carlo di Torino è possibile diagnosticare eventuali malformazioni uterine mediante approfondita ecografia transvaginale 2-3-4D, sonoisterografia ed eventualmente isteroscopia diagnostica indolore. Particolarmente rilevante, anche per gli aspetti legati alla qualità della vita della donna, è la presenza di una malattia endometriosica.

Infezioni Vaginali e Salute Riproduttiva
La presenza di infezioni vaginali è, di per sé, molto diffusa tanto da essere diagnosticata a oltre il 25% delle donne che si sottopongono a una visita. Eubiosi vaginale, candida, vaginiti micotiche ed aerobiche, vaginosi, infezioni vaginali, malattie sessualmente trasmissibili, ulcere genitali, disbiosi, infertilità, irritazioni intime e bruciore, irritazioni intime e perdite, irritazioni intime e prurito sono problematiche che differiscono tra loro in modo netto per eziologia, diagnosi e trattamento ma che in ogni caso possono inficiare i tentativi di concepimento: ecco perché è fondamentale il consulto con uno specialista che, attraverso il test VPT del laboratorio Biomolecular Diagnostic, riuscirà a individuare la tipologia e l’origine del disturbo, intervenendo nel modo più rapido e preciso. Il test VPT, attraverso un unico tampone vaginale, permette di identificare 21 diversi microrganismi ed è l’unico test in commercio a identificare e quantificare singolarmente i 4 Lactobacilli più rilevanti nel determinare lo stato di salute della donna.
Fattori Maschili
La sterilità da causa maschile comprende tutti quei casi in cui si ha una riduzione, più o meno accentuata, del numero o/e della motilità o/e della morfologia degli spermatozoi. Se emergono delle problematiche nel numero, nella motilità e/o nella morfologia degli spermatozoi, si passa ad ulteriori indagini con approfondimenti specialistici (visita urologica, ecografia testicolare, flussimetria doppler) ed esami ematochimici, ormonali e genetici, alla ricerca di fattori che possano spiegare l’infertilità maschile.
Calcolare l'ovulazione: Il miglior momento per restare incinta
Fattori di Stile di Vita e Ambientali Comuni a Entrambi i Partner
I rapporti tra fertilità e stile di vita sono indubbiamente molto stretti. Pur mancando studi randomizzati controllati, i numerosi studi di coorte ed osservazionali non controllati fatti fino ad oggi in tutto il mondo, hanno indotto le principali società scientifiche della Medicina della Riproduzione (l’Inglese NICE e l’Americana ASRM) a pubblicare delle raccomandazioni al riguardo.
Peso Corporeo e Alimentazione
In prima fila c’è la massa corporea. In Medicina c’è un indice di massa corporea molto utilizzato che è il BMI (Body Mass Index, dato dalla divisione tra peso in Kg e quadrato dell’altezza in metri). Il BMI ottimale è tra 20 e 25 ma esiste un certo ‘margine di tolleranza’. Certamente si hanno effetti sulla fertilità, e sulla salute in genere, quando il BMI è uguale o inferiore a 18, oppure è superiore a 30 (=obesità). In questi casi nella donna si assiste ad un incremento dell’infertilità da mancanza di ovulazione, la gravidanza quando comunque insorta è decisamente più problematica ed esistono problemi rilevanti anche per il concepito (di salute e psicologici). Un indice di massa corporea (BMI) superiore a 30 può ridurre la fertilità della donna e spesso causa problemi durante la gravidanza e il parto. Un’obesità grave può causare uno squilibrio degli ormoni femminili. Simile anche se meno appariscente è l’effetto del peso sulla fertilità dell’uomo. Non dovrebbe succedere, ma succede tutti i giorni, che uno o entrambi i componenti della coppia infertile presentino problemi rilevanti relativi alla massa corporea, senza che nessuno, prima, abbia enfatizzato sui problemi, di salute e riproduttivi, che questo comporta.
Lo stile alimentare, il peso corporeo, l’esercizio fisico e l’uso di sostanze come alcol, tabacco e droghe possono influire sulla fertilità. Il sovrappeso o l’obesità, ad esempio, sono stati collegati a problemi di ovulazione. Cosa fare: mantenere un peso corporeo sano, seguire una dieta equilibrata e fare regolare attività fisica può migliorare la fertilità. Un’alimentazione controllata e ricca di antiossidanti migliora la qualità degli spermatozoi e degli ovociti e contribuisce a proteggere la fertilità. L’ideale è seguire la dieta mediterranea.
Stress e Salute Mentale
Come è noto, lo stress può influenzare negativamente la fertilità sia nell’uomo che nella donna. Inoltre, l’ansia del non riuscire a concepire può creare un circolo vizioso che peggiora la situazione. Cosa fare: prendersi cura della propria salute mentale è fondamentale. Genera sentimenti positivi sia che si tratti di narrativa sia che si tratti di saggistica, classici o romanzi contemporanei. Ciò che conta è, dunque, come reagiamo. Molte volte queste problematiche vengono, comprensibilmente, tenute riservate anche agli stessi familiari.
Attività Fisica e Abitudini Dannose
Camminare, regolarmente e, preferibilmente nelle prime ore del mattino, migliora la fertilità. Ritagliare un’ora al giorno non serve esagerare. Non meno rilevanti i danni alla fertilità legati al fumo di sigaretta, all’uso di droghe, all’abuso di alcool e all’eccesso di attività fisica (più di 7 ore/settimana). Fumare più di 10-15 sigarette al giorno può ridurre la capacità di concepimento di una donna. È anche importante evitare fumo e consumo eccessivo di alcol, che sono dannosi per entrambi i partner.
Ambiente di Lavoro
Studiati da poco, ed ancora poco chiari, sono i rapporti tra ambiente di lavoro e fertilità.
Le Soluzioni e il Supporto della Medicina della Riproduzione
La difficoltà a concepire può essere frustrante e dolorosa, ma è importante ricordare che le cause sono molteplici e che esistono diverse opzioni per affrontarle. La diagnosi precoce è fondamentale ed il supporto medico, insieme ad un cambiamento dello stile di vita e ad un’adeguata gestione dello stress, può fare una grande differenza.
Presso il Centro Clinico San Carlo di Torino, dopo una attenta analisi del quadro clinico, si passa alla valutazione ormonale ed ecografica e si imposta un iter terapeutico personalizzato che si avvale di una sinergia di medicina accademica, medicina naturale e percorso nutrizionale. Vitanova assiste le coppie e le donne che affrontano problematiche con il concepimento e che cercano aiuto per creare una famiglia. Stai cercando una gravidanza da mesi ma il test di gravidanza è sempre negativo? Non sei sola! La Medicina della Riproduzione è al tuo fianco, per bypassare gli ostacoli che impediscono il coronamento di un sogno. Il Centro Clinico San Carlo di Torino lavora da oltre un quarto di secolo proprio per questo! Citiamo le parole di una cara paziente che ha potuto finalmente stringere tra le braccia la sua bambina, nonostante la situazione di partenza fosse estremamente complessa: “Ci avevano detto 'impossibile'".

Nel corso del progetto di prevenzione “Fertility Pills”, che si tiene, ogni anno, per tre mesi all’anno, viene ascoltata la storia clinica di ogni coppia per tracciare, in un primo inquadramento, il profilo e le condizioni di salute riproduttiva.
La Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) e Ovodonazione
Se, per varie ragioni, è stato necessario rimandare il progetto di una gravidanza e l’età riproduttiva della donna non consente di raggiungere l’obiettivo con i propri ovociti, la medicina della riproduzione interviene offrendo la possibilità di una fecondazione eterologa con ovodonazione.
L’efficienza della fecondazione assistita è decisamente più bassa rispetto a quella della fertilità naturale: la fertilità naturale della donna di 25 anni è 95%, quella determinata dalla FIVET, per la stessa donna non supera il 30-35%; la fertilità naturale di una donna di 40 anni è 67%, quella data da FIVET non supera il 20%. La probabilità di una gravidanza è tanto maggiore quanto più giovane è la donna, anche se la coppia ha una sterilità da fattore maschile severo (che quindi non sia risultato curabile in alcun modo) tale per cui sia indicata la fecondazione assistita.
L'Evoluzione della Fertilità nella Società Moderna
A trent’anni è raro che qualche donna si ponga il problema della maternità. Si è nel pieno della ricerca di un’identità lavorativa, professionale, sentimentale. Poche persone si chiedono se potranno mai avere figli. Se saranno fertili o meno. Ecco che una volta stabilizzata la propria vita, si passa a desiderare un compagno, poi una famiglia. Si programma il futuro dicendo “Avrò un figlio”, “Ne voglio almeno due” pensando di avere il potere di decidere. E proprio in questo momento che non potendo sfuggire allo stress e alle preoccupazioni, dobbiamo gestirlo.
Paradossalmente, gli studi epidemiologici pubblicati finora mostrano che, in realtà, negli ultimi decenni la fertilità sia della donna che dell’uomo è aumentata per fascia di età. Questo è stato osservato sia negli Stati Uniti che nel Regno Unito che in Svezia. Mancano studi relativi al nostro paese, ma è probabile che la situazione sia identica. Ciò sembra legato all’introduzione di una cultura sessuale che ha portato ad una riduzione nell’incidenza delle malattie sessualmente trasmesse e perciò ad una riduzione delle cause ostruttive di sterilità, sia nella donna che nell’uomo. Tale componente, evidentemente, è stata più pesante e determinante rispetto ad altre componenti (stile di vita, inquinamento ambientale) che indubbiamente contribuiscono ad una riduzione di fertilità. Questo vale per “fasce di età”: cioè, questo è vero se confrontiamo la fertilità di un gruppo sufficientemente grande di donne che hanno la stessa fascia di età (supponiamo, 25-30 anni).
Calcolare l'ovulazione: Il miglior momento per restare incinta
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