La decisione di avere un figlio viene spesso rimandata per una serie di motivi, tra cui la carriera, la stabilità finanziaria o la ricerca del momento giusto. Questa preoccupazione porta molte donne a interrogarsi sull’età e sulla fertilità femminile: fino a quale età è sicuro concepire, sia per la propria salute che per quella del bambino. Questo è un aspetto fondamentale da considerare quando si pianifica di creare una famiglia. Molte persone hanno il loro primo figlio più tardi nella vita rispetto alle generazioni precedenti. Negli Stati Uniti, l'età media in cui una donna ha il suo primo figlio è di 26 anni, ben cinque anni in più rispetto ai 21 anni del 1972. Una percentuale crescente di donne sceglie di aspettare i 30 anni per avere figli. Questa scelta è influenzata da fattori come carriere impegnative, periodi più lunghi trascorsi all'università o alla scuola di specializzazione, o il matrimonio in età avanzata.
Tuttavia, è essenziale comprendere la cronologia della propria fertilità, poiché la fertilità sia maschile sia femminile risente dei normali processi di invecchiamento dell’organismo e diminuisce all’avanzare dell’età. Sebbene la gravidanza sia un viaggio emozionante, è naturale chiedersi quanto tempo ci vorrà per rimanere incinta, specialmente dopo i 35 anni. La buona notizia è che è possibile concepire se si ha più di 35 e 40 anni e avere un bambino sano, sebbene potrebbe non accadere in fretta e con facilità come quando si avevano meno di 30 anni. Il presente articolo mira a fornire una guida completa sui consigli e la fertilità per rimanere incinta dopo i 30 anni, esplorando i cambiamenti biologici, i metodi per identificare il periodo fertile, le cause di infertilità, l'influenza dello stile di vita, le opzioni diagnostiche e terapeutiche, e i rischi associati, sempre con l'obiettivo di informare senza generare ansia.
La Fertilità Femminile e il Fattore Età: Cosa Cambia?
Con il termine fertilità in ambito medico si indica la capacità biofisiologica della donna e dell'uomo di avere figli, una sorta di attitudine a concepire il cui contrario è espresso dal termine sterilità. La fertilità di una donna è la capacità di concepire, cioè di far incontrare un ovulo maturo con uno spermatozoo e dare inizio a una gravidanza. Ogni donna nasce con un patrimonio finito di ovuli. Se si ricorda di aver studiato la riproduzione al liceo, durante le lezioni di biologia, si potrebbe ricordare che le donne nascono con tutti i loro ovuli. A differenza degli uomini che producono spermatozoi ininterrottamente per tutta la vita, le donne non producono nuovi ovuli nel tempo. Pertanto, la quantità e la qualità degli ovuli di una persona iniziano a diminuire con l'avanzare dell'età, a partire dalla giovane età.
Alla nascita, una donna possiede circa 1-2 milioni di ovuli, che diventano 300-400 mila alla pubertà. All'età di 30 anni, rimangono solo circa 100.000 ovuli. Ogni mese, durante il periodo fertile, le ovaie rilasciano un ovocita pronto a essere fecondato. Se non si concepisce durante quel ciclo, l'ovulo va perso e non viene sostituito. In media, la massima fertilità femminile si colloca tra i 20 e i 30 anni. In questo periodo, la qualità e la quantità degli ovuli sono ottimali e le probabilità di concepimento per ciclo possono raggiungere il 25-30%. Quando si hanno meno di 30 anni, le possibilità di concepire sono maggiori, con la probabilità di quasi il 20% di rimanere incinta in un unico ciclo mestruale. Una donna media di 30 anni senza patologie riproduttive preesistenti ha circa il 20% di probabilità di rimanere incinta ogni mese. Ciò significa che su 100 donne fertili di 30 anni che cercano una gravidanza, circa 20 riusciranno ad avere successo in ogni ciclo senza l’aiuto della riproduzione assistita.
Dopo i 32 anni circa, tuttavia, la fertilità femminile inizia a diminuire gradualmente, anche se il calo diventa più marcato dopo i 37 anni, con una riduzione della riserva ovarica, ovvero il numero di ovuli disponibili. La fertilità femminile cambia con l’avanzare dell’età, dato che nel tempo diminuisce il numero di follicoli, le strutture che contengono gli ovuli. Per questo motivo, se a 13 anni si ha una riserva media di 180.000 ovuli, a 35 anni questa quantità scende fino a 16.000. Insieme alla diminuzione di numero avviene anche un vero e proprio processo di invecchiamento in quanto la qualità degli ovociti peggiora e aumentano i livelli dell’ormone follicolo stimolante (FSH). All'età di 45 anni, la capacità media di una persona di rimanere incinta in modo naturale diminuisce notevolmente, al punto che è molto improbabile che riesca a rimanere incinta senza alcun intervento.

Con l'avanzare dell'età non solo diminuisce la quantità di ovuli, ma diminuisce anche la loro qualità: gli ovuli rimanenti nelle donne anziane hanno maggiori probabilità di contenere cromosomi anomali rispetto agli ovuli nelle donne più giovani. La cosiddetta "riserva ovarica" si riferisce al numero di ovuli sani e normali che una donna ha ancora nelle sue due ovaie. Questo numero diminuisce con l'età. Avere una "riserva ovarica ridotta" diventa più probabile intorno ai 30 anni, il che indica che il potenziale riproduttivo è inferiore in base al numero e alla qualità degli ovuli rimasti.
A 30 anni, la fertilità (la capacità di rimanere incinta) inizia a diminuire. Questo declino diventa più rapido una volta raggiunti i 30 anni. È essenziale informare le donne che desiderano un figlio del fatto che la cosiddetta “finestra fertile” sia limitata e che la qualità degli ovociti si riduca al crescere dell’età. Le donne in età fertile dovrebbero essere consapevoli dell’impatto negativo dell’età sulla fertilità. Per informare le donne sull’influenza dell’età sulle possibilità di concepimento, il Comitato di Ginecologia del Collegio di Ostetrici e Ginecologi Americano e il Comitato della Società Americana di Medicina della Riproduzione hanno pubblicato un parere scientifico, “Age-related fertility decline: a committee opinion”.
La finestra di fertilità femminile è compresa tra i 14 e i 45 anni, per un periodo di circa 30 anni. Tuttavia, il periodo più fertile nella vita di una donna è di solito intorno ai 20 anni, con un progressivo declino della fertilità dai 30 anni in poi, che si accentua dopo i 35 anni. A partire dai 35 anni, la fertilità della donna peggiora e questo implica la considerazione di diversi rischi. Fino a quando le donne sono fertili? La maggior parte delle donne può diventare madre dopo i 40 anni, anche poco prima della menopausa, ma la qualità e il numero degli ovuli diminuiscono con il passare degli anni. Il momento in cui una donna smette di essere fertile dipende dalla sua riserva ovarica individuale e dal suo stato di salute generale. Gli anni fertili di una donna vanno solitamente dall’inizio delle mestruazioni (pubertà) fino alla metà o alla fine dei 40 anni. Con l’età, i cicli tendono ad allungarsi e l’ovulazione diventa più irregolare, rendendo difficile il concepimento. La fertilità di solito termina alcuni anni prima della menopausa, normalmente tra i 45 e i 50 anni. Dopo tale età, le gravidanze spontanee sono estremamente rare. L’età ideale, dal punto di vista biologico, per rimanere incinta è all’età di 25 anni, al culmine della fertilità.
Identificare il Periodo Fertile: Strumenti e Metodi
Per ogni donna e ad ogni ciclo, i giorni più favorevoli al concepimento sono quelli che coincidono con l’ovulazione e il periodo periovulatorio. È fondamentale comprendere il proprio ciclo mestruale per aumentare le possibilità di concepimento.
Il primo test della fertilità femminile è il calcolo dell’ovulazione, ovvero dei giorni fertili durante il ciclo mestruale. Di norma, la donna ovula 14 giorni prima del flusso. Per le donne con ciclo più lungo l’ovulazione può presentarsi anche una settimana più tardi. Nelle donne con un ciclo regolare il periodo periovulatorio è 4 giorni prima e 4 giorni dopo l’ovulazione. In quel periodo la donna è fertile e ha la possibilità di rimanere incinta.
L’ovulo sopravvive circa 12-24 ore dopo l’ovulazione, ma gli spermatozoi possono vivere fino a 4-5 giorni all’interno dell’apparato genitale. Per questo il periodo fertile complessivo dura circa 5-6 giorni ogni mese. Sapere questo può aiutare a pianificare una gravidanza, ma anche a ridurre l’ansia.
Se si ha più di 35 anni e si sta cercando di rimanere incinta, è importante tenere traccia dell'ovulazione e conoscere il proprio corpo per ottimizzare le possibilità di rimanere incinta. Uno dei motivi per cui molte coppie fanno fatica a rimanere incinte è perché cercano di concepire nel periodo sbagliato del mese. Per ogni ciclo mestruale, ci sono solo alcuni giorni in cui è possibile rimanere incinta e i giorni fertili possono cambiare da un ciclo all'altro. Conoscere i propri giorni fertili può aiutare a rimanere incinta più velocemente.

Test di Ovulazione:Nel caso in cui il ciclo non sia regolare, un altro test della fertilità prevede l’analisi dell’ormone LH o ormone luteinizzante, che si misura con test delle urine simili al test di gravidanza e che si comprano in farmacia. Il test di fertilità femminile si trova in farmacia ed è facilmente accessibile. I test di ovulazione rilevano il picco di un ormone detto ormone luteinizzante (LH) che si verifica da 24 a 36 ore prima dell'ovulazione e identifica i 2 giorni di elevata fertilità. Poiché lo sperma può sopravvivere fino a un massimo di 5 giorni, il periodo fertile è di circa 6 giorni; pertanto, si può anche provare un test che rileva l'aumento di estrogeno. Capire quando avviene l'ovulazione è uno dei passi più semplici che le donne possono fare per comprendere la propria fertilità e i test di ovulazione sono il modo più facile di cui le donne dispongono per prevedere con precisione quando avranno l'ovulazione. Il ciclo mestruale della donna è controllato dai singoli livelli ormonali.
Altri Metodi di Monitoraggio:Si possono usare app per la fertilità sul proprio telefono per aiutare a monitorare i cicli, oltre alle strisce per l'ovulazione per aiutare a individuare i giorni migliori per avere rapporti sessuali (una striscia diventerà positiva da 24 a 36 ore prima dell'ovulazione, indicando di avere rapporti sessuali in quel momento). Inoltre, si possono monitorare i cambiamenti del muco cervicale e della temperatura corporea basale per determinare se e quando si è ovulato, il che è utile per prevedere il ciclo del mese successivo. Esistono altri metodi per determinare il periodo dell'ovulazione, come la temperatura corporea basale o il metodo del calendario. Tuttavia, molti di questi metodi permettono di avere informazioni solo dopo aver ovulato, pertanto serve più tempo per definire una sorta di schema della fertilità e poiché molte donne hanno cicli mestruali irregolari, questo non è il modo più efficace per identificare i giorni fertili prima dell'ovulazione.
Cause di Infertilità Femminile Oltre l'Età
L'infertilità femminile è una condizione complessa che non dipende unicamente dall'età, sebbene questa sia un fattore predominante. Tante sono le cause di infertilità femminile, una condizione che viene accertata quando la donna non riesce ad ottenere una gravidanza dopo 1-2 anni di rapporti nel periodo fertile ed è una condizione che interessa il 15% delle donne. In particolare, all’avanzare dell’età corrisponde la diminuzione della capacità riproduttiva e dal punto di vista medico la infertilità si diagnostica dopo 12 mesi di rapporti liberi e non protetti o 6 mesi se la donna ha più di 35 anni e presenta fattori di rischio.
Irregolarità Mestruale e Squilibri Ormonali:Tra i sintomi dell’infertilità femminile abbiamo il ciclo mestruale irregolare, che indica un’ovulazione anomala, dura più a lungo del normale o si presenta ogni 21 giorni. Una delle problematiche che più comunemente si rilevano nelle donne che non riescono a rimanere incinta è l’irregolarità mestruale: i problemi ormonali possono influire sul ciclo mestruale ed un ciclo irregolare rende complicato individuare il periodo fertile, cruciale per il concepimento mirato. Anche perdita di capelli, peluria eccessiva sul viso e chili di troppo se associati a cicli irregolari sono segni che qualcosa non funziona come dovrebbe e possono indicare la presenza di ovaio policistico. Infine, gli ormoni sono un elemento essenziale quando si parla di fertilità e infertilità e spesso valori alterati sono collegati ad un malfunzionamento della tiroide.
Problemi alla Tiroide:Negli anni si è capito come una funzionalità tiroidea nella norma favorisca una funzione ovulatoria regolare e la tiroide incide sulla fertilità in diversi modi. Gli ormoni tiroidei modulano la ciclicità mestruale influenzando i livelli di prolattina. Se la quantità di questo ormone si altera l’effetto è il blocco dell’ovulazione e una minore ricettività dell’endometrio all’impianto dell’embrione.
Infezioni e Patologie Ginecologiche:Le infezioni uterine, come la Clamidia, e le infezioni vaginali ricorrenti, come la Candida, portano a problemi di fertilità. Per quanto riguarda la madre si parla ad esempio dell’aumento con l’età della presenza di fibromi, problemi alle tube, endometriosi. Le donne tra i 30 e i 35 anni hanno un rischio maggiore di sviluppare patologie che possono compromettere una gravidanza sana, come fibromi uterini, cisti ovariche, endometriosi e malattia infiammatoria pelvica. Con l’aumentare dell’età aumentano i rischi di problemi che possono influire sulla fertilità, inclusi fibromi uterini, malattie tubariche ed endometriosi. Quando le tube sono ostruite o danneggiate, il processo di incontro tra ovocita e spermatozoo non può avvenire e dunque la gravidanza non può instaurarsi.
Le cause dell'infertilità femminile
Uso di Contracettivi Orali:Infine, sebbene di solito sia solo temporaneo, anche l'uso di contraccettivi orali in passato può influire sulla fertilità, in particolare con metodi contracettivi come iniettabili/iniezioni. A volte possono essere necessari fino a 18 mesi prima che l'ovulazione riprenda una volta interrotte le iniezioni anticoncezionali, un fattore da tenere in considerazione se si sta utilizzando un contraccettivo e si desidera rimanere incinta nel prossimo futuro. I cambiamenti ormonali e le patologie preesistenti sono altri due fattori da considerare per la fertilità durante i 30 anni. Con l'avanzare dell'età, l'incidenza di disfunzioni ovulatorie aumenta, con conseguente riduzione dei cicli ovulatori all'anno e aumento dell'irregolarità mestruale. Sebbene i livelli di estrogeni possano fluttuare, è l'alterazione dei modelli ovulatori a influire più direttamente sulla fertilità dopo i 30 anni. Alcune donne entrano in perimenopausa (la fase che precede la menopausa) già verso la fine dei 30 anni, il che può ridurre le probabilità di concepimento.
Impatto dello Stile di Vita e dell'Ambiente sulla Fertilità
La salute dell'intero corpo è ancora importante e gioca un ruolo cruciale nella fertilità, sia femminile che maschile. Mantenere uno stile di vita sano è fondamentale, indipendentemente da come si intenda pianificare una gravidanza e dall'età.
Alimentazione e Peso Corporeo:Anche la dieta può influire sulla fertilità ed esistono alimenti per aumentare la fertilità femminile naturalmente. Pensiamo, ad esempio, al consumo di proteine di origine vegetale come i legumi, ai cereali integrali e alla necessità di un corretto apporto di vitamine. La carne non va consumata più di 5 volte alla settimana e va alternata con il pesce. Lo stile alimentare, il peso corporeo, l’esercizio fisico e l’uso di sostanze come alcol, tabacco e droghe possono influire sulla fertilità. Il sovrappeso o l’obesità, ad esempio, sono stati collegati a problemi di ovulazione. Mantenere un peso corporeo sano, seguire una dieta equilibrata e fare regolare attività fisica può migliorare la fertilità.
Fumo e Alcol:È importante evitare fumo e consumo eccessivo di alcol, che sono dannosi per entrambi i partner. Il fumo, in particolare, è un fattore noto che incide negativamente sulla fertilità femminile.
Stress e Benessere Mentale:Come è noto, lo stress può influenzare negativamente la fertilità sia nell’uomo che nella donna. Inoltre, l’ansia del non riuscire a concepire può creare un circolo vizioso che peggiora la situazione. Prendersi cura della propria salute mentale è fondamentale.
Fertilità Maschile:Per fare un bambino servono due persone e anche il partner può fare qualcosa per migliorare le possibilità di concepimento. Mantenersi in forma e in salute, ridurre l'assunzione di alcol e smettere di fumare può aiutarlo ad avere uno sperma sano. Deve anche indossare biancheria non attillata ed evitare i bagni caldi: mantenere i testicoli al fresco può aiutare la qualità dello sperma. La fertilità maschile, a differenza di quella femminile, non subisce un brusco arresto come la menopausa, ma diminuisce con l’età. Gli uomini sono in grado di concepire oltre i 40 o 50 anni, ma diversi fattori legati all’età possono influenzare la loro fertilità. Tra questi, si includono la diminuzione della qualità e della quantità di sperma prodotto. Anche la motilità degli spermatozoi può essere compromessa, con un impatto sulla loro capacità di raggiungere e fecondare l’ovulo. Aumenta anche il rischio di alterazioni genetiche nello sperma, che potrebbero influenzare la salute del futuro bambino. Pertanto, sebbene l’età avanzata negli uomini non impedisca del tutto il concepimento, può ridurre le probabilità di una gravidanza sana e di successo.
Anche i fattori ambientali e lo stile di vita possono influenzare negativamente la fertilità, rendendo essenziale un approccio olistico alla salute riproduttiva per entrambi i partner.
Quando Cercare Aiuto Medico: Diagnosi e Approccio Personalizzato
Se si sta cercando una gravidanza da mesi ma il test di gravidanza è sempre negativo, non si è sole! La difficoltà a concepire può essere frustrante e dolorosa, ma è importante ricordare che le cause sono molteplici e che esistono diverse opzioni per affrontarle. La diagnosi precoce è fondamentale ed il supporto medico, insieme ad un cambiamento dello stile di vita e ad un’adeguata gestione dello stress, può fare una grande differenza.
Tempistiche per la Consulenza Medica:L’infertilità si diagnostica dopo 12 mesi di rapporti liberi e non protetti o 6 mesi se la donna ha più di 35 anni e presenta fattori di rischio. Per le donne over 35, che per 6 mesi consecutivi non sono riuscite a concepire, è fondamentale poter accedere e sottoporsi a tempestiva diagnosi e trattamento medico. Se dopo 6-12 mesi di tentativi non si riesce a concepire spontaneamente, è meglio rivolgersi a un medico per ottenere assistenza per una valutazione dell'infertilità. Quanto tempo si dovrebbe aspettare prima di cercare aiuto professionale? Una volta superati i 30 anni, è consigliabile consultare un endocrinologo riproduttivo (REI) il prima possibile. Il momento migliore è dopo circa 6 mesi di tentativi in autonomia.
Il Ruolo dello Specialista:Affidarsi ad un esperto che valuti attentamente la situazione ed indaghi a fondo è il primo passo da fare. Consultare un ginecologo ed un endocrinologo sono le prime cose da fare. Gli specialisti della fertilità REI possono aiutare a individuare eventuali problemi di fertilità che potrebbero rendere più difficile il concepimento.
Esami e Test Diagnostici:Presso centri specializzati, dopo un'attenta analisi del quadro clinico, si passa alla valutazione ormonale ed ecografica e si imposta un iter terapeutico personalizzato che si avvale di una sinergia di medicina accademica, medicina naturale e percorso nutrizionale. Per tutte le donne tra i 30 e i 35 anni, il consiglio è di sottoporsi a una valutazione della riserva ovarica durante la visita annuale dal ginecologo. Con una semplice ecografia e un esame del sangue, si può scoprire se ci sono livelli adeguati per l'età fertile. L'esame del sangue determinerà i livelli di ormone follicolo-stimolante (FSH), ormone luteinizzante (LH), estradiolo (E2) e ormone antimulleriano (AMH).
Gli REI eseguono esami e test approfonditi per scoprire il quadro completo della salute riproduttiva di una paziente, tra cui un'ecografia pelvica (che può individuare problemi come l'endometriosi o le cisti ovariche), una valutazione delle tube, test della riserva ovarica, test del pannello ormonale e un'analisi del liquido seminale per il partner. È fondamentale indagare la pervietà tubarica, poiché l'ovocita fecondato attraversa la tuba per alcuni giorni prima di impiantarsi in utero. Quando le tube sono ostruite o danneggiate, tutto questo processo non può avvenire e dunque la gravidanza non può instaurarsi.

Presso cliniche specializzate, è possibile diagnosticare eventuali malformazioni uterine mediante approfondita ecografia transvaginale 2-3-4D, sonoisterografia ed eventualmente isteroscopia diagnostica indolore. Se emergono delle problematiche nel numero, nella motilità e/o nella morfologia degli spermatozoi, si passa ad ulteriori indagini con approfondimenti specialistici (visita urologica, ecografia testicolare, flussimetria doppler) ed esami ematochimici, ormonali e genetici, alla ricerca di fattori che possano spiegare l’infertilità maschile.
Le cause dell'infertilità femminile
Opzioni Terapeutiche e Tecniche di Riproduzione Assistita
Se, per varie ragioni, è stato necessario rimandare il progetto di una gravidanza e l’età riproduttiva della donna non consente di raggiungere l’obiettivo con i propri ovociti, la medicina della riproduzione interviene. L'infertilità non è una colpa né un fallimento. Si parla di infertilità quando non arriva una gravidanza dopo 12 mesi di rapporti non protetti o 6 mesi se la donna ha più di 35 anni. Affrontare il tema con serenità significa riconoscere che non si è sole.
Interventi Naturali e Complementari:Vari sono gli integratori e i farmaci che aiutano ad aumentare la fertilità femminile e gli ingredienti principali di questi prodotti sono vitamina B, acido folico, inositolo e manganese. L’omeopatia aiuta la donna e l’organismo a ritrovare l’equilibrio e per questo è indicata nei casi di infertilità dovuti a cause funzionali, come i problemi di ovulazione, o quando la sterilità non ha causa di essere dato che la donna non presenta particolari problematiche. L’agopuntura, come testimoniano alcuni centri specializzati, è usata per aumentare le probabilità di successo della fecondazione in vitro. Terapie di supporto comprendono integratori, agopuntura e cambiamenti nello stile di vita per migliorare la qualità degli ovuli e i tassi di successo della gravidanza.
Tecnologie di Riproduzione Assistita (TRA):Come la fecondazione in vitro e la procreazione assistita possono aiutare a bypassare gli ostacoli che impediscono il coronamento di un sogno. Sulla base dei risultati dei test, lo specialista della fertilità può aiutare a decidere quali opzioni terapeutiche hanno maggiori probabilità di successo. Il trattamento dell'infertilità, anche se correlata all'età avanzata, dipende sempre dal singolo caso, poiché esistono molti potenziali percorsi per avere una gravidanza di successo.
I trattamenti di fertilità più appropriati per le donne oltre i 35 anni si concentrano spesso sulla risoluzione dei problemi legati all’età, come il calo della riserva ovarica e della qualità degli ovociti. I possibili trattamenti per la fertilità che possono aiutare a rimanere incinta tra i 30 e i 40 anni includono l'inseminazione intrauterina (in genere per le donne sotto i 35 anni), la fecondazione in vitro o l'uso di ovuli donati, sperma di un donatore o, se necessario, una madre surrogata.
- Fecondazione in vitro (FIVET): Questa procedura prevede il prelievo di ovuli dalla donna, la loro fecondazione con gli spermatozoi in laboratorio e il successivo impianto degli embrioni nell’utero. La FIVET è particolarmente utile per le donne in età più avanzata grazie al suo tasso di successo più elevato rispetto ad altre tecniche. Le tecnologie di riproduzione assistita, tra cui la fecondazione in vitro (FIV), possono aiutare a risolvere diverse cause di infertilità che si verificano tra i 30 e i 40 anni, come ad esempio tube di Falloppio danneggiate o assenti, anomalie genetiche degli embrioni, basso numero di ovaie o un partner con scarsa quantità o qualità dello sperma.
- Iniezione intracitoplasmatica di spermatozoi (ICSI): Una variante della FIV in cui un singolo spermatozoo viene iniettato direttamente nell’ovulo. Può essere utile se ci sono problemi di qualità dello sperma o se i precedenti tentativi di FIVET non hanno avuto successo.
- Donazione di ovuli o embrioni: Nei casi in cui la qualità o la quantità degli ovuli è un problema, la donazione di ovuli da una donatrice più giovane può essere un’opzione. Anche la donazione di embrioni è un’alternativa, soprattutto se ci sono problemi sia con gli ovuli che con gli spermatozoi.
- Trasferimento di embrioni congelati: Se una donna ha avuto embrioni congelati da un precedente ciclo di FIV (ad esempio prima dei 35 anni), questi possono essere impiantati in cicli successivi.
- Diagnosi genetica preimpianto (DGP): Utilizzata insieme alla FIV, la DGP consente di esaminare gli embrioni per verificare la presenza di anomalie cromosomiche prima del trasferimento nell’utero, il che è fondamentale per le donne anziane.
- Stimolazione Ovarica: Questo trattamento prevede l’uso di farmaci per stimolare le ovaie a produrre più ovuli. È una componente della FIV ed è particolarmente importante per le donne in età più avanzata, in cui la risposta ovarica può essere inferiore.
È fondamentale che ogni donna riceva una valutazione personalizzata da parte di uno specialista della fertilità, poiché il trattamento ottimale può variare notevolmente in base alla situazione specifica della donna e al suo stato di salute generale.
Limiti di Età per la Procreazione Assistita:Secondo la Legge sulla Riproduzione Umana Assistita in Spagna non esiste un limite di età specifico per effettuare un trattamento di fertilità. Tuttavia, in qualità di specialisti della riproduzione assistita, di solito fino a 50 anni, è importante sottolineare che, sebbene tecnicamente non esista un limite di età rigido per avere figli attraverso le tecniche di riproduzione assistita, esistono considerazioni pratiche ed etiche. Per le donne, l’età più comunemente accettata per trattamenti come la FIV nelle cliniche private specializzate è di solito fino a 43 anni, anche se può variare a seconda delle normative nazionali e delle politiche delle singole cliniche. L’età è un fattore cruciale a causa dei rischi associati sia per la madre che per il bambino. Negli ospedali pubblici, il limite di età per accedere ai trattamenti di riproduzione assistita è solitamente più basso rispetto alle cliniche private, spesso intorno ai 40 anni. Ogni caso deve essere valutato individualmente, considerando lo stato di salute generale, la qualità degli ovuli o degli spermatozoi e altri fattori di rischio.
Congelamento degli Ovuli: Una Scelta per il Futuro
Il congelamento delle uova (la preservazione della fertilità) può essere una buona opzione per le donne trentenni che desiderano formare una famiglia più avanti nella vita. Chiamato anche crioconservazione degli ovociti, il congelamento degli ovociti sostanzialmente interrompe la progressione delle anomalie cromosomiche che gli ovociti subiscono dopo una certa età. Questa opzione consente alle donne di conservare ovociti di qualità superiore, con maggiori probabilità di essere cromosomicamente normali, in modo da poter rimanere incinte in età avanzata tramite fecondazione in vitro.

Vantaggi e Considerazioni:Il congelamento degli ovociti può comportare un rischio inferiore di aborto spontaneo e di sindrome di Down. La conservazione della fertilità implica la stimolazione ovarica, in modo che il maggior numero possibile di ovuli maturi in quel ciclo possa essere prelevato e conservato. I suoi ovuli sono di qualità migliore oggi di quanto lo saranno tra qualche anno. Questo è un fattetto importante da considerare. Il congelamento degli ovociti offre una possibilità concreta per le donne di prolungare la propria finestra riproduttiva, permettendo loro di affrontare la maternità in un momento più adatto alla propria vita personale e professionale, senza dover rinunciare alla possibilità di avere figli con i propri gameti.
Rischi e Considerazioni nella Gravidanza Tardiva
Nonostante la possibilità di concepire e portare a termine una gravidanza anche dopo i 30 e 40 anni, è fondamentale essere consapevoli dei rischi e delle considerazioni associate alla gravidanza in età materna avanzata.
Rischi per il Feto:Una volta raggiunti i 30 anni, più si invecchia, maggiore è il rischio di avere un aborto spontaneo o di avere un bambino con anomalie fetali. Si stima che circa il 15% delle gravidanze in donne di età inferiore ai 35 anni si concluda con un aborto spontaneo, ma questa percentuale aumenta fino al 25-50% se la persona ha un'età compresa tra i 39 e i 44 anni. Per quanto riguarda il feto si parla di aumento delle anomalie cromosomiche (trisomia) e degli aborti spontanei, anche successivamente alla prima verifica del battito cardiaco. Aumenta il rischio di anomalie cromosomiche come la sindrome di Down con l’età materna avanzata. La sindrome di Down colpisce circa 1 feto su 85 se la madre ha 40 anni o circa 1 su 35 se la madre ne ha 45. Con il passare degli anni, il numero di uova diminuisce e anche la loro qualità. Ogni ovulo ha solitamente 23 cromosomi. In combinazione con i 23 cromosomi dello spermatozoo, un embrione cromosomicamente normale deve avere un totale di 46 cromosomi per essere considerato cromosomicamente normale (noto come embrione euploide).
Rischi per la Madre:Esistono anche maggiori rischi per la madre legati al parto in età avanzata, tra cui la preeclampsia (ipertensione arteriosa durante la gravidanza che può causare lesioni agli organi). Le donne anziane che desiderano una gravidanza hanno anche una maggiore probabilità di avere gravidanze gemellari/multiple, poiché le ovaie hanno maggiori probabilità di rilasciare più di un ovulo al mese, il che porta a un aumento della probabilità di avere gemelli a causa dei cambiamenti ormonali. Altri rischi includono il diabete gestazionale, più comune durante la gravidanza in età avanzata e che richiede un rigoroso controllo del glucosio, e l'ipertensione arteriosa. Vi è una maggiore probabilità di avere bambini prematuri e complicazioni mediche associate, così come un aumento del rischio di complicazioni che possono richiedere un parto cesareo. Infine, aumenta il rischio di perdita della gravidanza, con aborto spontaneo e nati morti, associato alla qualità degli ovuli e a condizioni croniche.

Non solo è più difficile ottenere una gravidanza a 40 anni, anche con il supporto della procreazione assistita, ma aumenta anche il rischio di aborto e di complicazioni durante la gravidanza e il parto. La maternità tardiva è diventata quasi una “normalità”, e viene accettata come se fosse un fatto naturale. Anche se dal punto di vista biologico non lo è, dal momento che è evidente, o almeno presunto, che dopo i 45 anni la maggior parte di queste donne sia rimasta incinta grazie a tecniche di procreazione assistita. Secondo le statistiche, la possibilità di concepire naturalmente a 40 anni è inferiore al 5 %, a 42 anni è inferiore al 2 % e oltre questa età non raggiunge nemmeno l’1 %. Inoltre, nel caso in cui si verifichi una gravidanza, aumenta il rischio di aborto spontaneo e di anomalie cromosomiche del nascituro. Il motivo è che si tratta di una fase della vita in cui la capacità riproduttiva è ridotta. Gli ovuli sono di qualità e quantità inferiori ed è più frequente che si verifichino errori nei processi di divisione e moltiplicazione cellulare durante lo sviluppo embrionale. Infatti, a partire dai 39-40 anni, più della metà degli embrioni può avere alterazioni cromosomiche.
Tuttavia, al giorno d’oggi la maggior parte delle donne in questa fascia di età si sente fisicamente e mentalmente “giovane” e ritiene di essere in un buon momento personale per affrontare la maternità. Questa situazione rappresenta una sfida, soprattutto se si considera che molte donne credono erroneamente che, ricorrendo a un aiuto medico, non avranno problemi a diventare madri a 40 anni o addirittura qualche anno dopo. La domanda da porsi è quindi: fino a che punto è fattibile ritardare la maternità? In ogni caso, il vero limite non è l’età della madre, ma l’età degli ovuli e, ovviamente, la loro qualità. La qualità degli ovuli peggiora con l’età. In breve, la cosa più importante è che le donne siano ben informate sull’età ideale per avere figli, su quando la fertilità femminile inizia a diminuire e sulle reali possibilità di diventare madri. Pertanto, è fondamentale richiedere al proprio ginecologo una valutazione della riserva ovarica quando si è giovani (tra i 25 e i 30 anni).