L’imprenditoria femminile rappresenta un pilastro cruciale per l’economia italiana. Con un contributo significativo al tessuto produttivo, le donne imprenditrici hanno dimostrato dinamismo e resilienza, soprattutto durante gli anni difficili. Secondo i dati di Unioncamere, nel 2021 le donne ricoprivano 2,8 milioni di ruoli imprenditoriali, pari al 26,8% del totale. Le donne imprenditrici prevalgono nei servizi, in particolare nei servizi per la persona, turismo e agricoltura. Il settore manifatturiero vede una presenza femminile predominante nella filiera dell’abbigliamento, simbolo del Made in Italy. Tuttavia, la presenza femminile nel mercato del lavoro ha ancora barriere da superare.

Definizione e Requisiti dell'Impresa Femminile
La definizione di impresa femminile può variare a seconda del bando o dell’agevolazione specifica. Generalmente, si considera impresa femminile quella in cui la prevalente partecipazione femminile è riscontrabile nella compagine sociale o negli organi di amministrazione. La presenza femminile deve quindi essere significativa per qualificare l’impresa come tale e consentire l’accesso a specifici incentivi dedicati.
In linea generale, si intendono per imprese a prevalente partecipazione femminile:
- Società cooperative e società di persone in cui il numero di donne socie rappresenti almeno il 60% dei componenti la compagine sociale.
- Società di capitale le cui quote di partecipazione spettino in misura non inferiore ai due terzi a donne e i cui organi di amministrazione siano costituiti per almeno i due terzi da donne.
- Impresa individuale la cui titolare è una donna.
- Lavoratrice autonoma: lavoratrice la cui attività è compresa nell'ambito dell'articolo 1 della legge 22 maggio 2017, n. 81, inclusa la libera professionista iscritta agli ordini professionali e l’esercente una delle professioni non organizzate in ordini o collegi.
È opportuno operare una distinzione rispetto all’imprenditoria giovanile. Quest’ultima riguarda le attività svolte da imprese la cui proprietà e controllo sono detenuti principalmente da individui con meno di 36 anni. La normativa stabilisce che un’impresa è classificata come “giovane” se più del 50% delle quote di partecipazione e delle cariche amministrative sono detenute da giovani.
Il Ruolo del Fondo Impresa Femminile e PNRR
Il Fondo impresa femminile rientra nel pacchetto di interventi promossi dal Ministero a sostegno dell’impresa femminile, indicati come prioritari nella missione “Inclusione e coesione” del PNRR, che ha messo a disposizione una dotazione finanziaria complessiva di 400 milioni di euro. Gli incentivi per le imprese a maggioranza femminile e/o giovanile possono essere di varie tipologie: contributi a fondo perduto, finanziamenti a tasso zero o agevolato, e crediti d’imposta.
Gli interventi sono articolati in tre linee di azione:
- Incentivi per la nascita e lo sviluppo delle imprese femminili: rivolti alla costituzione e all'avvio di nuove realtà.
- Incentivi per lo sviluppo e il consolidamento: rivolti a imprese già esistenti.
- Azioni per la diffusione della cultura e la formazione imprenditoriale femminile.
Per l'avvio di una nuova impresa femminile, o se l'impresa è costituita da meno di 12 mesi, sono finanziabili progetti d'investimento fino a 250.000 Euro. Se invece l'impresa è attiva da più di 12 mesi, sono ammissibili progetti fino a 400.000 Euro. È importante sottolineare che i bandi possono essere soggetti a chiusure temporanee per esaurimento fondi o necessità di rifinanziamento; pertanto, il monitoraggio dello sportello di Invitalia è fondamentale.
COME CREARE un Business Plan di Successo
Strumenti Nazionali: "ON - Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero" e Smart&Start
Il bando “ON - Oltre Nuove Imprese a Tasso Zero”, gestito da Invitalia, è un’agevolazione di rilievo per le startup e le nuove imprese guidate da donne e giovani. Questo finanziamento è progettato per agevolare l’avvio di attività imprenditoriali, coprendo fino al 90% delle spese totali ammissibili. Per accedere, è fondamentale soddisfare specifici requisiti: l’impresa deve essere costituita da non più di cinque anni e deve essere partecipata in maggioranza da donne. Un elemento imprescindibile è la redazione di un piano di impresa dettagliato e ben strutturato, che includa analisi del mercato, business model e proiezioni economico-finanziarie.
Parallelamente, lo strumento Smart&Start sostiene le startup innovative ad alto contenuto tecnologico. Per le imprese costituite interamente da donne, la misura prevede un finanziamento a tasso zero del 90% delle spese ammesse, senza alcuna garanzia. Il finanziamento va restituito in dieci anni a partire dal dodicesimo mese successivo all'ultima quota ricevuta.
Il Microcredito e le Agevolazioni Regionali
Se si necessita di un finanziamento di modesta entità (fino a 40.000 euro, estendibili a 50.000 euro in casi specifici) e mancano le garanzie necessarie per un prestito tradizionale, il microcredito rappresenta una soluzione strategica. Questo strumento è rivolto a piccole imprese, ditte individuali e liberi professionisti. Il vantaggio competitivo del microcredito è l'accompagnamento: l'istituto erogatore assegna un tutor gratuito che aiuta nella stesura del business plan e nella raccolta documentale.
Ogni Regione ogni anno presenta, inoltre, nella sua programmazione annuale, una serie di bandi ed agevolazioni che incentivano la formazione di nuove realtà imprenditoriali a maggioranza femminile. Un esempio di questa tipologia è dato dai bandi regionali per l'innovazione tecnologica, la digitalizzazione o la sostenibilità ambientale. È necessario non limitarsi ai soli bandi nazionali, poiché molte regioni offrono contributi specifici per consolidare realtà territoriali.

Strategie per l'Accesso al Capitale e Relazione con gli Investitori
Oltre ai contributi pubblici, se il progetto ha un alto potenziale di crescita, è possibile valutare l'ingresso di capitali esterni tramite investitori (come i Business Angel). Per convincere un investitore, è indispensabile padroneggiare l' "elevator pitch": una presentazione sintetica e d'impatto che spieghi il valore del progetto.
Nella documentazione che si allegherà alla domanda di finanziamento, dovrai far capire che il progetto è solido e ben strutturato. Se non hai esperienza, è consigliabile affidarsi a un esperto o consulente che sappia redigere una domanda “inattaccabile”. L’errore da non fare è affidarsi a qualcuno solo perché asseconda il proprio sogno. È necessario presentare un'analisi approfondita del mercato di riferimento, definire il business model, le strategie di marketing e le proiezioni economico-finanziarie.
PNRR e il Sostegno alla Cultura Imprenditoriale
Il programma "Imprenditoria Femminile", finanziato dal PNRR, mira a diffondere la cultura imprenditoriale tra le donne e rafforzare la loro presenza nel mercato del lavoro, soprattutto negli ambiti scientifici e tecnologici (STEM). Iniziative come Women TechEU supportano le startup deep tech guidate da donne, offrendo finanziamenti e mentorship. Analogamente, progetti come Hack the Gap offrono percorsi formativi per agevolare la creazione e il consolidamento di attività imprenditoriali, in particolare nel Sud Italia.
Il Comitato Impresa Donna, istituito presso le Camere di Commercio, svolge un ruolo fondamentale offrendo servizi di orientamento, formazione e assistenza tecnica. Questo organismo facilita l'accesso alle informazioni e ai bandi, agendo come punto di raccordo tra le istituzioni e le aspiranti imprenditrici.
Conciliazione e Misure a Sostegno della Famiglia
L'imprenditoria femminile si intreccia spesso con le necessità di conciliazione vita-lavoro. La Legge di Bilancio ha introdotto un "pacchetto famiglia" per sostenere le mamme lavoratrici e le famiglie. Tra le misure principali troviamo:
- Bonus mamma: decontribuzione per le lavoratrici dipendenti e, dal 2025, estensione alle professioniste autonome con almeno due figli.
- Carta per i nuovi nati: un contributo una tantum di 1.000 euro per i nati, dedicato alle famiglie con ISEE fino a 40.000 euro.
- Bonus asilo nido: sostegno per le rette scolastiche, ora accessibile senza restrizioni legate al numero o all'età dei figli.
L'accesso a queste misure, unitamente agli incentivi specifici per l'impresa, permette di mitigare le difficoltà strutturali che le donne affrontano quando decidono di avviare un’attività. La stabilità economica dell’impresa, garantita da una pianificazione attenta e dall'accesso ai bandi di finanziamento, rappresenta il primo argine contro le incertezze del mercato. È fondamentale ricordare che, sebbene le agevolazioni offrano una spinta iniziale, la solidità del progetto imprenditoriale resta l'elemento determinante per il successo nel lungo periodo.