Desiderio di Procreare, Realtà Biologiche e Implicazioni Legali della Paternità: Una Guida Completa

Il percorso che conduce alla genitorialità è spesso intriso di aspettative, desideri profondi e, talvolta, di complesse dinamiche interpersonali. Quando il desiderio di avere un figlio si scontra con le differenti visioni del futuro all'interno di una coppia, emergono questioni che toccano la sfera personale, biologica ed etica, fino ad arrivare a importanti risvolti legali. Comprendere appieno i meccanismi della concezione, le pratiche per favorirla e le ineludibili responsabilità che ne derivano è fondamentale per navigare con consapevolezza in questo delicato ambito. Questo articolo esplora le diverse sfaccettature della procreazione, dalle strategie per ottimizzare la fertilità alle realtà giuridiche che definiscono la paternità, chiarendo miti e fornendo informazioni basate su evidenze scientifiche e normative.

Il Desiderio di Avere un Figlio e le Vie della Concezione Naturale

Il desiderio di formare una famiglia o di rimanere nuovamente incinta è un sentimento profondo che può portare a interrogarsi sulle modalità più efficaci per favorire la concezione. Nel contesto di una relazione stabile, ma con visioni divergenti sul futuro riproduttivo, come nel caso di una donna che desidera un figlio con un uomo che, data la sua avanzata età, non intende più averne, la situazione può diventare emotivamente complessa. A volte, il desiderio è così grande da spingere a voler provare a far entrare in gioco il "fattore destino", anche quando la coppia dichiara di non fare rapporti protetti ma di essere "molto attenti". In questo contesto, possono sorgere domande su pratiche non convenzionali per favorire una gravidanza. Ad esempio, è stato chiesto se ci si possa "rimanere incinta toccandoti con le mani sporche di nascosto dopo un rapporto". Su questo punto, si leggono pareri differenti, ma è fondamentale affidarsi a informazioni accurate sui meccanismi della fecondazione. Gli spermatozoi sono estremamente delicati e richiedono un ambiente specifico per sopravvivere e raggiungere l'ovulo. Il contatto esterno, anche con mani che potrebbero aver avuto contatto con il liquido seminale, non rappresenta una via efficace o plausibile per la fecondazione, che richiede l'introduzione diretta dello sperma all'interno della vagina.

Coppia che discute del futuro

Incertezze sulla Fertilità e il Ciclo Mestruale

La conoscenza del proprio ciclo mestruale è un punto di partenza cruciale per chi cerca una gravidanza. Tuttavia, è sorprendente scoprire che una coppia su due potrebbe cercare di concepire nel momento sbagliato. In qualche momento si è probabilmente appreso che il ciclo medio è lungo 28 giorni e che l'ovulazione si verifica il giorno 14. Entrambi i numeri sono solo delle medie di dati segnalati. Nella realtà, i cicli della maggior parte delle donne non corrispondono a questa "media". Le variazioni individuali sono la norma, e fattori come lo stress, la dieta o l'attività fisica possono influenzare l'andamento del ciclo.

Impatto della Contraccezione sulla Fertilità

Il passato utilizzo di metodi contraccettivi è un altro elemento da considerare. Con alcuni metodi contraccettivi, come i profilattici maschili e femminili, il cappuccio, il diaframma e la pianificazione famigliare naturale, quando si smette di utilizzare la contraccezione i cicli mestruali e la fertilità non variano. Il loro effetto è limitato al singolo rapporto o al periodo di utilizzo. Con altri metodi, come la pillola anticoncezionale combinata e le iniezioni contraccettive, potrebbe essere necessario del tempo perché i tuoi cicli mestruali ritornino normali dopo aver interrotto la contraccezione. Se si è smesso recentemente di usare un metodo di contraccezione ormonale (es. pillola anticoncezionale), ciò non influirà sui risultati di un eventuale test di gravidanza una volta che la gravidanza è avvenuta. Tuttavia, è importante sapere che i tuoi cicli potrebbero essere irregolari e potrebbero richiedere del tempo per stabilizzarsi, rendendo più difficile identificare il periodo fertile.

Diagramma del ciclo mestruale e dell'ovulazione

Migliorare le Probabilità di Concezione e la Salute Pre-Gravidanza

Per fare in modo che il bambino parta nel migliore dei modi, anche prima del concepimento, è consigliabile adottare una serie di pratiche volte a migliorare la salute generale di entrambi i partner.

Nutrizione e Integratori Essenziali

Una dieta equilibrata è fondamentale. È consigliabile mangiare pasti regolari ed equilibrati, molta frutta e verdura fresca, riducendo la quantità di cibi industriali e 'fast food'. L'assunzione di integratori specifici può giocare un ruolo cruciale. Prendere un integratore a base di acido folico aiuta a evitare le malformazioni neuronali del neonato, come la spina bifida. È opportuno iniziare tre mesi prima di cercare di concepire. Se si segue una dieta sana, si assume già dell'acido folico da cibi come i cereali fortificati da colazione, i fagioli, gli ortaggi verdi in foglia e il succo di frutti arancioni, ma è importante prendere comunque degli integratori, poiché è molto difficile ottenere con la sola dieta la quantità di acido folico necessaria. Ci sono buone prove che indicano che un buon livello di acido folico nel sangue al momento del concepimento riduce sostanzialmente il rischio di malformazioni neuronali nel neonato, come la spina bifida. Le autorità di pubblica sanità del Regno Unito, degli USA e di altri paesi raccomandano alle donne sane di assumere da 0,4 a 0,5 mg di acido folico al giorno (disponibile in numerosi integratori vitaminici pre-gravidanza), mentre le donne con fattori di rischio per carenze metaboliche di acido folico, ad esempio le donne che assumono farmaci antiepilettici o con mutazioni del gene MTHFR, devono assumerne 5,0 mg al giorno. L'acido folico è il più importante. Tuttavia, vale la pena di controllare il livello di vitamina D e prendere un integratore in caso di carenza (come accade a molte persone). Se si segue una dieta con poca carne rossa, si potrebbe necessitare di un'aggiunta di ferro e, se si segue una dieta vegana, potrebbero essere necessari altri integratori. È essenziale che vitamine e altri integratori possano essere usati solo se sulla confezione è indicato che possono essere usati in gravidanza. Questo avviene perché alcune vitamine, se prese ad alte concentrazioni, sono molto pericolose per lo sviluppo del neonato. È sempre consigliabile consultare il proprio medico riguardo a qualsiasi medicinale che si sta assumendo e prima di interrompere qualsiasi medicinale preso dietro prescrizione medica. È importante far sapere al farmacista che si è incinta se si devono prendere dei medicinali da banco.

Alimenti ricchi di acido folico

Stile di Vita e Benessere Fisico

Un corpo sano è più predisposto alla gravidanza. La gravidanza genera molta tensione nel corpo, quindi essere in forma prima della gravidanza ti aiuta dopo il concepimento. Se si è in forma prima di rimanere incinta, sarà più facile rimanere attive quando si sarà incinte. Gli esercizi possono essere d'aiuto nel migliorare i livelli di umore e di energia. Inoltre riducono lo stress, e questo è un'ottima cosa per il concepimento. Avere un peso corporeo sano può aiutarti a rimanere incinta, quindi è meglio cercare di raggiungere il più possibile il peso ideale prima di cercare di rimanere incinta.È fondamentale evitare l'alcol. Bere durante la gravidanza può causare danni a lungo termine al neonato, e quanto più si beve, tanto più grande è il rischio. Se si è incinta o si sta programmando una gravidanza, l'approccio più sicuro è evitare del tutto l'alcol, per ridurre al minimo i rischi per il neonato. Anche la vaccinazione contro la rosolia è cruciale: la rosolia può influire seriamente in modo negativo sul nascituro. Se si prevede di avere un bambino, è raccomandabile che si controlli di essere completamente protetta contro la rosolia.

Rischi Alimentari Specifici e Igiene

Mentre la maggior parte dei cibi è completamente innocua durante la gravidanza ed è importante mantenere una dieta sana ed equilibrata, esistono alcune preoccupazioni reali. Ortaggi sporchi, carne poco cotta e feci di gatto espongono al rischio di toxoplasmosi, che può causare aborti, nati morti o malformazioni al neonato. Esistono anche preoccupazioni reali connesse alle infezioni da listeria, che possono essere contratte da cibi non pastorizzati e crudi. Questi includono latte non pastorizzato, formaggi molli, insalate (ad esempio, insalata da bar), ortaggi crudi non lavati, paté, pollo freddo tagliato a daini, frutta e macedonia di frutta pretagliata non pastorizzata.

Il Ruolo del Partner nella Fertilità

La fertilità non è una questione che riguarda solo la donna. Se il partner fuma, beve o assume stupefacenti è importante che riduca queste sostanze (e idealmente, ne interrompa completamente l'assunzione) mentre si cerca di rimanere incinta. Anche la frequenza dei rapporti sessuali è rilevante: lo sperma conservato troppo a lungo nei testicoli accumula danni al DNA ed è meno fertile. Nelle coppie che hanno rapporti sessuali frequenti (ogni giorno), l’uomo ha un conteggio inferiore di spermatozoi per eiaculazione, ma lo sperma è più fertile. È consigliabile che il partner indossi biancheria non aderente ed eviti bagni caldi, che possono alterare la temperatura testicolare. È anche importante assicurarsi che qualsiasi lubrificante utilizzato non sia 'spermicida' o tossico per lo sperma. Per quanto riguarda gli integratori per la fertilità maschile, in generale, non sono necessari, a meno che non si abbiano particolari problemi di salute o restrizioni dietetiche. Se si sta cercando di avere un figlio da un po' di tempo, è consigliabile chiedere al medico di richiedere una conta spermatica per lui; se questa è normale, non c'è bisogno di integratori.Infine, è opportuno considerare che le perdite vaginali anomale possono peggiorare quando si cerca di concepire, in quanto c'è la tendenza ad avere molti più rapporti sessuali per avere dei bambini. Se si hanno perdite vaginali anomale, è consigliabile parlarne al proprio medico.

Prepararsi alla gravidanza: i consigli della ginecologa

Miti e Falsi Rimedi sulla Concezione e la Prevenzione della Gravidanza

Nell'ambito della procreazione e della sua prevenzione, circolano numerose credenze popolari e "rimedi fai da te" che, pur essendo diffusi, sono privi di fondamento scientifico e, in alcuni casi, possono essere dannosi. Molte persone, in assenza di contraccettivi sicuri o di una corretta educazione sessuale, si affidano a rimedi "fai da te" tramandati dalla tradizione. In diverse parti del mondo, quando i metodi contraccettivi sicuri non sono facilmente accessibili o manca una corretta educazione sessuale, molte persone ricorrono a rimedi improvvisati per cercare di evitare una gravidanza indesiderata. È essenziale sottolineare che la fecondazione può avvenire molto rapidamente dopo un rapporto sessuale non protetto: gli spermatozoi raggiungono l'utero in pochi minuti, attraversando la cervice e risalendo verso le tube di Falloppio.

Inefficacia di Lavaggi e Posizioni Post-Coitali

Tra i miti più comuni vi è quello del lavaggio dopo il rapporto. Molte donne si lavano con acqua e sapone o usano lavande interne pensando di eliminare lo sperma. In realtà, gli spermatozoi hanno già iniziato la loro risalita, e il lavaggio non ha alcun effetto anticoncezionale. Allo stesso modo, un altro mito riguarda la minzione post-coitale. Urinare dopo il sesso è effettivamente utile per ridurre il rischio di infezioni urinarie, perché aiuta a eliminare eventuali batteri presenti nell'uretra, ma non ha alcuna efficacia come metodo anticoncezionale.Un'altra credenza comune è che alcune posizioni durante o dopo il rapporto possano ridurre o aumentare il rischio di concepimento. Stare in piedi o camminare subito dopo il coito sono considerati da molti rimedi utili per "far uscire" lo sperma. Anche la pratica di rimanere sdraiate su dei guanciali o con le gambe in aria dopo il rapporto, pur diffusa, non è supportata da evidenze scientifiche. La perdita che si può notare dopo il sesso è solo liquido seminale; gli spermatozoi sono mobili e si spostano molto rapidamente nel muco cervicale, e la gravità ha un impatto minimo sulla loro corsa verso l'utero. Questi gesti non aumentano né diminuiscono in modo significativo le probabilità di concepimento.

Sostanze Casalinghe e Allattamento Prolungato: Rischi e Falsa Sicurezza

In assenza di contraccettivi sicuri, alcune persone fanno ricorso all'introduzione o all'ingestione di sostanze casalinghe - come detergenti aggressivi, bevande, sostanze chimiche o rimedi improvvisati - con l'idea che possano uccidere gli spermatozoi o bloccarne il percorso. È fondamentale ribadire che questi metodi non funzionano e, in alcuni casi, sono dannosi, potendo causare gravi lesioni o intossicazioni.Un altro metodo spesso considerato naturale per prevenire la gravidanza è l'allattamento prolungato. In molte culture, l'allattamento al seno prolungato viene considerato un metodo naturale per prevenire la gravidanza. In realtà, questa pratica non è affidabile a lungo termine. L'allattamento esclusivo può offrire un certo grado di protezione solo nei primi mesi dopo il parto e solo se si verificano condizioni specifiche (come l'amenorrea e l'allattamento esclusivo su richiesta del bambino, giorno e notte, nei primi sei mesi), ma non rappresenta una garanzia sicura. Una donna, infatti, può tornare fertile già poche settimane dopo la nascita del bambino, anche se continua ad allattare.In sintesi, i cosiddetti metodi "fai da te" per evitare la gravidanza non funzionano e, in alcuni casi, sono dannosi. Per una pianificazione familiare consapevole, è sempre raccomandabile chiedere consiglio a un esperto che possa aiutare a concepire o, viceversa, a scegliere il metodo contraccettivo più adatto alle proprie esigenze e a iniziare una gravidanza sana, basandosi su informazioni scientifiche e consulenze mediche.

Vari metodi contraccettivi

La Dimensione Etica e Legale: Paternità e "Inganno" nella Procreazione

Il tema della procreazione può toccare questioni molto delicate, specialmente quando un partner si sente "ingannato" in merito alla volontà di avere un figlio. L'interrogativo "Padre "ingannato", quid iuris?" solleva una questione giuridica non priva di criticità, che impone una disamina che spazia dai valori costituzionali alle norme codicistiche civili. Per efficacia espositiva, la trattazione si concentrerà sui rapporti tra soggetti maggiorenni non legati da vincolo matrimoniale, e nel pieno delle facoltà cognitive.

Il Principio di Autoresponsabilità del Padre

È fondamentale precisare che non è (fortunatamente) possibile costringere una madre, minore o maggiorenne, ad un’eventuale interruzione volontaria di gravidanza, poiché tale circostanza sarebbe del tutto contraria ai valori costituzionali ex artt. 2 e 30 Cost. La scelta di Interruzione volontaria della gravidanza (IVG) deve essere del tutto spontanea e non può mai essere imposta, né rileva la volontà contraria o favorevole del padre.

In via generale e in merito al principio dei “figli non voluti dal padre” o ai “padri ingannati”, la giurisprudenza sia di merito che di Cassazione ha un orientamento consolidato che riguarda il “principio di autoresponsabilità” da parte del padre. Particolarmente esemplificativa è la sentenza n. 21882/2013 della Corte di Cassazione: il padre si opponeva alla richiesta di riconoscimento del figlio proposta dalla madre, dicendo - tra le altre questioni - di essere stato ingannato dalla madre, che avrebbe falsamente riferito di usare anticoncezionali. La Cassazione ha quindi stabilito che: “La giurisprudenza di questa Corte è univoca nell'affermare che, nell'ipotesi di nascita per fecondazione naturale, la paternità è attribuita come conseguenza giuridica del concepimento, sicchè è esclusivamente decisivo l'elemento biologico e, non occorrendo anche una cosciente volontà di procreare, nessuna rilevanza può attribuirsi al "disvolere" del presunto padre, una diversa interpretazione ponendosi in contrasto con l'art. 30 Costituzione, fondato sul principio della responsabilità che necessariamente accompagna ogni comportamento potenzialmente procreativo”.

Più approfonditamente, la Cassazione si è trovata a ribadire il principio con la sentenza n. 32308/2018, rigettando l’eccezione di illegittimità costituzionale di un padre per ingiustificata disparità del regime giuridico relativo alla maternità e alla paternità naturali. Si legge in sentenza che: “il ricorrente ha addotto che, mentre la donna può scegliere di non essere madre abortendo il feto ai sensi della L. n. 194 del 1978 o esercitando, alla nascita del figlio, il proprio diritto di rimanere anonima ai sensi del D.P.R. n. 396 del 2000, art. 30, l’uomo non ha diritto di scegliere di non essere padre, perché non ha la possibilità di rimanere anonimo e non può sottrarsi all’azione di cui all’art. 269 c.c. L’eccezione deve essere disattesa per manifesta infondatezza, in condivisione con quanto espresso sul punto dalle pronunce di questa Corte n. 12350 del 18/11/1992, n. 3793 del 15/03/2002 e n. 13880 del 1/06/2017. Invero, le situazioni della madre e del padre, che secondo il ricorrente sarebbero normativamente discriminate con asserita violazione del principio di eguaglianza ex art. 3 Cost., non sono paragonabili, perché l’interesse della donna a interrompere la gravidanza ai sensi della L. n. 194 del 1978 o a rimanere anonima ai sensi del D.P.R. n. 396 del 2000, non può essere assimilato all’interesse di chi, negando la volontà diretta alla procreazione, pretenda di sottrarsi alla dichiarazione di paternità naturale. Non può pertanto lamentarsi alcuna disparità di trattamento, attesa la ragionevolezza della scelta legislativa di regolare in maniera differenziata situazioni tra loro diverse. In particolare, circa il riferimento alla normativa sull’interruzione della gravidanza, addotta dal ricorrente quale tertium comparationis, è stato altresì affermato che, in relazione all’art. 269 cod. civ., che attribuisce la paternità naturale in base al mero dato biologico, senza alcun riguardo alla volontà contraria alla procreazione del presunto padre, è manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale sollevata in riferimento all’art. 3 Cost., in ragione della disparità di trattamento che ne risulterebbe in danno dell’uomo rispetto alla donna, alla quale la legge 22 maggio 1978, n. 194 attribuisce la responsabilità esclusiva di interrompere la gravidanza ove ne ricorrano le condizioni giustificative, e ciò in quanto le situazioni poste a confronto non sono comparabili, l’interesse della donna alla interruzione della gravidanza non potendo essere assimilato all’interesse di chi, rispetto alla avvenuta nascita del figlio fuori del matrimonio, pretenda di sottrarsi, negando la propria volontà diretta alla procreazione, alla responsabilità di genitore, in contrasto con la tutela che la Costituzione, all’art. 30, riconosce alla filiazione naturale”.

A questo punto, chiarito il preliminare aspetto sull’eventuale “inganno” del partner quale ragione non sufficiente per sottrarsi alle responsabilità genitoriali, si esamineranno di seguito le conseguenze di una eventuale dichiarazione giudiziale di paternità.

Simbolo della bilancia della giustizia

Le Conseguenze Legali del Riconoscimento di Paternità

Nel caso in cui un padre si trovi nella situazione di non voler riconoscere il figlio alla nascita o di dubitare della paternità, possono sorgere complicanze legali. È peraltro possibile che, al momento della nascita del bambino, il padre effettui anche privatamente dei test del DNA per chiarire con pochi centinaia di €uro la questione sulla discendenza (a maggior ragione nel caso di rapporti occasionali o sporadici, se non isolati). Tuttavia, la situazione può evolvere diversamente.

Che cosa succede se non si vuole riconoscere il figlio alla nascita e non si vuole fare il test?

Nell’eventualità in cui non si dovesse riconoscere il figlio al momento della nascita, eventualmente la madre (o anche il figlio stesso quando diventerà maggiorenne) potrà adire il competente Tribunale per ottenere un riconoscimento giudiziale di paternità. L’azione di dichiarazione giudiziale di paternità e maternità è disciplinata dagli artt. 269 e seguenti del Codice Civile. L’azione è tesa a riconoscere la paternità (o la maternità) indipendentemente dalla volontà del padre o della madre. La ratio della norma è chiara, e si ricava anche dal principio generale cardine che regola il diritto di famiglia in generale: il principio dell’interesse del minore. L’azione di riconoscimento di paternità è finalizzata non solo al riconoscimento dello status giuridico, ma anche - evidentemente - al riconoscimento di un contributo al mantenimento per il figlio, a cui il genitore per legge NON può sottrarsi (artt. 337ter e ss cc).

Il Procedimento Giudiziario

Intimazioni e diffide stragiudiziali con raccomandate a parte, il procedimento vero e proprio inizia con un ricorso giudiziale al competente Tribunale (ordinario), su istanza della madre o del figlio. Il Tribunale fisserà un’apposita udienza di comparizione delle parti: da lì inizierà il procedimento e la conseguente istruttoria. È fondamentale prestare attenzione alle notifiche ricevute: il ricorso e il decreto di fissazione udienza saranno notificati al presunto padre, il quale potrà costituirsi in giudizio o scegliere se rimanere contumace (cioè non difendersi). La dichiarazione di contumacia può avere effetti concretamente devastanti, soprattutto dal punto di vista della prova in fase istruttoria: se non ci si difende, il giudice ascolterà solo le ragioni di controparte, con maggiori possibilità per chi non si difende di perdere la causa (e no, ignorare le raccomandate NON è una buona idea). È quindi sempre consigliabile la costituzione in giudizio a mezzo avvocato.

La Prova della Paternità e il Rifiuto del Test del DNA

L’istruttoria del procedimento, come detto, riguarda la prova della paternità e questa può essere data “con ogni mezzo”. Tralasciando le prove testimoniali (ovvero persone che possono confermare la relazione tra la madre e il presunto padre nel periodo del concepimento) e documentali (screenshot e registrazioni compresi), un’importanza cruciale riveste la prova tecnico-scientifica dell’esame ematologico o del DNA (ad esempio per tampone di saliva). Tale esame può risultare “invasivo” e, di base, il Giudice non può costringere il presunto padre a prendervi parte. Non è infatti possibile una coercizione fisica di questo tipo, e il soggetto può legittimamente rifiutarsi di compiere tale esame. Tuttavia il rifiuto ingiustificato, da parte del presunto padre, di sottoporsi al suddetto esame può essere utilizzata come argomento di prova da parte del Giudice per determinare la paternità (cfr. Corte di Cassazione, sez. I Civile, ordinanza 9 ottobre - 13 dicembre 2018, n. 32308).

Il rifiuto ingiustificato di sottoporsi agli esami costituisce infatti un comportamento valutabile dal giudice ex art. 116 cpc, infatti anche in assenza di prove di rapporti sessuali tra le parti, in quanto è proprio la mancanza di riscontri oggettivi assolutamente certi e difficilmente acquisibili circa la natura dei rapporti intercorsi e circa l’effettivo concepimento a determinare l’esigenza di desumere argomenti di prova dal comportamento processuale dei soggetti coinvolti (cfr. Cass., sent. 3470/2016; Cass. n. 25675/2015; Cass. n. 13885/2015). In poche parole il rifiuto di sottoporsi al test diventa un argomento di prova. Secondo il dettato ex art. 116 cpc, “Il giudice deve valutare le prove secondo il suo prudente apprezzamento, salvo che la legge disponga altrimenti. Il giudice può desumere argomenti di prova dalle risposte che le parti gli danno a norma dell’art. 117 cpc, dal loro rifiuto ingiustificato a consentire le ispezioni che egli ha ordinato e, in generale, dal contegno delle parti stesse nel processo”. Di conseguenza, il fatto di non volersi sottoporre all’esame potrebbe portare il Tribunale a determinare che proprio il soggetto resistente sia il padre.

Illustrazione di un test del DNA

Quali sono le conseguenze giuridiche a seguito di una dichiarazione giudiziale di paternità?

La dichiarazione di paternità, una volta accertata giudizialmente, verrà annotata nei registri pubblici e comporta dei doveri ineludibili. Infatti, la Costituzione prevede che “è dovere e diritto dei genitori mantenere, istruire ed educare i figli, anche se nati fuori dal matrimonio. Nei casi di incapacità dei genitori, la legge provvede a che siano assolti i loro compiti. La legge assicura ai figli nati fuori dal matrimonio ogni tutela giuridica e sociale, compatibile con i diritti dei membri della famiglia legittima. La legge detta le norme e i limiti per la ricerca della paternità” (art. 30 Costituzione). Il figlio ha, quindi, diritto a quell’assistenza morale (contatti, frequentazioni, educazione, ..) e a quegli insegnamenti che gli consentono di sviluppare la sua personalità il più possibile in sintonia con le sue inclinazioni e aspirazioni; ha inoltre diritto al mantenimento da parte dei genitori.

Potrà quindi essere fissata una somma mensile per il mantenimento del figlio (tenuto ovviamente conto delle Sue condizioni economiche e degli ulteriori criteri ex art. 337ter cc), con diritto agli arretrati degli anni precedenti (nell’ipotesi in cui il giudizio non venisse incardinato immediatamente dopo il momento della nascita ma dopo qualche anno dalla nascita del figlio; si tratta normalmente di (almeno) 5 anni, salvo casi specifici). Il diritto al mantenimento resta fermo anche in favore del figlio maggiorenne per consentirgli di acquisire la preparazione culturale e sociale che gli consenta di diventare produttivo e maturo per il suo futuro, a condizione che, però, il mancato inserimento nel mondo del lavoro non dipenda da sua negligenza.

L'articolo 316-bis del Codice civile, rubricato "Concorso nel mantenimento", stabilisce che "I genitori devono adempiere i loro obblighi nei confronti dei figli in proporzione alle rispettive sostanze e secondo la loro capacita' di lavoro professionale o casalingo. Quando i genitori non hanno mezzi sufficienti, gli altri ascendenti, in ordine di prossimità, sono tenuti a fornire ai genitori stessi i mezzi necessari affinchè possano adempiere i loro doveri nei confronti dei figli. In caso di inadempimento il presidente del tribunale, su istanza di chiunque vi ha interesse, sentito l'inadempiente ed assunte informazioni, può ordinare con decreto che una quota dei redditi dell'obbligato, in proporzione agli stessi, sia versata direttamente all'altro genitore o a chi sopporta le spese per il mantenimento, l'istruzione e l'educazione della prole. Il decreto, notificato agli interessati ed al terzo debitore, costituisce titolo esecutivo, ma le parti ed il terzo debitore possono proporre opposizione nel termine di venti giorni dalla notifica. L'opposizione è regolata dalle norme relative all'opposizione al decreto di ingiunzione, in quanto applicabili. Le parti ed il terzo debitore possono sempre chiedere, con le forme del processo ordinario, la modificazione e la revoca del provvedimento."

Il figlio ha peraltro anche doveri nei confronti del genitore, fra il quale l'obbligo di rispettare i genitori (art. 315-bis c.c.).

Prepararsi alla gravidanza: i consigli della ginecologa

tags: #come #puo #fregare #una #donna #per