Latte Artificiale Senza Maltodestrine: Un'Analisi Approfondita di Caratteristiche, Composizione e Scelte Informate

La nascita di un bambino è un momento pieno di gioia ed emozione, ma può anche sollevare dubbi e domande, specialmente riguardo all'alimentazione. Questo argomento preoccupa molti genitori, che desiderano il meglio per lo sviluppo dei propri figli. Sebbene il latte materno sia senza dubbio l'opzione raccomandata per i suoi numerosi benefici, sia per la madre che per il bambino, in alcune situazioni non è sempre possibile ricorrere all'allattamento al seno, a causa di una scarsa produzione di latte (ipogalattia), di patologie materne o del neonato. In questi casi, la necessità di un sostituto del latte materno diventa impellente. I latti artificiali, anche detti formulati (starting e follow-up), rappresentano la più valida alternativa in caso di ipo o agalattia materna. Far crescere un lattante con latte artificiale dovrebbe essere conseguenza di una necessità e non una scelta, dato che, come anticipato, i benefici dell’allattamento al seno per il neonato sono ineguagliabili. È importante anche non demonizzare il binomio neonati e latte artificiale dato che, in sostanza, si tratta di un alimento completo e sicuro. Tutte le formule in commercio, per essere autorizzate, devono rispondere a specifiche caratteristiche, ben regolamentate, garantendo che il latte artificiale reperibile in Italia sia conforme a una ristretta normativa CEE che ne specifica gli ingredienti e la composizione.

L'Importanza Ineguagliabile del Latte Materno

Il latte materno è l'alimento più adatto per la crescita di un neonato, sia per quel che riguarda il profilo igienico-sanitario sia quello nutrizionale. L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e le associazioni di pediatria e di ginecologia consigliano il latte materno in quanto ricco di principi essenziali per lo sviluppo dei neonati, raccomandando l’allattamento al seno durante i primi 6 mesi di vita. Il latte umano si è evoluto nell'arco di milioni di anni per essere l'alimento perfetto per i neonati umani. È molto più complesso del latte di altri mammiferi, poiché permette lo sviluppo del nostro cervello più complesso, nonché del nostro sistema digestivo e di quello immunitario unici nel proprio genere. Al contrario, il latte vaccino da cui viene prodotta la maggior parte del latte in polvere soddisfa le esigenze specifiche dei vitelli e non è sicuro per i bambini umani; pertanto, durante la trasformazione in latte artificiale per neonati deve subire notevoli procedure di lavorazione.

Ogni goccia del latte materno contiene migliaia di componenti benefici, che dal colostro che ricopre e protegge la mucosa gastrica del neonato al latte maturo che lo aiuta a crescere forte, contribuiscono a un sano sviluppo. Tra questi componenti vi sono anticorpi per la protezione dalle malattie, ormoni che favoriscono il legame materno e regolano l'appetito, cellule staminali che sostengono lo sviluppo e la riparazione di organi, globuli bianchi che combattono le infezioni, batteri benefici che proteggono il sistema digestivo del bambino, prebiotici chiamati oligosaccaridi che promuovono la salute dell'intestino, acidi grassi a catena lunga che favoriscono lo sviluppo del cervello, del sistema nervoso e degli occhi, ed enzimi che sostengono il sistema digestivo e quello immunitario, oltre a nucleotidi e ormoni che favoriscono lo sviluppo di un regolare ritmo sonno-veglia.

Uno dei vantaggi del latte materno rispetto a quello in polvere è che si tratta di un fluido vivente capace di adattarsi alle mutevoli esigenze del bambino. Pertanto, quando il bambino si ammala, il corpo della madre produce globuli bianchi e anticorpi supplementari che viaggiano nel latte e aiutano a combattere l'infezione. Come afferma il Prof. Peter Hartmann, esperto di fama internazionale di allattamento al seno e produzione di latte, "Le proprietà protettive del latte materno sono fondamentali oltre che una caratteristica unica nell'evoluzione della lattazione. Tuttavia, data la complessità del latte materno, non abbiamo ancora i dati necessari per capire la portata di tutti gli elementi protettivi e il rispettivo ruolo." Egli aggiunge: "Prendiamo gli oligosaccaridi per esempio; ne esistono più di 200. Costituiscono il terzo componente più abbondante del latte materno; eppure, abbiamo un'idea molto vaga di ciò che fanno! Probabilmente hanno strutture molto complesse che li rendono affini a particolari proteine in modo che quando l'oligosaccaride e la proteina si uniscono ottengono effetti biologici."

Il latte materno non è soltanto un alimento: svolge un'importante funzione protettiva, riduce la probabilità del bambino di soffrire di diarrea, gastroenterite, infezioni all'orecchio, raffreddori, influenza e mughetto e dimezza il suo rischio di sindrome della morte improvvisa del lattante (SIDS). L'allattamento è stato associato anche a un comportamento, a una vista e a un allineamento dentale migliori. Un bambino allattato al seno presenta inoltre un minor rischio di obesità e sono inferiori anche le sue possibilità di contrarre il diabete di tipo 1 e 2 e alcuni tipi di cancro in tutto l'arco della vita. Oltre ai benefici per il bambino, l'allattamento brucia anche fino a 500 calorie al giorno, aiutando la madre a perdere peso più velocemente dopo il parto. Inoltre, più a lungo si allatta al seno, minore è il rischio di sviluppare tumori al seno, all'utero e alle ovaie, malattie cardiache e diabete di tipo 2.

Dal punto di vista pratico, l'allattamento al seno è solitamente più economico; si stima che le famiglie che allattano esclusivamente al seno risparmino da 1.200 a 1.500 USD durante il primo anno di vita del proprio bambino. Permette inoltre di risparmiare tempo durante le poppate notturne e aiuta entrambi a riprendere sonno più velocemente, potendo dormire 40-45 minuti in più per notte. In generale, l'allattamento consente di risparmiare più tempo, poiché non è necessario lavare, sanificare, bollire l'acqua e preparare le bottiglie di latte artificiale: il latte materno è sempre pronto alla temperatura giusta. Infine, gli alimenti che la madre assume conferiscono sapore al suo latte; in questo modo il bambino può sperimentare nuovi gusti a ogni poppata e apprezzare una più ampia varietà di alimenti quando inizia a nutrirsi con cibi solidi.

Benefici del latte materno per la salute

Il Latte Artificiale: Una Necessità Regolamentata e i Suoi Sviluppi

La composizione del latte in formula o latte artificiale, sia esso liquido o in polvere, contiene tutti i principi essenziali per una crescita sana. Si tratta di un derivato del latte vaccino che viene modificato per ottenere proprietà nutrizionali simili a quelle del latte materno. Quando si palesano disturbi materni o di ipogalattia (scarsa produzione di latte) oppure, ancora, quando si vuole prevenire le ragadi, specialmente se predisposte, il latte artificiale è indispensabile. È fondamentale sapere che tutte le formule in commercio sono equivalenti e dunque intercambiabili. Per essere autorizzate, devono ovviamente rispondere a delle specifiche caratteristiche, ben regolamentate. Le linee guida indicate dal Comitato per la Nutrizione della Società Europea di Gastroenterologia e Nutrizione Pediatrica (ESPGHAN), sin dal 1977, sono state prese come punto di riferimento nella preparazione dei latti artificiali per il neonato a termine. A queste si aggiungono le norme stabilite dal Codex Alimentarius prodotto dall'OMS e dalla FAO.

"Gli scienziati hanno dimostrato che il latte materno contiene oltre 1.000 proteine; le migliori aziende produttrici di latte in polvere stanno cercando di moltiplicarne soltanto una o altre," spiega il Prof. Hartmann. "Inoltre, sono appena riuscite a sintetizzare solamente alcuni dei numerosi oligosaccaridi presenti nel latte materno. Quindi, copiare un paio di proteine e oligosaccaridi non permette di replicare il latte materno!" Per quanto riguarda il latte vaccino, è necessario aggiungere una quantità superiore di proteine per portare il numero di aminoacidi al livello di cui il bambino ha bisogno. Il Prof. Hartmann continua: "Tuttavia, tali proteine vengono metabolizzate e scomposte in componenti che possono essere convertiti in grassi. Questo è uno dei problemi del latte in polvere, sebbene i bambini se la cavino piuttosto bene. Spesso, i genitori pensano di fare del bene ai propri neonati somministrandogli latte in polvere, perché crescono moltissimo; in realtà, questo potrebbe non essere un bene per la loro salute a lungo termine. Pertanto, le aziende che producono latte in polvere attualmente stanno provando a ridurre i livelli proteici nel latte prodotto per evitare che i bambini ingrassino troppo".

Composizione Generale del Latte Artificiale

Gli ingredienti variano a seconda della marca e del paese; ad ogni modo, di solito il latte in polvere per neonati è composto da latte vaccino scremato lavorato con emulsionanti e stabilizzanti aggiunti per aiutare gli oli e l'acqua a mescolarsi quando si prepara la pappa. Oltre ai nutrienti essenziali, i latti vengono spesso addizionati con sostanze che avrebbero il compito di renderli ancora più simili al latte materno e per le quali vengono vantati effetti benefici.

Per rendere la sua composizione quanto più simile a quella del latte materno, il latte vaccino viene modificato tramite una riduzione del contenuto proteico, la sostituzione della panna (la parte grassa) con una miscela di grassi di origine animale e vegetale, un aumento degli zuccheri (in particolare lattosio), di aminoacidi (i componenti delle proteine), vitamine e sali minerali. In generale, per garantire il giusto apporto di aminoacidi essenziali nelle diverse formule lattee, è necessario utilizzare una quota proteica superiore a quella del latte materno. Diversi sono i valori medi consigliati dalle maggiori organizzazioni: 1,8-2,8 g/100 kcal (ESPGHAN 1977), 1,8-4,0 g /100 kcal (Codex Standard 1981), 1,8-3 g /100 kcal (ESPGHAN IEG 2005).

Sono disponibili formule a prevalente contenuto di sieroproteine (con un conseguente incremento della treonina, presente nel glicomacropeptide o GMP) e formule a prevalente contenuto di caseina (comportano un incremento di metionina e degli aminoacidi aromatici e ramificati con un ridotto contenuto in taurina e cistina). Più in generale, variando il rapporto sieroproteine/caseina dei latti formulati, varia molto l’apporto di aminoacidi e quindi la concentrazione degli aminoacidi plasmatici. Nel tentativo di avvicinare la composizione delle formule adattate al latte materno, l’industria delle formule per lattanti ha, partendo dal latte vaccino, elevato la quota di alfa-lattoalbumina. Bambini alimentati con formule a ridotto contenuto proteico ma arricchite di alfa-lattoalbumina hanno mostrato un pattern aminoacidemico molto simile a quelli di lattanti alimentati al seno. In generale sono preferibili latti formulati con un livello proteico non elevato, poiché una dieta iperproteica può determinare a breve termine un sovraccarico di aminoacidi (es. ipertirosinemia), ammonio (con impegno del fegato), urea (impegno del rene), radicali solforati, acidosi metabolica (impegno del rene).

Composizione nutrizionale delle formule per lattanti

Carboidrati nel Latte Artificiale e le Formule Senza Maltodestrine

Il contenuto totale dei carboidrati nelle formule artificiali varia da 65 a 84 g/L. Riguardo ai tipi di carboidrati, il lattosio è presente in 10 formule su 32, lattosio + maltodestrine in 21/32, lattosio + amido in 1/32, glucosio in 3/32. Il lattosio è uno zucchero naturale presente nel latte materno e nel latte vaccino. La presenza di monosaccaridi, come il glucosio, aumenta l'osmolalità del latte; non vi è pertanto l’indicazione di eccedere la quota di glucosio oltre quella presente nel latte materno (0,5-1 g/l).

Nel contesto della formulazione, è importante considerare le alternative alle maltodestrine. Le maltodestrine sono polisaccaridi ottenuti dall'amido, spesso usati nelle formule artificiali come fonte di carboidrati e per aumentare la densità energetica. Tuttavia, non tutte le formule le includono. Esistono prodotti che contengono lattosio come unica fonte di carboidrati, fornendo al bambino tutti i nutrienti necessari per una crescita sana. Ad esempio, il latte Humana 1 per lattanti contiene lattosio come unica fonte di carboidrati e DHA come prescritto dalla legge per tutte le formule per lattanti.

La scelta di un latte artificiale senza maltodestrine può essere motivata da diverse considerazioni. Alcuni genitori o pediatri potrebbero preferire formule con una composizione più semplice o evitare l'aggiunta di zuccheri complessi per specifici motivi legati alla digestione o al metabolismo del bambino. Formule prive di maltodestrine tendono a basarsi maggiormente sul lattosio, che è lo zucchero predominante nel latte materno e ben tollerato dalla maggior parte dei lattanti sani. Questo approccio mira a replicare più fedelmente il profilo glucidico del latte materno, potenzialmente riducendo il rischio di problemi digestivi o alterazioni della flora intestinale legate a fonti di carboidrati diverse.

Analisi Comparative Del Latte

L'Apporto Lipidico e l'Arricchimento con LC-PUFA

L’apporto lipidico delle formule artificiali tende a coprire circa il 50% dell’apporto energetico totale per non incorrere nel rischio di una formula iperosmolare (per eccesso di apporto di proteine e carboidrati). Devono inoltre apportare una quantità di acidi grassi insaturi prossima a quella del latte materno (circa il 50%). Le recenti formule contengono il 35% di acidi grassi con acido palmitico esterificato in posizione beta. Questo comporta un miglior assorbimento del calcio, una migliore consistenza delle feci e una migliore mineralizzazione ossea.

È anche possibile classificare le diverse formule in funzione della fonte lipidica utilizzata, che può includere olio di pesce, fosfolipidi di tuorlo d'uovo o oli vegetali. Gli oli vegetali sono un’ottima fonte di monoinsaturi e di acidi grassi essenziali (AGE), ma non contengono acidi grassi polinsaturi a lunga catena (LC-PUFA). La specie umana è dotata di sistemi enzimatici che permettono la sintesi di acidi grassi saturi e monoinsaturi, ma gli acidi grassi polinsaturi a lunga catena (LC-PUFA), e in particolare l'acido arachidonico (ARA) e l'acido docosaesaenoico (DHA), sono sintetizzati (per elongazione) dagli acidi grassi essenziali.

Gli acidi grassi poliinsaturi a catena lunga (LC-PUFA), in particolare il DHA e l'ARA, sono presenti nella frazione grassa del latte materno. Nonostante il bambino sia in grado di sintetizzarli a partire dagli altri acidi grassi insaturi presenti normalmente nel latte artificiale (acido linoleico ed alfa-linolenico), si sostiene che un arricchimento in DHA e ARA, rendendo questi nutrienti prontamente disponibili, possa giocare un ruolo chiave nello sviluppo del sistema nervoso del neonato e nel favorirne la crescita. Si consiglia nelle formule per bambini a termine almeno lo 0,2% degli acidi grassi totali di acido docosaesaenoico (LCP preformato omega-3) e lo 0,35% di acido arachidonico (LCP preformato omega-6). L'Aptamil Profutura 1 Liquido Nutricia, ad esempio, è formulato con DHA come previsto dalla normativa per tutte le formule per lattanti.

Vitamine, Sali Minerali e Micronutrienti

Anche riguardo alle vitamine il tentativo dei latti formulati è quello di uniformarsi, per quanto possibile, al latte materno. La qualità nutrizionale e la sicurezza sono garantite dalla rispondenza ai requisiti fissati dalla normativa, italiana ed europea, che stabilisce quali nutrienti devono o possono entrare nella composizione del latte artificiale ed in quali percentuali, per soddisfare il fabbisogno alimentare del bambino.

Nel latte materno il rapporto Calcio (Ca):Fosforo (P) è di circa 2:1, mentre nei latti formulati è di circa 1:5. Il livello di calcio è inversamente proporzionale a quello del fosforo. Un alimento ricco di fosfati può determinare una riduzione della calcemia. Inoltre, un elevato livello plasmatico di fosfato determina iperparatiroidismo con conseguente aumento della demineralizzazione ossea. Le feci del lattante al seno sono prevalentemente acide e la flora intestinale è rappresentata soprattutto da L. Bifidus. Un eccesso di fosfati nella dieta aumenta il pH delle feci ed impedisce una normale e protettiva acidificazione. D’altra parte, un apporto eccessivo di calcio determina una diminuzione dell’assorbimento dei grassi.

Il calcio ed il ferro sono micronutrienti essenziali durante tutto il primo anno di vita. A questo proposito la biodisponibilità di questi elementi è un fattore critico e di notevole importanza per tutta l’età pediatrica. Nelle nuove formule sia il calcio che il ferro sono incapsulati in liposomi che resistono all’ambiente gastrico e raggiungono quindi efficacemente l’intestino. Ai latti vengono aggiunti anche nucleotidi (es. adenosina, guanosina, sostanze che servono per il normale funzionamento delle cellule) e taurina (un aminoacido), tutti scarsi nel latte vaccino. Si afferma che queste sostanze favoriscano la maturazione dei vari apparati durante la crescita, ma al momento non si sa quale sia l'effettiva utilità di tale supplementazione per lo sviluppo del lattante sano. Alcuni latti artificiali vantano la presenza di probiotici, aminoacidi, nucleotidi, zuccheri e acidi grassi che dovrebbero renderli più simili al latte materno, ma ad oggi non esistono prove della necessità di questa integrazione.

Confronto tra i livelli di calcio e fosforo nel latte materno e nelle formule

Prebiotici, Probiotici e Oligosaccaridi Non Digeribili (OND)

Al fine di avvicinarsi al latte materno, sono state ottenute formule arricchite con prodotti diversi, ma in grado di riprodurne gli effetti biologici degli oligosaccaridi, come i prebiotici e i probiotici. Ecco quindi comparire gli Oligosaccaridi Non Digeribili (OND). Questi sono ottenuti per estrazione da vegetali o per sintesi enzimatica; sono caratterizzati dalla presenza nelle loro molecole di legami resistenti all’azione degli enzimi digestivi; raggiungono il colon in elevata percentuale dove vengono utilizzati dalla flora microbica residente. Gli oligosaccaridi non digeribili attualmente impiegati nelle formule includono i Frutto-oligosaccaridi (FOS), i Galatto-oligosaccaridi (GOS), e miscele di galatto-oligosaccaridi ed inulina.

La flora intestinale dei neonati allattati al seno contiene un numero elevato di bifidobatteri e lattobacilli che potrebbero renderli meno suscettibili alle infezioni, soprattutto intestinali (in tema di "difese" non bisogna dimenticare che le immunoglobuline presenti nel latte materno conferiscono al bambino un'immunità protettiva). Sulla base di questa ipotesi, alcuni latti artificiali vengono arricchiti di questi microrganismi, chiamati probiotici. Ad oggi non è, però, dimostrato che questa integrazione serva a proteggere il bambino nei confronti delle infezioni. I latti ad idrolisi parziale (formule HA) generalmente hanno un contenuto di lattosio inferiore e includono probiotici e prebiotici, con l'obiettivo di prevenire o ridurre l'insorgenza di allergia alimentare nei neonati e nei lattanti che presentano familiarità per questa malattia.

Illustrazione della flora intestinale e l'effetto dei prebiotici

Tipi di Latti Speciali e Loro Indicazioni Specifiche

L’industria ha messo a disposizione di pediatri e genitori una gamma completa e complessa di latti per alimentare in maniera corretta anche il bambino affetto da patologie allergiche o metaboliche. Chiamati anche dietetici, i latti speciali sono alimenti di provenienza vegetale od animale preparati dall'industria per il trattamento e la prevenzione di determinate patologie. Sono prodotti assai diversi tra loro che non rientrano nell'ambito dei normali latti per l'infanzia e che dovrebbero essere impiegati dietro prescrizione medica e solo in determinate situazioni. I latti speciali non sono equivalenti ai normali latti per lattanti presenti in commercio, ma rappresentano un'alternativa dietetica quando esistono precise malattie od un rischio per la salute del bambino. Vi sono, infatti, specifici problemi che controindicano l'uso del latte di donna (per esempio alcune malattie del metabolismo) ed altri che controindicano non solo quello di donna ma anche il latte artificiale (per esempio nei casi di ridotto assorbimento intestinale dopo gastroenteriti acute o dopo grossi interventi chirurgici addominali, oppure nel caso dell'intolleranza alle proteine del latte vaccino o delle allergie alimentari). Tutte queste situazioni richiedono la somministrazione di latti speciali. Sono specifici per alimentare bambini con intolleranza alle proteine del latte vaccino (IPLV) ed in quelli con problemi di malassorbimento intestinale.

  • Latti a Base di Proteine Idrolisate: Questi latti possono essere di due tipi: quelli ad idrolisi spinta e quelli ad idrolisi parziale (chiamati anche formule HA).

    • Latti idrolisati spinti: Rappresentano una scelta sicura per i bambini con IPLV. Derivano dal latte vaccino le cui proteine vengono trattate industrialmente fino ad essere scisse in tanti peptidi (che sono gruppetti di amminoacidi) sufficientemente piccoli da evitare che si generino reazioni negative con il sistema immunitario (poiché sono le proteine le responsabili di allergie ed intolleranze). I loro svantaggi principali sono il sapore poco gradevole (tanto che a volte sono rifiutati dal bambino), il costo elevato e, per alcuni di essi, le manipolazioni a cui sono state sottoposte non solo le proteine ma anche lipidi e glucidi (zuccheri) in essi contenuti (perciò non sempre completi dal punto di vista nutrizionale). Nei soggetti con IPLV, in cui sono le proteine del latte vaccino le responsabili della malattia, è pertanto opportuno scegliere quei prodotti che abbiano subito modificazioni industriali a carico della sola componente proteica. Si usano per quei bambini che hanno gravi allergie al latte vaccino o intolleranze alimentari multiple.
    • Latti ad idrolisi parziale (Formule HA): In questi latti è presente una miscela di proteine di diversa grandezza, alcune di dimensioni tali da poter indurre, in soggetti con IPLV, reazioni allergiche anche gravi. Questi prodotti sono stati concepiti per prevenire o ridurre l'insorgenza di allergia alimentare nei neonati e nei lattanti che presentano familiarità per questa malattia. Hanno quindi scopo esclusivamente profilattico, a differenza dei veri latti ipoallergenici, che sono quelli ad idrolisi spinta, da impiegarsi nei bambini con vera allergia alimentare. I latti ad idrolisi parziale, perciò, non devono mai essere usati nei casi di documentata allergia. Le esperienze finora condotte hanno potuto stabilire che essi consentono un buon accrescimento, non creano problemi alimentari e sono ben accettati dai bambini, in quanto dotati di un buon sapore.
  • Latti a Base di Soia: Sono costituiti da proteine purificate per almeno il 90% che si ricavano da semi di soia di buona qualità, sgusciati e puliti. Vengono abitualmente integrati con metionina, di cui la proteina della soia è carente, e fortificati con vitamine ed oligoelementi. Inoltre, poiché come molti altri legumi, la soia contiene una sostanza, chiamata acido fitico, che riduce l'assorbimento dei minerali come ferro, zinco e rame, questi latti sono integrati anche di questi elementi, e contengono quindi circa 40 volte più ferro del latte materno. La componente lipidica è molto simile a quella usata nei latti formulati mentre tutti i latti di soia sono completamente privi di lattosio. Il latte di soia è stato dimostrato essere adeguato dal punto di vista nutrizionale: l'accrescimento dei lattanti alimentati con esso è analogo a quello dei lattanti alimentati con formule tradizionali. I latti di soia, però, non sono adeguati per l'alimentazione dei neonati pre-termine. I latti di soia sono stati spesso impiegati, senza molta fortuna, per risolvere piccoli problemi come rigurgiti e coliche. Al momento attuale, non vi sono ragioni valide per raccomandarne un uso indiscriminato in casi di questo tipo. È necessario impiegare un latte privo di lattosio, quindi sono indicati in caso di galattosemia e sono stati consigliati anche durante la fase acuta di una diarrea o nella fase di rialimentazione, una volta cessati i sintomi acuti.

  • Latti Antireflusso (AR): Questi latti vengono dati ai bambini con problemi di reflusso gastroesofageo. Contengono delle sostanze addensanti (come l'amido di riso, di mais, di patate) che ne aumentano la consistenza e trattengono grandi quantità d'acqua, aumentandone la viscosità.

  • Formule Senza Lattosio: Sono indicate per i bimbi con chiara intolleranza al lattosio, come nei casi di galattosemia (una condizione che provoca intolleranza al galattosio, uno zucchero presente nel lattosio) o intolleranza congenita al lattosio. A causa di queste patologie, i piccoli non possono assumere latte materno. Sono state consigliate anche durante la fase acuta di una diarrea o nella fase di rialimentazione, una volta cessati i sintomi acuti.

  • Formule di Latte di Capra: La dimensione delle proteine nelle formule di latte di capra è inferiore rispetto a quella delle proteine presenti nelle formule di latte vaccino, rendendole meno allergeniche, e di solito includono grassi vegetali. Possono rappresentare un'opzione, tra le altre situazioni, quando il bambino presenta galattosemia o intolleranza congenita al lattosio.

Schema delle diverse tipologie di latti speciali per neonati

Preparazione e Conservazione del Latte Artificiale

Quando si considera quale sia il miglior latte artificiale, è importante distinguere tra formulazioni liquide e in polvere. Entrambe sono equivalenti per quel che riguarda il profilo nutrizionale, ma non lo sono dal punto di vista igienico. Il latte liquido è più sicuro in quanto sterile, mentre quello in polvere potrebbe avere una flora microbica residua. In sostanza, ci sono dei microbi pericolosi che potrebbero sopravvivere al processo di produzione industriale e ritrovarsi nel latte in polvere che, se non ricostituito e conservato a modo, potrebbe essere dannoso per la salute. Per tal ragione è bene sapere qual è la corretta modalità di preparazione e conservazione di tale prodotto.

Il Ministero della Salute ha evidenziato l'importanza di raccomandazioni specifiche per la preparazione e la conservazione, quali anche l’utilizzo di un biberon sterilizzato. Se rispettate, queste riducono la possibilità di sviluppo di tale flora microbica eventualmente già presente nella polvere ed evitano contaminazioni. L'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha pubblicato un opuscolo dedicato proprio alla preparazione a casa del biberon con il latte in polvere. Le raccomandazioni includono:

  • Sterilizzazione del Biberon: Utilizzare soluzioni sterilizzanti, sterilizzatori in commercio o il classico metodo della bollitura. In questo caso, occorre mettere le varie parti in una pentola piena d'acqua, coprirla e portare ad ebollizione vivace. A questo punto si spegne e si lascia raffreddare.
  • Utilizzo dell'Acqua: Per sciogliere la polvere, utilizzare solo acqua ad alta temperatura. L'OMS consiglia di far bollire l'acqua (fino a un'ebollizione "vivace"), poi trasferire la quantità di acqua necessaria nel biberon e attendere che si raffreddi a non meno di 70° C. Controllare che non sia troppo caldo prima di darlo al bambino.
  • Consumo e Conservazione: Una volta preparata, la formula deve essere consumata entro un massimo di 2 ore dalla preparazione (o 1 ora dall'inizio dell'alimentazione del neonato) se si trova a temperatura ambiente, poiché conservare la formula da una poppata all'altra o riscaldarla può comprometterne la qualità e la sicurezza. Il formato pronto per il consumo è già preparato, permettendo al bambino di prenderlo direttamente, senza bisogno di aggiungere acqua. Tuttavia, la formula artificiale già pronta per l’uso deve essere consumata entro 24 ore dall’apertura della confezione.

Non esiste un criterio oggettivo, né tanto meno ufficiale, per determinare quale sia il miglior latte artificiale per un neonato. Come già accennato, i prodotti di questo tipo, per essere commercializzati, devono sottostare a un regolamento della Comunità Europea che si basa sulle norme stabilite dal Codex Alimentarius prodotto dall’OMS e dalla FAO. Nonostante non ci sia alcuna dimostrazione sul fatto che una formula artificiale sia migliore di un’altra, per gli effetti del marketing sono in molti a credere che esistano dei latti migliori.

Riguardo alle quantità di latte artificiale e alla frequenza delle somministrazioni, non ci sono orari per la nutrizione a richiesta: che sia allattato al seno o che venga nutrito con la formula, il bambino farà capire chiaramente quando avrà fame e quanto latte vorrà assumere.

Analisi Comparative Del Latte

Costo e Scelte del Consumatore

Le formulazioni in commercio sono numerose e con differenze di costo rilevanti. L'elevato costo del latte artificiale è stato oggetto nel corso degli anni di numerose polemiche e contestazioni a livello nazionale provenienti in particolare dalle varie associazioni di consumatori. Nonostante siano ora disponibili sul mercato alcuni latti a prezzo più contenuto, nel nostro paese, mediamente i latti per la prima infanzia hanno comunque un costo molto più alto rispetto agli altri paesi europei. Le ditte produttrici giustificano il costo maggiore con la presenza di nutrienti speciali che dovrebbero assicurare quel "qualcosa in più" in termini di sviluppo del neonato.

Tutti i latti in commercio contengono proteine, zuccheri e grassi in quantità bilanciate, vitamine e sali minerali. Qualità nutrizionale e sicurezza sono garantite dalla rispondenza ai requisiti fissati dalla normativa, italiana ed europea, che stabilisce quali nutrienti devono e possono entrare nella composizione del latte artificiale ed in quali percentuali, per soddisfare il fabbisogno alimentare del bambino. Le categorie di latti sono distinte dal numero 1, che indica i latti che servono per la nutrizione del bambino nei primi 4-6 mesi di vita, mentre i latti di proseguimento destinati ai lattanti dai 6 ai 12 mesi sono contraddistinti dal numero 2.

Molti genitori non sanno che le marche di sostituti del latte materno utilizzate nei punti nascita, e a volte consigliate alla dimissione, subiscono delle "turnazioni". Questo perché le varie formule in commercio sono equivalenti e dunque intercambiabili. Il latte materno, per la sua completezza, rappresenta il miglior nutrimento per il bambino. Nei rari casi in cui non è possibile allattare al seno o nei casi in cui la madre non vuole, se il bambino è sano, si può utilizzare un latte artificiale standard di qualunque marca. Alcuni latti artificiali vantano la presenza di probiotici, aminoacidi, nucleotidi, zuccheri e acidi grassi che dovrebbero renderli più simili al latte materno, ma ad oggi non esistono prove della necessità di questa integrazione per il lattante sano.

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