L’evoluzione della frequenza delle nascite gemellari: tra biologia, genetica e progresso medico

Dal punto di vista biologico i gemelli si definiscono come persone nate contemporaneamente. Se avete avuto questo sospetto osservando le famiglie di amici, non vi siete sbagliati: il numero di nascite gemellari è il più alto di sempre. «Le percentuali di gemelli sono più alte ora di quanto non lo siano mai state in 50 anni. Sono probabilmente le più elevate di sempre», commenta Christiaan Monden (Università di Oxford), che ha analizzato i dati sulle nascite di gemelli in 165 Paesi, dal 1980 al 2015.

Nella specie umana la gravidanza gemellare spontanea è un evento piuttosto raro. Come riportato in tutti i manuali, si ritiene che la frequenza di gravidanza gemellare o bigemina sia di 1/80 e che tale frequenza si riduca in maniera esponenziale con l’aumentare del numero dei feti. Si definisce gravidanza multipla quella in cui si sviluppano contemporaneamente due o più embrioni.

Infografica sulla distribuzione geografica e storica dei tassi di natalità gemellare nel mondo

I meccanismi biologici della gemellarità

I gemelli monozigoti si formano quando un solo ovocita fecondato da un solo spermatozoo, prima di raggiungere l’utero, si separa in due o più parti indipendenti fra di loro, ma in grado ciascuna di formare un individuo completo. I gemelli monozigoti sono sempre dello stesso sesso e si assomigliano tanto che in genere si fatica a distinguerli. La gravidanza bi-ovulare avviene per fecondazione di due ovociti ad opera di due spermatozoi diversi. Possono essere di sesso uguale o diverso.

La formazione dei gemelli monozigoti avviene quando un singolo ovulo fecondato da uno spermatozoo si divide, nelle primissime fasi dello sviluppo, in due embrioni distinti. Questo processo può avvenire in diversi momenti dopo la fecondazione:

  • Bicoriali-biamniotici: la divisione avviene entro i primi 3 giorni dalla fecondazione, portando a due placente e due sacchi amniotici separati.
  • Monocoriali-biamniotici: la divisione avviene tra il 4° e l’8° giorno, con i gemelli che condividono la stessa placenta ma hanno sacchi amniotici distinti. Questa è la forma più comune tra i gemelli monozigoti.
  • Monocoriali-monoamniotici: la divisione avviene tra l’8° e il 13° giorno, con i gemelli che condividono sia la placenta che il sacco amniotico.

Fattori di influenza: genetica ed età materna

È dimostrato che l'età delle madri al concepimento influenza la predisposizione a gravidanze gemellari. Un’altra ragione è l'età più avanzata in cui si mette su famiglia nei Paesi a medio ed alto reddito: perché con il passare dell'età per le donne è infatti più probabile produrre due cellule uovo per ciclo. L'incidenza delle nascite gemellari è influenzata anche da fattori genetici. La gemellarità ha sicuramente una componente ereditaria: questo spiegherebbe sia la ricorrenza di nascite gemellari in alcune famiglie, sia la differente frequenza di parti gemellari tra le diverse etnie. Sappiamo ad esempio che il tasso di gemellarità è più alto tra le popolazioni africane e più basso tra quelle asiatiche, mentre le popolazioni caucasiche stanno nel mezzo.

Recentemente sono stati pubblicati sull’American Journal of Human Genetics i risultati di una ricerca che ha messo a confronto il DNA di madri di gemelli dizigoti, di madri di gemelli monozigoti e di madri di non gemelli. La ricerca ha individuato due varianti genetiche che compaiono più spesso nelle madri di gemelli dizigoti e che hanno a che fare con la produzione dell’ormone che stimola la maturazione dei follicoli nelle ovaie femminili. Si è anche osservato che la frequenza di nascite di monozigoti rimane stabile nel tempo e nelle varie popolazioni.

Diagramma che illustra la differenza tra fecondazione monozigote e dizigote

L’impatto delle tecniche di riproduzione assistita

L’aumento più significativo si registra tra gemelli eterozigoti, ossia diversi, nati da due spermatozoi e due cellule uovo. Le cause dell'alta percentuale di fratelli nati dalla stessa gravidanza è attribuibile soprattutto alla diffusione delle tecniche di procreazione assistita. A partire dal 1975 si è osservato un aumento dell’incidenza delle gravidanze multiple nei vari Paesi. Tale fenomeno è correlato all’impiego di trattamenti della fertilità di coppia, soprattutto quelli che comportano il trasferimento di due o più embrioni.

Contrariamente a quanto ritenuto dall’opinione pubblica, la maggior parte delle gravidanze gemellari iatrogene è conseguente alla semplice induzione dell’ovulazione e non all’impiego di tecniche di riproduzione assistita. Inoltre, la fertilizzazione in vitro (FIVET) attua un discreto controllo dei fattori di rischio di gravidanza multipla, attraverso la limitazione del numero di embrioni o di ovociti che vengono trasferiti. Al contrario, l’induzione dell’ovulazione o della superovulazione (la produzione di un numero di ovociti maggiore rispetto al normale) non seguite

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