La Nascita e il Ciclo Vitale degli Afidi: Una Minaccia per le Coltivazioni

Gli afidi, insetti di piccole dimensioni spesso noti come pidocchi delle piante (Fig. 1), rappresentano una delle minacce più significative per le coltivazioni orticole, frutticole e florovivaistiche. La loro prolificità e rapidità di riproduzione li rendono capaci di colonizzare velocemente numerose specie vegetali, causando fitopatie e fungendo da vettori per pericolosi fitovirus come la vaiolatura delle drupacee (PPV) e il virus Y della patata (PVY).

Afidi (Aphis farinosa) su germogli vegetali

Caratteristiche Morfologiche e Classificazione degli Afidi

Questi insetti fitomizi appartengono alla superfamiglia degli Aphidoidea e sono diffusi in ogni parte del globo. Gli afidi sono insetti appartenenti all’ordine dei rincoti omotteri, superfamiglia Aphidoidea. Gli adulti hanno dimensioni di circa 2-3 mm e presentano un esoscheletro fragile. Morfologicamente, si osserva un capo provvisto di ocelli, occhi composti e un apparato boccale pungente succhiante dotato di rostro. Questo rostro viene inserito nei tessuti vegetali durante l’attività trofica per nutrirsi della linfa. Le antenne, disposte in modo ricurvo lungo il corpo, sono un carattere utilizzato per la classificazione: esse hanno una forma allungata e sottile, e presentano sensilli differenti secondo la specie.

Struttura anatomica di un afide

Una peculiarità morfologica degli afidi è la presenza o meno di ali membranose situate sul torace (Fig. 2, 3). L'insetto può essere attero oppure alato. Questa differenza morfologica può verificarsi sia tra individui femminili che maschili. L’addome è composto da 9 uriti dove sono talvolta situati processi detti sifoni. Questi sifoni sono utilizzati dall’insetto come difesa, tramite la produzione di feromoni o cera.

Adulto alato di afide (Myzus persicae)

Femmina attera di afide (Myzus persicae) e prole appena nata

Gli afidi presentano uno sviluppo postembrionale con stadi di neanide e ninfa. Questi stadi giovanili sono morfologicamente molto simili agli adulti, ma non presentano codicola e sifoni e hanno un numero ridotto di antennomeri.

Il Ciclo Vitale Complesso: Partenogenesi e Anfigonia

Il ciclo di sviluppo dei pidocchi delle piante è molto breve, con una durata di 7-10 giorni. Questa rapidità, unita alla possibilità di riprodursi in modo asessuato, consente alle colonie di afidi di svilupparsi sempre numerose, infestando solitamente gli organi giovani della pianta. Gli afidi, infatti, possono riprodursi sia per partenogenesi che per anfigonia, comprendendo sia specie vivipare che ovovivipare.

Il ciclo completo, definito olociclo, è il più diffuso e si presenta durante il periodo primaverile ed estivo. Il ciclo inizia con femmine fondatrici, le quali si riproducono per partenogenesi producendo figlie femmine. La nuova generazione (virginopara) può essere attera o alata. Anche in questo caso si osserva una riproduzione per partenogenesi. Se la prole è alata, si sposterà su un ospite secondario colonizzandolo. Alcune forme sono dette anfipare e generano per partenogenesi maschi o femmine anfigoniche. Queste ultime si riproducono in modo sessuale con i maschi, creando variazione genica.

La predominanza di forme alate si osserva quando la pianta, eccessivamente colonizzata, fornisce una scarsa risorsa trofica. Questo meccanismo assicura la dispersione degli afidi verso nuove fonti di cibo.

Afide verde del pesco

Danni Diretti e Indiretti alle Piante

Gli afidi causano danni alle piante in diversi modi. I danni diretti sono visibili soprattutto in caso di infestazione elevata. Si osservano ingiallimenti o appassimenti della foglia a causa della sottrazione di linfa. Inoltre, si possono notare accorciamenti della lunghezza degli internodi e una diminuzione della lamina fogliare. Benché di norma le leggere infestazioni non creino elevati danni diretti, alcune specie vegetali molto sensibili sono suscettibili all’attacco degli afidi, e le punture trofiche causano malformazioni e accartocciamenti, soprattutto nei germogli. Queste malformazioni sono dovute al rilascio di saliva da parte dell’insetto durante l'alimentazione.

I danni indiretti sono determinati dalla melata. La melata è una sostanza vischiosa e zuccherina rilasciata come scarto dagli afidi e da altri insetti appartenenti all’ordine dei rincoti, a seguito della suzione di linfa dai tessuti vegetali. Come anticipatamente detto, questa sostanza nuoce indirettamente alla pianta riducendo la capacità fotosintetica e creando le condizioni per la formazione di funghi di colore scuro, detti fumaggini.

Danni da afidi e fumaggine sulle foglie

Tuttavia, la melata può essere una risorsa per molti altri artropodi. Le formiche, per esempio, instaurano simbiosi mutualistiche con gli afidi per avere una fornitura costante di melata. Le api, invece, possono bottinare questa sostanza zuccherina, creando un miele dal sapore particolare.

Afidi come Vettori di Fitovirus

Gli afidi sono vettori per eccellenza di fitovirus. Possono svolgere trasmissione non persistente, semipersistente, nonché persistente. Essi acquisiscono il virus durante le punture di assaggio e l’attività trofica vera e propria. Quando l’afide si nutre su una pianta infetta, acquisisce il virus. Il virus può rimanere nello stiletto dell'afide o diffondersi per l’organismo e successivamente venire trasmesso per un tempo variabile a seconda delle modalità di trasmissione. Questo aspetto li rende particolarmente pericolosi per l'agricoltura, in quanto una singola infestazione può portare alla diffusione di malattie virali che compromettono gravemente la salute delle piante e la resa dei raccolti.

Schema di trasmissione virale da afide a pianta

Specie di Afidi e Loro Specificità

I pidocchi delle piante sono specie molto polifaghe, con un’estesa gamma di ospiti. Ciononostante, molte specie di afidi prediligono delle tipologie di colture. Ad esempio, Myzus persicae, o afide verde, è molto presente su piante orticole e ornamentali. Aphis gossypii, o afide del cotone, predilige le cucurbitacee. Aphis fabae colonizza leguminose e orticole, mentre Macrosiphum euphorbiae infesta tipicamente solanacee e ornamentali. Questa specificità di ospite è un fattore importante per la gestione delle infestazioni.

Esempi di afidi e le loro piante ospiti preferite

Strategie di Controllo degli Afidi

Il controllo visivo degli afidi permette di limitare la diffusione della popolazione. È fondamentale verificare la presenza di insetti alati o monitorare il numero di femmine, soprattutto sulle gemme e sui nuovi germogli, luoghi prediletti dagli afidi.

I metodi di controllo dell’insetto consistono sia nell’utilizzo di agrofarmaci, i quali agiscono per contatto danneggiando l’esoscheletro dell’afide, sia tramite biocontrollo. Il biocontrollo si avvale dell'utilizzo di insetti antagonisti in grado di predare gli afidi. Ne sono l’esempio più conosciuto le coccinelle, predatrici voraci in ogni fase di sviluppo (Fig. 4).

Afidi predati da una coccinella

Altre strategie di controllo includono l'uso di barriere fisiche, l'impiego di varietà vegetali resistenti, e pratiche agronomiche che ostacolano lo sviluppo delle colonie di afidi. La comprensione del ciclo vitale e delle abitudini di questi insetti è cruciale per implementare strategie di controllo efficaci e sostenibili. La ricerca continua, come quella condotta da studiosi del calibro di Kennedy J. S., Stroyan H. L. G. (1959) e Rabasse J. M., contribuisce a migliorare le nostre conoscenze e a sviluppare nuove soluzioni per la gestione degli afidi.

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