Il Giorno del ringraziamento (Thanksgiving Day in inglese), o brevemente il Ringraziamento, rappresenta una festa nazionale intrisa di storia e tradizione. Sebbene sia universalmente riconosciuta come un simbolo dell'identità statunitense, è celebrata in varie date non solo negli Stati Uniti e in Canada, ma anche in Grenada, Saint Lucia, Liberia e ufficiosamente in Brasile e nelle Filippine. Questa celebrazione è un'espressione di gratitudine per le benedizioni del raccolto dell'anno precedente e per le fortune ricevute. In Canada, il Ringraziamento si celebra il secondo lunedì di ottobre, mentre negli Stati Uniti la festa ricade il quarto giovedì di novembre. Similmente, in altri luoghi la celebrazione avviene più o meno nella stessa parte dell'anno, riflettendo le sue origini religiose all'interno della tradizione della chiesa cristiana protestante, la cui documentazione più antica risale a una celebrazione avvenuta nel 1621 e ripetuta in modo più documentato nel 1623.
Questa giornata ha radici profonde ed è caratterizzata da una combinazione di elementi storici, culturali e sociali che la rendono unica e apprezzata da milioni di persone. Negli Stati Uniti d'America, in particolare, il Thanksgiving Day è una delle festività più significative, un momento in cui le persone si riuniscono per esprimere gratitudine e per rafforzare i legami familiari e sociali.
Le Origini Europee e il Periglioso Viaggio verso il Nuovo Mondo
All'inizio del diciassettesimo secolo, l'Europa era un crogiolo di tensioni religiose e persecuzioni. Fu in questo contesto che i Padri Pellegrini, perseguitati in patria per la loro adesione a un cristianesimo rigorosamente calvinista, decisero di abbandonare l'Inghilterra. La loro visione di una nuova vita, libera da costrizioni religiose, li spinse a cercare rifugio nel Nuovo Mondo, l'attuale America del Nord.
Nel 1620, questa comunità di 102 pionieri si imbarcò sulla Mayflower, una nave simbolo di speranza e determinazione. La spedizione contava 52 uomini, 18 donne e 32 bambini, tutti animati dalla speranza di costruire una nuova società. Il viaggio attraverso l'oceano Atlantico fu estremamente duro; durante la traversata molti si ammalarono e alcuni morirono, testimoniando le immense difficoltà e i pericoli che i primi coloni dovevano affrontare per raggiungere le nuove terre. Dopo un lungo e faticoso viaggio, arrivarono finalmente sulle coste americane, pronti ad affrontare le sfide di un ambiente sconosciuto.

Il Difficile Inverno e la Sopravvivenza nel Nuovo Continente
Una volta sbarcati, i Pellegrini si trovarono di fronte a una realtà ben diversa da quella immaginata. Avevano portato dall'Inghilterra dei semi di vari prodotti che si coltivavano in patria e li seminarono nella terra dei nuovi territori, sperando in un raccolto abbondante. Tuttavia, la natura del terreno e il clima rigido, per loro inaspettato, resero la semina non sufficientemente produttiva. Le condizioni ambientali avverse non produssero i frutti necessari al sostentamento della popolazione, per cui quasi la metà di loro non sopravvisse al rigido inverno. Questo periodo fu caratterizzato da fame, malattie e una lotta costante per la sopravvivenza, che mise a dura prova la loro fede e la loro resilienza.
William Bradford, uno dei leader dei Pellegrini e futuro governatore della Colonia di Plymouth, documentò queste prime e difficili esperienze nella sua opera "Of Plymouth Plantation, 1620-1647". Questi resoconti offrono uno sguardo toccante sulle privazioni e le perdite subite, ma anche sulla tenacia con cui i coloni affrontarono l'ignoto, gettando le basi per un futuro che, sebbene incerto, prometteva libertà e nuove opportunità.
Il Primo Ringraziamento: L'Incontro con i Nativi e il Raccolto del 1621
Dopo il duro lavoro degli inizi e un inverno devastante, l'arrivo della primavera portò nuove speranze. I Pellegrini dovettero imparare a coltivare le specie locali e a cacciare la selvaggina del Nuovo Mondo. Fu in questo contesto che l'aiuto degli indigeni si rivelò fondamentale. I coloni invitarono alla festa anche gli indigeni, grazie ai quali avevano potuto superare le iniziali difficoltà di adattamento ai nuovi territori, gettando le basi per un futuro prospero e ricco di ambiziosi traguardi. La tribù Wampanoag, in particolare, giocò un ruolo cruciale, insegnando ai Pellegrini le tecniche di coltivazione del mais indiano e la caccia locale. Questo incontro amichevole tra coloni e nativi è spesso considerato il primo Thanksgiving della storia, un momento di gratitudine reciproca e condivisione.
Il successo del primo raccolto, ottenuto anche grazie alle conoscenze trasmesse dai nativi, fu un evento di tale portata da spingere i Pellegrini a indire un giorno di ringraziamento a Dio per l'abbondanza ricevuta. Iniziarono a raccogliere il piccolo raccolto che avevano, e ad allestire le loro case e abitazioni per l'inverno, essendo tutti ben ristabiliti in salute e forza e avendo tutte le cose in abbondanza. Infatti, mentre alcuni erano impegnati in faccende all'estero, altri si esercitavano nella pesca di merluzzo, branzino e altri pesci, di cui ne prendevano una buona scorta, e ogni famiglia aveva la sua porzione. Per tutta l'estate non ci fu alcun bisogno; e ora, con l'avvicinarsi dell'inverno, iniziarono ad arrivare in abbondanza i volatili, di cui questo luogo era pieno quando potevano essere cacciati (ma in seguito diminuirono gradualmente). E oltre al selvaggiume acquatico, c'erano moltissimi tacchini selvatici, di cui ne catturarono molti, oltre a cervi, ecc. Inoltre, avevano circa un pasto alla settimana a persona, o, da quando avevano raccolto il mais indiano in proporzione.
Un resoconto di prima mano di questo evento, tratto da "Mourt's Relation", descrive come raccogliendo il nostro raccolto, il nostro governatore inviò quattro uomini a caccia di uccelli, in modo che potessimo gioire insieme in modo speciale dopo aver raccolto i frutti del nostro lavoro. In un giorno, i quattro uccisero così tanti uccelli che, con un piccolo aiuto in più, servirono la compagnia per quasi una settimana. In quel periodo, tra gli altri svaghi, esercitammo le armi, e molti Indiani vennero tra noi, e tra gli altri il loro più grande re Massasoit, con circa novanta uomini, che intrattenemmo e festeggiammo per tre giorni. Uscirono e uccisero cinque cervi, che portammo alla piantagione e donammo al nostro governatore, al capitano e ad altri. Questo pennuto, il tacchino, molto facile da allevare, fu la portata principale nel primo pranzo del Ringraziamento tra coloni e nativi. L'anno successivo, nativi e Padri Pellegrini festeggiarono insieme il buon raccolto con un grande banchetto in cui ringraziarono il Signore per tanta abbondanza. Durante questa celebrazione, si narra che i coloni e i nativi abbiano condiviso cibo, inclusi tacchini, mais, zucca e altri alimenti locali.

La Consolidazione della Tradizione: Il Ringraziamento del 1623 e le Prime Proclamazioni
La tradizione del Ringraziamento non si esaurì con la celebrazione del 1621. I Pellegrini tennero una vera celebrazione del Ringraziamento anche nel 1623, un evento ancora più documentato. Questa seconda celebrazione seguì un periodo di digiuno e una provvidenziale pioggia durata 14 giorni, che portò a un raccolto più abbondante, un chiaro segno della benedizione divina secondo i coloni. William DeLoss Love calcola che questo ringraziamento si svolse mercoledì 30 luglio 1623, un giorno prima dell'arrivo di una nave rifornimento con altri coloni, ma prima del raccolto autunnale.
In questo periodo, e in seguito, il Signore inviò loro acquazzoni così opportuni, con l'alternarsi di bel tempo caldo, che, grazie alla Sua benedizione, provocarono un raccolto abbondante e generoso, con loro grande conforto e gioia. Per questa misericordia, a tempo debito, dedicarono anche un giorno di ringraziamento. A questo punto era arrivato il raccolto, e al posto della carestia ora Dio diede loro abbondanza per la quale benedissero Dio. E l'effetto della loro semina particolare fu ben visibile, poiché tutti ebbero abbastanza bene.
Tuttavia, è interessante notare che questi resoconti di prima mano non sembrano aver contribuito allo sviluppo iniziale della festività su larga scala. L'opera "Of Plymouth Plantation" di Bradford non fu pubblicata fino agli anni 1850, mentre il libretto "Mourt's Relation" fu riassunto da altre pubblicazioni senza la ormai familiare storia del ringraziamento. Entro il XVIII secolo, il libretto originale sembrava essere andato perduto o dimenticato; una copia fu riscoperta a Filadelfia nel 1820, con la prima ristampa integrale nel 1841.
Nei secoli successivi la tradizione del Thanksgiving si estese a tutto il Paese, ma non in maniera uniforme. Le tredici colonie, i primi Stati americani, non celebrarono contemporaneamente il Giorno del ringraziamento fino all'ottobre del 1777, quando ne fu indetto uno per festeggiare la vittoria contro gli inglesi a Saratoga nella guerra d'indipendenza. Questo segnò un passo importante verso la nazionalizzazione della festa.
Fu George Washington, il primo presidente degli Stati Uniti d'America, a dichiarare la festa per tutti gli Stati nel 1789, proclamando una giornata nazionale di ringraziamento. Il Congresso delle colonie ribelli alla Corona d'Inghilterra aveva già fatto una prima Proclamazione nazionale di Thanksgiving nel novembre 1777, in piena guerra d'indipendenza americana. Una seconda Proclamazione fu emessa nel 1791. Nei primi trent'anni di vita della Costituzione, furono sei i discorsi solenni pronunciati dai vari Presidenti degli Stati Uniti in occasione della Festa del ringraziamento: George Washington ne fece due, John Adams due, Thomas Jefferson nessuno e James Madison due. Fra il 1815 e il 1861 non ve ne furono più, e la tradizione delle proclamazioni ufficiali venne interrotta per decenni.
Il Ruolo Determinante di Abraham Lincoln e Sarah Josepha Hale
La tradizione, interrotta per quasi mezzo secolo, fu ripresa nel 1862 e nel 1863 durante la presidenza di Abramo Lincoln, in un periodo di profonda crisi per la nazione, la Guerra Civile. La sua decisione fu fortemente influenzata dalla scrittrice Sarah Josepha Hale, una delle donne più importanti, benché poco riconosciuta, della storia americana. Hale, direttrice di riviste femminili di grande influenza, come il "Godey's Lady's Book", condusse per anni una campagna instancabile per l'istituzione di una festa nazionale del Ringraziamento. Era convinta che osservarla avrebbe unito il Paese e lo avrebbe riappacificato, un messaggio di speranza e unità cruciale durante il periodo difficile della guerra di secessione.
Nel 1863, Abramo Lincoln collocò la festa nel calendario al quarto giovedì di novembre, data che da quel momento è rimasta sempre uguale. Nessuno dei presidenti in carica dai tempi di Lincoln ha più omesso di emettere il proclama annuale di Ringraziamento, rendendola una tradizione ininterrotta e profondamente radicata nella cultura americana. Il proclama di Lincoln del 1863 è un documento storico che riflette la gravità del momento e la speranza di riconciliazione:
“L'anno che si avvia alla fine è stato ricolmo della benedizione di campi fruttuosi e di cieli salubri. A queste munificenze, di cui godiamo così costantemente da essere portati a dimenticare la loro fonte, se ne sono aggiunte altre di natura così straordinaria da non poter che penetrare e addolcire anche i cuori abitualmente insensibili alla Provvidenza sempre vigile di Dio Onnipotente. In mezzo a una Guerra civile di ineguagliata portata e severità, che talvolta è sembrato invitare e provocare l'aggressione degli Stati stranieri, è stata preservata la pace con tutte le nazioni, è stato mantenuto l'ordine, sono state rispettate e obbedite le leggi ed è prevalsa l'armonia ovunque tranne che nel teatro del conflitto militare; mentre quel teatro si è grandemente ristretto con l'avanzare degli eserciti e delle marine dell'Unione. La necessaria deviazione della ricchezza e delle forze dai campi dell'industria pacifica alla difesa nazionale non hanno arrestato l'aratro, le navette o le navi; l'ascia ha allargato i confini dei nostri insediamenti e le miniere, di ferro come di carbone e dei metalli preziosi, hanno prodotto ancora più abbondantemente di prima. Nessuna mente umana ha congegnato né alcuna mano mortale ha elaborato queste grandi cose. Esse sono i doni generosi dell'Altissimo Dio, il quale, mentre ci tratta con ira per i nostri peccati, si è nondimeno ricordato della sua misericordia. Mi è sembrato giusto e appropriato che essi fossero riconosciuti con solennità, riverenza e gratitudine, con un sol cuore e una sola voce, dall'intero Popolo americano. Invito pertanto i miei concittadini in ogni parte degli Stati Uniti, e anche coloro che si trovano in mare e che soggiornano in terre straniere, di designare e osservare l'ultimo giovedì di novembre prossimo, come giornata di ringraziamento e Lode al nostro Padre benefico che abita i Cieli.”
Anche il suo precedente proclama del 1862 menzionava la necessità di un giorno di umiliazione, digiuno e preghiera: "Avendo le due Camere della Legislatura nazionale con risoluzione congiunta espresso il desiderio che nel tempo presente di calamità pubblica e guerra si possa raccomandare al popolo degli Stati Uniti di osservare un giorno di pubblica umiliazione e digiuno e di preghiera a Dio Onnipotente per la sicurezza e il benessere di questi Stati, la sua Benedizioni sulle loro armi e un pronto ripristino della pace, ho ritenuto appropriato raccomandare con questa proclamazione che Giovedì, 12 gennaio prossimo, sia designato come giorno in cui tutti possano avere l'opportunità di offrire volontariamente e all'unisono nelle rispettive assemblee religiose la loro umile adorazione al Grande Sovrano dell'Universo, di confessare i loro peccati e trasgressioni e di rafforzare i loro voti di pentimento e emendamento."

La Formalizzazione Definitiva e le Celebrazioni Transcontinentali
La consacrazione definitiva del Thanksgiving come festa nazionale avvenne a metà del secolo scorso, quando il presidente Franklin Roosevelt ne propose l'istituzione. La sua proposta venne approvata dal Congresso nel 1941, rendendo il quarto giovedì di novembre la data ufficiale della celebrazione a livello federale.
Il Thanksgiving Day è una festa intrisa di storia e tradizione che riflettono i valori fondamentali della gratitudine, della famiglia e della generosità. La sua importanza negli Stati Uniti va oltre il semplice pranzo festivo: è un momento in cui le persone si uniscono per celebrare le benedizioni ricevute e per condividere la gioia con i propri cari. Negli Usa, il Thanksgiving Day rappresenta un momento in cui le persone si riuniscono per esprimere gratitudine per le proprie fortune. È un'occasione per riflettere sulla propria vita e sulla solidarietà, rinforzando i legami familiari e sociali.
Sebbene la celebrazione americana sia la più conosciuta nel mondo, il Giorno del ringraziamento è una festa nazionale celebrata in varie date in Canada (il secondo lunedì di ottobre), negli Stati Uniti (il quarto giovedì di novembre), in Grenada, Saint Lucia, Liberia e ufficiosamente in Brasile e nelle Filippine. La festa è molto sentita dagli statunitensi e in Canada, i quali la celebrano preparando pranzi elaborati.
The History of The First Thanksgiving Day
Tradizioni Culinarie e Culturali del Ringraziamento Moderno
La festa è spesso celebrata in famiglia, con un grande pranzo in cui il piatto principale è il classico tacchino ripieno. Si stima che ogni anno vengano consumati circa 46 milioni di tacchini durante il Thanksgiving Day negli Stati Uniti. La preparazione stessa è un rituale importante, e molte famiglie seguono ricette tramandate di generazione in generazione. Il tacchino viene farcito con un ripieno composto di pane, verdure, erbe e spezie, e accompagnato da una salsa dolce a base di mirtilli, nota come salsa di ossicocco (mirtillo palustre o cranberry), fatta con bacche fresche o congelate. Il tacchino, originario del continente americano, era molto comune tra gli Aztechi che lo allevavano. Dopo la conquista europea l’animale fu portato nel Vecchio Continente dove si diffuse il suo consumo. Tra le curiosità legate al Thanksgiving Day ci sono alcuni piatti tradizionali che occupano un posto speciale sulla tavola e nel cuore dei convitati. Il più noto è probabilmente la pumpkin pie, una torta a base di zucca, spezie e crema, spesso servita con una generosa porzione di panna montata o gelato. Questi pasti non sono solo un'occasione per godere del cibo, ma anche per offrire il surplus ai vicini di casa e alle persone meno fortunate, in uno spirito di generosità e comunità.
Oltre al pranzo, le parate del Thanksgiving Day sono un altro elemento distintivo della festa. In tutte le città americane si svolgono parate con carri allegorici e festeggiamenti di ogni tipo, con dei giganteschi pupazzi gonfiati che fanno il giro delle città. La più famosa oltreoceano è probabilmente la Macy's Thanksgiving Day Parade a New York, che attira milioni di spettatori ogni anno. La parata, lanciata nel 1924, presenta enormi palloni a forma di personaggi famosi, carri allegorici, bande musicali e spettacolari esibizioni, segnando ufficialmente l'inizio della stagione delle festività invernali.
Un'altra tradizione peculiare è la "cerimonia della grazia" alla Casa Bianca, che risale al 1963 e ne fu artefice John Fitzgerald Kennedy. In quell'occasione, scelse di non cucinare il tradizionale tacchino donato al Presidente dalla National Turkey Federation fin dal 1947. Dagli anni Ottanta, il presidente decide di salvare due tacchini. Dal 1989, uno dei tacchini graziati apre la parata sulla Main Street di Disneyland, poi entrambi vengono trasferiti nel ranch di Frontierland, nel parco stesso. Nonostante alla parata partecipi solo uno, ne vengono graziati due nell'eventualità che uno dei due non riesca ad arrivare vivo alla parata. A partire dal 2003 i cittadini sono invitati a scegliere il nome dei tacchini votando sul sito: negli anni si sono alternati, ad esempio, Stars e Stripes, Biscuit e Gravy, Marshmallow e Yam, Apple e Cider, Popcorn e Caramel, Mac e Cheese e Peas e Carrots. Nel 2022 sono stati “graziati” dal presidente Biden Chocolate e Chip, due tacchini provenienti da una fattoria nella Carolina del Nord, il Chircle S Ranch.
In occasione del Thanksgiving, le famiglie si riuniscono per festeggiare, e il Presidente degli Stati Uniti è solito celebrare il giorno di festa mangiando con i soldati, un gesto simbolico di unità e riconoscenza.

Prospettive Diverse e il Dibattito sul "Mito" del Thanksgiving
Nonostante la sua immagine popolare di festa di unità e gratitudine, il Thanksgiving è anche oggetto di riflessione critica. Per i nativi americani e altre minoranze, questa giornata non ha sempre il sapore della festa, ma è spesso associata al ricordo della morte dei loro antenati e alle dolorose conseguenze della colonizzazione europea. Le due studiose nordamericane Judy Dow e Beverly Slapin si spingono a domandarsi se l'elaborazione del mito - così dicono - del Thanksgiving non serva innanzitutto a respingere i sensi di colpa dell'uomo bianco per aver sottratto il continente ai nativi americani. Questa prospettiva evidenzia come la storia del Ringraziamento, pur celebrando un momento di armonia e condivisione, non possa prescindere dalla complessità e dalle contraddizioni del passato coloniale.
La festa del Giorno del Ringraziamento, sebbene celebri un evento storico specifico, si è evoluta nel tempo, assumendo significati diversi e adattandosi a contesti culturali e sociali in continua trasformazione. Conosciuta in Europa grazie ai film e alle serie Tv americane, la festa del giorno del Ringraziamento è molto sentita negli Stati Uniti e in Canada, consolidandosi come un pilastro della cultura nordamericana, un momento per pause e riflessioni, celebrato con solennità e gioia, ma anche con una crescente consapevolezza delle sue molteplici letture storiche e culturali.