Comprendere i ritmi del proprio corpo e identificare il periodo fertile è un aspetto fondamentale per molte donne che desiderano concepire, specialmente dopo un evento delicato come un aborto spontaneo. Questo processo del ciclo mestruale coincide, infatti, con il momento di massima fertilità per una donna. La conoscenza dei tempi e dei segnali del proprio organismo diventa una risorsa preziosa per chi aspira a diventare genitore.

Il calcolo dell'ovulazione richiede una profonda conoscenza dei ritmi e dei tempi del proprio corpo e, in particolare, pone l'attenzione sul funzionamento del ciclo mestruale. In ogni ciclo mestruale, i giorni più favorevoli al concepimento coincidono con l'ovulazione e il periodo che precede la stessa.
L'Ovulazione: Il Cuore della Fertilità
Durante l'ovulazione, la cellula uovo (o ovocita) giunta a maturazione, sotto lo stimolo ormonale, è rilasciata dal follicolo che la contiene e viene espulsa dall'ovaio in direzione della tuba uterina (o ovidotto). Ogni donna nasce con una riserva limitata di cellule uovo, che con il passare degli anni diminuisce progressivamente. L'ovulazione si verifica indicativamente ogni 28 giorni, sebbene questa durata possa variare significativamente da una donna all'altra.
Il concepimento è possibile solo in alcuni giorni del ciclo mestruale di una donna. Occorre precisare, però, che la probabilità di una gravidanza aumenta significativamente soprattutto nei due giorni prima dell'ovulazione e nel giorno stesso in cui questa si verifica. Questo rende cruciale non solo individuare il momento dell'ovulazione ma anche la cosiddetta "finestra fertile", ovvero l'intervallo di tempo in cui i rapporti sessuali hanno maggiori possibilità di portare a un concepimento. In generale, i giorni più favorevoli al concepimento sono sei: il giorno dell'ovulazione e i 5 giorni che la precedono. La probabilità di una gravidanza aumenta, tuttavia, nei due giorni immediatamente precedenti all'ovulazione e nel giorno stesso in cui questa si verifica.
L'ovulazione vera e propria dura 24 ore. La “finestra” fertile è più ampia e si arriva fino a 5 giorni perché vanno compresi anche i 2-3 prima dell’ovulazione. Quando sono in buona salute, gli spermatozoi hanno la capacità di resistere dentro il corpo della donna per diverso tempo, rendendo possibile la fecondazione anche qualche giorno dopo il rapporto sessuale. Se l’ovocita non viene fecondato non sopravvive. L’endometrio, cioè la mucosa che riveste le pareti uterine, che aveva iniziato a prepararsi per accogliere il “prodotto del concepimento” creando l’ambiente giusto, favorevole per l’impianto e lo sviluppo, comincia a sfaldarsi, considerato che non c’è stata fecondazione. A questo punto, arrivano le mestruazioni e il percorso ricomincia. È il corso naturale del nostro ciclo mestruale, dalla pubertà alla menopausa.
Embriologia 01 - Apparati riproduttori e ciclo ovarico
Metodi per Identificare il Periodo Fertile
Calcolare l’ovulazione per rimanere incinta è uno degli “stratagemmi” per riuscire prima nell’”impresa” di diventare genitori. In questo modo, potrete avere dei rapporti sessuali non protetti “mirati” nei giorni in cui state ovulando, regalandovi qualche chances in più di raggiungere il vostro obiettivo: quello di spupazzarvi al più presto un caldo fagottino. Ma come calcolare l’ovulazione in modo attendibile e quindi sapere quali sono quei 5-6 giorni in cui si è più fertili per darsi da fare un po’ di più col partner? È un’altra cosa rispetto al calcolo delle settimane di gravidanza, ma non è affatto complicato. Basta solo conoscere un po’ meglio la propria fertilità.
1. Monitoraggio del Ritmo e della Durata del Ciclo Mestruale
Una buona abitudine da adottare per valutare l'andamento del proprio ciclo mestruale ed identificare chiaramente il giorno in cui si verificherà l'ovulazione sul calendario consiste nell'annotare mensilmente quando iniziano le mestruazioni. Questa semplice pratica può fornire informazioni preziose sulla regolarità del ciclo. L'ovulazione avviene circa due settimane prima della mestruazione successiva.
Se il ciclo mestruale è più lungo o più corto della media, è importante considerare che la prima fase del ciclo mestruale (estrogenica) è variabile e può subire delle oscillazioni, mentre la seconda fase (progestinica) è più costante e dura mediamente 14 giorni. Anche se la durata del ciclo mestruale è diversa rispetto alla media dei 28 giorni, quindi, il periodo fertile si avrà sempre 14 giorni prima dell'arrivo delle mestruazioni e nei 4-5 che lo precedono. Ad esempio, in un ciclo di 35 giorni, l'ovulazione si dovrebbe verificare al 21° giorno dopo la fine della mestruazione e la "finestra fertile" inizierà il 17° giorno. Se il ciclo mestruale è di 28 giorni, l'ovulazione avverrà circa al 14° giorno, quindi i giorni più fertili corrispondono al 12°, 13° e 14°. Nel caso in cui il ciclo mestruale duri 35 giorni, l'ovulazione avviene il giorno 21 e il periodo più fertile coincide con i giorni 19, 20 e 21.
È opportuno ricordare che il calcolo dell'ovulazione sulla base della data in cui sono comparse le mestruazioni è suscettibile di errore, anche per le donne con cicli mestruali regolari. I cicli mestruali possono variare e non sempre sono regolari come un orologio, pertanto può essere difficile prevedere esattamente il giorno in cui si dovrebbe verificare l'ovulazione. Al fine del concepimento, quindi, è importante una regolare attività sessuale, distribuita strategicamente all'interno della finestra fertile.
2. Calcolo dell'Ovulazione con la Temperatura Basale
Un metodo per calcolare l’ovulazione è quello della temperatura basale. Questa va misurata con un apposito termometro che potete acquistare in farmacia o comunque con quello che avete in casa. La misurazione va fatta partendo dal primo giorno delle mestruazioni o immediatamente dopo e la temperatura rilevata va segnata con precisione massima, ovvero anche con i decimi di grado. Prendete la temperatura di mattina, possibilmente sempre alla stessa ora e dopo aver dormito diverse ore di fila.
Nella fase follicolare del ciclo, la temperatura è più bassa, poi scende per un giorno per risalire nella cosiddetta fase luteinica. L’abbassamento e il successivo rialzo termico indicano l’ovulazione, confermata dopo tre giorni di temperatura più alta. Questa rimane tale fino a qualche giorno prima delle mestruazioni, quando scende di nuovo. Riassumendo: se il vostro ciclo è ovulatorio, il grafico sarà bifasico con temperatura più bassa nella fase luteinica che poi si alza di circa 3 decimi di grado. Se invece il ciclo è anovulatorio, la temperatura è costante durante tutto il ciclo oppure ha un andamento irregolare. Il rialzo della temperatura basale è, inoltre, preceduto da una lieve diminuzione della stessa; l'ultimo valore, registrato prima dell'aumento della temperatura basale, corrisponde al giorno dell'ovulazione. Registrando questi dati su un grafico o su una tabella ed osservando le analogie nell'andamento della temperatura basale, quindi, è possibile determinare in quale periodo di ogni mese avviene l'ovulazione.
È chiaro che la temperatura interna del corpo può essere influenzata da diversi fattori, come la febbre o il raffreddore, l’assunzione di alcuni farmaci o alcune infezioni vaginali, rendendo talvolta difficile un'interpretazione univoca.

3. Osservazione del Muco Cervicale
L’ovulazione si presenta con alcuni segnali ben precisi. Per effetto degli estrogeni, nel periodo pre-ovulatorio aumenta la produzione del muco cervicale, che si rende evidente con perdite trasparenti. Da questo cambiamento, l'ovulazione potrebbe avvenire il giorno stesso o nel giro di 24-36 ore circa. In fase ovulatoria, cambia la consistenza delle secrezioni cervico-vaginali. Diventano trasparenti, vischiose e filamentose, come l’albume dell’uovo crudo. Inoltre, aumenta anche la quantità di muco prodotto. Contestualmente, per creare un ambiente idoneo agli spermatozoi, si riduce l’acidità vaginale. Questi cambiamenti sono indicatori affidabili del picco di fertilità.
4. Utilizzo dei Test di Ovulazione (Stick)
Per calcolare l’ovulazione e quindi i giorni più fertili si possono adoperare anche degli stick, simili ai test di gravidanza. Gli stick ovulatori avvertono quando si sta attraversando la fase fertile, misurando i livelli ormonali nelle urine. Il test va ripetuto per alcuni giorni, ad iniziare dalla data in cui è più probabile che avvenga l'ovulazione. Come nel caso dei test di gravidanza, devono essere bagnati con l’urina, che contiene l’ormone luteinizzante (LH). Il suo livello aumenta di parecchio 24-48 ore prima dell’ovulazione. Quando si riscontra un esito positivo, significa che l'ormone luteinizzante (LH) ha raggiunto un'elevata concentrazione, quindi la fase ovulatoria è imminente e ci si trova nel momento più fertile del ciclo.
Occhio però: anche se lo stick è positivo non è detto che l’ovulazione si verificherà di certo, soprattutto dopo i 35 anni. L’attendibilità di questi test è abbastanza elevata. Potete iniziare ad usarli 3-4 giorni prima di quando presumete avverrà l’ovulazione. Usate le urine del mattino, che sono più concentrate.
I test di ovulazione sono acquistabili in farmacia e in parafarmacia, ma anche online. Il prodotto garantisce precisione al 99,9%, con i livelli di LH a partire da 25 mui/ML (10mlU / mL HCG) che possono essere rilevati entro 3-5 minuti. I risultati sono precisi al 99,8%. Per utilizzare il test, basta immergerlo nelle urine per alcuni secondi fino a quando il colorante non salirà nella finestra dei risultati. Tra i prodotti “a pacchetto” disponibili su Amazon troviamo anche quello di OneStep, che comprende 40 test per l’ovulazione e 10 test di gravidanza sono affidabili ed attendibili. Grazie a questi test, si ottiene un risultato di elevata precisione in qualsiasi momento. Con una precisione di oltre il 99 percento, si ottiene un risultato affidabile in pochi minuti.
Il test di ovulazione in assoluto più apprezzato su Amazon è Clearblue Avanzato. Questo test di ovulazione identifica non solo i 2 giorni del picco di fertilità, ma anche i giorni di fertilità elevata che li precedono. A differenza di altri test di ovulazione Clearblue che monitorano solo l'LH, il test di ovulazione Clearblue Avanzato rileva anche gli estrogeni che aumentano prima del picco di LH per rilevare i giorni più fertili. Il display digitale di facile lettura mostra una faccina sorridente Clearblue nei giorni con la più alta probabilità di rimanere incinta, così saprai che il tuo corpo è pronto.
5. Altri Segnali del Corpo
Non è detto che ogni mese ci siano tutti i segnali e non tutti si possono vedere fisicamente.
- Aumento della libido: Non è casuale che ciò avvenga e non dipende dalla grande voglia di avere un bambino. Nei 2-3 giorni che precedono l’ovulazione c’è un picco di produzione degli estrogeni e quindi cresce anche il desiderio sessuale. Sembra quasi che il nostro corpo “calcoli” tutto nei minimi dettagli.
- Modificazioni della cervice uterina: Questo è uno dei segnali di cui non ci rendiamo conto e che non sono visibili all'esterno. Se ne accorge il ginecologo, per esempio se monitora l’ovulazione per favorire il concepimento. Nei giorni prima dell’ovulazione la cervice è più in alto, più aperta e più morbida del solito.

Il Ritorno alla Fertilità Dopo un Aborto Spontaneo
Molte donne si chiedono come calcolare il periodo fertile dopo un aborto spontaneo. Calcolare l’ovulazione dopo un aborto spontaneo o l’interruzione della pillola anticoncezionale non è molto diverso da situazioni “normali”. In entrambi i casi, in un paio di settimane, l’attività ovulatoria può tornare alla normalità e voi potete cominciare ad inseguire il vostro sogno di essere mamme.
Tempi di Recupero del Ciclo Mestruale e dell'Ovulazione
Dopo un aborto indotto, qualunque sia la causa che ha portato all’aborto, le mestruazioni tornano solitamente entro 30-60 giorni, se l’aborto è avvenuto entro il primo trimestre. Se l’aborto è avvenuto in un momento più avanzato della gravidanza, il ritorno del ciclo può avvenire anche più tardivamente. Va comunque ricordato che dopo un aborto avvenuto nel primo trimestre, una ovulazione può venire già dopo 15-20 giorni dall’aborto, e questo può portare a una nuova gravidanza. L'ovulazione, dopo un'interruzione spontanea della gravidanza, si verifica di solito dopo circa massimo 2-3 mesi per ristabilire un ciclo regolare. Tuttavia, come sottolineato, la prima ovulazione può essere molto più precoce.
Una donna può ovulare e rimanere incinta prima del ciclo mestruale successivo a un aborto. Una ricerca dell'American College of Obstetricians and Gynecologists conferma che l'83% delle donne ovula entro un mese dall'aborto. Questo significa che è possibile rimanere incinta dopo l’aborto prima delle successive mestruazioni. Per questo è molto importante usare un metodo contraccettivo efficace, se si intende avere rapporti sessuali che potrebbero risultare in una gravidanza.
Il ritorno del ciclo mestruale è strettamente legato alla regressione dei livelli di gonadotropina corionica umana (hCG). Il valore delle beta-hCG è normale che scenda lentamente dopo un’interruzione di gravidanza e il fatto che si desideri che avvenga più rapidamente purtroppo non cambia lo stato delle cose, perché non dipende dalla volontà ma da meccanismi fisiologici che vanno accettati. Le mestruazioni, infatti, torneranno quando le ovaie riprenderanno la loro normale attività che l’avviarsi di una gravidanza, sia pure seguita da un aborto, ha temporaneamente bloccato. In genere ci vogliono 30-40 giorni affinché tutto torni come prima, ma questo vale in generale perché ogni donna ha la propria storia clinica che può essere diversa da quella comune ad altre. I test di gravidanza funzionano rilevando l'ormone della gravidanza, la gonadotropina corionica umana (hCG), nelle urine. Un risultato positivo significa che l'hCG è presente nel sistema. Ottenere un risultato negativo da un test di gravidanza potrebbe richiedere qualche settimane anche dopo un aborto completo, perché l'hCG è ancora presente e occorre del tempo affinché i livelli si azzerino.
Fattori che Possono Influenzare il Ritardo del Ciclo
Le cause di un ritardo nella ricomparsa del ciclo mestruale possono essere varie, e possono essere legate allo stato generale della persona (stanchezza, diminuzione di peso, stress, anemia, altro), ma anche a fattori correlati con la metodica con la quale è stato indotto l’aborto. Ad esempio, se la donna ha subito una revisione della cavità uterina e questa è avvenuta in modo relativamente traumatico, la ricostruzione dell’endometrio atto a mestruare può essere più lenta.
In ogni caso, se il ritardo superasse i 90 giorni, è corretto che la donna si riferisca al proprio ginecologo per verificare le cause del ritardo e instaurare eventuali terapie atte ad aiutare il ritorno del mestruo. La consultazione medica è fondamentale anche per escludere eventuali complicanze, soprattutto se si pensi che l'aborto possa non essere completo o se si temono altre problematiche. Il medico potrà prescrivere esami del sangue per misurare i livelli esatti di hCG e monitorare se aumentano o diminuiscono, in modo da capire se la gravidanza è ancora in corso o meno.
L'Aborto Influenza la Fertilità Futura?
Spesso l'infertilità è una delle principali preoccupazioni dopo un aborto, ma gli esiti degli studi sono rassicuranti. "La ricerca non indica che un aborto indotto [medicalmente assistito] possa influire sulla fertilità futura," spiega la dottoressa Flanagan. In generale, non sussiste un rischio aumentato per la fertilità futura dopo un aborto, a prescindere dallo stadio della gravidanza in cui viene praticato, a condizione che avvenga sotto la supervisione di un medico professionista e seguendo le linee guida per la salute e la sicurezza della paziente.
In caso di aborto chirurgico, potrebbe esserci il rischio remoto che gli strumenti medici utilizzati possano causare microtraumi lasciando delle cicatrici nella membrana uterina che, potenzialmente, potrebbero rendere più difficile l'instaurarsi di una gravidanza futura. Per questo è importante comunicare immediatamente al team medico eventuali dolori più intensi o perdite anomale. Tuttavia, si tratta di eventualità molto rare che spesso possono essere diagnosticate e trattate con una semplice procedura ambulatoriale dopo l'aborto, in modo da ottimizzare la fertilità per il futuro. Il rischio non è correlato esclusivamente all'aborto chirurgico, ma possono verificarsi lacerazioni ogni volta che vengono utilizzati strumenti medici nell'utero per altre procedure, ad esempio il raschiamento dopo un aborto spontaneo o l'inserimento di una telecamera durante un'isteroscopia.
Solitamente non si verifica un'influenza sulle possibilità di rimanere incinta in futuro. Tuttavia, le gravidanze future possono risultare più a rischio in caso di complicanze post-aborto. Se l'utero è stato sottoposto a più procedure chirurgiche, potrebbe esserci un rischio aumentato di crescita anomala della placenta nel muscolo uterino. Per quanto riguarda invece un eventuale rischio di travaglio prematuro in caso di gravidanza dopo un aborto, la scienza non fornisce ancora risposte certe. In un lavoro di revisione di evidenze scientifiche condotto in collaborazione tra Italia e Stati Uniti nel 2015, è stato rilevato che la rimozione dei tessuti fetali dopo un aborto indotto o spontaneo (nota anche come "evacuazione uterina") è un fattore di rischio per il travaglio e il parto prematuro (cioè che avviene un certo numero di settimane prima della data presunta del parto).
Contraccezione Dopo un Aborto
È possibile utilizzare la maggior parte dei contraccettivi dopo un aborto farmacologico o chirurgico, con una sola eccezione. Dopo un aborto farmacologico, si potrà inserire un dispositivo intrauterino (spirale) solo durante una visita successiva, perché è importante verificare che il processo di aborto sia completo e che l'inserimento del dispositivo nell'utero avvenga in sicurezza. In caso di aborto chirurgico, invece, il medico può inserire il dispositivo intrauterino direttamente al termine della procedura. Si consiglia di iniziare a utilizzare la contraccezione immediatamente dopo, o al momento stesso, dell'aborto, in modo da evitare gravidanze indesiderate. Infatti, l'ovulazione può verificarsi tra le 2 e le 4 settimane dopo l'aborto, prima del primo ciclo mestruale successivo alla procedura. Altri metodi includono le pillole anticoncezionali, l'anello vaginale o l'impianto, che possono essere iniziati immediatamente o subito dopo l'assunzione dei farmaci prescritti per l'aborto.
Gestione delle Emozioni Dopo un Aborto
Un aborto può provocare tutta una serie di emozioni, dal sollievo alla rabbia e alla tristezza e non solo, spesso tutte insieme. Qualunque emozione si provi è normale. E in diversi momenti, si possono provare emozioni molto diverse tra loro. Ancora una volta, è del tutto normale. Alcune donne, o persone con un ciclo mestruale, trovano utile parlare con qualcuno. Chiedere aiuto è una scelta personale, ma per un sano recupero fisico ed emotivo è probabilmente meglio avere il sostegno di qualcuno di cui ci si fida. Può trattarsi di una persona della famiglia, un amico, un’amica, un terapista o il medico di fiducia.