Supporto e Alternative per una Ragazza Diciottenne Di Fronte a una Gravidanza Inattesa: Percorsi di Scelta e Accompagnamento in Italia

Affrontare una gravidanza inattesa, specialmente in giovane età, può generare un profondo senso di solitudine, angoscia, disperazione e abbandono, vissuti traumatici che possono fagocitare chi ne è coinvolto. La condizione di una ragazza di 18 anni, incinta di quattro mesi, che si sente disperata perché il ‘fidanzato’ l'ha abbandonata, o quella di una ragazza straniera che vive da sola in Italia, incinta e senza un lavoro stabile né una relazione, sono esempi lampanti di situazioni difficili ma non senza via d’uscita. L'Italia offre un sistema di supporto e una serie di alternative concrete all'interruzione di gravidanza, pensate per accompagnare la donna in questo delicato percorso, garantendo riservatezza, assistenza e la possibilità di fare una scelta consapevole e serena per sé e per il bambino. Questo articolo si propone di esplorare le risorse disponibili, dai primi passi emotivi e relazionali fino ai supporti pratici, legali e psicologici, per guidare chi si trova in questa complessa congiuntura.

Il Primo Shock e il Vortice di Emozioni: Non Sei Sola

Scoprire di essere incinta a 18 anni, un'età in cui la vita è spesso proiettata verso la costruzione dell'indipendenza e la realizzazione personale, può essere un vero e proprio shock. È più che comprensibile sentirsi confuse sul da farsi. Quando poi a questa scoperta si aggiunge l'abbandono del partner, la sensazione di disperazione può diventare travolgente, come se la terra crollasse sotto i piedi. L'esperienza di essere lasciata sola, come se nulla fosse, mentre si sta affrontando una notizia che riguarda anche lui, mina profondamente la fiducia e lascia ferite. Anche se il ‘fidanzato’ sarà stato indubbiamente shockato e avrà bisogno del suo tempo per elaborare la notizia e riflettere su cosa desidera e su cosa è oggettivamente possibile fare, questo non autorizza un essere umano a lasciarne solo un altro. Questo fatto, più o meno consciamente, rimarrà nella memoria della coppia. Qualsiasi sarà la tua decisione al suo ritorno, è importante che tu comprenda che non è possibile nascondere la polvere sotto il tappeto e che questa continuerà ad esistere.

In un momento così destabilizzante, è normale sentirsi impaurite, ansiose, e persino colpevoli per ciò che è successo, ma non c'è nessuna colpa nell'essere rimaste incinta. La priorità assoluta in questa fase è cercare una rete di supporto e sostegno, qualunque decisione tu debba prendere riguardo il bambino. Non devi colpevolizzarti per ciò che è successo; la tua confusione è assolutamente normale e il mix di emozioni in questo momento difficile e di grande cambiamento sono fisiologiche. Questo è un periodo delicato che, quando non cercato, ma non solo, può spaventare. Immagino da quali sensazioni di solitudine, angoscia, disperazione, abbandono e vissuti traumatici tu ti senta fagocitata in questo momento.

L'Importanza di Condividere: Famiglia e Amiche

Non si dovrebbe affrontare tutto questo da sole. La vicinanza delle amiche è fondamentale e preziosa, ma non può bastare ad affrontare con una maggiore serenità e protezione un passaggio così importante. È bene cercare persone con esperienza di vita che possano guidarti e darti i giusti suggerimenti.

Parlare con la Famiglia: Un Passaggio Spesso Cruciale

Una delle prime domande che sorgono è: "Dovrei dirlo alla mia famiglia?". Chiaramente, se non lo desideri non sei costretta a coinvolgerli al momento, dovresti dargli la notizia solo nel caso in cui decidessi di portare avanti la gravidanza. Tuttavia, non potrai tenere nascosta la gravidanza per sempre; la scopriranno comunque entro pochi mesi. Per questo, parlare con i tuoi genitori può fare la differenza. Potresti dargli una possibilità; magari ti sorprenderanno e si dimostreranno più comprensivi e supportivi di ciò che pensi. In quanto tuoi genitori, sapranno consigliarti e supportarti come meriti. Condividere la situazione con i tuoi familiari potrà esserle di aiuto, ma sei tu che devi volerlo. Non pensare che abortendo potresti recuperare il rapporto col tuo fidanzato. Se, per paura, non ti è rimasto vicino in questa situazione, che riguarda anche lui, dovresti valutare l'importanza che ha per lui la vostra relazione e la sua capacità di affrontare gli imprevisti della vita. Avere un bambino è una gioia, ma anche una grande responsabilità e la sua crescita necessita volontà ed impegno. Non dovresti affrontare tutto questo da sola. Parla con i tuoi e cerca di prendere la decisione migliore.

Famiglia che si abbraccia in un momento di difficoltà

Il Consultorio Familiare: Un Punto di Riferimento Fondamentale

Il primo passaggio, per chiunque si trovi in questa situazione, è recarsi in un consultorio della propria città. Nel consultorio sono presenti professionisti come ginecologi e psicologi, che sapranno dare il giusto supporto. Qui sarai accolta, ascoltata e non giudicata. Una donna incinta che non sa ancora se tenere il bambino o no, si trova di fronte ad una decisione che la tocca nel profondo del suo essere. Si trova in un conflitto interiore con sentimenti ambivalenti davanti ad una gravidanza. Una parte del percorso attraverso questo conflitto interiore può essere una consulenza in una Organizzazione o in un consultorio familiare. Scopo della consulenza è fornire alle donne incinte un supporto valido, fornendole “informazioni sui suoi diritti, sui servizi sociali, sanitari e assistenziali”.

Perché la Consulenza è Cruciale?

Molte donne raccontano che il tempo durante un conflitto interiore davanti ad una gravidanza non voluta è difficile ed è una situazione spossante. Spesso le donne si sentono molto sole e non hanno nessuno nel loro cerchio di amici o familiare con cui confidarsi. Oppure è proprio la famiglia che è anche responsabile del conflitto interiore in cui si trova la donna e dal quale la donna non vede una via d’uscita. La pressione esercitata dalle circostanze o da alcune persone (anche familiari) è una delle cause più comuni per un conflitto interiore davanti ad una gravidanza. In una situazione del genere, è bene non rimanere sole, ma rivolgersi a persone che ti possano fornire sostegno e aiuto in modo da poter agire secondo i tuoi valori e le tue convinzioni.

Ogni donna incinta ha diritto a rivolgersi ad un consultorio proprio quando la sua decisione è insicura e molti quesiti sono ancora aperti. Hai sempre la possibilità di contattare un servizio di un consultorio statale, indipendente/privato o di chiesa specializzato in problemi durante e dopo la gravidanza. In gergo moderno si chiama anche counseling.

Procedura e Contenuti del Counseling

Non esiste una procedura fissa o una lunghezza prescritta per la consulenza o counseling in caso di gravidanza inattesa. Tuttavia, è importante che durante la seduta di consulenza la donna si senta in grado di porre tutte le domande e di ricevere tutte le informazioni di cui ha bisogno. Il fatto che alla donna debbano essere fornite tutte le informazioni su ogni possibile sostegno è previsto dall’art. 5 della Legge 194/78.

La consulenza per una donna incinta in crisi o in difficoltà davanti a una gravidanza non deve riguardare solo un possibile aborto. Dovrebbe anche mostrarti come potrebbe essere possibile gestire una vita con un bambino e a quali aiuti statali e non statali hai diritto, sia finanziari che pratici. I collaboratori qualificati del consultorio possono aiutarti a rispondere a domande cruciali come: “Dove posso ricevere un sostegno economico? Come si possono cambiare le circostanze che rendono difficoltosa la mia presa di decisione? Dove posso trovare nella mia regione le risorse e gli aiuti per la mia situazione particolare? Come può procedere la mia vita con un bambino?”.

Consultorio Familiare un Servizio per la Famiglia Ulss 3

Puoi recarti in un consultorio o incontro da sola o con una persona di fiducia, ad esempio con il padre del bambino o con una buona amica. La consulenza può essere un'occasione per riordinare i propri pensieri e sentimenti e includere nuovi aspetti. In questa occasione dovrebbe esserci spazio sufficiente in modo che tu possa esprimere tutte le tue preoccupazioni e porre le domande che hai in testa. La maggior parte delle donne in gravidanza desidera che la counselor o consulente si prenda il tempo necessario e che la ascolti con attenzione.

Sviluppare Soluzioni e Counseling Ulteriore

Il counseling (consulenza) dovrebbe essere centrato su quello che si può fare in modo che le cose vadano al meglio per te, sia per quanto riguarda questo momento che in futuro. A tal fine, è utile esaminare quali sono le tue preoccupazioni principali o le circostanze che ti creano delle difficoltà in questo momento. Le cause di un conflitto interiore possono essere molto differenti. Esse sono individuali e hanno a che fare con la tua situazione personale. Non è raro che si tratti di questioni che ti preoccupano già da tempo o che sono irrisolte ed emergono ora con maggiore intensità davanti alla gravidanza.

Di fronte alla domanda se tenere o meno il bambino, alcune donne desiderano anche un'ulteriore counseling psicologico e una consulenza che tenga conto di tutte le circostanze (come una consulenza sistemica). Se dopo la prima seduta di consulenza ti rendi conto di essere ancora indecisa o semplicemente di non sapere cosa fare, è consigliabile cercare la consulenza e l'aiuto che tu ritieni opportuno e che ti fa bene durante questo tempo di conflitto. Molti centri di consulenza sono disponibili per ulteriori sedute o per servizi di terapie speciali, su richiesta, come ad esempio la terapia di coppia. Puoi quindi essere sostenuta nella tua decisione durante tutto il tempo di cui hai bisogno e per il tempo che desideri. Questo può essere utile se desideri esaminare alcuni argomenti in modo più approfondito o se hai ulteriori quesiti.

Alternative Concreta all'Interruzione di Gravidanza: La Scelta di Dare alla Luce

Una delle vie che viene spesso proposta e supportata in Italia, anche per chi si trova in condizioni di difficoltà e solitudine come Olena, è quella di portare a termine la gravidanza. Esistono diverse modalità e supporti per fare questa scelta, garantendo la tutela della madre e del bambino.

Dare alla Luce in Anonimato: Un Diritto Fondamentale e la Tutela della Madre

In Italia, hai la possibilità di dare alla luce il piccolo presso un ospedale senza l’obbligo di registrare la tua identità, ricevendo entrambi immediate cure mediche e assistenza. Al momento del parto in ospedale, viene garantita la massima riservatezza, senza giudicare nessuno ma con interventi adeguati ed efficaci, per assicurare, anche dopo la dimissione, che il parto resti in assoluto anonimato. La legge consente alla madre di non riconoscere il bambino e di lasciarlo nell’Ospedale dove è nato (vedi il DPR 396/2000, art. 30, comma 2). Il nome della madre rimane per sempre segreto e nell’atto di nascita del bambino viene scritto “nato da donna che non consente di essere nominata”. Questa opzione è pensata proprio per donne che, pur desiderando dare alla vita il proprio figlio, non possono prendersene cura o non desiderano esserne legalmente riconosciute per svariate ragioni personali o sociali. È un atto di grande coraggio e altruismo che garantisce un futuro al bambino.

Mappa dei servizi di supporto per la maternità in Italia

L'Adozione: Un Nuovo Inizio per il Bambino

L’immediata segnalazione alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni della situazione di abbandono del neonato non riconosciuto permette l’apertura di un procedimento di adottabilità e la rapida individuazione di un’idonea coppia che potrà adottarlo. Questo significa che il bambino, pur non essendo riconosciuto dalla madre biologica, avrà l'opportunità di crescere in un ambiente familiare amorevole e stabile, con genitori desiderosi di accoglierlo. Il percorso è strutturato per essere il più veloce possibile, nel superiore interesse del minore.

La Culla per la Vita: Un Rifugio di Sicurezza e Riservatezza

Un'ulteriore risorsa a disposizione delle madri che desiderano lasciare il bambino in modo sicuro e anonimo è la Culla per la Vita. La Culla per la Vita garantisce l’anonimato della mamma che vuole lasciare il bambino ed è dotata di una serie di dispositivi (riscaldamento, chiusura in sicurezza dello sportello, presidio di controllo 24 ore su 24 e rete con il servizio di soccorso medico) che permettono un facile utilizzo e un pronto intervento per la salvaguardia del bambino. Queste strutture, spesso gestite da associazioni di volontariato, offrono un'alternativa sicura e protetta per il neonato, che viene immediatamente assistito e avviato al percorso di adozione.

Consultorio Familiare un Servizio per la Famiglia Ulss 3

Reti di Supporto Specifiche: Associazioni e Organizzazioni

Oltre ai consultori familiari, esistono numerose organizzazioni con obiettivi diversi, alcune a livello locale, altre a livello extraregionale, pronte a fornire un aiuto concreto e un accompagnamento costante alle donne in difficoltà durante la gravidanza e dopo il parto. Alcune di queste sono Organizzazioni cristiane altre iniziative private.

Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII (Apg23): Un Accompagnamento Costante

L'Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII (Apg23) supporta le donne in difficoltà di fronte a una gravidanza che desiderano mettere al mondo il bambino ma non sanno come superare le circostanze attuali, così come madri e padri in difficoltà. Le donne incinte (e le loro famiglie) sperimentano di non essere sole nelle loro difficoltà. Questa iniziativa viene supportata da famiglie e soprattutto da donne competenti, sempre pronte ad ascoltare a qualsiasi ora del giorno e della notte, ad accompagnare e sostenere donne incinte in crisi. Hanno a disposizione una rete sociale ampia e connessa di volontarie in tutta Italia che può offrire un supporto pratico in modo veloce e riservato in tutte le regioni italiane. Esse sono pronte ad aiutare le donne che desiderano tenere il bambino e portarlo alla luce, ma che non sanno come superare le circostanze difficili in cui temporaneamente si trovano.

L’organizzazione supporta per esempio informando sui diritti, sulle leggi della tutela della maternità, sulle indennità statali e regionali, offrendo anche accoglienza, quando necessaria, come, per esempio, la storia di Stefania riportata qui nel link .Apg23 aiuta anche le donne incinte che hanno probabilità di avere un figlio con una disabilità. La Comunità si impegna a sostenere questi genitori e a non lasciarli soli, inoltre offre anche in questo caso un valido supporto relazionale e pratico. Grazie alla loro esperienza e condivisione nelle famiglie o case famiglie, testimoniano che un bambino diversamente abile è una grande risorsa e un membro prezioso della famiglia, sia per i suoi genitori che per i suoi fratelli. Se sei incinta e vuoi avere un figlio, ma la tua situazione personale non ti permette ancora di capire come potrebbe essere il percorso con un bambino, o desideri semplicemente avere a fianco qualcuno che ti ascolti senza giudicarti e ti accompagni nella ricerca di una buona soluzione e decisione, le donne e famiglie della Comunità Giovanni XXIII saranno liete di dedicarti il tempo necessario. Puoi raccontare la tua storia personale, se lo desideri anche in forma anonima.

Diagramma della rete di supporto offerta da APG23

Centri di Aiuto alla Vita (CAV): Un Aiuto a 360 Gradi

Il Movimento per la Vita, attraverso i suoi Centri di Aiuto alla Vita (CAV), offre diversi tipi di supporto per le donne in gravidanza, in particolare per coloro che si trovano in situazioni di difficoltà. Nei centri ci si può rivolgere di persona oppure per telefono o chat. Ecco i principali tipi di aiuto:

  • Supporto materiale: Fornitura di beni essenziali come pannolini, vestiti per neonati, passeggini, lettini e altri articoli per la prima infanzia. Aiuti economici diretti, quando necessari, per sostenere la donna durante e dopo la gravidanza.
  • Supporto psicologico: Ascolto e consulenza personalizzata per affrontare le difficoltà emotive e psicologiche legate alla gravidanza, soprattutto se è stata inattesa o non voluta. Accompagnamento durante il percorso di accettazione della gravidanza e nelle scelte successive.
  • Supporto sociale: Aiuto nel collegarsi a reti di supporto locali, istituzioni o enti che possano fornire ulteriori risorse (come assistenza sanitaria o abitativa), così come la mediazione con i familiari o il partner, se necessario, per favorire un clima di comprensione e collaborazione.
  • Informazioni e orientamento: Chiarimenti sui diritti delle donne in gravidanza e sui servizi disponibili a livello locale e indicazioni su come accedere a sostegni pubblici o privati, come assegni di maternità o servizi sociali.
  • Accompagnamento pratico: Offerta di corsi prenatali o di formazione per genitori, accompagnamento nelle visite mediche o negli adempimenti burocratici, se richiesto.

L'obiettivo principale è garantire che ogni donna si senta supportata e abbia la possibilità di prendere una decisione informata e consapevole, in un contesto privo di giudizi.

Consultori Familiari Privati: Un Approccio Olistico

Inoltre, esistono consultori familiari privati che supportano le donne incinte in difficoltà. Essi sono stati fondati su basi cristiane e fanno consulenza rispettando tutte le religioni e convinzioni. Questi consultori si prendono tempo e sono esperte di supporti possibili. Esse offrono di solito anche una visita ginecologica e supporti psicologici e sociali. Anche loro hanno normalmente una rete sociale e sono specialisti per le informazioni riguardanti la donna e la famiglia. Tuttavia, è importante sapere che non è possibile fare domanda di certificato IVG (Interruzione Volontaria di Gravidanza) presso queste strutture.

La Riflessione Personale e il Benessere Psicologico: Ascoltarsi Profondamente

Al centro di ogni percorso di scelta deve esserci la donna stessa, i suoi sentimenti, i suoi desideri e i suoi bisogni. La decisione di portare o meno avanti la gravidanza dovrebbe essere correlata solo ed esclusivamente a te e ai tuoi vissuti, desideri e bisogni. È fondamentale spegnere le voci degli altri, anche se sono i tuoi genitori. Nessuno può dirti cosa è meglio fare, ma è dentro di te che puoi trovare la risposta giusta alla tua domanda. È solo cercando di capire cosa provi e senti che tu puoi essere d'aiuto a te stessa.

La Decisione è Tua: Non Farti Influenzare

Essere incinta dovrebbe essere fonte di gioia, ed è il periodo più bello ed importante per la vita di una donna. Tuttavia, quando non è cercata, la gravidanza può creare ansia e paura. Credo dovresti riflettere sulla volontà di portare avanti questa gravidanza, considerando i cambiamenti che apporterà alla tua vita. Non farti influenzare da chicchessia, anche se questa affermazione può restare solo una bella frase. La vita è la tua. È essenziale prestare attenzione alle tue emozioni e accoglierle, belle o brutte che siano. Non devi indugiare ulteriormente così come non deve colpevolizzarsi per ciò che è successo. Probabilmente il tuo partner è più impaurito di te e penso che sia sparito proprio per questo. Nonostante le numerose giustificazioni che si possono trovare per il suo comportamento, la fiducia riposta in lui è stata in qualche modo minata.

Gravidanza e Trasformazione Personale

La maternità è un'esperienza che, indipendentemente dall'età e dalla maturità personale, "sconvolge" i precedenti equilibri interni. Diventare madre rappresenta un passaggio di crescita e responsabilizzazione davvero impegnativo e abbacinante, una trasformazione radicale di sé e della propria vita. I dubbi che si hanno in questo momento potrebbero essere legati alla paura di diventare mamma, sentendo di non esserne all'altezza. Tale paura è presente in molte donne quando scoprono di aspettare un figlio. Si sente spesso dire che "i figli vanno fatti nel momento adatto", ma è difficile capire quale sia il momento adatto, da cosa dipenda tale definizione; l'arrivo di un bambino, in qualunque periodo ciò accada, rappresenta comunque un evento così significativo da rivoluzionare i sentimenti, i valori, le priorità, i comportamenti e le routine. Ti dico questo, non per spaventarti, ma per aiutarti a capire che la paura di avere un figlio è fisiologica, visto che è un evento nuovo, sconosciuto, che modifica il modo di essere e di agire.

Infografica: Percorso emozionale in gravidanza inattesa

Affrontare il Dubbio e la Paura

La prima cosa che ci si sente di consigliare è cercare di sgombrare la mente dalle parole altrui. Bisogna capire se la gravidanza spaventa perché non si ha sicurezza nel proprio partner, se si ha paura dei cambiamenti che avverranno nel corpo, o se si ha paura del dopo, delle responsabilità ecc. La difficoltà probabilmente sta nel fatto che ci si non si sente ancora all'altezza di assumersi responsabilità così grandi come quella di un figlio. Probabilmente spaventa il fatto che la relazione con il fidanzato è piuttosto "recente" e che quindi ancora non c'è una conoscenza così approfondita per poter condividere anche un figlio.

Tuttavia, bisogna valutare bene quale sia la scelta giusta per non doverti pentire domani ma soprattutto per non proiettare sul bambino le tue scelte e le tue frustrazioni. Un figlio è un impegno che dura per tutta la vita, non uno sfizio o un capriccio. Se non riesci a trovare le risposte da sola, chiedi aiuto a un professionista e prendi la tua decisione in autonomia e serenità.

Le Conseguenze Psicologiche della Scelta

Considera che anche l'aborto può essere un'esperienza che induce profonde trasformazioni psichiche. La scelta di avere un bambino è molto seria e ti si consiglia di guardare davvero dentro di te cosa vuoi e cosa volete tu ed il tuo partner, senza farvi 'influenzare dai genitori che sono comunque altro da voi. È quindi cruciale essere supportata psicologicamente, qualsiasi cosa si decida di fare con la gravidanza. Un professionista potrà aiutare a comprendere e capire i tuoi sentimenti.

Consultorio Familiare un Servizio per la Famiglia Ulss 3

Aspetti Legali e Diritti: Conoscere per Scegliere con Consapevolezza

Conoscere i propri diritti e le normative è fondamentale per prendere decisioni informate e consapevoli. L'ordinamento italiano tutela la donna e la maternità, offrendo strumenti per affrontare la gravidanza inattesa.

La Maggiorenne (18 anni): Diritti e Autonomia Decisionale

A 18 anni, in Italia, si è considerate maggiorenni. Questo significa che una ragazza di 18 anni ha piena capacità legale e autonomia decisionale per quanto riguarda tutte le scelte che la riguardano, inclusa la gravidanza. Non è richiesta l'autorizzazione dei genitori per intraprendere un percorso o una decisione relativa alla maternità o all'eventuale interruzione di gravidanza. La decisione è interamente personale. Tuttavia, come già sottolineato, il supporto familiare e professionale è fortemente raccomandato per affrontare al meglio questa fase della vita.

Interruzione Volontaria di Gravidanza (IVG) per la Minore d'Età: Un Quadro Generale

Anche se la ragazza di riferimento nella situazione è maggiorenne (18 anni), è utile conoscere il quadro normativo generale per le minorenni, in quanto parte delle informazioni fornite e per comprendere la complessità e la tutela che la legge italiana riserva a tutte le donne.

La minore d’età che vuole interrompere la gravidanza nei primi novanta giorni (dodici settimane) deve avere l'assenso dei genitori (o dell'unico genitore esercente la responsabilità genitoriale) ovvero del tutore. Il Giudice Tutelare è chiamato ad intervenire nel procedimento per l'interruzione di gravidanza anche quando la gestante sia interdetta per infermità di mente. A differenza di quanto accade per la minore di età, nel caso dell'interdetta l'autorizzazione del giudice tutelare è necessaria non solo per l'intervento abortivo nei primi novanta giorni, ma anche per quello da praticarsi dopo tale termine in caso di grave pericolo per la vita o la salute della donna. La richiesta può essere presentata, oltre che dalla donna personalmente, anche dal tutore o dal marito non tutore, purché legalmente non separato.

La normativa di riferimento è l'Art. 12 della Legge 194/78.

Chi può richiederlo? Nel caso di minorenne è lei stessa che può formulare l'istanza. La richiesta è redatta dal consultorio o dal medico di base.

Come si richiede e documenti necessari: La minore deve rivolgersi ad un consultorio pubblico, o ad una struttura socio-sanitaria abilitata dalla regione, o ad un medico di base. Il Giudice Tutelare nel caso di minore interviene su richiesta del consultorio, struttura socio-sanitaria o medico di fiducia cui si è rivolta la stessa. Nel caso di interdetta su istanza della tutelata e/o del tutore. Il medico del consultorio o della struttura socio-sanitaria, ovvero il medico di fiducia trasmette al giudice tutelare, entro il termine di sette giorni dalla presentazione della richiesta, una relazione, che reca altresì il parere del tutore, se espresso.

Questo approfondimento legale, sebbene non direttamente applicabile a una 18enne per quanto riguarda l'assenso parentale (essendo maggiorenne), evidenzia il contesto di supporto e orientamento che le istituzioni italiane offrono in situazioni di gravidanza inattesa, sottolineando l'importanza di rivolgersi a professionisti e servizi qualificati.

tags: #come #aiutare #una #ragazza #18enne #a