Il medico dentista specializzato in Odontoiatria Pediatrica si occupa di prevenire e curare la maggior parte delle patologie che interessano il cavo orale dei bambini. La salute della bocca del bambino è un tema complesso che abbraccia aspetti clinici legati a infezioni virali e batteriche, nonché l'importanza della corretta gestione degli accessori di uso quotidiano, come i succhietti e le relative catenelle. Comprendere i segnali che il cavo orale invia è fondamentale per intervenire tempestivamente.

Il mughetto e le manifestazioni bianche nel neonato
L’infezione più frequente nella prima infanzia, spesso confusa dai genitori con residui di latte o particolari alterazioni del ciuccio con puntini bianchi, è il cosiddetto “mughetto”. Si manifesta con piccole chiazze bianche disseminate su lingua, palato, gengive e guance a mo’ di “nevicata”. È dovuta a un fungo, la candida albicans, che è presente nell’80% della popolazione, ma che, solo quando le difese immunitarie si abbassano per motivi diversi (terapie antibiotiche o cortisoniche, oppure alcune patologie pregresse), inizia a proliferare provocando l’infezione. Questa condizione si riscontra soprattutto in neonati prematuri o nei figli di donne con candidosi vaginale.
Il mughetto provoca notevole bruciore con conseguente pianto improvviso durante la poppata, agitazione e inappetenza. La terapia sarà diversa a seconda della gravità dell’infezione: nei casi più lievi è sufficiente lavare accuratamente la bocca del bimbo e del seno materno con bicarbonato di sodio e, a seguire, applicare un gel antimicotico per alcuni giorni. È essenziale distinguere queste lesioni fungine da altre formazioni, mantenendo sempre un'igiene rigorosa degli oggetti che il bambino porta alla bocca.
Infezioni virali e stomatiti: le sfide della crescita
Oltre al mughetto, il cavo orale può essere interessato da una varietà di stomatiti. Nei bambini più grandicelli si osserva spesso la cheilite angolare (nota come “stomatite angolare”): un’infezione che si presenta con piccoli tagli su uno o entrambi gli angoli delle labbra e che provoca molto fastidio, dolore e bruciore ogni volta che il bimbo apre la bocca. Si tratta di un’infiammazione, acuta o cronica, della bocca in soggetti di qualsiasi età.

Può presentarsi localizzata in un punto preciso (gengive, labbra, palato, lingua) o generalizzata a tutta la cavità orale con piccole lesioni (afte) molto dolorose che spesso rendono difficoltosa l’assunzione di cibo e di liquidi. Di queste ultime, quella che si può osservare in età precoce (neonati e lattanti) è la stomatite herpetica dovuta alla prima infezione da herpes labialis. Si tratta di un’infezione severa estesa a tutta la mucosa della bocca, la quale si presenta fragile, gonfia e sanguinante al minimo tocco. Spesso è presente alitosi, febbre anche elevata e prolungata, dolore e bruciore intensi che rendono estremamente difficoltosa l’alimentazione del piccolo paziente, anche con cibi liquidi e freddi. Solo in casi selezionati ed entro le prime ore dall’inizio della malattia, il pediatra potrà prescrivere un farmaco antivirale per bocca.
Le epidemie scolastiche e la bocca
Tra le malattie virali con manifestazioni generali e interessamento della bocca, merita di essere ricordata la malattia “mani-piedi-bocca” (dovuta a un virus coxachie), perché periodicamente si diffonde nelle scuole provocando piccole epidemie. Il virus si trasmette o per via oro-fecale o per via respiratoria e le manifestazioni cliniche caratteristiche sono: piccole afte sulla mucosa labiale e linguale, vescicole sul palmo delle mani e sulla pianta dei piedi che si possono estendere anche sulle braccia e sulle gambe, faringite, febbricola, diarrea e cefalea.
Lo stesso virus può essere responsabile di un’altra infezione della bocca, l’erpangina, con le tipiche afte dislocate solo sul palato molle, sull’ugola e sulla faringe, accompagnate da febbre, faringite, malessere generale, dolori muscolari e cefalea. A livello del cavo orale c’è anche un’infezione benigna (verruca) che interessa principalmente il pavimento della bocca, il palato e la lingua. Ha l’aspetto di un piccolo cavolfiore di colore biancastro e di solito è la conseguenza dell’autoinoculazione del virus da verruche già presenti sulle dita. Infatti, questo tipo di lesioni si osservano più frequentemente nei bambini che sono soliti ciucciarsi uno, o più, dita.
Patologie del Cavo Orale: Igiene Orale come Prevenzione Tumorale
La scarlattina e l'importanza della prevenzione
La scarlattina è l’unica malattia esantematica dell’infanzia di origine batterica caratterizzata da una tipica localizzazione a livello della bocca. Causata da un batterio, lo streptococco, può essere trasmessa per via aerea (con le goccioline emesse con la tosse o con gli starnuti, o portando alla bocca oggetti infetti) e, dopo un periodo di incubazione di 2-5 giorni, si manifesta con febbre discretamente alta, ingrossamento dei linfonodi sottomandivolari, spossatezza, vomito e mal di testa, seguiti dalla tipica stomatite caratterizzata dalla ben nota “lingua a fragola” e da un’intensa infiammazione di tutta la mucosa orale, per poi proseguire con l’eruzione cutanea scarlatta. I centri “My Doc: Il Dentista dei Bambini” pongono grande enfasi sulla prevenzione, considerata un fattore chiave per evitare l’insorgere di tali patologie.
Sicurezza degli accessori: le catenelle per ciuccio
Le catenelle per ciuccio sono conosciute in tutto il mondo e sono disponibili in molte forme e varianti. Chi vende catenelle per ciuccio deve conoscere e rispettare i requisiti di legge per le catene per ciuccio. Oltre alla norma sui giocattoli, esiste anche la norma europea EN12586 per le catenelle per ciuccio. Questa norma specifica la lunghezza e la forma delle catene e la composizione del loro materiale. Nella norma per le catene per ciuccio è stata definita una lunghezza massima di 220 mm. Questa lunghezza si riferisce all'intera lunghezza della catenella, misurata senza la clip.

Prima dell'uso verificare sempre il trattieni succhietto completo. Non collegarlo mai a cordini, nastri, stringhe o parti larghe dell'indumento. Può darsi che oltre alla DIN EN 12586 si debba tenere conto anche della direttiva sui giocattoli 88/378/CEE. Questo vale se la catena del ciuccio ha un carattere di gioco univoco. Tuttavia, questo non si applica immediatamente se la clip o le perline hanno forme semplici e sono decorate con colori speciali o stampate. Tali disegni servono solo per rendere la catena per ciuccio più attraente. Tuttavia, se una parte della catena del ciuccio può già essere classificata come giocattolo, la catena del succhietto deve anche soddisfare i requisiti di sicurezza della norma sui giocattoli oltre alla DIN EN 12586. Inoltre, ci sono ulteriori specifiche riguardanti le istruzioni per l'uso e le avvertenze, l'indicazione di base delle restrizioni d'uso legate all'età, nonché il prefisso obbligatorio della parola "Attenzione". La corretta manutenzione di questi oggetti previene la contaminazione batterica e protegge l'integrità della bocca del bambino, riducendo i rischi di infezioni locali.