L'infertilità femminile può dipendere da numerosi fattori, presentando una sfida significativa per molte coppie che desiderano concepire. Tra le diverse cause, non bisogna trascurare le infezioni vaginali che, per le donne in età fertile, possono essere molto pericolose. La salute riproduttiva femminile è un equilibrio delicato, influenzato da molteplici aspetti, inclusa la condizione della flora vaginale e la presenza di infezioni urinarie o genitali. Questo articolo esplora il complesso legame tra la cistite cronica, le infezioni genitali e la fertilità, fornendo una guida esaustiva per le donne che affrontano queste sfide, inclusa la gestione della cistite durante la gravidanza e nel periodo post-parto.
Infezioni Vaginali e la Loro Incidenza sulla Fertilità Femminile
Normalmente la vagina è colonizzata da una serie di germi che nel loro insieme costituiscono la flora vaginale. L’equilibrio tra questi batteri garantisce la normale salute della vagina. Tuttavia, quando questo equilibrio viene alterato, le infezioni possono insorgere, creando un ambiente ostile al concepimento. Tali infezioni possono innanzitutto ostacolare la risalita degli spermatozoi dalla vagina verso la parte finale delle tube, dove avviene l’incontro con l’ovocita, un passaggio fondamentale per la fecondazione.
Infezioni Specifiche e il Rischio di Infertilità
Tra le infezioni che possono ostacolare il concepimento, un “posto d’onore” è occupato da quelle sessualmente trasmissibili (MST), che rappresentano un gravissimo problema per la funzione riproduttiva. L'infertilità femminile è definita come conclamata e primaria nel caso in cui la gravidanza non avvenga dopo un anno di rapporti sessuali non protetti. Le infezioni batteriche possono impedire il concepimento e sono il risultato dell’aggressione di diversi batteri e virus.
Infezione da Micoplasma: Questa infezione interessa sia donne che uomini. Si tratta di un’MST che nella maggior parte dei casi non si manifesta con sintomi importanti ma sfumati, come lieve bruciore o lievi sintomi urinari. La sua natura spesso asintomatica la rende particolarmente insidiosa, poiché può progredire e causare problemi di fertilità senza che la persona ne sia consapevole. Molte donne, dopo aver cercato una gravidanza per lungo tempo senza successo, hanno scoperto di essere positive al Micoplasma (in particolare all'Ureaplasma Urealyticum) tramite un tampone specifico. Un’utente ha condiviso la sua esperienza: "Io soffrivo di cistiti, ho eseguito un tampone specifico e sono risultata positiva al micoplasma (ureaplasma urealyticum) dopo la prima cura specifica sono rimasta incinta!!!!! Erano 18 mesi che cercavamo una gravidanza!!!!!!!!!!!!!!!ci avevano gia' prospettato una IUI ed invece con un tampone specifico e la cura adeguata abbiamo risolto il problema al primo tentativo!!!!!!!!!!!!!Le infezioni causano infertilità momentanea!!!!!!!!!". Questa testimonianza sottolinea come una diagnosi e cura mirata possano risolvere problemi di fertilità altrimenti inspiegabili.
La Clamidia: Anche questa è un’infezione vaginale a trasmissione sessuale, causata dall’omonimo batterio: Chlamidia Trachomatis. È particolarmente insidiosa in termini di rilevanza clinica. Può essere trasmessa attraverso rapporti vaginali, orali e anali. Come il Micoplasma, spesso non presenta sintomi evidenti, ma può causare danni gravi alle tube di Falloppio, rendendo difficile o impossibile il passaggio dell'ovocita o degli spermatozoi.
La Gonorrea: Causata dalla Neisseria Gonorrhoeae, oggi è meno diffusa rispetto al passato, ma non ancora del tutto debellata. Si trasmette sempre a livello sessuale e può colpire uomini e donne, portando a complicanze che possono influire sulla fertilità.
Infezione da E. Coli: Sebbene più frequentemente associato alla cistite, l'Escherichia Coli può essere coinvolto in infezioni che, se non trattate, possono creare un ambiente sfavorevole al concepimento o alla salute della gravidanza, specialmente quando si verificano batteriurie asintomatiche. Un'utente ha raccontato: "Io sono rimasta incinta e contemporaneamente ho scoperto di avere una cistite da E. Coli, ma è stata curata senza problemi."
Considerando che le infezioni vaginali più gravi sono a trasmissione sessuale, l’uso del preservativo è imprescindibile e fondamentale per la prevenzione. Inoltre, per evitare le infezioni, è bene curare al meglio la propria igiene personale, soprattutto se si frequentano ambienti come piscine, palestre o spiagge. Anche la scelta della biancheria intima può essere d’aiuto nell’evitare le infezioni: è preferibile optare per tessuti naturali e traspiranti. È fondamentale anche considerare la salute del partner. Come suggerito da un'utente: "È importantissimo che tuo marito faccia le analisi, perché le infezioni si trasmettono con i rapporti sessuali e dunque è assolutamente inutile che si curi solo uno dei due partner… è il famoso "effetto ping-pong", per cui si continua a trasmettersi l'infezioni da uno all'altro!!!!". Un caso emblematico è stato quello di una paziente le cui cistiti ricorrenti erano causate da una prostatite cronica del marito, mai diagnosticata prima, che la infettava ad ogni rapporto.

La Cistite: Definizione, Cause e Sintomi
La cistite è un’infiammazione della vescica che fa parte delle infezioni delle vie urinarie (UTI - Urinary Tract Infection) la cui causa, spesso, è di origine batterica. Colpisce le basse vie urinarie, vescica e uretra. È un disturbo ampiamente frequente nella popolazione femminile, per via della conformazione del loro apparato urinario, che presenta un'uretra molto più corta rispetto all'uomo, facilitando l'ingresso di microrganismi patogeni.
Tipologie e Cause Principali
La cistite si presenta in forma acuta o cronica. La forma episodica, tipica nelle donne, si manifesta saltuariamente nella vita e di solito non è collegata a particolari patologie. La cistite cronica (chiamata anche recidivante) è invece caratterizzata da episodi ricorrenti. Esiste anche la cistite interstiziale, un'infiammazione senza infezione.
Le cause della cistite possono essere diverse:
- Infettive: Legate alla presenza di batteri di origine intestinale. In più dell’80% dei casi il batterio responsabile della cistite è l’Escherichia Coli, di derivazione intestinale. Questo batterio è presente sia nell’intestino degli uomini sia in quello delle donne, dove, in condizioni normali, convive con la flora batterica intestinale senza causare problemi. Quando però la sua concentrazione aumenta, i batteri possono invadere l’uretra.
- Irritative: Quando il disturbo deriva da un’eccessiva acidità delle urine o da altre sostanze irritanti.
- Post-coitale: Si verifica entro 72 ore da un rapporto sessuale. I rapporti sessuali, lo sfregamento, possono provocare infiammazione e la risalita dei batteri nell'uretra. Per prevenire, è consigliabile urinare sempre prima e dopo i rapporti.
Le recidive possono essere ricadute, dovute allo stesso agente eziologico (microrganismo) che ha raggiunto anche il rene, oppure reinfezioni, sostenute da batteri diversi, circoscritte alle vie urinarie inferiori.
Sintomi Comuni e Diagnosi
I sintomi della cistite possono essere molto fastidiosi e comprendono:
- Difficoltà a urinare (disuria)
- Dolore o bruciore durante la minzione
- Costante stimolo a urinare (urgenza minzionale), seppur in piccolissime quantità (pollachiuria)
- Senso di peso o dolore al basso ventre o alla regione del pube
- Minzione notturna frequente (nicturia)
In caso di carica batterica molto elevata, possono manifestarsi perdite di sangue nelle urine (ematuria) e febbre. Spesso l'urina è torbida.
La diagnosi di cistite si basa, oltre che sulla presenza dei sintomi caratteristici, sui risultati dell'esame delle urine (elevato numero di globuli bianchi, presenza di batteri in numero significativo e di globuli rossi, presenza di nitriti, aumento del pH) e sull'urinocoltura con conta delle colonie batteriche sviluppate. Si considera solitamente che sia presente un’infezione attiva quando l’agente causale supera la concentrazione di 100.000 batteri/ml di urina. Nella donna, i disturbi delle basse vie urinarie possono essere causati anche da infezioni vaginali (Trichomonas e Candida principalmente); nei casi di cistite recidivante, quindi, può essere utile l'esame colturale eseguito su tampone vaginale. Una donna ha riferito di avere "tracce di sangue nelle urine" e il medico ha ipotizzato fosse dovuto a un'infezione, per la quale ha poi eseguito un'urinocoltura.
CISTITE: Un problema comune e doloroso. CAUSE, SINTOMI e TERAPIA
Cistite e Ciclo Mestruale: Un'Interazione Ormonale
Ciclo e cistite sono strettamente correlati. Il ciclo mestruale, infatti, favorisce l'insorgenza di cistiti e infezioni vaginali da candida o da altri germi patogeni. L'uretra e la vescica (il trigono per l'esattezza) hanno la stessa origine embrionale del tessuto vaginale, pertanto saranno anch'essi notevolmente influenzati dalle modificazioni ormonali, che esporranno la donna alle infezioni urinarie e genitali in maniera maggiore o minore in base alle fasi del ciclo mestruale. La fertilità femminile viene regolata dagli ormoni, dal sistema nervoso e dalle ovaie, che interagiscono influenzandosi l'un l'altro in modo ciclico.
Un ciclo mestruale dura in media 28 giorni e si può suddividere in 4 fasi. Capire cosa avviene in ognuna ti aiuterà ad individuare il periodo più a rischio di recidive e a prevenirle con opportuni accorgimenti. È importante notare che la cistite non provoca ritardi del ciclo mestruale. È più probabile che sia l'opposto, ossia che l'alterazione ormonale (responsabile del ritardo mestruale o del suo anticipo) provochi anche cistite.
Le Fasi del Ciclo e l'Insorgenza della Cistite
Mestruazione: Per convenzione si calcolano i giorni di un ciclo mestruale partendo dal primo giorno di mestruazione. In questa fase l'insorgenza di una cistite acuta è rara; la sintomatologia dolorosa cronica diminuisce o scompare del tutto. C'è un brusco calo di estrogeni e progesterone. Si assiste in questa fase ad un aumento della frequenza minzionale, dovuto al brusco calo di estrogeni, il cui aumento in fase premestruale aveva provocato ritenzione idrica. Oltre all'aumento della frequenza urinaria ci può essere un incremento delle scariche fecali. Svuotandosi l'intestino e diminuendo il volume dell'utero, diminuisce anche la pressione esercitata su vescica e nervi pelvici, offrendo un momento di benessere. I disturbi verso la fine della mestruazione possono essere dovuti all'irritazione da assorbente sintetico, interno o da contatto prolungato con l'umido.
Fase Post-Mestruale (o Follicolare o Proliferativa): Dura circa 8 giorni. Il follicolo contenente l'ovulo si accresce, gli estrogeni aumentano in modo massiccio per permetterne la sopravvivenza raggiungendo il loro picco massimo. In questa fase la maggior parte delle donne ha un momento di benessere dovuto all'aumento degli estrogeni, al diminuito spessore dell'utero (che non comprime la vescica) e all'aumento di secrezioni vaginali. Il muco vaginale, dietro l'influsso degli estrogeni, aumenta.
Ovulazione: Molte donne desiderose di una gravidanza in fase ovulatoria assistono a riacutizzazioni dei sintomi. Questo è dovuto, oltre ai fattori scatenanti relativi alla fase ovulatoria, anche a due variabili: l'aumento dei rapporti sessuali in questa fase e l'alcalinità dello sperma che innalza ulteriormente il pH vaginale ostacolando la sopravvivenza dei lattobacilli benefici. La fase ovulatoria dura circa 48 ore. Le modificazioni ormonali portano all'espulsione dell'ovulo. Il muco vaginale cambia per permettere la sopravvivenza degli spermatozoi, diventando più alcalino, fluido e abbondante. La riacutizzazione dei sintomi avviene perché gli estrogeni subiscono un brusco calo durante l'ovulazione, aumentando il rischio di contaminazione batterica poiché il pH si alza e i lattobacilli vaginali diminuiscono. Anche l'alcalinità del muco ostacola la riproduzione dei lattobacilli a favore dei patogeni. Una partecipante al forum ha raccontato: "un mese casualmente ho avuto proprio la cistite nei giorni intorno all'ovulazione… ho preso una bustina di antibiotico (Monuril) e la cistite è passata….. sono rimasta incinta proprio con quell'ovulazione!!!Sarà…. ma io sono convinta che l'assunzione dell'antibiotico e quindi la guarigione della cistite abbia influito sulla ricerca della gravidanza…". Questo suggerisce un'interferenza diretta o indiretta della cistite non curata con il concepimento. Un'altra donna si chiedeva: "la cistite interferisce con l'ovulazione?". Molti medici, come un ginecologo citato in un'esperienza, tendono a rassicurare che non c'è un collegamento diretto tra cistite e concepimento, ma le esperienze personali spesso raccontano una storia diversa, indicando che una cistite attiva può rendere più difficile l'ambiente per il concepimento o semplicemente ridurre la frequenza dei rapporti.
Fase Premestruale (o Luteinica o Secretiva): È la fase più critica in cui è più facile che insorgano cistiti infettive, infiammatorie o dolorose. Dura circa 14 giorni. Il corpo luteo produce progesterone, che aumenta drasticamente. Questo è il periodo più critico per quanto riguarda le recidive di cistite, candida e riacutizzazioni della vulvodinia per numerosi motivi:
- Aumento del progesterone: Riduce la quantità e la fluidità del muco cervicale, provocando secchezza vaginale che rende la mucosa genitale più sofferente e aumenta l'attrito durante il rapporto sessuale, favorendo le cistiti post-coitali. Il progesterone riduce anche la risposta immunitaria dell'organismo. L'ispessimento della parete uterina schiaccia la vescica, provocando frequenza minzionale. Riduce anche la peristalsi intestinale e uretrale, incrementando stipsi e difficoltà di svuotamento urinario.
- Diminuzione dell'estrogeno: L'abbassamento degli estrogeni 24/48 ore prima della mestruazione provoca una diminuzione del glicogeno nell'ambiente vaginale, aumentando le infezioni batteriche e da candida. Le fluttuazioni estrogeniche stimolano la degranulazione dei mastociti, attivando i processi infiammatori e riesacerbando il dolore anche in assenza di infezione.
- Ritenzione idrica: L'aumento del progesterone porta a ritenzione idrica, riducendo i liquidi in vescica e concentrando le urine. Comporta anche una diminuzione dei liquidi nelle feci, accentuando la stipsi, che è un fattore di rischio per la cistite e la contrattura muscolare pelvica.
- Aumento del volume dell'utero: Provoca un maggiore afflusso di sangue a livello uterino, sequestrandolo alle altre strutture pelviche vicine (vescica, uretra, retto, vagina, vulva), che soffrono senza un adeguato apporto di ossigeno e nutrienti.
- Irritabilità e depressione: In questo periodo aumentano sintomi quali irritabilità e depressione a causa dello sbalzo ormonale. Ansia, stress e depressione diminuiscono la soglia del dolore, aumentano la contrattura muscolare ed abbassano le difese immunitarie.

Cistite Cronica e Cistite Interstiziale: Caratteristiche e Gestione
La cistite cronica è una condizione complessa che può avere un impatto notevole sulla qualità di vita. Colpisce prevalentemente il sesso femminile e purtroppo sta diventando sempre più frequente. È un’infiammazione della vescica, spesso di origine infettiva, che si protrae o si ripresenta con regolarità. È raro che il quadro clinico della cistite evolva con episodi sempre più ravvicinati ed una pollachiuria, cioè minzione frequente e invalidante che caratterizza invece il grave quadro della cistite interstiziale.
Fattori Predisponenti alla Cistite Cronica
Molteplici fattori possono essere all’origine della cistite cronica (o recidivante):
- Alterazioni del microbioma vescicale e intestinale: Studi recenti hanno dimostrato che la vescica non è un ambiente sterile, ma ospita un microbioma che contribuisce all’equilibrio della salute urinaria. La disbiosi intestinale è spesso associata ad un’alterata permeabilità della mucosa gastroenterica, favorendo l'azione dell'Escherichia Coli. Un microbioma vescicale equilibrato è ricco di lattobacilli, che contrastano la crescita di batteri uropatogeni.
- Uso frequente di antibiotici: Oltre a selezionare batteri resistenti, gli antibiotici possono impoverire il microbiota intestinale, riducendo i batteri benefici che contrastano la proliferazione di patogeni. Questo può creare un circolo vizioso di infezioni e trattamenti.
- Squilibri ormonali: Gli estrogeni favoriscono la produzione di glicogeno nell’epitelio vaginale, nutrendo i lattobacilli, fondamentali per il mantenimento del pH acido e la protezione contro le infezioni urinarie. Le fluttuazioni ormonali possono quindi indebolire queste difese naturali.
Impatto sulla Salute e Qualità di Vita
Se non trattata adeguatamente, la cistite cronica può avere un impatto significativo sulla salute:
- Dolore e sintomi persistenti: Disuria (dolore e difficoltà a urinare), urgenza minzionale (sentire un forte stimolo costante a urinare) e dolore pelvico possono diventare debilitanti.
- Danno alla mucosa vescicale: Infiammazioni ricorrenti possono alterare la struttura dell’urotelio, predisponendo a condizioni come la cistite interstiziale, in cui l'infiammazione persiste anche in assenza di infezione batterica evidente.
- Infezioni ascendenti: Il passaggio dell’infezione ai reni può causare pielonefrite, con rischi di danno renale.
- Impatto sulla qualità di vita: Frequente necessità di urinare, dolore e ansia legata alle recidive possono influenzare il benessere psicologico e sociale della paziente, incluse le relazioni intime e la capacità di concepire.
Il trattamento della cistite cronica richiede un approccio personalizzato. È una condizione complessa, che richiede un approccio integrato basato su prevenzione, terapia personalizzata e attenzione al microbioma, che è diventato un aspetto centrale nella ricerca recente.
Cistite Interstiziale (CI) e il Percorso verso la Maternità
Molte pazienti con Cistite Interstiziale (CI) sono in età fertile e la CI non preclude la possibilità di avere una gravidanza e di portarla a termine. L’infertilità non sembra colpire le pazienti con CI in maggior misura rispetto al resto della popolazione. Tuttavia, il concepimento potrebbe essere più difficile per chi prova dolore prima, durante o dopo l’attività sessuale e che scelga di evitare o limitare i rapporti sessuali quando i sintomi sono severi. Se il sesso produce disagio e si vuole comunque avere una gravidanza, si consiglia di individuare l’ovulazione e di limitare i rapporti ai giorni più fertili del ciclo.
Pianificazione della Gravidanza e Considerazioni Generali
Programmare la gravidanza consente di avere maggior controllo su una molteplicità di fattori. Idealmente, sarebbe ottimale concepire quando i sintomi della CI sono sotto controllo o in remissione. Inoltre, molti medici e nutrizionisti consigliano alle pazienti di sospendere i medicinali e di cominciare ad assumere vitamine prenatali prima del concepimento. La gravidanza di donne con CI non è necessariamente considerata “ad alto rischio” in assenza di precisi fattori di rischio o di malattie che comportino complicazioni. Alcune pazienti preferiscono eseguire i test prenatali essenziali e avere solo l’assistenza indispensabile al momento del parto, mentre altre si possono sentire più a loro agio se seguite in maniera più intensiva durante la gravidanza e il parto.
Alimentazione e Sintomi della CI in Gravidanza
Molteplici studi indicano che un’adeguata alimentazione è di importanza vitale sia prima sia durante la gravidanza e questo aspetto sta assumendo sempre più importanza, affiancato alle terapie o in assenza di queste. Se non l’avete ancora fatto, provate ad identificare prima del concepimento cibi e bevande che sono irritanti per la vostra vescica. Mentre molte pazienti durante la gravidanza possono gustare una varietà di cibi senza alcun effetto negativo, una dieta tipica per la gravidanza, ricca di proteine, di agrumi e succhi di agrumi ricchi di vitamina C e di vitamina B, può essere causa del riacutizzarsi dei sintomi e dovrebbe essere usata con molta parsimonia e solo sotto la supervisione del vostro medico. Le pazienti la cui sintomatologia viene esacerbata dall’alimentazione, possono identificare i cibi responsabili registrando in uno schema le reazioni negative a certi cibi, oppure usando una dieta ad eliminazione, partendo dai “cibi sicuri” e aggiungendo un elemento incerto alla volta.

Effetti della Gravidanza sui Sintomi della CI
Per capire meglio gli effetti della gravidanza sui sintomi della CI, l’Associazione Americana della Cistite Interstiziale (ICA) condusse nel 1989 uno “Studio Pilota sulla Gravidanza e la CI”. Lo studio osservò 48 donne affette da CI, che ebbero 78 gravidanze. Lo studio dell’ICA, risalente al 1989, ha fornito dati apprezzabili ma limitati riguardo agli effetti della gravidanza sulla CI. Le pazienti hanno classificato la severità dei loro sintomi di dolore, frequenza, urgenza e pressione prima della gravidanza, durante ogni trimestre e dopo il parto. Le gravidanze sono state divise in gruppi a seconda del carattere lieve, moderato o severo dei sintomi prima della gravidanza stessa.
- La maggior parte delle pazienti che aveva sintomi moderati prima della gravidanza ha riferito solo un lieve aumento della frequenza urinaria e dell’urgenza durante la gravidanza, con un picco nel terzo trimestre; il dolore non è aumentato.
- Le pazienti con sintomi lievi prima della gravidanza hanno riferito un leggero peggioramento dei sintomi man mano che la gravidanza procedeva.
- Generalmente si è avuto un miglioramento nel gruppo con sintomi severi. Questi dati suggeriscono che la maggior parte delle pazienti con CI gravide possono non aver bisogno di medicinali o dovrebbero essere in grado di posticipare le cure fino a dopo il parto.
- Pochissime pazienti, tuttavia, riferiscono un effettivo peggioramento dei sintomi e richiedono una cura. Nello studio condotto dall’ICA solo una piccola percentuale di queste gravidanze furono classificate come molto difficili. Tutte le pazienti hanno riferito un aumento dei sintomi solo nel passaggio del terzo trimestre.
Disturbi Comuni della Gravidanza Esacerbati dalla CI
A causa dei sintomi associati alla CI, certi disturbi comuni della gravidanza quali minzione frequente, infezioni batteriche della vescica e costipazione possono essere più problematici per le pazienti con CI.
- Minzione frequente: L’aumento della frequenza è normale, specialmente nel primo e terzo trimestre, ma per una donna con CI può essere particolarmente gravoso.
- Infezioni batteriche della vescica: Poiché le infezioni batteriche della vescica sono comuni durante la gravidanza e possono essere confuse con i sintomi della CI, si raccomanda un’analisi delle urine ad ogni visita prenatale.
- Costipazione: Può essere causata da integratori a base di ferro spesso prescritti in gravidanza e può innescare un riacutizzarsi della CI. Per questo è importante monitorare e gestire la regolarità intestinale.
CISTITE: Un problema comune e doloroso. CAUSE, SINTOMI e TERAPIA
Gestione Terapeutica della CI Durante la Gravidanza
La gestione della cistite in generale e, in gravidanza in particolare, ha come scopo principale quello di eliminare il batterio se l'origine è infettiva e di gestire i sintomi. Molti medici consigliano alle pazienti di abbandonare tutti i medicinali, tranne quelli essenziali, prima di tentare il concepimento e di astenersi dall’uso di farmaci durante la gravidanza, specialmente durante il primo trimestre, per minimizzare i rischi per il feto.
Considerazioni sui Farmaci
- Antibiotici: La scelta del tipo di antibiotico da somministrare si basa sulla sua sicurezza sia per la madre sia per il feto. È di fondamentale importanza anche l’esecuzione dell’antibiogramma, utile per identificare l’antibiotico a cui il patogeno è sensibile e avviare di conseguenza una cura mirata e tempestiva. Inoltre, affinché sia efficace, la terapia antibiotica deve essere eseguita per tutto il periodo indicato dal medico, anche se i sintomi scompaiono in anticipo. Terminata la terapia antibiotica, il ginecologo di riferimento consiglierà di ripetere un esame colturale urinario di controllo a distanza di almeno 7 giorni, per verificare l’efficacia della cura.
- Farmaci intravesicali: Ci sono alcuni farmaci che vanno inseriti direttamente in vescica, come l’Eparina, l’Acido Ialuronico, la Condroitina o la Marciana, che potrebbero essere presi in considerazione dopo il primo trimestre, quando il rischio di malformazioni fetali è minore.
- Benefici vs. Rischi: Durante i seminari dell’ICA sulla gravidanza, diverse pazienti hanno riferito di aver assunto diversi tipi di medicinali in vari periodi durante la gravidanza. Per alcune pazienti i benefici delle cure possono prevalere sui rischi che comportano. Ciononostante, certi medicinali usati nel trattamento della CI dovrebbero essere completamente evitati durante la gravidanza.
Alternative Non Medicinali e Stili di Vita
Molteplici opzioni curative non medicinali possono dare sollievo a coloro che preferiscano non fare uso di farmaci, soprattutto nel primo e più critico trimestre.
- Cambiamenti alimentari: Una dieta adeguata che eviti cibi irritanti e promuova la salute della vescica.
- Esercizi di rilassamento: Tecniche che includano yoga e tecniche di preparazione al parto possono aiutare a gestire il dolore e lo stress.
- Attività fisica: Passeggiate e/o nuotate sono utili strategie per sentirsi meglio e migliorare il benessere generale.
- Idratazione: Bere molta acqua è la prima vera terapia contro la cistite, aiuta a diluire le urine e a favorire il lavaggio della vescica. Tuttavia, l'abuso di alcol, specie se si tratta di superalcolici, alimenta l'infiammazione locale.
- Igiene intima corretta: L’igiene intima deve essere frequente, ma non eccessiva, ed eseguita nel modo giusto, dalla vagina verso l’ano e non viceversa, per evitare la contaminazione batterica. Durante la gravidanza, infatti, ci potrebbe essere maggiore sudorazione a causa del progesterone, che aumenta la temperatura corporea, e questo potrebbe favorire l’azione dei batteri e l’irritazione. Come detergenti intimi, è consigliabile usare prodotti delicati, che non aggrediscano la mucosa, con un pH compreso tra 3.5 e 5.5.
- Integratori e Fitoterapia: In associazione ai farmaci o nelle situazioni preventive e croniche, dopo aver consultato il proprio medico, possono essere considerati integratori come la Palmitoiletanolamide (PEA), il D-mannosio, l'estratto di semi di pompelmo e l'uva ursina. Il succo di mirtillo rosso americano, ad esempio, inibisce la crescita batterica e rende le urine acide, e uno studio ha dimostrato la sua efficacia nel ridurre la motilità batterica.

Il Parto con Cistite Interstiziale
Le pazienti hanno riferito che l’esito delle loro gravidanze con CI è stato positivo quanto quello delle gravidanze avute prima di ammalarsi di CI. Secondo uno studio condotto negli USA dall’ICA, circa un terzo delle donne ha avuto un parto naturale senza anestesia, mentre meno di un terzo ha avuto un parto naturale con anestesia, un altro terzo ha partorito con parto cesareo. Molti fattori possono indurre a un parto cesareo programmato o non programmato, indipendentemente dalla CI, e ogni tipo di parto ha i suoi pro e i suoi contro, specialmente per le donne con cistite interstiziale.
Scelte e Considerazioni per il Parto
- Parto naturale: Potrebbe essere scelto per evitare l’anestesia e la cateterizzazione, per avere libero movimento durante il travaglio con possibilità di andare liberamente al bagno, e per evitare un’importante chirurgia addominale. Per alcune donne con CI, la paura della cateterizzazione prolungata e dei traumi alla vescica associati al cesareo può rendere il parto naturale l'opzione preferibile.
- Parto cesareo programmato: Può evitare un travaglio prolungato, ripetuti esami vaginali, la somministrazione di farmaci per indurre le doglie e traumi alla vescica mentre il bambino scende attraverso il canale vaginale. Tuttavia, il taglio cesareo comporterà prolungata cateterizzazione, anestesia, possibili traumi alla vescica per la manipolazione durante l’intervento ed un più lento recupero dopo il parto. Queste sono questioni di particolare importanza per le pazienti con CI e dovrebbero essere discusse a fondo con il medico.
È importante essere preparate al fatto che il personale medico che assiste durante il parto, probabilmente, non abbia familiarità con la CI, e quindi una comunicazione chiara e proattiva sulle proprie condizioni e preferenze è fondamentale.
Post Parto e CI: Allattamento e Sfide Quotidiane
Il periodo post-parto presenta nuove considerazioni per le madri con Cistite Interstiziale, soprattutto in relazione all'allattamento e alla gestione della malattia in un contesto di nuove responsabilità.
Allattamento al Seno: Vantaggi e Svantaggi per le Madri con CI
L’allattamento al seno materno offre molti vantaggi al bambino perché rafforza le difese immunitarie e li difende da una vasta gamma di infezioni comuni, hanno meno probabilità di soffrire di allergie ai cibi e di altri problemi comuni, e per le neomamme è una bellissima esperienza. Alcune pazienti che non erano sintomatiche in gravidanza hanno riferito una prolungata remissione dei sintomi per tutta la durata dell’allattamento.
Tuttavia, per le pazienti con CI esistono anche alcuni svantaggi nell’allattamento che devono essere considerati:
- Trasferimento di farmaci: Gli studi dimostrano che qualsiasi farmaco preso dalla madre passa attraverso il latte che nutrirà il suo bambino e quasi tutti i farmaci usati per curare la CI possono avere seri effetti, noti o ignoti, sul bambino allattato al seno. Le pazienti che hanno riferito un acutizzarsi dei sintomi durante la gravidanza o dopo il parto, potrebbero desiderare di riprendere i loro farmaci o le cure il prima possibile dopo la nascita e potrebbero scegliere l’allattamento artificiale per questo motivo.
- Perdita del sonno: La perdita del sonno dovrebbe essere presa in considerazione. L’allattamento con il biberon potrebbe dare l’opportunità di fare dei sonnellini o di recuperare la stanchezza durante il sonno notturno se il partner o qualche altro membro della famiglia si occupasse per qualche ora di nutrire il bambino, alleviando il carico sulla madre che già convive con una condizione dolorosa.
Vivere con la CI e Crescere i Figli
Crescere i propri figli quando si convive con una malattia dolorosa e impegnativa come la CI può essere molto stressante. Fortunatamente, questa tendenza sta cambiando e si possono trovare diversi libri o informazioni su internet, di madri affette da CI che raccontano la loro esperienza in questo ambito, offrendo supporto e strategie. È fondamentale trovare un equilibrio tra la cura di sé e le esigenze del neonato, cercando supporto dal partner, dalla famiglia e dalle associazioni di pazienti. L’AICI (Associazione Italiana Cistite Interstiziale) si propone di raccogliere e condividere le esperienze delle neomamme per fornire un sostegno reciproco.
