La Gestazione e il Parto nel Cinghiale e nel Suino: Biologia, Comportamento e Tecniche di Gestione

La riproduzione rappresenta il motore centrale della produttività negli allevamenti suinicoli e un pilastro fondamentale per la resilienza ecologica del cinghiale (Sus scrofa) in natura. Comprendere i meccanismi fisiologici che regolano la gestazione, il comportamento di nidificazione e le dinamiche del parto è essenziale sia per l'allevatore moderno, che mira all'efficienza, sia per l'appassionato che osserva l'adattabilità incredibile di questa specie.

Biologia del parto e dinamiche ormonali

Il parto è un evento critico nella vita di una scrofa e ha un impatto significativo sulla salute e sull’economia della produzione di suinetti. Anni di selezione nell’allevamento suino hanno dato risultati eccellenti in termini di aumento del numero totale di suinetti nati per nidiata. Tuttavia, ci sono anche prove di una relazione negativa tra le dimensioni della nidiata e il peso alla nascita dei singoli suinetti. Lo stesso dicasi tra un aumento del numero di suinetti nati morti con l’aumento delle dimensioni della nidiata.

schema ormonale del parto nella scrofa

Durante le 12-24 ore prima del parto, in risposta all'aumento di ossitocina e prolattina, le scrofe mostrano un comportamento di "nidificazione". Mentre i livelli di progesterone rimangono elevati fino a quasi il momento del parto, gli estrogeni placentari aumentano nelle settimane che lo precedono. Altri ormoni, come la prostaglandina, la relaxina, la prolattina e l'ossitocina, aumentano nei giorni e nelle ore che precedono il parto. Il segnale per iniziare il parto ha origine con la maturazione del cervello del suinetto, che si traduce in un rilascio di cortisolo da parte delle ghiandole surrenali fetali.

Senza progesterone, le forti contrazioni uterine sono facilitate dalle prostaglandine e dall'ossitocina, che spostano il primo suinetto e tirano la placenta verso la cervice. Il parto è regolato in modo che un solo suinetto alla volta entri nel canale del parto. Ogni nato è associato ad un picco di ossitocina ed i suinetti nascono a intervalli di circa 15-20 minuti.

La sfida della sopravvivenza neonatale

Un gran numero di suinetti è ovviamente molto piacevole, ma è una grande sfida allevare efficacemente tutti i nati vivi. Il parto può essere considerato di successo se la durata totale del parto è inferiore a 5 ore e se oltre il 90% dei suinetti nasce vivo e sopravvive nelle successive 72 ore. I criteri finali per valutare una nidiata di successo sono che i suinetti ricevano colostro e che la scrofa e i suinetti non subiscano complicazioni.

Il rischio di morte è più alto durante i primi tre giorni successivi alla nascita. In particolare, i suinetti che pesano meno alla nascita hanno meno probabilità di sopravvivenza. L’energia è un fattore cruciale per la sopravvivenza dei suinetti nel breve termine, poiché questi nascono già con un deficit energetico. Ai suinetti deve essere immediatamente offerta protezione ed energia aggiuntive per garantire un’assunzione sufficiente di colostro di qualità.

suinetti appena nati che cercano il capezzolo

Nei 5-15 minuti dopo la nascita, il movimento del suinetto rompe il cordone ombelicale permettendogli di localizzare le ghiandole mammarie in circa 20 minuti. I nati morti compaiono più frequentemente nell'ultimo terzo della figliata e in quelle gestazioni brevi (<113 giorni) e lunghe (>117 giorni). Più del 50% dei suinetti nati morti hanno il cordone ombelicale rotto e sono morti per mancanza di ossigeno prima o dopo essere entrati nel canale del parto.

Comportamento materno e nidiata in natura

Nel contesto selvatico, il cinghiale si distingue per una plasticità straordinaria: si adatta a vivere in ogni ambiente, dal livello del mare fino ad oltre mille metri di quota, ed è molto prolifico. Il branco è composto dalle femmine adulte, dai cuccioli dell’anno e dai giovani dell’anno precedente. Al momento del parto le femmine si allontanano dal branco e cercano un luogo tranquillo e sicuro in cui dare luce alla prole, spesso costruendo una tana.

Abitudini e comportamento del cinghiale (𝘚𝘶𝘴 𝘴𝘤𝘳𝘰𝘧𝘢 L.)

Per la prima settimana dopo il parto, la femmina di cinghiale cerca di non abbandonare mai la tana con i suoi cinghialini. A una settimana di vita, i cuccioli sono in grado di seguire la madre nei suoi spostamenti, tornando alla tana solo durante la notte. I cuccioli vengono chiamati "striati" per la pelliccia percorsa da 4-5 strisce orizzontali di colore chiaro, che favorisce il mimetismo. Questo adattamento serve a proteggere gli animali dai predatori quando la madre è costretta ad allontanarsi.

Gestione della transizione e nutrizione

Per ottimizzare la produzione, in AHV abbiamo sviluppato diversi programmi per aiutare la scrofa e i suinetti durante questo periodo critico. Il Programma Transizione AHV contribuisce a garantire che il momento della nascita si svolga nel modo più tranquillo possibile. La distribuzione dei nutrienti si basa su un parto regolare e sulla transizione alla produzione di latte.

I nostri prodotti, basati sull’esclusiva tecnologia AHV QSA, aumentano il benessere della scrofa fornendo energia aggiuntiva, sostenendo il sistema immunitario, migliorando la circolazione e garantendo una produzione di latte di alta qualità. AHV FarrowPREP aiuta ad avere una scrofa sana durante il periodo di transizione, garantendo un parto regolare e un buon inizio dell’allattamento.

grafico sull'importanza del colostro per la sopravvivenza

Il Programma Energia AHV si concentra invece sull’approvvigionamento energetico del suinetto. I suinetti nascono con riserve energetiche limitate, il che li rende vulnerabili all’ipotermia e alla scarsa assunzione di colostro. Diamo ai suinetti energia extra per aumentare l’attività per un’assunzione ottimale di latte, benefica per la crescita e lo sviluppo. Sosteniamo il sistema immunitario e promuoviamo un equilibrio batterico e una corretta funzione intestinale per prevenire i disturbi digestivi.

Socializzazione precoce e benessere animale

Il cinghiale è una specie altamente sociale. In natura, quando una scrofa si isola per partorire, resta separata dai 4 ai 12 giorni, per poi ricongiungersi al gruppo. I suinetti iniziano così a socializzare precocemente con altri individui. In allevamento, lo svezzamento rappresenta una fase di stress, ma diverse strategie possono replicare i benefici della natura.

È noto che i suinetti che incontrano presto altri soggetti sono meno aggressivi e gestiscono meglio gli scontri. Un recente lavoro (Ji et al., 2021) ha osservato che i suinetti abituati a contatti precoci hanno una migliore risposta anticorpale e un minor livello di cortisolo. Favorire le interazioni precoci tra diverse nidiate fornisce ai suinetti degli ottimi strumenti per affrontare adeguatamente gli stress della vita produttiva, riducendo l'aggressività e migliorando le prestazioni di crescita.

schema di gestione delle nidiate in allevamento

Il cinghiale in Italia: espansione e gestione

Il cinghiale è una specie tipica della fauna europea, originariamente diffusa in gran parte della penisola. La sua espansione è stata favorita dall'intervento dell'uomo e dalla capacità intrinseca di colonizzare nuovi ambienti. Il cinghiale è un onnivoro opportunista che si adatta a modificare drasticamente l’alimentazione in base alla disponibilità, utilizzando sia risorse boschive che prodotti agricoli.

La maturità sessuale delle femmine è condizionata dal raggiungimento di un peso-soglia di circa 30 kg. La possibilità che in condizioni ambientali favorevoli alcune femmine adulte partoriscano due volte nello stesso anno è da ritenersi un evento possibile, ma straordinario. I danni all’agricoltura, provocati da consumo diretto, attività di scavo e calpestio, sono molto variabili, ma la specie è responsabile di circa il 90% dei danni causati dagli Ungulati alle attività umane in Italia. Prevenire tali danni richiede l'adozione di sistemi come recinzioni elettrificate o dissuasori, valutando attentamente il rapporto tra costi e benefici per garantire una convivenza sostenibile tra la fauna selvatica e le necessità delle attività antropiche.

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