Friedrich Froebel: L'Architetto dei "Canti e Carezze Materne" e Padre del Kindergarten

Nel vasto panorama della pedagogia moderna, poche figure hanno lasciato un'impronta così profonda e duratura come Friedrich Froebel. Riconosciuto universalmente come il fondatore del Kindergarten, il suo contributo non si limita alla creazione di un'istituzione educativa rivoluzionaria, ma si estende a una filosofia dell'infanzia che pone il bambino, con la sua innata curiosità e la sua esigenza di gioco, al centro del processo di apprendimento. Tra le sue opere più significative, che delineano un approccio olistico all'educazione dei più piccoli, spicca un testo di straordinaria importanza per le madri e per l'educazione familiare: i "Mutter- und Koselieder. Ein Familienbuch", noti in italiano come "Canti e Carezze Materne" o "Le chiacchiere della madre". Questo volume non è solo una raccolta di suggerimenti, ma un vero e proprio manuale che rivela la profondità del pensiero froebeliano sull'educazione precoce e sul ruolo insostituibile della figura materna.

Ritratto di Friedrich Froebel

Le Radici del Pensiero Froebeliano: Vita, Contesto e Incontri Determinanti

La vita di Friedrich Froebel, nato in Turingia il 21 aprile 1782, è intrinsecamente legata allo sviluppo della sua visione pedagogica. Una serie di esperienze personali e incontri cruciali hanno plasmato la sua concezione dell'infanzia e dell'educazione.

Un’Infanzia Modellata dall’Assenza e dalla Natura

Friedrich Froebel venne al mondo in un contesto che, purtroppo, lo privò precocemente dell'amore materno. Sua madre morì quando lui aveva soltanto nove mesi. Questa mancanza d’affettuose cure materne nell’infanzia è spesso citata come una delle forze trainanti che lo spinsero ad interessarsi vivacemente all’educazione dei più piccoli. Cresciuto dal padre e dallo zio, ambedue pastori protestanti, ricevette una profonda formazione religiosa. Tra i ricordi della prima infanzia hanno sempre primeggiato, lasciando un'impronta indelebile sulla sua personalità, le emozioni religiose. La sua vita infantile, concentrata tutta in sé negli anni in cui suole espandersi gioiosamente al di fuori, promosse in Froebel l'abito alla fantasticheria, che rimase sino alla fine sua caratteristica. Questa carenza affettiva e la precoce spiritualizzazione, unita a un'educazione non sempre metodica, lo spinsero a cercare un senso e un ordine nella realtà.

Fin da piccolo, una caratteristica distintiva di Froebel fu il suo profondo amore per la natura. Questo sentimento fu alimentato anche da un periodo significativo della sua giovinezza, quando, a soli quindici anni (1797), fu affidato come apprendista a un ispettore forestale di Hirschberg in Turingia. Visse così maggiormente a contatto con la natura, sviluppando un legame intimo con il mondo vegetale e animale, che avrebbe poi trasposto metaforicamente nella sua pedagogia.

L’Incontro con Pestalozzi e la Nascita della Vocazione

Froebel, prima di conoscere la sua autentica vocazione, sperimentò varie occupazioni e si dedicò a studi diversi. La sua giovinezza fu caratterizzata da una ridda di impieghi e di occupazioni, alternati da brevi e infruttuosi soggiorni all'università, dove attese saltuariamente e senza continuità agli studi più diversi, inclusi storia naturale, matematica, silvicoltura, diritto amministrativo e mineralogia. Questa fase di ricerca e sperimentazione, apparentemente senza meta sicura, in balia degli eventi e degli uomini, lo condusse infine a Francoforte sul Meno.

Fu qui, nel 1805, che avvenne l'incontro decisivo. La conoscenza di G.A. Gruner, un discepolo di Johann Heinrich Pestalozzi e direttore di una scuola normale modello, suscitò il suo interesse per l’attività pedagogica e gli rivelò la vera missione della sua vita. Froebel venne a contatto con il Pestalozzi proprio tramite questo discepolo, che lo assunse come collaboratore nella sua scuola. Ammirò i pregi del metodo Pestalozzi, cercando di approfondirlo e migliorarlo. Successivamente, Froebel soggiornò anche a Yverdon, la celebre istituzione di Pestalozzi, per circa due anni (1808-1810), come accompagnatore di tre ragazzi della famiglia presso la quale era precettore. Questa immersione diretta nel metodo pestalozziano fu fondamentale, sebbene Froebel avrebbe poi sviluppato una concezione più avanzata della libertà creatrice del bambino, andando oltre Pestalozzi stesso. L'unica vera profonda influenza ch'egli ha subito è stata quella del Pestalozzi, che ha seguito da presso a Yverdon, dapprima per pochi giorni nel 1805 e poi a lungo, per circa due anni.

Friedrich Froebel (Pedagogia)

La Nascita dei Primi Istituti Educativi

L'entusiasmo per la pedagogia spinse Froebel a fondare le proprie istituzioni. Dapprima a Grisheim e Keilhau, poi a Wartensee, a Willisau, a Burgdorf in Svizzera, in una serie ininterrotta di tentativi pedagogici, fra difficoltà e delusioni di continuo risorgenti, Froebel venne a poco a poco faticosamente sedando il disordinato tumultuare delle sue aspirazioni e dei suoi sogni e sempre più delimitando il campo della sua attività all'educazione della prima infanzia, nella quale era destinato a rivelare la sua genialità di maestro.

Un episodio chiave fu la necessità di occuparsi dell’educazione di cinque nipotini. Fu per loro che Froebel creò la sua prima istituzione educativa. Nasce così l’Istituto generale tedesco di educazione, una scuola che, nonostante il nome importante, contava di solo cinque alunni. Terminata la Campagna di Germania (1813-14) in cui si arruolò come volontario, e dove incontrò due militari che in seguito sarebbero diventati suoi amici e stretti collaboratori, Langethal e Middendorf, Froebel fondò nel 1816 a Grisheim, insieme ai nuovi compagni d’avventura, il primo “Istituto Tedesco Generale di Educazione”. In seguito la scuola venne ingrandita e cambiò sede, ma non ebbe lunga durata, un po’ per difetti amministrativi e un po’ per l’ostilità locale.

Il campo sperimentale e il crogiolo della nuova forma di educazione cui aspirava, "consona all'essenza umana e alla natura infantile", furono dapprima Blankenburg (1837-1844) e da ultimo Marienthal (1850). Fu proprio a Blankenburg nel 1837 che ebbe vita il primo istituto d’educazione per bambini al disotto dei sei anni, quello che avrebbe chiamato nel 1840 Giardino d’infanzia. La fama di Froebel aumentò al punto che veniva salutato come caposcuola, ma nel 1851, la Prussia decretò la chiusura dei Giardini d’infanzia, perché impostati su di un’educazione “atea” e “socialista”. Era in pratica un’accusa di liberalismo, probabilmente alimentato dal fatto che durante la rivoluzione, i maestri progressisti si erano stretti intorno a Froebel, anche se la sua figura non suggeriva affatto idee sovversive. Nonostante le avversità politiche iniziali, la sua istituzione sopravvisse a lungo e si diffuse un po’ ovunque in Europa e anche in America. In Germania i Giardini d’infanzia vennero riaperti dopo il 1860, testimoniando la resilienza e l'importanza del suo modello.

La Visione Pedagogica di Froebel: L'Uomo, la Natura e il Divino

La pedagogia e la didattica di Froebel sono la derivazione di una concezione generale della realtà, che gli viene suggerita in parte dal sentimento e in parte dalla corrente idealistico-romantica del tempo. Egli è spesso definito il “pedagogista del Romanticismo” non solo per gli studi umanistici, ma per aver ideato e realizzato il progetto del Kindergarten.

L'Idealismo Romantico e l'Unità del Creato

Froebel vede la natura e l’uomo come manifestazione dell’Assoluto. Questa profonda connessione metafisica tra l'individuo, il mondo naturale e il divino è un pilastro del suo pensiero. Per Froebel l’educazione deve mostrare all'uomo la sua parte divina e le sue analogie con la natura: uomo e natura sono nati da Dio e in lui destinati a riposare. Il primo momento riguarda la consapevolezza che il divino è in ognuno di noi; nel secondo momento, invece, si comprende che il divino è presente nella natura: dunque vi è l’unione tra l’uomo e la natura grazie alla figura del divino. Questa visione unitaria della natura e dell'uomo è d'ispirazione idealistico-religiosa e insieme scientifica. La religione cristiana riveste un ruolo fondamentale: per il pedagogista è solo attraverso la religione che si può prendere coscienza della nostra origine divina. L'educazione e l'istruzione devono portare all'intuizione e alla capacità di cogliere i rapporti esistenti nella realtà.

L'Infanzia come Periodo Sacro e l'Importanza del Gioco

Per Froebel, l’educazione si compie attraverso varie fasi, ciascuna delle quali condiziona la seguente, ma ognuna è valida e importante per se stessa. Un principio cardine è che non si può diventare veri uomini se non si è stati veramente bambini. Si comprende come per Froebel sia fondamentale l'infanzia e il gioco, che ne è la manifestazione più genuina. L’autonomo valore dell’infanzia e l’importanza del gioco, espressione libera, spontanea dell’intera personalità del bambino, sono scoperte che fanno la grandezza di Froebel.

Il gioco non è un semplice trastullarsi, ma è la manifestazione totale del bambino, che parla con gli oggetti come se fossero vivi, proiettando in essi il suo mondo interiore; è quindi un mezzo utilissimo per scoprire la tendenza dell’uomo futuro. Attraverso il gioco, il bimbo impara nozioni preziosissime. Per gioco il bambino coglie progressivamente le proprietà lineari dei corpi (forme), vorrà poi riprodurle attraverso il disegno; lo stesso vale per il numero. Froebel considera il gioco infantile non un'attività ricreativa o diversiva, ma essenzialmente "seria", un vero e proprio "lavoro" del bimbo. Ne deriva una concezione nuova della libertà creatrice del bambino e del ragazzo, più avanzata di quella elaborata da Pestalozzi. Egli è stato il primo a intendere l'infanzia nella sua concreta attualità, a intendere la profonda serietà del compito che il fanciullo deve assolvere. Donde l'originalità della sua dottrina del gioco concepito come il lavoro del bimbo. Sul mondo dell'infanzia, che ha osservato con la trepida ansia e con l'amore sagace di una madre, egli ha proiettato un fascio di luce fulgidissima.

Le Fasi dello Sviluppo e il Ruolo dell'Educatore

Froebel identifica tre fasi di sviluppo: il periodo lattante, l'infanzia e la fanciullezza. Il bambino nel suo apparire nel mondo è "confuso" nell'ambiente, poi comincia a distinguere gli oggetti da sé e a percepire la propria distinzione da essi. Ciò che è in quiete lo invita alla quiete, ma le cose in movimento sono uno stimolo a muoversi verso di esse e afferrarle. Froebel è dell’idea che è bene tenere desta l’attenzione del bambino fin dai primi momenti, per stimolarne l’attività spirituale. Con la parola, il bambino comincia a porsi in relazione con gli oggetti; il linguaggio per Froebel è la manifestazione di un processo di umanizzazione. La fanciullezza è la fase in cui la curiosità e l’interesse favoriscono l’interiorizzazione e il linguaggio si fa più analitico e tangibile tramite la scrittura.

Secondo il pensiero di Froebel, l'uomo nasce buono e buone sono anche le sue qualità e inclinazioni; spesso è l'educatore a renderlo cattivo soffocando il desiderio del ragazzo di ritrovare l'unità con le cose e con gli esseri. L'educatore deve aiutare il bambino a scoprire la propria legge interiore senza imporsi arbitrariamente. L’educatore deve partire dall'interiorità, dal progetto divino e deve prestare attenzione alle manifestazioni esteriori (linguaggio e gioco). Froebel annuncia il grande principio rousseauiano dell’educazione negativa, che significa lasciare che il bambino si sviluppi secondo la propria natura, con l'educatore che facilita piuttosto che imporre. La scuola non ha l'obiettivo di impartire nozioni, il fine dell'insegnamento dovrebbe consistere nel far conoscere al ragazzo tutte le cose che lo circondano.

Rappresentazione storica di un Kindergarten

I "Canti e Carezze Materne": Un Manuale Fondamentale per la Prima Infanzia

Tra le opere più significative di Friedrich Froebel, un posto di rilievo è occupato dal volume "Mutter- und Koselieder. Ein Familienbuch", pubblicato nel 1843 a Blankenburg. Questo testo risponde direttamente alla domanda su chi abbia scritto "Canti e Carezze Materne" ed è un pilastro della sua pedagogia, pensato specificamente come manuale per le madri.

Friedrich Froebel: L'Autore di un'Opera Dedicata alla Madre

L'opera "Canti e Carezze Materne" è stata scritta dal pedagogista Friedrich Froebel proprio come manuale per le madri. In questo volume, Froebel offre una serie di suggerimenti per l’attività educativa della madre, la quale svolge un ruolo fondamentale come prima educatrice. Egli esorta i genitori affinché promuovano attività che rendano il bambino protagonista, riconoscendo l'importanza cruciale dei primi anni di vita e dell'ambiente familiare. La prima educazione avviene in famiglia, e il ruolo della madre è qui esaltato come nessun altro.

La Missione Sacra della Madre come Prima Educatrice

Nel libro, la missione della madre viene descritta come Santa, perché a lei è affidata la cura di favorire il primo sviluppo delle facoltà del bambino. È concepita come un’opera educativa sociale, il cui punto di partenza è la famiglia e il punto di arrivo è la società, visto che il bambino prenderà un posto nel mondo. Froebel sostiene che le istruzioni, l’esempio e l’affetto materno imprimono all’uomo la sua prima direzione: queste impressioni sono incancellabili e segneranno il suo sviluppo e la sua formazione. Per questo è di vitale importanza che ogni madre conosca cosa sia l’infanzia e come si possa raggiungere il felice sviluppo. Froebel ha dimostrato che l’educazione dell’anima deve cominciare con quella del corpo e ha trovato l’arte di sviluppare in maniera armonica le forze fisiche, morali ed intellettuali. Quest’arte viene indirizzata prime fra tutti proprio alle madri.

Il Gioco, il Canto e la Parola come Strumenti di Sviluppo Olistico

Il cuore dei "Canti e Carezze Materne" risiede nella proposta di attività pratiche. Nel libro, infatti, Froebel descrive una serie di giochi motori, accompagnati da discorsi e canti. Con essi si favorisce lo sviluppo fisico, quello dell’anima (con l’influenza della tenerezza della madre e del suo canto) ed in generale si promuove lo sviluppo intellettuale (con l’uso delle diverse facoltà). Un aspetto cruciale è che la mamma non deve mai imporre il gioco, ma fare in modo che il bambino stesso lo richieda. Si deve sempre fare così se si vuole che l’occupazione a cui si dedica il bambino porti i suoi frutti, rispettando l'autonomia e la spontaneità infantile. Questi canti e giochi rappresentano un ponte tra l'esperienza del bambino e il mondo esterno, permettendogli di esplorare e comprendere la realtà attraverso l'interazione amorevole con la madre.

L'Importanza della Spiritualità e della Relazione con il Creato

Non bisogna dimenticare l’aspetto religioso di questo libro: i "Canti e Carezze Materne" formano infatti un manuale religioso della prima infanzia, perché non vi è una scena che non faccia riferimento, in modo infantile, all’Essere Supremo. Attraverso questi giochi e discorsi il bambino può conoscere svariate scene della natura e porsi in relazione con essa: avere quindi, secondo il pedagogista, una preparazione all’insegnamento religioso, un aspetto che prima di Froebel nessuno aveva preso in considerazione in modo così specifico per la prima infanzia. Questa preparazione consiste nell’avvicinarlo al Creatore facendogli prima conoscere ciò che ha creato. Come viene detto nel libro, per innalzarsi al Dio invisibile, il bambino deve conoscere il mondo visibile. La madre non fa recitare lunghe preghiere ai suoi fanciulli, ma con le sue parole e con il suo tono di voce cerca di toccare il loro cuore e ispirare alle loro anime un inno di grazie. Questo approccio dolce e indiretto alla spiritualità sottolinea l'importanza di un'esperienza vissuta e sentita, piuttosto che di una mera imposizione dottrinale.

Illustrazione dal libro Mutter und Koselieder

Il Kindergarten: Il Giardino dove la Pianta-Bambino Cresce Liberamente

Il Kindergarten, o Giardino d'Infanzia, è l'espressione più concreta della filosofia pedagogica di Friedrich Froebel e un'innovazione che ha rivoluzionato l'educazione della prima infanzia a livello globale.

Un Ambiente Accogliente e Naturale per l'Educazione

A Blankenburg nel 1837 ebbe vita il primo istituto d’educazione per bambini al disotto dei sei anni, quello che avrebbe chiamato nel 1840 Giardino d’infanzia. Il Kindergarten è descritto come un luogo sereno e accogliente, simile a un giardino, dove i bambini possono crescere liberamente, proprio come una pianta. È un ambiente pensato per replicare la serenità e la funzionalità degli spazi domestici, fungendo da compimento dell’educazione familiare. La scuola-giardino è un luogo in cui l’infanzia, che è paragonata ad una pianta, può crescere liberamente. È un luogo sereno ispirato agli ambienti familiari, un luogo accogliente che deve avere un giardino, educando ad avere responsabilità e a saper gestire lo spazio con gli altri. L’educazione mette al centro l’allievo nelle sue caratteristiche, rispettando i suoi tempi: parla di individualizzazione, andando incontro alle esigenze dell’educando. Froebel approfondisce le ricerche del Pestalozzi riguardo all'età 0-6 anni, distinguendo l’educazione di questa età da quella successiva.

Le Maestre-Giardiniere e il Metodo Attivo

Nel Kindergarten i bambini sono accuditi da maestre-giardiniere opportunamente formate e preparate. Le educatrici del tempo dovevano completare l’amore iniziato dalla madre, sviluppando in maniera armonica le facoltà fisiche, morali e intellettuali del bambino. La maestra, secondo Froebel, deve avere una preparazione pedagogica e deve conoscere la psicologia dell’allievo, prestando attenzioni di tipo affettivo e individualizzato ai bambini. La sua è una figura di guida che osserva, facilita e supporta lo sviluppo autonomo del bambino, senza imporre, ma stimolando.

L'attività quotidiana nel Kindergarten froebeliano era ricca e variegata. Le principali attività includevano canti religiosi, ginnastica, giochi, coltivazione del giardino, esercizi di lettura e scrittura, discorsi su geografie e scienze, tessitura e disegno. I giardini erano costituiti da sale interne per le attività e il cortile, dove si potevano svolgere giochi, esercizi ginnici e giardinaggio, promuovendo così un contatto diretto con la natura e un apprendimento esperienziale. Il gioco è strumento di crescita, che sviluppa le relazioni, le capacità cognitive. Il metodo Froebel dà importanza al periodo crepuscolare, ignorato dalla riflessione pedagogica, e favorisce la socialità, il linguaggio, il disegno (che esprime il mondo interiore), la produttività, l’attività logico-matematica e l’espressione corporea del bambino.

La Diffusione e le Sfide del Modello Froebeliano

Nonostante le iniziali difficoltà e le opposizioni politiche in Prussia, che nel 1851 decretarono la chiusura dei Giardini d'infanzia accusandoli di essere "atei" e "socialisti", il modello Froebeliano si diffuse rapidamente. I suoi giardini gli sopravvissero e, superate le diffidenze e le opposizioni anche politiche dei primi anni, in pochi decenni si diffusero rapidamente in tutte le nazioni, in Europa e anche in America. Dal 1872, i Giardini d’Infanzia di Froebel diventarono un modello educativo adottato in tutto l’Impero austro-ungarico e in altri paesi europei come la Spagna, la Russia e i Paesi Bassi. In Italia, invece, i giardini d’infanzia trovarono l’ostilità da parte della Chiesa cattolica, che non vedeva di buon occhio le idee provenienti dal mondo della Chiesa protestante. Nonostante le numerose difficoltà riscontrate nel nostro Paese, il modello proposto da Froebel ispirerà figure di prestigio come le sorelle Agazzi e Maria Montessori, che ne rielaboreranno e adatteranno i principi alle proprie pedagogie.

I "Doni Froebeliani": Strumenti per la Scoperta e lo Sviluppo Cognitivo

Per i più piccoli, e come parte integrante del suo approccio didattico, Froebel ideò una serie di oggetti che chiamò "Doni" (Gifts). Questi non erano semplici giocattoli, ma sussidi didattici strutturati, progettati per guidare il bambino nella scoperta della realtà che lo circonda e di se stesso.

Dalla Palla alle Forme Geometriche: Un Percorso Intuitivo

I Doni Froebeliani sono stati creati per sviluppare le capacità cognitive dei bambini, come la comprensione dello spazio e dei contrasti. Questi oggetti in legno, offerti in tempi diversi, miravano a stimolare le potenzialità del bambino attraverso l'osservazione, l'esercizio tattile, la separazione e la ricostruzione.

  • Il Primo Dono: La palla. È il giocattolo più elementare e, secondo Froebel, il punto di partenza di tutte le altre forme. Si presta a tutti gli esercizi e può essere utilizzata in molti giochi, sia guidati che liberi. Le attività con la palla potevano essere accompagnate da filastrocche, canzoncine e poesiole, unendo movimento, linguaggio e ritmo.

  • Il Secondo Dono: Composto da una sfera, un cubo e un cilindro di legno. Nel dono precedente si dava importanza al colore, qui si passa alla forma. La sfera rappresenta la forma più perfetta e più mobile. Questo materiale è adatto a fornire l’intuizione delle forme geometriche e del numero, ma si presta anche a un’infinità di combinazioni di giochi e di esercizi linguistici secondo regole prestabilite. Froebel volle che questi oggetti fossero accompagnati da alcuni versi cantati, non solo per far sì che il bambino imparasse il linguaggio o sviluppasse l'udito, ma perché riuscisse a sviluppare idee chiare e distinte, tra cui l'idea del calcolo.

  • Il Terzo Dono: Un cubo diviso in otto parti. Questo dono dovrebbe far risvegliare nel bambino il senso dell'intero e della divisibilità dei corpi, introducendo concetti di frazionamento e composizione.

  • Il Quarto Dono: Un cubo diviso in otto mattoni mediante tre divisioni orizzontali e una verticale, offrendo ulteriori possibilità di costruzione e esplorazione delle relazioni spaziali.

  • Il Quinto Dono: Un cubo diviso obliquamente in ventisette cubi. In questo modo, l'insegnamento del calcolo sarà facilitato, introducendo forme e angoli più complessi.

  • Il Sesto Dono: Un cubo diviso a sua volta in ventisette mattoni, che permette la creazione di strutture più elaborate.

Ai doni (figure solide) si aggiungono altri oggetti (figure piane), come anelli e semianelli, fettucce, bastoncini, triangolini, ecc. Ciò dà modo di comporre figure all’infinito e tantissimi lavoretti, stimolando la creatività e la motricità fine. Nel Giardino si fanno molti altri lavori, come piegature, trafori, lavori con la creta e con la rafia, espandendo ulterior'orizzonte di attività manipolative e creative.

Materiali didattici Froebeliani (Doni)

Il Valore dei Doni tra Teoria e Pratica

Con l’utilizzo dei doni, a un primo sguardo, sembra che Froebel si contraddica. Nella sua opera principale, "L'educazione dell'uomo" (Die Menschenerziehung, 1826), parla del bambino che ama foggiare a piacere un materiale plasmabile (creta, sabbia bagnata, neve…), mentre i doni sono descritti come freddi, artificiosi, un materiale squisitamente geometrico, non adatto a stimolare la fantasia del bambino. Questo giudizio critico mette in luce una tensione tra la sua visione idealistica del gioco libero e la strutturazione dei materiali didattici.

Tuttavia, questi sussidi didattici, pur tradendo un poco la primitiva ispirazione froebeliana, non possono essere giudicati senza considerare l’intenzione per la quale erano stati predisposti: dare al bambino l’intuizione degli aspetti quantitativi e qualitativi della realtà che lo circonda. Grazie ai "Doni", il bambino acquisisce l’idea dei solidi, delle dimensioni e viene aiutato a sviluppare le capacità logico-matematiche, fornendo una base concreta per l'apprendimento astratto. Essi rappresentano una "grande palestra" dove educatori, genitori e bambini si allenano, sentendosi parte di un progetto condiviso di crescita.

L'Eredità di Froebel: Un Impatto Duraturo sulla Pedagogia Moderna

L'opera di Friedrich Froebel, in particolare la sua fondazione dei Kindergarten e la stesura di testi fondamentali come i "Canti e Carezze Materne", ha lasciato un'eredità inestimabile nel campo dell'educazione. La sua concezione educativa, affermatrice dell'autonomia spirituale e della personalità come ideale da realizzare, mette in luce le potenzialità di autoformazione del fanciullo e afferma la funzione fondamentale che assume, in essa, l'attività giocosa.

Il grande merito di Froebel è stato quello di aver compreso la ricchezza e la vitalità dell’infanzia, un periodo che prima di lui era spesso sottovalutato o considerato solo una preparazione all'età adulta. I suoi giardini d'infanzia hanno modificato l'idea dell'educazione del bambino nella prima infanzia, influenzando figure come le sorelle Agazzi e Maria Montessori, che si rifaranno a lui per alcune delle loro innovazioni pedagogiche. Egli ha saputo cogliere l'infanzia, per così dire, nella sua purezza, senza contaminazione di preoccupazioni estranee, il che non è mai riuscito neppure al Pestalozzi. I suoi fanciulli sono finalmente uomini, con l'identica struttura spirituale, con le stesse esigenze e gli stessi interessi della nostra umanità.

Se pure il suo pensiero non si è sempre manifestato in modo sistematico o filosoficamente rigoroso, le intuizioni più profonde, che abbondano nelle sue opere, rimangono immagini, metafore e aforismi nati "dal duro tirocinio della sua educazione individuale", cariche di fede indomita nelle divine energie dello spirito e di una profonda coscienza religiosa di una missione da assolvere a favore dell’umanità. L'aspetto più profondo e modernamente originale del pensiero educativo di Froebel è il suo senso religioso dei sacri diritti dell'infanzia, la sua intuizione dell'educazione come celebrazione di autonomia spirituale, della personalità come ideale da realizzare. Egli è stato un pioniere nel riconoscere il valore intrinseco dell'infanzia e nell'elaborare un sistema educativo che onora la natura del bambino, ponendo le basi per l'educazione prescolare contemporanea e influenzando generazioni di pedagogisti e educatori in tutto il mondo.

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