L'Ospedale San Giovanni - Addolorata di Roma è una struttura che, per molte future mamme, rappresenta un punto di riferimento fondamentale per il momento del parto e per l'assistenza ginecologica. Le esperienze delle pazienti che hanno partorito in questa sede sono variegate e offrono uno spaccato complesso della realtà ospedaliera, tra professionalità eccellenti e sfide strutturali e organizzative. Molte donne si avvicinano a questa struttura perché la loro ginecologa, come la dottoressa Cinzia Bruno, lavora lì, nutrendo la speranza di essere seguite con continuità.

Il Reparto di Ginecologia e Ostetricia al San Giovanni: Struttura e Servizi
Il reparto di Ginecologia e Ostetricia 1 dell'Ospedale San Giovanni - Addolorata di Roma è situato in Via dell'Amba Aradam 9. Questa unità è diretta dal Dott. Francesco Maneschi ed è una Unità Operativa Complessa, che fa parte del Dipartimento per la Tutela della salute della donna e del bambino. L'ospedale eroga prestazioni di chirurgia ginecologica tradizionale e mini-invasiva, svolgendo anche attività di assistenza alla gravidanza, al parto ed alla gravidanza a rischio. L'equipe medica comprende numerosi professionisti, tra cui la Dr.ssa Monica Alicino, il Dr. Ugo Appierto, la Dr.ssa Cristiana Laura Andreani, la Dr.ssa Anna Francesca Bandiera, il Dr. Francesco Barletta, il Dr. Ivan Bezzi, la Dr.ssa Cinzia Bruno, il Dr. Massimiliano Buzzanca, la Dr.ssa Concetta De Marco, la Dr.ssa Maria Longo, la Dr.ssa Claudia Lucchini, il Dr. Luca Mosciatti, la Dr.ssa M. Liberata Mendicelli, il Dr. Teodoro Maruotti, la Dr.ssa Maria Napoli, il Dr. Claudio Pallotti, il Dr. Carmelo Parisi, il Dr. Giuseppe Pultrone, il Dr. Leonardo Rinaldi, la Dr.ssa Gudrun Anna Yvonne Rudolph e il Dr. Marco Valerio Strinati. Questa vasta equipe assicura una copertura specialistica su molteplici fronti della salute femminile.
Nonostante la presenza di personale qualificato e una gamma estesa di servizi, le strutture fisiche dell'ospedale sono spesso descritte con toni meno entusiastici. Diverse testimonianze evidenziano che "l'ospedale è vecchio con bagni vecchi e letti cigolanti". Le stanze, in alcuni casi, ospitano "ben sei pazienti", un numero che può rendere complessa la degenza. Si segnala che "alcune [stanze erano] climatizzate, la maggior parte no". Un aspetto ricorrente è la "mancanza del bagno in camera", con bagni che sono "esterni alle camere e in fondo al corridoio". Tuttavia, va notato che il nido dell'ospedale "funziona molto bene, con ottimi pediatri, e c'è la neonatologia", un punto di forza riconosciuto che offre tranquillità alle neo-mamme riguardo alla cura dei neonati.

Il Personale Medico e Paramendico: Un Mosaico di Esperienze
La qualità dell'assistenza ricevuta è un elemento cruciale nell'esperienza del parto e nel periodo post-parto. Al San Giovanni, il personale medico e paramedico riceve feedback estremamente vari, delineando un quadro fatto di eccellenze e di criticità.
La Figura del Ginecologo
Tra i ginecologi, la dottoressa Cinzia Bruno è spesso menzionata. Viene descritta come "veramente brava e gentile", e "direi molto umana". Molte future mamme, seguite privatamente dalla Dott.ssa Bruno, si sentono tranquille sapendo che lavora lì e scelgono il San Giovanni proprio per questo motivo. Tuttavia, è importante sapere che "il fatto che lei ti segua privatamente non dà per scontato che sia lei a farti partorire"; infatti, alcune pazienti hanno riferito di essere state operate, ad esempio con un taglio cesareo (TC), dal medico di turno. Non tutte le esperienze con la Dott.ssa Bruno sono state positive, con una paziente che ha trovato la visita "altissima [di costo] per una visita di 10 min senza nemmeno l'ecografia" e ha ricevuto prescrizioni di medicinali "fortemente sconsigliati" da altri specialisti.
Un altro ginecologo molto apprezzato è il Dott. Balducci, definito "eccezionale". Testimonianze raccontano di un "parto ottimo", con la possibilità di evitare il cesareo grazie a lui. Il Dott. Balducci è considerato "molto simpatico" e, "durante il travaglio è stato molto umano e tranquillizzante". Viene consigliato anche per il suo costo, che è "la metà rispetto a tutti gli altri medici del san giovanni", ed è descritto come "uno tosto e in gambissima". Anche il Dott. Strinati e il Dott. Pultrone sono nominati positivamente, con il Dott. Pultrone che viene elogiato per essere "bravissimo e molto premuroso".
Ostetriche: Gli Angeli della Sala Parto
Le ostetriche al San Giovanni ricevono quasi unanimemente elogi. Sono descritte come "tutte BRAVISSIME". In particolare, un'ostetrica, Elisabetta Angelo (citata con l'incertezza sul cognome), viene ricordata come "un ANGELO di nome e di fatto" per aver seguito una paziente durante il parto in modo eccezionale. Anche l'ostetrica Vania è menzionata come uno dei "3 angeli" incontrati in sala parto. La loro presenza professionale e il loro supporto sembrano essere un punto di forza indiscusso della struttura.
Infermieri: Luci e Ombre dell'Assistenza
Il ruolo degli infermieri è fondamentale, ma le esperienze sono qui più polarizzate. Alcune infermiere sono state descritte come "da oscar, bravissime gentili, aiutavano sempre tutte e con il sorriso". Al contrario, altre sono state percepite come "al limite dell'esaurimento nervoso, per via dei troppi turni", e una paziente ha persino riferito che "erano da denuncia per una innumerevole serie di motivi", con un episodio limite in cui "stavano quasi per far fare la pipì nel letto, solo perchè loro dicevano di non avever tempo di mettermi la padella… ASSURDO SONO Lì PRINCIPALMENTE PER QUESTO!!". Questa dicotomia nell'atteggiamento è un elemento ricorrente, con la constatazione che "le infermiere erano alcune bravissimissime e sempre col sorriso e altre da denuncia". Nel post-parto, una paziente ha lamentato di non essere stata seguita "dopo il parto" per le "difficolta' nell'allattamento", trovando "infermiere antipatiche".
I Medici in Generale
In generale, anche l'atteggiamento dei medici è stato percepito in maniera disomogenea: "i dottori erano o troppo gentili o delle bestie che trattavano le pazienti con cinismo e un bel pizzico di cattiveria". Questa variabilità può creare incertezza e condizionare profondamente l'esperienza complessiva delle pazienti.
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L'Esperienza del Parto e il Post-Parto
Il percorso che porta alla nascita di un bambino è un momento intimo e trasformativo, e le condizioni in cui si svolge influenzano profondamente le madri. Al San Giovanni, le esperienze in sala parto e durante la degenza post-parto presentano caratteristiche specifiche.
Dalla Sala Parto alla Degenza
Molte testimonianze concordano sul fatto che la "sala parto ed il personale che ti fara' partorire e' eccezionale". Questo è un aspetto rassicurante per le future mamme. Tuttavia, il periodo immediatamente successivo al parto può presentare delle criticità. Alcune donne hanno riferito di sentirsi trascurate nel post-parto, in particolare per quanto riguarda l'allattamento. Una paziente ha evidenziato: "non mi e' piaciuto il fatto che dopo il parto non ti segue nessuno, io ho avuto difficolta' nell'allattamento e non mi ha dato retta nessuno infermiere antipatiche e le ostetriche dopo il parto non le vedi". Un'altra preoccupazione riguarda la pratica del nido: "se te la senti tieni il bimbo con te xche' al nido gli danno l'aggiunta quando piangono e non ti dicono nulla", suggerendo una mancanza di comunicazione o di attenzione alle preferenze della madre sull'allattamento esclusivo al seno.
Le Stanze di Degenza e la Convivenza
Come già accennato, le stanze di degenza sono spesso "da sei letti". Questa configurazione, pur essendo una limitazione in termini di spazio e privacy, viene a volte vista in una luce positiva da alcune pazienti. C'è chi ha partorito e ha trovato che "si è vero che le stanze sono come una caserma con 5/6 letti, ma per me è stata una salvezza, tutte insieme si condividono i dolori e le gioie si affronta insieme il viaggio più grande che una donna possa fare, io personalmente ho trovato delle amiche". Questo senso di cameratismo e supporto reciproco può trasformare un'esperienza potenzialmente difficile in un momento di condivisione. Tuttavia, la convivenza in spazi così ristretti può anche generare disagi, specialmente di notte, "quando c'è quella che russa, l'altra parla al cell come se fossero le cinque del pomeriggio, chi si lamenta…". I bagni "esterni alle camere e in fondo al corridoio" sono un altro punto che richiede "pazienza".
Parto Naturale e Taglio Cesareo
Al San Giovanni si assiste sia a parti naturali che a tagli cesarei. Un'esperienza riportata è quella di un parto naturale in cui il Dott. Balducci ha giocato un ruolo chiave, evitando un cesareo e rendendo il travaglio umano e tranquillizzante. Altre mamme hanno avuto un taglio cesareo, a volte programmato, a volte dovuto a complicazioni durante il travaglio, come quando un bambino "è entrato in sofferenza ed hanno dovuto procedere con il cesareo". Un'altra testimonianza di taglio cesareo evidenzia: "mi hanno fatto il cesario in compenso non ho avuto neanche una contrazione non ho sofferto pero' dopo …. Mamma mia che dolori vabbe' non si puo' avere tutto!!". La scelta o la necessità di un taglio cesareo con l'epidurale può avvalersi di tecnologie avanzate, come l'eco-navigazione, "ossia una sonda ecografica che indica all'ago la via per eseguire l'epidurale".
Casi Clinici e Particolarità: Oltre il Parto Routine
L'Ospedale San Giovanni non è solo un centro per il parto, ma un'Unità Operativa Complessa che tratta una vasta gamma di patologie ginecologiche e ostetriche, riflettendo la sua natura di dipartimento per la tutela della salute della donna e del bambino. Le pazienti che vi si rivolgono presentano diverse condizioni e ricevono trattamenti specifici.
Tra le patologie trattate e i tipi di trattamento chirurgico e/o farmacologico ricevuti, si annoverano:
- Prolasso vescica: Trattamento chirurgico per correggere la condizione.
- Gravidanza, parto naturale: Assistenza e gestione del parto senza interventi chirurgici.
- Gravidanza e parto; minaccia di parto pre-termine: Gestione con farmaci come il Bentelan e ricovero ospedaliero per monitoraggio.
- Parto naturale: Assistenza al parto in tutte le sue fasi.
- Prolasso uterino: Trattamento chirurgico tramite colpoisterectomia con plastica vaginale.
- Polidramnios a 32 settimane: Caso in cui la paziente non ha partorito immediatamente ma è stata dimessa a 34 settimane e 3 giorni per attendere il momento giusto del parto.
- Aborto interno a 9 settimane: Gestione della complicanza.
- Gravidanza in sindrome di AC1 e diabete gestazionale: Richiede un monitoraggio e una gestione specialistica della gravidanza.
- Cisti ovarica: Trattamento chirurgico in laparoscopia.
- Isterectomia totale da fibroma uterino: Intervento chirurgico per la rimozione dell'utero a causa di fibromi.
- 2 parti e un prossimo intervento di asportazione di un fibroma e forse anche isterectomia: Un esempio di percorso paziente che include sia la maternità che interventi ginecologici complessi.
Questi casi dimostrano la capacità del reparto di gestire situazioni che vanno ben oltre il parto fisiologico, fornendo cure per condizioni ginecologiche complesse e gravidanze a rischio.

Un Contesto in Evoluzione: Nascere a Roma Oggi
L'esperienza del parto al San Giovanni si inserisce in un contesto più ampio di evoluzione demografica e sociale nella capitale italiana. Marco Traversa, responsabile di anestesia ostetrica del San Giovanni, ha commentato che "di nascite dopo i 60 anni sia in Italia che all'estero ce ne sono già state", riferendosi a casi eccezionali come quello di una donna di 62 anni che ha dato alla luce una bambina di tre chili e duecento grammi proprio al San Giovanni, tramite parto cesareo programmato con epidurale assistita da eco-navigazione. La neo-mamma, infermiera di professione, aveva avuto l'impianto dell'intero embrione a Tirana, in Albania.
Questi eventi, sebbene rari, sottolineano una tendenza più generale. Traversa aggiunge: "Quello che raccontano i dati è che nel Lazio la popolazione ostetrica è sempre più anziana". In particolare, "dalla nostra esperienza viene fuori che nell'area metropolitana in media le donne partoriscono per la prima volta intorno ai 40 anni e anche oltre, e arrivano a fare il secondo figlio anche tra i 46 e i 50 anni". Questo fenomeno non è una novità, e come osservato, "non c'è bisogno che a parlare siano sociologi o psicologi, perché la realtà è sotto gli occhi di tutti". In una "città complicata come Roma fare figli e gestire la loro crescita è una strada tutta in salita. E non è una novità che le donne finiscano per partorire il primo figlio sempre più tardi". Questa realtà demografica e sociale mette una pressione crescente sui reparti di maternità, come quello del San Giovanni, che deve adattarsi a esigenze sempre più complesse e a una "popolazione ostetrica" anagraficamente più matura.
L'ospedale San Giovanni è anche molto richiesto per la maternità, tanto che "è probabile che non si trovi posto", specialmente se il proprio ginecologo non lavora direttamente lì. Questa elevata domanda riflette, da un lato, la fiducia che molte donne ripongono nella struttura e nel suo personale, ma dall'altro, può generare preoccupazioni per l'accessibilità e la disponibilità di posti letto, aggiungendo un ulteriore elemento di incertezza in un periodo già delicato della vita di una donna. Nonostante le criticità strutturali e la variabilità nel personale, molti riconoscono l'alto livello medico e l'efficienza di servizi chiave come il nido e la neonatologia.
