La Riproduzione Equina Controllata: Normative, Gestione e Cura delle Cavalle Iscritte

La riproduzione equina, un tempo affidata quasi esclusivamente alla saggezza popolare e a un pizzico di fortuna, si è evoluta in un processo altamente regolamentato e scientificamente supportato. L'amore per l'animale, i significativi costi di riproduzione, che in molti casi riguardano inseminazioni artificiali esose e di non facile esecuzione e combinazione genetica, e la difficoltà di cogliere i segnali non consentono più di affidarsi al caso. Pertanto, l'animale non viene più lasciato solo a gestire il momento del parto, ma viene supportato dall'allevatore e dal veterinario, soprattutto quando si tratta di cavalle iscritte nei Libri Genealogici o Registri Anagrafici. Questa evoluzione comporta un complesso intreccio di normative, prassi veterinarie e attenzioni specifiche per la salute della fattrice e del puledro.

Illustrazione di una cavalla e del suo puledro con elementi grafici che richiamano la regolamentazione e la tecnologia

Il Quadro Normativo della Riproduzione Equina in Italia

In Italia, la riproduzione equina è sottoposta a specifiche regolamentazioni volte a garantire la tracciabilità, la salute e la qualità genetica degli animali. È fondamentale comprendere che non tutte le pratiche riproduttive sono consentite senza un adeguato iter autorizzativo e di controllo.

Un esempio significativo di tale attenzione normativa si ritrova in disposizioni regionali che disciplinano l'utilizzo degli stalloni. Ad esempio, secondo l'Art. 1 della L.R. 27 marzo 1975, n. 16, è vietato adibire alla riproduzione cavalli ed asini stalloni non preventivamente approvati e per i quali non sia stato rilasciato l'attestato di abilitazione di cui al successivo articolo. Chiunque intende impiegare un cavallo o un asino stallone per la riproduzione in una regione, come ad esempio l'Umbria secondo la normativa citata, deve farne domanda al competente Dipartimento della Giunta regionale, che provvede a rilasciare l'attestato di abilitazione previo esame dell'equino da parte di una Commissione. Questa Commissione è nominata con decreto del Presidente della Giunta regionale e composta dal capo dell'I.P.A. competente per territorio, o da un suo sostituto, che la presiede; dal veterinario provinciale; da un rappresentante degli allevatori di equini della provincia designato, unitamente ad un supplente, dall'Associazione provinciale allevatori competente per territorio.

Tra i requisiti essenziali, vi è un certificato veterinario comprovante l'avvenuta prova diagnostica della malleina ai sensi dell'art. 132 del regolamento di polizia veterinaria approvato con D.P.R. 8 febbraio 1954, n. 320. La disciplina della riproduzione relativa ai cavalli di puro sangue inglese e da trotto resta regolamentata da quanto previsto dalla legge 3 febbraio 1963, n. 127 e dal D.P.R. 2 novembre 1964, n. Anche i tenutari di cavalli o asini stalloni, regolarmente abilitati, annualmente, entro il 31 gennaio, devono presentare al competente Dipartimento della Giunta regionale, per ogni singolo riproduttore, un certificato sullo stato sanitario dello stesso, rilasciato dal veterinario comunale o consorziale competente per territorio e sul quale sia annotato l'esito della prova malleinica eseguita ai sensi dell'art. 132 del regolamento di polizia veterinaria approvato con D.P.R. 8 febbraio 1954, n. 320.

Gli atti fecondativi devono essere documentati con attestazione scritta da parte del possessore dello stallone redatta su certificati di accoppiamento. I possessori di cavalle o asine gravide o seguite da redo sono tenuti ad esibire la suddetta attestazione a richiesta degli addetti alla vigilanza. Entro tre mesi dalla nascita del redo deve essere fatta annotazione sul certificato di accoppiamento. I possessori degli stalloni sono inoltre tenuti a rilasciare, dopo il primo salto, ai proprietari delle cavalle o asine saltate, il certificato di accoppiamento da staccarsi dal bollettario a madre e figlia, a non rilasciare duplicati di certificati di accoppiamento, e a comunicare al Dipartimento della Giunta regionale, a mezzo di lettera raccomandata ed entro 10 giorni, le variazioni di proprietà, le malattie e la morte dello stallone. In caso di vendita o di morte, o di castrazione dello stallone dovranno contemporaneamente essere restituiti tutti i documenti rilasciati per l'esercizio del medesimo. Essi devono inoltre consentire il libero accesso ai locali adibiti alla monta al personale incaricato della sorveglianza e attenersi alle norme di cui al regolamento di polizia veterinaria approvato con D.P.R. 8 febbraio 1954, n. 320 ed in particolare a quanto previsto dagli artt. La vigilanza sull'osservanza di queste norme è affidata ai componenti della Commissione precedentemente menzionata.

L'Età della Fattrice e le Implicazioni sulla Riproduzione: Quando la Riproduzione è Sconsigliata

La decisione di far riprodurre una cavalla non è solo una questione normativa, ma anche di responsabilità etica e di benessere animale. Una cavalla può partorire generalmente fino all’età di 15-20 anni, se è in buona salute. Tuttavia, questo può variare in base alla singola cavalla, alla sua condizione fisica e alla gestione della sua salute riproduttiva.

Le cavalle possono rimanere fertili anche oltre i 20 anni, ma la fertilità tende a diminuire con l’età, e gravidanze oltre questa soglia possono comportare maggiori rischi sia per la madre che per il puledro. Per questo motivo, gli allevatori spesso preferiscono non far riprodurre le cavalle dopo una certa età per evitare complicazioni. La decisione di far riprodurre una cavalla anziana deve essere valutata attentamente con un veterinario esperto in riproduzione equina. È sconsigliabile che una cavalla anziana sia messa in riproduzione; se è incinta, va monitorata attentamente da un veterinario esperto, con controlli regolari durante tutta la gravidanza.

Il parto in una cavalla anziana (di solito oltre i 15-20 anni) comporta diversi rischi sia per la madre che per il puledro. Ecco alcuni dei principali rischi:

  1. Diminuzione della fertilità: Con l’età, la fertilità della cavalla diminuisce. Questo può portare a difficoltà nel rimanere gravida, e ad aborti spontanei o la perdita del feto durante la gravidanza.
  2. Complicazioni durante il parto: Le cavalle anziane possono avere un travaglio più difficile a causa di una minore elasticità nei tessuti. Con l’invecchiamento, i tessuti riproduttivi diventano meno elastici, rendendo il parto più complicato e doloroso. Possono anche manifestare affaticamento durante il travaglio, poiché la cavalla anziana potrebbe non avere la stessa forza fisica per affrontare un travaglio prolungato.
  3. Problemi di salute preesistenti: Le cavalle anziane possono sviluppare problemi di salute come artrite o altre condizioni che possono peggiorare durante la gravidanza e il parto. Possono anche presentare problemi metabolici, come la sindrome di Cushing, che possono complicare la gravidanza e aumentare i rischi per la salute della cavalla.
  4. Prolasso uterino o altre complicazioni post-parto: Dopo il parto, una cavalla anziana ha maggiori probabilità di soffrire di complicazioni come il prolasso uterino o ritenzione della placenta, che possono essere potenzialmente pericolosi se non trattati rapidamente.
  5. Minore qualità del colostro: Il colostro (il primo latte che la cavalla produce dopo il parto) è essenziale per fornire al puledro gli anticorpi necessari. Nelle cavalle anziane, la qualità del colostro potrebbe essere ridotta, esponendo il puledro a un rischio maggiore di malattie.
  6. Rischi per il puledro: Puledri nati da cavalle anziane possono essere più deboli o avere un peso alla nascita inferiore rispetto a quelli nati da cavalle più giovani. Inoltre, il parto complicato potrebbe comportare difficoltà respiratorie o altri problemi per il puledro.

La gestazione della cavalla, tutto quello che c'è da sapere.

Interventi Veterinari Speciali: Induzione dell'Aborto e del Parto

In determinati contesti, il veterinario ippiatra può essere chiamato a intervenire in maniera più incisiva sul corso naturale della gravidanza equina, sia inducendo il parto che, in casi specifici, l'aborto. Di questi temi ha parlato Claire Card (DVM PhD diplomate ACT, Western College of Veterinary Medicine, University of Saskatchewan, Canada) al XVI Congresso Internazionale Multisala SIVE (Carrara Fiere - Marina di Carrara, 29-31 Gennaio 2010).

L'induzione dell’aborto, ad esempio, può essere considerata in situazioni critiche per la salute della fattrice o per altre ragioni mediche. Il ruolo del progesterone luteinico e di quello placentare nel mantenimento della gravidanza è cruciale. La fattrice è dipendente dalla secrezione di progesterone luteinico che deriva dal corpo luteo primario almeno per i primi 35 giorni di gestazione. Intorno a questa data le cellule della cintura corionica migrano nell’utero e formano le coppe endometriali, che iniziano a produrre gonadotropina corionica equina (eCG), stimolando la formazione di corpi lutei secondari. Questi ultimi contribuiscono alla produzione di progesterone, fondamentale per il mantenimento della gravidanza. Comprendere questi meccanismi è essenziale per la gestione degli interventi di induzione.

La Gestione della Gravidanza e la Predizione del Parto

La gestione della gravidanza in una cavalla iscritta richiede un monitoraggio costante e un'attenta preparazione. È difficile capire con precisione il ciclo estrale, cioè quei cambiamenti ormonali che determinano la ciclicità di maturazione dell’ovulo. Lo stesso vale per la conseguente fertilità e per il travaglio della cavalla. Dal ciclo estrale al parto, l’esemplare si ritroverà ad affrontare un periodo imprevedibile. Far riprodurre un cavallo richiede molte attenzioni e rappresenta un momento non facile per l’allevatore.

Cominciamo con il dire che il parto dovrebbe avvenire approssimativamente intorno al 340esimo giorno di gravidanza. Diventa dunque importante sapere con una certa precisione quando la cavalla è stata coperta. Se l’allevatore ha fatto inseminare la cavalla, è fondamentale segnarsi la data sull’agenda, mentre se l’ha comprata gravida, è essenziale farsi dire con precisione la data, in modo che si possa determinare con una certa sicurezza il periodo in cui è meglio cominciare a seguire la cavalla con più attenzione.

Un mese circa prima del parto, il veterinario dovrebbe effettuare una visita ecografica alla cavalla in modo da evidenziare le strutture della testa del puledro, soprattutto l’occhio, per essere sicuri che il puledro non sia podalico. Se non si riuscisse ad evidenziare la testa alla prima ecografia, è importante ripeterla e poi, se anche agli esami successivi non si riesce a vedere nessuna struttura della testa, è importante prepararsi a gestire un parto podalico.

Nell’ultimo mese di gravidanza, si noterà che le mammelle cominciano a prepararsi riempiendosi sempre di più. Gli estrogeni in circolo aumentano e sono responsabili delle modificazioni fisiche della cavalla che servono a favorire il parto. La mammella può addirittura perdere qualche goccia di colostro nelle ore che precedono il parto. Io ogni anno ne raccolgo un po’ dalle cavalle più lattifere stando attenta a mungere la cavalla sempre dopo che il puledro ha mangiato. Quello che riesco a raccogliere, lo filtro con una garza e lo suddivido in contenitori di plastica di circa 100 ml, e lo surgelo subito. Esistono in commercio colostri artificiali ma sarebbe sempre meglio usarne di naturale, prelevato da altre fattrici che abbiano partorito lo stesso giorno o che sia stato precedentemente raccolto e correttamente conservato.

Preparazione e monitoraggio della cavalla gravida prima del parto

Un mese prima di partorire io consiglio di vaccinare la cavalla per l’influenza e il tetano così da aumentare gli anticorpi in circolo, soprattutto per il tetano che potrebbe essere letale per il puledro. Anche se ad un attento esame fattrice e puledro stanno bene, non bisogna mai dimenticare che i nostri cavalli sportivi non sono più gli stessi cavalli di un tempo, abituati a vivere liberi in branco e ad arrangiarsi da soli in qualsiasi situazione.

I Segnali del Travaglio e le Fasi del Parto nella Cavalla

L'allevatore dovrà cercare di capire i segnali e prestare attenzione alle manifestazioni fisiche dell’animale. Per questi motivi, ad oggi è importante riuscire a riconoscere l’arrivo del travaglio della cavalla, poiché quest’ultimo è il momento al quale dobbiamo prestare più attenzione e che dovremo monitorare accuratamente. Infatti, porterà l’allevatore a seguire il parto con attenzione, potendo così salvaguardare la salute di madre e figlio.

Uno dei segnali d’allarme che preannunciano l’inizio del travaglio della cavalla è il cambio di comportamento dell’esemplare. Nel momento in cui la fattrice sentirà che il parto è imminente, inizierà ad isolarsi, a cercare un giaciglio e un’occasione per donare la vita al puledro in un ambiente protetto. Questo è un istinto atavico, che dopo millenni ancora è forte nel comportamento dell’animale. Pertanto, se la fattrice è nervosa e costantemente alla ricerca del posto giusto per dare alla luce il puledro, ci si troverà di fronte a un chiaro segnale di vicinanza al parto.

Circa quattro settimane prima del parto, nella cavalla pluripara la mammella inizia a svilupparsi e la coda sembra più prominente (i muscoli della vulva e della groppa iniziano a rilassarsi). Pochi giorni prima del parto, i capezzoli diventano turgidi e il giorno del parto si formano le cosiddette ‘perle’ o ‘cere’ sulla punta del capezzolo, una piccola parte di secreto che fuoriesce all’esterno. Spesso invece, nella cavalla primipara l’evento si manifesta in maniera differente poiché lo sviluppo della mammella e la formazione delle perle può avvenire in maniera repentina, anche a poche ore dal parto.

Per capire se il travaglio della cavalla è iniziato o sta per iniziare, è doveroso eseguire il controllo delle mammelle. Infatti, da quattro a sei giorni prima del parto le mammelle aumentano di volume, e quando cominceranno a presentarsi piccole quantità di latte denso su di esse, l’allevatore dovrà iniziare a considerare una pianificazione del parto e avvisare il veterinario di fiducia, e quest’ultimo dovrà essere pronto ad intervenire in qualunque momento. Inoltre, alcuni giorni prima del parto, la pancia può sembrare più piccola perché la cavalla contrae la sua muscolatura addominale per portare il puledro nella posizione corretta per la nascita. Anche l’analisi della vulva, che in prossimità del parto appare molto rilassata, e l’inarcamento della schiena sono tutti segnali che indicano che un fiocco (rosa o azzurro) diverrà presto un motivo d’orgoglio per la scuderia.

Nelle ore precedenti al parto, la cavalla può presentare segni di irrequietezza: gira in circolo, alza la coda e urina spesso. Il giorno del parto la cavalla appare molto irrequieta, suda molto e si distende e si rialza di frequente. Quando poi hanno inizio le contrazioni, la cavalla non deve assolutamente essere disturbata.

La gestazione della cavalla, tutto quello che c'è da sapere.

La Nascita del Puledro e le Cure Post-Parto

Nella specie equina il momento del parto risulta essere ancora più delicato che nelle altre specie poiché dall’inizio della fase espulsiva, con la 'rottura delle acque’, non devono trascorrere più di trenta minuti, altrimenti le possibilità di sopravvivenza del puledro si riducono drasticamente. Nella maggior parte dei casi il parto decorrerà in maniera fisiologica e regalerà uno spettacolo della natura. Invece nell’eventualità di una distocia, cioè di una qualsiasi difficoltà durante il parto, la tempestività di intervento può salvare la vita di fattrice e puledro.

Quando il puledro raggiunge il canale del parto, avviene la rottura del sacco amniotico e, quando iniziano le contrazioni uterine, il puledro fuoriesce con gli arti anteriori ed il naso. Successivamente, compariranno la testa e le spalle, ovvero la parte più larga del suo corpo. Di solito la cavalla rimane sdraiata per qualche minuto a riposare e, quando decide di alzarsi, il puledro scivola totalmente fuori dal canale pelvico ed il cordone ombelicale si recide naturalmente.

La placenta si dovrebbe distaccare completamente dall’utero della cavalla entro due ore, al più tardi entro sei ore dopo il parto. Qualora le membrane fetali non vengano espulse spontaneamente, è necessario richiedere immediatamente l’intervento del veterinario: infatti, è essenziale effettuare un attento controllo della placenta per assicurarsi che sia integra e completa, poiché gli eventuali brandelli rimasti all’interno dell’utero potrebbero portare a serie complicazioni.

Rappresentazione delle fasi finali del parto e dell'espulsione della placenta

Supporto Tecnologico per il Parto: I Sistemi di Monitoraggio

La tecnologia ha permesso di sviluppare metodologie in grado di supportare l’allevatore anche in momenti delicati come il travaglio della cavalla e la nascita del puledro. Negli anni sono stati sviluppati una serie di dispositivi (es. trasmettitori vulvari, vaginali e da capezza) più o meno efficienti che possono avvertire dell’inizio della fase espulsiva del parto e che permettono di raggiungere la fattrice per assisterla.

Sistemi di monitoraggio parto per equini, come ad esempio il C6 Birth Control e il C6 Evo, potranno inviare un avviso sms o una chiamata non appena il parto si rivelerà imminente. Infatti, il trasmettitore installato nella vulva della fattrice durante gli ultimi giorni della gravidanza notifica ai numeri registrati in precedenza all’interno del sistema il bisogno di assistenza dell’animale. In ogni situazione, si riveleranno alleati perfetti e insostituibili, e consentiranno di evitare molte notti insonni e di essere presenti al momento del travaglio della cavalla e del parto. In pratica, grazie a questi dispositivi, si potrà assistere alla nascita del puledro e salvaguardare la salute di madre e figlio, agendo prontamente in caso di complicazioni. Un sistema di segnalazione parto per equini è, quindi, uno strumento essenziale per gli allevatori, poiché permette loro di assistere nel modo migliore la cavalla durante questo momento estremamente delicato e soggetto a terribili complicazioni.

Adempimenti Amministrativi e Identificazione degli Equidi: La Circolare MiPAAF

Il Ministero delle Politiche Agricole ha diramato una circolare riassuntiva del complesso degli adempimenti per l’attività allevatoriale per l’anno 2017 (denunce di nascita, passaggi di proprietà, iscrizione stalloni/fattrici, duplicati, ecc.). Questo documento, che vuole facilitare gli utenti tenuti agli adempimenti, riepiloga tutte le procedure da porre in essere, in conformità alle norme in materia di anagrafe degli equidi (D.M. 29 dicembre 2009 e D.M. 26 settembre 2011) e alle disposizioni del Disciplinare dei Libri genealogici (D.M. n. 3580 del 12 giugno 2008). La circolare dettaglia, per ciascuna razza (Oriental, Anglo-arabo e Sella italiano), la normativa e la modalità di iscrizione al Registro Principale di stalloni e fattrici. Dettagliati anche i compiti dei Veterinari in una circolare riassuntiva per gli allevatori/proprietari di cavalli.

Denuncia di Nascita e Visita Veterinaria di Identificazione

L’allevatore deve denunciare la nascita all’Associazione Provinciale/Regionale Allevatori (A.P.A./A.R.A.) territorialmente competente, entro 7 giorni dal parto, compilando l'apposita “Denuncia di nascita”. Fra i dati che devono obbligatoriamente essere riportati figurano l’indicazione del codice ASL dell’azienda e il numero di telefono, oltre ad alcuni dati in assenza dei quali "non potrà essere inviato il veterinario per l’identificazione", come il nome, la genealogia e l’anno di nascita sia dello stallone che della fattrice.

Il Mipaaf, a seguito della comunicazione da parte dell’ARA/APA competente, provvede tempestivamente all’invio di un veterinario fiduciario, il quale procede, presso l’allevamento o azienda, alle seguenti attività: identificazione del soggetto sotto la madre; contestualmente il veterinario dovrà effettuare il controllo della madre sulla base del passaporto che deve essere esibito dall’allevatore; impianto del microchip sul puledro e sulla madre (nel caso ne fosse sprovvista); prelievo di materiale biologico al puledro ed alla madre e, ove presente, allo stallone (nel caso non fossero mai stati sottoposti ad analisi del DNA da parte dell’Amministrazione).

La copia del verbale, rilasciata dal Veterinario fiduciario Mi.P.A.A.F., attesta esclusivamente l’avvenuta visita identificativa, e non costituisce titolo o documento attestante l’iscrizione nel Registro Puledri, né comporta una automatica iscrizione del puledro nello stesso, né costituisce titolo di proprietà del cavallo. La visita viene effettuata da parte di un veterinario incaricato dal Mipaaf; nel caso che il proprietario non rendesse possibile la visita identificativa, il puledro non potrà essere iscritto nel Libro genealogico. L’applicazione del microchip e il prelievo del campione biologico per l’esame del DNA sono obbligatori. Nel caso in cui la fattrice sia sprovvista del passaporto, il veterinario deve invitare l’allevatore a farne richiesta al MiPAAF al fine di regolarizzare la propria posizione ai sensi della normativa dell’Anagrafe degli equidi. Trattandosi di un intervento che può comportare un rischio, seppur minimo, di infezione o infiammazione, il Mipaaf raccomanda, onde poter rispettare le più elementari norme di disinfezione ed asepsi, di provvedere ad adeguata pulizia dei soggetti e dei luoghi in cui gli stessi sono alloggiati. In caso di inosservanza delle disposizioni dettagliate nella circolare, gli incaricati non procedono alla visita identificativa per l’iscrizione del puledro. Il Veterinario Mi.P.A.A.F. opera nel rispetto delle norme riepilogate in circolare; eventuali problemi derivanti da detto intervento rimangono a totale carico dell’allevatore, che deve tempestivamente intervenire con il proprio veterinario aziendale.

Gestione di Fattrici e Puledri Esteri

Nel caso di soggetti nati da fattrici estere importate gravide (con certificato di monta straniero), ovvero di soggetti nati all’estero e importati entro il 31 dicembre dell’anno di nascita (con certificato di monta straniero), è necessario che stallone e fattrice, se stranieri, siano previamente approvati dal Mipaaf. La fattrice estera importata gravida, approvata, dovrà essere identificata da un veterinario fiduciario. Per i puledri, nati all’estero e importati entro il 31 dicembre dell’anno di nascita sotto la madre, dovrà essere inviata entro 7 giorni dall’ingresso in Italia domanda di registrazione (modello “Denuncia di nascita) unitamente al certificato sanitario previsto dalla vigente normativa. L’identificazione sarà effettuata da un veterinario incaricato Mipaaf, nell’ambito del controllo produzione.

Deposito Tardivo e Accertamento del DNA

Nei confronti del proprietario che dovesse avanzare domanda di iscrizione tardiva (mediante presentazione del modello 16 “Richiesta deposito tardivo”), il Mipaaf provvederà ad affidare l’incarico a veterinario fiduciario che provvederà alla identificazione, alla lettura del microchip impiantato dall’A.P.A. ed al prelievo di campione biologico per l’esame del DNA. Il puledro potrà essere iscritto soltanto a seguito dell’accertamento della compatibilità del suo DNA con il DNA di entrambi i genitori.

Dichiarazione Finale dell'Equide (D.P.A. / Non D.P.A.)

Tutti i cavalli devono riportare sul passaporto la dichiarazione relativa alla destinazione finale dell’equide, se D.P.A. (destinato alla produzione alimentare) o non D.P.A. (non destinato alla produzione alimentare). Al momento della nascita è data facoltà al proprietario di scegliere tra D.P.A. o non D.P.A. Mentre la destinazione non D.P.A. è irreversibile per tutta la vita dell’equide, è possibile cambiare la destinazione D.P.A. in non D.P.A. Per i cavalli nati prima del 2007 (anno dal quale è sorto l’obbligo di dichiarare al momento della nascita la destinazione prescelta) il Mi.P.A.A.F., esaurita la fase transitoria di regolarizzazione ed a seguito dell’entrata in vigore del nuovo “Manuale operativo per la gestione dell’anagrafe degli equidi” (D.M. del 26 settembre 2011) provvederà a regolarizzare i passaporti ancora privi di dichiarazione con la sola indicazione di equide escluso dalla produzione di alimenti per il consumo umano. Pertanto il proprietario dovrà presentare richiesta mediante il modello “Dichiarazione di destinazione finale”.

Gestione dei Documenti e Variazioni

La circolare dettaglia anche le procedure per la richiesta di un duplicato del passaporto, per smarrimento, furto o deterioramento del medesimo. Inoltre, in caso siano stati riscontrati sul cavallo variazioni dei dati segnaletici, il proprietario è tenuto a far annotare da un veterinario iscritto all’Albo dei medici veterinari le variazioni sulla pagina 7 del passaporto.

Reimpianto del Microchip

Nel caso in cui il trasponder impiantato nell’equide per la sua identificazione dovesse risultare permanentemente illeggibile, il proprietario è tenuto a informare immediatamente il Mi.P.A.A.F. inviando il modello “Richiesta di reimpianto microchip”, al quale dovrà essere allegata l'Attestazione veterinaria di illeggibilità del microchip. L’attestazione può essere rilasciata da un qualsiasi veterinario iscritto all’Albo dei Medici Veterinari. Nell’attestazione il veterinario dovrà indicare la mancata leggibilità del microchip verificata con diversi tentativi di lettura, effettuati anche con lettori diversi la cui funzionalità sia stata provata precedentemente con un lettore dello stesso tipo, ovvero ricorrendo anche all’utilizzo di un lettore “FULL ISO”. Nell’attestazione devono essere riportati gli estremi identificativi del soggetto (nome dell’equide, anno di nascita, microchip illeggibile) per il quale si chiede il reimpianto di nuovo microchip. Il veterinario incaricato provvederà all’identificazione del cavallo attraverso lettura dei dati segnaletici, impianto del nuovo microchip ed al prelievo del campione biologico del cavallo.

Diagramma di flusso degli adempimenti burocratici per l'allevatore di equidi

Decesso, Smarrimento o Furto del Cavallo

In caso di morte, naturale od accidentale, od ancora per soppressione in seguito ad incidente, il proprietario, fatti salvi gli adempimenti di polizia veterinaria secondo quanto stabilito dal Servizio veterinario dell’ASL competente per territorio, deve comunicare entro tre giorni dall’evento il decesso mediante la compilazione e sottoscrizione del modello “Decesso cavallo” ed allegando la documentazione nello stesso indicata. Si sottolinea che al modello deve essere allegato il passaporto/ricevuta di deposito del cavallo deceduto. In mancanza, occorre inviare la denuncia di furto/smarrimento del passaporto/ricevuta di deposito presentata alla autorità di polizia. Ove non fosse allegato il passaporto/ricevuta di deposito o, in alternativa, la denuncia di smarrimento degli stessi, non potrà essere registrato il decesso nella banca dati. Così come disposto dalla Anagrafe degli equidi, è compito del proprietario provvedere, secondo le modalità previste dalla vigente normativa sanitaria, allo smaltimento della carcassa ed allo smaltimento del transponder (microchip).

Per smarrimento o furto del cavallo, il proprietario deve inviare, entro sette giorni dall’evento, l’apposito modello “Comunicazione di furto/smarrimento equide” debitamente compilato e sottoscritto, al quale vanno allegati la denuncia presentata alla compente autorità di polizia e il passaporto dell’equide. Nel caso di ritrovamento dell’equide il proprietario dovrà fornire apposita informazione all’Amministrazione, che provvederà ad inviare un veterinario fiduciario per le operazioni di identificazione, lettura microchip e prelievo campione biologico per esame del DNA. Nel caso sia accertata l’identità dell’equide, verrà restituito il passaporto previa apposizione della dicitura: “non destinato alla produzione di alimenti per il consumo umano”. La circolare dettaglia anche le modalità di iscrizione al Registro sportivo del Mipaaf e i casi di importazione ed esportazione di cavalli.

Metodi di Fecondazione e Requisiti dei Riproduttori

La riproduzione equina moderna impiega diverse metodologie, dalla monta naturale all'inseminazione artificiale, ciascuna con le proprie regolamentazioni e requisiti per i riproduttori.

Centri e Stazioni di Inseminazione Artificiale

I Centri di produzione dello sperma provvedono alla raccolta, preparazione, controllo, confezione, conservazione e distribuzione del materiale seminale; provvedono inoltre, previa autorizzazione, all'inseminazione delle fattrici con materiale seminale fresco. L'autorizzazione viene rilasciata dalla Regione competente per territorio; per il p.s.i. ed il trottatore l'autorizzazione viene rilasciata dal MiPA.

Le Stazioni di inseminazione artificiale sono strutture collegate con centri di inseminazione o recapiti, presso le quali le fattrici vengono inseminate con materiale seminale congelato. Anche in questo caso, l'autorizzazione viene rilasciata dalla Regione competente per territorio; per il p.s.i. ed il trottatore l'autorizzazione viene rilasciata dal MiPA.

Requisiti dei Riproduttori Maschi per l'Inseminazione Artificiale

Per essere abilitati all'inseminazione artificiale (I.A.), i riproduttori maschi devono soddisfare specifici requisiti: devono essere iscritti nella sezione "stalloni abilitati alla I.A." del relativo Libro genealogico o Registro anagrafico; devono aver superato con esito positivo le valutazioni genetiche, per l'ammissione alla I.A. programmate ed organizzate dalle Associazioni o Enti competenti che tengono i relativi Libri genealogici o Registri anagrafici; devono essere identificati in maniera inequivocabile mediante sistema stabilito dalle norme del competente Libro genealogico o Registro anagrafico; devono disporre di un certificato di accertamento dell'ascendenza; devono essere in possesso delle certificazioni sanitarie previste dalla normativa vigente ed essere sottoposti alle visite ed agli accertamenti previsti dalle disposizioni di polizia veterinaria e dalle ordinanze ministeriali o essere risultati negativi agli ulteriori accertamenti sanitari previsti.

Per le razze autoctone a limitata diffusione, la Regione competente per territorio, previo parere del MiPA, può autorizzare la raccolta del materiale seminale direttamente in azienda; l'uso dell'I.A. è coordinata dall'AIA nel quadro di programmi di recupero previsti ed approvati dal MiRAAF. La pratica dell'inseminazione artificiale può essere esercitata, previa iscrizione in appositi elenchi tenuti dalla competente Regione, da veterinari o operatori pratici.

Stazioni di Monta Naturale Pubblica e Privata

L'autorizzazione per una stazione di monta naturale, sia pubblica che privata, ha validità quinquennale e viene rilasciata, in presenza dei requisiti previsti, dalla Regione competente per territorio; per il p.s.i. e il trottatore l'autorizzazione viene rilasciata dal MiPA.

I requisiti dei riproduttori maschi per la monta naturale pubblica includono: essere iscritti nella sezione "stalloni" del Libro genealogico o Registro anagrafico di appartenenza; essere identificati in maniera inequivocabile mediante sistema stabilito dalle norme del competente Libro genealogico o Registro anagrafico; disporre, ove previsto dal relativo Libro genealogico o Registro anagrafico, di un certificato di accertamento dell'ascendenza; essere in possesso delle certificazioni sanitarie previste dalla normativa vigente.

Per la monta naturale privata, i requisiti per i riproduttori maschi sono: essere iscritto nella sezione "stalloni" del Libro genealogico o Registro anagrafico di appartenenza; essere identificato in maniera inequivocabile mediante sistema stabilito dalle norme del competente Libro genealogico o Registro anagrafico.

Schema comparativo tra inseminazione artificiale e monta naturale per equidi

Flusso dei Dati e dei Certificati

La gestione della riproduzione comporta anche un'attenta raccolta e trasmissione dei dati a livello amministrativo. I Centri e Recapiti effettuano una trasmissione mensile dei dati alle Associazioni Nazionali Allevatori (ANA) e una trasmissione dei dati riassuntivi per semestre entro 30 giorni alle Regioni. Le Regioni si occupano dell'aggregazione dei dati dei Centri per semestre e li trasmettono entro 90 giorni al Ministero delle Politiche Agricole e Forestali. Inoltre, acquisiscono i dati dalle Associazioni Provinciali Allevatori (APA) e li trasmettono al Ministero delle Politiche Agricole e Forestali entro 120 giorni, scambiando con le APA gli Elenchi fecondatori e trasmettendo gli Elenchi Centri Recapiti Fecondatori all'Associazione Italiana Allevatori (AIA). I Responsabili Certificazione trasmettono il Certificato di Intervento Fecondativo (CIF) e il Certificato di Impianto Embrionale (CIE) entro 60 giorni alle Associazioni Provinciali Allevatori (APA), le quali registrano i CIF e i CIE, li elaborano e li trasmettono trimestralmente alle Associazioni Nazionali Allevatori (ANA). Questo sistema complesso assicura una completa tracciabilità e un rigoroso controllo sulla riproduzione equina nel territorio nazionale.

tags: #cavalla #iscritta #unire #vietato #farla #partorire