Pannolini e Sostenibilità: Tra Innovazione Artigianale, Scelte Consumieristiche ed Economia Circolare

Il mondo dei prodotti assorbenti per l’infanzia sta vivendo una trasformazione radicale. Se da un lato la crescente consapevolezza ambientale ha spinto le famiglie verso alternative riutilizzabili, dall’altro il settore industriale sta implementando tecnologie avanzate per chiudere il cerchio del riciclo dei prodotti monouso. Questo articolo esplora le dinamiche di un mercato complesso, dove la qualità artigianale incontra le sfide della gestione dei rifiuti su scala globale.

Un pannolino lavabile moderno in tessuto traspirante disposto su una superficie naturale

L'approccio artigianale: l'eccellenza di Gagolini

Gagolini è un’impresa italiana che produce artigianalmente ottimi pannolini lavabili, con particolare attenzione alla sostenibilità dei materiali utilizzati. I pannolini di tipo AIO, ovvero All in One, sono pannolini composti da un unico pezzo in cui gli inserti assorbenti sono cuciti direttamente sulla parte esterna impermeabile (PUL). Il pannolino è quindi completo e pronto per essere utilizzato da bambini di peso compreso fra 5,5 kg e 17 kg; la taglia è regolabile grazie ai bottoncini posti sulla parte anteriore.

Gagolini produce due tipi di pannolino AIO con caratteristiche diverse che riguardano la parte impermeabile esterna. Nel modello Soft il film di poliuretano laminato viene incollato alla stoffa colorata tramite un collante ad alta qualità, il PUL rimane molto morbido ma non può essere messo in asciugatrice e la temperatura massima di lavaggio è 60°. La particolarità dei pannolini lavabili All in One di Gagolini sono gli inserti multimateriale, che permettono di rispondere a diverse esigenze di pelle del bambino, rendendoli molto versatili. E’ possibile ripiegare l’inserto più lungo in vari modi per avere a contatto il materiale che più si preferisce: la viscosa di bambù per donare morbidezza (n. 2b), il coolmax nero per la massima freschezza (n. 2c) o il micropile (n. 2a) per un effetto asciutto. Nella versione Organic al posto della viscosa di bambù si trova un morbido inserto in cotone biologico.

La selezione di Ecobaby: il confronto tra i leader del mercato

Scegliere e testare nuovi prodotti è l’attività principale all’interno di Ecobaby. Ogni settore ha prodotti più o meno validi, prodotti in cui si paga “la marca” e altri dove la qualità è palpabile. In questo contesto, è utile mettere a confronto quelle che sono le tre marche TOP di pannolini lavabili pocket: Rumparooz, Bumgenius e Charlie Banana. Si tratta di pannolini lavabili con un costo fra i 20 e i 30 euro, di tre marchi che per storicità, design e soluzioni sono da anni ai vertici del mercato.

Ogni 10 pannolini pocket venduti nel nostro negozio, 7 sono Charlie Banana. Cosa rende questi pannolini così amati dai nostri clienti? I motivi sono diversi. Per prima cosa il loro esclusivo sistema di regolazione della taglia che va ad agire direttamente sugli elastici sul girocoscia rendendoli pannolini adatti a bambini di diverse corporature. I pannolini Charlie Banana hanno una vestibilità a vita bassa e un ingombro ridotto. Altro motivo del successo di questo marchio è dato dal prezzo: 24,50 Euro nella versione tinta unita, 26,50 Euro per le fantasie, con prezzi ancora più bassi nel caso dei kit prova da 3 o 6 pannolini. Ultimo ma non ultimo: colori e fantasie non lasciano certo insoddisfatti i clienti con un occhio attento al lato glamour dei pannolini lavabili.

La vocazione all’alta qualità è evidente toccando con mano questi pannolini top di gamma. Le doppie barriere (brevetto originale di questo pannolino) contengono efficacemente anche le feci più liquide e sono a prova di qualunque perdita. Con un range di peso di utilizzo che parte dai 3 kg, i pannolini Rumparooz sono i pannolini taglia unica utilizzabili più precocemente in assoluto. Anche la parte impermeabile è diversa dagli altri marchi: i Rumparooz sono realizzati con TPU, una particolare variante del più comune PUL (Poliuretano Laminato). Se nella tua mente c’è l’idea di una famiglia numerosa i pannolini lavabili Rumparooz sono sicuramente quello che fa per te!

Confronto visivo tra diverse tipologie di pannolini lavabili pocket

Nel 2014, quando abbiamo rilevato Ecobaby, il Pocket Bumgenius era alla versione 3.0. Sei anni dopo siamo alla versione 5.0, dove la casa madre, Cotton Babies, ha migliorato elastici, design e tessuti. Vediamo più da vicino questo pannolino: al tatto la prima cosa che si nota è il materiale della tasca. Al posto del micropile che troviamo negli altri marchi, Bumgenius ha scelto il Suede, un tessuto ancora più fine e con un maggiore effetto stay dry. I due inserti in dotazione sono nelle classiche misure small e medium/large. Quest’ultimo è dotato di bottoncini per una regolazione accurata. Il cavallo dei Bumgenius è più largo dei Charlie Banana. Bumgenius è sinonimo di qualità, stile e innovazione. Capitolo colori e fantasie: puoi trovare i pocket Bumgenius con un’ampia selezione di colori e alcune, strepitose, fantasie. Questo marchio è famoso per le serie limitate chiamate Genius edition: si tratta di pannolini dedicati a grandi personaggi del passato, figure che hanno cambiato la storia o i costumi dell’uomo.

Che tu scelga Charlie Banana, Bumgenius o Rumparooz, stai scegliendo fra marchi di altissima qualità che non tradiranno le tue aspettative. Molto dipende dalla corporatura del tuo bambino: fra i tre, Bumgenius è il più adatto ai bambini con un fisico più robusto mentre Rumparooz è quello che veste più piccolo, ideale per chi vuole iniziare a usare i lavabili fin dai primi giorni. Un altro aspetto da tenere in considerazione è l’uso che si farà dei pannolini: Bumgenius e Rumparooz hanno una qualità superiore dei tessuti che garantisce un utilizzo anche su eventuali fratellini e sorelline. Se cerchi una regolazione facile e veloce orientati su Bumgenius o Rumparooz: grazie ai soli due bottoncini per lato e alla regolazione tramite snap sono a prova di papà, nonni, baby sitter e asili!

Gestione industriale degli scarti: la tecnologia Tecnofer

Come in ogni ambito produttivo, anche nell’industria dei prodotti assorbenti esistono gli scarti di produzione. Per evitare che prodotti complessi come questi, composti da molti materiali diversi, vengano semplicemente buttati in discarica, Tecnofer ha sviluppato una tecnologia specifica in grado di separare e valorizzare ogni componente dello scarto. Ciò che si ricava dai prodotti assorbenti puliti (rifiuti PAP) tramite le soluzioni Tecnofer sono materie prime seconde di qualità come il SAP (polimero super assorbente), la plastica e la cellulosa. Tutte queste materie diventano risorse sfruttabili in termini di business e contribuiscono a far comprendere il valore del riciclo dei prodotti assorbenti, altrimenti destinati allo smaltimento.

Il processo di recupero dello scarto PAP targato Tecnofer permette di ricavare materiale pulito e pronto ad essere immesso nuovamente nei processi produttivi. Lo scarto del prodotto assorbente, infatti, è spesso legato a qualche difformità strutturale o di immagine. Di conseguenza i materiali di cui è costituito risultano essere totalmente recuperabili. Il SAP (polimero super assorbente) può essere separato dalla frazione plastica ed essere riutilizzato sia per la produzione di nuovi articoli assorbenti, sia per l’impiego nei settori agricolo e vivaistico. La frazione plastica, separata dalla cellulosa e dal SAP, può essere riutilizzata per produrre beni di plastica di alta qualità o per materiali composti. La fibra di cellulosa, invece, può essere utilizzata per la produzione di lettiere, prodotti assorbenti per animali e materiali isolanti.

Schema del processo di riciclaggio industriale dei materiali assorbenti

Il processo di separazione dei vari materiali viene attuato tramite le unità Tecnofer specificatamente configurate per il riciclo dei prodotti assorbenti, le quali sono totalmente gestibili tramite quadro elettrico. L’automazione del processo, sviluppata interamente da Tecnofer, fornisce efficienza e sicurezza a tutto il ciclo, nonché un utilizzo ottimizzato delle risorse idriche e energetiche. Siamo ambasciatori di una tecnologia sostenibile per il riciclaggio e la valorizzazione dei rifiuti. Portiamo innovazioni a basso impatto ambientale in tutto il mondo, trasformando le materie prime di scarto in nuove risorse.

Certificazioni e standard di sostenibilità per i pannolini

La scelta di prodotti ecosostenibili passa anche attraverso il riconoscimento di certificazioni internazionali che garantiscono standard qualitativi elevati. AllergyCertified è il marchio internazionale che garantisce il rischio minimo di allergia cutanea. Un tossicologo dell’istituto indipendente AllergyCertified ha svolto una valutazione meticolosa di tutti gli ingredienti presenti nel prodotto. I test prendono in considerazione numerose sostanze (regolamentate e non) che potrebbero essere dannose per la salute dell’essere umano.

I bambini hanno bisogno di una protezione speciale; pertanto, nella “classe di prodotti I” di OEKO-TEX®, gli articoli per bambini vengono analizzati con i criteri più severi, in linea con la pelle delicata dei bambini. Il marchio Seal of Cotton rende più facile per i consumatori identificare i prodotti che contengono cotone. Lo strato esterno dei nostri pannolini è costituito da cotone organico prodotto e certificato secondo gli standard dell’agricoltura biologica che non consentono l’uso di sostanze chimiche tossiche o OGM, aiutando a sostenere la salute del suolo, dell’ecosistema e delle persone.

Inoltre, il morbido strato interno a contatto con la pelle del tuo bambino è realizzato al 100% di materiali di origine naturale. I pannolini con la garanzia ufficiale EU Ecolabel rispettano alti standard ambientali durante tutto il loro ciclo vitale: dall’estrazione delle materie prime alla produzione, fino alla distribuzione e all’eliminazione. Scegliendo prodotti che contengono lanugine (un materiale realizzato dalla polpa di legno) a marchio FSC®, aiuti a preservare le foreste del pianeta e a combattere la deforestazione. Le confezioni sono spesso realizzate in plastica bio-based, premiata con la certificazione OK biobased, organismo indipendente parte di TÜV AUSTRIA.

Verso l'economia circolare: il riciclo dei prodotti assorbenti

Uno dei rifiuti più problematici per il settore del riciclo sono i pannolini. In Italia esiste un solo impianto per il loro trattamento (in provincia di Trieste) ed il primo al mondo a riciclare completamente i prodotti assorbenti. Altrove la situazione è meno sviluppata e il destino per questa tipologia di rifiuti è per lo più l’incenerimento. Un gruppo di ricercatori del Regno Unito ha però intrapreso un percorso per far entrare questi prodotti sanitari nell’economia circolare nazionale. Il biologo Joe Freemantle dell’Università di Aberystwyth ha creato un processo ecologico per trasformare pannolini, pannoloni per adulti e assorbenti, in tessuti e biofuel.

Contarina e Fater: Impianto sperimentale riciclo prodotti assorbenti

“La nostra intenzione è quella di intercettare questo tipo di rifiuti e, utilizzando tecnologie di separazione e di raffinazione, consentire il riciclaggio di componenti di valore, riducendo la quantità di scarti che finiscono nelle discariche o negli inceneritori e, di conseguenza, riducendo la domanda e le emissioni associate alla produzione di questi materiali”, spiega Joe. Per essere trasformati in materia prima seconda, è necessario dapprima separare le fibre di cellulosa dai componenti plastici e dai rifiuti organici; questi ultimi devono ovviamente essere sterilizzati prima della fermentazione batterica che li trasformerà in carburanti liquidi. “È possibile anche rigenerare la cellulosa - aggiunge lo scienziato - e impiegarla per fabbricare polimeri quali il rayon o la viscosa”.

Un buon progetto che tuttavia è ancora lontano dai risultati concreti ottenuti in Italia. Nell’impianto avviato nel 2015 a Lovadina di Spresiano (TV), i pannolini usati stanno diventando arredi urbani, cartoni per imballaggi industriali e fertilizzante. Il processo tecnologico di riciclo, sviluppato su brevetti italiani Fater, genera infatti plastica in granuli e materia organico-cellulosica di elevata qualità e completamente sterilizzate grazie all’utilizzo del vapore che elimina tutti i potenziali patogeni e i cattivi odori. Da 1 tonnellata di prodotti usati deriveranno 95 kg di plastica e 280 kg di cellulosa.

Per la raccolta differenziata dei pannolini, molte società di servizi ambientali offrono un servizio di ritiro porta a porta, fornendo ai cittadini appositi contenitori per la raccolta degli assorbenti per neonati e/o degli adulti. Nella maggior parte dei casi, i pannolini non sono riciclabili al 100%, ma alcuni dei materiali che li compongono possono essere recuperati per essere destinati ad altri usi. Il nostro Paese sta entrando nell’ottica della tanto discussa “economia circolare” perché i principi su cui si basa aiutano l’ambiente e l’ecosistema e di conseguenza permettono a ognuno di noi di poter vivere in un mondo libero dai rifiuti. Rifiuti che subiscono dei processi “circolari” - appunto - tali per cui i prodotti fuori uso possono essere riutilizzati e trasformati in ulteriori prodotti. L’idea di riciclare i pannolini nasce da un’esigenza di tipo ambientale, poiché il consumo di prodotti assorbenti è molto ampio, sia per quanto riguarda gli adulti che i bambini.

L’impianto per riciclare i pannolini nasce dalle ricerche tecnologiche condotte da Fater dal 2008 e dalla collaborazione con Contarina, per raggiungere la piena efficienza industriale. Puntiamo all’industrializzazione del nostro processo di riciclo e siamo costantemente in contatto con altri Paesi europei e città italiane. Con Contarina abbiamo trovato le condizioni ottimali perché il progetto esprimesse tutte le sue potenzialità. Lo stabilimento trevigiano che punta a riciclare i pannolini è una vera svolta per la salvaguardia dell’ambiente perché consentirebbe di ridurre le emissioni prodotte ogni anno da più di 100 mila automobili, risparmiando ogni anno il consumo di 10 ettari di suolo. Sfridoo è il marketplace dedicato all’Economia Circolare, dove imprese di ogni settore possono valorizzare scarti e sottoprodotti industriali. Attraverso la piattaforma e il supporto di esperti ambientali, le aziende innovano i processi di waste management, riducono i costi e trasformano i rifiuti in risorse.

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