Il Castello di Tutino: Tra Storia, Identità Salentina e il Fascino dell’Autunno

Il Castello di Tutino rappresenta oggi un fulcro di rinascita culturale, un luogo in cui le mura antiche, testimoni di secoli di storia, tornano a vibrare grazie all’arte, alla musica e al coinvolgimento del territorio. Sebbene le cronache del passato ne descrivano il declino, la struttura è risorta a nuova vita da un paio d’anni, trasformandosi in un contenitore dinamico di eventi che spaziano dal jazz alla cultura popolare. In occasione delle festività autunnali, come il periodo di Halloween, il castello si presta a essere una cornice suggestiva, carica di quell’atmosfera ancestrale che appartiene alle terre del Capo di Leuca.

veduta panoramica del Castello di Tutino nel Salento

Le radici storiche: dal feudo alla fortezza

Tutino è un piccolo rione posto a nord-ovest di Tricase, grosso centro del Capo di Leuca. La sua storia affonda le radici nel 1275, quando Carlo d’Angiò, re di Napoli, assegnò a Guglielmo Pisanello, di famiglia normanna, i feudi già appartenuti al padre Boemondo Pisanello. Tra questi si trovava anche un feudo di nome Totino. Nel 1377 ne era titolare Bernardo Theodini.

Gli studi effettuati in loco hanno portato a concludere che in origine il castello era costituito da un recinto quadrangolare, di forma irregolare (analisi del suolo condotte da georadar), forse a causa di un doppio banco di roccia sottostante, su cui vennero innalzate le mura, e scandito da nove torri. Lo stesso C. De Giorgi, grande conoscitore e narratore della provincia di Lecce, scrive che “Nel XVI secolo nove torri quadre coronate di merli difendevano la terra di Tutino”.

Alla metà del Cinquecento la contea di Alessano venne elevata a marchesato e il primo marchese di Specchia e Alessano fu Andrea Gonzaga, al quale si attribuisce l’alienazione di alcuni dei feudi posseduti. Questa notizia sarebbe però smentita dal ritrovamento, recentissimo, di un documento notarile che attesta invece che Luigi Trani non ricevette in dono bensì acquistò il casale di Tutino nel 1582. Fu dunque Luigi Trani, il nuovo proprietario, a far costruire il palazzo lungo il lato nord-occidentale del recinto fortificato. Al palazzo edificato a fine Cinquecento dai Trani vennero nel tempo aggiunti altri corpi di fabbrica, da diversi discendenti della famiglia.

Il declino e la trasformazione in masseria

La memoria storica del castello è segnata da una parabola discendente che lo ha portato, tra il XVII e il XIX secolo, a perdere la sua funzione nobiliare. “Tutino è il più importante tra i comunelli di Tricase. Lo si raggiunge attraverso una strada stretta e tortuosa, che fiancheggiava la chiesa parrocchiale, dedicata alla Madonna delle Grazie, con l’emiciclo del calvario, dipinto nel 1862… Solo all’uscita del Paese troviamo il castello che appartiene a Donna Luigia Gallone, figlia di Gianbattista, principe di Tricase, e moglie del marchese Augusto Imperiali dei principi di Francavilla Fontana. Il palazzo è costruito in carparo giallastro… il cortile in parte è stato cangiato in orto, in parte a stalla da buoi. Un contadino abita il pianterreno, e il piano superiore è stato convertito in magazzino; le galline e i maiali vi sguazzano come in una reggia”.

A fine ‘800, quando il De Giorgi descrive con sgomento lo stato di incuria e degrado in cui versava l’edificio, il castello aveva già perso l’antico aspetto ed era diventato una masseria. Di fatto il declino del castello era cominciato già nel 1653, quando Francesco Trani vendette il feudo di Tutino a Stefano Gallone, principe di Tricase. Sotto i Gallone il castello viene trasformato in masseria, essendo dato in affitto insieme al giardino, ai locali al piano terra e ad altri beni ricadenti nel feudo di Tutino. Nel Novecento il castello fu acquistato dalla famiglia Caputo e adibito interamente a opificio per la lavorazione del tabacco, sino agli anni Sessanta, quando fu del tutto abbandonato.

dettaglio architettonico delle torri e del carparo giallastro del castello

Una nuova primavera culturale

Oggi il visitatore che si rechi al castello di Tutino può entrare in contatto con l’anima di un complesso architettonico che non nasconde più le tracce del suo nobile passato. Attraversato il grande portale d’ingresso, spazi accoglienti attirano il visitatore e gli offrono occasioni di ristoro insieme a proposte artistiche e culturali. La struttura è diventata un palcoscenico per manifestazioni, presentazioni di libri e di film, esibizioni, concerti e laboratori per imparare i balli, l’artigianato e la cucina locale.

Il festival “Col favore di Minerva”, giunto alla terza edizione, è un evento importante che parla al territorio tenendo salda l’identità tradizionale salentina. Il direttore artistico del Castello di Tutino, il regista Edoardo Winspeare, sottolinea come questo progetto miri a valorizzare le musiche e le culture popolari, creando ponti tra passato e futuro. In parallelo, la rassegna “Notti Jazz” a Tutino ha visto avvicendarsi influenti interpreti del panorama contemporaneo, in serate scandite dalle note tipiche di questo stile che da oltre un secolo affascina il mondo. Tra le iniziative di spicco, il concerto “Intermezzo e Preludio” di Jalalu Kalvert Nelson & Annalisa Orlando, organizzato in collaborazione con Festival Echoi, rappresenta l’essenza di questi nuovi orizzonti musicali.

Halloween e l'atmosfera autunnale tra le mura antiche

Sebbene il castello sia noto principalmente per i suoi festival estivi e la ricerca storica, il fascino del sito si presta straordinariamente a interpretare le atmosfere tipiche del periodo autunnale. Halloween, in contesti storici come quello del Castello di Tutino, offre l’occasione di riscoprire il legame profondo con il territorio. La leggenda, la storia dei feudi, le trasformazioni architettoniche e le antiche abitudini contadine descritte dai cronisti creano un substrato ideale per eventi culturali che non sono semplici festeggiamenti, ma momenti di introspezione sul tempo che passa.

In un luogo dove le galline e i maiali un tempo sguazzavano come in una reggia e dove il tabacco ha segnato la vita del Novecento, l’autunno diventa il momento perfetto per narrare la storia del “rapporto inscindibile tra il castello di Tutino e il suo territorio di appartenenza”. Come documentato nelle fonti storiche, l'evoluzione del castello è stata costantemente influenzata dalle vicende del Capo di Leuca, rendendo ogni pietra di questa fortezza un testimone silenzioso di un passato che non smette di parlare alle nuove generazioni. La magia di Tutino risiede proprio in questa capacità di mantenere la propria identità, trasformando il degrado del passato in una vibrante, contemporanea forma di espressione artistica.

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