La cancrena, più comunemente conosciuta con il termine medico "gangrena", rappresenta una condizione patologica estremamente grave caratterizzata dalla morte e dalla decomposizione di uno o più tessuti del corpo. Questa condizione è un'urgenza clinica che richiede un intervento immediato a causa della potenziale progressione rapida e delle gravi conseguenze per la salute del paziente. La mancanza di un adeguato flusso sanguigno è il fattore scatenante principale, portando inevitabilmente alla necrosi tissutale, ovvero alla morte cellulare. Spesso, il tessuto colpito da cancrena viene rapidamente invaso da batteri, aggravando ulteriormente la situazione. Sebbene la cancrena si manifesti tipicamente nelle estremità del corpo, come mani, piedi e dita, può interessare anche muscoli e organi interni, come nel caso della gangrena dell'appendice.
Il rischio di sviluppare la cancrena aumenta esponenzialmente in presenza di patologie che compromettono il sistema circolatorio e danneggiano i vasi sanguigni, tra cui spiccano il diabete mellito e l'aterosclerosi. Altri fattori di rischio includono l'ipercolesterolemia, il fumo di sigaretta e una predisposizione genetica a malattie vascolari. La cancrena può insorgere per diverse cause, riconducibili principalmente a ischemie (dovute ad embolie o trombi), infezioni batteriche, congelamenti o modificazioni strutturali di vene e arterie indotte da patologie croniche.
Cancrena Secca: Ischemia e Mummificazione
La cancrena secca si sviluppa gradualmente ma inesorabilmente, ed è indotta da un'ischemia, ovvero da una riduzione o blocco del flusso ematico nelle arterie di determinate aree del corpo, in particolare a livello delle estremità degli arti. Nella maggior parte dei casi, i pazienti affetti da questa forma di gangrena non presentano infezioni significative, poiché i batteri hanno difficoltà a sopravvivere e proliferano solo in minima parte in un ambiente privo di ossigeno e nutrienti.
Nella variante secca, il tessuto colpito subisce un'evidente variazione cromatica: questo infatti può assumere un colore pallido, bluastro, violaceo, rosso o perfino nero. La variazione del colore dipende dal tipo di patologia che ha indotto la cancrena e dalla liberazione di emoglobina da globuli rossi emolizzati, indotta a sua volta dalla produzione di acido solfidrico operata dai batteri. Si forma così il solfuro di ferro che, ristagnando nei tessuti, conferisce la tipica colorazione nera o rossa. La zona colpita diviene inoltre fredda, secca, rattrappita ed insensibile, molto simile a un arto mummificato. La gangrena secca è, in sostanza, la morte di un tessuto senza una significativa sovrapposizione infettiva.
La cancrena secca diffonde lentamente fino a raggiungere una zona in cui l'apporto di sangue è in grado di mantenere vitali i tessuti; in questa zona il processo necrotico si arresta. Quando non viene rimossa chirurgicamente, l'arto colpito tende a staccarsi spontaneamente. Per questo motivo, in genere, la cancrena secca non è considerata un'urgenza immediata; tuttavia, va ricordato il rischio di infezione secondaria dei tessuti necrotici con conseguente trasformazione in cancrena umida. Inoltre, se la cancrena secca viene diagnosticata in tempo, l'arto può essere talvolta salvato mediante chirurgia vascolare, volta a ripristinare il flusso sanguigno.

Cancrena Umida (Bagnata): Infezione e Decomposizione Rapida
La cancrena umida, o bagnata, è tipicamente una complicanza di una ferita infetta e non adeguatamente trattata. Essa colpisce zone come la mucosa buccale, i polmoni, l'intestino, il collo dell'utero e la vulva. Anche le piaghe da decubito, pur essendo apparentemente asciutte, possono essere considerate una forma di cancrena umida a causa del processo infettivo e della necrosi tissutale sottostante.
Il tessuto colpito da cancrena umida viene bersagliato da batteri patogeni (come Clostridium perfringens o Bacillus fusiformis). Di conseguenza, questo inizia a gonfiarsi, emanando nel contempo un odore di putrefazione molto sgradevole a causa del sangue che ristagna e della proliferazione batterica. La cancrena umida tende a diffondere piuttosto velocemente a causa del blocco ematico venoso ed arterioso: i batteri che ristagnano in questa zona proliferano assai rapidamente, potendo condurre a setticemia (infezione generalizzata del sangue). Il tessuto colpito da cancrena molle si presenta marcio, edematoso e di colore scuro.
A differenza della gangrena secca, quella umida è una vera e propria urgenza che va trattata immediatamente con la chirurgia (pulizia del tessuto infetto in sala operatoria) e con antibiotici somministrati per via endovenosa (generalmente multipli), al fine di debellare l'infezione e prevenire ulteriori danni.
Cancrena Gassosa: Infezione da Batteri Anaerobi e Produzione di Gas
La cancrena gassosa si tratta di un'infezione batterica che provoca la formazione di gas all'interno dei tessuti. Il principale responsabile sembra essere un'esotossina prodotta da clostridi (di cui il Clostridium perfringens sembra essere il più pericoloso). Questi batteri ambientali penetrano nel corpo umano attraverso una ferita; giunti nell'organismo, iniziano a proliferare in modo indiscriminato, secernendo potenti e letali tossine. Diffondendosi rapidamente, i gas prodotti dai batteri si infiltrano nei tessuti vicini, causando un danno che si estende a macchia d'olio.
La cancrena gassosa può causare necrosi tissutale, sepsi (o setticemia), tossiemia (presenza nel sangue di sostanze in concentrazioni tossiche per l'organismo) e shock settico. Anche in questo caso si tratta quindi di una vera e propria urgenza medica che richiede un trattamento aggressivo e tempestivo.

Altri Tipi di Cancrena e Condizioni Correlate
Tra le varie forme di cancrena non possiamo dimenticare la fascite necrotizzante, una violenta ed improvvisa infezione che colpisce i tessuti molli. L'infezione è generalmente operata da batteri come gli streptococchi β-emolitici di gruppo A, gli stafilococchi (soprattutto Staphylococcus aureus) e gli anaerobi appartenenti al genere Clostridium.
Un'altra forma grave è il flemmone perineale, noto anche come Gangrena di Fournier, una terribile forma di cancrena che colpisce i genitali maschili, causata da Streptococcus pyogenes e da altri germi come Klebsiella, E. coli e clostridi.
Non possiamo dimenticare la Noma (stomatite cancrenosa), un tipo di cancrena che deteriora e distrugge il viso, in particolare le guance e la bocca.
La Rottura Prematura delle Membrane (pPROM) e il Rischio di Infezione Amniotica
Sebbene non direttamente correlata alla cancrena, la rottura prematura delle membrane (pPROM - rottura prima delle 37 settimane) rappresenta un evento che può portare a complicanze, tra cui l'infezione del sacco amniotico e delle membrane, clinicamente nota come corioamniosite o infezione intra-amniotica (IAI). Questa è una condizione infiammatoria e infettiva acuta che colpisce le membrane fetali (amnios e corion), il liquido amniotico, la placenta o, in casi avanzati, il feto stesso.
Questa condizione si verifica quando batteri, solitamente provenienti dalla flora vaginale o rettale, risalgono attraverso la cervice uterina e colonizzano l'ambiente uterino, che in condizioni normali dovrebbe rimanere sterile. L'infiammazione che ne deriva non è solo una risposta all'infezione batterica, ma può anche essere innescata da processi biochimici complessi che portano al rilascio di citochine pro-infiammatorie.
I sintomi dell'infezione del sacco amniotico possono variare in intensità e non sempre si presentano tutti contemporaneamente. Il sintomo principale è l'ipertermia (febbre), generalmente definita come una temperatura corporea superiore a 38°C o 39°C. Dal punto di vista cardiovascolare, si osserva frequentemente la tachicardia materna, ovvero un aumento della frequenza cardiaca della madre sopra i 100 battiti al minuto. Altri segni possono includere dolore addominale, sensibilità uterina, e talvolta secrezioni vaginali purulente o maleodoranti.
La diagnosi di corioamniosite è prevalentemente clinica. Una volta sospettata o confermata l'infezione, il trattamento deve essere immediato e aggressivo per proteggere sia la madre che il bambino. Si somministrano antibiotici ad ampio spettro per via endovenosa per coprire sia i batteri aerobi che anaerobi. La corioamniosite non è di per sé un'indicazione assoluta al parto cesareo d'urgenza, a meno che non vi siano altre complicazioni ostetriche. Il parto vaginale è spesso preferibile. Tuttavia, il parto deve avvenire in tempi brevi; se il travaglio non progredisce adeguatamente, si procede con l'induzione. Il neonato nato da madre con corioamniosite viene immediatamente valutato dai neonatologi. La prognosi per la madre è generalmente eccellente se l'infezione viene diagnosticata e trattata rapidamente. Per il neonato, la situazione è più complessa.
La prevenzione della pPROM, un evento irreversibile una volta verificatosi, parte dalla prevenzione delle infezioni vaginali ed urinarie. È utile curare la regolarità intestinale, infatti la stipsi o la diarrea si associano ad un aumentato passaggio di germi di origine intestinale verso l'apparato genitourinario, per contiguità. Il riscontro di perdite vaginali di colore o odore insolito deve essere riportato al medico, così come eventuali fastidi urinari. È fondamentale bere abbondantemente in gravidanza.
Il PROM test, simile a un test di gravidanza, raccoglie la secrezione vaginale su un cotton fioc e la inserisce in un liquido reagente. La comparsa della doppia striscia indica la presenza di liquido amniotico.
Corioamniosite
Sintomi e Manifestazioni della Cancrena
I sintomi della cancrena variano notevolmente a seconda del tipo (secca, umida, gassosa) e dell'area del corpo interessata. Tuttavia, alcuni segni e sintomi sono comuni e devono destare immediata preoccupazione.
- Cambiamenti nel colore della pelle: Uno dei primi e più evidenti segni è una significativa alterazione del colore della pelle. La zona colpita può diventare pallida, bluastra, violacea, rossa, grigiastra o nera. Questo cambiamento cromatico è dovuto alla mancanza di ossigeno e alla decomposizione dei tessuti.
- Pelle fredda e insensibile: Nella cancrena secca, l'area interessata diventa fredda al tatto a causa della ridotta circolazione sanguigna. La morte dei nervi porta anche a una perdita di sensibilità, rendendo difficile percepire dolore o temperatura.
- Gonfiore e essudato: Nella cancrena umida, il tessuto colpito si gonfia e può produrre un essudato purulento o maleodorante. La presenza di bolle o vesciche piene di liquido è comune.
- Odore sgradevole: La decomposizione dei tessuti necrotici, specialmente nella cancrena umida e gassosa, produce un odore caratteristico di putrefazione, molto forte e persistente.
- Dolore: Sebbene la zona necrotica possa essere insensibile, le aree circostanti possono essere estremamente dolorose a causa dell'infiammazione e dell'infezione.
- Rattrappimento e secchezza: Nella cancrena secca, il tessuto colpito tende a raggrinzirsi, diventare duro e secco, assumendo un aspetto mummificato.
- Crepitio: Nella cancrena gassosa, la presenza di gas nei tessuti può causare un caratteristico crepitio udibile o palpabile quando si preme sull'area interessata.
- Febbre e malessere generale: Nei casi di infezione diffusa, come nella cancrena umida o gassosa, il paziente può sviluppare febbre alta, brividi, tachicardia e un generale senso di malessere, segnali di una risposta infiammatoria sistemica o di setticemia.
- Perdita di funzionalità: A seconda dell'estensione e della localizzazione, la cancrena può portare a una progressiva perdita di funzionalità dell'arto o dell'organo colpito.
Diagnosi della Cancrena
La diagnosi di cancrena si basa inizialmente sull'anamnesi (storia clinica del paziente) e sull'osservazione medica diretta del tessuto presumibilmente colpito da necrosi. L'esame fisico viene generalmente supportato da una serie di test di accertamento:
- Esami del sangue: Possono mostrare un aumento dei globuli bianchi, indicativo di infezione.
- Studi di imaging: Radiografie, TAC (Tomografia Assiale Computerizzata) e RMN (Risonanza Magnetica Nucleare) sono fondamentali per determinare l'entità del danno subìto e per visualizzare la presenza di gas nei tessuti o la gravità dell'ostruzione vascolare.
- Arteriogramma: Nei pazienti affetti da cancrena secca, questo esame è indispensabile per identificare con certezza l'arteria ostruita responsabile dei sintomi.
- Biopsia tissutale o coltura del liquido: Un prelievo di tessuto infetto o del liquido purulento emesso dalla ferita, coltivato su appositi terreni, permette di identificare i batteri coinvolti nell'infezione e di determinare gli antibiotici a cui sono sensibili.
- Indagini colturali del sangue: Verificano la presenza di batteri in circolo.
L'ospedalizzazione del paziente è sempre indispensabile in caso di accertata cancrena.
Trattamento della Cancrena
Il trattamento della cancrena mira a rimuovere il tessuto necrotico, controllare l'infezione, ripristinare il flusso sanguigno e prevenire ulteriori complicazioni.
- Chirurgia (Sbrigliamento): La rimozione chirurgica del tessuto morto è fondamentale per prevenire la diffusione dell'infezione e favorire la guarigione. Nei casi più gravi, può essere necessaria l'amputazione di mani, piedi o parti dell'arto colpito.
- Terapia antibiotica: Indispensabile in caso di cancrena umida o gassosa, e spesso utilizzata anche nella forma ischemica a scopo preventivo. Vengono somministrati antibiotici ad ampio spettro per via endovenosa (es. penicillina, metronidazolo, aminoglicosidi).
- Chirurgia vascolare: Per la cancrena secca, il ripristino della fornitura di sangue nella zona cancrenosa è l'unica soluzione che può salvare l'arto e la vita del paziente. Interventi come il bypass o l'angioplastica possono essere necessari per ripristinare l'afflusso sanguigno.
- Ossigenoterapia iperbarica: Alcuni pazienti affetti da cancrena gassosa o ulcere diabetiche vengono curati mediante l'ossigenoterapia in camera iperbarica. Questa pratica medica aumenta l'apporto di ossigeno ai tessuti, inibendo la crescita dei batteri anaerobi e incoraggiando la rimarginazione delle ferite.
- Terapia larvale (Maggot therapy): Una cura alternativa e a volte efficace consiste nell'introduzione di vermi vivi o larve di mosca (appositamente allevate e sterili) nella ferita aperta e necrotica. Le larve consumano il tessuto morto e infetto, ripulendo la ferita dai batteri coinvolti nell'infezione.
- Analgesici: Per mascherare il dolore atroce procurato dall'infezione e dalla necrosi.
- Fattori di crescita, ormoni e innesti di pelle: Talvolta utilizzati per accelerare la guarigione di ferite infette.
Prevenzione della Cancrena
La prevenzione è cruciale, specialmente per i pazienti a rischio.
- Controllo del diabete: I pazienti diabetici devono porre estrema attenzione alla cura e all'osservazione del proprio corpo, in particolare dei piedi. Un controllo regolare della glicemia, un'accurata igiene dei piedi, l'uso di calzature adeguate e l'ispezione quotidiana per individuare anche piccole lesioni sono fondamentali.
- Smettere di fumare: Il fumo compromette gravemente la circolazione sanguigna e aumenta il rischio di sviluppare patologie vascolari che predispongono alla cancrena.
- Gestione di patologie vascolari: Il trattamento tempestivo e adeguato di condizioni come l'aterosclerosi, l'ipertensione e l'ipercolesterolemia è essenziale.
- Cura delle ferite: Qualsiasi ferita, anche minima, deve essere pulita e medicata adeguatamente per prevenire infezioni, specialmente in soggetti con ridotta capacità di guarigione.
- Evitare esposizioni estreme: Proteggere le estremità da freddo e calore eccessivi.
La cancrena è una condizione medica seria che richiede attenzione immediata. Una diagnosi precoce e un trattamento tempestivo possono fare una grande differenza in termini di prognosi e preservare la vita e la funzionalità del paziente.
Cancrena o Gangrena? I due termini sono sostanzialmente sinonimi. Nel linguaggio specialistico si fa in genere uso del termine "gangrena", mentre a livello popolare è più comune sentire l'uso del termine "cancrena", probabilmente per facilità di pronuncia e per una involontaria associazione con il termine medico "cancro".