Chi non ha mai canticchiato filastrocche da bambino? O meglio, chi non ha mai cantato canzoni per bambini a squarciagola? Tra coccodrilli, moscerini, castelli e figlie del re, le canzoni dei bambini hanno riempito la nostra vita quotidiana. Armonizzate in modo da essere facilmente ricordate, ce ne sono migliaia solo in italiano! Le canzoni per bambini hanno una serie di usi, sia educativi che ricreativi, e consentono anche di creare un legame evidente tra il genitore e il figlio. Un legame che si crea quando cantiamo, dalla ninna nanna alle canzoncine più serie. Infanzia e musica possono quindi essere strettamente legate, poiché una canzone per un bambino può accompagnare quest'ultimo per buona parte dei suoi primi anni. La nostra missione di oggi è allora scoprire le canzoni più belle da cantare insieme. Proprio così: Superprof ha selezionato per voi le 10 migliori filastrocche e canzoni per bambini, da cantare in famiglia… senza moderazione!

Radici storiche e culturali delle filastrocche
La tradizione orale ha tramandato nei secoli melodie che ancora oggi risuonano nelle nostre case. Un classico senza tempo è "La bella lavanderina". Confessate: ancora adesso ogni tanto vi risuona in testa! Una canzone che viene dal passato ma sempre attuale, con una storia molto affascinante. Comparsa per la prima volta in Francia, nel XV secolo, come “Branle des lavandères”, era in origine un antico ballo rinascimentale di corte, ballato imitando con i gesti delle mani il movimento del lavare i panni. Con la sua diffusione in Italia ha assunto nomi diversi a seconda della regione. La sostanza però non cambia.
La bella lavanderina che lava i fazzoletti per i poveretti della città. Fai un salto, fanne un altro, fai la giravolta, falla un’altra volta, Guarda in su guarda in giù dai un bacio a chi vuoi tu. Adesso che ve la siete canticchiata in testa, siete pronti a passare alla prossima? Un altro classico è "Piove piove…". Un'altra filastrocca, orecchiabile e piena di assonanze, per questo anche utile per sviluppare la predizione delle parole e l'immaginazione dei più piccoli:
Piove pioveAcqua di limoneSi accende la candelaSi dice buonasera.Buona sera e buona notteIl lupo dietro alla portaLa porta casca giùE il lupo non c’è più.
Di questa filastrocca ci sono almeno tre diverse versioni, quindi se per caso ve la ricordate in maniera un pochino diversa, state tranquilli: non è questione d'età! Anche la figura della Befana è una musa ispiratrice. Una delle più famose inizia così: "La Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte, porta in testa un fazzoletto, rifinito di merletto, un vestito assai antiquato e un mantello rattoppato". Che la Befana abbia scatenato l'immaginario collettivo non ci stupisce: ci sono così tante leggende sul suo conto! Una risale al XII secolo, quando i Re Magi, diretti a Betlemme per portare i doni a Gesù Bambino, non riuscendo a trovare la strada, chiesero indicazioni a una anziana signora che si rifiutò di accompagnarli. Pentita della scelta, l'anziana aveva iniziato a fermarsi in tutte le case regalando i dolci ai bambini, sperando che uno dei bimbi lungo il suo cammino fosse proprio Gesù.
Ninna nanna del crematorio - Storia di un padre a Treblinka
Lo Zecchino d'Oro e l'evoluzione della musica per l'infanzia
La musica dedicata all'infanzia ha trovato, in Italia, un fulcro straordinario nel festival dello Zecchino d'Oro. Era il 1968 quando sul palco comparve una dolcissima Cristina D'Avena che cantava "Il valzer del Moscerino". La canzone arrivò terza, ma la sua fama iniziò allora per non andarsene più: "Un lalla, un lalla, un lallalà / Questo è il valzer / Del Moscerino". In gara nello stesso anno, un brano certamente divertente e rimasto nel cuore di grandi e piccoli: "Il Torero Camomillo".
Sempre in quel periodo, un altro grande successo destinato a diventare un classico è "Quarantaquattro gatti". Il critico musicale Mario Luzzatto Fegiz ha definito questa canzone come "l'unica canzone di protesta del '68 che abbia avuto un successo duraturo". Più tardi, nel 1993, fece la sua comparsa "Il Coccodrillo come fa?". Una canzone che è stata cantata in qualsiasi asilo, casa, villaggio turistico e baby dance: un classico che permette anche di lavorare su parole più complesse e sui congiuntivi. "Si dice mangi troppo, non metta mai il cappotto" sono ottimi esempi che i nostri bimbi potranno cantarsi in testa quando si troveranno a lavorare sui verbi. Sembra impossibile, ma sono proprio queste filastrocche e canzoncine i primi strumenti per lo studio della lingua!
Pedagogia, ritmo e interazione
L'apprendimento passa attraverso il gioco e il ritmo. "Se sei felice…" è una popolare canzone ricorsiva che può fare divertire genitori e figli e nello stesso tempo lavorare sul senso del ritmo e sui piccoli gesti. L'attacco è questo: "Se sei felice e tu lo sai batti le mani / Se sei felice e tu lo sai batti i piedi / Se sei felice e tu lo sai schiocca la lingua". A questo fanno seguito starnuti, baci e schiocchi di dita.

Parallelamente, "Nella vecchia fattoria", comparsa nel 1949, rimane fondamentale per associare versi e animali. Il brano è un adattamento in lingua italiana del canto popolare inglese "Old MacDonald Had a Farm" e, a differenza dell’originale, nella versione italiana ogni strofa si alza di un semitono rispetto alla precedente. Questa struttura non solo è orecchiabile, ma introduce i bambini alla percezione delle variazioni tonali.
Il repertorio del canzoniere italiano per bambini
Il panorama delle canzoni italiane è vastissimo e comprende brani che hanno accompagnato intere generazioni. Tra i titoli più significativi che arricchiscono il patrimonio culturale infantile troviamo:Bianco con il giallo di Cheope e R.; Cane e gatto di F.; Casetta in Canadà di M. Panzeri e V.; Cocco e Drilli di W.; Dagli una spinta di D. Panzuti, P. Perotti e N.; Fammi crescere i denti davanti di G. Pittari e F.; Goccia dopo goccia di E. Di Stefano e G.; Gugù, bambino dell’età della pietra di C. E.; I tre corsari di L. Beretta e N.; Il caffé della Peppina di T. Martucci e A.; Il dito in bocca di A. Testa, E. Sciorilli e N.; Il gatto puzzolone di F.; Il lungo, il corto e il pacioccone di L. Chiosso e G.; Il pinguino Belisario di F. Maresca e M.; Il pulcino ballerino di F.; Il topo con gli occhiali di V. Sessa Vitali, R. Pareti e F.; Il topo Zorro di L. Chiosso, M. Venturi e A.; Isotta di S. Bardotti e P.; La canzone più facile del mondo di G.; La ciribiricoccola di Virca e G.; La cometa ha perso la coda di V. Sessa Vitali e C.; La giacca rotta di P. Gargaloni e F.; La mia bidella Candida di G. P.; La Ninna nanna degli animaletti di L.; La piuma rossa di Tuminelli e A.; La sveglia birichina di L. Beretta, G. C. Cadile, F. Reitano e M.; La torta di pere e cioccolato di M. Gardini, R. De Luca e G.P.; La zanzara di F. Maresca, F. Pitagora e F.; Le tagliatelle di Nonna Pina di G. M.; Mamma Tutto di A. Testa, J. Broussolle e J.; Ninna Nanna del chicco di Caffè di F.; Pancho eroe del Texas di L. Zanini e A.; Per un ditino nel telefono di L. Beretta e A.; 44 gatti di G.; Quel secchione di Leonardo di A. G.; Vengo anch’io? No, tu no!; Volevo un gatto nero di F.
Questi brani rappresentano non solo un esercizio di memoria, ma un vero e proprio bagaglio emotivo. Molti di essi sono nati dalla collaborazione di autori prolifici che hanno saputo tradurre la complessità del mondo in rime semplici. Ad esempio, la varietà di autori citati dimostra quanto la musica per l'infanzia sia stata una priorità culturale in Italia, capace di unire stili diversi, dal valzer alla canzone leggera.
Gianni Rodari e la poetica dell'infanzia
Chiudiamo con una delle bellissime filastrocche che ci ha regalato nel tempo Gianni Rodari, autore indimenticabile di "storie moderne incarnate in una forma 'classica': universale, eterna, perfetta."
Filastrocca per tutti i bambini, per gli italiani e gli abissini, per i russi e per gli inglesi, gli americani ed i francesi, per quelli neri come il carbone, per quelli rossi come il mattone, per quelli gialli che stanno in Cina, dove è sera se qui è mattina, per quelli che stanno in mezzo ai ghiacci e dormono dentro un sacco di stracci, per quelli che stanno nella foresta dove le scimmie fan sempre festa, per quelli che stanno di qua o di là, in campagna od in città, per i bambini di tutto il mondo che fanno un grande girotondo, con le mani nelle mani, sui paralleli e sui meridiani.

Se non possiamo tornare bambini, possiamo continuare ad esserlo con i nostri. La musica rimane il ponte più diretto verso l'immaginazione. Cantare queste canzoni significa trasmettere un codice linguistico, emotivo e culturale che attraversa i decenni, restando indissolubilmente legato alla crescita. Non si tratta solo di intrattenimento, ma di un atto di cura che permette al bambino di esplorare suoni, strutture linguistiche e concetti complessi in un ambiente protetto e affettuoso. Dalla ninna nanna che culla il neonato, alle canzoni ritmate che accompagnano i primi passi e le prime scoperte, ogni nota è un tassello fondamentale nello sviluppo cognitivo e relazionale, rendendo ogni momento trascorso insieme un'occasione preziosa per costruire ricordi indelebili.