Il Fascino Millenario dell'Epifania: Re Magi e Befana nelle Filastrocche per Bambini

L’Epifania, una festa ricca di storia e tradizione, segna la fine del periodo natalizio, portando con sé attese e meraviglie. Tradizionalmente, è il giorno che ricorda l’arrivo dei Re Magi da Gesù Bambino per rendergli omaggio con i loro doni: oro, incenso e mirra. Questa ricorrenza, celebrata il 6 gennaio, non è però popolata unicamente dalle figure solenni dei Re d'Oriente. Parallelamente, e con altrettanta risonanza nel cuore dei bambini, si inserisce la figura della Befana, una vecchina che, nella stessa notte, porta dolciumi ai bimbi buoni e carbone a quelli che hanno combinato qualche marachella. Le filastrocche e le poesie sull’Epifania mettono in versi le caratteristiche principali di entrambi questi protagonisti, intrecciando storie di fede, magia e allegria. Per festeggiare con allegria il 6 gennaio, un modo sicuramente originale è insegnare ai bimbi delle poesie a tema, siano esse simpatiche o d’autore, che perpetuano la magia di questo giorno speciale.

I Re Magi: Un Viaggio di Fede e Omaggio

La narrazione dei Re Magi è intrisa di un'aura di mistero e devozione. Questi tre personaggi, provenienti da terre lontane, intrapresero un lungo viaggio seguendo una guida celeste. "Tre Re Magi da lontano sono venuti piano piano per veder Gesù bambino," recita una dolce filastrocca, catturando l'essenza della loro peregrinazione. La loro guida era eccezionale: "Una stella fra il turchino li ha guidati col suo raggio, li ha guidati col suo lume." Questa stella splendente, "nata improvvisa nel cielo d’oriente," non era solo un punto luminoso, ma un vero e proprio faro che li condusse fino a Betlemme, il luogo sacro della natività. La notte era tiepida e serena, mentre "i Magi d’Oriente vanno, vanno sui lor cammelli, e ancor non sanno dove sia nato al mondo il Re dei Re." La determinazione dei Magi è un elemento costante nelle narrazioni, un esempio di fede incrollabile.

Magi following the star on camels

I doni che portarono al Bambino Gesù erano di grande valore simbolico e materiale. "Il moro" disse: “Io gli porto l’oro”. L’altro gli fece eco: “L’incenso io reco”. E il terzo, con umiltà, aggiunse: “La mirra gli dono”. Oro, incenso e mirra sono, infatti, i doni che i tre Re Magi portano in dono a Gesù Bambino, ciascuno con un significato profondo: l'oro per la sua regalità, l'incenso per la sua divinità e la mirra, un unguento, che preannuncia la sua passione e morte. "Lontano, tra il fischiare del vento per le forre i biondi angeli in coro: ed ecco Baldassarre, e Gaspare e Melchiorre con mirra, incenso ed oro." Questi nomi, Baldassarre, Gaspare e Melchiorre, sono entrati nell'immaginario collettivo come sinonimo dei saggi d'Oriente. La loro ricerca era una missione sacra, chiedevano sostando a ogni città: “Oh bimbe, oh donne, ci sapreste dire la strada per Betlemme dove va?”. Spesso, "né giovani né vecchi lo sapevano ed essi riprendevano il cammino", ma la loro fede non vacillava, poiché "una cometa dalla chioma d’oro or li guidava come un lumicino." La perseveranza fu premiata: "La stella sulla casa di Giuseppe ristette e i santi tre Re Magi entrar; muggiva il bove, gridava il bambino, ed i Re Magi presero a cantar." Gesù dorme e non ha piume, non ha fuoco, non ha fiamma, ha soltanto la sua mamma, un'immagine di tenerezza che commuoveva i Re appena giunti. I Re Magi dall’Oriente si sono messi già in cammino, per trovar Gesù bambino, il figliolo di Maria, un'anticipazione che infonde gioia e celebrazione, culminando nel gioioso annuncio di "Buon Natale! Epifania!".

Filastrocche e Poesie sui Re Magi: Un Ponte tra Storia e Immaginazione

Le filastrocche dedicate ai Re Magi per i bambini non si limitano a narrare la storia biblica, ma la trasformano in un'avventura accessibile e affascinante. Questi versi aiutano i più piccoli a visualizzare il lungo viaggio, l'intensità della ricerca e la solennità dell'incontro con il Bambino Gesù. L'elemento della stella, in particolare, è un punto focale che cattura l'immaginazione. Le poesie spiegano come essa fosse "la più bella" nel cielo, una "visione incantata, nella notte stellata!" "Oh magi d’oriente, che siete sì belli nello splendore dei vostri mantelli chi vi ha insegnato la via di Betlemme? Ce l’ha insegnata una stella splendente nata improvvisa nel cielo d’oriente." Questo dialogo immaginario, spesso presente nelle filastrocche, invita i bambini a porre domande e a scoprire il significato più profondo della festa. L'arrivo dei Magi è descritto con un senso di meraviglia e stupore, dove persino "i bimbi accostano il loro visino alla grande vetrata per vedere la sfilata dei Magi, su nel cielo, nella notte di gelo." Essi, intanto, passano nel loro gemmato manto, guidati dalla stella nel cielo. Le poesie riescono a trasmettere un'immagine potente della devozione e del rispetto che questi saggi portavano. Il momento in cui i Magi chiedono "chi cercate?" ad adorare - per primi! è un richiamo all'importanza del loro gesto inaugurale di venerazione. La narrazione poetica offre anche spunti di riflessione sulla natura del divino e sull'umiltà della Natività, dove il Re dei Re nasce in un contesto semplice, avendo "soltanto la sua mamma." Le opere contenute in questa raccolta, come quelle di Iolanda Colombini o Jolanda Restano, pur nelle loro diverse sfumature, contribuiscono a creare un patrimonio culturale che i bambini possono esplorare. Le parole "Quanto manca a Betlemme?" di Frances Chersteron, pur essendo una domanda apparentemente semplice, racchiudono l'attesa e la fatica di un viaggio significativo, risuonando con l'impazienza tipica dell'infanzia in attesa di un evento importante. "Nella notte che odora di gelsomino e acacie, tre re, mirando il cielo, vedono una gran brace di stella," una descrizione evocativa che arricchisce l'immaginario dei piccoli lettori.

The Story of Christmas (Jesus and the Wise Men)

La Befana: L'Altra Protagonista del 6 Gennaio

Ma non è l’unica protagonista dell’Epifania: accando ai Magi, c'è la Befana, una figura altrettanto iconica e amata, o a volte temuta, dai bambini. "Le filastrocche e le poesie sull’Epifania mettono in versi le caratteristiche principali della vecchina che arriva nella notte del 6 gennaio," offrendo un ritratto vivace e dettagliato. L’abbigliamento povero, le calze bucate e il fatto di arrivare volando sulla scopa con la sua gerla piena di doni sono senza dubbio gli aspetti che vengono più spesso messi in luce sia nelle filastrocche divertenti che nelle poesie d’autore. La Befana è descritta come un'anziana signora, spesso stanca, che compie il suo viaggio attraverso il freddo e il buio. "Viene viene la Befana vien dai monti a notte fonda. Com’è stanca! La circonda neve, gelo e tramontana." Il vento diventa la sua voce, e il gelo il suo pennello, mentre la neve è il suo mantello, dipingendo un quadro vivido della sua apparizione.

Befana flying on a broomstick

Il suo arrivo è caratterizzato da gesti quasi furtivi: "La befana vien pianino cala giù per il camino." Questo è il momento clou per i bambini, che "presso la nera cappa del camino, una calzina in grande attesa sta." La tradizione vuole che porti doni ai bambini che sono stati buoni e carbone a quelli che hanno combinato qualche marachella. "Porta ai bimbi che son buoni tante chicche, tanti doni. Ma se buoni non sarete, nella calza troverete, come chicchi, come doni, aglio, cenere e carboni." Questa dualità tra premio e punizione è un elemento morale che le filastrocche enfatizzano. "Quando è l’ora, la Befana alla scopa salta in groppa l’alza su la tramontana, fra le nuvole galoppa." La notte del 5 gennaio, "ogni bimbo nel suo letto, fa l’esame di coscienza: maledice il capriccetto, benedice l’obbedienza." La mattina seguente, "al primo raggio, si precipita al camino: un regalo ha il bimbo saggio, il monello… ha un carboncino!" Le calze, appese con trepidazione, sono il simbolo di questa attesa. In ogni stanza di bambini buoni, entra pian piano, e il loro sonno spia, lasciando i suoi doni ai piedi del lettino. Con la diaccia tramontana, è arrivata la Befana e gironzola in calzini tra comignoli e camini che l’aspettano impalati, sorridenti e affumicati. La figura della Befana, come descritta da autori quali M. Valli, G. Rodari o E. Vettori, assume forme diverse, dalla saggia dispensatrice di giustizia alla figura quasi materna, "che gironzola in calzini tra comignoli e camini."

L'Incanto delle Filastrocche: Tra Magia e Morale

Le filastrocche e le poesie sull'Epifania svolgono un ruolo fondamentale nel mantenere vive queste tradizioni, plasmando l'immaginario dei bambini e impartendo lezioni di vita. Attraverso versi semplici e ritmici, esse insegnano il valore dell'attesa, della bontà e della responsabilità. Il richiamo alla "cenere e carbone" per i "fannulloni" o i "negligenti" in alcune filastrocche, come quella di E. Vettori, serve da monito giocoso. "Qui un comignolo l’avverte 'c’è un piccin che si diverte tutto il giorno: un fannullone!' 'Ecco, cenere e carbone!'". Al contrario, un "bimbo giudizioso" riceverà "un dono generoso." Tuttavia, il messaggio non è sempre così severo. La Befana di G. Rodari, nella "Befana spaziale," introduce una prospettiva più indulgente: "Anzi con gli indirizzi di tutti i bambini, perché ormai s’è capito che di proprio cattivi non ce n’è." Questa visione moderna e ottimistica suggerisce che, in fondo, tutti i bambini meritano un dono, enfatizzando l'amore e la comprensione universali.

Children hanging stockings by the fireplace

Le poesie catturano anche l'eccitazione dei bambini in attesa. "Discesi dal lettino sono là presso il camino, grandi occhi estasiati, i bimbi affaccendati a metter la calzetta che invita la vecchietta a portar chicche e doni per tutti i bimbi buoni." Questo quadretto familiare, dove "ognun chiudendo gli occhi, sogna dolci e balocchi," illustra perfettamente l'atmosfera di magica attesa. La burla della Befana di G. Rodari, in cui "Tino e Tina" appendono la calza della nonna per ottenere più doni e vi trovano invece "un paio d’occhiali e una dentiera," aggiunge un tocco di umorismo e leggerezza, mostrando come la tradizione possa essere anche fonte di divertenti equivoci. Questi testi, che includono voci come P. Gulisano o C. Jannoni, non sono solo passatempi, ma veri e propri strumenti educativi e culturali. Essi trasmettono il senso di "obbedienza" e condannano i "capriccetti," preparando i bambini a comprendere le conseguenze delle loro azioni in un modo giocoso e memorabile.

Dai Racconti Popolari ai Versi d'Autore: L'Evoluzione della Narrazione

La ricchezza delle filastrocche e poesie sull'Epifania risiede anche nella loro evoluzione e varietà, spaziando dai racconti popolari tramandati oralmente ai versi più raffinati di autori riconosciuti. L'Epifania ha ispirato poeti di diverse epoche a mettere in rima le vicende dei Re Magi e della Befana, arricchendo il patrimonio culturale italiano. Autori come Iolanda Colombini e Jolanda Restano hanno contribuito con la loro sensibilità a creare testi che risuonano con le emozioni e le aspettative dei bambini. Il riferimento a Heinrich Heine o Frances Chesterton, sebbene non integralmente presentato nel testo fornito, suggerisce che l'ispirazione per queste figure va oltre i confini italiani, trovando eco in un contesto più ampio di letteratura per l'infanzia.

Open book with children's poems

Le diverse interpretazioni della Befana, dalla "vecchina" dall'abbigliamento povero e le calze bucate che arriva "con la sua gerla piena di doni" fino alla "Befana spaziale" di G. Rodari che "viaggia a cavallo di un razzo a diciassette stadi," dimostrano la flessibilità e l'adattabilità di queste figure all'interno dell'immaginario collettivo. Quest'ultima versione, in particolare, mostra come i temi tradizionali possano essere reinterpretati per dialogare con le nuove generazioni, senza perdere il loro significato originario. I comignoli e i camini che l'aspettano impalati, sorridenti e affumicati, come descritto in una delle poesie, personificano l'attesa degli elementi stessi del paesaggio. La natura stessa dei doni offerti dalla Befana varia dal "dono generoso" al "carbone," ma in entrambi i casi, c'è un'intenzione chiara. "C’è una bimba vanerella? Ecco qua la paperella, ma il giocattolo più bello lo regalo a un orfanello: per un attimo il sorriso tornerà sul mesto viso." Questi versi evidenziano non solo la distinzione tra buoni e cattivi, ma anche un senso di giustizia sociale e compassione, promuovendo valori come l'altruismo e la generosità, aspetti che vanno ben oltre la mera distribuzione di dolci o carbone. L'influenza di queste opere è profonda, poiché contribuiscono a formare una comprensione del mondo basata su valori etici e morali, presentati in modo accattivante e divertente.

La Magia del 6 Gennaio: Un Giorno di Attesa e Sorprese

Il 6 gennaio è un giorno che evoca un senso unico di attesa e meraviglia, specialmente per i bambini. È la giornata in cui l'incanto del Natale si prolunga attraverso le figure dei Re Magi e della Befana, portando con sé non solo doni, ma anche messaggi e storie che si radicano nell'anima dei più piccoli. L'immagine dei bimbi che, "discesi dal lettino," si affrettano "presso il camino" con "grandi occhi estasiati," è un classico di questa festività. Essi, "affaccendati a metter la calzetta che invita la vecchietta a portar chicche e doni per tutti i bimbi buoni," incarnano la purezza dell'attesa infantile. La notte è un susseguirsi di sogni, dove "ognun chiudendo gli occhi, sogna dolci e balocchi."

Child discovering gifts in a Befana stocking

La perenne attualità della Befana è ben riassunta in questi versi: “Nonna, ai tuoi tempi c’era la Befana?” E la nonna sorride e dice: “Sì. Se mi ricordo! L’alba era lontana, era ancor notte, non spuntava il dì: ma presto andavo accanto al focolare dov’era la mia calza ad aspettare…” “Mamma, ai tuoi tempi la Befana c’era?” E la mamma sorride e dice: “Sì. Era d’inverno, ma come primavera, Mi pareva che fosse quel bel dì… Mi alzavo quasi all’alba, in tutta fretta e correvo a cercar la mia scarpetta…” Questi ricordi intergenerazionali, come quelli di A. F. C. Bertelli, mostrano come la tradizione sia un filo ininterrotto che lega passato e presente. "E passa il tempo, e il mondo avanti va: e la Befana antica è ancora qui; Per monti valli e isole e città ritorna come un tempo, in questo dì; è sempre lei, non può mutare più perché c’è sempre al mondo gioventù." Questa continuità è la prova della forza intrinseca di queste celebrazioni, che riescono a rinnovarsi e a incantare ogni nuova generazione. La figura della Befana, che "vien da lontano, per le vie nevose," lasciando "giù, al cancello del giardino, il somarello," è un'immagine iconica che attraversa i decenni, portando con sé l'aspettativa di "chicche e doni." La sua capacità di salire "dritta e sicura per ogni stanza, sia pur chiusa e scura," la rende quasi onnipresente, una presenza rassicurante e misteriosa allo stesso tempo. La celebrazione dell'Epifania, con i suoi Re Magi e la sua Befana, rimane così un faro di meraviglia e tradizione, un momento dell'anno in cui il confine tra realtà e magia si dissolve, e la poesia trova il suo spazio più autentico nell'anima di grandi e piccini.

tags: #filastrocca #dei #re #magi #per #bambini