L’incredibile biologia riproduttiva dei canguri e dei marsupiali

Quando si pensa ai canguri viene subito in mente quella specie di "tasca" nella zona addominale che non sembra neppure parte del loro corpo, ma piuttosto un contenitore porta oggetti, una strana fessura nella pancia. Ma cosa c'è effettivamente lì dentro? In realtà, è semplice! L’apparato mammario è uno dei tanti esempi della straordinaria capacità della natura di adattarsi ed evolversi. All’interno della tasca marsupiale, i canguri possiedono diversi capezzoli, offrendo così nutrizione in un luogo estremamente protetto, caldo e umido. Il marsupio è necessario per la crescita, l’allattamento e la protezione dei piccoli.

illustrazione anatomica di un marsupio aperto con un piccolo all'interno

Strategie riproduttive: un confronto evolutivo

I mammiferi hanno sviluppato nel corso dell’evoluzione una modalità riproduttiva che ha permesso loro di assicurare la sopravvivenza della prole in ambienti spesso assai ostici. La maggior parte delle specie attuali infatti trattiene l’uovo fecondato in un organo apposito, l’utero, in cui via via il “piccolo” si sviluppa. Nell’utero materno i piccoli sono protetti, tenuti a temperatura adeguata, nutriti attraverso strutture particolari che permettono alla madre di passare loro ossigeno e sostanze alimentari. Alla nascita i cuccioli poi ricevono subito un nutrimento completo attraverso il latte materno.

Si riconoscono tre modalità fondamentali di riproduzione, in base alle quali la classe dei mammiferi viene suddivisa in tre infraclassi:

  1. Prototeri: che depongono uova e allattano la propria prole (i cosiddetti Monotremi, ornitorinco ed echidna).
  2. Euteri: (detti tradizionalmente Placentati) che trattengono il feto nell'utero e lo partoriscono quando si trova a uno stadio di sviluppo relativamente avanzato.
  3. Metateri: infraclasse che comprende i Marsupiali.

La mancanza della placenta porta il marsupiale a partorire un piccolo che si può tranquillamente definire un embrione non ancora completamente sviluppato, con arti abbozzati e mancante della vista: esso di conseguenza non è in grado di sopravvivere nell’ambiente esterno. Nonostante ciò, l’embrione di marsupiale appena partorito è in grado di risalire lungo la pelliccia della madre fino all’interno del marsupio e di raggiungere il capezzolo che qui sbocca.

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Il miracolo della diapausa embrionale

Gran parte dei mammiferi può restare incinta diverse volte durante l’età adulta, ma per la maggior parte delle specie dopo la gravidanza c’è una fase di recupero. Ma il wallaby della palude (Wallabia bicolor) è ben lontano dal seguire la norma: una ricerca suggerisce che gran parte delle femmine adulte di questa specie è sempre incinta. Solitamente, quando una femmina di mammifero è incinta il concepimento è impossibile. Esistono ragioni anatomiche, poiché gran parte degli animali hanno un solo utero, e ragioni legate al sistema endocrino, dove gli ormoni che alimentano un feto impediscono l’ovulazione.

Tuttavia, i marsupiali, e in particolare il wallaby, hanno superato questi limiti. La femmina si accoppia verso gennaio o febbraio; già incinta dall’anno precedente, partorisce poi uno o due giorni dopo, e il cucciolo si arrampica nel suo marsupio per nutrirsi. Nel frattempo, il primo cucciolo continua a nutrirsi e a crescere. Attorno al mese di settembre tale canguro più piccolo - noto come “joey” - è pronto a lasciare il marsupio. Il "joey" inizia gradualmente a mangiare meno e, già intorno a dicembre, è ormai svezzato; ciò mette in moto la crescita dell’embrione quiescente, che nasce un mese dopo.

Il secondo embrione andrà in diapausa embrionale che durerà fino a quando il cucciolo di canguro avrà duecento quattro giorni, oppure sarà morto. Prima del suo impianto nell'utero l'embrione può fermare la sua crescita per poi continuare lo sviluppo normalmente.

Anatomia straordinaria: uteri e vagine

Parlando di apparato riproduttore dei marsupiali, non ci si può non soffermare anche su un'altra particolarità: le femmine presentano due vagine e due uteri, ma prima di partorire si forma una terza vagina mediana come canale del parto. Gli Euteri, come l’uomo, presentano invece un unico utero e un’unica vagina, collegate a entrambe le ovaie dalle tube di Falloppio. Queste affascinanti particolarità dei canguri permettono di capire come ogni specie abbia caratteristiche diverse a seconda del proprio habitat e degli stili di vita.

schema dell'apparato riproduttore femminile dei marsupiali

Il latte materno: un nutrimento su misura

Un altro aspetto interessante è la composizione del latte di questi animali che è controllata dallo stimolo dell’allattamento. In generale, i marsupiali riescono simultaneamente a produrre latte con differenti valori nutrizionali: lo stimolo esterno dato dal neonato fa sì che possa essere rilasciato un latte ricco di carboidrati contemporaneamente ad uno contenete un elevata quantità di grassi e proteine, in modo tale da poter allattare neonati di diverse fasce di sviluppo.

Più nello specifico, i canguri al trentatreesimo giorno di gestazione partoriscono una creatura piccola quanto un fagiolo (circa 2,5 cm) completamente cieca, sorda e senza pelo, con solamente le strutture facciali e gli arti anteriori più sviluppati. Non avendo ancora effettuato lo sviluppo completo e poichè ancora sprovvisto di mascella, il piccolo non effettua nessuna suzione per alimentarsi del latte materno. Invece è la madre che, con una speciale muscolatura delle mammelle, ne gestisce la crescita rilasciando il latte ad intervalli regolari.

Evoluzione convergente: il caso dei marsupiali americani e australiani

Nonostante marsupiali come il canguro e il koala siano simbolo nazionale dell’Australia, gli appartenenti a questo sottordine sono presenti anche nelle Americhe: per questo motivo essi vengono suddivisi in Ameridelfi e Australidelfi. Le specie che vivono in America, gli Ameridelfi, comprendono animali comunemente chiamati opossum. Caratterizzati da una coda prensile, sono in grado di partorire un gran numero di piccoli per cucciolata, e di proteggerli portandoli sul proprio dorso.

L’Australia viene considerata il regno dei marsupiali, in quanto essi costituiscono la maggioranza delle specie di mammiferi presenti nel Paese. La presenza di poche specie di mammiferi placentati ha permesso ai marsupiali di sopravvivere e prosperare: ciò viene per lo più attribuito al fatto che, a seguito della deriva dei continenti, l’Australia è rimasta isolata dal resto delle terre emerse.

Tuttavia, è possibile notare una somiglianza di tipo fisico e comportamentale fra molti marsupiali australiani e molti placentati presenti nel resto del mondo: questo fenomeno prende il nome di evoluzione convergente. Ad esempio, la talpa marsupiale (Notoryctes typhlops) presenta adattamenti simili alle talpe placentate, con muso allungato e zampe a forma di vanghe utilissime per scavare. Anche il numbat (Myrmecobius fasciatus) è un ulteriore esempio di evoluzione convergente a causa della somiglianza con alcuni formichieri.

mappa della distribuzione geografica dei marsupiali nel mondo

Adattamento all'ambiente e risparmio energetico

Uno dei dettami delle regole evolutive e fisiologiche di qualsiasi comportamento animale è l’adattamento al consumo di energie. Si mangia per avere energia a sufficienza per potersi spostare, mangiare, cacciare, scappare dai predatori, accoppiarsi e prendersi cura dei piccoli. Quindi quasi ogni adattamento comportamentale degli animali è tarato sul risparmio energetico.

I canguri saltano perché il salto consuma meno energia rispetto alla corsa. Questo è fondamentale in un ambiente secco e imprevedibile come il territorio australiano. I canguri a volte devono percorrere lunghe distanze, con un caldo opprimente, con pochissima acqua da bere e scarse risorse alimentari nei dintorni. Nessun salto sarebbe possibile senza la coda, questo potentissimo muscolo, che funge sia da ausilio per l’equilibrio che da contrappeso, spingendo l’animale ad ogni salto. Secondo un innovativo studio, quando camminano la loro coda diventa una potente quinta zampa, producendo una quantità di potenza inaspettata.

Mentre saltano, i canguri hanno a malapena bisogno di sprecare lo sforzo per respirare perché il movimento del salto spinge il loro intestino su e giù, che gonfia e sgonfia i loro polmoni per loro. Anche qui, la coda fa risparmiare energia, questa volta nel respiro.

Intelligenza e comunicazione

Una cosa interessantissima è la comunicazione che viene fatta attraverso lo sbattimento delle zampe. Per avvisare i compagni del gruppo della presenza di un pericolo (dingo o cane selvatico), i canguri lanciano l’avviso battendo le zampe sul terreno. Un recente studio ha osservato che i canguri addomesticati presenti in cattività possono comunicare come cani nei confronti degli esseri umani. Durante l’esperimento, i ricercatori hanno dato ai canguri una prova difficile da risolvere (una scatola con del cibo dentro che gli animali non potevano aprire da soli) e i canguri, non riuscendo a risolvere autonomamente l’esercizio, hanno guardato i loro keeper umani come per chiedere aiuto. Questo è straordinariamente sconvolgente, perché ci dà prova della fine intelligenza dei canguri e della loro adattabilità a contesti e comunicazioni inter-specifiche diverse.

canguro che osserva l'essere umano durante un esperimento

La minaccia delle specie introdotte

Per la loro fragilità i marsupiali si sono estinti nella maggior parte delle terre emerse: la concorrenza con i mammiferi placentati, di straordinaria efficienza riproduttiva, era tale da non permettere loro di accaparrarsi le fonti di cibo necessarie. Un evento che ha dato sostegno a questa interpretazione è l’importazione di conigli e topi in Australia: questi animali hanno messo in grave pericolo l’esistenza di molte specie di marsupiali, portandone molti all’estinzione.

I predatori stessi, introdotti per controllare le popolazioni di lagomorfi e roditori, hanno poi completato la falcidie: i miti marsupiali non “conoscevano” volpi e cani, mentre topi e conigli conoscevano strategie di fuga e sapevano nascondersi. Fra i marsupiali una specie estintasi in tempi moderni è il tilacino o lupo marsupiale (Thylacinus cynocephalus), che è stato a lungo cacciato nell’isola australiana perché considerato un pericolo per gli allevatori di pecore, tanto che venivano apposte vere e proprie taglie sull’uccisione di questi animali. L'ultimo esemplare in vita è morto nel 1936 presso lo zoo di Hobart.

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