Il percorso verso la maternità è un viaggio intriso di attesa, speranza e talvolta di sfide inaspettate. In questo cammino delicato, la ricerca di benessere e di supporto naturale si fa spesso sentire, portando alla ribalta l'interesse verso erbe e tisane tradizionalmente apprezzate per le loro proprietà benefiche, come la camomilla e il finocchio. Tuttavia, l'uso di rimedi naturali durante la gravidanza e nel periodo pre-concezionale richiede un'attenta valutazione e una profonda conoscenza, poiché non tutti i prodotti di origine vegetale sono privi di controindicazioni. Questo articolo esplora le virtù e le precauzioni legate al consumo di camomilla e finocchio, approfondendo anche il ruolo della fitoterapia e della nutrizione nel favorire la fertilità e nel sostenere una gravidanza sana.
Camomilla in Gravidanza: Benefici, Quantità e Accortezze Necessarie
Uno degli infusi più amati di sempre, dall’inconfondibile aroma e dalle indiscusse virtù, è senza dubbio la camomilla. La camomilla si ottiene dalla pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Asteraceae del genere Matricaria, una pianta spiccatamente aromatica e dall’aspetto del tutto simile alle margherite, con cui condivide la famiglia.
La risposta alla domanda se la camomilla in gravidanza si può bere è sì. Durante i 9 mesi la raccomandazione, tuttavia, è la medesima per qualunque cibo o bevanda, ossia la moderazione! Se è vero, infatti, che l’infuso ottenuto da Matricaria Chamomilla ha dei blandi principi attivi e dunque in linea di massima sia pressoché innocuo, un consumo eccessivo potrebbe produrre nella donna in attesa alcuni effetti indesiderati. Per una migliore efficacia degli elementi che la compongono, è sicuramente consigliato bere camomilla in gravidanza ottenendo l’infuso direttamente dai suoi fiori, facilmente reperibili in erboristeria, preferendo questa soluzione alle bustine già pronte: i benefici derivanti da questa modalità di assunzione della camomilla saranno certamente maggiori.

Quanta Camomilla Si Può Bere in Gravidanza?
La raccomandazione ovvia è quella di consultarsi sempre col proprio ginecologo per tutto ciò che concerne l’alimentazione e l’idratazione durante la dolce attesa; per quanto riguarda la camomilla in gravidanza, il suggerimento è di non superare una tazza al giorno. Come abbiamo già accennato, Matricaria Chamomilla contiene dei principi attivi che se assunti in dosi moderate sono salutari per la donna incinta, ma una quantità eccessiva potrebbe arrecarle disturbi: perché rischiare?
Benefici della Camomilla in Gravidanza
L’amata bevanda ottenuta dai fiori di Matricaria Chamomilla ha tante proprietà e sostanze benefiche. Tra le principali componenti si trovano sali minerali, vitamine A, B e C, lattoni sesquiterpenici, flavonoidi e olio essenziale. Tutte queste componenti agiscono direttamente sul sistema nervoso centrale e tale prerogativa rende il consumo (moderato!) di camomilla in gravidanza un toccasana per le mamme in attesa. Nello specifico, le donne incinte potranno sperimentare effetti positivi come il rafforzamento del sistema immunitario, un effetto calmante, un effetto digestivo, proprietà antinfiammatorie e proprietà lenitive per l’epidermide. Un ventaglio di vantaggi davvero ampio, dunque, accompagna l’assunzione di camomilla in gravidanza. Tuttavia, ancora una volta, è bene ricordare che questo infuso, come d’altronde qualunque altra bevanda, durante la gestazione deve essere autorizzato dal proprio ginecologo. E comunque, in ogni caso, dev’essere assolutamente non eccessivo.
Quando Non Bere Camomilla in Gravidanza
Se è vero che le proprietà e i principi attivi contenuti in Matricaria Chamomilla sono riconosciuti, è altrettanto vero che qualunque medico raccomanderà un certo equilibrio nella sua assunzione in gravidanza e, in alcuni casi specifici, vieterà di berla. Cosa potrebbe comportare una quantità esagerata di camomilla col pancione? Potrebbe causare diarrea, nausea e una predisposizione alle infezioni. I casi in cui invece il consumo di camomilla in gravidanza potrebbe essere vietato dal ginecologo sono l'assunzione di alcuni tipi di farmaci (anticoagulanti, antinfiammatori, aspirine…) che potrebbero causare reazioni allergiche se combinati con Matricaria Chamomilla, o allergie e intolleranze note a uno dei principi attivi contenuti nella Matricaria Chamomilla.
È invece un falso mito la convinzione che il consumo di camomilla in gravidanza possa indurre il travaglio: non ci sono evidenze scientifiche di nessun tipo che avallino questa tesi, che si conferma nulla più di una credenza appartenente al passato. La camomilla in gravidanza è ancora un argomento di discussione controverso, ma le preoccupazioni riguardo ai suoi potenziali rischi per lo sviluppo fetale non hanno riscontro scientifico. Questi riguardavano, precisamente, l’effetto rilassante della camomilla sui muscoli pelvici, ritenuto in grado di aumentare il rischio di aborto spontaneo. In ogni caso, al di là delle speculazioni, la prudenza è fondamentale. La risposta agli alimenti che si introducono con la dieta, può variare in base alla storia medica individuale e allo stadio della gravidanza. È di fondamentale importanza che le tisane che vengono consumate durante la gravidanza non contengano oli essenziali. Il consenso all’uso di queste tisane si applica a un consumo “di buon senso” - limitato a un paio di tazze al giorno, magari variando le composizioni. Questa approvazione è specifica per gravidanze fisiologiche.
Finocchio e Altre Tisane Sicure in Gravidanza
Fermo restando che per qualunque informazione riguardante l’assunzione di erbe, tisane e infusi in gravidanza è essenziale rivolgersi al proprio medico ed è tassativamente richiesta la sua approvazione, ci sono diverse bevande a base di sostanze vegetali che le future mamme possono consumare, oltre alla camomilla.Bisogna essere molto caute in gravidanza con le tisane soprattutto se consumate in eccesso o se ci sono condizioni particolari (pressione alta, reflusso, anemia). È consigliabile preferire tisane da fonti biologiche e di alta qualità per evitare concentrazioni eccessive di sostanze. In generale, durante la gravidanza, è possibile consumare tisane calde in quantità moderate, indicativamente 1-2 tazze al giorno, preferibilmente non troppo concentrate. Si consiglia di preferire tisane certificate e di leggere sempre l’etichetta per verificare gli ingredienti.
Fra le tisane consigliate in gravidanza troviamo: tisana allo zenzero, per le ottime proprietà antiemetiche, particolarmente utile per contrastare la nausea soprattutto nei primi mesi; tisana alla malva, per le proprietà decongestionanti; tisana alla melissa, con buoni effetti calmanti; tisana al finocchio, per le proprietà digestive. Anche il rooibos, in versione semplice o arricchita con vaniglia, arancia o cannella (solo per aroma), è una tisana sicura. Un pezzetto piccolo di zenzero e scorzetta di limone bio sono un'ottima aggiunta.

È tuttavia importante notare una possibile discordanza riguardo al finocchio: mentre la tisana al finocchio è citata per le sue proprietà digestive e inclusa tra le tisane più sicure, in un altro contesto si menzionano i semi di finocchio tra le piante che possono favorire contrazioni uterine. Questo sottolinea l'importanza della moderazione, della forma (infuso dai semi o dai frutti) e della necessità di consultare il medico, specialmente in caso di gravidanza a rischio o di assunzione di dosi elevate. La cautela è sempre d'obbligo.
Tisane in Gravidanza - La tisana per le emorroidi
Erbe da Evitare in Gravidanza
Non tutti i prodotti naturali sono innocui e privi di effetti per le donne che stanno portando avanti una gravidanza. Le erbe sconsigliate durante il periodo della gravidanza sono il ginepro, l’achillea, il vischio, l’ortica, la salvia, l’anice. Si sconsiglia inoltre l’uso di erbe quali rosmarino, timo, prezzemolo o foglie di lampone, in quanto possono stimolare l’utero se assunte in dosi elevate. In gravidanza vanno evitate tisane con erbe ad azione stimolante o lassativa (es. senna, aloe, liquirizia, ginseng). Per alcune non ci sono studi specifici sui potenziali effetti collaterali, così come si sconsiglia la liquirizia, erbe lassative, anice o altri infusi come ad esempio le foglie di lampone rosso che, sebbene ricche di antiossidanti, sono più consigliate negli ultimi mesi o per preparare l'utero, ma non all'inizio della gravidanza proprio per il rischio di stimolare contrazioni. In generale, oli essenziali, in particolare quelli ricchi di chetoni, sono da evitare.
Fertilità e Concepimento: Un Approccio Olistico
Arriva un momento nella vita di ognuno di noi in cui si inizia a sentire il “richiamo della natura”, l’istinto materno o paterno, e il desiderio di tramandare il proprio patrimonio genetico bussano alla porta. Ora, quando una coppia decide di avere figli non sa se ci riuscirà. L’infertilità, sia maschile che femminile, è sempre più frequente. L’ambiente che ci circonda è sempre più contaminato da sostanze tossiche, lo stress è alle stelle, il lavoro precario e sempre in bilico fa sì che le giovani coppie provino ad avere figli più avanti con l’età e molte sono costrette a rivolgersi alla fecondazione assistita.
L’infertilità è un disturbo del sistema riproduttivo definito come l’incapacità di una coppia di concepire dopo un anno di rapporti non protetti, secondo la definizione dell’Organizzazione Mondiale per la Sanità. Colpisce il 15%-17% delle coppie nel mondo e circa il 50% di esse è legato a fattori di infertilità femminile. La gravidanza è una situazione fisiologica particolare e delicata, durante la quale è necessario porre grande attenzione nell'utilizzo di farmaci, erbe medicinali ed integratori in genere. Questo spinge molte donne a limitare l'uso dei farmaci di sintesi durante la gravidanza, ricercando rimedi naturali contro disturbi piuttosto comuni come nausea, insonnia, stitichezza, infezioni urinarie e lombalgia, credendo che i prodotti naturali siano più sicuri dei farmaci di sintesi, sebbene ciò non sia sempre vero.
Fattori che Influenzano la Fertilità
Diversi fattori possono ridurre la fertilità, sia nell'uomo che nella donna:
- Età: È la donna a risentirne maggiormente perché possiede una determinata quantità di ovuli che si esaurisce mano a mano che passano gli anni. Diminuisce anche la qualità degli ovuli e si riduce la durata del ciclo. In generale la capacità riproduttiva della donna cala già dopo i 30 anni. Inoltre, si riducono le possibilità di gravidanza normale, aumenta il rischio di aborto spontaneo e di anomalie cromosomiche. Nell’uomo l’avanzare dell’età cambia sia la quantità che la qualità dello sperma, aumenta la frequenza di anomalie cromosomiche e diminuiscono la concentrazione e la motilità degli spermatozoi.
- Sovrappeso/Obesità: Nella donna un aumento del grasso corporeo causa problemi ovulatori perché le cellule adipose provocano un eccesso di estrogeni e inoltre aumenta il rischio di complicazioni in gravidanza come aborto spontaneo, diabete gestazionale e preeclampsia. Nell’uomo l’obesità determina un calo della produzione di testosterone (essenziale per la maturazione degli spermatozoi), la soppressione dell’azione dell’ormone luteinizzante che favorisce la spermatogenesi e aumenta la quantità di spermatozoi con DNA frammentato (questo tipo di DNA rende difficile portare a termine lo sviluppo embrionale).
- Caffeina: Nella donna è associata a ridotta fertilità, ad aumento del rischio di aborto spontaneo, di neonati sottopeso e preeclampsia. La caffeina stimola la secrezione di cortisolo (ormone dello stress che diminuisce il progesterone e compromette l’ovulazione), è diuretica e può portare all’eliminazione di minerali importanti per l’ovulo e gli spermatozoi. Nell’uomo danneggia gli spermatozoi e altera la secrezione ormonale, blocca l’assorbimento di zinco essenziale per uno sperma sano, causa anomalie cromosomiche e atrofia dei tubuli che trasportano lo sperma, riduce la concentrazione e la motilità degli spermatozoi e, contrariamente alle comuni credenze, diminuisce l’impulso sessuale.
- Stress: È uno dei fattori più importanti per la fertilità sia maschile che femminile. Se lo stress è acuto, limitato nel tempo, non è di per sé un pericolo, il nostro organismo reagisce riportando l’equilibrio. Il problema subentra quando lo stress è cronico, protratto per lungo tempo. Livelli perennemente alti di cortisolo riducono la concentrazione di progesterone nelle donne con conseguente difficoltà ovulatoria; lo stress aumenta i livelli di prolattina (ormone che stimola la produzione di latte e impedisce che vi sia un’ulteriore gravidanza durante l’allattamento) e modifica la temperatura basale che diventa “a dente di sega” alterando sempre l’ovulazione. Un aumento del cortisolo e dell’adrenalina (l’altro ormone dello stress) portano ad un aumento del glucosio circolante che può influire negativamente su tiroide, gonadi e pancreas.
- Iperinsulinemia: Quando aumenta la glicemia (cioè la concentrazione degli zuccheri) nel sangue si avrà un conseguente picco di insulina, ormone che ha il compito di catturare questi zuccheri e trasportarli ai tessuti che ne necessitano oppure al tessuto adiposo dove verranno immagazzinati. Picchi di insulina ripetuti innalzano i livelli di androgeni ovarici (ormoni sessuali maschili) e diminuiscono la concentrazione di SHBG (globulina legante gli ormoni sessuali) con il risultato che aumenta il testosterone nel sangue il quale viene poi convertito in estrogeni nel tessuto adiposo (dominanza estrogenica, più frequente nella donna, ma può presentarsi anche nell’uomo con calo di testosterone). L’aumento degli androgeni ovarici influenza anche il rilascio delle gonadotropine (LH o ormone luteinizzante, FSH o ormone follicolostimolante e hCG o gonadotropina corionica) da parte dell’ipofisi.
- Eccesso di estrogeni: Inibisce l’ovulazione ed è frequente a causa dell’iperinsulinemia (si consumano molti cibi ad alto indice glicemico) e della grande esposizione ambientale ad alcuni pesticidi che si comportano come estrogeni (interferenti endocrini). I grassi saturi possono stimolare il riassorbimento di estrogeni nell’intestino, per cui è bene limitarli.
- Esposizione Ambientale e Sostanze Tossiche: Nell’uomo un’elevata esposizione a PCB, diossine e pesticidi organoclorurati aumenta il rischio di infertilità. Alti livelli di Bisfenolo A, un additivo delle plastiche, nelle urine sono associati a effetti avversi sulla qualità del seme. Il Butilparabene (presente in alcuni cosmetici) è associato a danno del DNA spermatico. Queste stesse sostanze tossiche le ingeriamo con cibo e acqua, le respiriamo o le assorbiamo attraverso la pelle.
- Fattori Specifici Maschili: Nell'uomo, la fertilità è data da diversi fattori strutturali, ma viene profondamente influenzata anche da fattori ambientali (sostanze tossiche) e dallo stile di vita che interferiscono soprattutto sull’adeguata produzione di spermatozoi nei testicoli e il loro grado di motilità. Tra le abitudini che maggiormente influenzano la fertilità maschile vi è sicuramente il fumo, l’alimentazione, ma anche l’uso degli slip perché la maturazione degli spermatozoi avviene a -4°C rispetto a quella corporea e un innalzamento anche di 1°C determina la morte degli spermatozoi che stanno maturando. Altri fattori che riducono la fertilità nell’uomo sono: ipertensione, ernia inguinale, diabete, varicocele. Ricordiamo anche che il calore (es. bagni caldi frequenti) può essere dannoso.
Il Ruolo della Fitoterapia nel Miglioramento della Fertilità
La fertilità è la capacità di concepire e generare una nuova vita. È un processo delicato, complesso, che dipende da tantissimi fattori ed equilibri sofisticati tra salute fisica, psicologica, ormonale ed ambientale. A volte però l’organismo - sia maschile che femminile - può avere bisogno di un aiuto per portare a termine l’importante obiettivo di concepire e mettere al mondo un bambino. Dopo un’accurata diagnosi, in caso di difficoltà, le possibili cure sono numerose: dalla terapia farmacologica alla procreazione medicalmente assistita, passando per la chirurgia. Non vanno dimenticati comunque i rimedi naturali, come complemento per altre terapie o semplice supporto a tentativi di concepimento.
Le donne che desiderano avere una gravidanza possono trovare un valido aiuto nelle erbe che agiscono sul sistema ormonale, regolando il ciclo mestruale, stimolando l’ovulazione, tonificando l’utero e preparandolo all’impianto dell’embrione. In questa revisione (1), sono stati estratti 128 articoli da varie banche dati, che presentano alcune prove concrete del ruolo della fitoterapia nel trattamento dell’infertilità femminile. Infatti, alcune piante sono ricche di composti polifenolici (isoflavoni e flavonoidi) e altri composti benefici per la salute riproduttiva delle donne. I composti di queste piante, oltre a regolare le vie endocrine femminili e a migliorare i sintomi della menopausa, trattano i disturbi riproduttivi femminili come la sindrome dell’ovaio policistico (PCOS), l’insufficienza ovarica prematura (POF), l’endometriosi, l’iperprolattinemia e la disfunzione ipotalamica. La fitoterapia, grazie alla presenza di vari composti con effetti fitoestrogenici, antiossidanti e nutrizionali, è considerata un’alternativa adeguata ai farmaci di sintesi. Le piante medicinali studiate in questo articolo sono in grado di aumentare la fertilità in diversi modi, tra cui l’amplificazione dell’asse ipotalamo-ipofisi-gonadi (asse HPG) e l’interazione con i recettori degli estrogeni (α e β).

Tra le varie piante efficaci nel trattamento di vari disturbi della riproduzione, sono state studiate 11 piante con effetti positivi sulla fertilità femminile.
- Estratto di Melograno: Dimostra che grazie alla presenza di fitoestrogeni, può regolare e ridurre i sintomi della PCOS. In più, l’estratto di questa pianta aumenta la secrezione di muco e attraverso meccanismi antinfiammatori, aumenta il tasso di impianto.
- Matricaria chamomilla (Camomilla): In uno studio pilota randomizzato e controllato su 56 donne con iperprolattinemia idiopatica, suggerisce un ruolo nella modulazione della secrezione di prolattina agendo sui recettori della dopamina.
- Vitex agnus-castus (Agnocasto): Gli isoflavoni di Vitex agnus-castus riducono il rilascio degli ormoni prolattina e FSH agendo sull’asse HPG. È una pianta che ha un’azione antiestrogenica, cioè, riduce gli effetti degli estrogeni, gli ormoni femminili che possono essere eccessivi e causare squilibri nel ciclo. L’agnocasto inoltre aiuta a regolare la produzione di prolattina, ormone che favorisce la produzione di latte materno, ma che in concentrazioni troppo elevate durante il ciclo, può inibire l’ovulazione. Inoltre, l’agnocasto aumenta la produzione di progesterone, l’ormone che sostiene la gravidanza e previene l’aborto spontaneo.
- Withania somnifera (Ashwagandha): Mostra effetti benefici nelle donne con problemi di concepimento.
- Trifoglio rosso: I composti fitoestrogenici del trifoglio rosso simulano la produzione di ormoni nel corpo femminile. Contiene fitoestrogeni, cioè sostanze vegetali che hanno un’azione simile agli estrogeni, benché più debole; aiuta in pratica a bilanciare i livelli di tali ormoni in chi ne ha una scarsa produzione o è in menopausa. Questa erba curativa inoltre è ricca di vitamine, minerali e proteine che nutrono e rafforzano l’utero. Si assume in tisane o compresse, preferibilmente nella prima metà del ciclo mestruale.
- C. sinensis (Tè verde): In alcuni studi ha dimostrato di ripristinare la secrezione e la concentrazione di ormoni sessuali, tra cui LH, FSH, estradiolo e testosterone e ha riscontrato miglioramenti nell’indice di impianto. Il tè verde contiene catecolamine, antiossidanti che riducono il rischio di mutazioni genetiche.
- Phoenix Dactylifera (Palma da dattero): Aumenta la potenza e il piacere sessuale e mostra effetti benefici nel migliorare la fertilità femminile. Gli studi dimostrano che le saponine di questa pianta migliorano il flusso sanguigno verso il sistema riproduttivo femminile rilasciando NO e stimolando l’asse HPG. Nella PCOS, il consumo di estratto di P. dactylifera, grazie alla presenza di composti estrogeno-simili, riduce il rapporto LH-FSH e il numero di follicoli cistici, modula la sintesi di estrogeni e androgeni e aumenta il numero di follicoli secondari e antrali. I composti estrogenici di questo estratto vegetale hanno dimostrato di ridurre la degenerazione del tessuto endometriale, le chiazze necrotiche e l’iperplasia delle ghiandole endometriali.
- Cinnamomum cassia e C. verum (Cannella): È stato dimostrato che gli estratti di Cinnamomum cassia e C. verum inibiscono le contrazioni uterine spontanee, possono ridurre la secrezione di estrogeni e prevenire la progressione dell’endometriosi grazie alle loro proprietà antiossidanti e antinfiammatorie. Alcuni studi hanno anche dimostrato che il Cinnamomum modula l’asse HPG e aumenta la secrezione degli ormoni gonado-tropinici (GnRH), in parte, inducendo la produzione di noradrenalina e di NO attraverso l’azione di composti come il delta-cadinene.
- Finocchio (Foeniculum vulgare): Contiene composti efficaci che possono modulare le vie della steroidogenesi. Tuttavia, è importante ricordare che i semi di finocchio sono stati inclusi tra le piante che favoriscono le contrazioni uterine, quindi il loro utilizzo per scopi di fertilità richiede cautela e la supervisione di un esperto.
- Nigella sativa: Alcuni studi suggeriscono che l’estratto di Nigella sativa migliora la PCOS attraverso l’upregolazione dell’espressione dell’mRNA di geni legati all’epigenetica (Dnmt1 e Hdac1) e di derivazione materna (Mapk e Cdk1), riducendo i ROS e influenzando l’asse HPG (cioè sopprimendo la secrezione di LH ed estrogeni e aumentando i livelli di FSH).
- Liquirizia: Stimola l’attività dell’aromatasi e influisce anche sull’attività degli enzimi 5α- e 5β-reduttasi, tutti coinvolti nella sintesi e nel metabolismo di androgeni ed estrogeni. Grazie alla presenza di fitoestrogeni con attività di induzione dell’aromatasi e di inibizione della 17HSD, la liquirizia può ridurre la sintesi di testosterone e quindi può essere utilizzata per trattare le donne con PCOS.
Erbe per la Fertilità Maschile
Anche gli uomini possono trarre beneficio da alcune erbe che migliorano la qualità e la quantità degli spermatozoi, aumentano il desiderio sessuale e la potenza erettile, e prevengono le infiammazioni e le infezioni dell’apparato riproduttivo.
- Maca: È una radice nota per le sue proprietà afrodisiache, aiuta la produzione di spermatozoi di qualità, cioè più vitali e mobili, aumentandone la capacità di fecondazione. Inoltre, la maca regola la produzione di FSH e LH, gli ormoni che controllano la maturazione degli stessi gameti maschili oltre che degli ovuli femminili.
- Ginseng: È una radice nota per essere un potente stimolante ed energizzante, ma aiuta anche la circolazione sanguigna, favorendo così nell’uomo l’erezione e la funzione sessuale. Non solo: il ginseng aumenta i livelli di testosterone, l’ormone maschile che regola la libido, la fertilità e la virilità.
- Saw Palmetto: È una pianta che ha un’azione antiandrogenica, cioè contrasta gli effetti negativi degli androgeni, gli ormoni maschili che possono essere eccessivi e causare problemi alla prostata, alla vescica e agli spermatozoi. Sostanzialmente questa erba riduce l’infiammazione e l’ingrossamento della prostata, prevenendo la prostatite, la disfunzione erettile e la sterilità. Inoltre, migliora la qualità e la quantità del liquido seminale, aumentando la fertilità.
Le erbe per la fertilità sono dei rimedi naturali che possono aiutare a migliorare le possibilità di concepimento, ma non rappresentano delle cure miracolose né sostituiscono il parere e il trattamento medico. Sono spesso considerate come coadiuvanti preziosi. Ognuno di questi rimedi naturali ha i suoi principi attivi che agiscono sull’organismo maschile o femminile in modo diverso e se assunte senza che ve ne sia la necessità possono arrecare controindicazioni allo stesso concepimento. Prima di assumere qualsiasi erba quindi, anche con altri obiettivi, se si sta cercando una gravidanza, è bene consultare il proprio medico o un esperto di fitoterapia, che potrà valutare la situazione personale, le eventuali controindicazioni, le dosi e le modalità di assunzione più adatte.
Nutrizione e Stile di Vita per la Fertilità e una Gravidanza Sana
Quando si ricerca una gravidanza, soprattutto tramite un percorso di Procreazione Medicalmente Assistita, le abitudini alimentari e lo stile di vita sono fondamentali per aumentare le possibilità di concepimento e di nascita di un bambino sano. Se desideri una gravidanza, non dovresti sottovalutare l’importanza della dieta.
Principi Alimentari Fondamentali
- Mantenere il Peso Forma: La prima regola d’oro per diminuire il rischio di problematiche legate alla fertilità consiste nel mantenere il peso forma: sia il sottopeso che il sovrappeso, infatti, danno vita a seri disturbi ormonali che possono influire sul ciclo mestruale e sull’ovulazione. Per rimanere in forma, è importante seguire un’alimentazione varia ed equilibrata: diversi studi hanno dimostrato che mangiare sano riduce del 66% il rischio di soffrire di infertilità per problemi di ovulazione.
- Dieta Antinfiammatoria: È utile ridurre lo stato infiammatorio, ad esempio nel caso di problematiche come l'endometriosi, tramite una dieta ricca di legumi, verdura, frutta e cereali in chicco.
- Controllo Glicemico: Controllare l’indice e il carico glicemico della dieta consumando alimenti che non innalzano molto la glicemia come frutta e verdura, cereali integrali (in particolare l’orzo), legumi e semi oleosi. Si può abbassare la glicemia di un pasto abbinando cibi ricchi di fibre, proteine (pesce, uova o legumi) e/o grassi (semi oleosi, olio extravergine di oliva spremuto a freddo, olive, avocado) e alimenti fermentati come i crauti, le verdure lattofermentate, il kefir o la pasta madre per fare il pane.
- Eliminazione delle Tossine: Per cercare di arginare gli effetti delle sostanze inquinanti possono essere utili le vitamine A, C ed E, ottimi antiossidanti che aiutano a ridurre i danni dei radicali liberi e delle sostanze inquinanti. Inoltre ci vengono in aiuto il coriandolo e la frutta ricca di pectina (una fibra solubile), così come tutti gli alimenti ricchi di fibra, che aiutano ad eliminare le tossine. Il fegato ha un ruolo fondamentale perché permette l’eliminazione degli ormoni “vecchi”, che hanno esaurito la loro funzione o che sono in eccesso a causa di terapie per la fertilità. È utile, quando si decide di cambiare abitudini alimentari, seguire una dieta disintossicante per qualche giorno, anche per eliminare tossine derivanti da fumo, caffeina, alcol, cattivo stile di vita in generale.
Micronutrienti e Alimenti Essenziali
Diversi studi hanno dimostrato il ruolo dei micronutrienti nel trattamento dell’infertilità femminile da soli e in combinazione con altri trattamenti.
- Acido Folico (Vitamina B9): Fa parte del gruppo delle vitamine idrosolubili, quelle che non possono essere accumulate nell’organismo, ma devono essere regolarmente assunte attraverso l’alimentazione. Questa sostanza protegge e agevola lo sviluppo dell’embrione e del sistema nervoso del feto ed è importante iniziare ad assumerla ancor prima di rimanere incinta.
- Vitamina D: È importante mantenere ottimale il livello di vitamina D, cruciale per la fertilità sia negli uomini che nelle donne.
- Vitamine Antiossidanti (C ed E): Aggiungi alla tua dieta cibi ricchi di vitamine: tra le vitamine che agevolano il concepimento, molto importanti sono la vitamina C e la E, che agiscono come potenti antiossidanti. Assumi frutta fresca e secca, verdura, legumi e cereali, meglio se integrali, ma senza esagerare: se si supera la soglia limite di 1000 mg al giorno di Vitamina C, infatti, può agire come antistaminico e asciugare il muco cervicale.
- Acidi Grassi Essenziali (Omega-3): Assumere tutti i giorni acidi grassi essenziali: sono necessari per il buon funzionamento delle membrane cellulari e del sistema nervoso, per il corretto sviluppo del feto e per mantenere il giusto equilibrio ormonale. Hanno anche un ruolo chiave nell’ovulazione. In particolare gli omega 3 stimolano il sistema immunitario, riducono le cellule Natural Killer e aumentano l’attività del fibrinogeno (aumentano la probabilità di impianto dell’embrione). Contribuiscono a migliorare la sensibilità dei recettori dell’insulina migliorando l’insulino-resistenza. Anche nell’uomo agiscono come regolatori ormonali. La frutta secca è amica della fertilità, in particolare le noci che rappresentano una fonte di omega-3 necessaria per la corretta produzione di ormoni, così come per uno sviluppo sano del cervello a livello gestazionale.
- Proteine: Assicurarsi un corretto apporto di proteine (e quindi di amminoacidi), consumando proteine a pranzo, favorendo pesce pescato, uova biologiche e ricotta di solo siero (se non si è intolleranti). Le proteine hanno un ruolo importantissimo anche nella fertilità, per “costruire” muscoli, tessuti e organi. Le lenticchie, ad esempio, simbolo del Capodanno e della fortuna, contengono ferro, fibre e proteine. Un uovo contiene il ferro di 100 g di filetto, vitamina D, carotenoidi e iodio.
- Ferro: Nella prima fase del ciclo (dalla mestruazione all’ovulazione) è importante assumere le proteine animali, le verdure di stimolo per il fegato e alimenti ricchi di ferro.
- Pesce: Man mano che l’ovulazione si avvicina, sarà fondamentale stimolare la tiroide, quindi mangiare molto pesce.
- Olio d'Oliva Extravergine: Non deve mancare un buon olio d’oliva (extravergine e possibilmente estratto a freddo); base dell’alimentazione mediterranea, contiene la vitamina E, il cui composto più attivo è l’alfa-tocoferolo, nome che deriva dal greco tokos che significa “prole” e phero “portare”. Pertanto, tocoferolo significa “avere figli”. L’olio è un potente antiossidante importante per proteggere i gameti dai danni dei radicali liberi.
- Vitamine e Minerali Generici: In generale fungono da “chiavi di avviamento” del nostro organismo, contribuiscono a mantenere stabili gli ormoni, aiutano a riparare le cellule danneggiate e sono antiossidanti. È essenziale, quindi, consumare grandi quantità di frutta e verdura fresche e di stagione. Poiché alcune vitamine o minerali in eccesso possono causare effetti dannosi (ad esempio un eccesso di vitamina A può indurre malformazioni fetali) è bene che gli integratori vengano assunti sempre su consiglio di un esperto.
In sintesi, un approccio consapevole e ben informato all'alimentazione e all'uso di rimedi naturali può rappresentare un valido supporto sia per chi cerca una gravidanza sia per chi la sta già vivendo, ma sempre sotto l'attenta supervisione di professionisti della salute.
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