La medicina riproduttiva moderna e le complesse interazioni umane rappresentano due ambiti che, sebbene apparentemente distanti, convergono nel desiderio profondo di controllare i risultati biologici e relazionali. Mentre la scienza cerca di offrire soluzioni a problemi di infertilità e malattie genetiche, le dinamiche sociali esplorano territori psicologici spesso inesplorati.
La Diagnosi Genetica Preimpianto (PGT) e la selezione del sesso
La selezione del sesso nella fecondazione in vitro è un processo che, grazie agli sviluppi tecnologici, consente di determinare il sesso degli embrioni ottenuti durante il trattamento di fecondazione assistita prima del loro trasferimento nell’utero. Questo processo viene applicato per determinare se il bambino sarà maschio o femmina. La selezione del sesso può essere effettuata solo utilizzando embrioni ottenuti tramite fecondazione in vitro; non è possibile scegliere il sesso in una gravidanza naturale.

La determinazione del sesso avviene attraverso la Diagnosi Genetica Preimpianto (PGT). Questo test viene principalmente utilizzato per rilevare eventuali malattie genetiche negli embrioni prima dell’impianto, ma permette anche di determinare il sesso delle cellule prelevate dall’embrione. Per questo motivo, la Diagnosi Genetica Preimpianto (PGT) viene utilizzata nella selezione del sesso nella fecondazione in vitro. È possibile selezionare il sesso nella fecondazione in vitro? Sì, durante il trattamento di fecondazione in vitro è possibile determinare il sesso dell’embrione attraverso il test PGT, che analizza una cellula prelevata dall’embrione. In base alle preferenze della coppia, si può scegliere di impiantare nell’utero un embrione di sesso maschile o femminile.
Il contesto clinico: Cipro come polo della medicina riproduttiva
Cipro è una delle destinazioni più scelte per il trattamento di selezione del sesso. Questa procedura viene eseguita con la Diagnosi Genetica Preimpianto (PGT). Tuttavia, per poter accedere a questo trattamento a Cipro, è necessario intraprendere un percorso di fecondazione in vitro. La selezione del sesso può essere effettuata solo analizzando gli embrioni creati con ovuli e spermatozoi in laboratorio. Non è possibile scegliere il sesso in una gravidanza naturale. Inoltre, le altre tecniche di selezione del sesso conosciute non hanno basi scientifiche e non garantiscono risultati certi. Solo il test PGT garantisce un’accuratezza del 99,9%.

La PGT viene raccomandata nei seguenti casi: se in famiglia sono presenti malattie legate al sesso, se vi sono anomalie cromosomiche trasmissibili al bambino, in caso di aborti ricorrenti, in caso di consanguineità, se un figlio precedente ha avuto una malattia genetica o se la madre ha più di 40 anni. A Cipro, la selezione del sesso con PGT è legale solo nei casi in cui esistano malattie genetiche legate al sesso.
Protocolli diagnostici e procedure mediche
Prima di procedere con la selezione del sesso, è necessario eseguire alcuni test specifici. Per la madre: FSH, LH, E2, AMH, PRL, TSH, T3, T4, glicemia a digiuno, emocromo, urea, AST, ALT, HbsAg, Anti-HCV, HIV, Anti-HBc total, VDRL, ecografia pelvica o isterosalpingografia. Per il padre: Spermiogramma, HbsAg, Anti-HCV, HIV, Anti-HBc total, VDRL, FSH, LH.
Il processo è simile alla normale fecondazione assistita: creazione di embrioni in laboratorio mediante la fecondazione di ovuli e spermatozoi; prelievo di una cellula dall’embrione per l’analisi genetica; determinazione del sesso attraverso la PGT; impianto dell’embrione sano e del sesso desiderato nell’utero materno. Dopo il trasferimento dell’embrione, si deve attendere circa 12 giorni prima di eseguire un test di gravidanza. Se il test è positivo, la gravidanza prosegue normalmente. In caso di test negativo, il trattamento viene interrotto e si attende il ciclo mestruale.
Fivet e Diagnosi Pre impianto
La selezione del sesso tramite PGT riduce il rischio di anomalie genetiche negli embrioni e abbassa il tasso di aborti spontanei. La PGT ha un’accuratezza prossima al 100%, garantendo un elevato tasso di successo nella selezione del sesso. Le pazienti più giovani (<35 anni) hanno un’alta probabilità di successo grazie alla qualità e quantità degli ovuli. Per le pazienti con più di 35 anni, si valuta attentamente la riserva ovarica per stimare le possibilità di gravidanza.
L'inseminazione intrauterina (IUI) in Italia
L’inseminazione intrauterina è una tecnica di procreazione medicalmente assistita (PMA) attraverso la quale si cerca di aumentare le possibilità di incontro tra i gameti all’interno della tuba. Si induce una blanda crescita follicolare multipla attraverso l’iniezione sottocutanea di basse dosi di gonadotropine o, in casi selezionati, attraverso l’assunzione orale di citrato di clomifene. L’inseminazione artificiale in Italia è una tecnica di fecondazione assistita, detta anche inseminazione intrauterina, regolata dalla legge 40.
Entrambe le tecniche sono eseguibili in Italia in coppie eterosessuali sposate o conviventi. Nelle donne single o omosessuali, non può essere eseguita totalmente in Italia. L’inseminazione artificiale è una tecnica semplice, in cui la fecondazione assistita avviene nel corpo della donna, precisamente nelle tube di Falloppio. Al momento più opportuno, in concomitanza con la ovulazione, si inseriscono nell’utero degli spermatozoi selezionati, motili e in numero adeguato. La tecnica non prevede anestesia né locale né generale.
Riflessioni etiche e dinamiche sociali nel desiderio di controllo
Da embriologa, sono convinta che la fecondazione assistita debba rappresentare solo un’opportunità per realizzare il senso profondo della genitorialità. Infatti, occorre certamente riconoscere l’importanza della vita biologica ma, anche, trovare il giusto modo per rapportarci all’evoluzione della tecnica. Se questo può comportare la generazione di embrioni che potrebbero essere mercificati allora è giusto che la Legge la osteggi con vigore. Se noi embriologi avallassimo una differente valutazione tra i due sessi, solo per denaro, potremmo finire per alimentare un divario inaccettabile.
Alcuni studi, infatti, hanno evidenziato che la maggioranza delle coppie, prese in esame, preferirebbero avere figli maschi e, potendo scegliere il sesso del nascituro con certezza, penalizzerebbero la nascita di femmine. L’esistenza poi di stereotipi culturali e pregiudizi favorirebbe la scelta del maschio per i primogeniti. Negli Stati Uniti d’America, invece, le cose sono molto diverse ed è consentito il ricorso alla fecondazione assistita per scegliere il sesso dei propri figli anche solo per desiderio e non per motivi legati a problemi di tipo genetico.
Oltre il dato biologico: dinamiche di potere e psicologia relazionale
Esistono vari livelli di somatizzazione sessuale che si intrecciano con la ricerca di identità. Come qualsiasi rincretinito che abbia mai frequentato un corso di Psicologia Dinamica potrà confermarvi, il sesso è il principale scarico idraulico delle nostre nevrosi. Un esempio estremo di tale dinamica si riscontra nelle relazioni di coppia che adottano giochi di sottomissione e dominio, dove la figura del "bull" emerge come elemento terzo, catalizzatore di tensioni che il nucleo originale non riesce a gestire.

Il marito in tali contesti spesso cerca, attraverso l'umiliazione, una via di fuga dal peso del proprio ruolo di genere o dall'incapacità percepita di soddisfare il partner. Queste dinamiche, spesso alimentate da piattaforme digitali specifiche, rivelano come il bisogno di controllo - che in ambito medico si traduce in test genetici e selezione - in ambito relazionale si manifesti attraverso la rinuncia al proprio status di "maschio dominante", ribaltando le gerarchie tradizionali. L'uomo che accetta la presenza di un terzo, infatti, trova nel confronto una forma di appagamento derivante proprio dalla constatazione della propria inferiorità, invertendo la traiettoria di una virilità performativa spesso vissuta come opprimente.
La figura del "bull", d'altro canto, si percepisce spesso come un soggetto che ha monetizzato e professionalizzato le proprie attitudini, agendo come lo strumento attraverso il quale la donna esercita il proprio potere di rivincita in un sistema relazionale che lei stessa percepisce come insoddisfacente. In questo scenario, il controllo - sia esso di natura bio-genetica o di natura sessuale - diventa l'asse centrale attorno al quale ruotano le scelte di vita, sollevando interrogativi profondi sulla ricerca di senso nella contemporaneità.
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