Dal Grappolo alla Bottiglia: Un Viaggio Educativo Attraverso la Vinificazione per Giovani Menti

L’autunno è ormai alle porte e con esso il via ad uno dei processi più affascinanti ed allo stesso tempo importanti anche per l’economia del nostro paese: stiamo parlando della trasformazione dall’uva al vino, un fenomeno chimico capace di dar vita a delle vere e proprie eccellenze del nostro territorio. L’insegnamento del processo “Dall’Uva al Vino” è un’opportunità unica per introdurre agli studenti della scuola primaria il mondo affascinante della viticoltura e della produzione vinicola. Questo percorso didattico offre una panoramica completa sull’intera lavorazione, a partire dalla vendemmia, passando alla pigiatura, alla fermentazione fino ad arrivare all’imbottigliamento.

Grappolo d'uva matura su un vigneto

Le Radici della Vite: Storia e Botanica

Per cominciare è importante sapere che la vite è la pianta che produce l'uva, il frutto da cui si ottiene il vino. È una pianta rampicante: il tronco si chiama “ceppo” e i rami su cui crescono i grappoli d’uva si chiamano “tralci”. Il frutto della vite, l’uva, cresce in grappoli, ed è può essere rossa o bianca. Alcuni tipi di uve rosse sono di un colore talmente chiaro da essere quasi rosa e altri così scuri da essere violetti, quasi neri. Dipende dal tipo di vitigno. La vite è una pianta antichissima che viene coltivata da milioni di anni. Molti studiosi pensano che la vite sia una delle piante più antiche della Terra. Sono state trovate tracce fossili in tutto il mondo che risalgono ad epoche precedenti alla comparsa dell’uomo. Il luogo originario è stato comunque individuato in Asia Minore, nella zona del monte Ararat. È con il clima mediterraneo che la vite cresce e prospera e permette all’uomo di fare il vino.

La coltivazione dell’uva è il primo passo nel processo di produzione del vino. Gli studenti imparano il processo completo di trasformazione dell’uva in vino, comprendendo le fasi dalla coltivazione dell’uva fino alla produzione del vino. È importante perché offre agli studenti un’apprezzamento per il lavoro agricolo e artigianale coinvolto nella produzione di un prodotto così comune e significativo nella cultura umana.

La Vendemmia: Il Cuore della Raccolta

La vendemmia è una parte importantissima della produzione del vino, è in questo momento che vengono scelte le uve migliori e che prendono inizio tutte le fasi della produzione. La vendemmia inizia solitamente a settembre quando l’uva è matura al punto giusto. Oltre ad essere un lavoro la vendemmia è da sempre una festa per chi vi partecipa, un tempo la vendemmia era l'occasione per ritrovarsi e stare insieme, i proprietari delle vigne organizzavano grandi pranzi a cui erano invitati tutti i raccoglitori che, oggi come allora, lavorano insieme tagliando i grappoli e riempiendo i cesti che vengono poi portati con il trattore in cantina dove inizia la lavorazione. La raccolta dell’uva può avvenire a mano o anche attraverso una macchina che passa sopra alla vite e la scuote per far cadere i grappoli. Con la macchina vendemmiatrice la raccolta è sicuramente più veloce ma, se vogliamo ottenere un vino di qualità, è importante controllare le uve di persona e selezionare i grappoli migliori. La raccolta dell’uva è un momento cruciale, durante il quale le uve vengono selezionate e raccolte manualmente o meccanicamente.

Persone che raccolgono uva a mano durante la vendemmia

Un esempio concreto di come questo processo possa essere reso didattico è l'iniziativa di alcune scuole. A Battipaglia, quarantotto bambini di quattro anni di età sono stati i piccoli emozionati protagonisti della vendemmia, una iniziativa ideata e promossa dalla scuola dell’infanzia, Plesso di via Lazio, dell’Istituto Comprensivo Statale “G. Marconi” di Battipaglia. Si sono muniti di grembiulini, bandane, cappellini e cesti i piccoli vigneron che con entusiasmo hanno partecipato a tutte le fasi di una colorata e divertente vendemmia sotto la guida attenta degli insegnanti e alla presenza del Dirigente Scolastico dott.ssa Giacomina Capuano e dei genitori.

Dalla Pigiatura alla Fermentazione: La Magia della Trasformazione

Una volta arrivata in cantina l’uva viene lavorata. Il primo passaggio è l'inserimento dell'uva nella macchina diraspatrice che serve a dividere i chicchi di uva, gli acini, dai raspi, cioè dai rametti che li tengono uniti alla pianta. Successivamente, l'uva viene "spremuta" per ottenere il mosto. Il mosto ottenuto dalla pigiatura viene quindi sottoposto a fermentazione. La fermentazione può essere spiegata in modo semplice, enfatizzando il ruolo dei lieviti nel trasformare gli zuccheri presenti nell’uva in alcol e anidride carbonica. Questo succo d’uva riposa in grandi contenitori e piano piano diventa vino. A questo punto alcuni vini più pregiati vengono lasciati ancora qualche mese o addirittura qualche anno in piccole botti di rovere chiamate barrique. Il mosto viene lasciato nelle tini di legno, di acciaio o di cemento per molti mesi prima di poter essere chiamato vino.

Diagramma semplificato del processo di fermentazione del vino

La Vendemmia in classe. Come si fa il Vino. Scuola primaria

L'Arte dell'Imbottigliamento e la Degustazione

Infine, il vino pronto viene messo nelle bottiglie. Le bottiglie hanno etichette colorate e tappi speciali per conservarlo bene. L'imbottigliamento è l'ultima fase prima che il vino sia pronto per il consumo, garantendo la sua conservazione e la sua presentazione al mercato.

Spiegare ai bambini dell’infanzia le fasi dall’uva al vino è un’occasione per parlare di stagioni, frutta e tradizioni. Con attività manuali e storie si rende tutto più divertente e comprensibile, stimolando la fantasia e il linguaggio. Gli esperimenti pratici sono un ottimo modo per rendere l’apprendimento più tangibile. Insegnare “Dall’Uva al Vino” attraverso schede didattiche è un modo efficace per introdurre agli studenti della scuola primaria il mondo affascinante della viticoltura e della produzione vinicola. Oltre alle attività menzionate, gli insegnanti possono anche coinvolgere gli studenti in progetti pratici, come la creazione di un piccolo vigneto in classe o la produzione di succo d’uva fatto in casa.

Un Approccio Educativo Moderno al Vino

L'insegnamento del processo "Dall'Uva al Vino" ai bambini non è solo una questione di apprendimento scientifico o agricolo, ma anche culturale. In alcune regioni, come la Franciacorta, si stanno sviluppando iniziative per portare i bambini tra le vigne e in cantina con i loro insegnanti. Questo approccio mira a far comprendere ai ragazzi l'importanza della cultura del vino, che a volte sfugge anche ai loro genitori. L'idea è che i bambini possano sviluppare una maggiore consapevolezza del legame tra terra, lavoro e prodotto.

Storicamente, il vino ha avuto un ruolo diverso nella società e nell'educazione. La mia generazione è cresciuta con il permesso di immergere il dito nel bicchiere prima ancora di aprire il sussidiario. A casa dei nonni ogni domenica si imbandivano lunghe tavolate nella sala riscaldata da una stufa che serviva anche per cucinare sul fuoco o nel forno. Il vino, un Raboso che tingeva le scodelle o un Tocai ruvido, veniva fatto assaggiare ai più piccoli, qualche goccia raccolta dal bicchiere degli zii. Luigi Veronelli ha raccontato di aver assaggiato il vino il giorno della prima comunione. Il padre gli disse: «Ora che sei uomo puoi bere», invitando però prima a guardare il colore, poi a sentire il profumo, per cogliere la fatica contadina dietro a ogni bicchiere. Un secolo fa, nella cultura contadina, il vino era “la medicina dei poveri”. “La più sana e igienica delle bevande”, per il chimico francese Louis Pasteur. Aveva scoperto, conquistando il Grand Prix all’Expo del 1867, che riscaldando il vino a 56 gradi si sterminavano i microbi. Solo nel 1954 il ministro Pierre Mendès France riuscì a vietare il vino nelle mense scolastiche, imponendo un bicchiere di latte ad ogni alunno. Tuttavia, la Francia ha evitato che assieme al consumo sparisse anche la storia del vino, quell’intreccio tra uva, religione e spirito dionisiaco che accompagna l’umanità da millenni. In Italia, proposte per introdurre nelle scuole dell’obbligo un’ora a settimana dedicata alla storia e alla civiltà del vino "per raccontare il suo ruolo nel Paese" sono state avanzate, sostenute da enologi e associazioni di categoria, ma la loro implementazione è stata lenta. Attualmente, qualcosa si muove, con iniziative che mirano a reintrodurre la conoscenza della filiera vinicola come parte integrante della cultura e dell'educazione, anche per i più giovani, sebbene con un approccio che rispetta le normative attuali sul consumo di alcolici.

I genitori possono giocare un ruolo fondamentale nel supportare l'apprendimento a casa sull'argomento "Dall'Uva al Vino". Possono coinvolgere i loro figli in attività pratiche come la visita a vigneti locali, la preparazione di succo d’uva fatto in casa o la lettura di libri e storie sul tema. Questi approcci pratici e narrativi non solo rendono l'apprendimento più accessibile e divertente per i bambini, ma favoriscono anche una comprensione più profonda delle tradizioni agricole e culinarie.

Le schede didattiche, in questo contesto, offrono un approccio visivo e interattivo all’apprendimento, aiutando gli studenti a comprendere meglio le informazioni attraverso l’uso di immagini, diagrammi e attività pratiche. Questi strumenti sono fondamentali per rendere il viaggio dall'uva al vino un'esperienza educativa memorabile e formativa.

Schema illustrato delle fasi di produzione del vino

Il percorso dall'uva al vino è una storia magica che possiamo raccontare ai bambini più piccoli per far conoscere la natura e le tradizioni. Le fasi principali possono essere semplificate:

  1. I contadini raccolgono l’uva nei vigneti. I grappoli sono pieni e dolci perché il sole li ha fatti crescere bene.
  2. L’uva viene schiacciata per far uscire il succo. Un tempo si pestava con i piedi nudi, oggi si usano macchine speciali.
  3. Il succo d’uva riposa in grandi contenitori e piano piano diventa vino.
  4. Il vino pronto viene messo nelle bottiglie. Le bottiglie hanno etichette colorate e tappi speciali per conservarlo bene.

Questo approccio, che integra la scienza, la storia, la cultura e la pratica, fornisce una base solida per comprendere un prodotto che è profondamente radicato nel patrimonio umano e territoriale.

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