
Alessandro Gervasi, un nome che risuona già con la promessa di un futuro luminoso nel panorama musicale italiano, è un bambino che, a soli sei anni, ha saputo catturare l'attenzione del pubblico e della critica grazie a un talento straordinario. Questo "bimbo-prodigio", come è stato spesso definito, ha interpretato i primi anni di Peppino Di Capri nella fiction biografica "Champagne", un ruolo che lo ha visto aggrappato al pianoforte, proprio come il celebre cantante. La sua storia, fatta di note improvvisate e di un'innata sensibilità musicale, è un viaggio affascinante dalla provincia di Trapani ai riflettori di Sanremo e oltre.
La Nascita di un Genio Musicale: L'Orecchio Assoluto e i Primi Anni
Alessandro Gervasi è nato a Buseto Palizzolo, una cittadina situata a venti minuti da Trapani, il 23 novembre 2018. Fin da piccolissimo, la sua vita è stata intessuta di musica, una passione che ha scoperto in maniera spontanea e sorprendente. Il suo percorso nel mondo delle sette note è iniziato all'età di soli tre anni, rivelando una predisposizione eccezionale per il pianoforte. La madre, Giovanna Paladino, ricorda con chiarezza il momento in cui si manifestò per la prima volta l'entità del suo dono. Alessandro aveva appena compiuto tre anni e stava giocando con una pianola per bimbi, un regalo di compleanno che aveva ricevuto. In quel frangente, la madre si trovava da sola con lui, mentre il marito era al lavoro e la sorellina più piccola, Lucrezia, era dai nonni. Improvvisamente, la signora Giovanna sentì suonare l'Inno d'Italia. Inizialmente, il suo pensiero fu che si trattasse di un meccanismo automatico della pianola, forse una musichetta registrata preimpostata, un suono tipico dei giocattoli musicali. Tuttavia, avvicinandosi, si accorse con stupore che era proprio lui, Alessandro, con il suo ditino, a suonare le note dell'inno, avendolo memorizzato ascoltandolo dal padre.
Questa straordinaria capacità di riprodurre melodie "di botto, senza saper leggere una nota", si manifestava in diverse situazioni. Il piccolo Alessandro era in grado di ascoltare un brano musicale e, immediatamente, riproporlo. Una dote che non si limitava al pianoforte giocattolo, ma che si estendeva persino a oggetti di uso comune, come posate e bicchieri, sui quali riusciva a ricreare suoni e ritmi. Questa capacità, definita come "orecchio assoluto", fu la diagnosi data a mamma Giovanna. L'orecchio assoluto è una rara capacità che permette di identificare la frequenza di un suono con estrema precisione e senza alcun riferimento esterno. Le statistiche, infatti, parlano di una probabilità estremamente bassa, circa lo 0,01%, di possedere questo dono, spesso attribuito a un polimorfismo a singolo nucleotide nel proprio DNA. Questa condizione lo avvicina a grandi figure della storia della musica, un dono che avevano Mozart, Bach e Beethoven. Da quel momento, la madre ha iniziato a coccolare e proteggere il suo "piccolo grande genio", consapevole del tesoro che aveva tra le mani.
L'ispirazione iniziale di Alessandro per la musica è attribuita al padre, Giuseppe. Sebbene il padre non avesse mai studiato musica formalmente, aveva avuto una piccola band e nutriva una profonda passione per le melodie e i ritmi. Durante la pandemia, un periodo che ha costretto molti a casa, Alessandro, piccolissimo, stava sempre sulle gambe del padre davanti alla vecchia tastiera di famiglia. In quel contesto intimo, il bambino ascoltava e memorizzava un vasto repertorio musicale, sviluppando un interesse spontaneo per il pianoforte. In quel periodo, era particolarmente impazzito per l'Inno d'Italia e per i Queen, incuriosito dalla voce inconfondibile di Freddie Mercury. La madrina gli aveva donato una tastiera durante la pandemia, un evento che ha segnato un punto di svolta nell'inizio della sua passione musicale. Questa prima tastiera, insieme all'influenza paterna, ha gettato le basi per lo sviluppo del suo straordinario talento.
Dalla Pianola al Palcoscenico: Le Prime Esibizioni e i Riconoscimenti

Il padre Giuseppe, intuendo la straordinarietà del figlio, divenne una sorta di primo "maestro" per Alessandro. Inizialmente, lo metteva alla prova con semplici esperimenti musicali: da una stanza all'altra, il padre pigiava un tasto del piano e Alessandro era in grado di ripetere la stessa nota, dimostrando una memoria uditiva e una precisione impressionanti. Questa abilità si manifestava anche a tavola, dove, con le posate, replicava suoni e ritmi. In poco tempo, la voce del suo straordinario talento iniziò a spargersi nella comunità locale. Iniziarono a volerlo alle serate in piazza, con il rischio, come notava la madre, di esagerare e sovraccaricare il bambino.
Tuttavia, queste prime esperienze lo portarono a incontri significativi. A un festival, nella vicina Custonaci, Alessandro ebbe la fortuna di incrociare un campione del mondo di fisarmonica, Pietro Adragna. Appena vide Alessandro, Adragna lo chiamò sul palco. Il bambino, con la sua naturale modestia, disse: "Ma non la so suonare". Ma Adragna lo rassicurò: "I tasti sono gli stessi del piano". E Alessandro, senza esitazione, non si tirò indietro. Le sue dita si posarono sui tasti, mentre il maestro gestiva il mantice a soffietto della fisarmonica. Ne nacque un "duo perfetto", che scatenò un'ovazione da parte del pubblico. Il video di questa performance, un momento indimenticabile, finì su YouTube.
La sua ascesa musicale non si fermò. Alessandro si è aggiudicato il primo premio in un concorso diretto dal grande maestro Beppe Vessicchio, il Tour Music Fest, nella categoria 6-16 anni. Durante questa competizione, ha incantato la giuria con la sua interpretazione magistrale di "Libertango" di Astor Piazzolla. Questo importante concorso europeo, aperto agli artisti emergenti, ha visto in passato la partecipazione di numerose stelle del panorama musicale italiano come Mahmood, Ermal Meta, Loredana Errore e Federica Abbate. L'esperienza al Tour Music Fest fu anche teatro di un incontro che, col senno di poi, sembrava scritto nel destino di Gervasi: il pianista in erba si fece scattare una foto in braccio a Peppe Vessicchio, una delle figure più emblematiche di Sanremo, conosciuto da Alessandro l'anno scorso a San Marino. Il grande direttore lo volle sul palco come una star, riconoscendo subito il suo potenziale. La recente scomparsa di Peppe Vessicchio ha suscitato in Alessandro un profondo dolore e un'ansia, portandolo a chiedere alla mamma: "Perché si muore giovani, mamma? E io riuscirò a incontrare Peppino di Capri?".
Un'altra tappa fondamentale nella sua giovane carriera è stata la sua apparizione al Festival di Sanremo. Raramente si vedono bambini così piccoli sul palco dell'Ariston, ma Alessandro Gervasi è certamente un caso a parte. A soli sei anni, è salito all'Ariston per presentare il film "Champagne". Si è presentato con in mano un disegno che ha consegnato immediatamente a Carlo Conti, conduttore di questa edizione. Il piccolo è entrato in scena con una tenuta elegante e su misura, papillon compreso. Carlo Conti, incuriosito, gli ha chiesto: "Ma suoni per finta?". E Alessandro ha risposto con sicurezza: "Per davvero". Quando si è seduto al pianoforte, ha dimostrato "per davvero" le sue incredibili doti. Le luci si sono spente, e la sensazione era quella di trovarsi di fronte a un musicista con un'esperienza decennale alle spalle. Il bambino prodigio ha portato in scena uno dei brani iconici del musicista italiano, "Champagne", che risuonava per tutto l'Ariston con tutto il pubblico ammaliato nel vedere un ragazzo di soli sei anni esibirsi.
Alessandro Gervasi a soli 6 anni vincitore Europeo TOUR MUSIC FEST 2024 Repubblica di San Marino
L'Ariston ha ospitato un talento fuori dal comune. Tutti i grandi artisti sognano un giorno di salire su quel palco e di mostrare il loro talento, ma lui ce l'ha fatta già in tenera età, dopo aver scoperto la sua passione per il pianoforte. Non solo Sanremo, ma anche altri palcoscenici hanno visto Alessandro brillare. Ha suonato anche con Gigi D'Alessio, un sogno per la madre, fan del cantante fin da ragazza. In estate, la madre ha portato Alessandro alla Favorita di Palermo per un concerto di beneficenza, davanti a trentamila spettatori allo stadio. Gigi D'Alessio, venuto a sapere della presenza del "bimbo prodigio", lo ha chiamato sul palco per suonare insieme. A fine concerto, li ha invitati nel suo camerino.
Anche la Valle dei Templi è stata scenario delle sue esibizioni. Per il Premio Pirandello, un mese prima, Alessandro ha stupito i premiati, Sonia Bergamasco e Roberto Andò, che si sono dichiarati "sbalorditi" dal suo talento. Il piccolo Alessandro è conteso da teatri, cinema e TV, segno inequivocabile del suo crescente successo e della sua carismatica presenza scenica. Questo destino, che sembrava scritto, lo ha portato a vincere numerosi concorsi e a incontrare grandi nomi della musica italiana e internazionale.
Il Ruolo di Peppino di Capri in "Champagne": Un Sogno che Diventa Realtà

Il culmine delle sue prime esperienze professionali è senza dubbio l'interpretazione del giovane Peppino di Capri nel film biografico "Champagne", diretto dalla regista Cinzia TH Torrini. Il video di Alessandro che suona, finito su YouTube dopo l'esibizione con Pietro Adragna, è stato il mezzo attraverso il quale la regista ha scoperto il piccolo prodigio, proprio nei giorni in cui cercava un bambino per il film dedicato alla vita di Peppino di Capri. Un giorno, il telefono della famiglia squillò: "Siamo Rai fiction…". Inizialmente, la madre temette una truffa, o peggio, un pedofilo, data la natura insolita della chiamata per un bambino così piccolo. Invece, si rivelò essere la "splendida Cinzia", che da allora è diventata per la madre quasi una sorella.
Nel film "Champagne", che verrà trasmesso il 24 marzo su Rai 1, Alessandro Gervasi veste i panni del giovanissimo Peppino di Capri, un artista che alla sua età era solito intrattenere le truppe americane accompagnato dalle note del suo pianoforte. Accanto a lui, Francesco Del Gaudio, che interpreta la versione adulta del celebre cantante campano. I due intoneranno l'omonima canzone, con Gervasi al pianoforte. La fiction promette di essere un racconto emozionante dei primi anni di carriera di Peppino di Capri, con la partecipazione di Alessandro che aggiunge un tocco di autenticità e freschezza al ritratto.
Nonostante il successo e la partecipazione a un progetto così importante, Alessandro non ha ancora avuto l'opportunità di incontrare Peppino di Capri di persona. I due, infatti, giravano scene dello stesso film in giorni e posti diversi, rendendo impossibile un incontro sul set. Il desiderio di Alessandro di conoscere il cantante è profondo. I genitori, Giuseppe e Giovanna, gli hanno scritto, ma l'incontro non si è ancora concretizzato. Questo desiderio è espresso con un'ansia e un'inquietudine toccanti, come testimoniato dalla domanda che il bambino ha rivolto alla madre: "Quando lo incontrerò? Non è che muore e non ci riesco?". Questa preoccupazione, come ha spiegato la madre Giovanna, nasce da un grande dolore recente: la scomparsa di Peppe Vessicchio, conosciuto l'anno scorso. La mamma ricorda le foto riviste quando Vessicchio si è spento, che hanno riacceso nel figlio i dubbi sulla caducità della vita e sulla possibilità di realizzare i propri sogni prima che sia troppo tardi.
La regista Cinzia TH Torrini, colpita dal talento e dalla storia di Alessandro, ha lanciato una raccolta fondi per un nobile scopo: comprare un grande pianoforte ad Alessandro e sostenerlo nei suoi studi. Questa iniziativa testimonia la generosità che ha circondato il piccolo. La famiglia è stata "travolta da tanta generosità". Un altro momento importante si terrà il 29 novembre al "Premio San Michele d’Oro" di Castiglion Fiorentino, dove Alessandro incontrerà personalità come Pieraccioni, Pupo, la Lamborghini e Cesara Buonamici. Ale è elettrizzato all'idea, ma spera che arrivi pure il suo Peppino. Il suo compleanno recente è stato un bel compleanno, il cui regalo di mamma e papà Giuseppe è stato "una torta con l’immagine di Peppino di Capri stampata sopra", un ulteriore segno del suo desiderio e della sua ammirazione per il cantante.
Oltre il Pianoforte: Vita Quotidiana, Studio e Famiglia
Nonostante la sua ascesa nel mondo dello spettacolo e le continue richieste da parte di teatri, cinema e televisione, Alessandro Gervasi rimane prima di tutto un bambino. La sua vita quotidiana a Buseto Palizzolo è un equilibrio attento tra studio, musica e gioco, gestito con saggezza dai suoi genitori. Alessandro, adesso, studia musica con un maestro del Conservatorio, imparando a leggere gli spartiti e ad affinare la sua tecnica. Tuttavia, l'impegno musicale è dosato: "Un’ora, non di più", precisa la madre. Questo approccio bilanciato assicura che il bambino non sia sovraccaricato e possa godere appieno della sua infanzia.
Anche gli impegni scolastici sono presi molto sul serio. Alessandro è "bravo a scuola" e ottiene "voti altissimi", con gli insegnanti che si sono dichiarati "innamorati" del suo intelletto e della sua applicazione. I compiti vengono svolti "in fretta", lasciando spazio ad altre attività. I pomeriggi sono dedicati al gioco con la sorellina Lucrezia, di cinque anni. Tra loro, la vita scorre tra "giochi da tavolo, colori, disegni, piccole liti seguite dalla pace, dalle marachelle", con la madre spesso a inseguirli, testimonianza di una normale e vivace vita familiare. La madre sottolinea che i viaggi, le apparizioni e gli impegni sono anche "una curiosità continua" per Alessandro, soprattutto per gli aspetti più semplici e quotidiani, come "gli alberghi, per scale mobili e ascensori", dove ama giocare "facendo su e giù". È fondamentale, infatti, non dimenticare "che è un bambino".
Un aspetto distintivo dell'educazione di Alessandro riguarda l'uso della tecnologia. Cellulari e videogiochi sono "proibiti" in casa Gervasi. Non li ha "mai usati", e non ci sono "schermi". La filosofia dei genitori è chiara: "Tutto dipende dai genitori. Solo vita reale e tanta musica". Questa scelta mira a preservare la sua creatività naturale e la sua connessione con il mondo reale e le relazioni umane, lontano dalle distrazioni digitali. Questa vita reale è, per lui, ricca di musica, ma anche di ispirazioni. Durante l'ultima edizione del Festival di Sanremo, che ha seguito da casa insieme alla mamma, il piccolo Alessandro non vedeva l'ora di assistere all'esibizione del grande chitarrista statunitense Stef Burns, in duetto con Il Volo sulle note di "Who wants to live forever" dei Queen, dimostrando un interesse per diversi generi e artisti. La sua è una musica condivisa con tanti grandi artisti, ma è anche il frutto di una vita equilibrata e di un ambiente familiare che nutre il suo talento senza sopraffarlo.
