Bimbi in auto: la beffa dei seggiolini e l'importanza della consapevolezza

Capita spesso che le misure di protezione, adottate dai genitori per prevenire possibili incidenti del bambino, vengano mal sopportate dai nostri piccoli, che reagiscono negativamente opponendosi al loro utilizzo. Un caso molto comune è quello del seggiolino e della cintura di sicurezza in auto. A fronte di quei pochi angioletti che si fanno ore di sonno filate in macchina, tanti altri bambini non amano l’automobile e, soprattutto, non amano essere legati al seggiolino. La prima cosa importante che ogni genitore dovrebbe ricordare è che mai, per nessun motivo, è lecito mettere in pericolo il bambino violando le norme di sicurezza. Questo anche quando la reazione oppositiva di nostro figlio è forte, anche quando il pianto può sembrare inconsolabile.

Detto questo, sarebbe interessante chiedersi: «Perché il bambino si ribella?». Nelle situazioni che abbiamo raccontato, probabilmente, avrà avuto le sue buone ragioni per farlo. Nel caso dell’auto, soprattutto se parliamo di un bambino piccolo o neonato, il sentirsi legato, costretto in un seggiolino, soffrire il mal d’auto e volere le braccia di mamma e papà, potrebbero essere tutte motivazioni alla base del disagio espresso. Il genitore dovrà allora cercare di rispondere ai legittimi bisogni del suo bambino, senza però metterlo a rischio neanche per un attimo. Nella pratica questo si traduce nel fermare l’auto quando si è in difficoltà (a costo di allungare i tempi di viaggio), e a quel punto prenderlo in braccio, allattarlo, consolarlo. Se si è in due, un passeggero può sedere dietro, accanto al bambino, per cercare di calmarlo e/o intrattenerlo.

bambino nel seggiolino auto

La sicurezza non si negozia

Facciamo chiarezza: le misure di protezione non possono essere messe in discussione, le regole devono essere chiare e portate avanti con fermezza educativa e comportamenti coerenti. Possiamo però organizzare la nostra casa e le attività familiari in modo che obblighi e divieti, per un bambino, non siano eccessivi e non ostacolino il suo percorso di crescita e autonomia. Dare ai bambini i giusti spazi e tempi dove fare tutte quelle cose sane e fondamentali per la crescita, come correre, arrampicarsi, fare esperimenti con diversi materiali e tanto altro, ci aiuterà a far rispettare con più serenità le misure di protezione. Fin dai primi anni di vita, facciamogli “fare da solo” il più possibile, in tutte le attività quotidiane: sperimentare il vestirsi, lavarsi, mangiare e camminare autonomamente, seppur seguendo le indicazioni genitoriali, lo aiuterà a prendere coscienza di sé e del proprio corpo, delle cose del mondo, dello spazio, e quindi anche del pericolo. Ricordiamoci che una corretta norma di sicurezza non va mai negoziata con il bambino, e il gioco va fermato senza troppe discussioni se non si svolge correttamente, riportando il bambino alle conseguenze delle proprie azioni (se non metti il casco non puoi utilizzare la bici perché rischi di farti male). Ricordiamoci che la misura di protezione più potente che possiamo utilizzare è l’esempio. Il bambino farà sempre più attenzione a quello che facciamo piuttosto che a ciò che diciamo. Naturalmente è la prima regola in assoluto.

Il rischio reale: numeri che fanno pensare

L’estate, si sa, è sinonimo di partenze, lunghe strade, baule pieno e aria condizionata al massimo. C’è chi punta al mare, chi ripiega sulla montagna, chi semplicemente si sposta per raggiungere parenti lontani. In tutto questo movimento, spesso febbrile, c’è però una presenza silenziosa che fa la differenza: il seggiolino auto per i più piccoli. La prima cosa da considerare è che non si tratta solo di un accessorio, ma di un elemento il cui fattore sicurezza è indispensabile, dato che è proprio a quell’elemento che viene affidata la vita dei bambini.

Eppure, spesso, proprio nei periodi in cui si passa più tempo in macchina, si sottovaluta quanto il corretto utilizzo di un seggiolino possa cambiare radicalmente l’esito di un incidente. I piccoli spostamenti e le ridotte velocità sono solo apparentemente più innocui: nel caso di impatto a 56 Km/h un bambino del peso di 15 kg produce una forza d’urto pari a 225 kg. Immaginare di trattenere un bambino tra le braccia durante un impatto è un’illusione pericolosa, dato che anche a velocità contenute, le forze in gioco diventano ingestibili. In un impatto frontale a 50 km/h, un bambino pesante 15 kg verrebbe proiettato in avanti con una spinta di qualche centinaia di chilogrammi, che nessuno sarebbe capace di bloccare. Senza un sistema di ritenuta adatto, il rischio di morte cresce di ben sette volte.

Un'indagine condotta dall'upi in collaborazione con il TCS mostra che la metà dei bambini è allacciata in modo errato o non è allacciata affatto in auto. Un utilizzo errato dei sistemi di ritenuta si è rilevato soprattutto per quanto riguarda quelli per bambini più grandi, come il seggiolino, che per i sistemi di ritenuta per bambini più piccoli. È stato dimostrato che il rischio di lesioni gravi o mortali è circa tre volte superiore per i bambini non allacciati rispetto a quelli allacciati correttamente.

INSTALLAZIONE BASE ISOFIX DOONA + European Standard

L'importanza dell'omologazione e il ruolo della tecnica

Il cuore della sicurezza stradale per i più piccoli parte dall'omologazione del seggiolino. Non si tratta di un semplice bollino da esibire, ma di una vera e propria garanzia di affidabilità, dato che ogni seggiolino regolarmente omologato ha superato test rigorosi, verificati da autorità competenti, e porta con sé un’etichetta arancione che ne certifica le caratteristiche fondamentali.

Trasportare un bambino in senso contrario di marcia non è un dettaglio tecnico, ma un’indispensabile scelta di buon senso. I numeri lo confermano: nei primi mesi di vita la testa del neonato pesa circa un quarto del corpo intero, contro appena il sei per cento in un adulto. In caso d’impatto frontale, il collo del piccolo - ancora in fase di sviluppo - non ha la forza per reggere l’effetto frusta del colpo. Ecco perché la normativa R129 impone questa posizione almeno fino ai 15 mesi.

Dal 2013 in poi, con l’introduzione della R129 (i-Size), il panorama è cambiato: niente più solo categorie basate sul peso, ora si guarda l’altezza, la posizione in auto e, soprattutto, si impone l’uso in senso contrario di marcia almeno fino ai 15 mesi. Non solo: la nuova omologazione introduce test di impatto laterale e l’uso di manichini avanzati nei crash test, per simulare con più precisione il corpo dei bambini.

Errori comuni e falsi miti nella protezione

Nonostante la consapevolezza sia in aumento, persistono errori di installazione e gestione. Ad esempio, pochi controllano che, in caso di sistema Isofix, entrambi gli indicatori laterali diano il “verde” o, sui sistemi che si agganciano con le cinture dell’auto, che queste siano ben tese e non attorcigliate. Non stringere a sufficienza le cinture, nell'erronea convinzione che altrimenti il piccolo "sta stretto", è un errore comune: tra le cinture e il corpo del bambino deve passare un solo dito.

Un'altra cattiva abitudine è quella di arricchire il seggiolino auto con accessori non specifici per quel determinato seggiolino e quindi non testati. Distrarsi alla guida per controllare il bambino che viaggia nel suo seggiolino sul sedile posteriore è un rischio ulteriore.

Per chi non trasporta correttamente un bimbo in auto, sono previsti una multa e il taglio di punti della patente: a pagare è il guidatore. In caso d’incidente, se l’assicurazione dimostra che il mancato uso del seggiolino ha aggravato le lesioni di un piccolo, può scattare la rivalsa: la compagnia risarcirà i danni, ma poi si farà rimborsare dal guidatore.

La scelta del dispositivo giusto: una guida rapida

La scelta del seggiolino per bambini non può prescindere dal peso del bimbo: i vari modelli in commercio si differenziano per caratteristiche che permettono di suddividerli in diversi gruppi.

  • Gruppo 0 ("navicella"): Adatto a bambini da 0 a 10 kg, con una conformazione "a lettino" che consente di far viaggiare sdraiato il neonato.
  • Gruppo 0+ ("ovetto"): Per i piccoli da 0 a 13 kg, con una maggiore superficie a protezione della testa e delle gambe.
  • Gruppo 1: Per piccini da 9 a 18 kg. Vanno fissati all’auto tramite la cintura di sicurezza, la quale deve passare all’interno della struttura del seggiolino.
  • Gruppo 2: Per bambini da 15 a 25 kg. Si tratta di cuscini dotati di braccioli e, talvolta, di un piccolo schienale.
  • Gruppo 3: Un semplice piano di rialzo, privo di braccioli, che sposta verso l’alto tutto il corpo del bambino permettendo il corretto passaggio della cintura.

grafico gruppi seggiolini auto

Isofix: l'alleato prezioso per la stabilità

Per anni, il fissaggio del seggiolino al sedile è stato affidato alle cinture di sicurezza dell’auto. Ma c’è pure un sistema di ritenuta più recente, semplice e affidabile: l’isofix. Grazie a una coppia di connettori che vanno fissati agli agganci integrati nella vettura, consente di ottenere un vincolo rigido tra il seggiolino e la macchina, garantendo così il massimo livello di ritenuta. Il seggiolino, in pratica, diviene parte integrante della struttura dell’auto. Da febbraio 2006, le auto di nuova omologazione devono prevedere gli agganci standard isofix. Oltre che dai due connettori, il seggiolino viene bloccato anche da un terzo punto di vincolo, che può essere costituito da un supporto rigido o da una cinghia supplementare.

L'importanza del fattore tempo e dell'usura

Non si dice spesso, ma un seggiolino auto non dura per sempre. I materiali con cui è fatto, l’esposizione alla luce solare, l’usura del tempo, tutto concorre a ridurre la sua efficacia. Molti modelli potrebbero avere una vita utile più lunga, ma è buona prassi rispettare la durata media indicata dai produttori. Inoltre, un seggiolino coinvolto anche in un incidente lieve va sostituito, perché le strutture interne potrebbero essersi danneggiate invisibilmente.

L'attenzione dei genitori tende a calare con la crescita del bambino. In altre parole, man mano che il bambino cresce, aumenta la probabilità che viaggi su un seggiolino non adatto o, peggio, senza adeguate protezioni. Una leggerezza pericolosa, che espone a rischi inutili e tradisce una falsa sensazione di sicurezza del tutto ingiustificata.

uso corretto cinture seggiolino

Verso una maggiore cultura della sicurezza

La sicurezza del proprio bambino è prioritaria per ogni genitore, ma distrazioni e cattive abitudini possono pregiudicarla. È fondamentale ribadire che il bambino deve viaggiare esclusivamente su un dispositivo di ritenuta omologato e mai in braccio a un adulto, nemmeno per brevi distanze.

L'indagine realizzata attraverso un questionario rivolto a genitori italiani mostra che, se alla nascita l’attenzione dei genitori è massima, con il tempo cala drasticamente. Le lacune rilevate riguardano aspetti elementari, come la corretta tensione delle cinture o la consapevolezza della durata dei dispositivi. È necessario che l’industria offra più trasparenza, con l’indicazione dell’anno di produzione dei seggiolini, e che le istituzioni facciano la loro parte promuovendo più educazione stradale a scuola e nei corsi per futuri genitori. Non bastano seggiolini più moderni, norme più severe o tecnologie avanzate se chi dovrebbe usare un seggiolino non sa come farlo. La vera differenza la fa la conoscenza, unita a comportamenti coerenti e alla consapevolezza che ogni tragitto, anche il più breve, merita la massima attenzione.

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