Il Ruolo Fondamentale del TSH Ottimale per la Fertilità e una Gravidanza Sana

La tiroide è una ghiandola endocrina cruciale, situata nella parte anteriore del collo, che produce ormoni e regola la crescita e la funzionalità di vari sistemi fisiologici. Questi ormoni, principalmente la tiroxina (T4) e la triiodotironina (T3), sono essenziali per il corretto funzionamento di diversi organi e sistemi del nostro corpo, poiché regolano il ritmo con cui avvengono vari processi e reazioni corporee, inclusi il metabolismo e la produzione di energia. Gli ormoni tiroidei vengono prodotti da tutti e rivestono un ruolo importante nella crescita. Per questa ragione sono fondamentali durante la gravidanza. Il corretto funzionamento della tiroide è cruciale per la regolazione del ciclo mestruale e della fertilità. Un livello equilibrato di ormoni tiroidei è necessario per l’ovulazione regolare e la salute riproduttiva.

Il funzionamento eccessivo o ridotto della tiroide può influenzare la regolarità dell’ovulazione e ridurre la fertilità. I disturbi della tiroide colpiscono quasi il 14% delle donne adulte e sono tra le endocrinopatie più comuni nelle donne in età riproduttiva. In particolare, il sesso femminile sembra essere un fattore di rischio indipendente per la disfunzione tiroidea, in quanto le donne hanno una probabilità da 3 a 5 volte maggiore di essere affette da disturbi della tiroide rispetto agli uomini. Circa il 25% delle donne soffre di disfunzione tiroidea nel corso della vita, un valore circa quattro volte superiore rispetto alla media maschile. In Italia, il 10% della popolazione soffre di patologie della tiroide e l’1,5% delle donne soffre di ipotiroidismo. Molte persone si accorgono di avere un disturbo alla tiroide proprio quando cercano di avere un figlio e si imbattono nelle difficoltà di concepimento.

Ghiandola tiroidea e sistema endocrino

Il Complesso Asse Ipotalamo-Ipofisi-Tiroide

Il controllo della funzione tiroidea è gestito da un sistema di feedback complesso che coinvolge l'ipotalamo, l'ipofisi e la tiroide stessa. L’ormone di rilascio della tireotropina (TRH dall’inglese Thyrotropin Releasing Hormone) viene prodotto dall’ipotalamo in risposta agli stimoli delle molecole che rilevano l’energia e dà inizio alla cascata di funzioni dell’asse ipotalamo-ipofisi-tiroide. Il TRH innesca la secrezione di tireotropina (TSH dall’inglese Thyroid Stimulating Hormone) da parte delle cellule dell’ipofisi anteriore. Il TSH ha un ritmo di secrezione circadiano, con nadir pomeridiano e un picco fra le ore 21 e le 2 del mattino, coincidente con l’inizio del sonno. Questo ormone a sua volta stimola la secrezione di triiodotironina (T3) e tetraiodotironina (T4) dalla tiroide.

Il TSH è un ormone prodotto dall’ipofisi, una ghiandola che si trova nel cranio e stimola la tiroide a produrre gli ormoni tiroidei. Gli ormoni tiroidei sono prevalentemente la tiroxina (T4) e la triiodiotironina (T3) e, a loro volta, regolano la produzione di TSH da parte dell’ipofisi. Questo ciclo è continuo e consente di mantenere costante il livello di ormoni tiroidei nel sangue. Infatti, in condizioni normali, se la concentrazione di ormoni tiroidei nel sangue tende a ridursi, l’ipofisi aumenta la produzione di TSH. La tiroide risponde all’aumento del TSH nel sangue producendo più ormoni tiroidei per ristabilire l’equilibrio.

Sebbene la T4 sia l’ormone primario prodotto dalla ghiandola tiroidea, per essere convertito nella forma biologicamente più attiva T3 richiede la deiodinazione da parte della deiodinasi 1 o 2 nei tessuti periferici. La T4 può anche essere convertita nella forma biologicamente inerte T3 inversa (rT3 o reverse T3) attraverso la deiodinasi 3, che funge da tampone per impedire la sintesi in eccesso di T3. La conversione di T4 in T3 o rT3 fornisce un livello di controllo periferico della funzione tiroidea. Oltre ai loro effetti sui diversi organi, T3 e T4 forniscono anche un feedback negativo a livello dell’ipotalamo e dell’ipofisi per inibire l’ulteriore rilascio di TRH e TSH.

Quando questo delicato equilibrio si altera si possono andare in contro a stati di minore oppure maggiore produzione di ormoni tiroidei. Nell’ipotiroidismo, la ridotta produzione di ormone tiroideo determina un rapido incremento della sintesi e secrezione del TRH e del TSH, il quale negli esami del sangue appare maggiore rispetto ai valori di norma. Diversamente, se la tiroide non funziona a sufficienza i livelli di ormoni tiroidei diventano troppo bassi (ipotiroidismo) e l’ipofisi aumenta la produzione di TSH nel tentativo di stimolare la tiroide a produrre più ormoni. Al contrario, nell’ipertiroidismo l’incremento di ormoni tiroidei inibisce la sintesi e la secrezione di TRH e di TSH, che appare inferiore ai valori di norma. Se i livelli di ormone TSH nel sangue sono troppo bassi significa che la tiroide funziona troppo e l’ipofisi troppo poco. Questo è il caso dell’ipertiroidismo, in cui i livelli dell’ormone TSH nel sangue diventano così bassi da non essere misurabili.

Asse ipotalamo-ipofisi-tiroide

Azione degli Ormoni Tiroidei e Loro Effetti sui Tessuti Periferici

Gli ormoni tiroidei hanno effetti multifattoriali su quasi tutti i tessuti e sistemi dell'organismo, regolando processi vitali e influenzando direttamente la salute generale.

Cervello

Gli effetti principali sullo sviluppo dell’encefalo si hanno durante il periodo intra-uterino e nel periodo neonatale. Bambini affetti da ipotiroidismo congenito da alterazioni genetiche o da carenza iodica importante manifestano deficit neurologici e ritardo mentale. È stato scoperto che i figli, nati da donne che si erano sottoposte ad esami per valutare i livelli TSH, sono stati concepiti con un QI maggiore. Questo è dovuto al fatto che le potenziali disfunzioni tiroidee possono essere rilevate dall’esame del sangue e trattate per tempo.

Cuore

Gli ormoni tiroidei aumentano la sintesi proteica complessiva a livello cardiaco e regolano la trascrizione di numerose proteine essenziali per la funzione contrattile. Regolano il numero dei recettori ß-adrenergici a livello cardiaco e vascolare aumentando la sensibilità alle catecolamine. Queste azioni determinano la riduzione delle resistenze vascolari periferiche, l’aumento del volume ematico e l’aumento della frequenza e della forza contrattile del muscolo cardiaco; il risultato finale di questa azione combinata a livello periferico e cardiaco è l’aumento della gittata cardiaca, in grado di fornire una maggiore quantità di ossigeno in risposta alla maggiore richiesta dei tessuti periferici indotta dalla T3.

Fegato

Gli ormoni tiroidei hanno molteplici effetti a livello epatico, influenzando il metabolismo dei grassi, del colesterolo e degli zuccheri, stimolando la gluconeogenesi (produzione di glucosio dal fegato) e la glicogenolisi (rilascio di glucosio dal glicogeno). L’ipotiroidismo è correlato a una ridotta captazione degli acidi grassi e a una minore degradazione dei grassi con conseguente incremento dei livelli di colesterolo LDL e trigliceridi e aumento del rischio di steatosi epatica non alcolica (NAFLD). L’ipotiroidismo inoltre riduce la sensibilità all’insulina aumentando il rischio di resistenza all’insulina.

Rene

La T3 aumenta il flusso renale e la filtrazione glomerulare, stimola inoltre la sintesi di eritropoietina.

Ipofisi

Gli ormoni tiroidei, oltre a regolare con meccanismo di feed-back negativo la biosintesi e la secrezione del TSH, regolano anche la biosintesi e la secrezione di altre tropine ipofisarie. La T3 stimola la secrezione dell’ormone della crescita (GH) ma ha effetti variabili sulla sua sintesi, tant’è che il bambino ipotiroideo manifesta un deficit di crescita ma presenta livelli normali di GH. Sulla prolattina (PRL) la T3 esercita effetti simili a quelli esercitati sul TSH, quindi prevalentemente inibitori, sia diretti che indiretti. Infine la T3 regola negativamente sia LH (ormone luteinizzante) che FSH (ormone follicolo-stimolante).

Osso

L’azione degli ormoni tiroidei è indispensabile sia per la crescita, che per lo sviluppo osseo. Sia gli osteoblasti (le cellule responsabili della deposizione della matrice mineralizzata) che gli osteoclasti (cellule preposte al riassorbimento osseo) sono stimolati dagli ormoni tiroidei, direttamente, attraverso la stimolazione di geni specifici, e indirettamente, attraverso la stimolazione dell’ormone della crescita. Nel feto la T3 è indispensabile per la crescita delle ossa, mentre nell’adulto partecipa ai meccanismi del rimodellamento scheletrico.

Tessuto adiposo

Gli ormoni tiroidei regolano lo sviluppo e la funzione del tessuto adiposo bruno e bianco. La T3 induce differenziazione dei pre-adipociti in adipociti e l’attivazione di geni che codificano per proteine ad attività enzimatica prevalentemente lipolitica.

Effetti degli ormoni tiroidei sui vari organi

Tiroide e Riproduzione: Un Legame Indissolubile per la Fertilità Femminile

Esiste uno stretto legame tra la funzionalità tiroidea e la fertilità femminile. Fisiologicamente la gravidanza ha un effetto significativo sulla tiroide e le disfunzioni tiroidee sono state a lungo associate all’infertilità femminile. L'intera funzione riproduttiva femminile è strettamente interconnessa con l'equilibrio ormonale tiroideo.

Influenza sui Cicli Mestruali

Gli ormoni tiroidei sono essenziali per la regolazione del ciclo mestruale. L’ipotiroidismo è associato a disfunzioni mestruali come amenorrea o oligomenorrea, mentre l’ipertiroidismo può causare cicli mestruali irregolari e flussi più leggeri. Questi squilibri influenzano negativamente l’equilibrio ormonale del sistema riproduttivo e possono interferire nell’ovulazione e provocare cicli mestruali irregolari, rendendo così più difficile rimanere incinta.

Sviluppo dei Follicoli Ovarici e Ovulazione

Gli ormoni tiroidei influenzano lo sviluppo dei follicoli ovarici e la sintesi di estrogeni. In particolare, T3 e T4 promuovono la maturazione dei follicoli e la produzione di estradiolo (E2) attraverso la modulazione dell’asse ipotalamo-ipofisario. Un’adeguata funzionalità tiroidea è quindi necessaria per una corretta ovulazione. Quando c'è un malfunzionamento della ghiandola tiroidea, l'intero sistema endocrino può essere scompensato. Gli ormoni che controllano il ciclo ovulatorio, FSH e LH, possono essere influenzati cessando l’ovulazione. Quando questo accade, non vengono prodotti ovociti, quindi la fecondazione non è possibile e nemmeno la gravidanza. In molti casi semplicemente ripristinando i valori ormonali con farmaci, è possibile ristabilire l'ovulazione e a questo punto è possibile una gravidanza naturale.

Interazione con le Gonadotropine e la Prolattina

Gli ormoni tiroidei interagiscono con gli ormoni gonadotropici (LH e FSH) e gli ormoni sessuali (estradiolo e progesterone). In particolare, si è osservato che l’iperproduzione di ormoni tiroidei può portare a una diminuzione dei livelli della globulina legante gli ormoni sessuali (SHBG, una proteina prodotta nel fegato), aumentando così la disponibilità di testosterone libero e influenzando il bilancio estrogenico. L’ipotiroidismo è associato a un aumento dei livelli di PRL (per stimolo del TRH ipotalamico sul rilascio di PRL), che può a sua volta influenzare la funzione ovarica e la produzione di estrogeni, complicando ulteriormente la funzionalità riproduttiva.

Impatto sull'Infertilità e la Qualità degli Ovuli

Le alterazioni nei livelli di ormoni tiroidei sono state collegate a una riduzione della fertilità. L’ipotiroidismo, in particolare, è stato associato a una diminuzione della qualità dell’ovocita e a un aumento delle difficoltà nel concepimento. Diversi studi hanno dimostrato che il trattamento dell’ipotiroidismo può migliorare gli esiti della fertilità. Possono anche influire sulla qualità degli ovuli e aumentare il rischio di aborto spontaneo oppure di avere complicanze durante la gravidanza.

Ciclo mestruale e ormoni tiroidei

Le Disfunzioni Tiroidee: Ipertiroidismo e Ipotiroidismo

Le patologie della tiroide sono frequenti, soprattutto nelle donne, e rappresentano la seconda patologia ormonale più comune nel sesso femminile. Spesso, queste condizioni sono asintomatiche e vengono diagnosticate durante controlli di routine o in fase preconcezionale.

Ipertiroidismo: L'Eccesso di Ormoni Tiroidei

L’ipertiroidismo si tratta di una condizione nella quale la tiroide è iperattiva e produce una quantità eccessiva di ormoni tiroidei. La malattia di Basedow-Graves e altre patologie autoimmuni sono la manifestazione più comune di questo problema. L’ipertiroidismo può causare cicli mestruali meno frequenti nelle donne e una conta degli spermatozoi bassa negli uomini. I sintomi dell’ipertiroidismo includono perdita di peso, nervosismo, tachicardia e intolleranza al calore.

La diagnosi di ipertiroidismo può essere effettuata eseguendo un esame del sangue per valutare i valori TSH. Una volta diagnosticata questa condizione, può essere trattata mediante l’assunzione di farmaci o iodio radioattivo, oppure sottoponendosi a un intervento chirurgico. La terapia dell’ipertiroidismo consiste nell’assunzione quotidiana di un farmaco in grado di rallentare il funzionamento della ghiandola. La terapia farmacologica per l’ipertiroidismo non ha un profilo di sicurezza assoluto come nel caso della L-T4 e quindi la prescrizione deve essere affidata esclusivamente ad uno specialista endocrinologo che dovrà scegliere il principio attivo più indicato e calibrare con estrema attenzione la posologia al fine di prescrivere solo il minimo dosaggio necessario. Inoltre, lo specialista dovrà distinguere tra forme cliniche di ipertiroidismo meritevoli di trattamento farmacologico e forme precliniche o subcliniche benigne meritevoli di solo monitoraggio nel tempo. L’ipertiroidismo non trattato o trattato in modo errato è associato a numerose complicanze sia nelle donne incinte che al di fuori della gravidanza. Per questo motivo, è assolutamente necessario identificare e trattare correttamente l’ipertiroidismo durante l’età fertile.

Ipotiroidismo: La Carenza di Ormoni Tiroidei

L’ipotiroidismo si tratta di una condizione nella quale la tiroide è poco attiva e non produce una quantità sufficiente di ormoni tiroidei. Questa è la patologia più frequente, cioè di una funzione diminuita della tiroide. In questi casi vi è una produzione insufficiente di FT4, cioè dell’ormone tiroideo (in realtà produce anche il T3, ma semplifichiamo). Questo è normalmente causato dalla mancanza di iodio nella dieta o da malattie autoimmuni quali la tiroidite di Hashimoto. Questa patologia è normalmente associata a una fertilità ridotta, un rischio maggiore di aborti spontanei, un’intelligenza infantile minore, preeclampsia, nascita prematura e morte infantile. I sintomi dell’ipotiroidismo includono aumento di peso, affaticamento, depressione e intolleranza al freddo. Nelle fasi iniziali, l’ipotiroidismo raramente provoca disturbi e i sintomi tendono a svilupparsi lentamente, perciò è difficile riconoscerli. Col passare del tempo, però, se non curato, l’ipotiroidismo può causare problemi di salute, tra i quali l’infertilità.

L’ipotiroidismo può essere diagnosticato tramite un semplice esame del sangue. Il trattamento dell’ipotiroidismo consiste nell’assunzione giornaliera di tiroxina sintetica (T4), un analogo sintetico del principale ormone tiroideo: la levotiroxina sodica (L-T4). Tale terapia non presenta controindicazioni, né effetti collaterali né rischi in gravidanza. Gli eventuali effetti collaterali sono da riferirsi ad un dosaggio non adeguato ed eccessivo della terapia. La scelta terapeutica è la stessa per tutte le pazienti, quello che varia è il dosaggio del farmaco che deve essere calibrato e personalizzato, da uno specialista esperto, in base al quadro clinico, al valore del TSH, alla settimana gestazionale ed all’incremento del peso corporeo della donna. L’obiettivo è quello di raggiungere e mantenere il valore di TSH ottimale per ogni fase della gravidanza. Le donne con problemi tiroidei possono sicuramente avere una gravidanza, ma è importante gestire la condizione con attenzione medica.

Basedow-Graves vs Tiroidite di Hashimoto

L'Importanza Critica dei Livelli di TSH per il Concepimento e la Gravidanza

È importante che i livelli TSH siano ottimali, dato che influiscono sull’ovulazione. Circa il 5% delle donne ha difficoltà di concepimento nel caso i livelli degli ormoni tiroidei siano anomali. Inoltre, questi valori ricoprono un ruolo importante nello sviluppo del feto.

Valori Ottimali di TSH: Il Dibattito Scientifico

La scienza tradizionale suggerisce che il livello TSH massimo dovrebbe attestarsi sul valore di 4,2 mUI/L, anche se studi recenti suggeriscono che il valore TSH non dovrebbe essere superiore a 2,5 mUI/L quando si cerca di concepire un figlio e di 3 mUI/L durante la gravidanza. Il valore TSH in gravidanza dovrebbe essere mantenuto entro un range specifico per favorire il concepimento e una gravidanza sana. Generalmente, un livello di TSH inferiore a 2,5 mIU/L è considerato ottimale per le donne che cercano di rimanere incinte.

Il problema è che ancora non sappiamo bene a che valori massimi ci si debba riferire, perché è ancora dibattuto se si debba usare come valore massimo di riferimento per il TSH 4,0 oppure 2,5 mUI/L. Per questo spesso le informazioni parlano di “valori alti” o “valori bassi” ma non danno un intervallo preciso, perché appunto non è ancora ben chiaro se il TSH debba essere inferiore a 2,5 oppure a 4 mUI/L. Se si usa un limite di 2.5 mUI/L in gravidanza sicuramente si trattano moltissime pazienti, ma in effetti senza chiari benefici per la gravidanza (Cochrane).

Si giudica normale ed ottimale, per la ricerca di una gravidanza, un valore del TSH inferiore a 3. Questo non vuol dire che le donne con valori superiori non possano concepire spontaneamente o che avranno dei disturbi durante la gravidanza ma che un valore del TSH maggiore di 3 potrebbe essere un segnale di qualche disturbo misconosciuto della ghiandola che potrebbe manifestarsi apertamente durante la gestazione. È per questa ragione che alle pazienti con valori normali e senza patologie tiroidee in atto non è per forza indicato prescrivere una terapia farmacologica ma semplicemente il controllo nel tempo. Qualora invece l’esame evidenziasse un malfunzionamento della tiroide si avrà la possibilità di porre precocemente una diagnosi corretta e quindi impostare la terapia al dosaggio più opportuno prima che inizi la ricerca della gravidanza.

Ormoni tiroidei, infertilità e gravidanza

Monitoraggio del TSH e la Procreazione Medicalmente Assistita (PMA)

L’esame del sangue è il miglior metodo per valutare i livelli dell’ormone tiroideo. Il test del TSH si effettua con un semplice prelievo ematico e consiste nella misurazione della quantità di TSH nel sangue.Nelle pazienti candidate a PMA la valutazione della funzione tiroidea è un passaggio fondamentale per la candidabilità in quanto è stato evidenziato che un valore del TSH < 2.5, anche in pazienti non portatrici di patologie tiroidee, migliori le probabilità di successo della procedura stessa. Se stai per iniziare un trattamento di riproduzione assistita, è anche molto importante monitorare e verificare se i livelli di ormoni tiroidei sono corretti, poiché con i trattamenti di stimolazione ovarica si verifica un aumento nella produzione di estradiolo (prodotto dai follicoli ovarici in crescita) e dell’ormone tiroideo tiroxina (T4), il che potrebbe causare un ipotiroidismo più evidente in caso di ipotiroidismo subclinico (così chiamato perché esisteva già prima dell’inizio del trattamento di riproduzione assistita).

TSH, Ipotiroidismo Subclinico e Poliabortività

L’ipotiroidismo subclinico (definito dal riscontro di TSH > 4 mIU/L ed FT4 nei limiti della norma) ha una prevalenza di circa il 3,5-4%. Gli studi sono moltissimi e spesso contrastanti tra loro. Le pazienti con ipotiroidismo subclinico (che abbiano o meno anticorpi antitiroide) vanno trattate con ormone tiroideo perché questo aumenta le loro chance di gravidanza, riducendo le possibilità di aborto. Se il TSH è superiore alle 4 mUI/L è sicuro che valga la pena di iniziare una terapia con ormone tiroideo. Se il TSH è superiore ai 2,5 mUI/L non è chiaro se la terapia migliori l’esito della gravidanza. In caso di poliabortività i dati non sono chiari: una recentissima analisi (Subclinical hypothyroidism and thyroid autoimmunity in recurrent pregnancy loss: a systematic review and meta-analysis) non mostra un’associazione tra ipotiroidismo e poliabortività. L’ipotiroidismo subclinico non è probabilmente causa di infertilità, né di poliabortività. Può essere il caso di correggerlo, ma non di considerarlo la causa di una eventuale infertilità.

Valori ottimali TSH per concepimento

Tiroide e Autoimmunità: Un Fattore Critico nella Fertilità

Oltre ai valori degli ormoni tiroidei, anche quelli degli anticorpi tiroidei sono un fattore importante relazionato alla fertilità. Questi anticorpi vengono prodotti se il sistema immunitario attacca erroneamente la tiroide: un problema che fa parte delle malattie autoimmuni ed è presente nell’8-30% delle donne con problemi di fertilità.

L'Impatto degli Anticorpi Tiroidei

La presenza di anticorpi tiroidei aumenta il rischio di aborto spontaneo, quadruplicandone le probabilità. Non è ancora chiaro il meccanismo che porta a questa condizione, ma può influire sull’impianto o interagire con altri anticorpi. La positività degli anticorpi antiTPO è stata associata ad aumento del rischio di parto prematuro indipendentemente dalla funzione tiroidea. In caso di poliabortività, se sono presenti anticorpi antiroide, ma il TSH è normale, non occorre intervenire con ormone tiroideo. Forse (forse!) si può pensare di usare il selenio (per 4 mesi 4 di pausa).

Autoimmunità e Riserva Ovarica

Diversi studi hanno identificato livelli di ormone antimulleriano (AMH), un marcatore quantitativo ampiamente utilizzato per la riserva ovarica, significativamente più bassi nelle donne con malattie autoimmuni della tiroide senza differenze tra individui eutiroidei e ipotiroidei. Inoltre è stata riscontrata un’associazione tra positività degli anticorpi anti tireoperossidasi (AbTPO) e basso numero follicoli antrali, tassi di nati vivi più bassi e tassi di aborto spontaneo più alti in assenza di associazione significativa con i livelli di TSH.

Autoimmunità come Causa Primaria

Non sono state identificate differenze nei tassi di gravidanza tra donne infertili con malattie tiroidee autoimmuni sottoposte a fecondazione in vitro quando si confrontano TSH “basso” e “alto” (<2,5 vs. >2,5 mU/L), suggerendo che l’autoimmunità, piuttosto che la riduzione del TSH sierico, collega le patologie tiroidee e riproduttive. Una comune eziologia autoimmune può spiegare questi effetti, poiché sia la tiroidite di Hashimoto che la malattia di Basedow sono entrambe mediate da autoimmunità e associate ad alti tassi di infertilità (rispettivamente 47% e 52%). Le pazienti con tiroidite autoimmune (e funzionalità tiroidea normale) non vanno trattate con ormone tiroideo (perché hanno le stesse possibilità di gravidanza sia che vengano trattate con quest’ormone sia che vengano trattate con placebo). Potrebbe essere ragionevole trattarle con Selenio.

Anticorpi tiroidei e fertilità

La Salute della Tiroide in Gravidanza: Uno Sviluppo Fetale Ottimale

La normale produzione di ormoni tiroidei è essenziale sia per la progressione della gravidanza che per lo sviluppo del feto. La tiroide si sviluppa gradualmente nel feto in gestazione, con un contributo funzionale limitato fino a 18-20 settimane dopo l’impianto. Di conseguenza, la gravidanza pone un carico maggiore sulla ghiandola tiroidea materna per soddisfare le esigenze della madre e del feto.

Adattamenti Fisiologici in Gravidanza

La gonadotropina corionica umana (hCG), che viene secreta dalla placenta, agisce direttamente sulle cellule tireotrope ipofisarie per aumentare la produzione e la secrezione dell’ormone tiroideo. L‘hCG raggiunge il picco tra le 8 e le 11 settimane di gestazione e i suoi effetti sulla secrezione di ormoni tiroidei determinano la riduzione temporanea del TSH che si verifica all’inizio della gravidanza. Tale quadro implica che, applicando i limiti di riferimento validi per la popolazione generale, fino al 20% delle donne gravide possono mostrare valori di TSH al di sotto della norma, pur essendo perfettamente normali.

Sin dalle prime settimane di gravidanza, aumenta nella madre il flusso di sangue ai reni, con un picco massimo intorno alla 20° settimana di gestazione, parallelamente si ha un incremento del filtrato glomerulare e un aumento della clearance dello iodio che porta alla riduzione della concentrazione plasmatica di iodio. A partire dalla fine del primo trimestre si realizza inoltre un aumento della richiesta di iodio, dovuto al passaggio transplacentare necessario per la sintesi fetale di iodotironina.

L'Ipotiroidismo in Gravidanza e le sue Complicanze

Le patologie tiroidee in gravidanza sono relativamente poco frequenti, in quanto un quadro di ipotiroidismo si presenta nel 2-2.5% delle gestanti mentre l’ipertiroidismo nel 0.5-1.5% dei casi. La prevalenza dell’ipotiroidismo franco (definita dal riscontro di TSH > 4 mIU/L ed FT4 inferiore al limite, oppure da valore di TSH > 10 mIU/L indipendentemente dal valore di FT4) è di circa lo 0,5%. Un’altra entità clinica è l’ipotiroxinemia isolata (valori di FT4 inferiori alla norma e normali valori di TSH).

Le complicanze indotte da ipotiroidismo franco sono: aumentata incidenza di aborto spontaneo, parto pre-termine, morte fetale endo-uterina; ipertensione gestazionale e pre-eclampsia; basso peso alla nascita; ridotto quoziente intellettivo (QI). Possono anche influire sulla qualità degli ovuli e aumentare il rischio di aborto spontaneo oppure di avere complicanze durante la gravidanza, come la preeclampsia, il parto prematuro, l’emorragia post-partum, il basso peso alla nascita, la morte intrauterina, la sindrome da distress respiratorio neonatale e le alterazioni nello sviluppo neurologico (basso coefficiente intellettuale).

Feto e sviluppo tiroideo

Gestione e Trattamento in Gravidanza

Monitorare i valori tiroidei in gravidanza e mantenere i livelli di TSH entro un range ottimale è fondamentale per evitare complicazioni. Mente in condizione di iodio-sufficienza queste aumentate richieste di iodio hanno poco o nessun impatto sostanziale sulla funzionalità tiroidea, in caso di carenza iodica lieve-moderata si realizza un incremento compensatorio del volume tiroideo nella madre da qui l‘importanza di una corretta supplementazione di iodio durante la gravidanza. Inoltre l’aumento della sintesi di ormoni tiroidei durante la gravidanza richiede adeguate riserve di ferro che deve essere soddisfatta attraverso la dieta.

Tutte le donne che affrontano una gravidanza dovrebbero comunque prendersi cura della propria tiroide, anche qualora gli esami preconcezionali e del primo trimestre fossero risultati ottimali, assumendo un quantitativo giornaliero di iodio adeguato pari a circa 250 mcg (contro i “normali” 150 mcg). Nelle donne in trattamento per ipotiroidismo con desiderio di gravidanza, le donne devono sottoporsi a un’analisi del sangue prima della concezione e posticipare la gestazione fino al raggiungimento del controllo ideale degli ormoni. Una volta ottenuta la gravidanza, si consiglia di eseguire un controllo analitico e, se necessario, bisogna aggiustare la dose dei medicinali antitiroidei, spiega la Dott.ssa Laura Perdomo, ginecologa di Dexeus Mujer, specializzata in alto rischio ostetrico.

Se i problemi tiroidei vengono trattati, ci sono le stesse possibilità di rimanere incinta e diventare madre rispetto a qualsiasi altra donna? In linea di massima, sì. Tuttavia, è necessario un monitoraggio poiché durante la gravidanza aumenta naturalmente la concentrazione di ormoni tiroidei nel sangue, che sono cruciali per lo sviluppo del cervello e del sistema nervoso del bambino.

Disfunzione Tiroidea e Condizioni Correlate

La complessità della funzione tiroidea si manifesta anche nelle sue interazioni con altre condizioni endocrine e con la fertilità maschile.

Tiroide e Sindrome dell’Ovaio Policistico (PCOS)

La sindrome dell’ovaio policistico (PCOS) è caratterizzata da una combinazione di iperandrogenismo, disfunzione ovulatoria e policistosi ovarica ed è stata associata ad anomalie della funzionalità tiroidea. PCOS e ipotiroidismo condividono rischi e caratteristiche di presentazione comuni come oligomenorrea, infertilità, resistenza all’insulina e dislipidemia, giustificando una valutazione endocrina approfondita delle pazienti con queste caratteristiche. Inoltre, l’ipotiroidismo è associato a indicatori prognostici negativi di PCOS avendo le donne con PCOS una probabilità 3,6 volte maggiori di ipotiroidismo subclinico (TSH > 4 mU/L) rispetto alla popolazione generale. Ciò sembra essere dovuto al fatto che la maggior parte delle donne che soffre di PCOS ha anche un BMI (indice di massa corporea) più alto, correlato a sovrappeso e obesità. Al tempo stesso, un BMI elevato è stato ricondotto ad un aumento dei livelli di TSH. Inoltre l’ipotiroidismo può avere anche conseguenze sullo stato psicologico delle donne con PCOS, incidendo sugli stati di ansia e depressione, tratti comuni alla stessa sindrome.

Sindrome dell'Ovaio Policistico e tiroide

Fertilità Maschile e Tiroide

Anche se non è così comune come nelle donne, i fattori dell’ipertiroidismo o dell’ipotiroidismo possono influenzare anche la fertilità maschile. Le alterazioni della tiroide influenzano la produzione e la maturazione degli spermatozoi e sono una causa di Teratozoospermia (alterazione seminale in cui c'è un elevato numero di spermatozoi con forme anormali o strane). In ogni caso, è importante prestare attenzione ai sintomi che causano ipotiroidismo e ipertiroidismo e consultare un endocrinologo. L’ipertiroidismo può causare cicli mestruali meno frequenti nelle donne e una conta degli spermatozoi bassa negli uomini. La salute della tiroide e la fertilità sono strettamente correlate. I disturbi della tiroide, infatti, se non curati, possono interferire con la fertilità, sia nella donna sia nell’uomo.

Strategie per Mantenere la Salute della Tiroide

Per garantire il corretto funzionamento della tiroide e supportare la fertilità, è fondamentale adottare uno stile di vita sano e monitorare attentamente alcuni parametri.

Alimentazione e Iodio

Gli ormoni tiroidei vengono sintetizzati grazie alla presenza di iodio, quindi è fondamentale che i valori di quest’ultimo siano ottimali. La sintesi degli ormoni tiroidei è strettamente correlata al metabolismo dello iodio che ne è infatti un costituente indispensabile e fondamentale. L’introito minimo raccomandato di iodio è di 150 microgrammi al giorno. Se si introducono meno di 50 microgrammi al giorno si può avere il gozzo, al contrario eccessivi livelli di iodio possono inibire la funzione tiroidea (per maggior approfondimenti leggi il mio articolo tiroide e iodio).

Una alimentazione corretta è fondamentale per la salute della tiroide e del nostro organismo in generale. La tiroide, per funzionare bene, ha bisogno di iodio: il fabbisogno giornaliero di un adulto è di 150 microgrammi. La principale fonte di iodio è il sale iodato e altre fonti sono il latte e il pesce. Pesci, molluschi e crostacei sono gli alimenti con le concentrazioni più alte di iodio. Sarebbe preferibile mangiarli crudi, dato che durante la cottura il minerale si disperde, infatti il sushi è una vera e propria miniera di iodio. Anche le patate iodate ne sono una buona fonte. Per un adeguato apporto di iodio, si dovrebbero mangiare 3 porzioni di latte o latticini e 2 grammi di sale iodato al giorno.

Le diete moderne rivestono un ruolo importante nella disfunzione tiroidea, in particolare l’assunzione di grani raffinati, zuccheri, prodotti derivati dalla soia, noccioline e caffeina. È quindi raccomandabile seguire una dieta sana ed evitare di fumare ed assumere alcolici.

Alimenti ricchi di iodio

Stile di Vita e Benessere Generale

Oltre alla diagnosi e all’assunzione di farmaci, esistono differenti abitudini che possono garantire il funzionamento corretto della tiroide. La riduzione dello stress è importante, dato che livelli elevati di cortisolo (ormone dello stress) inibiscono la produzione degli ormoni tiroidei. Inoltre, è utile un’attività fisica costante, dato che promuove la produzione di ormoni tiroidei e aumenta la sensibilità dei tessuti a queste ormoni.

È fondamentale controllare la funzione tiroidea, soprattutto per le donne che stanno cercando una gravidanza. Un’accurata valutazione della tiroide, con esami specifici (TSH, FT4, FT3, anticorpi anti-tiroide), può aiutare a diagnosticare eventuali disfunzioni e a intervenire con il trattamento appropriato per riportare il quadro ormonale in condizioni ottimali. La salute della tiroide in gravidanza e durante il concepimento è fondamentale per garantire una buona fertilità e un corretto sviluppo fetale. I disturbi della tiroide e le loro conseguenze possono essere prevenuti.

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