Mafalda: L'Eterna Bambina Ribelle di Quino

Ritratto di Quino

Joaquín Salvador Lavado Tejón, universalmente noto con il nome d'arte Quino, è stato un fumettista argentino, nato a Mendoza nel 1932 da una coppia originaria dell’Andalusia. Rimasto orfano di madre e padre durante l'adolescenza, Quino ha costruito il suo tratto lieve ed elegantissimo e il suo formidabile talento nello storytelling a suon di film muti. Il suo linguaggio, universale e nato per strappare un sorriso a qualsiasi latitudine, era lontanissimo da ogni tentazione puramente ideologica. La sua satira, infatti, era tutta scritta e disegnata guardando al sociale, al quotidiano e alle istanze primordiali del genere umano.

La sua prima pubblicazione risale al 1954, ma la svolta della sua vita avvenne nel 1963, quando creò il personaggio di Mafalda per una campagna pubblicitaria di elettrodomestici. Il fumetto, sebbene rifiutato dal committente, avrebbe avuto un successo planetario come striscia omonima. Il fumettista argentino, scomparso all'età di 88 anni nel cupo settembre 2020 a seguito dei postumi di un ictus, è ricordato per aver creato uno dei più straordinari personaggi della storia del fumetto: la bambina saggia, meglio degli adulti, che prende preoccupata la temperatura di un mappamondo.

La Nascita di un'Icona: Mafalda

La prima striscia del fumetto Mafalda risale al 1964. Per il suo nome, Quino si ispirò a una bambina del romanzo argentino "Dar la cara" di David Viñas. Il personaggio, la cui origine fu in un certo senso una contingenza imprevista, prese forma infatti a partire da una committenza pubblicitaria da parte dell'azienda di elettrodomestici Siam di Tiella, che voleva una mascotte per una campagna pubblicitaria della nuova linea Mansfield. Il progetto, tuttavia, non si concretizzò.

Successivamente, il personaggio fu proposto a "Gregorio", supplemento umoristico della rivista "Leoplán", dove tre di quelle strisce - nelle quali compariva già una bambina - fecero il loro debutto. Il direttore del settimanale "Primera Plana", Julián Delgado, vide le strisce di prova e suggerì a Quino di mantenere il personaggio. Così, Mafalda venne ripresa l'anno successivo per realizzare una striscia satirica per il settimanale diretto da Delgado.

Dal 15 marzo 1965, la serie fu pubblicata giornalmente sul quotidiano "El Mundo" di Buenos Aires, permettendo all'autore di seguire da vicino l'attualità. Alcune settimane dopo nacquero i personaggi di Manolito, Susanita e Felipe, mentre la mamma di Mafalda era incinta quando il giornale chiuse il 22 dicembre 1967, e la serie si interruppe a causa del fallimento del quotidiano.

Mafalda con il suo gruppo di amici

Nel 1966 fu pubblicata una raccolta di strisce già uscite sui giornali; il piccolo libro ebbe un successo inaspettato e le cinquemila copie andarono esaurite in due giorni. Nel 1970, Mafalda fu pubblicata in Spagna, in Portogallo e in Brasile, dove comparve su una rivista di pediatria e pedagogia. Venne pubblicata anche in Cina. La striscia fu pubblicata per la prima volta in Italia nel 1968, in un'antologia edita da Feltrinelli. Nel 1969, uscì la prima raccolta intitolata "Mafalda la contestataria", pubblicata da Bompiani, con una prefazione scritta da Umberto Eco.

Il Carattere e il Mondo di Mafalda

Mafalda è una bambina di 6 anni, intelligente e acuta, che si interessa dei problemi che affliggono il mondo. Si comporta come ogni bambina della sua età, ma ha anche uno sguardo acuto e indagatore sul mondo e sulla vita. Non ha remore nell’interrogare gli adulti sulle questioni più spinose, né tantomeno a dispensare giudizi. Si interessa dei problemi del mondo, come la guerra del Vietnam, la fame o il razzismo. Quando chiede spiegazioni agli adulti, le sue domande sono sempre dirette e disarmanti, fino a provocare in loro crisi di nervi, curate col calmante "Nervocalm".

Mafalda è una bambina dallo spirito ribelle, profondamente preoccupata per l'umanità e per la pace nel mondo. Pone a sé e ai suoi genitori domande candide e disarmanti a cui è difficile, e a volte impossibile, rispondere. Diversamente dal mondo disincantato e infantile di Charlie Brown e dei suoi amici, il mondo di Mafalda è concreto e privo di ingenuità, senza nessuna possibilità di accettare compromessi. Questa bambina - a tratti irriverente - vede e dice le cose per come sono realmente, rifiutandosi di scendere a compromessi. Il suo umorismo non risparmia nessuno.

Barbanotizia del 1 ottobre: lunga vita a Mafalda

Umberto Eco, scopritore del personaggio, nella prefazione al volume Bompiani "Mafalda la contestataria" (1969), sottolineava il parallelo con l'altro grande personaggio alla cui influenza Mafalda non si sottraeva: Charlie Brown. Eco spiegava: «Charlie Brown è nordamericano, Mafalda è sudamericana (…). Charlie Brown appartiene a un paese prospero, a una società opulenta in cui cerca disperatamente di integrarsi mendicando solidarietà e felicità; Mafalda appartiene a un paese denso di contrasti sociali, che tuttavia non chiederebbe di meglio che integrarla e renderla felice, salvo che Mafalda si rifiuta, respingendo ogni avance». Stringi stringi, Mafalda era un (necessario) controcanto all’America stile Norman Rockwell cantata da Charles M. Schulz nelle sue strip. E insieme, una creazione che sotto la pelle già denunciava le inquietudini destinate ben presto a spalancare le porte a quel figlio di puttana di Videla.

Il Mondo di Mafalda: Tra Famiglia e Amici

La piccola Mafalda è la protagonista dell'omonima striscia a fumetti, pubblicata fra il 1964 e il 1973, e diventata popolarissima in Sudamerica e in tutto il mondo. Il suo sguardo sull’umanità è, nello stesso tempo, femminile, acuto e irriverente. Mafalda scardina le ipocrisie di un mondo piccolo-borghese che si nega a vedere la realtà, nascondendo la testa sotto la sabbia. Intelligente e pestifera, Mafalda tempesta, con le sue domande su pace, guerra e società, adulti benestanti e benpensanti che non possono o non vogliono rispondere. Il risultato è, invariabilmente, cinico, caustico e irresistibile. Mafalda non si integra, non accetta compromessi.

Insieme a Mafalda c’è il suo gruppo di amici, bambini come lei, che rappresenta il riflesso - innocente, ironico, spietato - del pianeta degli adulti in tutte le sue aberranti sfaccettature.

La Famiglia di Mafalda

  • Mamma (Raquel, 6 ottobre 1964) e Papà (29 settembre 1964): I genitori di Mafalda sono una coppia normalissima, spesso in difficoltà a causa della personalità della figlia. Il papà lavora in un alienante ufficio di assicurazioni ed è appassionato di botanica. La mamma è casalinga, ha studiato pianoforte e frequentato l'università, ma l'ha abbandonata dopo il matrimonio.
  • Guille (Guillermo, in italiano Nando, 1968): È il fratellino di Mafalda. Al contrario della sorella, adora la minestra. A volte compete con Mafalda nelle sue riflessioni, ma lo fa inconsapevolmente, e con una visione del mondo più ingenua di lei, congruamente alla propria età (non va ancora neppure all'asilo) ma che lasciano altrettanto imbarazzati i genitori. Spesso disegna e scarabocchia sui muri, irritando notevolmente la mamma.

Gli Amici di Mafalda

  • Felipe (19 gennaio 1965): È il migliore amico di Mafalda, con lui condivide le riflessioni sul mondo. È un sognatore, odia la scuola e preferisce i fumetti del Cavaliere solitario. Spesso è in difficoltà per il suo eccessivo senso di responsabilità. Abita nello stesso condominio di Mafalda.
  • Manolito (Manuel Goreiro, 29 marzo 1965): Figlio di un droghiere spagnolo (che molte volte vende roba avariata o di scarsa qualità), mette il denaro sopra ogni altra cosa. Vende spesso caramelle agli amici fingendo di offrirle. A scuola è un po' zuccone, tuttavia va bene in matematica e in tutto ciò che può essere utile alla bottega del padre, in cui lavora come garzone.
  • Susanita (Susana Beatriz Chirusi, 6 giugno 1965): La sua visione del mondo è praticamente opposta a quella di Mafalda. Frivola, pettegola e superficiale, tutto ciò che vuole dalla vita è un marito ricco e un numero enorme di figli, di cui uno che sia un medico affermato. Si disinteressa apertamente dei problemi del mondo e mostra disprezzo per i poveri e i bisognosi.
  • Miguelito (Miguel Pitti, febbraio 1966): È vittima di numerose frustrazioni causate dal suo egoismo dietro il quale spesso si difende, ma in realtà è molto generoso. Sorprende spesso gli altri personaggi con commenti caratterizzati da cinismo, pedanteria e talvolta anche sociopatia.
  • Libertà (15 febbraio 1970): È una bambina della stessa età di Mafalda, nonostante sia molto bassa. La madre è una traduttrice di francese, mentre il padre non appare mai nelle strisce ma di lui si sa solo che è socialista, che lavora in un "postaccio di fame" e che parla spesso alla figlia di una "rivoluzione sociale" da realizzare in un futuro imprecisato. Vive in un appartamento molto piccolo (anche se loro cercano di farlo passare per un attico) e la sua famiglia è in brutte condizioni economiche. Influenzata dalle idee del padre, vive anche lei nel miraggio di una "rivoluzione sociale" e molto spesso la propone agli altri.

La Fine di un'Epoca e l'Eredità di Mafalda

Nel 1973, dopo dieci anni di pubblicazioni, Quino smise di disegnarne le strisce. Come ricordava in un’intervista del 2014 a «L’Espresso»: «Ad un certo punto mi sono veramente stancato. Non ce la facevo più a dire tutto quello che non andava, a passare il mio tempo in un continuo atteggiamento di denuncia. Il momento in cui ho deciso di mettere fine alle sue avventure, è coinciso poi con l’inizio di un periodo nero per l’Argentina. Quello dei sequestri, delle sparizioni, della dittatura. Il regime militare ha rafforzato la censura. Anche volendo, non avrei mai potuto continuare». Mafalda fu guardata con sospetto dalla sinistra peronista che l’accusava di non essere abbastanza politicizzata, e ovviamente messa all’indice dalla destra golpista di Videla, che costrinse Quino ad abbandonare l’Argentina per salvare la pelle - come altri fumettisti argentini, primo fra tutti, Héctor Oesterheld, autore de L’Eternauta. Le turbolente vicende in America Latina spinsero Quino a posare la matita, raccontando indignato che aveva più senso disegnarla perché «sarebbe stata una desaparecida».

Statua di Mafalda a Buenos Aires

Ma Mafalda non era destinata a sparire e il suo personaggio sarebbe stato usato per campagne dell’Unicef e cause umanitarie. Il personaggio di Mafalda continuerà comunque ad apparire in cartoni animati e campagne pubblicitarie, soprattutto di impegno sociale, per molti anni.

Quino Oltre Mafalda

Sebbene lanciato nell’empireo delle stelle dal personaggio, Quino l’avrebbe abbandonato nel giro di un decennio. D’altronde il mondo fantastico del leggendario disegnatore argentino andava ben al di là delle case e dei cortili in cui aveva scatenato la sua baby gang. Dopo Mafalda, sarebbero arrivati anni picareschi di viaggi tra Milano, Buenos Aires, Madrid e Parigi, molti altri libri pervasi di humour allo stesso tempo impalpabile e caustico, ma anche notevoli riconoscimenti internazionali: su tutti, le mostre dedicate alla sua carriera e il Cavalierato dell’Ordine delle arti e delle lettere conferitogli nel 2010 dal ministro della Cultura francese Fréderic Mitterrand. Le cronache ufficiali riportano che non avesse eredi cui lasciare la sua sterminata eredità umana e artistica. Mafalda non è stata l’unico personaggio creato da Quino: il fumettista ha creato un mondo di creature favolose, perché sognava di diventare come Picasso. Il Corriere ricordò che Quino era «un artista geniale e delizioso, spelacchiato e timido, alto e magro magro, con i grandi occhiali quadrati sui piccoli occhi vividi».

Barbanotizia del 1 ottobre: lunga vita a Mafalda

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