Biberon in Plastica Riciclabile: Guida Completa allo Smaltimento e alla Raccolta Differenziata

La gestione dei rifiuti è una delle sfide ambientali più pressanti del nostro tempo, e la plastica, data la sua onnipresenza e versatilità, rappresenta una componente significativa di questa sfida. Comprendere come smaltire correttamente gli oggetti in plastica, dai comuni contenitori alle apparecchiature più complesse, è un passo fondamentale per ridurre l'impatto ambientale e promuovere un'economia circolare. In questo contesto, anche la corretta differenziazione di oggetti di uso quotidiano, come i biberon in plastica, assume un'importanza cruciale. Massimizzare il recupero di questo prezioso materiale non solo consente di conservare risorse, ma contribuisce anche a diminuire l'inquinamento e i costi di smaltimento.

La Plastica: Un Materiale Versatile e le Sue Classificazioni per il Riciclo

La plastica è un materiale versatile e ampiamente utilizzato in molti settori, dalle costruzioni all'imballaggio, passando per l'elettronica e l'arredamento. Per garantire un corretto smaltimento e massimizzare il recupero di questo prezioso materiale, è fondamentale conoscere le differenze tra i vari tipi di plastica e saper riconoscere quali sono riciclabili e quali no. Il riciclo è una strategia fondamentale per ridurre i rifiuti plastici e conservare risorse preziose.

Le plastiche riciclabili sono generalmente identificate da codici numerici che vanno da 1 a 6, stampati sul prodotto o sull'imballaggio. Per identificare se un oggetto in plastica è riciclabile, il primo passo è cercare il simbolo del riciclo, che consiste in un triangolo formato da tre frecce con un numero al centro.

Simboli di riciclo della plastica (codici da 1 a 7)

Identificare la Plastica Riciclabile: I Codici da 1 a 6

Ogni numero all'interno del simbolo del riciclo identifica un tipo specifico di polimero plastico, ognuno con proprietà e possibilità di riciclo differenti:

  • 1. Polietilene tereftalato (PET): Il PET è una delle plastiche più comuni e più riciclate al mondo. È una resina termoplastica adatta al contatto alimentare, utilizzata per diversi contenitori per cibi e per le bottiglie di acqua e bibite. Le bottiglie di plastica rientrano spesso in questa categoria.
  • 2. Polietilene ad alta densità (HDPE): Questo materiale è completamente riciclabile e viene comunemente raccolto nei programmi di riciclo municipali. L'HDPE è robusto e resistente a molti solventi, spesso impiegato per contenitori di detersivi, flaconi di latte e giocattoli.
  • 3. Polivinilcloruro (PVC): Il PVC è un polimero termoplastico ampiamente utilizzato nel settore delle costruzioni, grazie alle sue proprietà di resistenza, durata e versatilità. Sebbene il PVC sia tecnicamente riciclabile, il suo riciclo è meno comune rispetto ad altri tipi di plastica, a causa della presenza di additivi e stabilizzanti che possono complicare il processo.
  • 4. Polietilene a bassa densità (LDPE): L'LDPE è una plastica flessibile e trasparente, usata per sacchetti di plastica, pellicole e rivestimenti. Sebbene l'LDPE sia riciclabile, viene raccolto meno frequentemente rispetto ad altri tipi di plastica, a causa delle sfide legate alla sua selezione e pulizia.
  • 5. Polipropilene (PP): Questo materiale è riciclabile e sempre più accettato nei programmi di riciclo municipali. Il simbolo del polipropilene è comunemente utilizzato per diversi contenitori per esempio per la pasta, può essere usato in microonde e ha alta resistenza meccanica, anche ad alte temperature. Il PP riciclato trova impiego in molti settori, dall'automotive all'arredamento, passando per l'elettronica e l'imballaggio.
  • 6. Polistirene (PS): Il polistirene è un polimero termoplastico utilizzato per bicchieri e posate monouso, molto resistente anche ad alte temperature. Sebbene il PS sia tecnicamente riciclabile, presenta alcune sfide che ne limitano il riciclo su larga scala. Tuttavia, quando viene raccolto e riciclato correttamente, il PS può essere trasformato in nuovi prodotti, come materiali isolanti, imballaggi protettivi, accessori per ufficio e molto altro ancora.

Biberon in Plastica e la Categoria "Altro" (Codice 7): Il Policarbonato (PC)

La categoria contrassegnata con il codice 7 è una "catch-all" che include tutti i polimeri e le combinazioni di materiali che non sono stati classificati con i codici da 1 a 6. Questa categoria è particolarmente rilevante per il tema dei biberon in plastica, poiché include materiali come il Policarbonato (PC).

Il Policarbonato (PC) è un polimero termoplastico trasparente e resistente, molto utilizzato in applicazioni che richiedono elevate prestazioni meccaniche e ottiche, come fari per auto, caschi protettivi, CD e DVD. Ma è anche presente in alcuni imballaggi alimentari e, storicamente, in molti biberon. La sua trasparenza, flessibilità e resistenza anche ad alte temperature lo rendono molto utilizzato per le sue proprietà tecniche. Tuttavia, il riciclo del PC e di altre plastiche del gruppo "Altro" può essere più complesso rispetto ai tipi da 1 a 6, e le modalità di smaltimento variano a seconda delle politiche comunali e delle tecnologie disponibili negli impianti di riciclo locali. È sempre consigliabile verificare le indicazioni specifiche del proprio comune o del produttore.

Oltre al Policarbonato, la categoria "Altro" può includere:

  • Polimetilmetacrilato (PMMA): Conosciuto anche come plexiglass o vetro acrilico, il PMMA è un polimero termoplastico trasparente e resistente, impiegato per la realizzazione di schermi protettivi, insegne luminose, vetri di sicurezza e molto altro ancora.
  • Acido Polilattico (PLA): Un biopolimero termoplastico derivato da risorse rinnovabili, come l'amido di mais o la canna da zucchero. Il PLA è spesso utilizzato per la produzione di imballaggi compostabili, come vaschette per alimenti, posate monouso e sacchetti. È importante notare che, sebbene sia biodegradabile, il PLA richiede condizioni specifiche di compostaggio industriale e non deve essere confuso con la plastica riciclabile convenzionale.
  • Poliaccoppiati: Si tratta di materiali costituiti da strati di diversi polimeri o da combinazioni di plastica con altri materiali, come carta o alluminio. Un esempio comune sono i contenitori Tetra Pak, ampiamente utilizzati per il confezionamento di latte, succhi di frutta e altri alimenti liquidi. Il codice per il conferimento del cartone non ondulato comunemente usato per scatole per alimenti, o della fibra di canna da zucchero, è PAP 21. La lettera C sta ad indicare che il materiale in questione è un composito (poliaccoppiato). La sigla PAP indica invece che il sacchetto è composto prevalentemente da carta. Il numero 81 indica da quale altro materiale è costituito il poliaccoppiato (in questo caso plastica).

È fondamentale distinguere queste plastiche dai materiali termoindurenti, che sono polimeri che, una volta formati attraverso una reazione chimica irreversibile, non possono essere rifusi o rimodellati senza subire una degradazione sostanziale. Questa caratteristica li rende intrinsecamente non riciclabili con i metodi convenzionali. Esempi includono:

  • Resine epossidiche: ampiamente utilizzate come adesivi strutturali, rivestimenti protettivi, materiali compositi e isolanti elettrici.
  • Resine fenoliche: impiegate per la produzione di laminati ad alta resistenza termica, isolanti elettrici, materiali compositi e componenti per l'edilizia, come pannelli truciolari e compensati.
  • Resine melamminiche: utilizzate per la realizzazione di laminati decorativi, rivestimenti protettivi, stoviglie e oggetti resistenti al calore e ai graffi.

Sebbene i materiali termoindurenti non siano riciclabili con i metodi convenzionali, esistono alcune tecnologie emergenti, come il riciclo chimico o la pirolisi, che permettono di recuperare i componenti di base o di trasformarli in combustibili o prodotti chimici.

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Il Corretto Smaltimento delle Bottiglie e Contenitori in Plastica

La corretta raccolta differenziata delle bottiglie e degli altri contenitori in plastica è essenziale per il successo del processo di riciclo. Le bottiglie di plastica vanno gettate nei contenitori gialli per la raccolta differenziata o nei sacchi di colore giallo assieme agli altri tipi di contenitori per liquidi. Prima del conferimento, è importante togliere il tappo, pressare la bottiglia per ridurne il volume e quindi rimettere il tappo. La pressatura è necessaria per la riduzione del volume, ottimizzando lo spazio nei contenitori e nei mezzi di trasporto.

Oltre alle bottiglie, numerosi altri oggetti in plastica o compositi rientrano nella raccolta differenziata o richiedono modalità specifiche di smaltimento:

  • Lattine e barattoli: Questi possono essere conferiti nei raccoglitori stradali - ove esistenti - oppure alle aree attrezzate e ai punti ecologici comunali presidiati. Per i Comuni che effettuano il sistema di raccolta "porta a porta", vanno nel sacco giallo. Le lattine sono di alluminio e, pertanto, riciclabili, e vanno conferite nell'apposito sacco giallo o nei bidoncini/cassonetti a seconda di come è organizzato il servizio nel comune di residenza.
  • Blister trasparenti preformati: Questi sono riciclabili e vanno conferiti insieme agli altri contenitori in plastica.
  • Cellophane per imballaggio: Il cellophane per imballaggio è riciclabile e va smaltito con la plastica.
  • Buste e sacchetti delle caramelle e delle patatine: Non sono realizzate in plastica riciclabile. Si tratta ad esempio delle buste e dei sacchetti delle caramelle e delle patatine, e vanno smaltite nel rifiuto indifferenziato.
  • Sacchetti per congelamento cibi: Non sono riciclabili e vanno nel rifiuto indifferenziato.
  • Biro e i loro tappi: Non sono recuperabili in quanto realizzati con plastica di tipo non riciclabile, quindi vanno nel rifiuto indifferenziato.
  • Vasi di plastica per fiori, piante ecc.: Si tratta di oggetti in plastica non riciclabile e devono essere conferiti nel rifiuto indifferenziato.
  • Spazzolini da denti: Non sono riciclabili e vanno nel rifiuto indifferenziato.
  • Nastro adesivo: Non è riciclabile e va smaltito nel rifiuto indifferenziato.
  • Polistirolo di provenienza non domestica: Si tratta pertanto di un rifiuto riciclabile conferibile avvalendosi delle piattaforme per la raccolta differenziata presenti in alcuni comuni oppure utilizzando il servizio di ritiro a domicilio su chiamata garantito da diverse amministrazioni comunali.
  • Posate in metallo: Vanno considerate come stoviglie e pentole, e il loro smaltimento non rientra nella raccolta della plastica.
  • Bombolette spray: Una volta esaurito completamente il prodotto, possono essere conferite negli appositi contenitori per l'alluminio/banda stagnata o, per i Comuni che effettuano il sistema di raccolta "porta a porta", nel sacco giallo. Attenzione però: se il prodotto contenuto nella bomboletta è contrassegnato con uno dei simboli di pericolo per lo smaltimento, la bomboletta deve essere consegnata presso le aree attrezzate. È ormai possibile trovare in molti casi prodotti spray contenenti nuovi gas non dannosi per l'ambiente (leggere attentamente sull'etichetta); è comunque preferibile acquistare prodotti che impiegano spruzzatori a pressione manuale o comunque non contenuti in bombolette spray. L'uso di prodotti in bombolette spray può rappresentare un danno ambientale se il gas in esse contenuto è un CFC (provoca la distruzione dello strato di ozono).

Le istruzioni per la raccolta porta a porta spesso specificano di utilizzare i contenitori dati in dotazione; se non previsti, è necessario esporre il materiale in piccole scatole o sacchi di carta a perdere. È importante conferire gli imballaggi privi di residui.

Il Processo di Separazione e Riciclo della Plastica

Il processo di separazione delle plastiche è una fase importante del riciclo dei rifiuti plastici, poiché garantisce che i materiali siano adeguatamente classificati per un riciclo efficace. La corretta separazione delle plastiche è fondamentale per il successo del riciclo, poiché influisce direttamente sulla qualità del materiale riciclato e sull'efficienza del processo complessivo. La separazione accurata consente di ridurre i rifiuti destinati agli inceneritori e di massimizzare il recupero di risorse preziose.

  1. Raccolta differenziata: Il primo passo è la raccolta differenziata della plastica, che separa i rifiuti plastici dagli altri materiali. Questo può avvenire tramite cassonetti stradali specifici, sacchi dedicati (come il sacco giallo menzionato per le bottiglie e i contenitori liquidi) o servizi di raccolta porta a porta.
  2. Smistamento e selezione: Una volta raccolti, i rifiuti plastici vengono inviati agli impianti di riciclaggio. Qui, la plastica viene smistata utilizzando macchinari avanzati, come scanner a infrarossi e getti d'aria compressa, che separano i materiali in base al tipo di polimero e alla dimensione.
  3. Separazione manuale: Nonostante l'automazione, una parte del processo richiede ancora l'intervento umano. Operatori qualificati esaminano i materiali per rimuovere eventuali contaminanti o oggetti non conformi che potrebbero sfuggire alle macchine.
  4. Lavaggio e pulizia: Dopo la separazione, i materiali plastici vengono lavati per rimuovere contaminanti e residui. Questa fase è cruciale per garantire la qualità del materiale riciclato, poiché anche piccole impurità possono compromettere le proprietà del prodotto finale.
  5. Frantumazione e riduzione in scaglie: Le plastiche pulite vengono poi frantumate in piccole scaglie o fiocchi. Questa riduzione delle dimensioni facilita i successivi processi di lavorazione, come la fusione e la granulazione, trasformando i rifiuti in materie prime secondarie pronte per essere riutilizzate.

Diagramma del processo di riciclo della plastica

Sfide e Nuove Frontiere nel Riciclo della Plastica

Nonostante l'importanza del riciclo, il processo incontra diversi ostacoli che ne limitano l'efficacia e l'efficienza. Uno dei problemi più significativi è la contaminazione del materiale con altri rifiuti, che compromette la qualità del prodotto riciclato. I costi elevati rappresentano un'altra barriera, poiché il riciclo della plastica richiede investimenti significativi in infrastrutture e tecnologie. Inoltre, la varietà di polimeri plastici, ciascuno con diverse proprietà chimiche e fisiche, rende lo smistamento e la lavorazione complessi. Il mercato per la plastica riciclata è ancora limitato, il che non sempre incentiva la produzione. Le normative e gli standard ambientali possono influenzare il riciclo, imponendo requisiti che devono essere rispettati per garantire la sicurezza e la qualità dei materiali riciclati. Infine, in molti luoghi, le infrastrutture inadeguate per il riciclo non sono sufficientemente sviluppate per gestire efficacemente i rifiuti plastici.

Per affrontare queste sfide, le innovazioni recenti nel campo del riciclo delle plastiche stanno rivoluzionando il modo in cui affrontiamo la gestione dei rifiuti plastici:

  • Smistamento ottico e AI: L'utilizzo di sensori ottici e algoritmi di intelligenza artificiale consente di identificare e separare i rifiuti plastici in base alle loro proprietà ottiche e composizioni chimiche con una precisione sempre maggiore.
  • Pirolisi: Questo processo di decomposizione termica trasforma i rifiuti plastici in prodotti chimici o combustibili di valore, offrendo una soluzione per plastiche difficilmente riciclabili con metodi meccanici.
  • Riciclo chimico: Include processi come la depolimerizzazione, che scompone i polimeri plastici nei loro monomeri originali, consentendo di produrre nuova plastica con qualità paragonabile a quella vergine.
  • Upcycling: Questa trasformazione creativa dei rifiuti plastici li converte in prodotti di valore superiore, come mobili innovativi o accessori di moda, prolungandone il ciclo di vita e riducendo la necessità di nuove materie prime.
  • Downcycling: Anche se comporta la conversione dei rifiuti plastici in prodotti di valore inferiore (come legname plastico o fibre), contribuisce comunque a sottrarre materiali dalle discariche.
  • Ecobricks: Sono bottiglie di plastica riempite con rifiuti plastici non riciclabili per creare blocchi da costruzione riutilizzabili e altamente isolanti, un'alternativa ingegnosa per la gestione dei rifiuti in contesti specifici.

Oltre al riciclo meccanico, che prevede la fusione e la rimodellazione dei polimeri, il recupero energetico attraverso l'incenerimento controllato può rappresentare un'opzione per sfruttare il contenuto calorico dei rifiuti plastici raccolti, producendo elettricità e calore, laddove il riciclo non sia possibile o economicamente vantaggioso.

L'Impegno per la Sostenibilità: Riduzione, Educazione e Collaborazione

La corretta gestione dei rifiuti plastici è un imperativo ambientale, sociale ed economico. Con milioni di tonnellate di plastica che finiscono ogni anno nelle discariche, negli oceani e nell'ambiente naturale, è fondamentale adottare pratiche sostenibili per ridurre l'impatto di questo materiale e massimizzare il suo recupero e riutilizzo.

Un altro aspetto per una corretta gestione dei rifiuti plastici è la riduzione dell'uso di plastica monouso, ovvero di quei prodotti che sono progettati per essere utilizzati una sola volta e poi gettati via. Per promuovere una corretta gestione dei rifiuti plastici, è fondamentale investire in campagne di sensibilizzazione e programmi educativi rivolti a consumatori, aziende e istituzioni. Le scuole, in particolare, possono svolgere un ruolo chiave nell'educazione delle nuove generazioni alla sostenibilità ambientale, integrando nei programmi didattici temi come il riciclo, l'economia circolare e la riduzione dei rifiuti.

Immagine di campagna di sensibilizzazione sul riciclo

L'industria delle costruzioni, uno dei maggiori utilizzatori di materiali plastici, ha un ruolo fondamentale nella promozione di pratiche sostenibili e nella riduzione dell'impatto ambientale associato ai rifiuti plastici. Un altro aspetto chiave per promuovere la sostenibilità nel settore delle costruzioni è l'adozione di principi di progettazione che favoriscano il riciclo dei materiali a fine vita. Per promuovere pratiche sostenibili e circolari nel settore delle costruzioni, è essenziale la collaborazione tra i vari attori della filiera, dai produttori di materie prime ai progettisti, dai costruttori ai gestori dei rifiuti.

Dakota Group è fortemente impegnata nella sostenibilità e nell'uso di plastica riciclata per la produzione di materiali edili. L'azienda ha adottato un approccio basato sull'economia circolare, che mira a ridurre al minimo i rifiuti e a prolungare il ciclo di vita dei materiali. Questo si traduce in:

  • Riduzione dell'uso di plastica vergine: Dakota si sta allontanando dal tradizionale modello produttivo che fa affidamento su polimeri plastici vergini, introducendo sempre più materiali riciclati nella propria filiera produttiva.
  • Processi produttivi sostenibili: L'azienda utilizza processi produttivi che incorporano rifiuti industriali e civili, senza compromettere la qualità dei prodotti.
  • Innovazione e design sostenibile: Dakota investe nella progettazione di prodotti e imballaggi che facilitino il riutilizzo e la ricarica, contribuendo ulteriormente alla riduzione dei rifiuti.

Dakota Group è anche parte di "A Sustainable World", un'organizzazione che promuove lo sviluppo sostenibile e l'economia circolare in Italia, supportando le aziende nel loro percorso verso la sostenibilità. La corretta gestione dei rifiuti plastici è una sfida complessa che richiede l'impegno e la collaborazione di tutti gli attori della società, dai singoli cittadini alle aziende, dalle istituzioni alle organizzazioni non governative.

Guida Completa alla Raccolta Differenziata per Altri Rifiuti Comuni

Oltre alla plastica, una corretta gestione dei rifiuti domestici richiede attenzione per molte altre tipologie di materiali. Il reimpiego del materiale fa risparmiare energia, materie prime e costi di smaltimento, sottolineando l'importanza di una raccolta differenziata capillare ed efficace per tutte le categorie.

Infografica sulla raccolta differenziata dei principali rifiuti

Smaltimento dei Rifiuti Organici: Umido e Frazione Verde

La frazione organica dei rifiuti solidi urbani, costituita da scarti alimentari e di cucina e altri rifiuti facilmente biodegradabili, è comunemente nota come "umido". Questo rifiuto, raccolto in modo differenziato - nei comuni ove tale servizio è svolto - viene inviato al compostaggio unitamente ai rifiuti verdi prodotti dalle attività di giardinaggio. Chi possiede un orto o un giardino può praticare direttamente il compostaggio domestico, trasformando questi scarti in un concime naturale.

I prodotti dello sfalcio e della potatura delle piante provenienti dai giardini e dalla manutenzione del verde pubblico e privato sono definiti "frazione verde" di rifiuto. Anche la frazione verde viene utilizzata per il processo di compostaggio, grazie al quale si ottiene il compost, un concime naturale utilizzato in agricoltura. Il compostaggio è anche praticabile a livello domestico avendo un orto o un giardino. Si tratta pertanto di un rifiuto riciclabile conferibile avvalendosi delle piattaforme per la raccolta differenziata presenti in alcuni comuni oppure utilizzando il servizio di ritiro a domicilio su chiamata garantito da diverse amministrazioni comunali. Si tratta di rifiuti organici che vanno conferiti nella raccolta differenziata dell'umido, ove tale servizio sia presente.

Vetro e Alluminio: Il Valore del Recupero

Le bottiglie di vetro (quelle "a perdere") vanno gettate, vuote e sciacquate, possibilmente senza tappi, nei contenitori verdi per la raccolta differenziata del vetro. Naturalmente, tale discorso non riguarda le bottiglie "a rendere", il cui utilizzo si raccomanda anche per motivi di risparmio.

Le lattine e i barattoli in alluminio/banda stagnata possono essere conferiti nei raccoglitori stradali - ove esistenti - oppure alle aree attrezzate e ai punti ecologici comunali presidiati. Per i Comuni che effettuano il sistema di raccolta "porta a porta", vanno nel sacco giallo.

Carta e Cartone: Regole per un Riciclo Efficace

Recuperare tutta la carta usata non è un traguardo facilmente raggiungibile poiché spesso la carta si presenta sporca, imbevuta di sostanze liquide o accoppiata a plastica, alluminio, ecc. che ne rendono praticamente impossibile il riciclaggio. Per i rifiuti cartacei, si fa riferimento a codici specifici per il conferimento:

  • PAP 20: Il codice di riferimento per il conferimento degli imballaggi in cartone ondulato. Del caso di SignorBIO è riferito a tutte le scatole di cartone in cui sono consegnati i nostri prodotti.
  • PAP 21: Codice per il conferimento della fibra di canna da zucchero e del cartone non ondulato comunemente usato per scatole per alimenti.
  • PAP 22: Codice per il conferimento della carta, comunemente usato per confezione di cibi e cannucce.
  • C/PAP 81: Comunemente usato per i sacchetti dei biscotti e alcune confezioni di pasta. La lettera C sta ad indicare che il materiale in questione è un composito (poliaccoppiato). La sigla PAP indica invece che il sacchetto è composto prevalentemente da carta. Il numero 81 indica da quale altro materiale è costituito il poliaccoppiato (in questo caso plastica).

Alcuni tipi di carta non sono riciclabili e vanno smaltiti nell'indifferenziato:

  • Carta da cucina: Non è riciclabile. Va messa nel sacco nero.
  • Carta da forno: Non è un materiale riciclabile.
  • Carta del pane: È un materiale riciclabile. Va conferito utilizzando il sacco azzurro.
  • Carta lucida da disegno: Non è un materiale riciclabile.
  • Scontrini: Sono fatti di carta termica e non è possibile avviarle al riciclo come carta.
  • Tappezzeria: È formata per lo più di carta che non può essere riciclata nelle cartiere.
  • Involucri utilizzati per avvolgere gli alimenti (ad es. l'alluminio del cioccolato): Sono di alluminio e, pertanto, riciclabili, ma vanno conferiti nel sacco giallo e non unitamente al sacco azzurro della carta.

Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche (RAEE): Un Rituale Specifico

Per i cellulari, computer, elettrodomestici (lavatrici, televisori), tablet e termometri digitali valgono le modalità di gestione e smaltimento dei RAEE (Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche), regolate dal Decreto Legislativo n. 49 del 14 marzo 2014. La normativa prescrive che per ogni elettrodomestico nuovo acquistato, il rivenditore è tenuto a ritirare gratuitamente dal privato cittadino il RAEE equivalente per tipologia e funzioni che egli eventualmente consegna all’atto dell’acquisto della nuova apparecchiatura (sistema cosiddetto dell'uno contro uno). Al rivenditore spetta quindi il compito di provvedere al corretto smaltimento delle vecchie apparecchiature.

Lampadine Speciali: Mercurio e Gas Inquinanti

Le lampadine alogene contengono mercurio e altri gas inquinanti e dannosi per l’ambiente. Vanno perciò conferite nell’apposito contenitore nell’isola ecologica più vicina. Neon, lampadine fluorescenti compatte, lampade ad alogenuri metallici, le lampade a scarica ad alta e bassa intensità e quelle a vapori di sodio contengono sostanze inquinanti e nocive e quindi vengono considerati rifiuti urbani pericolosi, e il loro smaltimento segue le stesse modalità.

Rifiuti Inerti: Mattoni, Calcinacci e Simili

Sono considerati rifiuti inerti ad esempio mattoni, mattonelle, calcinacci, lastre in cemento, sanitari in ceramica (privi di parti metalliche come i rubinetti), pozzetti, coperture (eccetto quelle in cemento/amianto-eternit), fioriere in cemento, pietrisco, sabbia. Vengono smaltiti presso apposite discariche controllate. I materiali provenienti da demolizioni oppure quelli che provengono dalla sostituzione di analoghi manufatti (es. i sanitari) sono solitamente conferiti in apposite discariche direttamente dall'impresa che effettua i lavori o le installazioni.

Altre Tipologie di Rifiuti Comuni

  • Ceramica: La ceramica non è riciclabile e i relativi oggetti non sono differenziabili.
  • Floppy disk: Non sono riciclabili.
  • Stracci: Non sono riciclabili.
  • Legno: Le regole di smaltimento per il legno sono particolarmente fumose. Al momento, tecnicamente, il legno non è conforme alla normativa europea UNI EN 13432:2002 relativamente ai materiali compostabili perché ha tempi di decomposizione più lunghi rispetto a quanto previsto dalla norma. In diversi Comuni è attivo un servizio a richiesta per conferire questa tipologia di rifiuti, attraverso cassonetti chiusi a chiave disponibili sul territorio oppure con raccolta domiciliare.
  • Prodotti pericolosi: Trielina, benzina, solventi e smacchiatori, detergenti per la pulizia dei w.c. vanno consegnati alle aree attrezzate avendo l'accortezza di inserirli in involucri adatti (ad es. contenitori originali ben sigillati o contenitori resistenti).
  • Ingombranti: Gli ingombranti vanno portati al centro di raccolta. In alternativa è a disposizione dei cittadini il servizio di raccolta domiciliare gratuito su prenotazione telefonica.
  • Olio alimentare esausto: L’olio alimentare esausto, chiamato anche olio vegetale o più semplicemente olio da cucina, può essere conferito al centro di raccolta oppure presso le postazioni dedicate alla raccolta dell’olio alimentare, dotate di specifici contenitori stradali, dove presenti.
  • Mozziconi di sigaretta: Sono tra i rifiuti più diffusi al mondo, buttarli a terra provoca gravi danni all'ambiente. Si tratta di un rifiuto particolarmente problematico, considerato che si degrada in tempi lunghi (circa 5 anni) e impatta in maniera veramente pesante sull'aspetto delle strade, se gettato senza criterio.

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